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Giovedì 10 ottobre 10 e 25 apriamo i lavori della seconda Commissione.
Oggi è una Commissione solo di audizione al primo punto all'ordine del giorno abbiamo l'audizione dell'assessore al welfare sport e politiche giovanili.
Che sta per arrivare e del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, che è presente, del direttore del Dipartimento welfare e politiche regionali di inclusione socio sportiva che è presente a favore delle persone con disabilità intellettiva e plurima, sull'attivazione di sinergie, strutture di strumenti operativi e di supporto. Ovviamente l'audizione viene chiesta dalla direttrice regionale della Special Olympics Italia, TIM Puglia, che è qui presente e che la dottoressa Ketty Lorusso, che può intervenire.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti e se posso permettermi vorrei passare alleghi e due copie del nostro, diciamo di un nostro report, il nostro lavoro, che magari consente da subito di inquadrare, diciamo, la realtà di cui di cui parliamo va be' Antonio Gianni, ci conoscono, magari possiamo favorirla da questo lato. Grazie.
Quindi Buongiorno, Presidente. Buongiorno ai componenti della Commissione. Grazie per aver promosso questo momento di ascolto e di confronto. Io mi chiamo Kirsten Lorusso e oggi sono qui nella mia qualità di direttrice regionale di Special Olympics Italia ti in Puglia porto qui la voce di una realtà che in Puglia vive quotidianamente lo sport insieme alle persone con disabilità intellettiva, alle loro famiglie, ai tecnici, ai volontari, alle società e alle associazioni ma vorrei partire da una commissione da una considerazione molto semplice: credo proprio che oggi non abbiamo più bisogno di convincere nessuno che lo sport sia importante per le persone con disabilità. Sappiamo che lo sport produce benessere, autonomia, relazioni partecipazioni autostima. Sappiamo anche che lo sport può essere uno straordinario strumento di inclusione sociale. E allora la domanda che dobbiamo porci, però, è un'altra: quanto è realmente accessibile lo sport per una persona con disabilità intellettiva nella nostra regione e soprattutto cosa succede il giorno dopo l'evento, perché possiamo organizzare una bellissima manifestazione inclusiva a portare un atleta in campo, creare una giornata di sport insieme ma l'inclusione comincia il lunedì successivo. Comincia quando quella persona torna in palestra, quando trova un tecnico che sa come accoglierla quando la famiglia sa a chi rivolgersi quando esiste una società sportiva vicino casa quando il costo dell'attività non è una barriera, quando c'è un rapporto, un trasporto possibile, quando soprattutto quella persona non viene considerata semplicemente un atleta con disabilità, ma una persona che ha diritto a praticare lo sport con continuità.
Ed è proprio su questo passaggio che vorrei concentrare il mio intervento, Special Olympics non vuole chiedere alla Regione più attenzione. Vorremmo mettere a disposizione della Regione un'esperienza, una rete e un modello che può essere trasformato in una politica pubblica. Il momento è particolarmente importante, dato il ruolo delle politiche regionali e sociali, che individua proprio nell'integrazione tra politiche sanitarie, educative, sociali e culturali e sportive, nella direzione della programmazione regionale, il piano parla di welfare integrato, di comunità, di autonomia, partecipazione, e allora credo che possiamo fare un passo insieme, passare dai principi agli strumenti, quindi sottoporre alla Commissione alcune proposte. La prima: abbiamo pensato a un voucher per lo sport inclusivo e l'istituzione di un voucher regionale per lo sport inclusivo destinata a persone con disabilità. In particolare, parliamo di disabilità intellettiva, un contributo individuale che possa essere utilizzato per sostenere, per esempio, l'iscrizione alla società, il tesseramento, le quote di frequenza, l'eventuale supporto educative di accompagnamento e dove è necessario anche il trasporto, perché non è sufficiente che lo sport ha esista, ma deve essere economicamente accessibile, quindi il voucher, uno strumento molto semplice. La Regione investe direttamente sulla possibilità delle persone di fare sport. Una seconda proposta riguarda una rete regionale dello sport, inclusivo e una rete regionale delle società sportive inclusive, non un semplice elenco, ma una una rete composta da ASD e SSD che rispettino alcuni requisiti. Faccio per esempio, presenza di tecnici formati, un referente per l'inclusione, la continuità della collab, dell'attività, alla collaborazione con le famiglie e i territori, una mappa regionale dello sport inclusivo. Immaginiamo che un genitore chieda: abito a Gravina, mio figlio a diciott'anni vorrebbe fare atletica dove posso andare? Oppure abito in un piccolo comune. Mia figlia vorrebbe nuotare qual è la società più vicina che possa accoglierla. Quindi costruire un sistema nel quale quella risposta sia disponibile una terza proposta alla formazione di tutor per le società sportive. È una questione che riguarda competenze. Spesso ci dicono, ma non sappiamo come fare, e questo non deve essere un motivo per escludere. Propongo quindi una formazione regionale specifica per tecnici e i dirigenti sportivi sulla disabilità intellettiva, che sia figura di tutor referente per l'inclusione sportiva, una persona che possa far le città, facilitare il rapporto tra società sportiva, tecnico, famiglia. Non dobbiamo necessariamente creare una struttura burocratica, possiamo sperimentare, puoi decidere. La quarta proposta è quella di sport e ai servizi sociali e sanitari. Affinché questi si parlino davvero. C'è un problema centrale spesso abbiamo tante competenze, tante professionalità, ma non sempre queste sinergie si incontrano. Propongo quindi la costruzione di un protocollo generale tra ASL, ambiti, regione, enti locali, il mondo sportivo e terzo settore, per favorire l'orientamento alla pratica sportiva. Quando si parla di autonomia e di inclusione, dobbiamo chiederci dove vive e con chi vive cosa fa durante la giornata e anche quale sport può praticare.
Una quinta proposta, il trasporto inclusivo sportivo, aggiungere un tema spesso sottovalutato, quello del trasporto, perché possiamo avere le società sportive, un tecnico, anche un voucher, ma se la persona non può raggiungere l'impianto lo sport rimane inaccessibile e quindi forse attraverso lo il trasporto verso le attività sportive inclusive, l'accessibilità non deve finire sulla porta della palestra e infine una sperimentazione regionale, si una sperimentazione un progetto pilota che potremmo chiamare semplicemente Puglia, sport inclusivo 12 mesi, alcuni territori dei tecnici informati, dei tutor e soprattutto degli indicatori precisi. Sapere quante persone entrano nello sport, quante continuano dopo sei mesi, quante società vengono coinvolte, quanti tecnici vengono formati, quali solo le barriere incontrate dalle famiglie, perché se vogliamo costruire politiche pubbliche, dobbiamo anche avere dati e risultati misurabili. Quindi sintetizzo con tre richieste alla presente Commissione. Vorrei lasciare delle riflessioni la prima l'istituzione di un tavolo tecnico regionale permanente sullo sport e disabilità intellettiva nel quale siano presenti istituzioni, il mondo sportivo, terzo settore e i servizi territoriali e rappresentanza delle famiglie. La seconda la costruzione di una mappatura regionale dell'offerta sportiva realmente inclusiva. La terza l'avvio di una sperimentazione regionale Puglia, sport inclusivo che metta insieme formazione e tutoraggio, trasporto e possa diventare una politica strutturale, un sistema nel quale una persona con disabilità intellettiva non debba chiedersi se può fare sport, ma chiedere quale sport voglio fare, chi può accogliere mio figlio? Ecco dove devo andare chi lo accompagnerà, quanto costerà e come e come può iniziare.
