Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
Alla data odierna i social abilitati sono:
Per attivare il servizio è sufficiente registrarsi inserendo l’indirizzo email sul quale si desidera ricevere l’alert e indicare le parole/argomenti di interesse.
Dopo aver impostato i criteri delle notifiche, si riceverà un’email contenente:
- l’indirizzo internet della seduta on line di riferimento
- la sessione di seduta con i criteri di ricerca impostati
- l’elenco dei link alle porzioni di Consiglio in cui vengono pronunciate le parole specificate nei criteri di ricerca. Le parole trovate sono evidenziate in corsivo.
CONTATTACI
Ogni domenica zero.
Poi io telefono, ma io non posso venire sorgenti già no, forse vivavoce.
Lo so che per te un sacrificio, ma nessuno si debbano essere rappresentati, non me ne può tenere. No, apriva perché no, ma avete dovuto, li avete scocciato ogni domenica sera.
Buongiorno a tutti. Iniziamo l'odierna Commissione. Allora, vista l'importanza dei punti e.
Diciamo la un po' trasversalità, nel senso che MOL molti punti si integrano, io direi di elencarli insieme e poi di diciamo ascoltare il consigliere che ha richiesto e le varie associazioni una preghiera visto che siamo in tanti a parlare.
Impieghiamo nella comunicazione dell'audizione di cinque minuti, soprattutto le associazioni. Poi, se c'è da di dar da riparlare, non c'è problema, manteniamo un po' di ordine, così tutti possono parlare e diciamo manifestare le varie problematiche. L'assessore in ritardo, cioè la dottoressa Menè Memeo, attendiamo qualcuno del dipartimento del welfare, okay? Allora.
Audizione richiesta dal Presidente dell'Associazione welfare allevante, dell'assessore alla salute e al benessere, dell'assessore al welfare e del direttore del Dipartimento promozione della salute sul tema RSA e centri diurni e istituzione del tavolo tecnico di settore. Seconda audizione audizione richiesta da Confcooperative sanità, Legacoop AIOP Puglia e welfare Levante dell'assessore alla salute e benessere. Dall'assessore al welfare del direttore del Dipartimento promozione della Salute Fondo di remunerazione se settore sociosanitario revisione delle tariffe relative alle RSA i centri diurni terza audizione richiesta dal portavoce dei familiari degli ospiti Rsa di Campi Salentina e della provincia di Foggia, dell'assessore alla salute e al benessere, dell'assessore al welfare del direttore del Dipartimento promozione della salute sul tema aumento delle rette Rsa pubbliche di Puglia e tavolo tecnico Alzheimer quarta audizione richiesta dal consigliere Scalera, dell'assessore alla salute e benessere, dell'assessore al welfare, dal dirigente della Sezione programmazione monitoraggio, assistenza strong sociosanitaria, del Presidente Associazione welfare allevante, del presidente dell'Associazione Alzheimer, saluti architettura sul tema istituzione tavolo regionale sulle demenze. Facciamo prima parlare i Consiglieri se vogliono parlare di Prince, il consigliere Scalera, che ha richiesto la Commissione e poi andiamo avanti con le audizioni prego, Consigliere. Grazie, Presidente.
Grazie ai colleghi presenti. Ringrazio la presenza della dottoressa minimi o per la il comparto sanità e attendiamo ovviamente del welfare se viene l'Assessore o qualche capo dipartimento, l'Alzheimer. Vengo subito al punto l'Alzheimer e le demenze correlate. Istituzione del tavolo regionale.
L'Organizzazione mondiale della sanità del Piano nazionale sulle demenze già nel lontano 2014, dichiaravano le demenze una priorità della salute pubblica a distanza di 12 anni da quella data la condizione delle persone con demenza non è cambiata, anzi possiamo dire che è peggiorata e gli obiettivi principali del piano del piano demenze restano in attesa di attuazione. La diagnosi delle demenze continua ad essere ancora oggi rara e tardiva. Parliamo di migliaia di persone che ogni giorno affrontano una malattia devastante, spesso nella solitudine e nella difficoltà di trovare risposte sanitarie, sociali ed assistenziali adeguate. E poi cosa dire sulla questione che riguarda la istituzione del Tavolo regionale dell'Alzheimer, una vicenda che per tre lunghi anni ha assunto i contorni di un vero e proprio ritardo istituzionale. Ci sono volute diverse richieste di audizione a partire dal lontano febbraio 2023, sino ad arrivare allo scorso 19 marzo, quando il Consiglio regionale si è spesso in maniera unanime su una mia mozione avente ad oggetto l'istituzione del tavolo regionale sull'Alzheimer e delle demenze correlate una mozione che affronta la carenza di risposte strutturate per i pazienti affetti dalle mense e per le loro famiglie e l'assenza di un PDTA regionale specifico la carenza di centri per i disturbi cognitivi e demenze CDC.
La scarsità di assistenza domiciliare il numero insufficiente di posti letto in Rsa con costi elevati per le famiglie un PDTA per migliorare l'accessibilità e la prossima e la prossimità dei servizi sanitari territoriali e valorizzare il coinvolgimento delle associazioni di settore e supportare i caregiver. Ci sono voluti ben oltre tre anni, tre anni di attesa, dove nel frattempo sono arrivate richieste formali da parte di associazione. Dopo quel voto non c'erano più alibi politici, istituzionali o procedurali ed il 3 giugno 2026 con il DGR numero 722, la Giunta regionale ha istituito il tavolo tecnico regionale per le demenze, prevedendo anche le linee di indirizzo per la redazione del PDTA regionale per i disturbi neurocognitivi. Successivamente, con la delibera di Giunta, la numero 388 del 14 luglio 2026, ne sono state integrate le componenti.
E allora oggi mi verrebbe da dire finalmente il tavolo, questo tavolo è stato istituito. Per quanto? Per questo ritengo che oggi non sia più sufficiente prendere atto dell'istituzione formale del tavolo, che può diventare l'ennesimo, organismo istituzionale che si riunisce, produce i verbali e poi rimanda le decisioni. Il tavolo deve essere uno strumento operativo, deve essere uno strumento pro per produrre i risultati, avere tempi, obiettivi e responsabilità precise e soprattutto deve coinvolgere realmente associazioni di Alzheimer che rappresentano una parte fondamentale della conoscenza concreta dei bisogni delle persone con demenza e dei loro caregiver. È proprio tale.
Riguardo a tale riguardo, che vorrei fare e poi condividere ovviamente con tutti voi alcune considerazioni, le associazione Alzheimer della Puglia, impegnate quotidianamente accanto alle persone con demenza e alle loro famiglie, ritengono che il tavolo regionale per le demenza debba essere un luogo stabile di confronto, monitoraggio e indirizzo delle politiche regionali nel quale la competenza istituzionale e professionale si integri con la esperienza concreta delle persone e dei caregiver.
La recente istituzione del tavolo tecnico da parte della Regione Puglia rappresenta un importante passo avanti. La DGR 722 del 2026 gli attribuisce funzioni di governance, monitoraggio e coordinamento delle politiche regionali sulle demenze. Le associazioni ritengono tuttavia necessario valorizzare ulteriormente la partecipazione del terzo settore e di rappresentanti delle famiglie, con, in coerenza con la richiesta di esperienza dal Consiglio regionale, di coinvolgere le associazioni nella coprogrammazione e coprogettazione dei servizi. La proposta che arriva dalle associazioni è quella che il tavolo sia composto, oltre che dalla Regione Puglia, con i suoi responsabili.
Della programmazione sociosanitaria da dei sistemi informativi e dell'assistenza territoriale un rappresentante per ciascuna delle ASL individuato tra i responsabili della rete demenze, centri, disturbi cognitivi demenze dai rappresentanti di Medicina Generale, servizi territoriali, ADI, servizi sociali, centri diurni e strutture residenziali quattro rappresentanti delle associazioni Alzheimer e dei familiari, espressioni delle diverse aree territoriali della Puglia e scelti attraverso un confronto tra le associazioni regionali professionisti con competenze professionali di geriatria, neurologia, psicologia, neuropsicologia, infermieristiche, assistenza.
