Tutte e tutti noi dobbiamo cominciare dalla Quinta, non in seduta congiunta, solo la quinta, perché dobbiamo approvare dare il parere. Chiedo scusa per la risoluzione europea che si discuterà in sesta, quindi in modo da dare la possibilità agli uffici di trascrivere il parere. Cominciamo dalla Quinta. Non sarà una, non sarà, non perderemo molto tempo, non impegneremo molto tempo, bisogna solo votare. Abbiamo già fatto la partecipazione e la consultazione partecipativa, quindi chiedo ai Commissari di essere presenti per esprimere il parere. Potete prendere il vostro posto.
Allora, tutti i presenti per la quinta partiamo dall'approvazione dei verbali precedenti. Sono tutti questi. Dobbiamo approvare il verbale numero 26 approvare, prendendo atto del verbale numero 26 dell'1 10 2026 numero 27 dell'8 ottobre, numero 28 dell'8 ottobre, perché due.
3 ha una tradizione e una seduta, numero 28 dell'8 ottobre, numero 29, sempre dell'8 ottobre, poi 2 del 15 ottobre, il numero 30 è il numero 31. Ci sono osservazioni? Nessuna. Quindi si danno per approvati.
Adesso passiamo al parere ai fini della risoluzione.
Chi è favorevole?
Al parere sulla risoluzione.
Europea, quella della stessa Commissione. Chi si astiene? Nessuno. Chi è contrario? Prego, stavamo in votazione sulla risoluzione.
Contrario sulla risoluzione europea.
Okay.
Allora:
Quindi il voto contrario di Pagliaro.
Non vota. Chi è contrario?
Vietri non vota.
Sì, quinta, allora, Capone favorevole Rutigliano favorevole Basile.
Non c'è assente al voto Romito.
Contrario Barone, Borraccino.
Assente al voto.
Falcone.
Favorevole Gatta contrario. Gioia.
La notte astenuto Scatigna.
Tutolo astenuto:
Approvato a maggioranza, grazie. Allora adesso passiamo alla.
Chiudiamo la quinta Commissione in seduta singola, diciamo e passiamo alla congiunta. C'era stata una richiesta dell'Assessore di fare la quarta prima della congiunta, però l'assessore non lo vedo.
Avete visto l'assessore Paolicelli?
No, è avvenuta, ma non ancora a ragionare lì. Va beh, okay, allora passiamo alla seduta congiunta tra quinta e quarta Commissione. È presente anche il Presidente Tutolo. È una Commissione che prevede l'audizione di dell'assessore Eugenio di Sciascio, che è presente e della dell'ufficio relativamente agli emendamenti presentati. Quindi era un'intesa che avevamo raggiunto di fare la Commissione in questo modo un'intesa con cui diciamo avevamo dato la possibilità ai.
Ai presentatori degli emendamenti di avere un confronto con l'Assessore sulle loro proposte, l'assessore d'Aqui sino ad ora adesso un attimo solo che provvediamo a chiamarlo.
Perfetto, Assessore. Siamo arrivati alla seduta congiunta quarta e quinta. Avevo premesso che d'intesa maggioranza e opposizione e avevamo dato la possibilità all'opposizione di confrontarsi rispetto agli emendamenti presentati con gli uffici e con l'Assessore, in maniera tale da avere, diciamo, un dialogo qui in Aula.
C'è qualcuno che vuole intervenire?
Prego, Presidente Pagliaro. Ci siamo lasciati la volta scorsa che avremmo fatto un lavoro congiuntamente, provando ad arrivare in maniera condivisa a quello che riteniamo sia un provvedimento fondamentale.
Per il futuro della nostra regione. Noi abbiamo presentato degli emendamenti facendo la premessa che insomma, questo maxiemendamento presentato la volta scorsa sicuramente è migliorativo, profondamente diverso rispetto alla prima stesura migliore. Sicuramente dal nostro punto di vista è evidente che le nostre pressioni, ma non solo, penso anche i rilievi che gli stessi uffici regionali sull'analisi tecnico normativa.
La certificavano i rischi di una ipotesi di incostituzionalità e quindi bene avete fatto a correggere il tiro, ma qui siamo, secondo me, a un bivio che non ammette mezze misure, cioè la transizione energetica è un obiettivo che nessuno contesta, ma c'è una linea per noi invalicabile della difesa della nostra terra e del paesaggio della Puglia. Non possiamo permettere che la propaganda green ci faccia rendere all'invasione selvaggia di impianti industriali nei nostri campi e lungo le nostre coste. Sono battaglie che portiamo avanti da anni. Crediamo sia necessario mettere dei paletti chiari, netti per arginare questa invasione perché è necessario governare il territorio con regole rigide, chiare e coraggiose.
