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Dichiaro ufficialmente aperta la seduta della sesta Commissione odierna. Oggi avevamo il il piacere, ma soprattutto il dovere di tenere questa convocazione. È dato il il tema e gli impegni che questa stessa Commissione aveva aveva assunto già lo scorso luglio, perché oggi riprendiamo e aggiorniamo l'audizione avviata lo scorso 23 luglio, promosso su richiesta della consigliera Isabella lettori che alla mia sinistra e che ringrazio, riguardante il futuro industriale di Brindisi, con particolare riferimento al piano di trasformazione di ENI Versalis e alla realizzazione della nuova filiera.
E con specifico riferimento alla nuova fiera, quella legata alla trasformazione, è legata alla gigafactory ENI storage Systems, come ricordavamo a luglio, perché a seguito già questa tematica la posa per la prima pietra per la produzione di sistemi di accumulo elettrochimico rappresenta un passaggio rilevante per quello che oggi il concetto di transizione energetica. La posizione di questa Commissione riteniamo possa essersi rivelata chiara fin dal primo momento, ma oggi ci confronteremo di nuovo, ma sicuramente partiamo dalla posizione che la transizione ecologica ed industriale non può assolutamente tradursi in una in un affaticamento, in un costo sociale insostenibile, né tantomeno nella desertificazione al rischio di desertificazione del bacino occupazionale di Brindisi.
Nella seduta precedente avevamo condiviso l'urgenza di insediare un tavolo di confronto permanente. Prendemmo atto dell'assenza giustificata dei vertici di Eni per via del breve preavviso, vertici che oggi ringrazio per essere qui, ma adesso passerò un po' in rassegna a tutti i nomi e ci eravamo presi l'impegno istituzionale di aggiornarci dopo la pausa estiva e quindi eccoci qui ringrazio quindi per la presenza intanto l'assessore Di Sciascio, perché, come sapete, in questa settimana a tutti i nostri assessori sono super impegnati, oltre che nell'attività ordinaria, in una fase straordinaria che prevede insomma, la loro presenza partecipazione attiva nella Fiera del Levante. Il Direttore del Dipartimento credo che poi ci raggiunga.
Tra poco Francesco Cupertino, così come la dirigente della sezione formazione Monica Calzetta, grazie quindi ai vertici aziendali e vado a leggere i vostri nomi.
Quindi un grazie all'ingegner Vittorio Civitillo a di del socio FIB e il dottor Francesco Manna, che ho incontrato poco prima di inizia. Ecco, lo rivedo qui davanti a me delle relazioni istituzionali di anni e poi ancora il dottor Thomas Negrini, che so che vi ha accompagnato responsabile approvvigionamenti di Henie e del dottor Enrico Ercole, responsabile People e service. Poi ancora ho incontrato prima di iniziare la dottoressa prati eccola lì ben arrivata. Pure lei è responsabile dello stabilimento Versalis di Brindisi. Correggetemi, naturalmente, se sbaglio in qualche nomenclatura.
Do un benvenuto anche al Sindaco di Brindisi, dottor Giuseppe Marchionna, e naturalmente un grazie per la partecipazione è sempre attiva e sentita tutte le rappresentanze sindacali, quindi CGIL, CISL, UIL Filctem Femca, Uiltec, Fials, Cisal Cobas file ma e i rappresentanti poi del mondo datoriale Confindustria, Confapi e CNA a Brindisi. Tra l'altro ho avuto modo anche di rivedere dei volti familiari e quindi ancora una volta Benvenuti qui né nella sesta Commissione. Allora poi se ho dimenticato qualcuno me lo direte magari il recupero in corso d'opera, quindi la vostra presenza perché sono passate in rassegna, è un'abitudine che non ho nel nella convocazione delle nostre Commissioni, non fosse altro per ragioni molto pratiche. Non ci mettiamo sempre ringraziare tutti coloro, ma abbiamo semplicemente la parola al momento opportuno, ma guardate la vostra presenza al completo e in quindi in tutti, in tutte le vostre rappresentanze, dimostra e rispetto istituzionale, ma soprattutto, e questo lo dico anche con una visione più specificatamente politica e per politica, intendo interesse e benessere del territorio, la volontà concreta, condivisa di passare dalle dichiarazioni d'intento un po' alle risposte concrete che tutti ci impegneremo a dare ciascuno a proprio titolo.
Nel corso dei mesi estivi Isabella, io mi permetto di fare un velocissimo riepilogo prima di darti la parola, perché dobbiamo raccontare anche per chi magari sia si aprono, si sia proprio in questo momento alla alla tematica nel corso dei mesi estivi e con le ultime comunicazioni giunte alla nostra Commissione. Penso da ultimo, anche a quella alla nota inviata dalla organizzazione sindacale file, ma con data 15 settembre scorso emergono dei segnali precisi di un'incertezza che sembra colpire direttamente l'indotto del petrolchimico. Il ricorso al recente ad ammortizzatori sociali da parte di aziende appaltatrici, come la cassa integrazione guadagni ordinaria per l'ATP E.S. E. Le scadenze imminenti dei contratti di servizio. Da qui naturalmente, sapete a gennaio 2027 ci dicono che abbiamo il dovere di non perdere più tempo. Buongiorno, dottoressa. Calzetta. Non l'avevo vista prima l'ho nominata, l'ho ringraziata.
Per questo motivo, alla seduta odierna potrebbe concentrarsi su quattro direzioni, quattro pilastri chiamiamoli come vogliamo, ma questo è un input che arriva dalla Presidenza della Commissione e poi tutti insieme dobbiamo condividere il metodo di lavoro è quello che ci andremo a dire io farei riferimento intanto alla trasparenza sui tempi e i numeri del piano industriale, della riconversione alla formazione mirata e non assistenziale alle garanzie e le tutele per la filiera dell'indotto e io mi sono anche appuntato a un altro punto, che secondo me non è di secondaria importanza. Mi riferisco alla sinergia con la ricerca e il territorio, cioè vogliamo verificare come integrare la trasformazione industriale e poi con i centri di ricerca locali, le università, insomma, in Puglia. L'assessore Di Sciascio lo sa molto meglio di me. Abbiamo già troppi tavoli di crisi industriali aperti, qualcuna assessore si è riusciti anche a risolverlo, ma magari ne sono nate altre. Dobbiamo in questa fase scongiurare. Bongiorno, direttore Copertino. Buongiorno.
Che possa accadere e che questa vertenza non si trasformi nell'ennesima emergenza, ma ci piacerebbe che invece questo sì possa essere l'inizio di un modello, di un esempio virtuoso e di governo della transizione ecologica, come ci dicevamo all'inizio. Detto questo, mi taccio. Io lascio la parola adesso immediatamente alla collega Isabella, lettori che ringrazio ancora e da cui è partito tutto con la sua audizione.
Dopodiché la preghiera ogni volta ogniqualvolta si voglia intervenire, scegliete voi l'ordine, io vivi a secondo vi accompagna, in cui nei lavori ricordate nome, cognome e ruolo per facilitare le nostre operazioni di registrazione prego, collega.
Eh.
Grazie, Presidente. Un saluto all'assessore Di Sciascio, ai colleghi Consiglieri, al Sindaco di Brindisi, ai rappresentanti di Eni e a tutte le organizzazioni sindacali presenti.
Compresi i rappresentanti dei metalmeccanici, che abbiamo fortemente voluto integrare in questa seduta.
A due mesi dalla nostra prima audizione di luglio ci ritroviamo oggi per dare continuità a un percorso cruciale per il futuro di Brindisi e dell'intera Puglia. La presenza oggi e i rappresentanti di Eni e non solo perché, insomma, abbiamo anche qui presente il rappresentante della Seri Industrial. E un passaggio importante che attendevamo, che apprezziamo, così come accogliamo con senso di responsabilità interesse i contenuti del verbale di incontro siglato proprio ieri 23 settembre presso lo stabilimento di Brindisi, quindi ci sono stati degli sviluppi e mi ha fatto piacere, insomma, che questa seduta sia stata convocata oggi a posteriori, insomma, quel vostro incontro.
Prendiamo atto positivamente del cronoprogramma illustrato dall'azienda la previsione di avviati a luglio 2027 la prima fase operativa, ovvero all'assemblaggio dei pacchi batterie BES, utilizzando inizialmente i moduli provenienti da Teverola l'impiego di un primo nucleo di 80 risorse individuate con criteri chiavi chiari e condivisi. L'avvio del piano formativo dal 12 ottobre e l'illustrazione del programma Energia di filiera per l'indotto. A questo primo step dovrà proseguire con tempi certi la seconda fase industriale, la produzione diretta nello stabilimento di Brindisi delle componenti essenziali, ovvero le celle, i moduli di batterie e la materia attiva cattolica. Tuttavia, lo abbiamo ribadito fin dal primo momento e lo ripetiamo con forza. Oggi questi importanti tasselli non possono rappresentare un'opera isolata o peggio, la giustificazione per un disimpegno progressivo della chimica di base senza garanzie sociali.
La transizione non può essere scaricata sulla pelle dei lavoratori o tradursi nella desertificazione del nostro tessuto industriale. L'ho detto l'altra volta, ma lo voglio ripetere proprio perché abbiamo qui la presenza delle aziende. Io sono arrivato a Brindisi nel 69.
Due fratelli, uno è stato trasferito da Ferrara Brindisi per andare a lavorare Montecatini e l'altro in Enel centrale Brindisi Nord. Quindi ho vissuto proprio il boom industriale della nostra città e adesso non vorrei assistere a una desertificazione, così come sta accadendo ho detto nell'altra volta ho fatto il paragone delle nostre campagne con la Xylella che ci sta lasciando dei cadaveri al posto dei nostri ulivi secolari.
Proprio per questo occorre mantenere altissima l'attenzione su alcuni punti chiave. In primo luogo, dal momento che la prima fase di assemblaggio e la formazione dei lavoratori dipenderanno dall'addestramento sul campo presso il sito di Teverola pongo con il massimo garbo istituzionale, ma anche con doveroso senso di responsabilità, la necessità di monitorare costantemente lo stato di salute e la situazione finanziaria ed economico patrimoniale di Seri Industrial, la solidità del partner operativo e la prima vera garanzia per la tenuta dell'intero Piano è per il rispetto dei tempi concordati, perché purtroppo abbiamo letto delle notizie che ci hanno creato qualche qualche perplessità, qualche preoccupazione, quindi siamo contenti di avere qui proprio rappresentante della serie, che potrà insomma smentire eventualmente fake news.
Contestualmente chiediamo che questo tavolo sia l'occasione per ricevere un aggiornamento trasparente sull'iter affidato all'advisor internazionale JP Morgan per la vendita degli asset strategici del petrolchimico a partire dal cracking Versalis e dagli impianti Basel. Vista l'imminente chiusura annunciata per fine anno. Comprendere l'evoluzione di questa procedura è essenziale per la tenuta complessiva del polo del nostro polo industriale.
In questo scenario resta indispensabile un dialogo e un coordinamento costante con la Regione Puglia. Io penso su tre fronti PLI prioritari primo l'addendum al protocollo d'intesa. Servono cioè garanzie scritte tempistiche vincolanti non solo per la fase di assemblaggio, ma anche per il successivo avvio della produzione di cellule in materia cattolica. Brindisi secondo nessun lavoratore deve essere lasciato indietro. Si 80 risorse dirette sono un primo tassello c'è una vasta platea dell'indotto chimico e metalmeccanico che attende tutele concrete. Il programma Energia di filiera deve tradursi in contratti reali e commesse per le aziende locali terzo formazione reale e centro di ricerca. La Regione ha già attivato il vaccino delle competenze tramite ARPAL, ma per evitare che la formazione si riduca a un mero ammortizzatore sociale, occorre che l'azienda definisca in costante raccordo con la regione i fabbisogni professionali precisi. A questo deve affiancarsi con urgenza la realizzazione del Centro di ricerca specifico sul territorio integrato con il sistema universitario pugliese.
Guardiamo infine, con massima attenzione alle interlocuzioni con il Ministero delle imprese e del made in Italy, che ci auguriamo torni a convocare quanto prima il tavolo di vertenza, garantendo la presenza di tutta la rappresentanza sindacale. Brindisi ha dato tantissimo allo sviluppo energetico industriale del Paese e oggi non chiede assistenza, ma risposte adeguate. Solidità industriale, dignità rispetto per la sua forza lavoro. L'auspicio per la seduta di oggi e che da questo tavolo emerga un percorso condiviso trasparente, è costantemente monitorato, in cui le ragioni dell'industria e la solidità dei progetti coincidono con la sala piena salvaguardia di ogni singolo lavoratore grazie.
Grazie, grazie, collega lettori. Mi pare insomma, di partire da una base molto chiara ed esaustiva di richieste anzitutto e di informazione sulle garanzie occupazionali, sulla tempistica, quindi sull'impatto sociale, su una formazione reale e non una forma di di assistenzialismo sul territorio. Allora, come ha detto prima,
Iniziamo ad aprire la discussione e il confronto, quindi chi è già pronto ad intervenire può farlo. Mi chiede la parola e procediamo, come ha detto.
Sì, perfetto. Eh sì, non volevo forzare, insomma, tanto e la sostanza non sarebbe cambiata. Quindi diamo la parola, a questo punto al dottor Francesco Manna, giusto? Responsabile relazioni istituzionali Eni. Grazie.
Sì, grazie, Presidente.
Un grazie non formale, ma sostanziale, per aver consentito una discussione come quella odierna, che è molto importante anche per noi. È una discussione che arriva in un momento peraltro di solito molto complicato per la Regione Puglia, con la Fiera del Levante, quindi grazie anche di aver consentito, diciamo, lo svolgimento di questa audizione, peraltro nell'aula consiliare del consiglio regionale in questa settimana frenetica, però siamo contenti di essere qui e anche di aver ascoltato dalla vicepresidente lettori, che ringrazio anche per il suo impegno personale per l'organizzazione di questa convocazione, un impianto di ragionamento che è senz'altro nelle corde di quello che abbiamo costruito in questi mesi a partire dalla.
Dalla firma del protocollo MIMIT nel marzo 2025 e a agli impegni che abbiamo annunciato in quella sede in questi mesi non sono solo oggi, come avete già sentito. Accanto a me c'è Vittorio Civitillo che zio del gruppo Seri. Ma è anche il presidente di Eni storage system Claudia prati, che è la direttrice dello stabilimento Versalis di Brindisi, ma è anche l'amministratore delegato di ENI Storace system. Ci sono anche.
Enrico Ercole, che è il nostro responsabile HR in ENI, ma è anche membro del consiglio di amministrazione di Eni storage system, e Thomas Negrini, che è, diciamo, il nostro responsabile delle attività di procurement, ma è anche il presidente di Phoenix, che è l'altra società in joint venture con seri che si occuperà della commercializzazione dei prodotti delle gigafactory di Brindisi e Teverola.
Ho rifatto la presentazione non per diciamo smania di precisione, ma perché già questa presentazione dà il senso di un modello di integrazione di lavoro congiunto che abbiamo cominciato insieme ed è importante quindi chiarire che ENI, storage system su Brindisi è una società che si è costituita con un obiettivo strategico che rientra pienamente all'interno di un investimento strategico più grande che ENI sta facendo su tutta la catena del valore dei minerali critici e della filiera delle batterie elettriche non automotive. ENI è impegnata nell'acquisizione dei minerali critici, avrete letto, diciamo sui sui giornali, sui media oggi dire sui giornali, insomma, lascia un po' il tempo che trova, ma avrete visto sui media le acquisizioni recenti ai contratti siglati in Canada. In Sudamerica c'è la candidatura di una nostra area, ci sarà la candidatura di una nostra area a Porto Marghera come hub di stoccaggio europeo dei minerali critici, c'è l'investimento su Brindisi, che si affianca a quello su Teverola per costruire una catena del valore complessiva, come noi siamo abituati a fare su tutti i nostri business. Nel modello satellitare di Eni, in cui naturalmente a Brindisi ENI, storage system ha e avrà un rilievo essenzialmente strategico per la costruzione di questa unità di business di lungo termine. Naturalmente io non entro nel merito delle delle questioni che sono state poste, che i miei colleghi potranno potranno descrivere molto meglio di me. Mi fa piacere che la vicepresidente abbia citato l'incontro di ieri con le organizzazioni sindacali, che naturalmente anche noi consideriamo molto positivo e è frutto di una collaborazione importante e li abbiamo già confermato una serie di date e di tempistiche sia rispetto all'avvio della produzione delle best nel luglio 2027 sia rispetto all'apertura del cantiere della gigafactory qui a Brindisi entro entro l'anno. Quindi da questo punto di vista è chiaro che l'incontro di ieri ha già smarcato alcuni temi, anche se naturalmente sarà opportuno ribadire, diciamo, alcune questioni di merito che ieri sono state poste. Questo tanto per an questo anche con riguardo al percorso di formazione di reskilling del nostro personale e dell'indotto, anche questo largamente oggetto della discussione di ieri, ma che lascio naturalmente ai colleghi e su questo mi preme dire, peraltro, che noi abbiamo anche svolto un incontro con l'Assessorato allo sviluppo economico con la Regione Puglia il 10 settembre scorso, nel quale ci siamo confrontati sulla maniera migliore di integrare il nodo, il percorso che abbiamo offerto anche attraverso la collaborazione con Confindustria e le altre organizzazioni sul territorio.