Special Olympics in Puglia è pronto a mettere a disposizione della Regione e la propria esperienza la propria rete, i propri tecnici volontari e le famiglie e gli atleti, non per chiedere che venga fatto qualcosa per loro, ma per costruire insieme qualcosa con loro. È una comunità che impara a non lasciare nessuno fuori campo. Grazie.
Grazie, dottoressa.
Dirigente capo settore del del settore welfare, la dottoressa Valentina Romano, se vuole intervenire, in attesa che arrivi l'assessore Caselli.
Buongiorno a tutte e a tutti. Io faccio diciamo seguo quelle che sono le richieste. Poi c'è qui il dirigente del servizio competente, che può dare atto anche di quello che già è in campo però cerco di concentrarmi su richieste che sono state peraltro molto puntuali.
Voucher Regione ha dei voucher per lo sport, si è focalizzata l'attenzione soltanto sulla disabilità intellettiva, ma noi riteniamo diciamo che lo sport debba riguardare le varie disabilità, la possibilità di fare sport tutte le persone con disabilità, con un'attenzione differente.
E vengo al punto: noi in realtà già finanziamo, oltre ai voucher, che è uno strumento specifico, finanziamo le attività sportive anche all'interno dei progetti di vita indipendente. Negli ultimi anni non solo i progetti di vita indipendente hanno visto un ampliamento della platea generale, ma hanno visto quell'ampliamento perché quei progetti di vita sono stati molto flessibilizzato, flessibilizzato perché è stata data la possibilità di affiancare, oltre all'assistente personale che accompagna la persona in quel percorso di autonomia, una serie di attività e quindi vengo al punto.
Che possono contribuire allo sviluppo della persona. Tra queste attività c'è la pratica sportiva e c'è anche il trasporto.
È chiaro che i progetti di vita indipendente io mi allargo, penso ai progetti di vita e mi permetto poi un affondo su questo, soprattutto per alcune tipologie di di disabilità necessitano di una valutazione di professionisti quindi ritengo che quella valutazione non possa che passare attraverso una valutazione medica e sociale che avviene in un unico organismo pubblico che l'UEM, quindi l'UVMD già.
Abituata a effettuare questo tipo di valutazioni, le effettua anche su proposta della persona con disabilità. Quindi noi ovviamente mettiamo nelle condizioni la persona con disabilità di proporre l'intervento che poi viene vagliato all'interno dell'unità di valutazione multidimensionale rispetto a l'idoneità anche della pratica sportiva, ma mi allargo può essere la pratica teatrale può essere.
Qualsiasi altra attività che è utile allo sviluppo della persona e quindi anche appunto non solo la possibilità di fare quel percorso e che quel percorso venga sostenuto economicamente, che era l'aspetto su cui si è appuntata l'attenzione, ma che quel percorso dia possibilità di crescita e sviluppo ed è ovvio che sia così, perché il presupposto di partenza assolutamente condivisibile è lo sport e utile alle persone, perché consente.
Di sviluppare delle capacità di socializzare, quindi lo sappiamo già lo sappiamo tutti. Quindi diciamo rispetto alla richiesta di attivare interventi che possono favorire lo sport in un percorso appunto che non è lo sport per Q per conto proprio no, ma è appunto lo sport all'interno di un percorso di vita delle persone con disabilità. Questo strumento esiste nei progetti di vita indipendente. Oggi, però, mi permetto di segnalare un'occasione in più in cui associazioni come la sua, ma anche come altre che insistono sul territorio, possono svolgere un ruolo importante. Oggi abbiamo i progetti di vita della riforma nazionale. I progetti di vita prevedono una strutturazione, un esame di quelle che sono le prestazioni sociali, sanitarie e sociosanitarie che vanno a ricomporre gli interventi sulla persona. Sono state anche inserite e di recente disciplinate dalla Regione Puglia le prestazioni atipiche e in dubbio, è evidente che la prestazione atipica rientra in questo tipo di interventi, cioè per prestazione atipica si intende il servizio non tradizionale, Regione Puglia, il Dipartimento welfare, collaborando ovviamente con le varie articolazioni e quindi anche lo sport.
Ha emanato delle linee guida agli ambiti territoriali e ha distribuito le risorse di promanazione governativa che servono a sostenere quella prestazione atipiche. È chiaro che oggi quel budget di risorse e un budget limitato, ma si sta sperimentando appunto quindi diciamo il budget per la Puglia e di circa 1 milione di euro che è stato ripartito tra gli ambiti territoriali. Quindi oggi che cosa occorre fare oggi le persone con disabilità interessate.
A svolgere la pratica sportiva e che hanno come strumento da un lato i progetti di vita indipendente e ne hanno un altro. In più c'è la presentazione dell'istanza di progetto di vita che nelle province di Lecce, Brindisi in sperimentazione deve seguire l'iter previsto dalla riforma nazionale nelle province non in sperimentazione. Oggi segue la norma che esiste da tantissimo tempo, cioè l'articolo 14 della 3 2 8 e che sostanzialmente consente la stessa cosa. Quindi nelle nostre linee guida abbiamo scelto di ripartire le risorse a tutti gli ambiti della Puglia e non soltanto alle Province in sperimentazione, per consentire che sia in quella in sperimentazione che in quelle non in sperimentazione si potessero avviare e quindi mettere a terra questi progetti e metterli a terra, anche con l'inserimento di prestazioni atipiche, tra le quali ri CERN, entra direttamente non solo la pratica sportiva, ma anche gli eventuali adattamenti necessari alla pratica sportiva, adattamenti che comunque la Puglia finanzia.
Con un separato avviso e ha finanziato con un separato avviso, quindi credo che oggi anche il riferimento che lei faceva alla rete, la rete è importante che ci sia anche tra le realtà che si occupano di questo. Io devo dirle, diciamo, noi abbiamo una competenza sul Terzo settore.
Il terzo settore fa in Puglia un lavoro importantissimo e ci siamo resi conto che a volte lo stesso Terzo settore, prima di dialogare con le Istituzioni pubbliche, non dialoga collere con le stesse altre realtà del terzo settore, tant'è che abbiamo spinto, con la nuova misura che energie sociali e energie net proprio nelle creazioni delle reti sono pervenute le istanze e le istanze si sono chiuse e devo dire che quel risultato lo abbiamo raggiunto, cioè siamo riusciti a far presentare progettualità che possono, che hanno tra le linee d'intervento anche.