Nel nuovo testo di questo ddl ci sono ancora dei punti critici su cui noi chiediamo di intervenire con i nostri emendamenti chirurgici.
È di buonsenso, perché vorremmo correggere quello che ancora non va. Per questo noi vorremmo intanto lo stralcio delle adiacenze, poi magari entriamo nel dettaglio dei singoli emendamenti.
Ne parlo in termini generici lo stralcio dell'adiacenza sul ruolo agricolo libero. Vogliamo il tetto dello 0,8. Ne ho parlato anche con l'Assessore in un'altra occasione che ha applicato a ogni singolo Comune, non a livello generico in tutta la Regione Puglia, in modo che ci sia. Ecco molta chiarezza su questo punto e poi vogliamo il blocco delle autorizzazioni nei territori già saturi e sono tanti quelli particolarmente saturi. Poi riferimento alla provincia di Foggia e la provincia di Lecce e Brindisi, insomma, il Salento, che sono stati quelli più colpiti da questa invasione nel corso degli anni. Io mi auguro che ci sia il coraggio di accogliere queste nostre proposte, perché se così fosse, se così dovesse essere, faremo una bella legge per la Puglia, altrimenti perderemo un'occasione decisiva per poter difendere la nostra terra e lasciarla sicuramente ai nostri figli.
Almeno non peggiorando nelle condizioni rispetto ad oggi e penso che sia.
Un momento molto importante da non lasciarci sfuggire come occasione. Intanto questa è una breve premessa. Poi, se vogliamo guardare gli emendamenti, uno per uno, siamo a disposizione, grazie.
Il Presidente.
Sì, prego, ha chiesto di intervenire il presidente Romito, prego.
Grazie, Presidente.
Noi abbiamo insieme a tutti i gruppi di centrodestra con gli emendamenti che stiamo presentando. Proveremo a migliorare questa iniziativa legislativa della Regione Puglia rispetto alle aree idonee, e questo però ci consente anche di stigmatizzare un atteggiamento davvero singolare di questa Regione, perché.
Vede, Presidente, io con alcuni colleghi ho avuto l'opportunità di partecipare in questi due giorni alla più importante fiera in materia di ecologia ambiente che si è tenuta a Rimini. Ecomondo, una fiera in cui abbiamo avuto l'opportunità di guardare quello che accade nel resto d'Italia e nel resto d'Europa sotto il profilo della chiusura del ciclo dei rifiuti e non può che quindi tornarci poi alla mente quello che la Regione Puglia non ha fatto in questi ultimi 22 anni per chiudere il ciclo dei rifiuti, soprattutto sotto il profilo dell'impiantistica. È il motivo per cui a Bari si paga una TARI di 450 euro circa di media abbraccia a Brescia si paga una TARI di 220 euro all'anno di media.
In Puglia abbiamo deciso, hanno deciso la maggioranza che l'ha governata per 22 anni di non ragionare di impiantistica per non urtare la sensibilità degli amministratori locali, che evidentemente non hanno mai avuto grande piacere nell'affrontare il tema degli impianti, soprattutto sotto il profilo dei valorizzatore energetici. Quindi da una parte la Regione Puglia ha deciso di stare ferma sotto il profilo dell'impiantistica regionale in materia di ecologia e abbiamo nella nostra regione fra le TARI più alte d'Italia dall'altro lato, invece, con un passo decisamente diverso con questa norma, quella sulle aree idonee e la Regione Puglia ha sprigionato tutta la sua attenzione liberale nel consentire e nel utilizzare lo strumento primario la norma dello Stato per accelerare, velocizzare e rendere più agevole l'installazione di Fonti energetiche rinnovabili sotto il profilo dell'eolico del fotovoltaico. In particolare, noi cosa abbiamo provato a fare con questi emendamenti? Contrariamente a quello che ci si aspetterebbe forse dal paradigma del centrodestra abbiamo approvato a difendere la natura della nostra Regione, perché, come dico sempre io, nella bandiera della Regione Puglia al Centro, quale elemento più importante del nostro vessillo, non c'è né un pannello fotovoltaico cinese, né una pala eolica. C'è un albero di ulivo, è il nostro DNA e la nostra identità, ed è quello rispetto al quale noi siamo diventati grandi. Non possiamo quindi consentire che al posto dell'albero di ulivo fra vent'anni su quella bandiera