Energie di filiera è quello che noi chiamiamo Industrial skill network, cioè alla costruzione di una rete dedicata alla riconversione del e alla formazione del personale dell'indotto, anche con gli strumenti regionali e naturalmente qui la Regione potrà dire meglio di noi la nostra disponibilità a coprogettare misure di sostegno che vadano nella direzione degli obiettivi che la Vicepresidente lettori ha apposto. Mi tocca soltanto dire altre due cose in conclusione, prima di dare la parola a Claudia prati, per entrare, diciamo nel merito, con molta più.
Con molto più approfondimento di quanto abbia fatto io adesso la prima l'advisor, ovviamente era un impegno che abbiamo preso nell'ambito del tavolo ministeriale, è un impegno che abbiamo portato avanti l'advisor sta lavorando, ha ricevuto una manifestazione di interesse, questo è oggetto di valutazione in questo momento tra l'advisor e diciamo il potenziale interessato. Naturalmente ci sono evidenti motivi di.
Con privacy che mi impediscono di dare disclosure ulteriori, ma naturalmente, come ENI, ci siamo assunti l'impegno di dare aggiornamenti costanti sul lavoro che fa l'advisor, sia rispetto, naturalmente al Ministero, con il quale abbiamo preso un impegno formale, ma anche con la Regione Puglia che voglia vogliamo, attraverso il suo Governo regionale e l'assessore Di Sciascio, che ringrazio considerare anche un interlocutore da aggiornare su questa su questa partita questione, invece, formazione, ricerca ovviamente, al di là del del tema formazione che verrà.
Specificato molto meglio di me negli interventi successivi. Noi abbiamo grande attenzione a questo territorio anche per quanto riguarda i temi della formazione ricerca. Intanto vorrei dire che Brindisi, in particolare la Puglia in generale sono per ENI e per il Dipartimento Scuola Dieni sempre stati un luogo privilegiato di intervento, perché qui abbiamo anche grandi partner nell'ambito formativo. Penso all'Istituto Majorana di Brindisi, ad esempio, penso all'istituto Pacinotti di Taranto negli ultimi tre anni abbiamo fatto qualcosa come 2000 percorsi di alternanza, scuola lavoro, coinvolgendo quindi il 2000 studenti pugliesi, peraltro, diciamo, con percorsi di alternanza, scuola, lavoro la cui qualità è certificata anche diciamo dai dai dagli istituti stessi, dall'Ufficio scolastico regionale, da tutti coloro che diciamo hanno potuto vedere che tipo di alternanza scuola lavoro facciamo noi, al di là di questo c'è un progetto nazionale che riguarda ENI, che si chiama scoop for life e che riguarda la lotta alla dispersione scolastica e anche qui abbiamo un triennio 2025 2027, che coinvolge alcuni istituti pugliesi, tra cui il Ferraris De Marco di di Brindisi, ma in più abbiamo l'esigenza nei prossimi anni con riferimento a questa nuova filiera e a questa nuova manifattura che vogliamo introdurre sul mercato europeo con un ruolo di leadership. Abbiamo l'esigenza di coinvolgere anche questi istituti all'in.
All'interno di un percorso di formazione di quelle che potranno essere nuove risorse per gli anni a venire e qui naturalmente abbiamo chiesto e ricevuto e lo ringrazio una disponibilità anche da parte del Sindaco di Brindisi ad accompagnare un percorso territoriale. Da ultimo, il comune di Brindisi ha.
Costituito un tavolo tecnico con l'Università del Salento e con tutte le aziende che hanno voluto prendervi parte per valutare la possibilità di un allargamento dell'offerta formativa superiore nella città. In particolare, ci stiamo concentrando con la nostra rappresentante chiara Sarnataro di Eni Corporate University, che è membro effettivo del tavolo per la.
Realizzazione di una Facoltà di Ingegneria Energetica che potrebbe essere, diciamo così, un valore aggiunto all'offerta superiore. Naturalmente poi il territorio di Brindisi e la Regione Puglia è dotata di centri universitari e di ricerca di eccellenza, con i quali abbiamo offerto e avremmo l'esigenza di strutturare un percorso di collaborazione, perché è evidente che questa manifattura nel tempo avrà bisogno di un'attività di ricerca collegata, perché questo serve a qualificare meglio sul mercato di prodotti, a tenere la competitività dell'indotto e del e del nostro hub. E naturalmente, da questo punto di vista, la partecipazione degli istituti di ricerca del territorio può essere un valore aggiunto. Finisco qui e cedo la parola a Claudio avrà di per entrare invece un po' più nel merito delle domande relative a tempi modi, come ecco perché tutte le domande da giornale, prego. Allora, grazie. Intanto cedo la parola si, come si diceva alla dottoressa Monica Claudia Prati, responsabile dello stabilimento Versalis di Brindisi. Prego, dottoressa. Eh sì, buongiorno, intanto colgo anch'io l'occasione per ringraziarvi dell'opportunità di essere qui oggi per raccontarvi quello che abbiamo.
Okay, ma pane e eppure siamo vicini noi. Allora non dicevo, colgo l'occasione anch'io di ringraziarvi dell'opportunità, di essere qui oggi per raccontarvi quello che comunque stiamo portando avanti ormai da quando è stato pensato noi il piano di trasformazione Universalis e sancito poi a marzo 2025 e io devo dire che da raggiunto Brindisi a metà settembre dello scorso anno, quindi esattamente un anno fa, con.
Adesso il doppio incarico, quindi non solo responsabile dello stabilimento di Brindisi, che stiamo continuando nella sua messa in conservazione, ma con l'onore di traghettare la nuova società in instaurato system come amministratore delegato, questo mirando l'anello di congiunzione, congiunzione importante, no, anche di fronte alle nostre persone e io ho la responsabilità dei traghettarli da quello che era.
Il loro angolo di conforto, perché comunque è stato per anni il petrolchimico e l'angolo di conforto in quello che è una nuova sfida importante. Allora, da quando è stato sancito il protocollo abbiamo fatto molte cose. Sapete che abbiamo creato appunto ai Nistor gessista, ma società al 50% più un'azione di ENI e con il suo.
La nostra società è in industrial evolution e con il nostro partner seri, rappresentato in annessero due system da FIB, perché ci siamo messi insieme ormai. Penso che sia abbastanza chiaro perché ENI offre comunque una capacità di gestire grandi progetti industriali che ormai ci portiamo avanti da 100 anni, ricorre il centenario di deve dall'Agip centenario di energia, come diciamo noi proprio quest'anno, ma abbiamo anche l'umiltà di capire quando vogliamo entrare in un business nuovo, se abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a imparare questo business nuovo, quindi in fibra abbiamo trovato un partner d'eccellenza che ci ha spiegato questo nuovo mondo, perché noi avevamo intuito e per noi è strategico o no, come diceva il dottor mamma, per ENI è strategico entrare in tutta la filiera degli accumulatori stazionari e mi permetto di sottolineare quello che già diceva Francesco. Noi non ci interesseremo di automotive, quindi in nessuna delle fabbriche Teverola 1, Teverola 2 o Brindisi. Noi faremo.
Batterie per le auto. Questo perché è un mercato che non ci dà rassicurazione, un mercato molto fluttuante. Quello che invece è di strade è strategico per l'Unione europea, per l'Italia e avere dei sistemi che permettono di stabilizzare le reti elettriche nazionali. Questo perché negli anni abbiamo investito giustamente tantissimo sulle energie rinnovabili, energie rinnovabili che per loro natura sono non.
Continue hanno dei picchi e il picco di produzione non è detto che sia il picco di assorbimento delle reti elettriche. Siamo ormai arrivati al limite di capacità di gestione di quelli che sono i nostri asset tradizionali che ci permettono di colmare questo gap tra il giorno e la notte tra quando c'è il sole, quando non c'è, quando c'è vento e quando non c'è, e quindi le nostre turbogas, che poi sono quelli fondamentalmente i soffietti che cercano di calmierare questi.
Balzi non riusciranno più nel breve termine a soddisfare questa capacità di stabilizzazione per queste strategico. Quindi questa per trasmettere a tutti il perché lo stiamo facendo, lo stiamo facendo perché serve, perché è importante avere degli accumuli di energia che ci permettono di rendere stabili le nostre reti. Lo stiamo facendo anche perché l'Europa ha capito che è importante creare una filiera europea e noi cerchiamo insomma di fare il nostro no portando la produzione di accumuli stazionari in Italia.
E è importante avere una filiera europea, non solo perché oggi dipendiamo totalmente da dalla Cina, diciamolo insomma, da dall'Est asiatico, ma anche per una questione di cyber security di queste nostre reti energetiche, perché ogni sistema di accumulo. Beffe è dotato di un sistema di monitoraggio delle reti elettriche che registra tutto, registra quando consumiamo di più quando consumiamo di meno ed è importante provare a portarsi a casa questa tecnologia per non dover dipendere da terzi.
Quindi, giusto per condividere, perché lo stiamo facendo e perché sia così importante per ENI e perché anche la Comunità europea sta spingendo molto su questo e che cosa abbiamo concretamente fatto? Abbiamo stiamo mettendo a terra un progetto importante, un progetto che porterà in questa sua prima fase, che è stata autorizzata con autorizzazione Unica ZES a febbraio 2025 e ci permetterà di costruire un po' al contrario, prima la fabbrica per.
L'assemblaggio dei BES, perché? Perché la fabbrica del nostro partner Teverola 2 è in costruzione ed è quasi finita, quindi partirà molto prima di quanto noi avremmo mai potuto realizzare. La fa la gigafactory di batterie. Quindi per cogliere l'opportunità di portare subito sul territorio brindisino una nuova realtà produttiva, si è scelto di fare a Brindisi lacune nell'assemblaggio BES, assemblaggio bluff che, come diceva prima il dottor Manna, inizierà la sua produzione a luglio del prossimo anno. Quindi stiamo correndo per traguardare questo questo importante traguardo, ma nel mentre a breve via da invieremo ovviamente priorità alla costruzione dell'opificio per la base, ma a partire anche la costruzione della fabbrica della gigafactory. Questo ci permetterà con questa prima sezione tempi due sezioni di impianto, che appunto sono già autorizzate di occupare poco più di 1.000 persone che sono molto di più di quelle che oggi operano nel nostro petrolchimico. Ora, visto che le tempistiche sono sfidanti, proprio ieri dicevamo, abbiamo fatto un proficuo incontro con le organizzazioni sindacali di stabilimento per presentarli e il piano di formazione, piano di formazione che credo poi Francesco mi correggerà, ma non credo che abbiano un precedente per mole e struttura e organizzazione. Le prime 80 risorse Versalis, quindi parliamo per il momento dei dipendenti diretti che entreranno nella beffe inizieranno dal 12 ottobre. Un piano formativo molto impegnativo che durerà fino a dicembre con una formazione in aula a Brindisi, organizzata grazie al supporto dell'Eni Corporate University, che alla società di AN, che normalmente si occupa di formazione per i dipendenti.
Questo avverrà tutto in Aula, sarà una formazione da un lato generalista, ma anche di.
Tecnica di base sulle nuove materie, per poi arrivare però a da gennaio e fino a maggio a fare un training specialistiche on the job presso il sito di Teverola del nostro partner dove quindi le nostre persone entreranno dentro fisicamente a quello che farà un luogo di lavoro molto simile a quello che vedranno poi a Brindisi. Questo ovviamente è il primo step. Negli anni ne parlavamo con le organizzazioni sindacali e girano. Si molto bello, ma quando cominciamo poi per la Giga un attimo di pazienza, facciamo una cosa alla volta, mettiamo tutti in fila, anche perché ad oggi abbiamo ancora delle persone che servono nei loro ruoli stabilimento, perché stiamo continuando le attività di messa in conservazione.
Quindi questa è sicuramente la prima fase e ma si è parlato molto di indotto, ovviamente.
Lavorare sull'indotto è complesso, ma è un anche lì. Stiamo facendo qualcosa che non si era mai fatto prima. Come ENI, abbiamo messo in piedi questo programma, che si chiama Energia di filiera con l'obiettivo proprio di accompagnare le imprese coinvolte nei processi di trasformazione industriale che coinvolgono ENI in vari siti, in un percorso di crescita e sviluppo, perché capiamo che non è semplice, non ci guarda bacchetta magica, no, per passare dall'oggi al domani a cambiare anche mentalità e approccio imprenditoriale, quindi abbiamo provato a supportare le imprese nell'individuazione di quelli che possono essere i loro fabbisogni prioritari chiedendogli cosa fai oggi come ti vedi, domani, come pensi domani di poter entrare in questa nuova filiera produttiva. Quindi sono state fatte tutta una serie di incontri. Innanzitutto questo programma Energia di filiera è stato focalizzato sulle aree geografiche dove Versalis stava attuando il suo piano di trasformazione, quindi in particolar modo in Puglia e Sicilia ha coinvolto circa 500 imprese che hanno dimostrato interesse, ci hanno seguito in questo percorso sono stati organizzati a Brindisi cinque incontri in plenaria, col supporto anche delle associazioni di categoria e si è arrivati, dopo un lavoro di diversi mesi, a individuare tutta una serie di iniziative di supporto, tra cui quella che citava anche prima il dottor mamma l'industry skill Network, che è una piattaforma aperta open, come si dice oggi, che mette in contatto diversi attori, tra cui anche le istituzioni locali, cercando di creare una logica di sistema finalizzata al reperimento di quelle che saranno le future competenze professionali, ma anche alla costruzione di queste competenze attraverso la formazione e lo sviluppo, con tutta una serie di.
Enti che possono contribuire a a creare appunto queste competenze.
È per noi fondamentale sostenere nella transizione industriale e la transizione di tutta la filiera quello che stiamo cercando di fare su Brindisi, con l'aiuto anche della fabbrica e Teverola è qualcosa che può essere un'occasione incredibile per la zona di Brindisi, ma per la Puglia in generale, per il territorio che ci ospita, perché effettivamente metteremo stiamo mettendo una nuova manifattura che si porterà dietro tutta una nuova filiera. Poi Vittorio vi racconterà in dettaglio di dei tavoli tecnici specifici aperti con le industrie del territorio, per provare a coinvolgerli non più come appaltatori, come fornitori, ma come parte della filiera, perché noi costruiremo le celle assemblee, temi base, ma ci sono tante componenti che non faremo noi e che è necessario. E importante riuscire a coinvolgere le imprese locali affinché entrino in questa filiera. Ovviamente, entrandoci in modo competitivo attivo con la voglia di fare qualcosa di nuovo, che capisco che spaventa io. Insomma, le prime volte che parlavamo con le persone stabilimento del progetto, io lo so che spaventa il nuovo è comprensibile, spaventa tutti, però non ci dobbiamo far spaventare, ci rimbocchiamo le maniche e io lo dico sempre a loro fa eravate in grado di gestire impianti molto complessi, riusciremo ad affrontare la formazione riusciremo a cambiare approccio e a mettere in piedi e far funzionare alla perfezione questa, che è una nuova filiera importante e strategica per il Paese.
Quindi, detto questo, quello che vi concludo dicendo che con il partner e poi adesso Vittorio vi spiegherà bene abbiamo identificato quelle che sono le figure professionali e le competenze che saranno necessari per il futuro e che alcune oggi non ce li abbiamo, non ce li abbiamo internamente, non ce li abbiamo diciamo intorno a noi e l'obiettivo del programma energie di filiera è proprio quello di provare a mettere le imprese nelle condizioni di cogliere l'opportunità di questa nuova Gigafactory nella nuova filiera, ma non solo. ENI sta portando avanti e nei prossimi quattro anni quattro miliardi di investimenti su vari siti abbiamo la bioraffineria Livorno abbiamo l'installazione di un equo Finding. Altri progetti alla raffineria di fanno Azzaro abbiamo la conversione del petrolchimico di Priolo in bioraffineria abbiamo la gigafactory di Brindisi, c'è un mondo di opportunità intorno a noi nel mondo. ENI, quindi è importante, secondo me, anche passare un po' il messaggio che non c'è solo Brindisi nel transitorio in cui noi costruiremo la gigafactory, che comunque impiegherà moltissime imprese locali per la costruzione prima che sia operativa. C'è comunque tanto lavoro nel mondo, anche solo nel mondo. ENI, poi io parlo per quello che è il nostro perimetro, quindi è importante avere la voglia di mettersi in gioco per seguirci e seguire la transizione, che la transizione non solo nostra, ma è una transizione del nostro Paese verso questo nuovo mondo energetico. Grazie.