Lo sport inclusive, che coinvolgono più in realtà del territorio, quindi ben venga la creazione delle reti, la creazione delle reti deve partire anche dalle realtà del territorio, che a volte faticano a dialogare tra di loro, ovviamente, non dialogando tra di loro l'impatto negativo e sui cittadini, a cui voglio dire, le stesse realtà del terzo settore si rivolgono perché a volte lo stesso cittadino non conoscere per esempio l'esistenza di attività che si svolgono sul territorio. Quindi diciamo, rispetto alle proposte fatte, ripeto, c'è tanto e tante possibilità anche oggi in questo momento in piedi e mi riferisco ripeto, anche da ultimo non solo ai progetti di vita indipendente, ma da ultimo proprio alle prestazioni tipiche e regolamentate dalla Regione Puglia.
Per cui ci sono delle risorse sui territori. È chiaro che proprio quel ragionamento che lei faceva e chiudo, perché credo di aver toccato i vari punti che lei aveva messo in piedi, è chiaro che la l'appropriatezza di una attività non in termini soprattutto di utilità di sviluppo della della persona, perché, poiché lei si è focalizzata sulle disabilità intellettive e non sulle fisiche, molto probabilmente era nasce da questo no, cioè da una consapevolezza che l'attività sportiva, come le ho fatto un altro esempio, l'attività teatrale, come possono contribuire alla crescita dell'individuo che sia persona con disabilità o meno? È chiaro che la persona con disabilità ha bisogno di professionalità in più, come lei ha detto e anche di una valutazione più attenta, cioè non ci si può anche improvvisare nel far fare un percorso sportivo, bisogna avere le competenze per poterlo far fare anche valutare l'idoneità della persona e quindi io credo che questo se passa attraverso l'unità di valutazione multidimensionale che quindi costruisce quel progetto di vita in quel progetto di vita dalle linee guida che lei potrà, diciamo, di cui potrà prendere copia, perché un atto pubblico dalle recentissime linee di guida di Regione Puglia proprio sui progetti di vita, sicuramente rientra sia il tema del trasporto verso il luogo in cui si effettua l'attività sportiva sia l'attività sportiva stessa e quindi quello che lei chiama voucher.
Tenga conto che rispetto al voucher, la possibilità della prestazione tipica lo dico perché, ripeto, poi voi siete sul territorio e potete anche diffondere la voce tra i vostri aderenti e aiutarli nella predisposizione di questi progetti. Può avvenire con due modalità: o esiste un servizio per quanto atipico.
Di gestione dell'ambito, faccio un esempio: l'ambito a un elenco di palestre ok? E quindi al cittadino sottopone un elenco che ha già formato accreditato, eccetera, eccetera, in cui il cittadino sceglie. Io voglio andare lì e quindi quella è una parte della prestazione atipica, oppure il budget a un'altra forma c'è la possibilità di essere autogestito, cioè il cittadino dice dal dai. A me la risorsa ovviamente va rendicontato perché diciamo per effettuare l'attività che è stata inserita nel progetto di vita e quindi, una volta inserita nel progetto di vita, poi verrà rendicontata quindi al contrario, perché è un'autogestione del cittadino, non passa da un accreditamento d'ambito, da un servizio che l'ambito in qualche modo strutturato.
Mi taccio, perché credo di aver risposto ai ai vari punti.
Grazie, dottoressa Romano. È arrivato l'Assessore al Welfare, Cristian Casili, al quale cedo la parola grazie. Grazie, Presidente. Grazie ai colleghi, grazie alla la struttura, al direttore.
Valentina romano a tutti quanti voi tutte e tutti e saluto anche l'amico Romito. Vedo il Garante dei disabili Antonio, la dottoressa che filorusso e li ringrazio, perché poi in quest'anno diciamo, abbiamo già dimostrato questo è l'anno di Puglia, Regione europea dello sport 2026, proprio uno degli ultimi eventi che è stato il trofeo CONI ha visto rispetto alle passate edizioni nazionali, tanto per intenderci, è stato un evento che ha mosso quasi 5.000 giovani under 14. Parliamo giusto? Lo dico ai colleghi di una platea che più o meno eguaglia la platea dei Giochi del Mediterraneo, con la differenza che non ci sono servite due navi crociere per portare avanti questa mobilitazione così importante, ma attraverso una coprogettazione coppia, copianificazione dal basso abbiamo riempito i bimbi e le strutture di un'intera provincia e anche fuori dell'intera Provincia abbiamo coinvolto quattro Province, Lecce, Brindisi, Taranto e Bari e attraverso un lavoro molto importante con il Presidente De Santis del CIP, abbiamo coinvolto appunto ragazzi e ragazze giovanissimi con disabilità nelle passate edizioni non era avvenuto e col Presidente nazionale del CONI Buonfiglio la richiesta che abbiamo fatto e anche ad Angelo Giliberto della.
Comitato regionale è quello. Sì, noi investiamo col collo grandi eventi sportivi quasi 600.000 euro, però vogliamo che questo evento rispetto al passato sia un evento attrazione che sia veramente inclusivo, perché poi sull'inclusione, si fanno tanti giri retorici, ma poi nell'atto dei fatti non si attua l'inclusione e quindi diciamo la Puglia, attraverso, diciamo la collaborazione delle amministrazioni, di tutti i colori politici, ha consentito appunto di portare a termine un evento così importante come il trofeo CONI, che ha visto dicevo, quasi 5.000 giovani e insieme ai 5.000 giovani, chiaramente poi mamma e papà preparatori atletici. Parliamo di 8 9.000 persone che sono che sono state, perché si sono appena conclusi qui in Puglia. A questo si aggiungono altri eventi sportivi importanti, come il Trofeo delle Regioni, anche qui ampio lavoro con Romito, con il presidente nazionale e del della del CIP e dopo 38 anni il RID ritorna a cui è ritornato qui in Puglia il trofeo con il 2.200 giocatrici e giocatori.
Che sono rimaste qui per una settimana nella nostra, nella nostra regione, ma il ringraziamento va alla dottoressa Lorusso, devo dire e a Special Olympics, perché in questo percorso, comunque sono state anche in questo viaggio di questi primi mesi del 2026 il rapporto.
Di collaborazione e anche nella stesura di alcune attività è stato molto intenso e molto proficuo. Chiaro è però ascoltavo la direttrice Valentina romano perché siamo molto impegnati a cercare di non frammentare le risorse affinché le risorse provenienti dal welfare, quelle che avevamo sullo sport possano comunicare, diciamo insieme estere elencate, non essere disperse.
A tal proposito porre, però vorrei aggiungervi ed è stato uno dei discorsi che ci ha visto interessati proprio l'altro giorno a Roma con la Ministra Locatelli. Noi però dobbiamo cercare di non trasformare queste attività in semplici servizi. Non possiamo trasformare lo sport come avviene.
In altre questioni che ci vedono, diciamo interessati da un punto di vista sociale come semplice servizio dello sport, è qualcosa di molto più complesso.
E che risponde a diverse diversi fabbisogni sempre crescenti, chiamiamoli senso lato psicosociali. No, c'è un problema psicosociale molto forte nella nostra regione è lo sport, dà risposte sicuramente importanti, noi quest'anno con risorse limitate e con tagli che sono stati fatti nel 2025. Abbiamo comunque sfangata una stagione importante che ancora non si è conclusa e che secondo me richiederà impegno. Lo dico a tutti i colleghi di maggioranza e di minoranza.