ci possa essere o una pala eolica o un pannello fotovoltaico. Ecco perché, attraverso i nostri emendamenti abbiamo provato a restringere il campo di applicazione di questa norma, lo diciamo apertamente, per valorizzare il nostro territorio, valorizzare i nostri uliveti, valorizzare le nostre zone costiere, valorizzare le nostre aree interne, valorizzare tutto ciò che di bellissimo grandioso e irripetibile che nel territorio della nostra regione. Questo abbiamo provato a fare con i nostri emendamenti, che sono da un punto di vista tecnico, assolutamente puntuali, pertinenti e accoglibili. Certo, poi resta quello politico è, però ci siamo impegnati per dare all'Aula degli emendamenti. Tecnicamente formalmente è normativamente ineccepibili. Poi ci dovremo dis, dovremmo discutere e il centrosinistra dovrà dirci perché vuole aprire le porte della Puglia, oltre quello che già oggi non è avvenuto alle rinnovabili e quindi continuare a inserire nel nostro territorio pre penso al foggiano pale eoliche che hanno cambiato la natura del nostro territorio, del nostro paesaggio nel Salento, gli ulivi messi da parte e per far luogo ai pannelli fotovoltaici. Stessa identica cosa è accaduto a Bari, nei territori costieri, così come a Brindisi e nella Provincia della BAT. Quindi, e concludo qual è il nostro obiettivo, con gli emendamenti che abbiamo preparato: tutelare il paesaggio della Regione Puglia, tutelare la bellezza della Regione Puglia e ricordare che, come si diceva in un famoso film noi abbiamo già dato la Regione Puglia sotto il profilo delle rinnovabili, ha già dato sia sugli impianti in esercizio che su quelli in corso di autorizzazione. Proviamo tutti quanti a difendere il paesaggio straordinario della Regione Puglia che l'unica cosa che i cinesi non potranno mai copiare, ed è l'unica cosa che ci rende autenticamente pugliesi rispetto a tutto il resto, che può essere invece assolutamente oggetto di coppia di emulazione e dico anche di contraffazione, la Regione Puglia noi proveremo a difenderla anche in questa sede, con gli emendamenti che abbiamo proposto. Grazie.
Ci sono altri interventi prima che diamo la parola all'Assessore? No?
Prego.
Io credo fermamente che ognuno di noi, in quest'Aula a come come dire, sentimento come mission, quella di difendere il territorio non fosse altro per un obbligo che è quello che ci è stato conferito con la fiducia delle persone.
Ma sono altrettanto sono. Vado ancora oltre non soltanto per obbligo, ma per vero sentimento che abbiamo.
Però non dimentichiamo qualcosa che c'è un DL 190.
Che ci impone alcune cose o ci piacciono o non ci piacciono, questo ce lo dobbiamo dire, lo dobbiamo sapere perché noi possiamo fare i tifosi del Milan a San Siro.
E i tifosi del Bari a Bari o siamo del bar? Siamo da risiede nel Milano, le Linder a San Siro. Chiariamola questa cosa. Quasi tutte e due mi pare un po' complicata, perché quando giocano tutte e due, qualcuno deve perdere.
E non è che possiamo tenere la maglietta del Bari sopra e quella del Milan sotto, perché mi pare che sennò il pareggio, tutto quello io personalmente parlo per me, tutto quello che sarà possibile inserire per limitare per difendere il territorio, quello che è illegittimo rispetto alla norma nazionale. Per quanto mi riguarda mi romperò mani e piedi, okay, però quelli strumentali, quelli impossibili e ne abbiamo visti un po' quelli che sono strumenti da. No, brava Antonia, collega Pagliaro, perché poi quando andremo a vedere nei dettagli gli emendamenti, dovremmo capirlo se non è se non si è capito.
Cosa si fanno i pesci in barile? Perché qua non è che ci stanno quelli là che difendono il territorio è quella che lo stuprano, perché quel DL è fatto da una parte politica e impone a noi di aprire le porte all'eolico, non siamo noi che lo apriamo, le porte alle eoliche e quel DL. Noi abbiamo un obbligo di legge e se non veniamo anche commissariati e lo fanno loro senza avere nessuna possibilità noi di difesa, quindi se siamo bravi lo facciamo insieme, ma non fate quelli che, ripeto, non sanno chi ha fatto sta roba qua. DL 190 lo sapete? No, o Quagliano Bra.