Grazie, grazie a lei, dottoressa. Prati, per il suo contributo. Prima di passare la parola all'ingegner Vittorio Civitillo, a di del socio FIB. Ricordo, per completezza di informazione, a tutti i commissari che stiamo provvedendo alla scansione intanto del verbale che è emerso ieri dalla dalla riunione, dall'Assemblea, in maniera tale che poi tutti i commissari di questa della sesta possano avere un quadro completo ed esaustivo, anche perché ne avete fatto riferimento, ci sembra giusto procedere, quindi una comunicazione di servizio. Prego, ingegnere.
Sì, grazie, Presidente. Grazie a tutti per l'opportunità. Io sono l'amministratore delegato visori Industrial e anche dei FIB cibo. Il socio DS, insieme a Eni, è socio di Phenix della JV che commercializzerà le batterie in tutto il mondo, ma anche alle piste di contractor o su. È colui che dal terreno quella greenfield costruirà tutto lo stabilimento, le linee produttive e garantire all'avviamento delle produzioni. In questo, ovviamente, perché veniamo dall'esperienza di Teverola, dove ormai i lavori sono in fase di ultimazione, c'è già un impianto produttivo in piena capacità produttiva e c'è la gigafactory che sta per partire.
È su questo colgo l'occasione di invitare chi volesse venire a vedere a Teverola, anche per rendersi conto di ciò che avverrà qui a Brindisi, mio compito a darvi un aggiornamento sui contratti, in modo tale che abbiate evidenza di ciò che è stato fatto sino ad oggi. Le pizze i contractor ha due compiti: quello dei lavori edili e di tutte le utilities di tutta l'urbanizzazione del sito e la realizzazione delle linee in merito ai lavori edili. Noi stiamo intervenendo su un lotto che la società essa sta comprando dal gruppo Eni, pezzo dopo pezzo per 205 258.000 metri quadri, su cui è definiremo tre fabbricati per complessivi 102.000 metri quadri, oltre circa 30.000 metri quadri mezzanini, quindi la superficie calpestabile.
E poco inferiore ai 150.000 metri quadri, quindi uno stabilimento molto importante. Abbiamo già firmato con aziende del territorio il contratto per i lavori edili. Questa azienda garantirà il coinvolgimento di tante altre imprese del territorio, perché ha un cronoprogramma molto sfidante. In un anno dovrà completare tutti i lavori e quindi avrà necessità di grande supporto. Abbiamo firmato con un'azienda brindisina il contratto per i prefabbricati, quindi tutta la parte in calcestruzzo e quindi gli opifici industriali. Abbiamo già firmato il contratto con il fornitore della linea BES, quindi della linea di cui parlava prima Claudio che i container il GRA, i grandi accumuli, che sono un insieme di batterie messe all'interno di un container. Questa linea avrà una capacità produttiva di 10 gigawatt e mezzo che è superiore alla capacità produttiva della gigafactory di Brindisi perché assemblerà anche i moduli provenienti da Teverola e nella fase iniziale poi ve lo spiegherò solo quelli di Teverola e poi a regime tutti quelli di Brindisi è più una parte di te. Verona entro fine ottobre firmeremo i contratti con tutti gli altri fornitori delle linee produttive. Sono sei grandi fornitori e soprattutto avvieremo le negoziazioni con l'indotto brindisino e poi vi spiegherò anche qual è l'importo dei lavori che dovremmo affidare per tutte le attività di impianti tecnologici e carpenteria metallica.
Sul cronoprogramma date precise, non inizieremo i lavori massimo entro inizio ottobre, quindi il 1 ottobre i lavori edili. Il prefabbricato l'opificio industriale per la linea best dovrà essere ultimato entro fine aprile.
Da maggio a luglio verrà montata, avviata e portata al regime. È una linea facile rispetto a quella della gigafactory. La linea best, quindi noi a fine luglio dovremmo avere la linea best pronta a ricevere i pacchi batteria che vengono da Teverola. Quindi da fine luglio verranno inseriti i primi 80 addetti che si occuperanno della gestione della produzione di questa linea Best, che inizialmente lavorerà non ha piena capacità produttiva, perché la Teverola stimiamo di far arrivare qui a Brindisi circa 5 gigawatt, ovvero il 70% circa della capacità produttiva di Teverola, che ha la stessa capacità produttiva della linea che monteremo qui a Brindisi.
Dal 1 maggio inizieranno i lavori di costruzione degli opifici industriali per la gigafactory. Verranno ultimati entro fine novembre. Da novembre Agen a giugno 2028 verranno consegnate e montate tutte le linee della gigafactory. Nel secondo semestre del 28 comincerà l'avviamento di questa linea. Avviamento complesso Marina di gigafactory è composta da una linea di produzione delle celle e sono l'anodo e il catodo. La parte più complessa, previa preparazione della materia attiva Basell FP l'asse la la formazione di queste cellule, quindi la carica di queste cellule. L'assemblaggio delle medesime e quindi la realizzazione dei moduli e dei pacchi batteria. Questi pacchi batterie saranno destinati principalmente sulla capacità produttiva complessiva dei due siti che sarà di 16 gigawatt 8 e 8 per 10,5 al Best che sarà qui a Brindisi e per la restante parte produrremmo sistemi di accumulo per residenziale, per industria che si chiamano sia. Andai, quindi comunque sempre, come ha detto Claudia no automotive per scelta proprio strategica, si storage e trazione e piccole applicazioni su progetti speciali e stiamo lavorando molto nel settore navale, nel trasporto pubblico, quindi i tempi sono strettissimi. Noi, dal secondo semestre 2028 vi è ovviamente la. I lavoratori di Brindisi diretti di Versalis verranno subito inseriti ovviamente in progressione. Poi si arriverà alle 1.000 unità a fine 2029, quando tutto lo stabilimento sarà piena capacità produttiva.
Non ci fermeremo qui, perché a Brindisi è stato già individuato il lotto è l'area dove edificare lo stabilimento. L'opificio per la realizzazione della materia è attiva, quindi, come ha detto prima Francesco, ENI che anche dal mio punto di vista, ovviamente capirete bene che per un'azienda che non è piccola, ma di fronte a ENI, tutti siamo piccoli, è stata una sfida importante che ci ha dato grande onore anche grandi oneri e grandi conseguenze mediatica, che poi ne parleremo, però.
ENI inizialmente era focalizzata e lo è ancora io vi assicuro che l'App, il primo obiettivo di ENI, è sempre e solo il territorio al mantenimento della forza lavoro, anche qualora.
Sia preferibile fare scelte diverse in termini di logistica. Basti pensare che noi stiamo installando a Brindisi la linea best trasportiamo i moduli della Teverola a Brindisi su specifica richiesta. Vieni a noi avevamo già avviato la costruzione della linea best a Teverola e mi ci ha chiesto di farlo a Brindisi, a Brindisi faremo anche la materia è attiva e quindi, attraverso le acquisizioni che ne sta facendo nel mondo. Noi vogliamo controllare l'intera filiera partendo dalla materia prima per realizzarci. La materia è attiva in casa ed essere indipendente rispetto ai fornitori asiatici e faremo anche il riciclo delle batterie a fine vita, dove riciclo delle batterie al litio a fine vita, dove è in corso un'attività di ricerca e sviluppo, perché dobbiamo acquisire ancora tutte le conoscenze per scegliere la migliore tecnologia rispetto all'indotto, noi dovremmo dividere l'impegno dell'indotto nella fase Construction, nella fase poi di produzione, nella fase di costruzione tra lavori edili che ammontano tra le opere per l'Opificio delle urbanizzazioni a 130 milioni di euro. Questi 130 milioni di euro verranno assegnati interamente al territorio.
Sulla parte impiantistica ausiliaria, quindi tutti gli impianti tecnologici di interconnessione delle linee produttive, tutte le carpenteria metallica, tutti gli impianti elettrici e antincendio, i trattamenti d'aria assommano a budget a circa 180 milioni di euro che tolti 30 che devono essere necessariamente affidati a ditte iper specialistiche che già lavorano in questo settore.
Porta il valore totale dell'affidamento dei lavori, che potenzialmente può essere dato al territorio a 280 milioni di euro. Noi stiamo già avviando le interlocuzioni sui lavori edili, abbiamo già firmato i contratti sulla parte impiantistica. Stiamo incontrando i fornitori per definire gli accordi commerciali. L'indotto successivo verrà coinvolto perché noi abbiamo una marea di attività che devono essere esternalizzata dalle più banali. I servizi per la fabbrica, quindi la dalla guardiania, la logistica dei trasporti e dei servizi di pulizia, ma poi anche in attività molto tecnologiche, che sono gli impianti previsti nel BES, nell'assemblaggio moduli, la componentistica e quindi lo stampaggio di materie plastiche, la fornitura di carpenteria, perché best sono carpenteria a tutti gli effetti. Qui siamo abbiamo iniziato un'interlocuzione in modo aggressivo, tentando di forzare i fornitori e i potenziali a scendere i prezzi e a essere competitivi. Ma noi siamo assolutamente convinti che questa competitività ci sarà. Non bisogna compararsi ovviamente col peggiore dei cinesi, ma bisogna essere competitivi sui fornitori rispetto ai fornitori europei. Nessuno, come noi può comprendere che non esiste il paragone con i fornitori cinesi. Dobbiamo essere competitivi almeno sul mercato europeo e tenuto conto anche dei costi di trasporto e sono convinto che ciò accadrà.
In merito all'osservazione che c'è stata durante l'introduzione rispetto ai presunti problemi finanziari di se ne andassero, ne ho lette di di tutto in questo periodo. Come vedete, io sto bene in salute.
C'è stato ovviamente una narrazione suggestiva su sui giornali, narrazione a cui io sono particolarmente abituato, perché localmente questa narrazione mi perseguita da anni, anche perché, oltre a essere un imprenditore più importante dell'aria sono anche il sindaco della mia piccola città e quindi di fatto subiscono le conseguenze di essere sovraesposto, ovviamente con la l'accordo con Eni. Questa invasione mediatica è arrivata anche al territorio e per una sola volta anche su un giornale nazionale come Milano Finanza, dove poi ho dovuto dare un chiarimento, fornire un chiarimento netto.
Noi non abbiamo alcun problema finanziario, la nostra azienda vive dal punto di vista finanziario, ma anche economico. Il suo miglior periodo da quando è stata fondata.
Diciamo che tutta questa suggestiva narrazione è partita dopo il nostro annuncio del delisting che l'uscita della borsa, che è un fatto, una decisione sofferta ma maturata nel tempo era doverosa, visto che il mercato non apprezza.
In modo particolare il mondo delle batterie, perché le associa all'automotive e dopo i grandi fallimenti che ci sono state in Europa di grandi player nel settore automotive, i fondi istituzionali non erano più presenti nella nostra azionariato. Avevamo solo mercato retail e quindi questa decisione è stata assunta consapevolmente, sapendo che poi ci sarebbe stata qualche conseguenza. L'istanza di fallimento. Non mi soffermo neanche perché questo soggetto mi perseguita da cinque anni.
Sono cinque anni che escono sui giornali a livello locale, adesso anche voi siete, diciamo, beneficiario di questa campagna mediatica di chi tenta, attraverso queste azioni, di raccogliere qualche monetina a terra, ma non CDS non ci riesce. Poi ho letto anche di un mio contenzioso con Invitalia. Anche questo. Vi devo dire che in Italia con noi ha un rapporto fluido. Esso sta per ricevere la delibera di un finanziamento importante. Ne ho appena ricevuto un'altra due mesi fa per un'altra iniziativa molto importante a Pozzilli e quello che è accaduto con Invitalia è legato a un'acquisizione di salvataggio mia della Menarini, che un'azienda fornitrice di bus elettrici che ha avuto una serie di difficoltà precedenti a me e che hanno riguardato Invitalia e quindi non c'entra assolutamente con il contenzioso perché riguarda anni precedenti al mio ingresso in quella società, ma ci tenevo a fare questi chiarimenti, perché.
Io sono onorato di partecipare a questa iniziativa. Sono iper sicuro che egli fornirà, come ha già fornito tutte le garanzie ai lavoratori. Come dicevo ieri ai sindacati non ho mai visto una vertenza così favorevole ai lavoratori, perché mi ovviamente ha una particolare attenzione nei confronti sia dei lavoratori diretti sia del lavoro dell'indotto. Noi saremo sempre disponibili al dialogo e alla costruttiva ricerca di un accordo, sia di fornitura durante la parte della costruzione, sia della fornitura successiva con l'indotto del territorio, con il quale continueremo a dialogare in questi mesi e vi garantisco che lo stiamo facendo su base assolutamente costruttiva, giusto per inciso, e concludo, io sono socio di un'azienda di prefabbricati, eppure abbiamo fornito il contratto a un'azienda brindisina, perché ENI ha voluto così e noi siamo convinti che sia giusto così. Grazie.
Grazie, ingegner Civitillo. Grazie anche per aver precisato alcune questioni, come dire, collaterali, ma che comunque in ogni caso non ci nascondiamo. Fanno parte sempre in uno sguardo complessivo, è di una modalità di contestualizzare anche poi, al di là delle delle posizioni, ma insomma, questo serviva evidentemente ad essere un po' più chiari. Allora accettiamo quindi gli interventi successivi, non so chi intenda prendere la parola se i sindacati, se il Sindaco di Brindisi. Se gli enti datoriali.
Io lascio a voi la scelta di.
Di passaggio. Prego, Sindaco Marchionna. Certo, tra l'altro è stato più volte citato anche nel nell'intervento del dottor Manna a proposito di un percorso territoriale no, che è chiaramente richiama la necessità di fare rete, così come quando è stato citato l'ipotesi no di un indirizzo di ingegneri energetica per lavorare con la ricerca in maniera collegata. Prego, Sindaco. Grazie ancora della sua presenza.
Chiedo scusa, non sono molto più ruolo.
Grazie per l'invito. Ringrazio la presidente e soprattutto la consigliere Isabella.
Vettori per aver voluto questa riunione che consente a tutti di avere un'informativa completa sullo stato dell'arte di questa che una parte molto importante della vertenza o della vicenda più complessiva che riguarda l'area industriale di Brindisi. In questa occasione, ovviamente dedicheremo particolare attenzione a tutte le informazioni che sono state rese pubbliche in questa sede, che peraltro.
Cortesemente la delegazione di ENI aveva già provveduto a anticiparmi nei giorni scorsi, con una serie di importanti appuntamenti rispetto ai quali, per quanto CE, per quanto è di nostra competenza, cerchiamo di facilitare ed accelerare anche nelle pratiche burocratiche autorizzative che, come potete ben comprendere, sono parte essenziale di questo percorso. Io vorrei però incentrare.
Il mio intervento.
Dato che insomma, mi sembra che tempi, modalità, scadenze e anche impegni occupazionali sono stati piuttosto chiaramente esplicitati, vorrei incentrare invece il mio intervento, come faccio da molti mesi, se non anni, da questa a questa parte sulla necessità urgente di recuperare.
Una capacità.
Di.
Il personale adeguato alle sfide che stiamo per affrontare, devo dire che non è solamente di ENI e non sarà solo di Enel per quanto riguarda la trasformazione da polo di indù di produzione a polo di accumulo.
So che è in East e sta portando avanti a Brindisi, così come sulle altre iniziative previste dalla A presso il tavolo del MIMIT. Qui il problema che mi giunge in maniera forte e chiara è che anche le imprese locali, le più pronte, le più di riferimento anche per questi grandi processi, cominciano a trovare difficoltà a reperire personale adeguatamente formato, per cui, da un lato ho accolto con grande favore, attenzione e ovviamente coinvolgimento l'invito di Eni a collaborare col al sistema scolastico locale per agevolare e sviluppare e accelerare i processi di alternanza, deformazioni del lavoro. Dall'altro però, come il l'assessore e il professor Di Sciascio sa bene, vorrei porre l'attenzione sulla necessità che questo grande piano di formazione, che dobbiamo necessariamente condividere con il territorio, con tutte le grandi aziende che vi operano, ma anche con le associazioni di categoria con i sindacati possa quanto prima prendere, diciamo, il via in termini di operatività che parta dalla progettazione e arrivi alla sua esecutività. Detto tutto questo, volevo solamente sottolineare un ultimo aspetto, che Enzo, per quanto riguarda, diciamo alla municipalità, pensiamo di aver fatto anche più di quello che è nostra possesso, visto che.