Sociale un esperto di epidemiologia e valutazione dei servizi. Le associazioni, inoltre, non devono CONS essere considerate semplicemente portatrici di interesse, ma parte integrante della governance della rete, devono contribuire a monitorare l'accessibilità e la qualità de reale dei servizi attraverso l'esperienza delle persone e dei caregiver segnalare dimostri di Somogy Unità Territoriali, carenze e criticità della presa in carico partecipare alla definizione e alla verifica del PDTA regionale concorrere alla co-programmazione e coprogettazione degli interventi sociali e sociosanitari, promuovere informazione, prevenzione e contrasto allo stigma Alzheimer Café e comunità amiche delle persone con demenza, contribuire alla definizione degli indicatori di qualità e degli esiti assistenziali. Le associazioni, infatti, rappresentano una risorsa già presente capillarmente nella continuità e svolgono attivo attività di sostegno e care giver, informazione, socializzazione e costruisce e costruzione di comunità inclusive. Un altro impegno concreto dovrebbe essere quello che è il tavolo. Dovrebbe pubblicare annualmente un rapporto regionale sulle demenze con indicatori omogenei per le 6 ASL diagnosi, presa in carico, tempi di attesa, assistenza domiciliare, centri diurni, residenzialità, accessi impropri all'ospedale e i soddisfazioni delle famiglie affinché il monitoraggio produca valutazione, indirizzo e conseguenti azioni correttive. Le associazioni Alzheimer di Puglia chiedono quindi che la Regione riconosca loro un ruolo stabile e paritario nella costruzione del monitoraggio e nella valutazione della rete regionali delle demenze, non soltanto interlocutori, ma soggetti corresponsabili della qualità.
La Regione, insomma, deve ascoltare chi ogni giorno e accanto alle famiglie, perché chi vive quotidianamente questa realtà.
Sa perfettamente che il problema non è soltanto la diagnosi. Il problema è tutto ciò che viene dopo la possibilità per una famiglia di non sentirsi abbandonata e nel momento in cui arriva una diagnosi che cambia completamente la vita di una persona.
Sto arriva, ho scritto per essere breve, se doveva essere ancora più, purtroppo è un tema che è un tema imporre, proprio perché audizione è un tema, è un tema che stiamo portando avanti da molti glielo concediamo al Segretario, non credo che e non credo che in questi no no, no, ho finito, non offriva. Beh, mettiamo ordine da. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente. Purtroppo, quando si tratta di questi argomenti che sono argomenti sensibili più brevi di così io non sono capace di essere poi molto probabilmente non avrò il dono della sintesi e ho voluto scrivere proprio per non dimenticare niente e non lasciare niente alle spa continui, Consigliere.
Ed è proprio per questo che considero fondamentalmente che il tavolo lavori rapidamente alla definizione e all'attuazione del PDTA regionale per le demenze, perché un tavolo senza un percorso assistenziale chiaro rischia di essere soltanto un contenitore vuoto. Noi invece abbiamo bisogno di una rete, una rete nella quale il cittadino pugliese, indipendentemente dalla provincia nella quale vive poi possa trovare risposte omogenee, accessibili ed appropriate. Ed è per questo che oggi, caro Presidente e caro assessore, dica che purtroppo avrei voluto che ci fossero.
E mi rivolgo sia all'assessore Donato Pentassuglia che ha Cristian Casili, pongo alcune domande.
Primo, quale quando sarà effettivamente operativo il tavolo istituito con la delibera di Giunta 722.
La seconda è quanto è prevista la prima riunione e quale sarà il cronoprogramma dei lavori terzo quali saranno i tempi per arrivare alla definizione del PDTA regionale per le demenze?
Quarto come verranno coinvolte concretamente le associazioni Alzheimer e le organizzazioni che da anni chiedono di essere ascoltate quinto se nelle intenzioni del Governo regionale cambiare anche la composizione del tavolo, facendo proprie le indicazioni pervenute delle associazioni in questo tra voglio specificare, Presidente, che a questo tavolo di delle sei ASL solo due sono rappresentate a questo tavolo dalle associazione, nelle altre 4 non ci sono indicazioni, non ci sono presenze nelle associazioni. Io credo che ritengo che i territori devono essere equamente tutti rappresentati e quindi questo è per questo. Facevo la domanda al al assessorale, all'assessore e al Dipartimento per sapere quali fossero le proprie intenzioni e soprattutto e concludo quali con quali risultati concreti laringe la Regione intende consegnare alla persona con Alzheimer e alle loro famiglie nei prossimi mesi. Io ritengo che dopo tutti questi anni non possiamo più permetterci un altro ritardo le associazioni fanno la loro parte, la fanno bene, le famiglie stanno facendo la loro parte e la fanno bene, spesso pagano un prezzo umano e sociale che io ritengo altissimo. Adesso tocca alla Regione dimostrare che quel vuoto unanime del 19 marzo che quel voto unanime del 19 marzo non è stato semplicemente un atto simbolico, ma deve ri.
Essere per noi e per chi vive questi drammi deve diventare e deve essere una risposta concreta. Ora servono tempi, certi, atti concreti e risultati verificabili. Grazie per l'ascolto e chiedo scusa se sono stato un po' prolisso, ma era doveroso da parte mia dire ilm non solo il mio pensiero, ma portare in questa assise in questa Commissione le.
Istanze che vengono dai territori, le istanze che vengono dalle famiglie, le istanze che vengono dalle associazioni che ebbene, stanno facendo sul sul nostro territorio e quindi è giusto che in questa audizione venga esplicitato tutto, grazie,
Grazie, Consigliere. Non si fanno applausi IVA alla Commissione né in Commissione e in Consiglio. Allora intanto grazie, Consigliere. Penso che questo è un problema che riguardi tutti noi, perché è un problema che in cresce in forte crescita, considerando che la letteratura dice che in Italia oggi abbiamo gravi dementi, cioè pazienti con demenza di Alzheimer. Siamo a 1 milione 200 milioni e 400 ed è previsto fino al 2050 quasi 2 milioni a questi 2 milioni c'è tutta una Unas, una una schiera di caregivers e arriviamo a 6 7 milioni di persone che ruotano intorno al paziente, quindi significa che il bisogno e.
Importante e secondo me, l'istituzione del tavolo, che non rimanga fine a se stesso, ma costruisca velocemente una sintesi, un percorso diagnostico in relazione anche ai centri territoriali CD, CD. Chiaramente sono importanti per e alle associazioni ovviamente costruire non dico, diciamo l'optimum, ma un buon.
Inizio e quindi sono assolutamente condivido. Condivido anche la lunghezza del tema, perché chiaramente è giusto che si esponga tutto il problema, come c'è qualche consigliere che vuole intervenire.
Nessuno. Bene, allora io do la parola. Vi chiedo di stare nei tempi dei cinque minuti, poi se avete bisogno di replicare, lo facciamo. Allora iniziamo. Io li prendo così tanto, dovete parlare tutti. Antonio Perugini, presidente di dimmi.
La dottoressa Memeo e sentiamo tutti gli interventi e poi deve rispondere. Prendiamo i quesiti, se siete d'accordo.
L'assurda, cioè sentiamo tutti e poi.
Allora, il Presidente welfare allevante Antonio Perugini qui vi prego, Presidente e a tutti gli altri cinque minuti, grazie.
Grazie.
Le porto il tempo come i congressi di medicina.
Potrei anche semplicemente il Presidente.
In ogni caso le 2 delibere no no no no no no non arriviamo a questo è la sintesi.
E allora il il microfono, per piacere, se gentilmente si presenta per la l'audizione.
Allora, anche al riguardo ai tempi ristretti, un cordiale saluto a tutti. Grazie, Presidente, per aver accolto il nostro la nostra richiesta. Parlo per il welfare allevante, siamo per depositare ora un documento che sinteticamente riguarda il fondo di remunerazione, che è il problema dei problemi che ci portiamo da tanti anni, ma penso che questa cosa possa fare anche piacere al Governo regionale e a tutta la Regione Puglia non ha un problema di fondi, perché i fondi li avevate già previsti e sono scritti nero su bianco sulla DGR 587 del 2022 con la Regione ha preferito stabilire una strategia di calcolo che facesse rientrare anche alle dimissioni protette, l'Universo salute e tutto analiticamente scritto ed è sbagliato, secondo noi, nel senso che.
Senza nulla togliere, come dire all'impegno che ci mette il Dipartimento Salute per quello che è avvenuto dopo la riforma del settore, dopo la legge 9 del 2017 è avvenuto che c'è sicuramente un'imprecisione di di calcolo perché nel erano stati previsti 265 milioni di euro, mentre.
Non sono stati mai rinnovarsi, erano sono stati erogati 199 milioni di euro nel 2022 e siamo arrivati al 2026.