Però è entrato nel merito il Presidente Tutolo e quindi diciamo non è.
Quindi, la replica è contro il Governo.
Prego.
No, Presidente, mi lasci mi lasci fare, mi lasci fare allora, apprezzata, come sempre la verve del collega Tutolo e la sua genuinità, rispetto alla quale credo che nessuno abbia dei dubbi. Occorre fare delle puntualizzazioni. La prima puntualizzazione, come lei sa, collega Tutolo, tutta la materia legislativa interna in materia ambientale o almeno il 70% di essa è diretta promanazione di un altro organismo. Tutolo dove noi non siamo in maggioranza, siamo all'opposizione, si chiama Unione europea.
Punto primo è la il rispetto a questo, invece, sarà agevole, per lei comprendere chi fa parte di quella maggioranza di Governo e chi no, ma non ci interessa, non è questo, non è questo l'ambito.
Io dico una cosa diversa, collega, e utilizzo le sue parole. Ricordatevi che chi ha fatto quelle norme è il Governo di quello che dice tutto, lo è o è bella, bella che queste norme le ha fatto il Governo di centrodestra non è che le ha fatte il Governo di centrosinistra. Va bene e noi siamo così pugliesi, siamo così liberi e siamo così coraggiosi che una legge può averla fatta. Chiunque, tranne il Padre Eterno, chiunque, per quanto ci riguarda il nostro compito e il nostro mandato noi lo abbiamo ricevuto dai cittadini pugliesi. Quindi quello che lei dice mi lusinga perché avvalora ancora di più il nostro coraggio, il nostro senso di indipendenza e la nostra libertà intellettuale. Noi, per sedere in questa assise così prestigiosa, ci siamo andati a cacciare i voti dai cittadini per avere il loro consenso e la loro fiducia. Li abbiamo dovuti guardare in faccia, abbiamo dovuto ascoltare le loro esigenze, ci siamo dovuti impegnare stringendogli la mano personalmente e l'ho detto fin dall'inizio della mia esperienza politica. Il mio direttore di lavoro e uno soltanto uno è il cittadino, anche quello che non mi vota è il cittadino, in questo caso il cittadino pugliese. Quindi io prendo atto del suo accorato appello. Prendo atto della sua confessione stragiudiziale, perché già già anticipato che voterà favorevolmente a tutti gli emendamenti che sono tecnicamente legittimi, giusto, giusto? Quindi sono sicuro che sono sicuro, sono sicuro.
Collega, collega Tutolo, sono sì, io posso parlare per i miei o o Cicero pro domo sua, io posso parlare per i miei, i miei saranno immagino legittimi e a favore del territorio. Quindi siccome sono certo che lei farà esattamente le cose che ha già preannunciato, sarò lieto di vedere il suo voto favorevole accanto ai nostri emendamenti e so, sarò lieto di leggere il voto favorevole di tutti i consiglieri regionali della Puglia, che avranno a cuore unicamente l'idea di preservare il nostro territorio fine tutto il resto ne parliamo fuori da quest'Aula. Quando stiamo qui dentro, noi agiamo con il nostro voto nell'interesse esclusivo della Regione Puglia, da Foggia a Leuca.
Per tutto il resto ci sono le tribune politiche su la 7 Retequattro svegliatevi la trasmissione che vi piace di più? A me piacciono i 5 minuti di Bruno Vespa.
Grazie devo riscontrare, a chiusura di questa premessa, di questo dialogo di premessa politica.
Però un dato che deriva da una attività che abbiamo fatto insieme.
Un po' di Commissioni fa, che riguarda la richiesta di chiarimento in merito agli obiettivi di potenza FER al 2030 e i criteri di computo ai sensi del decreto legislativo 190 del 2024 rispetto a questo noi facemmo una richiesta al Ministero. Una richiesta firmata dall'assessore allo sviluppo economico e dal direttore del dipartimento dello sviluppo economico. È sollecitata da noi proprio in Commissione all'unanimità, la ponevamo questa richiesta, io e il Presidente Tutolo come Presidenti proprio della Commissione congiunta, questa richiesta era precisissima. Purtroppo dobbiamo.
Sottolineare come, nonostante sia partita il 10 aprile 2026 e anche sollecitata più volte il Ministro non ci ha degnato di una considerazione di striscio, la ripeto perché è importante che la conosciamo perché alla base. Prego, al Ministro all'ambiente, alla sicurezza energetica Gilberto picchetto Fratin. Importantissima perché alla base della nostra discussione di oggi.