A breve si concluderà il percorso che abbiamo facilitato di incontro diretto tra LEA, le grandi, tutte le grandi aziende che operano a Brindisi, che non sono solamente quelle energetiche come Enel o Enichem ma sono anche quelle dell'aerospazio, dell'aeronautica, della farmaceutica e così via. Tutte queste aziende hanno interloquito con UniSalento, anche se in alcuni casi, incrociandosi anche col Politecnico di Bari, perché ci sono alcune attività che sono cogestite tra i due poli universitari.
E da quanto mi risulta a breve emergerà una, diciamo, un resoconto di quelle che sono le opportunità per avviare a Brindisi un dipartimento ingegneristico assolutamente diciamo innovativo e indipendente, che sarà direttamente collegato a tutte le necessità di occupazione di alto medio livello che questa grande trasformazione che sta avvenendo nel industriale di Brindisi comporterà. Ecco perché io sostengo la necessità di un rapido e complessivo, diciamo tavolo che tenga conto di tutte le particolarità di questa situazione, anche con riferimento al fatto che avremo a breve la necessità di fronteggiare una serie di.
Situazioni di fuoriuscita dal ciclo due dai vecchi cicli produttivi alimentati da fonti fossili per garantire e innovare la no, le nostre produzioni verso i cicli fondati sulle fonti rinnovabili. Questo, secondo me, comporta una cooperazione interistituzionale che ovviamente a volte agli enti del territorio e ai sindacati, alle associazioni di categoria, alle aziende deve essere in qualche maniera instaurato un tavolo regionale. Come più volte ho avuto occasione di anticipare al professor Di Sciascio per una riorganizzazione, anche un ripensamento, almeno per quanto riguarda il territorio di Brindisi, dei contenuti e degli obiettivi.
Non solo della formazione professionale, ma anche degli ITS, perché da questo punto di vista c'è questo specifico segmento post diploma di tragga di giovani che non intendono andare all'università che può che deve essere coperto in funzione degli obiettivi che fin qua sono stati definiti. Io credo che comunque concludo.
Diciamo la fase di chiarimento e indicazioni di scadenze e di obiettivi e anche di impegni assunti in questa sede da ENI. Per quanto ci riguarda, si è più che soddisfacente, ivi compresa la vicenda del dell'advisor per la cessione del Crying e spero che da questo punto di vista, insomma, tutto questo possa accelerare ulteriormente questa fase di transizione industriale che ci troviamo a vivere a Brindisi. Grazie.
Grazie, Sindaco. Devo dire che la richiesta di una come lei l'ha definito rapida tavolo per fronteggiare la transizione, quindi questo passaggio poi potrebbe, come dire, cucirsi addosso ad ogni territorio, non soltanto un brindisi perché davvero ci ritroviamo a rispondere a delle esigenze. Il passaggio dal fossile alle fonti rinnovabili non è più procrastinabile, evidentemente, ma questo chiaramente diventa poi anche un'esigenza, un po' più generale. Detto questo, e la ringrazio per l'intervento. Io passerei invece la parola. Credo che voglia intervenire il presidente di Confindustria Brindisi, dottor Giuseppe danese, che ringrazio.
Grazie, Presidente. Grazie per la parola. Ringrazio lei e la vicepresidente elettori per questa opportunità in questa sala prestigiosa. Parliamo finalmente in maniera definitiva di un investimento che ENI oggi ci rappresenta in maniera chiara e precisa.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un articolo di giornale che puntualmente li vedono il il dubbio se ENI debba fare questo investimento o non lo debba fare. Spero che oggi si possa mettere una pietra tombale su questo dubbio abbiamo qui i dirigenti apicali di ENI che mettono, ci mettono la faccia, ci raccontano per filo e per segno cosa manutenzione di fare e cosa faranno cose che in realtà già sappiamo, visto che abbiamo fatto diverse diversi incontri plenari a Brindisi. Addirittura la nostra sede non era sufficiente per ospitare tutte le imprese che hanno aderito all'invito. Abbiamo dovuto affittare un albergo per poter parlare di questi argomenti e non abbiamo fatto altro che ripetere questi argomenti che i nostri manager lì e nei oggi ci hanno raccontato, con la differenza che la DAD dall'altra parte non ci sono le imprese, ma ci sono degli alti funzionari della Regione Puglia e voi i sindacati che siede in realtà dei partner di questo progetto, visto che rappresentate la forza lavoro, che rappresentiamo la forza lavoro, coloro i quali poi effettivamente devono sviluppare questo progetto sono veramente felice con anche alla facilità dell'esposizione dei nostri amici di ENI, che io in qualche modo qualcuno ha detto li difende a spada tratta, ma li difendo numero 1 sono i nostri associati e numero 2 e una grossa impresa che viene a vestire, viene ad investire nella nostra città, nella nostra regione. Noi dovremmo accogliere a braccia aperte due, tutti coloro che in qualche modo hanno la volontà e la voglia e la forza eroica di continuare ad investire in una zona che in qualche modo viene de viene definita area di crisi industriale e per questo io li ringrazio. Ed è per questo che noi continueremo a stare accanto alle grosse imprese, come Eni che vogliono fare questo tipo di investimenti e stiamo continuamente assieme al Sindaco, abbiamo fatto tantissime iniziative e quindi mai come in questo periodo c'è una sinergia anche tra Confindustria, Comune, Camera di Commercio, ASI. Insomma, tutti assieme all'unisono verso un progetto di sviluppo reale e concreto per le imprese che vogliono effettivamente investire senza altri false false media in vista del nostro territorio. Come sapete, abbiamo fatto ben cinque riunioni plenarie, dove abbiamo spiegato, assieme ad ENI, tutte le modalità di adesione a questo progetto, tutte le modalità di qualifica. ENI è stata chiara le nostre imprese, in qualche modo, diciamocelo, sono stati colti di sorpresa, perché? Perché il progetto è molto grande e grossissimo, gli appalti che loro devono devono affidare, che stanno affidando praticamente le nostre imprese singolarmente quasi tutte non possono riceverlo, ed è per questo che più volte, su sollecitazione di ENI e noi, come Confindustria, abbiamo sollecitato il mondo industriale a mettersi assieme proprio per creare dei sodalizi che possano in qualche modo soddisfare al 100% le richieste di Eni tale richiesta e ci sono anche parlato chiaramente del mondo industriale, ci sono anche una serie di.
Come diceva una serie di parametri che ne chiede come le qualifica le qualifiche delle nostre imprese per poter partecipare al progetto di gigafactory e tutto quello che sa bene bisogna qualificarsi il processo di qualifica non è semplice, lo sapevamo, lo abbiamo scoperto, è un progetto che in qualche modo fa una cernita delle imprese che non sono strutturate, che non hanno una dimensione adeguata per poter ricevere appalti del genere ed è qui che il nostro mondo industriale lo devo dire, visto che rappresento, abbiamo avuto un attimo di défaillance, perché gli appalti sono grossi, ho avuto modo di parlare e sia in maniera più elevato. Masini in maniera pubblica, con l'ingegner Civitillo, con altri con il manager delle procure, mentre chi è seduto da quella parte di Domus Negrini.
Dove c'è più volte ci hanno detto: ragazzi, qui le imprese sono piccolina, dobbiamo cercare altre imprese sempre nel vostro mondo di farle mettere insieme, quindi faremo a seguito di aumentare le potenzialità. Questo è un processo che Confindustria sta facendo. Stiamo cercando di investire sulle nostre imprese, non solo nella trasformazione energetica, ma anche nella trasformazione della mentalità dell'imprenditore, perché, come sappiamo, al Sud mettersi insieme è sempre stato un grosso problema. Ebbene, noi a Brindisi ci stiamo riuscendo, ci sono già diversi consorzi che si stanno formando, qualcuno si è già formato, sono in corso di qualifica, stiamo facendo un grande lavoro ed è per questo io, quando leggo sul giornale che il politico di turno, che da otto giorni non esce sul giornale e poi esce con arrestato in prima pagina che ENI cambia idea e va da un'altra parte. Non mi scoraggio perché non sono abituato, però, però se fossi un imprenditore che ha intenzione di investire Brindisi, qualche domanda me la farei e questi questo tipo di informazioni e mi fa piacere che ci sono nei nostri amici della comunicazione questo tipo di informazione fa male non solo e non fa male a tutto il mondo industriale, perché coloro i quali hanno intenzione di venire a investire EDA, associarsi alle nostre imprese brindisine pugliesi leggendo determinate affermazioni da gente autorevole che erano presenti nel mondo politico, che rappresenta il mondo industriale, che rappresenta il mondo.
Posso dire tutto rispetto sindacale, non va bene, secondo me, noi, prima di dire o di affermare.
Delle dichiarazioni sul sulla stampa ci dobbiamo documentare, dobbiamo chiamare il diretto interessato e perché la disponibilità quantomeno debbano da parte di Confindustria, solamente c'è sempre stato dal primo giorno del mio insediamento e l'ho appena un anno. Io ho sempre detto che la mia Confindustria è un palazzo di vetro e così è infatti a coloro i quali afferma una cosa che non sono vere. Io puntualmente prendendo il telefono, poi c'è il mio direttore, emanò non telefonare e io telefono ed io scusa, ma tu mi hai telefonato per chiedermi se questa cosa è vero e bugia. Allora perché dico questo? L'ho detto prima noi che siamo Confindustria abbia riceviamo decine di manifestazioni di interesse ai diversi progetti di investimento che stanno cadendo a Brindisi.
E lo sapete meglio di me. Brindisi è quasi una best practice mondiale per chiamato osservazioni energetica come quella di Brindisi. È difficile trovarla adesso in Europa c'è qualche altro caso, ma siamo davvero un esempio virtuoso ed è per questo che grosse imprese che desiderano tutt'altra parte non solo dell'Italia, ma anche del mondo, chiamano la Confindustria, perché? Ma come questo investimento come noi, questo investimento a noi puntualmente relazioniamo dicendo la verità in maniera positiva, alcune volte in maniera nebulosa in alta, così come le informazioni che abbiamo e talune volte alcuni investitori non li sentiamo più, perché chiaramente hanno perso gli interessi, probabilmente anche per quello che diciamo non solo nei nostri uffici, ma magari fuori dalla finestra. Concludo il mio intervento, che più che altro sono delle considerazioni, ma le volevo proprio esternare in questa sede, visto che ci siamo tutti perché poi torniamo a casa e, come ha detto la direttrice bradi, ci dobbiamo rimboccare le maniche, come ogni giorno facciamo, ed è questo che la fa Confindustria e lo fa. Come ho detto prima, assieme al Sindaco, che appunto l'altra sera mi ha ricevuto alle 7 di sera, peraltro proprio con un altro grosso progetto che sta per essere, per che sta Berès? Sono sacche di cui all'area di Brindisi. Probabilmente sarà interessante come si lavora, si lavora per sviluppare sempre di più il nostro territorio. Quindi concludo grazie, ma grazie anche al peso indagati, devo dire, perché? Perché prima magari ho detto quello che penso, ma lo dico anche adesso, mai come in questo periodo anche con voi abbiamo un dialogo eccellente, direi, il nostro obiettivo comune è quello di salvaguardare i posti di lavoro. Non stiamo assumendo in contrapposizione e vi ricordo e poi chiudo nell'ultimo tavolo in Prefettura in occasione di una vertenza, voi, soprattutto da una parte o dall'altra e dissi quasi quasi mi siedo dalla vostra parte, ma solo perché abbiamo lo stesso lo stesso interesse. Tutto qua, grazie.
Grazie, Presidente Evi. Confido che tutti i vostri interventi, adesso ascolteremo anche i rappresentanti delle forze sindacali, quantomeno ciascuno con il proprio osservatorio privilegiato. Sì, sì, adesso faccio intervenire.
Col microfono adesso adesso vi indico come fare adesso vi indico come fare.
Dicevo no, invece Bobo stavo dicendo proprio questo che tutti gli interventi e sono convinta anche quelli che ascolteremo tra poco confermano che a questo tavolo, metaforicamente parlando, sono seduti tutti gli invitati e giusti, al di là delle proprie posizioni e dei propri osservatori e quindi confermano, diciamo, l'incipit, lo spirito di questa seduta. A proposito del passaggio e della transizione industriale, è chiaro che deve corrispondere necessariamente anche una transizione socioculturale del territorio, quindi non si prescinde assolutamente da questo e vi ringrazio per come siete.
Precisi ed esaustivi nei vostri interventi, perché questo poi aiuta anche in un processo di verità, un'operazione verità, se mi permettete, mi consentite oggi di chiamarla così, visto che ci sono anche dei giornalisti dall'altra parte, proprio per fugare dubbi e per chiarire meglio il contesto specifico che in quanto rappresentativo di una fase delicata di un territorio merita rispetto e quando accade questo, evidentemente questi contesti meritano verità. Allora passiamo alle forze sindacali. Non so se ci sono rappresentanti de fate voi per me è uguale. Prego.
Ricordiamo nome, cognome e ruolo.
Okay.
Grazie e buongiorno a tutti e a tutte. Antonio Frattini, segretario della Filctem Cgil. Ma oggi parlo anche in nome e per conto del segretario della CGIL, Massimo Di Cesare, che purtroppo non può garantire la sua partecipazione a questa Assise, perché è impegnato nell'Assemblea generale della CGIL Puglia e quindi.
Mi ha dato il compito un po' di riassumere la posizione della CGIL di tutte le categorie. Ringrazio la consigliera lettori per l'opportunità che ci dà questa.
Partecipazione ampia, questo appuntamento importantissimo, che ci apre il confronto con Colle, socio con la società, con la società Eni per l'industria e al rispetto a quello che il il passaggio fondamentale per il territorio di Brindisi. Prego. La CGIL. Non abbiamo una posizione chiara rispetto a questo pezzo che intendo in qualche maniera richiamare una posizione che è stata definita a Brindisi con la partecipazione del Segretario generale della della CGIL Maurizio Landini e del in occasione dell'Assemblea generale della Filctem Cgil nazionale. La condizione è quella che praticamente, rispetto alle situazioni rispetto a situazioni e attività strategiche italiane, noi consideriamo che sia.
Fondamentale recuperare il pezzo della chimica di base in Italia e quindi rispetto a questa condizione, va bene, accogliamo quella che è la situazione che è stata anche ripresa in questa occasione, quella della ricerca di possibili acquirenti di soggetti terzi a livello industriale che possano acquisire le attività della chimica di base. Fatta salva la scelta che abbiamo ripreso, che ENI, rispetto a questa età attività preferisce a livello strategico fare altro su attività altrettanto sta strategiche e innovative per settori non solo per situazioni non solo italiane, ma anche a livello a livello internazionale. Quindi la la reale situazione del la dell'advisor o di chi sta provando a ricercare. Abbiamo colto con favore la possibilità di un acquirente che noi diciamo non deve essere solo del CREA King, ma anche di altri impianti della chimica di base che con Eni non c'entrano niente, ma mi riferisco, per esempio, agli impianti della Lyondell Basell che aprono un'ulteriore situazione di criticità sul territorio, criticità occupazionale, criticità di continua di prosecuzione di attività nella filiera della chimica di base e quindi sono tutti argomenti che dovremmo riprendere. Attenzionare.
Una situazione di attività, quindi ben venga oggi tutta la condizione, il focus che noi facciamo e su quello mi voglio soffermare sulle attività di della gigafactory. Sicuramente è una un'attività molto importante per come è stata ripresa rappresentata con gli aggiornamenti che ci sono stati dati aggiornamenti in una condizione di un'adunanza pubblica, insomma, con tanti rappresentanti rispetto a ciò che sta venendo avanti a Brindisi, rispetto alla situazione. Noi abbiamo una necessità, quella di ricollocare tutta la forza lavoro presente a Brindisi, alla all'atto della dismissione sia del petrolchimico e sia della centrale a carbone Enel quindi probabilmente questo ragionamento va allargato anche con altri soggetti industriali, con tutte le aziende che sono coinvolte nella transizione, per capire come si sta andando a parare quale sarà lo sviluppo rispetto alla agli occupati di Brindisi nella nella data antecedente a quelle che sono le grandi, le grandi trasformazioni, la fermata della conservazione degli impianti decreti Ing, la chiusura definitiva della centrale termoelettrica Cerano della centrale Enel. Quindi serve costruire accelerare le progettualità. Abbiamo.