Dove è vero che ci sono stati 219 milioni previsti nel fondo, ma hanno inserito anche Universo salute e le DOP per 15 milioni per l'Universo salute e 3 milioni per le DOP voglio precisare una cosa molto importante:
Noi rispettiamo e non c'entra nulla l'attività del gruppo Universo salute, che fa un'attività legittima, meritoria, senza ombra di dubbio, ma Universo salute, Presidente.
Fa faceva parte qui, ci sono tanti testimoni, anche nelle legislature passate, di un capitolo di bilancio diverso, quindi questa è una storia antichissima, viene dalla Divina Provvidenza e quant'altro. Non so se ecco qualcuno di più voi, Gian Nicola che ricorda Domenico, forse una storia, quindi era un altro capitolo. Ora, quindi nel calcolo fatto dal 2022 a oggi, dove prima non c'era Universo salute, non c'erano le DOP e ora invece c'è Universo salute DOP e noi non vediamo l'adeguamento delle tariffe pur stabilito dal 2020, abbiamo fatto dei calcoli e secondo i nostri calcoli mancano 59 milioni che sono stati previsti, quindi noi non ci non chiediamo un euro in più. Può sembrare strano, è perché questo è un periodo dove tutti chiedono fondi, chiedono.
Risorse, noi non le vogliamo. Noi vogliamo che quelle che sono previste siano assegnate. La 587 del 2022 è stata approvata, presumo sia abbia raggiunto anche ai vari Ministeri competenti e ci diceva invece di 265 ve ne diamo 199 perché non sono finiti e finite le procedure di accreditamento, ora sono finite. Manca poco a tutto quel nonostante l'altra cosa che chiediamo e la digitalizzazione.
È possibile che ancora in Puglia non abbiamo un sistema di digitalizzazione che faciliterebbe tantissimo il lavoro della Regione, del dipartimento e al tempo stesso anche quello dei gestori. Oggi ancora funziona tutto sulla carta. Tutto questo è scritto. Non voglio, semmai, se è così cortese, Presidente, noi rinnoveremo un'audizione perché ci sono molti altri problemi, dove noi vogliamo essere collaborativi. Le assicuro che è così come la questione della tariffa trasporto dei centri diurni. Non lo diciamo noi ormai l'ha detto più volte il Consiglio di Stato più tempo passa più la Regione rischia di aggiungere un altro problema enorme al suo bilancio, quindi senza dubbio un grande rispetto per l'impegno che ci sta mettendo, suo malgrado il il Governatore, l'impegno di fronte a questa discesa dalla di una pista nera che sta facendo con lo slittino Donato Pentasuglia, cosa difficilissima, ma quello che è stato già stabilito dalle norme fatte da voi, non da noi, è quello che è stato stabilito anche dalla giustizia amministrativa. Secondo noi deve essere rispettato. Concludo.
È per dirvi anche sempre in senso molto collaborativo e in armonia. Grazie ancora per averci ascoltato, ma noi abbiamo il dovere etico di dare una risposta a centinaia di imprenditori che assicurano occupazione stabile a migliaia stabile, Presidente non part time nero quadro stabile con rispetto degli accordi contrattuali, dei rinnovi, tutti irregolarmente onorati. Paghiamo l'energia, il costo della vita, quant'altro. Ora noi vogliamo essere ascoltati e sempre in armonia e nel rispetto dei delle prerogative democratiche. Io spero che finalmente, innanzitutto.
La politica sia presente, perché con tutto il rispetto per la dottoressa Memeo, che ormai che sono anni che la Stolco risiamo con le varie, con le varie istanze e la politica che deve una volta per tutte decidere qual è la sua visione e farcelo sapere. E poi, se questa questione non convince in pieno, nel pieno rispetto della democrazia, come è avvenuto in altre occasioni, ci rivolgeremo ad altre autorità che ci danno ragione a volte e ci danno torto in altre, quando abbiamo torto, noi siamo in silenzio e accettiamo, ma quando abbiamo ragione e cosa traguardo che a cui non vogliamo giungere, va bene.
Le sentenze vanno rispettate, ma soprattutto le firme. La Regione Puglia ha stabilito una cifra nel 2022 nero su bianco, non Antonio Perugini o Welfare a Levante, quindi questo è l'istanza che facciamo, mi permetterò di dare copia alla segreteria affinché diffonda grazie il nostro documento, che giungerà anche via mail. Grazie a voi. Grazie, Presidente. Anche della sintesi, diciamo, i due punti sono abbastanza chiari. Poi alla dottoressa Memeo, chiederemo, diciamo la risposta al suo quesito. Diamo la parola al Confcooperative sanità Puglia, Presidente Raffaele De Nittis.
La prego sempre. La sintesi, come ho detto, è non me, non me ne vogliate, ma così siamo più recepiamo tutto, sarò molto sintetico e grazie per per averci dato la possibilità di farci sentire quel questa questa audizione in realtà è stata chiesta da Confcooperative sanità, AIOP ed è qui seduto di fianco a me Seca Coop welfare allevante Antonio Perugini, che ha parlato prima non mi discosterò dal tema, perché è inutile poi diciamo mettere sul sul campo tanti argomenti.
Remunerazione delle prestazioni RSA e centri diurno e revisione delle tariffe, così come l'oggetto come l'oggetto all'ordine del giorno. Allora io parto da un dato molto oggettivo, e anche io mi permetterò di darvi copia.
Un dato molto oggettivo: tutte tutte le principali organizzazioni che sottoscrivono CCNL hanno avuto almeno un aumento contrattuale. Tutti noi l'abbiamo avuto 23 e 25 AIOP l'ha anche avuto, così come tutti quanti gli altri.
Su la cooperazione, quindi l'aumento del Ccnl cooperative sociali triennio 23 25 leggo testualmente gli incrementi sono stati: né nel nel varo periodo febbraio 2027 5 e 37% qua parlo solo di costo del lavoro 7 e 32% ottobre 24 gennaio 25 11 e 62, per un totale a ottobre 25 del 13 e 71%, quindi solo per il costo del lavoro ne abbiamo avuto un aumento del 13,71% le tariffe, come voi sapete, sono ferme al 2020. Parliamo della DGR 15 12 2020 che fissa delle tariffe. Ebbene, ve ne cito solo qualcuno: per le RSA mantenimento e 100,30 e 33 per i centri diurni 81,63 centri diurni disabili 77,35 e eccetera eccetera. Quindi questo è soltanto il costo del lavoro. Il costo del lavoro che diciamo pesa generalmente intorno al 65%, quindi solo il costo del lavoro nell'economia di una struttura pesa il 65% immaginatevi un aumento del 13 e 71% che impatto può avere, diciamo, sulle strutture che erogano questi servizi, andando avanti dall'inflazione, energia e servizi essenziali. Abbiamo anche lì un altro aumento tra energie, utenti di ristorazione, lavanderia, il PUE e pulizie del 19,36% ricorderete tutti quanti gli aumenti esplosivi che ci furono nel nel 2022 no sull'energia e quant'altro. Allora voglio essere brevissimo.
Facendo un calcolo matematico, noi avremmo il 13,7% per il lavoro che fa parte del 65% del costo del lavoro il 19 e 36, che fa parte della restante parte, con un aumento a regime di 15,73 euro sulla retta, che per noi sarebbe chiaramente oggettivamente possibile. Cosa chiediamo? Chiediamo innanzitutto, Presidente, diciamo, come come Confcooperative, ma come tutte le altre associazioni, voglio dire che fanno parte anche del Tavolo di concertazione, almeno che riconosciate che venga riconosciuto l'aumento del costo del lavoro, perché è un è un costo secco che tutte le aziende autorizzate e accreditate o anche soltanto le aziende autorizzate erogano ai propri lavoratori. Questo per la dignità delle persone che ci lavorano all'interno delle nostre strutture e soprattutto per la dignità degli utenti che assistiamo, perché dove c'è qualità, dove c'è dignità, ci possono essere servizi migliori per gli utenti che assistiamo in questa regione.
Quindi chiediamo una misura immediata di sostegno, una misura immediate di sostegno. Questa la chiediamo da tempo, ma non riusciamo veramente più andare avanti. I bilanci delle nostre Confcooperative stanno a zero, anzi stanno a sottozero, quindi una un'immediata misura di sostegno è chiaramente una revisione delle tariffe listing per setting, grazie. Poi vi faccio avere, diciamo questa relazione grazie. Grazie, Presidente.