E in questa richiesta noi dicevamo che la Regione Puglia chiede un formale chiarimento in merito agli obiettivi fissati per la transizione energetica dal nuovo assetto normativo e in particolare in relazione proprio alla tabella 1 dell'allegato C-bis, perché su questo si fonda una gran parte degli emendamenti. Anche il nostro, devo dire maxiemendamento. Il calcolo del raggiungimento degli obiettivi di cui alla tabella 1 si basa sulla potenza nominale degli impianti entrati in esercizio. Tuttavia, questa Amministrazione ritiene doveroso rappresentare una fondamentale circostanza fattuale. Lo dico perché alla base anche dei vostri emendamenti.
Il contingente di potenza, ad oggi già autorizzato dalla regione, sommando i titoli rilasciati tramite autorizzazione Unica e Procedura abilitativa semplificata, risulta molto avanzato rispetto all'obiettivo di potenza aggiuntiva fissato per la Puglia al 2030. Altrettanto vero è che in sede di VIA a qualunque livello essa venga rilasciata. L'Amministrazione ha la possibilità, se non il dovere, di tenere conto anche della presenza di autorizzazioni già rilasciate nel medesimo territorio, seppure ancora con impianti ancora non realizzati e ne esercita né in esercizio. Questo, però, potrebbe essere non sufficiente ad un'effettiva razionalizzazione della presenza degli impianti su territori già oggetto di concentrazione degli stessi al presente. Come in altre regioni, vi è un importante divario fra l'ha autorizzato, irrealizzato anche per via della durata molto estesa del periodo di validità delle autorizzazioni, oggetto peraltro di ulteriori proroghe a partire dal periodo Covid, pertanto, si chiede di chiarire se, ai fini della rendicontazione per il raggiungimento della menzionata soglia al 2030, il contingente di potenza possa essere possa ritenersi applicato e soddisfatto, già calcolando la potenza nominale degli impianti a fonti rinnovabili regolarmente autorizzati in Regione Puglia, anche nelle more dell'effettiva messa in esercizio di tutto il contingente, ha sentito si rischierebbe, al contrario, di autorizzare molto di più di quanto previsto dalle soglie fissate nel PNIEC al solo scopo di raggiungere le stesse soglie in termini di impianti funzionanti in senso stretto, in relazione a quest'ultima preoccupazione è emerso dalla discussione in sede di seduta congiunta delle Commissioni sviluppo economico, ambiente del Consiglio regionale pugliese un quesito di fondo che, tramite lo scrivente assessorato, si pone i valori di potenza aggiuntiva riportati nel PNIEC per la nostra Regione devono essere intesi come una soglia minima da raggiungere oppure come un tetto massimo oltre il quale non sia possibile autorizzare o realizzare in concreto impianti FER. Questa è la richiesta al ministro picchetto Fratin. Tutte le discussioni che voi fate si fondano sulla mancata conoscenza della risposta che effettivamente non abbiamo avuto.
Quindi adesso, Assessore, vuole vuole intervenire lei, Presidente Pagliaro, prego.
Anch'io ribadisco sicuramente il nostro favore l'intervento del Presidente Tutolo, quindi sembrerebbe siamo d'accordo su questo tema del target da raggiungere. Lo abbiamo già detto che l'interpretazione che si era data già in altre occasioni, era quella del target massimo che aveva indicato il il Governo, quindi questa eccessiva necessità di andare a richiedere una maggiore, un maggiore approfondimento su un tema, sinceramente ci è sembrato un po'.
Inutile.
Sì, ma qualora qualora ci non ci fosse, come dire, se non ci fosse una risposta da parte del Ministero.
Ci è sembrato un po' ecco, pretestuoso adesso il fatto di non riuscire a interpretare una norma che, per quanto ci riguarda, è abbastanza chiara, però al di là di questo, i nostri emendamenti vanno un attimino.
Nel dettaglio del del vostro disegno di legge, quindi, al di là di questo, penso che sarebbe opportuno discutere di questo oggi no e poi magari proveremo a capire qualcosa di più anche su questa risposta del Ministero, se proprio ci serve avere questa certezza, intanto ragioniamo sugli emendamenti. Prego, Presidente Tutolo e poi passiamo. La parola all'assessore.