Recepito oggi i tempi sulla Gigafactory bisogna accelerare rispetto a quella che è la condizione costruire la platea di lavoratori di pertinenza suddivisi per categoria, appartenenza, qualifiche. È un lavoro che va fatto sicuramente non è un impegno di ieri, ma non è soltanto un, può essere un impegno di ENI, può essere un impegno che de bisogna fare ognuno per la sua parte, individuare percorsi formativi adeguati, attivare ricerca attraverso risorse aziendali, fondi interprofessionali, bandi regionali, bisogna formare le persone, ma bisogna fare in modo che le persone non abbiano.
Crisi di.
Di sostegno al reddito in questa fase, perché, si diceva scadono, scadono i contratti, scadono le situazioni. C'è una co, un verbale che io, in qualità di segretario della Filctem ieri ho sottoscritto in azienda rispetto alla formazione delle prime 80 risorse dirette. Bisogna continuare su questa, su questa in quest'ottica, per dare l'opportunità a tutti i gli attuali impiegati all'interno del del settore, quindi questa è la è la situazione. Bisogna sicuramente allargare, oltre a vari attori, oltre Regione Puglia, arti, SEPAC, ARPAL per inserirsi all'interno e ragionare con le aziende, con le nuove esigenze.
Di qualifiche professionali che oggi le aziende Eni, in particolare, cioè ci ha riportato per capire quali sono e quali possono essere i percorsi per intercettare, continuare a dare occupazione ai lavoratori affiancandoli alla formazione. Ci riserviamo di lasciare un dossier che abbiamo predisposto con tutte le nostre posizioni. Grazie.
Posso. Naturalmente la Commissione sesta acquisisce il dossier, questo a favore, prego. Sì, sì o ma due imbrogliato già due volte.
Dopo devi essere un po' più lesto nella prenotazione e ma quella non è, non è il criterio con cui, grazie alla tecnologia.
Antonio Baldassarre, segretario generale della Cisl Taranto Brindisi. Intanto permettetemi di ringraziare e la consigliera Isabella elettori, perché oggi ha creato anche questo momento di confronto e penso che vada in linea con quello che ogni rappresentante territoriale in questo caso di Brindisi debba fare rispetto alle istanze superiori e poi ovviamente un ringraziamento alla stessa Commissione. Il suo presidente angolano. La CISL è presente oggi e con buona rappresentanza è rappresentato dai segretari della dei chimici. Perciò i.
Laboratori, i diritti di quella che è la vertenza di oggi, la vertenza della Versalis e poi con il comparto dei meccanici, con i colleghi dei trasporti e con la responsabile del dipartimento della formazione questo perché riteniamo che l'incontro di oggi, ma anche penso quelli che saranno tenuti in seguito non siano momenti importanti e di grande condivisione, sia con le istanze, diciamo così datoriali, ma anche con le istanze sindacali e perciò tutto quello che che viene costituito proprio per dare un senso alle alle cose che facciamo. Noi partiamo da un contesto sicuramente importante, due transizioni epocali sul territorio di Brindisi, che sono quella di Cerano Versalis. Oggi ovviamente parliamo di di Versalis. Mi mi sembra che il dottor Civitillo.
Aveva sottolineato in un suo passaggio una vertenza sentita del territorio, ma questo è anche penso anche grazie al lavoro che il sindacato ha fatto in questi anni, proprio per stare e per rappresentare al meglio e i laboratori perché purtroppo, purtroppo e assistiamo da diversi anni a un depauperamento di quello che è il tessuto sia delle aziende, ma anche dei numeri proprio che costituivano quello che è stato sempre una storia importante per Brindisi, del polo industriale di Brindisi. Poi ci ritornerò su questa cosa, ma anche è un momento importante, un contesto importante rispetto a quello che è l'impatto appunto sull'economia sul piano del sociale e perciò della vita intera del territorio. Riteniamo questa riunione sia in linea con quello che è contenuta nel protocollo sottoscritto al Mimit del 10 marzo 2025 e anche in attesa ormai che si sta procrastinando un po' troppo e al protocollo della e nell'accordo di programma che chiediamo da diverso tempo, che venga sottoscritto e penso che in quell'accordo di programma appunto, debba emergere quello che è il protagonismo del territorio in un lavoro di sinergia, è stato detto e mi pare da tutti in un lavoro di sinergia che questo territorio sta cercando di fare e in questa, come dire, e in questa percorso mi sento di lanciare già una prima proposta che sicuramente CGIL, CISL e UIL lanceranno in un prossimo appuntamento proprio di rilancio di quella che è l'azione confederale nel territorio di Brindisi la questione che penso debba essere messa sul tavolo, perciò la Costituzione poi chiamiamola un'area di crisi complessa, una legge speciale per Brindisi, qualcosa che sia un contenitori rispetto a quelle che sono le norme risorse che abbiamo sentito oggi, ma che penso che arriveranno sul nostro territorio proprio per avere una regia, come dire, costituita da tutti gli attori degli attori che sono presenti oggi, ma anche ovviamente dalla dall'istanza governativa nazionale e poi io ritengo che anche in questa direzione vada l'annuncio che già aveva fatto il Sindaco in sede del Mimit è quello della del Dipartimento di Ingegneria innovativa che comprende un po' tutto quello che è la parte della formazione rispetto ai rispetto ai giovani, no che questo territorio deve cominciare a pensare, perciò penso che in quella direzione siamo già avanti, perché c'è già un un, come dire, un protocollo con con UniSalento e perciò quello che è il distanza maggiore dal punto di vista formativo e io mi sento anche di dire che forse in questo contesto vada come vada ripensato anche quello che è il ruolo della Cittadella della ricerca di Brindisi. Io ho sentito parlare di un centro di ricerca che si potrà costituire su Brindisi e penso che quello sia un luogo dare da rilanciare anche perché esistono già importanti, come dire, importanti soggetti all'interno di quel di quel perimetro.
Ho sentito parlare di garanzie occupazionali, permettetemi due questioni. Intanto abbiamo due procedure di cassa integrazione già in atto e due e dei laboratori laboratori dell'Amati. Abbiamo fatto anche la richiesta già al SEPAC abbiamo già avanzato tramite la nostra categoria, fuori dallo stabilimento dal 1 settembre. Probabilmente questi sono due episodi che ci.
Due momenti che ci fanno preoccupare e perciò riteniamo che da lì debba iniziare tutta, come dire, la nostra intenzione rispetto risp rispetto a questo.
E poi ritengo che ormai il tempo stringe. La dottoressa mi pare, diceva che bisogna avere pazienza e noi abbiamo molta molta pazienza, ma il problema è che il tempo stringe e perciò le questioni, diciamo così difficili, cominciano, cominciano a venire avanti.
Riteniamo appunto che una formazione, una formazione qualificata, vada messa in campo, vada messa in campo subito. Penso che l'accordo di ieri, fatto con le categorie dei diritti dei diritti, è un primo atto positivo, ma non basta.
Noi riteniamo che la formazione riteniamo come CISA, che la formazione debba essere un diritto soggettivo per tutto l'arco della vita esigibile, portatile e universale. Perciò e in questa direzione che noi, che noi lavoreremo. Poi c'è tutta la questione ovviamente dell'indotto e la parte debole di queste vertenze e la parte con cui e su cui noi riversiamo, come dire, la maggiore attenzione, perché riteniamo che.
Quelle persone, al di là di de di quelle già, come dire, formate che hanno già un lavoro specialistico inc in quel in quel diciamo contenitore, ci siano persone che vadano riqualificate e vadano riqualificati in fretta, anche perché parliamo di gente oltre i 50 anni e perciò difficile da ricollocare e per questa cosa noi proponiamo una cabina di pilotaggio, un esperimento che già è stato fatto anche in altri territori. Voglio ricordare.
Per i lavoratori dell'ex ti Città di Taranto, quelli attualmente in IMA e anche la questione di accelerare sul bacino delle competenze proprie di questi lavoratori che fanno parte dell'indotto, perché in nei vari confronti che abbiamo avuto e che abbiamo settimanalmente e purtroppo ogni tanto qualche nome di qualche lavoratore scappa, esce fuori da quello che è il diritto a essere ricollocate. Perciò noi riteniamo che la Regione in questo senso ci debba aiutare, perché è già stato fatto un esperimento importante rispetto a questo, questa, come dire, a questo bacino delle competenze, perciò riteniamo che sia anche lì e bisogna anche lì avere avere un po' di di di di procedere con abbastanza celeri di celerità. Io vado alla conclusione e affermiamo il fatto che noi saremo presenti sempre a questi tavoli con grande responsabilità e partecipazione, perché riteniamo che la partecipazione dei lavoratori e renda qualsiasi tipo di processo un po' e un processo.
E trasparente e che non permetta fughe in avanti a nessuno, con il contributo di tutti e in un confronto continuo per una crescita professionale continua e il rafforzamento di una storia, dicevo prima, del polo industriale di Brindisi, una storia che deve continuare sicuramente nel solco della sostenibilità ambientale, sociale e culturale, come diceva la nostra. Presidente, grazie.
Grazie, grazie, Segretario.
Sì, buongiorno, Presidente.
Lo ringrazio, stanno facendo. Ringrazio per avermi ceduto la parola.
Grazie, Presidente.
Tira Fabrizio Caliolo, coordinato, coordinatore provinciale della UIL di Brindisi.
Presente qui con i colleghi delle varie categorie della UIL trasporti, dei metalmeccanici e dei chimici.
Ringrazio anche la consigliera tabella elettore per questa opportunità di confronto, perché riteniamo che ogni momento di confronto possa portare a buone pratiche. Proprio richiamo anche qualche intervento precedente su Brindisi. Abbiamo cercato di fare gruppo in modo da affrontare uno tsunami che ci stava arrivando sul territorio, ma né in maniera seria e costruttiva con spirito propositivo e cercando di portare a terra iniziative che portassero al benessere dei lavoratori, ma dell'intero territorio la UIL di Brindisi ritiene che l'investimento di Eni storage system sul territorio rappresenti una straordinaria occasione di rilancio industriale, tecnologico e occupazionale per Brindisi, per la Puglia e per l'intero Mezzogiorno.
La realizzazione della gigafactory dedicata ai sistemi di accumulo energetico non deve essere considerata esclusivamente come un nuovo insediamento produttivo, ma come una trasformazione strategica di un più ampio progetto di reindustrializzazione.
Innovazione e qualificazione del lavoro in questo percorso assume un valore concreto e strategico alla firma del protocollo del 10 marzo 2025 da parte della UIL e delle categorie di riferimento, che rappresenta un punto importante per costruire un'azione condivisa per il rilancio industriale del territorio a garanzia degli aspetti occupazionali. L'incontro di ieri anche chi ha visto la firma delle categorie dei chimici e un altro pezzo importante che va in quel solco che tutti gli attori che hanno firmato quel protocollo si erano prefissati avevano auspicato.
La scelta di Eni di investire a Brindisi assume particolare rilevanza in una fase nella quale il sistema industriale è chiamato ad affrontare contemporaneamente transizione energetica, trasformazione tecnologica e necessità di rafforzare la competitività delle filiere produttive nazionali europee.
La presenza di un grande operatore industriale e lo sviluppo di una filiera tecnologicamente avanzata come quella dell'accumulo energetico, possono consentire a Brindisi di riposizionarsi nelle nuove catene del valore legate alla transizione energetica, alla digitalizzazione delle tecnologie avanzate.
Per questo la UIL di Brindisi ritiene che l'investimento debba essere accompagnato da una strategia pubblica. Altrettanto ambizioso è diventare un moltiplicatore di sviluppo, capace di produrre effetti positivi, non soltanto per lo stabilimento e i suoi lavoratori, ma per l'intero sistema economico e produttivo brindisino e pugliese la sfida e quindi costruire attorno alla gigafactory un vero ecosistema industriale, tecnologico, formativo e della ricerca, coinvolgendo Regione azienda, organizzazioni sindacali, istituzioni territoriali, sistema della formazione delle imprese.
L'avvio dei lavori della gigafactory impone di intervenire però tempestivamente sulle competenze. Non possiamo attendere l'entrata a regime dello stabilimento. Per programmare le professionalità necessarie. Occorre anticipare i bisogni e costruire oggi le competenze che saranno indispensabili nei prossimi anni.
La qualificazione professionale deve quindi rappresentare uno degli assi portanti della transizione industriale attraverso un sistema permanente di upskilling e reskilling, costituito a partire dalle competenze effettivamente possedute dei lavoratori alla Regione pertanto chiediamo che debba mettere in campo tutti gli strumenti specifici per sostenere la riqualificazione, utilizzando in modo coordinato le risorse destinate alla formazione e alle politiche attive e all'accompagnamento delle transazioni occupazionali. ENI storage e pensiamo che debba essere coinvolta nella definizione dei contenuti formativi affinché percorsi siano concretamente collegati ai fabbisogni della nuova filiera.
La formazione deve essere considerata una vera politica industriale, perché significa investire sulla produttività, sulla sicurezza, sulla qualità dei processi e sulla competitività occupazione. Il principio deve essere posto con chiarezza: la transizione industriale e tecnologica non può tradursi nella perdita di posti di lavoro. L'investimento della gigafactory deve rappresentare un'opportunità di crescita occupazionale e di qualificazione del lavoro, accompagnando ogni trasformazione con strumenti di formazione, riqualificazione e ricollocazione. Il principio deve essere quello della continuità occupazionale e della Selva qua salvaguardia dei livelli occupazionali. Prima la formazione, poi la riqualificazione. Particolare attenzione deve essere dedicata ai lavoratori delle aziende dei comparti interessati dai processi di trasformazione industriale ed energetica del territorio. Le competenze maturate devono essere considerate un patrimonio da trasferire e valorizzare nelle loro attività produttiva un focus specifico. Pensiamo poi debba essere.
Ah destinato ai lavoratori, alle imprese dell'indotto, che rappresentano una componente fondamentale del patrimonio produttivo e occupazionale. Brindisino. Proponiamo pertanto, un piano specifico di riqualificazione e ricollocazione dell'indotto collegato allo sviluppo della gigafactory e delle nuove filiere industriali.
Il primo intervento è quello di fare una puntuale mappatura dei fabbisogni professionali tante volte ce lo siamo detti, però adesso veramente è arrivato il momento di mettere a terra, perché la tempistica ci impone di accelerare da questo punto di vista una mappatura delle competenze già presenti nel territorio e delle nuove figure necessarie. La mappatura dovrà essere aggiornata periodicamente in relazione all'evoluzione degli impianti. Brindisi dispone di un patrimonio professionale che non deve essere disperso. Le competenze maturate nei settori chimico, energetico, meccanico, elettrotecnico, elettronico, logistico e dell'automazione devono essere valorizzate e aggiornate a partire da questa mappatura, dovranno essere attivati percorsi di formazione e riqualificazione mirati. Costruito insieme a tutti gli attori istituzionali e aziende e imprese dell'indotto, enti di formazione e organizzazione sindacali. L'obiettivo deve essere favorire la ricollocazione dei lavoratori dell'indotto all'interno della nuova filiera, valorizzando le competenze già possedute e integrandole con quelle richieste dai nuovi processi produttivi.
Alle istituzioni chiediamo di sostenere questo processo attraverso strumenti specifici di politiche attive e formazione, collegando le risorse disponibili a concreti sbocchi occupazionali. Parallelamente, chiediamo inoltre che le imprese dell'indotto dovranno essere accompagnate nell'adeguamento tecnologico e organizzativo necessario per poter partecipare alla nuova filiera. Investire sull'impresa significa infatti salvaguardare occupazione, competenze e creare le condizioni per una maggiore presenza delle aziende locali nella nuova catena di fornitura. La ricollocazione dovrà essere quindi concepita non soltanto come spostamenti individuali dei lavoratori, ma come processo territoriale di riconversione delle competenze e delle attività produttive. La gigafactory non deve essere un'isola industriale, ma il cuore di una nuova filiera sul territorio. È necessario creare le condizioni affinché le piccole e medie imprese brindisine pugliesi possono entrare nella catena di fornitura attraverso investimenti in innovazione e formazione qualità digitalizzazione dei programmi regionali della Puglia, insieme ad altre risorse regionali nazionali europee, crediamo che debbano essere utilizzate per costruire un intervento organico e non una sommatoria di singoli progetti. La competitività della filiera non deve essere costruita attraverso la riduzione del costo del lavoro, ma attraverso innovazione, produttività e competenze.
Alla Regione chiediamo inoltre di mettere a sistema le risorse disponibili per la formazione e le politiche attive del lavoro, riqualificazione e innovazione utilizzandole per accompagnare concretamente l'investimento industriale. Concludiamo quindi chiedendo la costruzione di un vero piano per Brindisi, nel quale l'investimento di Eni, quindi ENI Storace system, costituisca il principale riferimento industriale e attorno al quale far convergere formazione professionale, riqualificazione e ricollocazione, tutela dell'occupazione e dell'indotto sostegno alle piccole e medie imprese, i locali politiche attive del lavoro.