Presidente Legacoop Pasquale Ferrante.
Vicepresidente del Presidente del Vicepresidente, discipliniamo noi. Intanto grazie e buongiorno a tutte e tutti. Allora io sono assolutamente d'accordo. Noi siamo d'accordo con lei le questioni già emerse che peraltro avevamo già evidenziato in altre occasioni insieme o da soli o insieme alle altre organizzazioni qui presenti.
Comprendiamo, facciamo una premessa a governare. Non è facile, soprattutto quando si devono prendere le decisioni da quella parte e quindi poi hai una responsabilità in un settore molto complesso, come quello della sanità, che, come lei sa, Presidente, ma come sappiamo tutti, è abbastanza caleidoscopico, con e con esigenze emergenti ed emerse che sono molto diverse e che incide sulla carne e sangue dei cittadini ogni giorno. Fatta questa premessa, però, noi vorremmo sottolineare un paio di condividere, più che altro un paio di di suggestioni che derivano da questo momento ce le danno le nostre cooperative e i nostri cooperatori. Uno, noi paghiamo, pagheremo convintamente l'aumento dell'addizionale lo pagheremo perché è giusto e perché vogliamo contribuire a sostenere una sanità pubblica.
In favore che dia dei servizi qualitativamente alti ai cittadini, da un lato, e perché è un diritto non negoziabile, previsto dalla nostra Costituzione, repubblicana e democratica. Qui non faremo lo facciamo, però c'è un problema. Non possiamo sottacere il fatto che stiamo pagando.
Per garantire il lavoro dei lavoratori nel pubblico, come è giusto che sia aumentare, adegua gli adeguamenti contrattuali, però lo stiamo pagando anche su adeguamenti contrattuali che non prendiamo, perché non ci possiamo permettere, non ci vengono riconosciuti e quindi questa è una asimmetria tra lavoratori del pubblico e lavoratori del privato sociale accreditato che svaluta. Permettetemi, il l'accreditamento è il senso dell'accreditamento, partendo dal fatto che noi le ripeto e vi ripeto, siamo fortemente convinti che il sistema sanitario debba essere pubblico.
Che vada sostenuto con il privato sociale, per quello noi siamo nati e probabilmente moriremo anche in questa maniera e inoltre poi soffriamo anche a macchia di leopardo sul territorio debba question dell'IVA che ci viene pure tolta, quindi c'è un altro 5% che va a scaricarsi sul lavoro. Orbene qua e parlo alla politica.
Non alla tecnica, questo e queste sono asimmetrie abbastanza inaccettabili, laddove tutti siamo convinti e proclamiamo il diritto al salario giusto al salario minimo, allora cerchiamo di oltre che chiedere i soldi, proviamo perché poi mi rispondereste: va bene, ma dobbiamo aumentare la quota di solvenza, cioè la quota a carico del cittadino. Proviamo a fare un'azione. Provate, noi faremo il nostro a sostenere questa domanda politica, di cambiare e correggere le quote di compartecipazione dei cittadini, garantendo che i costi almeno del lavoro, proprio per parificare i lavoratori pubblici collaboratori del privato sociale accreditato, siano comunque garantiti dal servizio sanitario nazionale. E quindi poi regionale.
E questa è la prima proposta. Poi permetteteci noi stiamo verificando che, stante questi regolamenti, combinato disposto di questi, che sono i regolamenti con le condizioni socio antropologiche dei territori delle cosiddette aree interne, ma anche dei nostri paesi di provincia.
Pongono delle questioni di scala, quindi di modulo per anche per questioni infrastrutturali, oltre che per numero di popolazione che prevede un'offerta chiaramente tarata su moduli più bassi.
E qui non lo dico io, basta applicare quelle che sono le disposizioni regolamentari, anche come da chiarimenti anche legittime che si sono avuti. Sono infermieri che si capisce che la questione non è tanto la diseconomia del gestore che gestisce dei moduli più piccoli, perché non ci stanno le persone o perché non abbiamo i palazzoni nei centri storici o né tessuto urbanistico delle di queste piccole aree, ma quella è un problema non di gestore e i problemi di distribuzione dell'offerta in termini sostenibili su tutto il territorio pugliese, e quindi una Regione che proclama nella sua programmazione 21 27, che.
Vuole ambire a addirittura a una a un obiettivo molto più alto rispetto a quello del d'inverno demografico, della carenza dei servizi delle aree interne. A per integrarla nel sistema di sviluppo di questa Regione. Credo che dovremmo passare dal sostegno al mattone, anche a sostegno della vita delle persone. Ecco, guardate, ve lo dico e chiudo noi ci sentiamo la cooperazione sociale che rappresento e che rappresentiamo come Legacoop, si sente un po' Calimero in questa situazione.
E sentendoci Calimero.
L'abbiamo le idee, abbiamo l'impressione che si traduca in vero quello che era un'affermazione di Tucidide ai tempi dell'Africa e delle guerre del Peloponneso, cioè che la giustizia sia un atto di forza dove i potenti fanno quel che possono e i deboli subiscono quello che devono. Grazie. Grazie, Presidente.
Prego, Presidente. AIOP si presenti, per piacere.
Sì, Fabio Margilio, presidente di AIOP Puglia.
Grazie, Presidente. Grazie, Consiglieri. Insomma, di questa possibilità di essere auditi in terza Commissione. Noi abbiamo anticipato una nota tramite PEC giovedì, in modo da mi auguro farla arrivare a tutti quanti i Consiglieri essere informati, insomma, in anticipo su il nostro intervento e su quello che insomma, in linea di massima hanno già detto ampiamente i colleghi che mi hanno preceduto. Cosa voglio evidenziare e noi abbiamo inoltrato questa richiesta esattamente cinque mesi fa, il 5 maggio 2026 veniamo DT oggi a distanza di cinque mesi, quando però poi la delibera, la 1.248 del 22 settembre, nel frattempo è stata approvata e con questo provvedimento la Giunta regionale ha determinato il Fondo di remunerazione dell'anno 2026. Noi chiedevamo un adeguamento delle tariffe del per le RSA per i centri diurni disposte vigenti con la DGR 1.512 del 2020.
Queste tariffe, invece, sono state confermate e, al di là insomma, della riclassificazione della della spesa storica di altri altri fondi che sono rientrati in questo capitolo. L'incremento del fondo è dell'1.06%, quindi il Fondo l'incremento di 2 milioni 190 euro. Credo che non sia sufficiente per la contrattualizzazione di una o due nuove o due nuove strutture. Voi tutti credo siate a conoscenza del fatto che i posti in lista d'attesa in ques nelle nostre RSA sono ormai dei posti, un numero illimitato, quasi ogni struttura da 50 60 posti letto anche fino a 100 persone in lista d'attesa. Quindi abbiamo un duplice problema. Il primo problema è che i posti in Puglia di RSA non sono sufficienti. Nella delibera 1.248 si fa riferimento anche al tavolo ministeriale, in cui evidentemente il Ministero ha evidenziato alla Regione Puglia la necessità di incrementare il numero di posti letto, infatti se ne dà atto. Noi, insomma, ahimè, lo lo sappiamo da qualche anno, lo diciamo da qualche anno, come forse sarebbe il caso di dire che da qui a 10 anni ci vorranno almeno 20.000 posti letto. Quindi, come dire, una buona programmazione richiederebbe oggi di raddoppiare, forse triplicare il numero dei posti letto per i prossimi nei prossimi 10 anni, per le ragioni che ben sappiamo dell'invecchiamento, insomma, che non sto qui certamente, ripeto, altrimenti questo incremento di 2 milioni e rotti non solo non consente di incrementare le nostre tariffe, ma non consente di aumentare il numero di posti letto delle strutture pugliesi già esistenti e già accreditate, perché c'è un altro problema, insomma, che credo che i Consiglieri conosceranno, ma insomma, andò a rafforzare un attimo il concetto. Ci sono delle strutture già accreditate, ma che non hanno ricevuto la contrattualizzazione per mancanza di fondi e queste strutture attendono da anni, da anni l'attesa di queste strutture perché non sembri un interesse di partito politico. C'è quindi da parte del gestore privato significa che le famiglie pagano di tasca loro il 50% della tariffa. Insomma, voi sapete bene che per LEA nazionale la quota di compartecipazione divisa 50 e 50 nel momento in cui il posto e privato. È evidente che la famiglia deve pagare l'intero 100%, quindi noi stiamo sottraendo prestazioni stabilite dai LEA.