Per onor di verità, perché sennò veramente sembra che veniamo qua e o dimentichiamo quello che facciamo o siamo pazzi. Allora, in una delle prime Commissioni, quando è stato posto quella questione, siccome, per come dire, essere il più chiaro possibile da parte di tutti. Abbiamo convenuto, ricordo bene tutti quanti che era opportuno fare quella richiesta al Ministero per eliminare qualsiasi dubbio e poter lavorare in tranquillità. Quindi questa è la prima cosa. Quindi non è che ci eravamo detti che eravamo tutti quanti d'accordo che funzionava da oggi o da ieri in poi, assolutamente no. Abbiamo detto scriviamo al Ministero e chiediamo una risposta a una domanda banale, semplice, che non avrebbe avuto nessuna difficoltà il Ministero a scrivere magari su vostra sollecitazione,
Perché, voglio dire, non è che ci possiamo vantare di avere a comunanza politica o conoscenze politiche quando ci fa comodo e quando ci devono navi a dare una semplice risposta e dire: è così o eccoli, pare che non li conosciamo. Dopodiché, la scorso, lo scorso, la Commissione non 2000 anni fa siamo rimasti d'accordo, noi non abbiamo avuto la risposta, però ho visto che abbiamo questi settimana 15 giorni di tempo noi vi mandiamo la richiesta che abbiamo fatto e sollecitate. Ora non potete venire, collega Pagliaro, qua a dire per noi non serve a nulla. No, è fondamentale, voglio dire, anche con per un leale e reciproco rapporto tra istituzioni. Il Ministero una precisa domanda della Regione Puglia no di Antonio Tutolo di Pagliaro o che ne so del dirigente no della Regione Puglia avrebbe dovuto dire per metterci in condizione di poter legiferare nel modo più chiaro possibile. Ci avrebbe dovuto dire: guardate che questa incrementale oppure tenete conto pure di quello là. Credo che sia semplice questo e sia ancora in tempo qualcuno ad alzare il telefono e al di là o vedete che non è difficile? Alla domanda datela, sta risposta così noi evitiamo di fare delle delle, come dire, delle delle cose che che magari non possiamo fare a beneficio di tutti e dei pugliesi, di quelli che ogni tanto ci ricordiamo tutti quanti diciamo sennò diventiamo non credibili poi alla fine. No, quando diciamo tutti quanti poi riprendiamo non credibile, quindi sollecitate la sollecito. Noi l'abbiamo fatta per iscritto, sollecitata la sua risposta. Non è difficile. Ripeto, la domanda è banale e quindi non è pretestuosa quella che abbiamo fatto, perché quello che non posso accettare è che si definisca pretestuoso una richiesta di parere a un Ministero, cioè la Regione chiede delucidazioni al Ministero è pretestuosa, pretestuosa di che.
Bene allora prego, Assessore. Sono stati presentati una serie di emendamenti che purtroppo devo dire che anche oggi ne sono stati presentati degli altri, nonostante avessimo raggiunto, diciamo, un'intesa per arrivare oggi Giacon emen con emendamenti e valutazione un po' da parte dell'assessorato.
Grazie, Presidente. Intanto un chiarimento, nel senso che io faccio una piccola dichiarazione iniziale, ma poi credo che gli emendamenti vadano illustrati dai dai singoli proponenti e poi risponderemo di volta in volta giustissimo.
Una considerazione preliminare, è chiaro che tutti quanti, incluso questo Governo,
Ricche ritengono che il la tutela del paesaggio sia un elemento del del paesaggio pugliese, sia un elemento non negoziabile e sul quale diciamo anche nella stesura di questa legge, che vi ricordo, è una legge che deriva da una legge nazionale e quindi diciamo che definisce anche lo scopo di della della della legge regionale stessa.
Nell'ambito di questa, noi la difesa del paesaggio lo abbiamo considerato un elemento non negoziabile, ovviamente nelle nelle capacità che possono essere inserite in questa norma. Dopodiché non ho la verve del del Presidente Tutolo, anche perché sennò mi sarebbe venuto un ictus alla terza, però il contenuto è quello. Noi applichiamo una legge nazionale.
E quindi, nell'ambito di questa legge nazionale ci possiamo muovere.
Sennò, diciamo discutiamo di altro.
E quindi non di cose che poi possono tradursi in una norma che possa possibilmente non essere impugnata dal Governo nazionale.
Non c'è una.
Non c'è un elemento che forse, ebbene, comunque reintrodurre è chiaro che.
Questa Regione, questo Paese e forse anche l'Unione europea.
L'energia da qualche parte la deve recuperare. Questo ce lo dobbiamo dire, nel senso che.