Innovazione e digitalizzazione. Il confronto con le parti sociali deve accompagnare l'intero percorso e non limitarsi alla fase iniziale. Riteniamo pertanto che la scelta di Eni di investire a Brindisi rappresenti un'opportunità di grande rilevanza per il territorio.
E debba essere accompagnata da una politica che sta al passo con le sfide che ci attendono.
L'obiettivo non dev'essere semplicemente avere una gigafactory a Brindisi, ma fare della gigafactory, il motore di una nuova filiera industriale, tecnologica e occupazionale capace di coinvolgere le imprese, qualificare il lavoro, salvaguardare i livelli occupazionali, accompagnare la riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori dell'indotto, formare nuove professionalità e sviluppare ricerca e innovazione. L'investimento di Eni, quindi, deve essere considerato un punto di partenza e non un punto di arrivo attorno al quale costruire una nuova stagione industriale del territorio. La transizione che la UIL di Brindisi propone, una transizione che non disperde competenze e non lascia indietro i laboratori, ma utilizza l'innovazione, il nuovo investimento industriale per costruire nuove opportunità, valorizzare le persone e rafforzare nel tempo la base produttiva e occupazionale del territorio. Grazie.
Bene, grazie, manutenzione è arrivata al momento giusto, prego, dopo aprile Cobas.
Io provo a cercare di riassumere, se ho capito bene tutto ciò che è stato detto tra il vecchio e il nuovo. Ci sono delle iniziative che partono da 80 diretti ENI.
Mentre per l'indotto abbiamo un doppio aspetto, che è quello della conservazione più di quelle attività che.
In itinere, appunto l'impulso ad aziende locali per trattare la materia attiva.
Nel mio, nel mio modo modesto modo di vedere e io personalmente tratto sempre, come si dice in dialetto la scuola d'ora, per cui trattiamo soprattutto il personale dell'indotto.
È ed è di quello che noi abbiamo realizzato nel corso degli anni.
A sostegno di un progetto di carattere industriale che potesse vedere.
Gli operai delle ditte appaltatrici pienamente all'interno pienamente tutelati, mentre assistiamo, ma non ma non me ne vogliano i rappresentanti di ENI e di seri. Vedo ancora che c'è da costruire per loro, mentre.
Noi che siamo di bocca buona, noi siamo accettiamo, abbiamo collaborato in modo particolare Cobas e film, mentre il giusto appunto, la CGIL era a protestare vicino al petrolchimico, perché era rimasta esclusa noi siamo stati piacevolmente al Ministero, perché abbiamo sempre voglia di di parlare di e cercare di costruire le cose. Certamente questo è un aspetto, si è parlato di decarbonizzazione, non sono nato ieri, io volantinava uno vicino alla Montedison nel 1972 era di Lotta continua sul libro di Aldo Cazzullo la rivoluzione. I giovani che volevano fare la rivoluzione a pagina 299 della prima edizione 302 della seconda c'è il nome di Roberto Aprile, ma non per vantare qualcosa per dire che la storia viene da lontano. È.
Per la decarbonizzazione che laddove abbiamo insistito tanto, dove qualcuno ha fatto anche fallire degli scioperi, delle dei tentativi di unificare i due fronti Enel e Montedison parlavamo all'inizio, la prima riunione di settembre 2024 parlavamo di 5.000 nuovi posti di lavoro, come si suol dire Gozzolina reinterventi arrivava a 50 all'ultima riunione fatto fatta a Roma, quindi chiaramente noi.
Innanzitutto ringraziamo e un po' l'emozione, perché dopo il discorso di un libro di di di Fabrizio chiaramente mi ha confuso un attimino le idee, però voglio dire, c'è sempre il rispetto per gli altri e quindi piacevolmente ho ceduto il pozzo Fabrizio perché aveva lungamente da esporre. Ringrazio tutta la Commissione, di cui tra l'altro la la promotrice dell'incontro non è certamente soltanto la Isabella, ma è Tommaso gioia, tutti i consiglieri regionali e la Presidente della Commissione, che hanno compreso la portata della della questione, quindi, chiaramente e in questo quadro mancano ancora pezzi di Ministero, pezzi di formazione, pezzi soprattutto di come hub. Stiamo inseguendo un po' le ditte a capire, ma sta alla proroga non ci sta. La proroga a elemosinare se.
Mi scade il 30 settembre, mi scade il 31 12. Siamo ancora un po'. Eh, ah, ah, ma non me ne abbiano, voglio dire, hanno certamente le idee molto più chiare di me e di questo sono contento.
E quindi o abbiamo dei dubbi sul campo e quindi le verifiche si fanno sempre sul campo, nega. Si vanno quelli belli, i discorsi che si fanno sul campo e in maniera tale che si costruisce ciò che c'è da costruire.
Io soltanto una battuta su quello che ha detto Giuseppe.
Stiamo cercando di convincere le aziende locali, aziende locali nella loro storia hanno sempre fallito, hanno sempre fallito e sbagliava Q come come branca? Penso immagino due, se non addirittura per mancanza di commesse Leucci e altri hanno chiuso i battenti dopo 60 70 anni fa. No, quindi l'impulso.
La dottoressa, molto brava, come l'ha saputo esporre, credo di averlo saputo interpretare, le aziende locali hanno a fare uno sforzo.
Però oggi manca dal vecchio al nuovo l'anello di congiunzione e quindi come costruiamo complessivamente, come è stato detto anche dai colleghi, non è che io se dico cose noi ve l'hanno detto sapientemente e molto meglio di me. I colleghi che mi hanno preceduto anche loro spesso e volentieri non mi chiamano collega, ma io so di bocca buona, quindi chiamo io a loro collega. Quindi noi abbiamo che l'intervento del Sindaco. No, parla sempre di formazione di io già fa questo, come ha già fare, come ha già fargli un ottengo, lo volevo. Personali e capace di affrontare il problema. Quindi abbiamo una serie di problemi che speriamo.
Ok al Ministero si possono, come si può dire, o presso la Regione con convocazione dei Ministri, perché io credo.
Allo snodo sia alla Regione, perché le aziende sono contento quando la Regione metterli milioncini sul tavolo mi fa formazione più fa quest'altro. Tutti contenti, quando hanno a spendere di loro un po' meno, però, è che certamente avere dei soldini come un finanziamento o Invitalia o altri come forme di cofinanziamento, fa sempre piacere. Non credo che alle aziende dispiaccia ricevere un soldino di sostegno all'iniziativa importante, cioè voglio dire, io conosco le batterie di accumulo da un po' di anni perché lavoravo prima quelle ditte, proprio l'Enel Edipower e quindi l'argomento e mi ha colpito positivamente perché li fanno gli ingegneri di batterie, c'amma fari, ma quelli Patelli sappiamo fare i recuperi che sappiamo fare vi di batterie, più le maglie, per cui certamente è un'ottima iniziativa che noi sosteniamo mica siamo ***** anzi la sosteniamo al punto tale di dare dei suggerimenti affinché vengano tutti tutelati. La nostra delegazione è fatta di operai delle ditte appaltatrici. Punto cedo la parola.
E quindi, riepilogando Enel piano di decarbonizzazione e so e mi dispiace per persone con o dirigenti di Confindustria che ci hanno creduto. Ci è caduto l'ex prefetto, ma io vedo un imbroglio intorno alla materia. La prima denuncia l'è fatta Scandiuzzi a Roma alla riunione qui dice: ma l'eolico offshore nel periodo di in mano esperito è su da tardo e addirittura lo Governo. Poi Pichetto Fratin dice ripristinerà le risorse, però intanto me l'ha tagliato, però non mi dai quell'input o a dire Ilva chiudemmo all'area a caldo, però facemmo qualche altra cosetta. Beh, ha ragione la vignetta che stava di Decaro oggi sopra, sopra la Gazzetta del Mezzogiorno. Non rompete le pale dice la vignetta di Pillinini sopra la Gazzetta del Mezzogiorno. Bene, io cedo la parola, credo a Claudio Cappon 10, con il quale un altro piccolo sindacato con onestà con cui collaboriamo piacevolmente a sostegno dei più deboli, tutti dei più deboli. Non Micheli chiude perdemmo sostenuto qualcosa in più. Abbiamo fermato allo protocollo. Come si è fermato? Qualcheduno ha mangiato nuovi cantanti.
Grazie, prego.
Grazie, Bobo. Dopo il tuo intervento c'è poco da dire la verità. Cercano di integrare qualcosa di inte, i più interessante rispetto a dove comunque tutti sono intervenuti e sono due interventi che vanno considerati e con una riflessione accurata. Naturalmente è doveroso ringraziare la presidente della Commissione per la celerità nella convocò, nel convocare questa questa Assise. Ringraziamo la Consigliere elettori, perché comunque è stata la prima a voler.
Accentuare questo problema sul del territorio di Brindisi, tutti i consiglieri e naturalmente il mio ringraziamento a tutti i presenti. Oggi finalmente incontriamo ENI,
E perché continuiamo ENI, perché oggi non abbiamo avuto la contezza, abbiamo avuto delle informazioni importanti.
Abbiamo avuto quello che il progetto, un progetto che si finalizza nel 2028 e guarda caso, fino al 2026 saranno interessati 80 lavoratori diretti, ma non è la Commissione oggi.
Commissione al lavoro e formazione precedentemente a luglio ha detto che metterà a disposizione dei fondi per la formazione del territorio di Brindisi e specialmente per il lavoratore di nell'indotto ENI, quello che chiedo io oggi magari mi sono perso nei vari interventi e sono stato poco attento. Non ho capito concorra quanti in e aziende dell'indotto sono presenti nel petrolchimico?
In quali settori, quanto i lavoratori sono interessati, ma non peraltro.
Come ha citato il collega prima, l'Amati può cannoni poco quello della logistica a fine settembre meridionale, a gennaio il settore meccanico, tutti questi ragazzi che avrei chiesto che per tanti anni hanno dato i loro servizi.
Queste ragazze saranno riconvertiti in questo progetto, ma i tempi un cronoprogramma ben chiaro. Non l'abbiamo capito ancora perché stiamo parlando. Questa è l'ennesima, penso che di un euro un euro riunione dove si vuole accentuare quelli che sono i progetti in prospettiva, ma poi il territorio soffrirà e chi è che è vero che ne soffre sempre la parte più debole.
Che sono a questo caso dilaga i ragazzi, i dipendenti dell'indotto del petrolchimico. Noi abbiamo necessità di capire questo oggi quanti lavoratori sono saranno interessati dell'indotto in questi nuovi progetti, i tempi di programma. Non dimentichiamo mai i lavoratori che non saranno interessati a questa riconversione, come li andremo da garantire. Allora parliamo di problemi reali, perché se vogliamo parlare di libri, parliamo di libri, andiamo a focalizzare libri, ma quindi il territorio di Brindisi qua se casomai qualcuno si è dimenticato, oltre a cera, oltre all'Eni, c'è pure, c'erano e sono identiche i problemi che vi sto evidenziando il mio brevissimo intervento. Io mi auguro che almeno in questa occasione ci fornisca questi dati che sono necessari, perché, voglio dire, se meridionale asset a settembre non sarà prorogato il contratto se li metalmeccanici a gennaio e gli impianti sono fermi queste aziende, che fine faranno? Allora ci vogliamo.
Come vi confrontare su questi temi, cari istituzioni e Caraibi, perché poi se no siamo tutti belle, capace di dire ci metterci il vestito più bello della cerimonia, però oggi in questa transizione.
Chi vi sta parlando rappresenta centinaia di lavoratori dell'indotto.
E non sta pensa parlando uno che non conosce l'indotto, allora vogliamo accentrare questa dinamica? Vogliamo e avere qualche risposta in merito, oppure rimandiamo alla prossima riunione?
Per poter dirci quelli che sono il cronoprogramma delle lavorazioni da gigafactory, noi abbiamo necessità al territorio di Brindisi e di dare delle risposte che hanno quelli che non sono semplici a risposte che cosa faremo domani se io sarò lasciato in disoccupazione?
Quali tutele avrò se riusciamo, oltre alla disoccupazione, ad avere qualche anno in più per le casse integrazioni in deroga e chi sono le sperimentazioni che necessitano un Eleonora nella nuova Gigafactory, se non sappiamo questo stiamo parlando di aria fritta e oggi ahimè, questa queste queste domande non hanno avuto risposta. Grazie.
Se posso, prego.
Parlo Verucci. No, speriamo che non sia per importanza, insomma. Comunque intanto anche io chiedo scusa al massimo. Pagliara, in rappresentanza della CISAL, segretario provinciale della Cisa per Porto. Grazie.
Intanto, ringrazio anch'io il presidente della Commissione.
Isabella elettori per l'impegno che ci sta mettendo su questa vicenda, che non è una vicenda di poco conto.
Cara Isabella, devi sapere che hai preso in mano una situazione, una patata bollente non facile, diciamo così, da smaltire, però al di là di questo io mi permettono. Intanto.
E di evidenziare.
La presenza del gruppo ENI e nella sua interezza con i massimi dirigenti di Eni storage e della stessa, e questo è un segnale importante che va evidenziato sul territorio. Perché dico questo? Perché noi abbiamo avuto altre situazioni Enel per dirne una, ma possiamo dire anche verbale all'opera per altri che comunque hanno deciso di chiudere e non portare un progetto di decarbonizzazione che preveda un reinserimento dei propri dipendenti e anche dell'indotto.
Quindi parto dal costo sociale che qualcuno inizialmente ha fatto presente, è ovvio che una decarbonizzazione presa all'ultimo momento e purtroppo lasciata sfuggire, perché noi da anni parliamo da anni.
Tutti i sindacati, nessuno escluso, evidenzia la politica le difficoltà che potevano nascere su questa decarbonizzazione sul territorio, quindi non voglio addossare responsabilità a nessuno. Oggi siamo qua per cercare di capire, come diceva anche Capodieci. Come uscirne di fronte a una difficoltà oggettiva che ormai è in essere?
Quindi oggi noi dobbiamo capire e questo lo chiedo di nuovo alla Regione, perché noi come CISL abbiamo sottoscritto il protocollo d'intesa, non perché ci piaceva chiudere il cracking omettono in conservazione, come abbiamo fatto e poi metterli in vendita.
Perché abbiamo preso atto di una evidente difficoltà economica che comunque il gruppo ENI ha rappresentato. Ricordo che ai Versalis fino a due anni fa aveva 4 500 milioni in negativo come come bilancio, quindi sfido chiunque a poter andare avanti con un bilancio così negativo, ma che comunque ci prospettava un reinserimento, una ricollocazione dei dipendenti e anche dell'indotto, che non può essere a carico solo del gruppo che ha presentato un nuovo progetto. Beh, le istituzioni devono fare la loro parte.
Regione Puglia, per esempio, non è stata al nostro fianco al MIMIT.
Ha ritenuto di non sottoscrivere il protocollo, per carità, è una scelta che rispettiamo, ma non condividiamo, perché oggi la Regione Puglia si deve far carico.
Dicendo di presentare un addendum, noi aspettiamo ancora questo addendum che ci dica in cosa consiste e che cosa si deve fare per avere un territorio compatto, perché nel momento in cui noi ci presentiamo di fronte a un Governo con le istituzioni locali o regionali, da una parte e dall'altra, non siamo una squadra vincente.
Negli ultimi incontri fatti in Prefettura era all'epoca il prefetto carnevale no, ma anche il planetaria ci ha chiesto di fare incontri per arrivare compatti su un documento, su un qualcosa che possa dire al Governo centrale cosa vogliamo?
Ora la Regione Puglia si va, diciamo così, partecipe di questo evento e noi siamo convinti che la Regione Puglia debba anche darci forza e risposte immediate, risposte immediate oggi quali sono? Sono evidentemente nella formazione su cui la Regione Puglia deve sostenere per quel tipo di attività e ringrazio l'ingegner Civitillo anche per quello che ci ha detto e rispetto anche al progetto, io dico imponente che ci sta portando sul territorio lasciando spazio anche a imprese locali e questo caro ingegnere le fa onore.
Ora, però noi abbiamo degli strumenti, abbiamo delle casse in deroga che possono essere utilizzati perché la NASpI, così com'è dei due anni non serve, perché all'epoca avevamo addirittura la mobilità lunga che ci portava fino a sette anni il lavoratore per tutelarlo, poi lo abbiamo ridotto a due da due. La Regione ci deve dire cosa ci mette anche di suo per poter portare una NASpI chiamiamolo così, con una deroga almeno quattro o cinque anni per mettere a quei lavoratori che hanno già quell'età anagrafica e probabilmente hanno anche delle difficoltà a trasformarsi, perché anche su questo.