Dobbiamo cercare di, come dire, insieme, costruire una programmazione anche per il 2027, cercando di rinvenire delle risorse del bilancio autonomo, perché io mi sono reso conto, ma sto dicendo una cosa abbastanza scontata, anzi, soprattutto per l'autorevolezza del consesso di questa Commissione.
Lo sport dà una risposta immediata e da un punto di vista della promozione del territorio e da un punto di vista dei benefici in termini di pre prevenzione salute che esso dà e anche, diciamo, indubbiamente sociali, per cui le attività che vedranno linkati tanto le il welfare quanto lo sport quanto le politiche giovanili, perché l'evento dell'altro giorno che vedeva interessati.
Qua quasi 5.000 giovani under 14 ci dicono quanto dobbiamo investire. Questo per contrastare dispersione educativa, povertà educativa. Troppi giovani sono su cui dobbiamo fare un lavoro importante, soprattutto giovanissimi, con l'utilizzo e l'abuso di dispositivi come lo smartphone o a Cage, pur provocano dei disagi diciamo importanti. È lo sport, è una grande leva sociale che in questo anno ha consentito di investire soprattutto sulle aree marginali, grazie anche all'autorevolezza e alla vocazione di enti, associazioni e altro come Special Olympics, che diciamo portano una ricchezza e un patrimonio di conoscenze che per noi è molto utile e non lo dico perché c'è Chieti qui che ti lo sa, ci siamo, diciamo ritrovati più volte. Certo, il prossimo anno sarà un anno ancora più importante.
Che richiederà l'impegno di tutti, però diciamo la Regione Puglia e ringrazio il Presidente Borracino che ha richiesto questa audizione. Io ritengo senza per questo essere autoreferenziali, anche perché è a beneficio di tutti che sullo sport stiamo facendo delle operazioni molto importanti e soprattutto con ricadute sociali, direi decisamente importante da un punto di vista degli impatti sociali. Grazie.
Grazie, Assessore, se ci sono i colleghi Commissari che vogliono intervenire.
No, altrimenti possiamo chiudere il primo, un po' come non certo il garante nei dei disabili. Dottor Giampiero, prego.
Scusate.
Sbagliato microfono.
Stavo rubando microfono dall'altra l'altra emergenza devi fare tu non.
Vattene Buongiorno a tutti, a tutte e saluto i consiglieri e le consigliere e l'assessore e la direttrice del dipartimento Valentina Roman dall'assessore Cassini e soprattutto gli amici CAT filorusso Rettrice Direttrice, mentre loro su Gianni Romito e la consi la delicata qui alla mia sinistra. Beh, Presidente, la ringrazio anzitutto per aver convocato questo incontro, perché ha permesso due cose. Innanzitutto di far emergere le esigenze anche da parte del de di Special Olympics e poi vedremo dopo anche del CIPE che abbiamo già ascoltato più volte e quindi permette a tutti e tutte e tutti noi di.
Come dire, avere presente che il valore di questo dello sport e soprattutto il valore K con le persone con disabilità e su questo vorrei dire due cose. Anzitutto pensate un po' le attività sportive per noi persone con disabilità significa anzitutto aggregarsi, significa stare insieme, significa non essere chiusi in casa, significa condividere con gli altri, anche senza con e senza disabilità. Un un momento.
Dei momenti e questo è importante per poi l'inserimento reale nella società di tutti i giorni e nella comunità e ci permette anche di far emergere le nostre qualità e dimostrare agli altri quelli che tutti noi sa quello che tutti noi sappiamo fare primo, ma pensate una persona non vedente anche come me. Grazie allo sport, ha potuto anche avere la capacità di imparare a stare nello spazio, nell'ambiente, a orientarsi quindi a tanti valori, come diceva poc'anzi anche l'Assessore, poi tra l'altro è anche una grande leva sociale. Lo sport.
Ecco, e questa è la prima la prima questione che volevo sottolineare, però quello che ci ha detto poc'anzi la direttrice Ketty Lorusso è importante per tanti motivi, perché io tante segnalazioni ha avuto in questi in questi anni di garante, da strutture che non accettavano persone con disabilità, STU che volevano fare sport per tanti motivi, perché non siamo perché non siamo pronti, perché non abbiamo i tecnici formati o semplicemente eque e lì sono intervenuto in maniera dura quando dicevano no, qua non sono accettate alle persone con disabilità e vi posso dire che nel 2026 queste cose accadono ancora ok? E lì sono stato molto duro, perché mi sono imposto e poi alla fine l'hanno accettata nei casi che ci sono capitati, però è pur vero, come sottolineava la dottoressa Lorusso, che qui la questione della formazione è importante, perché se vogliamo veramente che le le persone con disabilità frequenti nei centri sportivi, le associazioni, le piscine, penso alle piscine, anche le palestre, eccetera, ci devono essere i tecnici, siano questi Special Olympics siano questi poi, quando si fa la cosa professionistica del Comitato paralimpico, formati ed è per questo che probabilmente su questa questione della formazione dovremmo pensare a qualcosa di strutturato e dico dico già che Giacon ne parlavo qualche giorno fa col presidente Romito, stavamo pensando a una progettazione anche condivisa con il Garante e che poi discuteremo anche con l'Assessore. Sicuramente però spe.
Per per lanciare la formazione, per per i tecnici, perché più tecnici ci sono più possibilità, cioè per le persone e poi ringrazio e chiudo la dottoressa Romano per tutte le cose che ha detto, che voglio dire.
Sono totalmente condivise soprattutto sull'opportunità che hanno pensato per il progetto di vita, per la prossima riforma, ma anche tuttora, avendo distribuito i soldi a tutti gli ambiti territoriali, anche a quelli non sottoposti a sperimentazione, perché bisogna sì far sì che le persone siano consapevoli per presentare il progetto di vita. E Pepe pensare alle prestazioni attivi che possono realmente servire alle persone grazie.
Grazie, dottor Giampietro.
Il Presidente Minerva e poi la Presidente Angola ci isola al volo, oltre anch'io, diciamo, per ringraziare l'audizione per averci dato degli spunti e dei punti di vista. Dottor Romito al dottore Giampietro e la dottoressa Lorusso, e però mi premeva sottolineare.
L'impegno certificato non solo dalle parole dell'Assessore Casilli e della dirigente romano, o un lavoro che in questi 10 mesi, nove mesi, ha portato a dei risultati che sono tangibili e e che tutti possono vedere in una logica che tiene dentro una volontà politica ed una capacità di ascolto dei territori, che ci fa raccogliere le istanze che le fa a tramutare in impegno, che si legge nei bandi. No, dottore Cioffi, si legge nelle politiche attive e anche nel modo con cui, attraverso i Piani di zona si seguono le attività dei Comuni, perché molte volte le attività di prossimità vengono svolte dai comuni, ma c'è una regia, una testa regionale che con il lavoro dell'Assessore Casilli, della dirigente romano, di tutti i suoi dirigenti, diventa.