E lo stiamo facendo ormai in maniera significativa, perché, come vi dicevo, ci sono persone in lista d'attesa e persone che attendono di entrare anche sei mesi, un anno, molte volte, ahimè, queste liste sono vuote di significato, perché avere 100 persone in lista d'attesa significa che forse solo il 10% arriveranno al ricovero, le altre purtroppo verranno meno e questa è la situazione che io mi permetterete la politica. Dal mio punto di vista, una buona politica, al di là della maggioranza dell'opposizione, dovrebbe prendere a cuore e prendere come diverse lo faccio fare in modo che si possa programmare per cambiare questo riguardo alle alle tariffe attuali. È vero che chi ha la possibilità di essere contrattualizzato, voglio dire, è già un prescelto, un fortunato rispetto alla situazione miope che vi ho appena descritto, ma è anche vero che queste tariffe sono state determinate in epoca COVID pre-Covid e una parte dei costi che oggi noi abbiamo non erano assolutamente calcolati e conteggiati quello dei contratti di lavoro e, se mi permettete matematica pura, aritmetica, anzi, quindi basta prendere i vari contratti di lavoro che si sono adeguati in questi sei anni, applicarli. Abbiamo un costo medio, insomma,
Hanno i miei colleghi, hanno dato i numeri, non li voglio smentire in senso positivo, i numeri non li voglio smentire, saranno del 10, dell'11, del 12% incremento del costo della vita e quindi il 35% non voglio essere troppo tecnico, ma la tariffa fatta 165 il personale 35 sono gli altri costi. L'incremento del costo della vita che incide per il 35% sulla tariffa ha superato il 20% insomma, penso che ognuno di voi va dal distributore a fare benzina. Immaginate cosa avviene in una struttura con i climatizzatori accesi da tre mesi, quindi le bollette di che entità sono? Quindi noi abbiamo un incremento in questi sei anni dal mio punto di vista è superiore al 20%.
Vi do un altro dato: in un'altra occasione, in un'altra mia qualifica di Vicepresidente nazionale di AIOP, insieme al Ministero della Sanità, si era tentato di approvare un decreto ministeriale che desse una tariffa nazionale media. Questo decreto è fermo da qualche parte, non è mai venuto fuori che desse dei requisiti e degli standard. Due anni fa eravamo arrivati a 106 euro, quindi due anni fa avevamo 106 euro. La nostra retta in Puglia è di 100 euro, quindi eravamo sotto di 6 euro, due anni fa oggi saremmo sotto di 8 9 e 10 euro.
E quindi, fermo restando insomma, che parlare oggi davanti a voi, dopo aver letto questa mattina di un ulteriore disavanzo, è complicato, perché insomma, venire a chiedere alla fine risorse quando si sa che le risorse non ci sono, però per fortuna io noi non facciamo i Consiglieri regionali negli Assessori, quindi ci riteniamo fortunati in questa, in questa occasione non è un nostro problema. Noi invece dobbiamo necessariamente per la categoria, richiede che quello che è giusto, quindi riteniamo che questo incremento delle rette non sia più rinviabile. Ora, ripeto, il problema non so dove andare a trovare le risorse, ma non è più rinviabile, così come per queste ragioni non è poi sostenibile richiedere alle strutture e il rispetto degli obblighi contrattuali. Io vi potrei citare nucleare decine di controlli avvenuti negli ultimi anni, in cui i dipartimenti di prevenzione.
Correttamente attenzione, correttamente hanno evidenziato la mezz'ora di infermiere. Nemmeno la sanzione è di 12.000 euro, quindi immaginate un attimo, voi date una prestazione, vi viene remunerata al di sotto del costo nel momento in cui l'ispettore del Dipartimento dell'ASL viene a fare il sopralluogo e trova mezz'ora in meno 12.000 euro di sanzione, quindi, oltre al danno, anche la beffa. Il problema, però, è che dal nostro punto di vista eticamente moralmente, senza giustificare ovviamente le situazioni di non rispondenza, di non correttezza, quella non li giustifichiamo, ma non è sostenibile, richiedeva alle strutture e al rispetto di obblighi contrattuali quando la Regione non sta rispettando i suoi obblighi, quindi della corretta remunerazione.
E quindi i lavoratori standard, eccetera, senza riconoscere appunto la remunerazione coerente con i costi necessari per sostenerla. Questo è un problema, ripeto, dal mio punto di vista etico e politico e di e di correttezza e tutto considerato che cosa chiediamo noi oggi? Ripeto, nella nota e precisato, noi chiediamo l'incremento delle tariffe con l'adeguamento al costo della della vita.
La strada dei dei TAR è una strada che a noi non ci appartiene, ma in altre Regioni, in altre circostanze, ovviamente si arriva alla nomina del commissario ad acta. Lo sapete bene meglio di noi nel momento in cui viene richiesto al TAR di determinare le tariffe davanti all'inottemperanza. Viene nominato il commissario ad acta che poi determinerà queste queste tariffe e chiediamo che siano completati e le contrattualizzazioni di posti letto già accreditati che attendono da anni di essere di essere contrattualizzati ed evidentemente poi chiediamo che nel negli esercizi successivi, nel 2027, sia incrementato il fondo per consentire a chi già c'è e a chi ci auguriamo possa entrare in questo segmento, continuare ad erogare al meglio le le prestazioni. Grazie dell'attenzione.
Grazie, intanto c'è, raggiunge l'Assessore, sentiamo l'ultima audizione e poi possiamo andare col Dipartimento. Poi, se vorrà dire l'Assessore allo Pietro San Giorgio sì, ok si presenti.
È sempre cinque minuti.
Buongiorno a tutti. Grazie dell'audizione. Grazie al.
L'onorevole Scalera, che.
Ha preso a cuore da anni la drammatica situazione delle persone con demenza e delle famiglie e io qui non starò a parlare di tariffe, di risorse.
Di denaro. I datori di lavoro sono qui a rappresentare i 13 associazioni Alzheimer, architettura e salute che in Puglia da anni portano avanti un'azione nei confronti delle famiglie e dei pazienti che non ha nessun riscontro né del sistema pubblico. Un sistema pubblico che ha portato oggi a quei dati di cui parlava Scalera, un paziente intercettato su 10, i cosiddetti CD CD che negli altri Paesi vengono chiamate Memory Clinic la Regione dovrebbe imparare a dare il nome giusto alle cose, perché nessuno dei cittadini pugliesi sa che cos'è un CD CD.
Detto questo,
I cosiddetti CD CD oggi intercettano un paziente su 10, quel paziente su 10 non riceve nessuna assistenza, sennò la diagnosi, cioè un'etichetta che lo pone la condizione di sconforto di sentirsi uno stigmatizzato un ebreo nella nostra società, perché questi dementi e le famiglie vivono nascosti e dimenticati. E per questo che la situazione italiana, ma quella pugliese, in particolare oggi segna la tragedia dalla famiglia italiana e della famiglia pugliese, che è costretta ad assumersi il 90% del carico economico e il 100% del carico morale e di sofferenza. E di questo io credo che noi dobbiamo parlare, perché se è importante il ruolo delle Rsa e delle delle Confcooperative, è ancora più importante il ruolo di questa sofferenza umana, per cui i servizi esistono. Che cosa servono questi servizi, se non danno assistenza.
Un altro dato: la diagnosi viene fatta dopo 36 mesi, quelli 36 mesi significa che ma la maggior parte delle persone viene diagnosticata nella fase avanzata, cioè quando ormai è finito.
Ho detto tutto questo perché al confronto, e di questo ci sono 13 associazioni che da vent'anni in Puglia svolgono un lavoro paziente e certosino, fatto di abnegazione e di dedizione che non riceve nessun ascolto.
Tant'è vero che io sono qui alla terza audizione nella prima audizione, Rocco Palese disse: ma un tavolo delle demenze non si nega a nessuno. C'è uno sberleffo.