A questa simpatica aula e accesa e riscaldata attraverso un delle fonti di energia. In questo momento la Regione Puglia è un esportatore netto di energia, cioè produce più energia di quanta ne consumi e quindi è anche giusto considerare quali sono i benefici che questa Regione abbia i cittadini e le imprese abbiano da questo surplus di produzione di energia. Come sapete,
Ancora oggi il costo dell'energia è determinato dal prezzo unico nazionale. C'è un'evoluzione, nel senso che il beneficio reale si potrebbe cominciare ad avere nel momento in cui le zone di mercato venissero realmente attuate, perché diciamocela tutta, se ci dobbiamo sopportare la e nel fotovoltaico il e altre fonti di energia, però il meccanismo di beneficio al cittadino deve esserci, altrimenti il livello di accettazione sarà sempre nulla se c'è un beneficio in bolletta, ha detto semplicemente si capisce per quale motivo c'è un impianto fotovoltaico o un impianto elettrico in questo PON e o un impianto eolico in questo momento le zone di mercato sono state definite, sia siamo in attesa che il Governo nazionale e Arera facciano i decreti attuativi. In assenza di questi decreti attuativi, come è stato ricordato, noi paghiamo comunque, indipendentemente da tutto con il prezzo unico nazionale, che è il prezzo peraltro determinato dal metano, dal dal gas naturale che ci arriva, peraltro, con sapete tutti bene, da dove e con in questa situazione geopolitica, con quali costi aggiunti.
Questa è la considerazione, diciamo di generale che intendevo fare. Dopodiché, Presidente, se se lei ritiene passeremo all'emendamento, passiamo all'illustrazione degli emendamenti. Allora.
Il Presidente Pagliaro Presidente Romito chi vuole? Prego, Presidente Pagliaro.
No, no, lascio, lascio lascio, ma è un accordo tra di voi. Prego.
No, dunque la partiamo con l'emendamento.
All'articolo l'autorevolezza dell'anzianità, Presidente Pagliaro, che fece un referendum.
No, però sinceramente su questa cosa qui lascerei poveri.
Parliamo di altro.
Io Estefanos anche Paolicelli, possiamo ragionare di questo si propongono. È il caso, se avete necessità di fare questa sottolineatura. No, allora partiamo con questo emendamento che l'articolo all'articolo 1 al comma 2.
Allora, questo è il ce l'avete solo, nonché il livello di saturazione visiva. In buona sostanza, vogliamo offrire una risposta concreta alle comunità locali, ai Sindaci di questi territori che hanno già dato un contributo enorme e spesso insostenibile in termini di consumo di suolo, impatto paesaggistico,
Il testo della Giunta prende atto degli impianti cumulativi, ma rimanda tutto a future linee guida da adottare entro sei mesi. Nel frattempo nulla impedisce che si continuino a autorizzare o proporre impianti in aree dove la presenza di pale eoliche a terra già completamente alterato, la matrice visiva, l'identità del paesaggio rurale. Quindi cosa fa di concreto? Questo subemendamento inserisce direttamente tra i principi generali l'articolo 1 il parametro di saturazione visiva e territoriale, stabilendo un vincolo di stop l'individuazione di ulteriori aree idonee nei territori comunali che abbiano già superato la soglia critica di Cardito un carico cumulativo.
Un atto penso di rispetto verso territori che hanno già veramente, dato che sono stati già abbondantemente sfregiati. Questo emendamento non mi sembra che abbia alcun vincolo, alcun limite e tantomeno possa essere di impedimento per rimanere nell'ambito della legge nazionale.
Prego, Assessore.
La dottoressa Brindisi.
Assessore, prego.
Consigliere Pallaoro Pagliaro. Il siamo tutti d'accordo, che insomma, appunto dobbiamo difendere, come dicevamo prima, il paesaggio su questo emendamento, il parere, peraltro tecnico, è negativo per un per alcuni motivi che le vado brevemente a.
A a f semplificare. Il primo è che.
Lì i la terminologia utilizzata non è una terminologia che definisce, è definibile, praticamente è normativamente non è definita. Poi quando si la il l'insieme della visuale del nonesi, non sapremmo come definirlo. In più ci sono delle ampie sentenze della Corte costituzionale, peraltro, credo.
Che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di una stessa legge della Regione Puglia e delle disposizioni del Regolamento stesso che rimarca la fissazione di limiti quantitativi moratorio, indici massimi di affollamento per gli impianti a fonti rinnovabili, perché spetta alla legislazione dello Stato e alle linee guida nazionali, invadendo la competenza statale esclusiva e mantenere di tutela della concorrenza e produzione di energia. Ne segue che diciamo, è.