Diventa poi il modo con cui si costruiscono buone pratiche a cui tutti gli ambiti sono chiamati, che tutti gli ambiti sono chiamati a mettere in pratica e quindi, insomma, ci tenevo a sottolineare questo e ringraziarli per il lavoro che stanno svolgendo, nella consapevolezza che per noi.
Un politicamente e una direzione a cui abbiamo scelto di aderire, perché c'è la misura della civiltà di una organizzazione sociale e che guarda veramente alla persona in quanto tale e queste sono o a dimostrazione del fatto che le alle richieste che ci fa delle le questioni che ci sottoponete sono prese in considerazione volta per volta e con queste rafforziamo le nostre azioni delle nostre politiche sul territorio. Grazie al presidente angolano.
Grazie, grazie, Presidente. E grazie a tutti i presenti per questo momento, che sicuramente ci offre la possibilità di tracciare ancora una volta di fare il punto su su quelle che sono le richieste, le istanze e le necessità e su quello che deve essere o è stato recentemente anche l'impegno della della Regione Puglia. È importante misurarci sullo status quo per avere un punto di partenza e guardare oltre. Devo dire che quello che era nel contenuto dell'intervento della dottoressa Romano, a partire dai progetti di vita indipendente alle prestazioni atipiche, sicuramente denota e raffigura uno sforzo notevole, tangibile, concreto.
Dell'Assessorato e del Dipartimento, in particolare, ed è un'attenzione, guardo che ti Lorusso, ma guardo anche tutte le altre figure responsabili a questo tavolo. È una direzione di questa legislatura parlo di questa, perché naturalmente io nel passato non c'ero, ma ritengo in maniera davvero opportuna, obiettiva a poter dire che è un'attenzione che si sposta poi anche sui territori, perché io in primis ho seguito diversi appuntamenti di incontro sul territorio dove c'era la l'Assessore Casili, c'era la dottoressa romano, che insieme non solo hanno, come dire, rendicontato puntualmente quello che si stava facendo e come si stava operando in Regione per quanto riguarda le loro competenze, ma soprattutto c'è stato l'ascolto, che è un termine un po' abusato noi in politica, ma che in questo caso vi garantisco, dati alla mano, che si è concretizzato nella realtà dei fatti e ritengo, così come stiamo facendo noi oggi, però in una sede istituzionale che l'ascolto poi debba perpetrarsi a più livelli e in più contesti. Questo sta avvenendo, quindi ritengo davvero che e non lo dico da politica, ma lo dico anche da semplice osservatrice no, anche da semplice cittadina, che possa essere la leva migliore per poter fornire risposte. Guardate l'altra sera io ero proprio perché l'Assessore Casili era impegnato con la Ministra Locatelli, quindi mi ha delegata e io sono stata egoisticamente molto felice di questo delegata a rappresentare la Regione proprio. Ecco, c'era anche la il consigliere Scalera l'altra sera a Castellaneta eravamo lì per la conclusione del trofeo Coni. Ecco, grazie anche a quella mobilitazione e a quella organizzazione. Ancora lì un altro segno tangibile di un altro termine. Prima ho parlato del termine ascolto no, che però deve concretizzarsi e ho fatto un esempio concreto per l'appunto. Adesso in questo caso vi parlo di un altro termine, che è quello dell'inclusione, anche di quello ci riempiamo la bocca alle tante volte abusato nel contesto specifico, la l'inclusione è stata percepita non da noi politici, ma dal territorio in maniera tangibile, perché, come è stato ricordato prima, 4.500 atlete ed atleti.
Comunque, inclusi quelli che fanno parte del CIPE, del Comitato italiano paralimpico, hanno avuto la possibilità di gareggiare, di confrontarsi e anche di sfilare tutti insieme. Questa è stata l'inclusione più bella concreta a cui potessimo assistere negli ultimissimi tempi, naturalmente, perché ricordo che l'Assessorato sta lavorando con diversi progetti in in questa direzione, e poi che ti Lorusso io l'ho conosciuta in una tappa dello Special Olympics dalle mie parti. Insomma, nel tarantino sono andato a trovare in un giorno che c'era una gara. Ecco, anche lì si misura sul campo quella che è l'attenzione concreta verso quelle che sono le nuove esigenze e ai nuovi bisogni, perché quando l'assessore fa riferimento anche all'uso degli smartphone all'uso dei social, attenzione, non parliamo di campi astrattamente scollegati da questo, perché la la funzione vera dello sport e anche e appunto questa è contrastare quella povertà educativa di cui oggi parliamo e ed ecco perché ritorniamo al concetto di sport e di investimento e di risorse, in questo caso della Regione, non da considerare sic et simpliciter come costo come prezzo da pagare per, ma come un investimento sociale che ci porta dentro la salute che ci porta dentro il benessere che ci porta dentro la socialità. Attenzione, ci porta dentro anche i meccanismi dell'indotto dell'economia locale, perché capite bene quei numeri hanno un'importanza 4.500 atlete e atleti, badate bene, che non erano pugliesi, venivano da ogni parte d'Italia. E attenzione c'erano delle delegazioni anche estere, perché ci sono delle realtà rappresentative dell'estero, hanno alimentato anche un indotto economico. Ecco, quindi guardare lo sport oggi, in questa ottica, in questa chiave di lettura, sicuramente potrà rispondere ad una frase che ho apprezzato tanto dell'intervento della dottoressa Lorusso quando ha detto affinché nessuno rimanga fuori campo e a noi piace tanto dire Cristian Casili lo sa affinché nessuno rimanga indietro. Grazie.
Grazie.
Propongo.
Diciamo:
Gli interventi dei commissari. Successivamente, perché farei illustrare perché l'Assessore ha problemi di orario a una conferenza stampa alle 11 in Presidenza farei illustrare il secondo punto all'ordine del giorno. La seconda audizione in maniera tale che l'Assessore almeno ascolti, diciamo le richieste che vengono dai rappresentanti del Comitato italiano paralimpico regionale di Taranto e poi successivamente l'assessore lo possiamo liberare e deve andare in conferenza stampa e poi diciamo teniamo gli interventi dei commissari, va bene, siamo d'accordo.
Va bene, allora chiedo al allora abbiamo l'audizione per la registrazione. Il secondo punto all'ordine del giorno, sempre dall'assessore al welfare Sport e politiche Giovanili del Garante regionale dei diritti della persona con disabilità, del direttore del Dipartimento welfare, del presidente del Comitato paraolimpico della Regione Puglia ed è rappresentante del Comitato italiano Paralimpico di Taranto in tema di inclusione sociale e accessibilità della rete impiantistica sportiva regionale in favore di soggetti con disabilità, tenendo presente che questa cosa è stata già discussa nel mese di giugno, sempre su richiesta dei rappresentanti del Comitato paraolimpico di Taranto, è regionale la dottoressa Portacci Anna e il dottor Giovanni Romito. Chiedo alla dottoressa Portacci Anna di intervenire.
Buongiorno a tutti. Mi mi presento. Sono la professoressa Portacci Anna, sono delegato sono delegato provinciale CIP Taranto, però oggi mi presento come tecnico. Presenta questo progetto come tecnico Fisi Irfis, Pes, FIDAL e così via. Tutte le stock, diciamo le federazioni.