Quando abbiamo far residente, mi scusi, per cui io voglio essere chiaro: noi la Commissione la facciamo per capire le problematiche e puoi rispondere. Io capisco, lo so, voglio dire che praticamente lei ha detto un dato di Puglia e lo dico che un dato in italiano che il 27% dei pazienti in Italia non in Puglia accede al percorso, gli altri in Italia non accedono, quindi io lo so benissimo, però io voglio oggi, siccome la Commissione è tecnica, non è polemica, la polemica è giusta, ma in Commissione io non la non la preferisco, perché voglio studiare il problema lei, giustamente, che rappresentano le associazioni porti i diciamo le problematiche, cioè i quesiti e noi cercheremo ovviamente nell'ottica della collaborazione, perché a me di quello che è successo in passato, io capisco, ma oggi dobbiamo lavorare per domani. Se noi incominciamo a dire che palese ha detto così quello ha detto così, non ce ne usciamo. Andiamo avanti, chiudiamo il il quesito e noi cerchiamo di rispondere.
Un metodo di lavoro e questo per me, che ha sempre diciamo, dato dei risultati migliori di quello dei dice parlare di di quello del passato. Prego. Mi scusi, se l'ho interrotta, accolgo il suo consiglio e vengo al sodo noi associazioni.
Dell'Alzheimer, che tutelano gli interessi dei pazienti e che svolgono una serie di attività che sono di informazione conoscenza Caffè Alzheimer, sostegno ai pazienti.
Centri di sollievo, tutto questo lo facciamo oggi fuori di un sistema che nega questa collaborazione e questa integrazione. Quindi noi chiediamo che tutto questo lavoro importante fondamentale perché fa quell'azione di lotta allo stigma che riguarda oggi le persone con demenza che non fa nessuno.
Perché non parliamo di dei nostri pazienti e perché si trovano in quella condizione, parliamo soltanto poi di altre questioni. Quindi una delle ragioni fondamentali di questa situazione e noi chiediamo che venga rimossa, che le associazioni vengono riconosciute come parte attiva, importante, determinante del sistema delle cure, perché un sistema di cure che non ascolta il paziente. Io sono medico, ho fatto lo psichiatra per quarant'anni.
E so che la prima cosa che un medico deve fare è quella di ascoltare i pazienti, quindi noi chiediamo che i pazienti che in questo caso sono rappresentati dalle associazioni, vengono sistematicamente integrate nel sistema integrato, in che modo in modo tale che queste loro azioni non resta di AIDS, situazioni così sparse, perdute fuori di qualsiasi logica, ma rientrino in una logica dell'integrazione dei servizi, che è quello che dicono le norme e il Piano nazionale. Noi stiamo proponendo oggi.
L'istituzione di centri di sollievo, che sono strutture che, utilizzando le associazioni di volontariato a risorse scarsissime, possono svolgere quell'azione di sensibilizzazione, di integrazione e di conoscenza di sollievo alle persone e lo chiediamo appunto entrando nel sistema e volendo quindi promuoverne il miglioramento attraverso l'utilizzo di risorse che oggi vengono svalutate in tutti i centri della Puglia. Ci sono associazioni Auser, Antea, Ada che potrebbero oggi farlo. Il Veneto da 10 anni promuove i centri di sollievo che hanno prodotto una diffusione a macchia d'olio su tutto il territorio di centri di sollievo che fanno un'operazione importante, soprattutto di conoscenza, di cultura e di promozione. Chiediamo che questo venga fatto e lo stiamo richiedendo.
E poi leggo alla questione del tavolo delle demenze e un tavolo delle demenze che nella delibera si riduce a una caterva di persone tutte importanti e che dice che ci devono essere due rappresentanti.
Stesso settore famiglie, come dire: mettiamole U 200 rendono e che vanno lì a raccogliere le briciole. Non è un tavolo delle demenze e un tavolo delle istituzioni che si autogovernano. Noi chiediamo ancora una volta che le tutte le province vengono rappresentate attraverso familiari e i pazienti, tutte le Province, almeno una una rappresentanza per Provincia, ma non solo, ma che il ruolo del tavolo delle demenze non sia soltanto un ruolo così di interlocuzione, ma abbia attraverso anche il contributo delle associazioni, la capacità di partecipare non solo di interloquì, ma anche una governance del sistema, una governance che significhi che annualmente verificare i risultati verificare quello che si è fatto, quello che non si è fatto e dar conto, a partire dalle associazioni che sono i veri mandatari dal sistema sanitario di una condizione che oggi invece li vede assolutamente derisi, e inascoltati grazie.
Grazie, Presidente. Che c'è qualcuno che vuole intervenire, ma sentiamo. Prego, dottor.
Sì, volevo soltanto replicare alla questione del Fondo di di remunerazione.
Allora, negli anni le associazioni sanno perfettamente, insomma, quanti sforzi ha fatto la Regione Puglia per aumentare il fondo di remunerazione per acquistare le prestazioni, perché io voglio ricordare circa 10 anni fa il fondo di remunerazione era all'incirca 60 milioni rispetto ai 224 di di quest'anno 60 milioni, di cui.
Un grosso modo, 45 milioni erano le RSSA e la rimanenza erano le RSA dell'altro regolamento. Poi, con la riforma abbiamo istituito un'unica tipologia di struttura e abbiamo aumentato il fabbisogno. Ora si è passati da circa 60 milioni, poi alla ricognizione della spesa storica, quando abbiamo dato attuazione ai regolamenti, quindi eravamo nel 2019 e 20 con una ricognizione della spesa di 125 milioni e poi di là il fondo è stato implementato man mano che noi potessimo accreditare tutte le strutture, sia quelle già esistenti, ma anche quelle di nuova istituzione, e quindi si è passati da 125 milioni a 199, poi a 200 219 e quest'anno 224 il l'aumento rispetto all'anno scorso. A parte il fatto che dall'anno scorso a quest'anno abbiamo dovuto rifare dei calcoli perché avevamo stanziato l'anno scorso 5 milioni per le dimissioni protette, ma non venivano utilizzati tutti per le dimissioni protette, perché non tutte le RSA hanno potuto integrare i posti letto con altri due appunto dedicati per le dimissioni protette, quindi di quei 5 milioni abbiamo recuperato un po' di di di somme che non venivano utilizzate nell'anno 2025 e abbiamo rifatto il calcolo di tutti gli accreditati. Ad oggi, al mese di di agosto all'inizio di settembre e quindi abbiamo implementato il Fondo di circa 2 milioni e 2, tenuto conto che avevamo delle economie Dick, chiamiamole così economie sulle dimissioni protette a nulla rileva la colonna del del Fondo Universo Salute, che era remunerato ed è remunerato con un fondo a parte est. È stato soltanto una scelta, quella della Regione, di indicare la quota parte del Fondo di Universo salute che viene destinata per le RSA, quindi è stata solo così una integrare la colonna per una completezza di informazione. Null'altro, quindi Universo salute non ha mai inciso sul fondo, è ad oggi non incide e quindi abbiamo potuto aumentare il fondo di 2 milioni e 2, ovviamente, perché c'era carenza di risorse, il calcolo per i nuovi accreditati, che non sono quelli già esistenti, che nel frattempo hanno ottenuto il provvedimento di accreditamento, proprio quelli ex novo, le nuove, i nuovi pareri di compatibilità che abbiamo dato che sono arrivati ad accreditamento per quelli quelli lì li abbiamo potuti finanziaria, ovviamente determinando il Fondo a settembre nell'ultimo trimestre dell'anno. Questo significa che in maniera strutturale da gennaio dell'anno prossimo. Quindi intanto le strutture andranno in continuità, se verranno contrattualizzati adesso dalle aziende sanitarie, quindi questi 2 milioni e 2 già nel 2027 bisogna moltiplicarli per.
Per 4, quindi sono già 8 milioni. Quindi è come se quest'anno avessimo aumentato il fondo di otto, perché 2 milioni e 2 significa che da gennaio dobbiamo aggiungerne altri sei per poter mantenere gli accordi contrattuali con quelli nuovi. E poi bisognerà calcolare gli altri che man mano saranno arrivati ad accreditare ad accreditamento. Ancora non ce ne sono ancora tanti che devono ottenere il provvedimento. Non incideranno tanto sul fondo, perché non si raggiunge la cifra di 265 milioni, così come stimata nella nostra delibera del 2022, perché quella somma era la totalità dei posti accreditati secondo il nuovo fabbisogno in Regione Puglia, finanziati tutti quanti, ma ad oggi non tutti i posti in accreditamento sono stati assegnati, nel senso che ci sono delle Province che sono ancora che che avevano adesso il fabbisogno, lo abbiamo chiuso, perché dobbiamo aggiornarlo, che avevano ancora disponibilità di posti in accreditamento. Penso all'ASL BT e alla ASL di Taranto, che storicamente avevano proprio meno posti di RSA è che nel frattempo non sono arrivati né ad autorizzazione né ad accreditamento, quindi una quota di quei 265 milioni non può essere finanziata perché ancora non ci sono le strutture sul territorio e questo è il motivo. Quindi ad oggi siamo arrivati a due e 24 con gli ultimi accreditamenti sono ancora le strutture che stiamo seguendo, che stiamo cercando di portare a completamento sotto l'aspetto della congruità del requisito organizzativo. Non non ci sarà bisogno di arrivare a due 65, ma ci sarà bisogno di qualche altro milione che, se sarà possibile,
Metterlo a disposizione, ovviamente insieme all'Assessore, lo lo faremo. Per il resto bisogna aggiornare i fabbisogni, perché è stato detto, quindi siamo bassi come posti letto, ma anche come posti di centro diurno, specialmente per Alzheimer, non soltanto così per per per anziani e quindi implementando quel fabbisogno può in prospettiva è chiaro che il Fondo dovrà aumentare, quindi era solo un chiarimento.