Lo devo dire in maniera molto franca.
Noi abbiamo avuto sul territorio in molte occasioni, non degli imprenditori, l'ho detto anche ieri nell'incontro che abbiamo fatto, abbiamo avuto dei prenditori, perché qui l'imprenditoria è una parola molto grossa, abbiamo vissuto di subappalto e questo non ci ha permesso di crescere. Quindi ora anche quelle società, quelle ditte appaltatrici che sono, devono capire che si devono trasformare. Il mondo è cambiato, è cambiato per tutti. Quindi se io faccio un tipo di attività e oggi il mercato chiede altro, dobbiamo innovare, quindi anche loro devono farsi carico di intervenire anche con i propri dipendenti. Anche qua non lo dovrei dire perché rappresento il laboratorio.
Ma se oggi ENI, la possibilità ad alcune ditte appaltatrici di dire quello che non sto facendo a Brindisi e lo sto facendo a Marghera, a Livorno, a Ravenna, con le attività che hanno ceduto. Beh, benedetto Dio, chi ha la possibilità di spostarsi per qualche anno lo deve fare. Non possiamo dire: io devo rimanere a Brindisi per sei mesi, quando l'attività al momento è sospesa, quindi anche qua tutti lo dico io per primo, anzi lo dico a me stesso, dobbiamo cercare di convincere anche alcuni laboratori che hanno la possibilità, perché chi ha delle difficoltà di famiglia ovviamente non si può pretendere di spostare, ma se ci sono giovani che lo possono fare, devono fare anche esperienza altrove, per poi ritornare su Brindisi e nel momento in cui avremo le attività a regime. Quindi io non voglio farla lunga.
Penso che la Regione Puglia lo ripeto,
Debba farsi carico di quanto anche altri colleghi hanno sostenuto sulla formazione e su quant'altro e che dia immediata risposta, perché voglio aggiungere, come si chiede una legge speciale, un decreto speciale per Taranto per la vicenda Ilva. Voglio ricordare che Brindisi è un territorio che fra Enel e il petrolchimico sta decarbonizzato e anche qui si deve aprire il fronte affinché al Governo centrale si chieda di aprire un pacchetto anche economico, che possa garantire quanto già ho evidenziato. Grazie.
Grazie credo che ci sia un ultimo in cui vi sono altre due.
Non so chi prego.
Salve e buongiorno a tutti. Sono Maria Carmela Capodieci e sono la Vicepresidente e ce ne a Brindisi, Taranto e oggi sono qui perché mi ha delegato e il presidente Franco Gentile, in quanto occupato in separata sede, incubato in segreteria in separata sede.
Ringrazio la consigliera lettori e tutti i presenti. Ho ascoltato tutti gli interventi e devo dire abbastanza esaustivi per quanto io fossi preparata dal mio presidente, però ci sono dei punti che mi mancano. Per quanto riguarda intanto il cronoprogramma.
Anche è stato così il dettato dal dal dottor Civitillo per quanto riguarda le opere di urbanizzazione primaria, ha parlato di presenza di imprese del territorio. Io adesso non ho contezza delle imprese artigiane in questo caso che abbiano aderito a questa programmazione lavorativa e in più mi viene da porre una domanda. Per quanto riguarda invece la formazione che è diciamo, l'elemento utile e che va a braccetto e un po' no con la realizzazione delle opere.
Questa formazione abbiamo parlato di formazione dei primi 80 fatta all'interno dell'Eni. Dopo questa preparazione di queste figure, di questi 80 figure sicuramente preparate e saranno all'altezza più magari dai nostri i dipendenti all'interno delle delle nostre aziende.
Qual è la figura o quali sono le figure da formare come risorse all'interno delle nostre aziende? Questo perché noi dobbiamo comunque essere preparati un domani, anche se si parla del 2028, ad avere personale formato e qualificato all'interno delle nostre aziende, in maniera tale che possa poi essere competitivo e quindi lavorare e non creare così ulteriormente per non creare così ulteriormente.
Diciamo mancanze dal punto di vista lavorativo, quindi io la domanda la mia domanda è quali sono le altre figure formative per il futuro?
Un attimo, ecco, ce l'abbiamo fatta. Allora concludiamo con l'ultimo intervento sindacale e poi procediamo alla raccolta delle risposte a queste sollecitazioni, grazie, grazie. Grazie alla Presidente della Commissione angolano grazie alla consigliera elettori. Saluto anche il Consigliere Gioia.
Sono Aldo Allegretti, presidente di Confapi Brindisi. Ho ascoltato con molto interesse tutti gli interventi della della parte datoriale dalla parte sindacale. Credo che noi rappresentiamo aziende che sono state nel nei contratti di programma con ENI nel tempo. Questo naturalmente non è una garanzia di essere nuovamente, diciamo, del.
Facenti parte del nuovo progetto, ma sicuramente è un plus che le nostre aziende hanno e che possono sfruttare, naturalmente e l'idea è sempre quella che bisogna fare il più possibile per riuscire a essere sempre al passo dei tempi e delle nuove sfide.
La trasformazione energetica e impattante su tutti, sia sulle aziende che sui lavoratori, quindi uno sforzo comune che bisogna fare per arrivare all'obiettivo.
Naturalmente il nodo più importante qui alla formazione e alla fine l'abbiamo l'abbiamo capito un po' tutti come Confapi, come sistema Confapi, noi mettiamo a disposizione i nostri fondi interprofessionali i nostri enti bilaterali, i nostri enti di informazione su Brindisi, quindi, qualora ci sia la disponibilità anche dell'ENI, oltre che diciamo dalla parte scolastica degli ITS, anche dalla parte delle aziende, noi vogliamo essere possiamo essere l'anello di congiunzione di quella che questa nuova formazione.
Sappiamo tutti che i fondi regionali hanno delle lungaggini, soprattutto in fase di.
Di rendicontazione molto lunghi, quindi sicuramente bisogna creare uno strumento diverso da quello a cui noi siamo abituati, quindi uno strumento snello delle risorse che siano dedicate, che siano vincolate e noi come territorio ci siamo grazie.
Grazie a lei. Allora, direi adesso di raccogliere un po' delle risposte da parte di Eni e vieni e poi farei chiudere l'assessore Di Sciascio.
Sì, Presidente, grazie, darò a Claudia prati la la parola per dare qualche risposta.
Che approfondisca ulteriormente nel merito quanto abbiamo già detto con riferimento tanto ai temi della formazione, tanto alle aziende dell'indotto, tanto ai tempi di realizzazione del progetto. Peraltro, diciamo, devo dire che Vittorio, nella sua introduzione è stato molto esaustivo. Relativamente alle cifre, è giusto ricordare gli 80 che vengono avviati subito. Bisogna anche ricordare ai 1.000 che devono entrare entro il 2029. È un impegno abbastanza importante, diciamo, piuttosto formalmente acquisito anche al tavolo di ieri, con nel confronto con le organizzazioni sindacali, devo dire anche a nome di ENI, questo naturalmente che.
Vanno ringraziate da parte nostra tutte le organizzazioni sindacali che sono intervenute oggi, che hanno partecipato al confronto di ieri, perché, al di là della dialettica fisiologica che per quanto mi riguarda, è anche il sale della democrazia, visto che fortunatamente, visti i tempi che corrono, viviamo ancora in un Paese in cui si può si può esprimere la propria opinione, però, al di là di questo, penso invece che il confronto di oggi ancora che segue la riunione di ieri dimostri come quando poi si entra nel confronto di merito, è chiaro che poi si tende a lavorare su obiettivi che possono diventare convergenti, se non comuni. La necessità di costruire una manifattura competitiva di fare una reindustrializzazione che guardi alla transizione, il coinvolgimento del personale e delle aziende dell'indotto, la valorizzazione delle nuove risorse umane, il miglioramento della relazione con il sistema accademico di formazione e di ricerca. Il coinvolgimento degli enti sono titoli nei quali, mi pare, in questa discussione ci siamo riconosciuti tutti. Questo è, secondo me un elemento che parla della volontà di tutti di lavorare a questi obiettivi e quindi da parte nostra, come azienda, ringraziamo soggetti che rappresentano. Poi non dimentichiamo comunque la comunità brindisina che ci ospita da tanti anni e noi siamo ben consapevoli di essere, diciamo, su quel territorio.
Persone a un'azienda che ha una presenza storica, ma che deve rinnovare il patto di fiducia con la comunità. Ed è quello diciamo che vogliamo che vogliamo fare ti ti lascio la parola. Claudia solo un'ultima notazione, quando facciamo riferimento proprio in questo percorso di adattamento del progetto, ha una dinamica di transizione, che è anche transizione energetica, transizione ecologica, ma che è anche, diciamo, la costituzione di una nuova manifattura che è sfidante. No, dal punto di vista della dell'implementazione, è chiaro che quando noi parliamo di pazienza, parliamo della necessità di coniugare questa capacità di adattamento, diciamo progressivo, ha la necessità di cogliere nei tempi che ci siamo dati, che sono molto sfidanti, come diceva Civitillo, di arrivare alla conclusione, quindi è una pazienza attiva, diciamo non è quella biblica di Giobbe che prendeva, diciamo schiaffi a destra e a manca. È una, diciamo, come diceva un allenatore di calcio che a me piaceva molto Benitez in una stagione calcistica che è un percorso piccolo. Per ottenere un grande risultato bisogna andare. Si impresa, però si in pausa. Ecco, questa è la pazienza a cui facciamo riferimento. Prego, Claudia.
Allora proverò a dare un po' di risposte. Allora partiamo dalla da un chiarimento. Ne abbiamo parlato fin dai primi 80 addetti, ma perché sono incombenti? No, sono i primi che arrivano, ma sono 80 addetti di personale diretto. Non abbiamo parlato del i servizi, anzi ne ha accennato un po' Vittorio, ma questa fabbrica non è che funzionerà solo coi suoi dipendenti diretti. Ci saranno tutta una serie di attività tra cui penso anche alla logistica, alla movimentazione che stiamo definendo. Quindi su questo io chiederei la pazienza che diceva un attimo Francesco, perché ci stiamo lavorando, ci stiamo arrivando. Quindi quello secondo me, su cui noi dobbiamo lavorare insieme ed è importante e gestire la fase di transizione, perché io non ho dubbi. Noi non abbiamo dubbi che anche sui 1.000 e i 1.000 son tutti diretti, su quei 1.000 diretti ci saranno n volte, non so quanto di indiretti che stiamo definendo è un argomento tutto molto nuovo. No, anche noi stiamo facendo un progetto così grande e impattante che ci stiamo definendo pian piano tutte le varie cose, tanto che io ho ringraziato ieri lo possono confermare i presenti alla riunione come prima cosa ho ringraziato l'organizzazione sindacali perché hanno avuto la pazienza di aspettare.
Che noi avessimo definito quello che gli volevamo dire.
Perché è importante, cioè è inutile che noi cominciamo a fare, a condividere le cose che sono ancora poco concrete. Ebbene, che arriviamo quando già i paletti li abbiamo messi, quindi ci sono ancora tanti paletti da sistemare. Ne abbiamo parlato anche ieri, lo diceva Marcello, che sta ancora.
Stiamo morendo di caldo come me, perché debbo dire sofferta quest'audizione dal punto di vista climatico, transizione ci sta facendo morire, però. Quindi dobbiamo costruire bene insieme la crisi. Io vi chiedo scusa per la temperatura che tutti stiamo avvertendo, però mi hanno detto all'inizio che forse avevamo un problema che in genere non abbiamo, stava avrebbero ripristinato, ma mi sa che chiudiamo prima noi.
Soffriamo, soffriamo. No, però tornando a noi è importante gestire insieme, collaborare insieme per gestire la fase della transizione, perché attendere ci sarà posto per tutti e sistemeremo tutti. Avremo formato tutti ora oggi che cosa stiamo facendo noi ancora all'interno dello stabilimento. È vero che c'è qualche specialità che sta vedendo meno attività, penso ai manutentori di macchine rotanti, ma ce ne sono tanti, ce ne sono rimasti due in funzione, quindi logicamente di rilevano inseriamo tutte le settimane fra le più belle macchine che già abbiamo, ma comunque il numero rispetto alle macchine che erano in esercizio fino a qualche mese fa si è ridotto, quindi lì c'è una fisiologica criticità, perché manca la specialità, ma su tantissime altre specialità. Le ditte stanno lavorando come dei pazzi, chiedete in giro, cioè non parliamo solo l'unico che magari ha visto calare il suo lavoro, perché tanti altri stanno lavorando moltissimo. Questo perché noi abbiamo ancora davanti diversi mesi di attività per la messa in conservazione non solo degli impianti. Noi stiamo mettendo in conservazione, tutto linee, serbatoi. Qui stiamo pulendo tutto, quindi.
Dal punto di vista dei contratti stiamo rinnovando e portando al rinnovo siamo a volte un po' lenti e questo Thomas non me ne vorrà, però arriviamo sempre così sui rinnovi contrattuali, ma non perché non li vogliamo rinnovare, perché è fisiologico. Siamo fatti così, ma stiamo rinnovando tutti i contratti. Abbiamo parlato dei meccanici, stanno tutti il rinnovo, non abbiamo sospeso nessuno di questi contratti. Quello che però vi chiedo è di passare anche il messaggio alle persone de dicevamo rimboccarci le maniche. Noi abbiamo come Eni e ribadisco come ENI, poi lombardo nelle tasche degli altri tantissimi cantieri. Se oggi e per sei mesi io so che non c'è il lavoro su Brindisi per quella specialità, perché non c'è perché sto facendo altro e sto costruendo qualcosa che poi li ridarà al lavoro. Quelle persone se gli troviamo un posto da un'altra parte per sei mesi, se non hanno criticità incombenti, familiari. Ebbene, che passi il messaggio che un'opportunità anche andare a vedere qualcosa fuori e può tornare, che non vuol dire non tornare. Quindi su questo secondo me dobbiamo lavorare insieme poi e so che non è facile che ho una mentalità, io se penso al mio mio papà ha lavorato nello stesso posto per 40 anni, però è anche vero che il mondo è cambiato. Io già dico a mio figlio non ci pensa neanche che fare lavorerai sempre lo stesso posto. Comincio ambientali Zardi, che girerà un po' come una trottola, ma questo è un transitorio. Dobbiamo essere bravi insieme a collaborare, a gestire questi transitori in maniera tale che non manchi mai il lavoro per nessuno, perché il lavoro c'è, non è tutto al momento. Oggi su Brindisi ci torna, però aiutateci anche in questa gestione. Non possiamo sempre sentire solo. No, io voglio stare qua e qua oggi quella cosa non ce l'ho, ci farà, la stiamo costruendo, la costruiamo insieme, cerchiamo di lavorarci insieme su questa cosa e penso che c'è comunione di intenti sul traguardo. Il percorso, però non è facile costruiamolo insieme. Noi siamo attenti e recettivi, anche per tutte quelle che sono le possibili soluzioni.
Però proviamo a non dire sempre no.
Eh, perfetto. Un'altra cosa. Volevo rispondere a alla dottoressa. Le figure sono state definite. In realtà ne abbiamo parlato un po' ieri nel nostro incontro, poi qui non le abbiamo accennate, fondamentalmente ci serviranno dei manutentori meccanici, anche con un occhio la meccatronica, perché comunque c'è tanta robotica nelle linee produttive, che è un po' diverso dai meccanici che abbiamo, insomma un po' in stabilimento che fanno di un altro. Ti si passa dal macro al micro, è tutto o e questo è molto importante anche per i nostri ragazzi. Non riapre formazione che abbiamo immaginato, punta proprio a porre l'attenzione sul cambio di scala. No, noi lavoravamo con migliaia di tonnellate giri di valvola per regolare e qui si parla di micron microgrammi, tutto molto, molto piccolo.
E e quindi bisogna formare le persone. Anche su questo senso. Poi c'è tutto un tema della logistica, la logistica, non solo dei problemi materie prime, ora non solo di quello che arriverà come componentistica per la gigafactory o inizialmente le celle verranno da Teverola, ma immaginate quando ci sarà l'impianto dell'FP delle materie prime dell'FP. Poi Vittorio mi corregga se sbaglio, 1.000 e sono polveri e un altro tipo di logistica. Noi stabilimento scaricavamo navi, navi di liquido. Davide gas no, arrivo a dovremo gestire polveri in arrivo e anche lì c'è tutto un tema da costruire è un pochino presto ci arriveremo, ma anche lì c'è un mondo. I BES sono degli.
Delle apparecchiature, che sono regole la cui il cui trasporto a una regolamentazione particolare, tutto trasportino ADR, anche lì c'è una logistica da costruire, quindi sulla logistica bisogna.