Taranto, in questo momento io vengo da Taranto e Taranto. In questo momento sta vivendo un periodo molto bello, dico io, perché è un periodo che ha portato lustro a Taranto. Grazie a Dio. Ora Taranto non viene più. Non si parla più di Taranto come la città della morte. Non si pensa più solo all'Ilva, ma si pensa anche ai Giochi del Mediterraneo. Grazie allo sport. Ora Taranto è stata rivalutata.
Taranto questo progetto io l'ho l'ho intitolato sport senza barriere, perché? Perché ho pensato non soltanto le barriere architettoniche, quelle che purtroppo ancora ci sono.
In alcune zone di Taranto, ma ho pensato proprio alle barriere Arquette, le barriere sociali, alle barriere culturali che ancora ci sono, purtroppo, e il quello che è stato fatto ecco, con i Giochi del Mediterraneo. Io mi auguro che non badavano, cioè nel senso che sono state fatte strutture ai nuovi impianti sono stati.
Rimodernate alcune strutture che erano fatiscenti sono state ristrutturate, però ecco, queste strutture hanno bisogno di vivere e io chiedo proprio che queste strutture vengano messe a disposizione anche delle varie federazioni che ne faranno richiesta. Io con questo progetto voglio unire le varie federazioni e fare un unico, un'unica, diciamo un lavoro, un unico lavoro, perché mi rendo conto che spezzettare ecco chiedere ognuno se dovesse chiedere ognuno la struttura diventerebbe un.
Un lavoro molto superficiale, non non sarebbe un lavoro completo. Il il il progetto che io vorrei realizzare è un progetto articolato. Tre aree:
AR l'aria di avviamento allo sport, l'area poi di attività motoria adattata e aria invece di agonistica proprio dello sport, proprio la parte agonistica. Io vorrei, ecco, se, se possibile, che Taranto diventasse Polo Polo del Meridione insieme a tutta la Regione, perché le strutture ci sono. Noi dobbiamo soltanto utilizzare.
Diventare polo vuol dire lavorare prima a livello territoriale e contemporaneamente a livello regionale e anche sperando a livello nazionale.
Noi tutte le strutture sono state fatte in una zona.
Non so se se alcuni di voi sanno la zona Salinella non è in una zona molto, molto.
Per una zona un po' fatiscente, però grazie ai Giochi del Mediterraneo, anche questo doccia dobbiamo dire che è stata sanata questa zona. L'unica cosa, ecco, ora dobbiamo aiutare le famiglie di questa zona.
Questo progetto ha proprio dovrebbe basarsi. Io ho diviso in aria perché avviamento alla pratica sportiva, perché mi rendo conto io faccio volontariato da tanti anni, ero docente scolastico e ora sono ancora docente universitario. La prima cosa che dico ai miei ragazzi di che nessuno deve essere lasciato dietro.
Siamo tutti uguali e non c'è differenza l'1 dall'altro dobbiamo lavorare tutti insieme per migliorare proprio il lavoro del ragazzo da da da piccola età, per farlo diventare un cittadino migliore. Se vogliamo migliorare la società. Dobbiamo lavorare dalle basi.
Poi non ci possiamo lamentare se un ragazzino e diventa una dottoressa portarci. Chiedo scusa, non le voglio togliere la parola, ma come avrà capito, abbiamo tempi strettissimi, se può entrare nel merito del progetto, molto velocemente, perché l'Assessore chiediamo, deve lasciare e poi noi a seguire l'utilizzo delle strutture, un'altra con l'utilizzo delle strutture per leva per le varie federazioni che vorranno partecipare a questo progetto.
Progetto che mi auguro noi basiamo tutto sul benessere della persona psicofisica, ma abbiamo un progetto già qua c'è un progetto, lei può lasciare in questo momento, non ce lo può consegnare per successivamente alla Commissione, ma è un processo che le federazioni ora, man mano che io sto consegnando al varie federazioni, ad esempio, le posso dire che la Fisdir FishBase FIDAL FIPAV FIP fit hanno partecipato attivamente perché.
Poi ce lo consegna sì, ben volentieri.
Sì, l'assessore Cresti, grazie, mi scusi. No, no, dottoressa, io la ringrazio perché accolgo, diciamo.
Positivamente tutto quello che lei ha detto, tanto che è stato oggetto di discussione anche con la parte commissariare dei Giochi del Mediterraneo e con le altre federazioni e anche con i rappresentanti politici del territorio della provincia di Taranto. Oggi, grazie ai Giochi del Mediterraneo, la Puglia esce da quello che era, cioè un fanalino di coda in termini di impiantistica sportiva ed infrastrutture di un certo livello. Oggi, tanto per citarvene. Una Taranto ha il un impianto indoor di atletica leggera tra i più importanti del Paese, e non solo dell'Italia d'Italia, ma anche a livello europeo. Quindi diciamo, oggi Taranto ci toglie dalle sacche di una Regione che prima era provinciale da un punto di vista della dotazione impiantistica, è chiaro che è in fase ex post Giochi del Mediterraneo. Occorre gestire questa impiantistica. Quindi quello che lei dice alcune federazioni, so già che si stanno muovendo su impianti più piccoli, ma lei giustamente diceva: inutile muoverci a ranghi no separati, ognuno per conto, proprio perché questo nonno comporterebbe una visione organica nell'utilizzo degli impianti con discipline opposte diverse e quindi è fondamentale e mi pare di capire che la ratio della sua, della sua, della vostra progettualità e quella di di di metterci intorno a un tavolo insieme alle associazioni, è coprogettare insieme le modalità di utilizzo di questa impiantistica. È vero che ce ne sono talune, molto delicate. Penso all'impianto, a uno degli impianti più importanti. Il collega Borracino aumenterà i colleghi tarantini e non sanno di che sto parlando. Mi riferisco alle piscine che richiedono sicuramente un ragionamento un po' più strutturato, perché i costi di gestione di quella roba lì sono elevatissimi, ma i Giochi del Mediterraneo ci lasciano i delitti in eredità anche tantissimi altri impianti, anche più piccoli, che hanno riqualificato zone della provincia di Taranto, quindi an della provincia di Taranto, città e anche della Provincia, che hanno portato, diciamo, aree marginali oggi a essere aree potrebbero ecco diventare in futuro aree importanti. Vive.
In questo serve un lavoro sicuramente di squadra, parlando con tutte le federazioni che sono pronte dal CONI in giù per gestire insieme alle associazioni del territorio un patrimonio così importante. Io credo che fuori dalla diciamo, dalla parte spettacolarizzata ante dei Giochi del Mediterraneo. Attenzione, non dico con un'accezione negativa, perché tutto con i colleghi ne abbiamo più volte parlato. Noi non ci siamo mai lamentati dei Giochi del Mediterraneo anzi, siamo stati sempre costruttori e abbiamo cercato di apportare sempre il nostro contributo anche con il presidente Antonio Decaro.
È evidente che sono, si sono, diciamo a spente le luci e adesso se noi andiamo a visitare quegli impianti che hanno richiesto una velocità di realizzazione realizzativa importante, iniziamo a scoprire alcune cose che emergono. Non voglio dire magagne, perché è un termine brutto da da da bar, però emergono quelle criticità dovute alla velocità di chiudere quegli impianti.