Prego, Consigliere. Prego. Approfitto della presenza dell'Assessore per tornare sul tema che avevamo già trattato in questa Commissione e in Consiglio, per avere una risposta. Eventualmente c'è la questione delle tariffe che in alcune province deve essere avviene, l'IVA viene compresa e in altre non viene compresa. Quindi c'era stato un impegno da parte del Governo di dare un'unica linea. Volevo capire se questo impegno è stato portato a compimento o non ancora, e l'altra questione che volevo sottoporre velocemente e sul trasporto dei disabili c'è una differenza di remunerazione in base alle Province, se riusciamo a dare un'unica linea in tutta la regione. Queste erano le 2 domande che volevo sottoporle.
Grazie, Consigliere. Qualcuno vuole replicare? Prego, solo un un sempre con spirito collaborativo e ribadendo grande rispetto per il lavoro che svolge il gruppo Universo salute.
Io, almeno dal dalla mia calcolatrice non risulta sia dal fondo 202 224 milioni adesso appena deliberato, tolgo 15 milioni destinati oggi ha Universo salute con questo provvedimento fra 209.
Quindi non ci troviamo con i conti. Il tutto nasce, ripeto, dalla 587 del 2022, che prevedeva 265, ho accolto con grande piacere io chiedo all'assessore di voler confermare questo che quindi la Regione Puglia conferma che il fondo per le RSA e centri diurni è di 265 milioni che andrà a regime. Giustamente, come diceva la dottoressa Memeo, una volta che tutte le strutture del fabbisogno osservino quelli che sono i requisiti che poi fanno parte anche di un altro discorso e quant'altro. Poi disse: il fondo è quello di 265 e un fondo rispettabile che potrà soddisfare la domanda, però dobbiamo essere certi di questo, così come davvero accoratamente approfitto e ringrazio la se la presenza per la presenza dell'assessore che ringrazio per l'impegno che ci sta mettendo nel fare questo percorso difficilissimo di disporre quanto prima la digitalizzazione del sistema, perché anche questa verifica dei fabbisogni è un'operazione immane per chiunque non ce la farà a nessuno a livello pratico, con un foglio di Excel. Abbiamo bisogno un sistema di digitalizzazione che in questo momento il governatore De Caro, il Presidente Spaccavento si trova a Sydney, deve spingere un tasto e capire quanta quanti soldi esce la Regione Puglia in un attimo, mentre se lo chiediamo in questo momento, ma neanche fra tre mesi il Dipartimento, suo malgrado, non per vuol dire chiaramente incapacità, non lo potrà dire perché dovrà rivedersi tutti i provvedimenti dati i contratti fatti che ha rinunciato chi ne ha rinunciato? Quindi la digitalizzazione, l'adeguamento del fabbisogno della remunerazione con la conferma del fondo a 265 e quindi, come diceva l'amico Fabio, così come l'amico Pasquale Ferrante e Raffaele De Nittis. La la questione relativa all'adeguamento delle tariffe, perché noi abbiamo rispettato tutto quello che ci ha chiesto allo Stato sui contratti di lavoro sull'energia e è complicato. Ah, è impegnativo gestire una struttura sociale sociosanitaria in regola, così come al tempo stesso esprimo un plauso universale per tutti quei momenti in cui la Regione Puglia si accorge, i dipartimenti si accorgono di clamorose illegalità e interviene a gamba tesa. Una cosa sono le questioni, come dire, che fanno parte della gestione irrisolvibili. Una cosa è far entrare nel settore o far gestire il settore da persone che non rispettano le regole. Quindi noi noi non siamo né di parte, né facciamo un ragionamento ideologico, vogliamo collaborare, vogliamo che vengano semplificate le procedure con la digitalizzazione e capire in che misura possiamo adeguare. Le tariffe sono avverrà e chiudo come è avvenuto e come leggevo in un ottimo intervento del collega Margilio per la riabilitazione dove aumentano le le le REMS le tariffe di remunerazione, ma il tetto rimane quello. Quindi io se oggi pagavano harem una prestazione, per esempio 100 a 10 persone, ho bisogno di 1.000 euro, ma se la prestazione diventa di 200 diventano cinque le persone, quindi aumenteranno le liste d'attesa. Io vorrei, guardi che qualcuno.
Io spero che avvenga, glielo spiegasse proprio a livello.
Proprio uno più uno al Governatore. Nulla contro. Sappiamo che è difficilissimo quello che sta facendo, ma se c'è stata qualche pressione del passato va sanata e chi non lavora non sbaglia, però questa è la situazione attuale. Noi chiediamo esclusivamente quello che è già previsto dalle norme e il buonsenso tutto qua. Va bene, grazie. Prego, Assessore.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Mi scuso per il ritardo che non è mia.
Consuetudine, ma ero in Presidenza per una conferenza stampa su un tema molto molto delicato, che tocca anche la delega che io in questo momento, quindi grazie per chi è intervenuto.
Ho avuto modo anche di, anche se conoscevo rispetto ai tavoli e al richiamo che questa audizione era stata chiesta prima della delibera.
Su quella prima delibera, ritirata dalla Giunta, perché era all'ordine del giorno, ci siamo sentiti. La delibera è andata con modifiche approvata, perché nonostante il contesto, il momento e le ragioni tecniche e alcune sono state accennate dalla dottoressa Memeo, altre sono ben note nella discussione che stiamo facendo e del fatto che dal Fondo prendiamo le risorse, quindi il fondo è sempre quello e la trattativa su alcune questioni, tipo.
In confronto a Roma, certo che interviene, interviene seriamente. Siccome sono serio, al sta a stare al tavolo nazionale, come a quello della concertazione. In Regione abbiamo prodotto queste delibere che hanno trovato, diciamo, degli spazi che non sono esaustivi, ma tecnicamente diciamo noi stiamo lavorando affinché il tema i temi posti dalle diverse delibere, perché parliamo di diversi aspetti.
Mettere in campo una dinamica di chiarezza e stiamo anche lavorando con il Dipartimento per provare a ad azzerare. Facevamo il tema delle attività che dobbiamo svolgere in maniera chiara, inequivoca per avere certezza per ogni territorio. Che cosa abbiamo sapendo che abbiamo una carenza in termini di numeri, di posto importante per la Puglia, non solo quello della prospettiva. Oggi abbiamo delle difficoltà vere e il tema della digitalizzazione è un tema che al 30 settembre abbiamo tirato una linea per capire cosa utilizziamo dei diversi.
Fondi che abbiamo utilizzato e cosa ci manca per mettere nella condizione già il Dipartimento stesso di avere contezza correttezza non solo dei numeri, ma del quantum quotidianamente spendiamo perché vedo in queste ore cimentarsi tante persone nell'esercizio della sommatoria algebrica per arrivare a un numero che il disegno avanzi disequilibrio, le cose.
Fino a quando non avremo il dato del fondo nazionale fino a quando non vedremo quanto impatterà l'aumento dei costi che tutte le aziende, compreso le famiglie stanno vivendo in queste ore.
È inutile, è una prospettiva e una proiezione che facciamo con i nostri bilanci e con le tecniche di valutazione quotidiana dei costi, ma anche sapere i ricavi, per poi non aspettarci al 30 aprile con i bilanci ufficiali quello che diciamo la prospettiva indica, ma diciamo sulla digitalizzazione stiamo rivedendo le posizioni per evitare che ogni azienda vada per conto suo, che faccia il suo programmino, il suo software, la sua azienda. Qui dobbiamo tenere dentro, da Foggia a Lecce, tutta la Puglia, nessuno escluso e il tema della proiezione di quella delibera del 2022, con il fabbisogno che dobbiamo rivedere con serietà, con puntualità,
Rispetto anche alle azioni che stiamo mettendo in campo, alle novità introdotte, perché anche qui non vorrei si declinasse ogni aspetto per quello che è la visione puntuale, ma molto settaria, che ognuno vede, diciamo, rispetto ai servizi che servono tra.