AS studiare, perché sono delle logistiche diversa rispetto a quella a cui eravamo abituati anche la manutenzione elettrico strumentale non è lo strumento, non è lo strumento identico a quello che avevamo oggi, quindi anche lì bisogna andare a specializzarsi, così come la programmazione dei PLC, sistemi informatici che servono a gestire queste apparecchiature robotiche che ci fanno le linee produttive. Queste sono le macroaree che noi abbiamo identificato come proprio non esserci per questa tipologia di attività e che dobbiamo sicuramente costruire.
Bassa, direi che vi ho detto tutto,
Mi raccomando questa cosa della gestire insieme. La fase di transizione è importante, perché è inutile che facciamo muro contro muro che dobbiamo aiutare.
E pian piano piano ci stiamo arrivando.
Sulla questione.
Così.
Attuare una politica.
E poi ritornare due questioni, appunto bisogno, i vostri bacino delle competenze, perché dobbiamo dare una storia e questi lavoratori che si spostano per poi ritornare per avere il diritto di di rientrare in quel in quel sistema che ha detto, ma anche la questione di non ridurre alla fame quando vanno in trasferta, perché il problema è anche questo, cioè ci vuole anche.
E bisogna anche sostenerle questi lavoratori, perché sicuramente andare in trasferta non è come stare a casa e perciò anche dal punto di vista economico salvaguardarli, anche perché non parliamo di chissà che cosa, appunto governare i processi va in questa direzione. Cioè noi quello vogliamo vogliamo fare, vi possiamo aiutare assolutamente sì, ma vi possiamo aiutare a certe condizioni proprio in questo in questo modo. Ecco perché la costruzione di un sistema che dia garanzie occupazionali ideali e non così campata in aria, grazie, grazie, grazie. Allora mi pare di capire che il leitmotiv di questa seduta sia stata tolleranza, pazienza. Ho sentito questo termine non solo Carrà la calura, ma anche per i tempi. Allora lascio immediatamente la parola all'Assessore. Eugenio Di Sciascio, prego.
Grazie, grazie, Presidente. Sono da un lato veramente contento che ci sia stato questo confronto e quindi ringrazio chi l'ha organizzato e anche tutti i partecipanti al confronto odierno, in primis, diciamo lì gli ospiti di Versalis.
Ovviamente tutti gli altri.
Credo che sia un momento importante di confronto, un momento anche di chiarificazione di alcuni temi. Ovviamente consentitemi il diavolo, come sempre nei dettagli e quindi diciamo ci sono tanti dettagli da smarcare.
Passo prima al tema.
Che stiamo che sta facendo la Regione Regione, diciamo, sta facendo, ha già fatto a suo tempo dall'inizio del processo che non riguardava Versalis, alcune attività. L'ARPAL ha completato il processo di.
Ah analisi delle competenze del dei primi espulsi dalla dalla prima.
Reindustrializzazione ed è un processo che abbiamo utilizzato anche come sperimentazione di un di un percorso. Contiamo quindi di farlo, diciamo stabilmente con le regole che diciamo abbiamo anche imparato nel corso di questa prima di questa prima attività abbiamo fatto completato i bacini, le competenze delle ex Revisud DCM e il percorso si è rivelato, diciamo positivo, anche in termini di capacità di intro di trovare anche già da alcuni un'occupazione. Ovviamente si tratta di numeretti rispetto a quello a cui andiamo incontro, ma il processo avrà intanto questo completamento man mano che avremo le informazioni relative al complessivo Baccino di interesse in modo tale da proseguire oltre.
Sulla sul tema.
Della formazione e più in generale diciamo che è stato anche anticipato. Noi ritornerò sul fatto che noi non siamo firmatari del protocollo e non siamo firmatari del protocollo, ma ovviamente il nostro primo obiettivo è quello che che questa iniziativa sia un successo. Vorrei che si è prossimo a tutti. Chiaro? Tu noi vogliamo che sia un successo questa iniziativa e collaboreremo.
Perché questa iniziativa sia un successo, tant'è vero che ci siamo incontrati con Versalis il 10 settembre, giusto proprio per individuare, cominciare a individuare, perché neanche quelle banale, un percorso di.
Cre, diciamo di individuazione delle competenze necessarie e di supporto, in particolare per le attività non immediatamente, diciamo interessate dalle dal personale interno dell'ENI, ma soprattutto per quelli che sono le il personale dell'indotto abbiamo costituito un gruppo di lavoro e il diritto l'abbiamo fatta il 10 settembre. Oggi è il era già un passaggio che, considerati i tempi normali, è un passaggio importante. Cosa intendiamo fare per la formazione? In particolare intendiamo costruire dei percorsi.
Bypassare il meccanismo attuale della delle cose, del repertorio che c'è attualmente, che è lentissime, non adeguato e quindi costui abbiamo già costruito il percorso per farlo lo faremo, posso comunicarvelo perché io sono in contatto con il Prefetto Aprea e gli ho chiesto di Costru di convocare un tavolo in Brindisi, nel quale possiamo definire le professionalità necessarie.
Per l'attività di formazione e di reskilling e penso che il tavolo verrà, diciamo gli avevo anche anticipato che ne avrei parlato quest'oggi, quindi noi avremo questo tavolo nelle nei prossimi giorni, il prima possibile, ovviamente, anche sulla base di quello che ci eravamo detti il 10 settembre, uno degli interlocutori privilegiati non possa essere una singola, per quanto grande azienda, ci aspettiamo che le associazioni datoriali e le parti sociali ci dicano quali sono i profili e possibilmente anche con un certo dettaglio, perché se uno mi dice.
Il l'esperto di meccatronica puoi dire tutto e dire niente e noi li dobbiamo inserire le persone e li dobbiamo fare un'attività di formazione che abbia senso, ed è questo un obiettivo, peraltro.
Posso anticipare, non riguarda soltanto Brindisi, riguarda in generale i prossimi a Vichy, che riguardano la formazione, non saranno più uno per tutta la regione.
Perché i profili sono diversi.
Quello di Brindisi, il bacino di Brindisi è diverso dal bacino di TAR, com'è diverso da quello di Foggia che se noi facciamo un unico corso, un unico in set di costi che deve andare bene dal Gargano a Santa Maria di Leuca, in genere avremo delle difficoltà quell'obiettivo e farlo in questo modo.
Dopodiché, ci sono degli altri elementi a cui.
Vorrei, diciamo, dare un tentativo di risposta, faremo questa attività, la Regione non fa i miracoli.
C'è anche un tema, cioè quando diciamo che dobbiamo fare ieri mestiere non faccio l'Assessore, diciamo faccio un professore.
Non è che potete pensare.
Che prendiamo un operaio dell'Enel, come ho sentito dire in alcuni momenti e lo facciamo diventare un data scientist.
Non possiamo pensare di prendere, per quanto puoi fare la formazione la più bella del mondo, diciamo per fare un Data Science ci vogliono otto anni quando ti si è laureato a 19, cioè quando dice che quando tu chi sei diplomato al 19 dobbiamo essere realisti. Ecco perché c'è un tema di formazione che deve andare comunque mi deve consentire di fare l'upskilling, ma neanche ci dobbiamo fare le fantasie sulle persone, perché se non è che possiamo prendere le persone di età, la formazione come Mago Merlino prende A1, anzi, no, qual qual era quella di.
Che ne rendono anche di trasformava, ma anche quella a mezzanotte finiva, diciamo, ritornava la zucca. Il tema è che dobbiamo fare una formazione realistica.
Nel passaggio e quindi dobbiamo anche capire bene prima.
Ecco perché il primo passaggio è quello attraverso ARPAL del bilancio delle competenze, perché se io non so da dove parto, mi dovete spiegare, come devo dire, ha invece arriveremo a questo punto. Non è vero.
Altrimenti continuiamo a dire una serie di cose come se noi fossimo capaci di prendere qualsiasi cosa e trasformarla in qualsiasi altra cosa. Quello era forse un altro era chiarire quello che è il re Mida che trasformava. Noi non siamo regni, siamo delle persone che cerca di essere seri e di conseguenza questo lo possiamo fare e cercheremo di farlo.
Al meglio e anche con tempi ragionevoli, però per avere dei tempi ragionevoli.
Ecco perché è importante il tavolo a Brindisi dobbiamo avere delle specifiche vere, realistiche delle persone che vogliamo formare, perché altrimenti faremo l'ennesimo cosche non sarà di parrucchiere, ma sarà di un'altra cosa, ma comunque il risultato non l'ho terreno.
Dopodiché, vengo a, diciamo delle considerazioni un po' più ampie, se mi consentite, cercherò comunque di essere breve, perché tutti quanti abbiamo abbiamo tempo, ne abbiamo poco tempo il primo e noi l'acqua non l'abbiamo firmato il protocollo.
Questo, appunto, però, come vi dicevo, non vuol dire che non collaboriamo e non siamo a favore di una successo completo di questa iniziativa. L'ha detto il Presidente, l'ho detto io siamo venuti alla posa della prima pietra, quindi è chiaro che lo vogliano. Sappiamo anche che ci sono delle transizioni, vogliamo essere protagonisti di queste transizioni.
Posso anche dire che l'advisor abbiamo insistito noi per averlo in un momento di sì, perché noi riteniamo anche che sia importante che ci sia un investimento nuovo, ma che ci siano ancora opportunità per un percorso. Siccome è la seconda volta che lei mi dice la tavola, abbiamo detto al tavolo della io.
L'addendum la proposta di addendum mia è quella diversa di Versalis. Ce li ho qua. Ciò anche le differenze a suo tempo ci fu chiesto di discuterne in maniera riservata. Io così mi sono comportato severe, è cambiato qualcosa e io lo posso volantinare. La mia proposta è la proposta di Versalis, perché qui non è che stiamo nascondendo alcune cose. Se c'è un tema di riservatezza per arrivare a una, però questo me lo dovete dire voi.
Dottor, ma io sono abituato così c'eravamo rimasti, però siccome sono due volte che mi venga, eravamo al tavolo a Roma, è già stato detto, tenete nascosto ivi posso dire anche le differenze.
C'è ancora una riservatezza o c'è un.
E allora?
No, ma guardate, io ripeto, c'è una richiesta di riservatezza che non sarà condiviso. Il MIMIT, peraltro e con Versalis qui non è che noi manteniamo i segreti, perché sono se ci sono delle posizioni diverse. Vi posso garantire che le nostre posizioni non sono precostituite. Abbiamo un'idea ancora diversa su alcuni temi, alcuni dei quali noi crediamo che siano di garanzia, non sui lavoratori Dieni sui quali ci possiamo mettere, ma sulla filiera e sul percorso del comparto industriale della città di Brindisi, sulla quale noi crediamo di dover avere delle garanzie maggiori.
Questo è in sintesi il fatto. Spero che arriveremo a un accordo, credo che lo voglia anche pensare, ma non lo facciamo certamente per partito preso.
O per nascondere, riteniamo che ci siano degli elementi sui quali dobbiamo ancora lavorare.
Chiaro lo dico per chiarezza, perché è la seconda volta. Sembra che noi non vogliamo o no, non lo faccio, perché altrimenti.
No, gliel'ho detto anche l'altra volta io due cose, Lobuono, una e la memoria e l'altra non me la ricordo, come diceva la barzelletta, questa.
Dai job spese.
So.
Perché sennò sembra che abbiamo una.
No, allora un attimo, un attimo, non voglio interrompere, ci accavalliamo e non riusciamo a interrompere nessuno. Semplicemente la posizione dell'azienda è molto semplice, così come con la Regione Siciliana, così con la quale abbiamo definito un testo che addendum, che poi abbiamo sottoposto al Governo, cioè al Ministero e ai firmatari del protocollo. Noi operiamo nello stesso modo con la Regione Siciliana, con la Regione Puglia, definiamo, diciamo delle modalità di convergenza che possono essere, diciamo di ottimizzazione del protocollo firmato al MIMIT con gli enti istituzionali che rappresentano il territorio e poi li portiamo alla discussione. Siamo ancora in una fase di confronto vedremo, ma quello che conta è che né noi né mi pare di poter dire la Regione. Siccome non abbiamo concluso una fase di confronto su un potenziale addendum, ci siamo fermati, siamo andati avanti, tant'è vero che il 10 ci siamo incontrati e siamo entrati nel merito di questioni che stanno ovviamente dentro l'implementazione degli obiettivi del e del progetto industriale, mi pare di tutta evidenza. Scusa, se non per un, però ebbe. Ebbene, che se li dobbiamo dire chiaro le cose le dice anche quando abbiamo dire non lo possiamo dire, lo diciamo chiaramente, perché è una dinamica, ma è quello che si è corretta e di di garanzia per tutti. Qui non ripeto, siamo tutti quanti orientati sulla stessa idea e poi c'è un altro tema:
Noi continueremo a monitorare questa situazione. È un diritto e un dovere della Regione, l'Amministrazione regionale di capire lo sviluppo. Io ho ri ringrazio, ingegner Civitillo per anche per il suo per il suo intervento e per essere qui, però, visto che è stata fatta una, diciamo, una metafora calcistica,
Quando il Bari gioca, non gliene frega di se esce adesso che stiamo in serie C, se è sulla Gazzetta del Mezzogiorno già è assai.
E se levi gioca al nella Juventus e sul Corriere della Sera e quindi è normale che ci sia un'attenzione diversa e io le devo anche dire e io l'ho conosciuto la prima volta sul tavolo di Mimma a Monte Sant'Angelo su un tavolo di crisi. Quindi noi un'attenzione la dobbiamo avere ed è normale, non è una, anzi, vi devo ripetere e noi vogliamo il successo di queste iniziative, ma la nostra non è un'attività, non omaggiavano interpretati in Darmanin monitoraggio, è giusto che la Regione lo faccio perché questo è un territorio.
Difficile che ha la sua, ma anche delle tante capacità. Qui noi vogliamo che si sviluppi, si sviluppi al meglio e quindi chiediamo di avere garanzie. E un monitoraggio in Valle oggi ci ha rassicurato: siamo contenti, però continueremo a osservare, perché fa parte del nostro della nostra attività. È giusto che ciò avvenga. In ultimo.
Perché tutti abbiamo da fare.
Voglio dire una cosa a Regione, cioè dei mezzi limitati.
Sia chiaro. Siccome ho sentito io job là il contatore delle parole. No, ho sentito dalla Regione la Regione. Le capacità della Regione sono limitate, noi io scoprì con grande piacere che c'era un accordo di programma su Brindisi, però non ho ancora visto una lira sul l'accordo di programma di Brindisi, quindi io vi devo dire che ci sarà la massima disponibilità della Regione per.
Accompagnare questo processo, ovviamente con delle risorse limita, perché c'è un grande tema che poi le trasformazioni e questa è una trasformazione.
Hanno bisogno di risorse se le risorse sono esclusivamente quelle della Regione.
Non vi potete aspettare che ci sia un enorme passaggio a costo zero, perché notoriamente per fare queste grandi trasformazioni ci vogliono delle grandi risorse, quindi la la l'augurio che io faccio e ma l'aspettativa, ma spero anche che tutti, indipendentemente da qualsiasi spingano perché ci siano risorse aggiunti sia per questa parte, perché poi io diciamo non mi scordo che c'abbiamo anche l'altro tavolo quello su quello diciamo sulla riconversione Enel e fanno parte tutti quanti comunque della stessa partita di riconversione che è necessario, perché noi questo passaggio lo dobbiamo fare, ma per farlo abbiamo bisogno di risorse e queste risorse diciamo noi le metteremo per quelle che sono le nostre capacità in particolare in questo ambito, ma per il futuro ci auguriamo che, come dicono gli americani, è un'espressione che molto semplice. Tutti Armani guardi, ormai autista, cioè mette i soldi dove di vengono le tue parole. Allora se noi diciamo che facciamo l'accordo di programma è la ma metterla soldi, diciamo sennò la cosa di risulta un po' difficile, scusate se sono passato al francese di colpo Djavan francesismo, grazie. Grazie, Presidente. Grazie a tutti.
Grazie, grazie a tutti i presenti, come avete sentito, insomma, la Regione si mette a disposizione in maniera costante e continueremo, come è stato detto, a monitorare questo percorso, questa fase delicata sia per ottenere garanzie affinché lo sviluppo della realtà industriale di Brindisi possa rispondere alle legittime aspettative di un di un territorio, sia per garantire appunto un futuro che sia al passo coi tempi, visto che questo passaggio, questa transizione evidentemente per quello che ci siamo detti assolutamente imprescindibile. In chiusura, naturalmente rimarco la disponibilità della sesta Commissione del Consiglio regionale della Puglia per quello che potrebbe essere o che potrà essere in futuro il nostro contributo, un grazie a tutti voi.