E che oggi richiedono anche un piccolo intervento. Quelle criticità, insieme alla gestione, insieme a fare squadra, ci portano in un discorso, pena perdere un patrimonio e dissipare, depauperare un patrimonio impiantistico tra i più importanti d'Europa e questo serve proprio che li quello che lei dice. Quindi io e il collega Borracino, giusto? Ad adiuvandum dico la dottoressa può Portacci e dico bene, portarci a diciamo, la parte fondamentale del della sua del progetto che vuole diciamo portare alla nostra attenzione, è quella di creare una visione organica, strutturata con tutte le federazioni, con tutte le associazioni, discipline diverse, che poi portino insieme a utilizzare e a gestire questa impiantistica o per cui la ringrazio per per questo contributo.
Grazie, Assessore. Se deve andare può andare tranquillamente. Penso alla dottoressa portarci abbia concluso il suo intervento e ovviamente ci farà avere il progetto, lo potrà mandare. Era alla alla segreteria della Seconda Commissione il dottor Giovanni Romito del Comitato paraolimpico da condividere italiano Paralimpico Puglia.
Buongiorno. Buongiorno a tutti. Grazie di questo incontro. Grazie.
Grazie alla Commissione, al Presidente della Commissione, ai componenti, grazie alla dirigente romano che è qui presente, che primo incontro nostro che ci conosciamo. Pertanto, abbiamo modo di confrontarci ancora meglio sul problema dello sport all'Olimpico e lo sport per tutti.
Io farò una premessa importante. Il CIPE è un ente pubblico che rappresenta 9 federazioni sportive paralimpiche.
Eventi federazioni olimpiche. Pertanto, partendo da questo, diciamo che abbracciamo allo sport e in tutta la Puglia con le nostre Federazioni. Giustamente il l'Assessore richiamava la gestione complessa di una struttura di una piscina.
Noi ci vantiamo di avere dai tecnici e appunto e anche il nostro delegato regionale, che rappresenta anche la Puglia a livello nazionale, per gestire al meglio una una presenza del delle persone disabili con le persone con disabilità all'interno anche di questa disciplina sportiva.
Io oggi sono qua anche per chiedere alla Commissione:
Appunto, qual è la nostra presenza oggi, in quanto vuole sottolineare l'importanza dell'inclusione sociale e dell'accessibilità e della piena fruibilità della rete degli impianti sportivi regionali. Non solo Taranto ma anche in altre province.
Hanno fatto richiesta l'altro giorno una federazione, un è un ente sportiva affiliata al CIP.
De baskin che hanno difficoltà in una delle strutture scolastiche del territorio di della BAT, appunto, ma non solo loro, ma anche il Comune di Bisceglie, con il calcio in carrozzina che hanno anche loro avuto difficoltà ad entrare negli spazi a loro destinati, idonee per svolgere un'attività agonistica per la disabilità sportiva grave.
Le nostre società sportive, i nostri attriti e tutta la realtà e tutte le realtà collegate alle federazioni sportive, paralimpiche e olimpiche e paralimpiche. Sono disponibile a collaborare e a garantire una migliore accessibilità e una maggiore presenza delle nostre, delle persone con disabilità all'interno degli impianti. In molti casi, infatti, ci troviamo ancora di fronte a orari e modalità di utilizzo non te che non tengono conto sufficientemente conto che non tengo che non tengono sufficientemente conto delle esigenze delle persone con disabilità.
Quando si parla di disabilità grave o di particolari patologie, anche gli orari possono rappresentare una barriera alla pratica sportiva. Dobbiamo quindi avere strutture accessibili, ma anche orari, servizi e modalità di utilizzo realmente compatibile con le esigenze delle persone con disabilità. Un'attenzione particolare deve essere riservata alle piscine presenti sul territorio pugliese che devono essere accessibile, aperte aperte anche alle persone con disabilità. Lo stesso vale per le palestre, per gli impianti al chiuso e quelli all'aperto, in particolare per gli spazi destinati all'atletica, sia per le persone con disabilità fisica e sia per quelle con disabilità intellettive. Padrino nazionale.
Noi ci vantiamo per le tante medaglie che in questo periodo abbiamo portato anche in Puglia con i nostri atleti paralimpici.
Abbiamo incontrato col presidente nazionale del CIP Marco Giunio De Santis, che è stato anche leggevo ieri il Garante sulla sulla sull'operazione della Figc nazionale. Va beh, voglio toccare questo tasto, però va bene. A questo proposito uno dei discorsi abbiamo incontrato il presidente Antonio Decaro insieme al Presidente della Giunta delle sanse. Cosa abbiamo chiesto Decaro? Abbiamo chiesto questo lo rivolgo anche a voi.
Una.
Richiesta per destinare risorse economiche dirette al CIP Puglia affinché possiamo rea attivare, di realizzare le attività di avviamento allo sport e garantire il pieno funzionamento del Comitato italiano paralimpico. Io qua mi fermo io devo veramente ringraziare la dottoressa Romano perché hub ha abbracciato anche il il progetto di vita indipendente, perché molti ragazzi che usufruiscono di questo progetto hanno anche a sé il trasporto e la in quelle particolari perché molti forse non comprendono che la la disabilità intellettiva mentale.
Pone una attenzione diversa da quella non disabili. Io faccio questo calcolo: 20 ragazzi che vanno in campo dalla pallacanestro non disabili mettono in campo un Dis 1 operatore, un tecnico, noi invece ne mettiamo otto tecnici. Pertanto si moltiplicano anche questa fase importante di sostegno alla pratica sportiva. Tengo conto anche molte realtà sul territorio pugliese fanno attività sportiva e aprono l'attività a settembre la chiudono a luglio, hanno un'attività annuale, sportiva che poi si aggiungono interventi del Comune e della Regione, però hanno una continuità continua settembre luglio. Questo è quello che dobbiamo sempre fare, l'esperienza che avete in campo, diamo risorse economiche per chi veramente lavora seriamente.
Grazie, dottor Romiti. Io volevo concludere. Questa è la. Il coinvolgimento della Commissione è quello di garantire a noi tutti una maggiore fruibilità delle strutture sportive sul territorio pugliese. Pertanto i Comuni devono tener conto di dare attenzione a quelle attività paralimpiche, agonistica e non agonistica. Grazie, grazie davvero.
E il dottor Giampietro vuole intervenire brevemente su questo tema. Chiedo veramente veramente di essere brevi, perché abbiamo purtroppo in coda un'altra Commissione. Brevissima, perché non so perché è stata convocata nella stessa Aula, va beh, grazie, Presidente. Sarò breve, veramente brevissimo. Semplicemente mi accodo a quanto è stato detto precedentemente e mi unisco alla.
Alla questione di fare rete che ha ribadito più volte l'Assessore, quindi sono veramente su questo, sono totalmente in sintonia e ed è una cosa importante in più sull'accessibilità dei luoghi. Abbiamo già avuto la Commissione scorsa, che parlava della CES, in cui ho ribadito che i luoghi utilizzati per ai Giochi del Mediterraneo siano resi disponibili anche per le persone con disabilità. Lì bisognerà però verificare anche le questioni tecniche. Certamente per vedere l'accessibilità dei luoghi stessi, non solo che è stata garantita per.