Non possiamo diciamo a accettarlo in questa sicuramente in questa formula la lì, se vuole, le leggo tutto il referto, ma diciamo preferito riassumerlo.
Possiamo cambiare la formula, se necessario. Ripeto, se c'è una volontà comune, no, e penso che su questo ci siamo detti tutti d'accordo. Noi immaginiamo dei comuni che sono stati già coinvolti abbondantemente da questi impianti, come possiamo fare? Noi siamo stati a Martano, Presidente. No, il Presidente Capone. Questa è una, è una questione che, come sai, abbiamo affrontato anche insieme, per esempio a Martano, dove c'era proprio questo problema che sia stato evidenziato dai sindaci del territorio e anche dai cittadini e dai comitati. L'impatto visivo, come possiamo ragionare su questo tema e se non c'è se questa formula non non non vi va bene, ne ne cerchiamo un'altra è voglio dire sinonimi ne abbiamo tante. Noi c'è Mariella Vitucci, che brevissima in questo che vogliamo cambiare la formula la riformuliamo pure l'importante che troviamo un'intesa e ci capiamo sulla esigenza che abbiamo espresso non solo noi, ma anche tutti i comitati e tutti i Sindaci che ci hanno coinvolto su questo.
Prego, presidente Toti.
Collega Pagliaro, io sono, come dire, come principio sono assolutamente d'accordo, ma credo che lo siamo tutti, lo ripeto e lo risottolineo, però questa formulazione onestamente non è come dire, no, quando viene precisato tra i criteri di cui alla legge di tener conto nell'individuazione delle aree idonee e aggiunge la saturazione visiva e territoriale. Se non c'è un parametro di riferimento e capisci bene, è facile da comprendere, è una valutazione di carattere.
Soggettiva che per me può essere anche un ventilatore. No, una pala eolica, un ventilatore di una signora sul balcone che non dorme la notte e se lo mette sul balcone. Per me può essere assai, quindi se lo riformuli in maniera che ci siano dei criteri oggettivi e non soggettivi per poter determinare un limite entro il quale in un comune, in un territorio possa essere bene ben venga, ma così, onestamente mi pare, come dire, no, che facciamo finta di non aver capito tutti quanti che non è possibile. Una roba del genere è un principio che condividiamo, ma bisogna formularlo diversamente. Quindi io ti chiedo come dire veramente di riformularlo, perché c'è la massima disponibilità.
Ovviamente ritiro, Presidente, grazie. No, niente.
Lo bocciamo e che è un peccato bocciare il principio. No, questo punto ritiri lo riformulo e lo discutiamo. Grazie, Presidente. Mi fa piacere alla condivisione. A questo punto utilizziamo i nostri tecnici migliore, mi migliore competenza o professionalità o consulenza. Penso che non ci possa essere. Quindi ai tecnici del dipartimento chiediamo come fare per poter riuscire a rendere. Come dire, è chiaro e inattaccabile questo principio, questo pensiero può sembrare che la saturazione visiva e territoriale sia abbastanza vago come termine, posso anche capirlo, però se ci siamo capiti su sul senso che vogliamo dare a questo emendamento,
Lavoriamoci un attimo, chiedo appunto se i tecnici possono riformulare e aiutarci a riformulare questo pensiero.
Allora lo ritiriamo e in attesa che magari i tecnici possono dirci qualcosa, ci dato conferma di questa disponibilità, seppur non potete neanche chiederci, dite che sennò questo diventa un'iterazione che non finisce mai, perché la Commissione è così? No, ma la la se noi dobbiamo riformulare gli i vostri emendamenti. No, non si tratta di riformularli. Si tratta di modificare per poterli rendere, come ritenete voi tecnicamente ammissibile, se siamo d'accordo, siamo d'accordo sul motivo base, perché se siamo d'accordo possiamo dire che ci siamo dati generalizzati, non possiamo avere.
Se neanche una terminologia che, come diceva, tutelanti, incerta, cioè o si vince o si perde, quindi voglio dire, se dobbiamo o lo bocciamo o lo approviamo. Siccome vogliamo approvarlo politicamente, sembrerebbe che c'è una condivisione, si tratta di trovare la tecnica giusta, la tattica giusta per vincere la partita e fare gol tutti insieme. Quindi non mi sembra di chiedere qualcosa di straordinario al no, ai nostri tecnici, che sono qui anche per questo, per dare senso alla nostra volontà politica in maniera ineccepibile e inattaccabile.