Il luogo di cura delle acuzie, le medicine, le lungodegenze, le dimissioni protette, per esempio, e quelli che non hanno la fortuna di uscire in dimissione protetta e si trova in una lista d'attesa indefinito e indefinibile, che vede purtroppo proiettare un cittadino di un territorio in un'altra provincia chilometri di distanza, che è un tema diciamo che stiamo svolgendo con le direzioni strategiche in questa fase è cambiate a giugno, quindi capite bene e è stata una prima fase, è davvero molto, molto complessa e io vi ringrazio anche per la collaborazione e la pazienza di aspettare il lavoro che luglio e agosto abbiamo fatto quelle delibere andavano fatte prima si, però ogni delibera sapete diciamo ha bisogno di un aspetto tecnico della parte finanziaria e poi di in un momento così delicato, diciamo della verifica dei nostri conti, capire anche in che termini in che modo procedere. Le questioni non le ripeto, sono attenzionate, saranno oggetto di un tavolo tecnico. Io chiedo soltanto alle associazioni che rappresentano i familiari di accreditarsi perché ne abbiamo alcune presenti al tavolo nel dipartimento chi rappresenta questo universo mondo per i legittimi interessi che mette in campo la presa in carico delle persone.
Che istituzionalmente dobbiamo fare noi con le nostre strutture periferiche e le aziende che lavorano, seppur aziende private che si sono accreditate, che hanno fatto degli investimenti, di fatto si muovono in un regime pubblico di presa in carico qui non è uno scaricabarile, lo dico perché io diciamo dal consigliere regionale rispetto alla Commissione rispetto al ruolo dei Consiglieri, il ruolo legislativo, ma in quei tavoli tecnici dovete riportare tutte quelle questioni che come avete richiamato oggi rispetto alla presa in carico, poi voi li avete chiamati, poi vedremo la declinazione che voi avete utilizzato dei centri di sollievo.
Se nell'ambito di una pianificazione e programmazione, stiamo parlando con l'assessore alla salute, qui sarà ancora di più. È importante il coinvolgimento del welfare, perché il sociosanitario è sempre una strada.
Che si muove, diciamo, in un consesso che viaggia fra i due sistemi di salute e di welfare.
Lo dico con estrema franchezza: non sono sempre abituato a prendermi la mia responsabilità e a collaborare con tutti, perché è il momento della responsabilità in termini collaborativi, sapendo che rispetto alle tariffe e il ragionamento che è stato fatto prima è esattamente la grande preoccupazione di queste ore. Noi abbiamo adeguato le tariffe, abbiamo fatto un'intesa, dopodiché il rischio è che noi non aumentando siamo lì, cioè si riduce la risposta alle persone e l'effetto contrario esattamente quello.
E questo tema posto nella Commissione salute, nella quale partecipo io e fino a mo' non ho fatto mai un'assenza e nell'asta nella Conferenza dei Presidenti, dove il Presidente diciamo con gli altri Presidenti stanno tra tracciando una linea in continuità con la Commissione Salute molto attenta, molto delicata anche diciamo responsabile, perché non è che abbiamo risorse illimitate, però delle scelte vanno fatte e gli adeguamenti vanno fatti, perché i contratti aumentano e lo dico perché è stato ripreso noi sui regolamenti regionali in vigore condivisi, noi non intendiamo fare un millimetro indietro in termini di legalità. Non è che vengo da una cosa sulla legalità, che faccio mezz'ora di ritardo qui poi qui diciamo prendo il tema legalità e non lo metto, perché lì ci sono.
Il lavoro, i contratti, lavoratori che sono impegnati a vario titolo con le loro mansioni e qualifiche, e noi diciamo su questo non possiamo te diciamo zigzagare e tergiversare. Allora.
Oggi il tema è più chiaro di otto mesi fa, sicuramente, ma stiamo lavorando, perché quella proiezione, quella prospettiva, valutando ciò che abbiamo in pancia in termini di domande da definire e quali sono i fabbisogni per territorio, perché uno non lo cito che il mio, perché saremo di parte, ma quello della BAT, che è l'altro richiamato a una esigenza che deve rientrare nella riorganizzazione della rete dei servizi in maniera inequivocabile, altrimenti il ragionamento che facciamo è monco, quindi i tavoli continueranno ad essere resi vivi e discussi, perché abbiamo bisogno di questa discussione di merito molto vera. A volte dobbiamo anche litigare, perché diciamo, quando uno è sicuro delle sue ragioni. Lo dice anche con un tono più esagitato, più alto, ma perché ci tiene e appassiona e poi ha dietro alle spalle aziende da difendere i posti di lavoro, cosa che facciamo noi non è che.
Sottovalutiamo e quindi questo tema sarà portato avanti, diciamo, in termini di pianificazione e programmazione, per partire da lì e andare nella prospettiva, distinguendo le questioni e questo proveremo anche a chiarirlo poi ne parleremo con maggioranza e opposizione con il Consiglio regionale, perché quando costruiremo il bilancio 2027 approveremo sperando che fino a quella costruzione il riparto del Fondo sanitario nazionale per il 2026 e io mi auguro a un accordo, come si sta pensando di fare nella Conferenza dei Presidenti per il 2027, per avere un dato su cui proiettare anche una pianificazione e una programmazione, perché se abbiamo x e già questo 2026 vede, rispetto al 2025, un aumento dei costi di carburante 35% energetico e altro vuol dire che ogni azione che fai viene rivista purtroppo al ribasso, cammin facendo più vai avanti più la proiezione, però diciamo non entro nella tecnicalità, perché parlo a persone che le questioni le vivono quotidianamente, quindi attenzionano come me il tema dei costi.
Porteremo avanti questa iniziativa e valuteremo anche con la dottoressa all'Adalardo il tema della digitalizzazione e della tipologia di sistema, perché, come stiamo unificando il mosso rispetto ai controlli quotidiani della spesa di tutto l'ambaradan sanità, qui abbiamo bisogno di fare la stessa operazione al collega sia il tema dell'IVA sarà fatta. Son state fatte due riunioni ad hoc sul tema.
Una un direttore che pagava in una azienda adesso è venuta sul suo territorio, quindi non è che possiamo zigzagare. Stiamo facendo un'operazione a chiarire per tutta la Puglia, dopo un interpello fatto una risposta per avere un percorso che diciamo il collega Tutolo richiamò, se non sbaglio,
Sia in Consiglio che qui in Commissione, come lei e anche mi permetto di dire sul trasporto, perché sono state fatte delle intese e dei lavori diversi a seguito delle soccombenze processuali tra territori in maniera anche di un disequilibrio spaventoso che abbiamo riportato in una discussione al tavolo regionale.
Ed è, mi auguro si trovi la intesa per questa procedura che si metta a disposizione di tutti. Poi chi si sente leso farà i suoi passi, ma vogliamo determinare una intesa che venga raccolta e che metta nelle condizioni anche di parlare di un trasporto che ogni struttura, cioè basta un trasporto che mette a tutto, provando a dare tutto a tutti, a fare un grande caos, perché deve girare per tante strutture, a volte a tanti di chilometri di distanza, aumentando di fatto i costi, perché diciamo tutti sappiamo che se il mezzo a gasolio è aumentato del 35%, è inutile nasconderci, ma se lo facciamo per aziende possiamo organizzare un servizio più a misura di persone che ne hanno bisogno, risparmiamo e determiniamo una corretta gestione. Anche questo è stato discusso al tavolo, è una proposta, diciamo definito.
Sì, sì, stiamo definendo una c'è, perché abbiamo fatto una una approfondita sull'IVA, diciamo non è un tema che possiamo definire da soli. Certo, ogni nostra interpretazione può essere opinabile, però questo di questa distanza, diciamo di applicazione, onestamente e vi ringrazio di averla richiamata è stata riportata al tavolo della decisione. Grazie,
Grazie, Assessore. Se non ci sono domande, possiamo chiudere la Commissione, grazie. Buongiorno a tutti.
Sì.
Due secondi.