Vis vedere le le, le, le, le gli spettacoli sportivi, le attività sportive, ma anche per fruire di quelle.
Diciamo strutture per agonismo e per fare sport, e chiudo dicendo una cosa. Spesso noi pen noi pensiamo quando pensiamo agli atleti che ci sono gli atleti e poi ci sono le persone con disabilità che fanno sport invece no. Quando si parla di paralimpico, gli atleti sono atleti, non sono ragazzi con che fanno sport o persone che fanno sport con disabilità, non sono atleti come gli altri, e questa è una cosa che ci diventare in testa. Pian piano sta succedendo, perché anche abbiamo visto la RAI da sempre più spazio a livello nazionale. Anche alle Paralimpiadi ha dato spazio anche alle.
Ai Giochi del Mediterraneo lì non c'erano persone con disabilità, purtroppo, però lo lottiamo sempre più di spazio e dobbiamo fare in modo che centri in testa anche questo che cada questo pregiudizio, di vedere le persone con disabilità non più solo come persone che fanno sport che ne hanno bisogno, ma anche come atleti quando sono atleti. Grazie, grazie, dottor Giampietro.
E io confido nella brevità veramente degli interventi dei colleghi commissari. Non voglio limitare assolutamente lungi da me, però abbiamo la Commissione che ripeto, per una concomitanza, è stata convocata nella stessa aulette, nonostante abbiamo altre tre aule a disposizione. Prego, collega, prego. Come? Grazie, Presidente. Io veramente 30 secondi, ma più che altro per l'apprezzamento. Collega Scianaro, per la registrazione. Sì, per quanto riguarda questo tema importante quella di inclusione sociale e alla rete impiantistica e quindi ringrazio tutti quanti gli intervenuti. Lucchetti, Lorusso, il carattere Giampiero e anche la dirigente, perché questo tema proprio mi è capitato anche di affrontarlo marginalmente in una realtà. Per quanto riguarda l'ha detto anche il Garante Giampiero, l'utilizzo delle piscine, l'utilizzo delle piscine, perché abbiamo parlato più che altro anche di sport ma anche importante l'utilizzo delle piscine ai portatori di.
Di disabilità, perché diventa un che una questione terapeutica e quindi dobbiamo sicuramente lavorare insieme. Qui. Chiedo anche poi una risposta alla dirigente romano che cosa si può fare, perché alcune piscine a volte ci sono classificati in maniera diversa, non possono dare accesso a delle realtà e quindi come possiamo sostenere anche come Regione dare la possibilità a tutti di poter accedere a questi servizi, perché credo che queste realtà non non garantiscono a tutti il pieno utilizzo e la fruibilità dei servizi. Grazie. Grazie, collega la dottoressa Romano. Se vuole rispondere alla richiesta anche del collega Scianaro. Grazie,
No, grazie per la comprensione e il nostro avviso sull'infrastruttura, sull'impiantistica sportiva che si è appena chiuso. Stiamo adesso effettuando le valutazioni, però, proprio per rispondere all'esigenza che il Consigliere sottolineava attribuisce un punteggio determinante all'accessibilità e alla piena fruibilità di quell'impiantistica sportiva da parte delle persone con disabilità. Chiaramente oggi i progetti non sono ancora esaminati, quindi non sono in grado di darle il ritorno, però è chiaro che saranno finanziati proprio perché è un punteggio, una premialità importante. Tutti quegli interventi che non sono di nuova realizzazione, quindi, ma sono anche di messa a norma dell'impiantistica, che rispondono alle esigenze delle persone con disabilità, poiché siano la piscina, perché non era limitata solo alle piscine o possono essere.
Un campo di basket, eccetera. Questa è una scelta delle amministrazioni locali, anche in base alle all'impiantistica che si ritrovavano sul territorio, però quel finanziamento da oltre 20 milioni di euro consentirà di mettere a norma in questo senso. L'impiantistica pugliese. Grazie, dottoressa Romano. Se non ci sono altri interventi dei commissari, possiamo chiudere il collega Vurchio.
Mi perdoni, Presidente, intanto mi scuso per il ritardo, ma avevo anticipato anche anche perché è un argomento di grande sensibilità a cui la politica, insomma, non può in qualche modo derogare. La domanda è sulla base di quello che ho ascoltato, come potrebbe la Regione intervenire per l'utilizzo di alcune strutture.
Pubbliche è di competenza scolastica, perché molto spesso a noi accade sul territorio di ricevere interventi. Ecco di che ci chiedono di intervenire affinché una associazione sportiva, soprattutto ad esempio, mi parlava di Holebas King. Questa è una cosa simile tra il baskin e la stessa cosa, cioè si vanno presso le strutture scolastiche e poi alla fine non trovano la possibile collaborazione con le con il dirigente, anche perché di competenza provinciale. Dico noi come Regione, come possiamo intervenire a favore di questo? Chiedo c'è una possibilità, grazie, la competenza sull'utilizzo di quel tipo di impiantistica non è ovviamente da parte, non è regionale quello che si può certamente fare è prima sensibilizzare da questo punto di vista l'ufficio scolastico regionale, che potrebbe diciamo a sua volta, a mandare delle direttive ai dirigenti dei singoli istituti scolastici che per Caetano autonomia, però ovviamente potrebbero rispondere a degli indirizzi che vengono dall'Ufficio scolastico regionale, dall'altra parte attivare quella rete di cui parlavamo prima delle realtà di terzo settore del territorio, perché ci sono anche oggi strumenti normativi. Mi riferisco alla legge nazionale sul terzo settore, ma anche e soprattutto alla legge regionale, che potrebbero dare la possibilità di utilizzo di quel bene da parte di quelle realtà attraverso semplici convenzioni e quindi anche da un punto di vista amministrativo da parte dell'istituto, sarebbe burocraticamente semplice metterli a disposizione, però eh, abbiamo competenza ripeto, dei Comuni Province, cioè ma sicuramente forse un incontro con l'Ufficio scolastico per provare a fare un ragionamento, anche una ricognizione su quelle che sono le palestre utilizzabili e non mi permettono all'interno degli edifici scolastici. Possiamo approvare anche la formazione di raccordo. Va bene grazie, collega Vurchio. Mi permetto di inserirmi in questo punto, ma breve due secondi.
Noi abbiamo sottoscritto un accordo presso la Città metropolitana di Bari, noi icone la Città metropolitana per.
Dare un miglior funzionamento delle strutture scolastiche, delle scuole superiori. Adesso avanzi grazie grazie al Presidente del Comitato Olimpico del paraolimpico regionale. Grazie a tutti quanti. Scusatemi, mio malgrado questa fretta, ma che non è difesa certamente da noi. Mi dispiace aver condotto i lavori con un'ansia tremenda addosso, ma dobbiamo lasciare lo spazio all'altra Commissione.
Buona giornata la Commissione i lavori della Commissione si chiudono alle 11:30.
