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CONTATTACI
Caro.
Iniziamo la.
Commissione sanità dopo il periodo estivo.
Intanto vi chiedo scusa, cioè nel senso chiedo scusa ai quali associazioni pazienti, perché noto che questo argomento non è molto di interesse che non coinvolge tutte le direzioni aziendali e quindi la prossima volta riconvocherò la stessa Commissione, così vengono tutti i direttori, perché secondo me questa è mancanza di rispetto nei confronti delle associazioni dei pazienti e soprattutto di chi vive queste malattie in maniera drammatica. Ecco, il Presidente Decaro, non in una recente intervista ha detto che bisogna occuparsi delle persone, ecco la Commissione. In questo modo si occupa delle persone, soprattutto le persone più a rischio, le persone più in periferia, a quelle persone che in questo momento non hanno voce e quindi noi dobbiamo, indipendentemente dalla parte politica, dove stiamo dar voce a questi pazienti, alle loro problematiche e ai loro bisogni. E questo è il.
Il luogo giusto, dove si ascoltano queste problematiche. Quindi io chiedo scusa,
Mi vergogno da uomo, da medico e da politico, perché questo tema, secondo me, era un tema in cui ci dovremmo essere tutti i Direttori presenti tutti.
Allora io direi di procedere così.
Visto che le tematiche sono abbastanza simili, cioè il primo punto riguarda la delibera.
La delibera 1.366 del 2023, dove, comunque prevista dentro questa delibera l'attivazione del Centro animo, la consigliera ragazzi, ciò Assessore, prego, facciamo assi, diamo una sedia all'Assessore Casilli, preferisce l'asse, il secondo punto coinvolge.
Okay, il secondo punto e diciamo la richiesta del consigliere Laghezza della consigliera Laghezza e del Consigliere Gioia sull'attivazione di Nemo, io penso che secondo me sono due punti che possiamo, diciamo unificare, qual è il problema di questi pazienti, il loro chiedono chiaramente un'assistenza domiciliare,
Continua.
Professionale senza soluzioni di continuo e, soprattutto, una presa in carico globale. Ci sono delle esperienze positive, ci sono delle ASL, più diciamo alla, diciamo al in avanti nel processo di assistenza. Faccio un esempio l'ASL Bari e ringrazio il Direttore facente funzioni dell'Unità di cure palliative e il dottor lauta e la dottoressa Alessandra Ancona delle malattie rare e diciamo per la loro presenza. Ci sono delle situazioni con grande ritardo e dissi un forum disuniformità, quindi è giusto che la Regione si prenda carico di questi percorsi di assistenza per non lasciare nessuno scusate per non lasciare indietro nessuno. L'altra problematica è l'attivazione del Centro. Nemo la associazione AISLA ha fatto anche una richiesta di chiarimenti sul provi e il patto di cura. C'è qui il.
L'Assessore Cristian Casili, che ci porterà anche delle novità.
Quindi io direi di fare intervenire i consiglieri che hanno fatto le audizioni e poi di dare la parola a chi l'ha chiesta e alle altre associazioni che si sono presentati. Grazie, prego, sì, Presidente, grazie preliminarmente. Io devo qui sollevare, a nome del mio partito,
E anche della dignità dei Consigli regionali, un grave problema che sta avvenendo in questa Commissione, in buona sostanza, come Consiglieri di opposizione, lei ha appena detto che il Presidente Decaro ha detto che bisogna occuparsi delle persone, indipendentemente dalla parte politica, devo dire che mai è successo nella storia del Consiglio regionale io qua sono da qualche anno che,
Le richieste di audizioni fatte dalle opposizioni non venissero prese in considerazione l'altra volta le ho chiesto di portare in Commissione l'audizione, è un'audizione che da maggio è ferma, il nostro Gruppo ha presentato diverse richieste di audizione, che sono ferme lì e non vengono portate all'attenzione di questa Commissione.
Noi siamo stati eletti come Consiglieri di opposizione, ma abbiamo anche noi il diritto dovere di rappresentare le istanze che vengono dalla gente alle istanze che ci sono da portare avanti, quindi, Presidente.
Le chiedo che convochi un Ufficio di Presidenza della Commissione per organizzare le prossime audizioni, perché non si può decidere di portare le audizioni solo dei partiti di maggioranza o dei consiglieri di maggioranza o quelle sue, perché tutti quanti noi abbiamo un compito che ci è stato dato dagli elettori, anzi, a maggior ragione, l'opposizione che non ha gli strumenti che ha la maggioranza ha il diritto dovere di poter svolgere il proprio ruolo in maniera seria. Se questa cosa non avverrà, noi porteremo in Aula questo problema, perché non è mai successo in ventun anni di Consiglio regionale, che Leod le audizioni di che, se l'opposizione non venissero prese il Consiglio in considerazione non fossero portate alla all'attenzione. Se poi ci spiega il metodo che ha utilizzato per far sì che alcune audizioni venissero portate avanti e scavalcarono quelle presentate in precedenza, però lo potrà fare nell'Ufficio di Presidenza della Commissione. Questo volevo dirle, perché ognuno di noi ha il diritto e il ruolo di svolgere il proprio compito qui, in Consiglio regionale, tutti quanti siamo stati eletti, tutti quanti abbiamo delle istanze e vogliamo svolgere il nostro ruolo con competenza e senza essere prevaricati. Questo glielo chiedo, glielo dico a nome del mio gruppo, quindi noi abbiamo anche nell'Ufficio di Presidenza, la nostra componente che la Tonia Spina e quindi è importante che diciamo riteniamo che debba essere fatto un RUE uno svolgersi un ruolo in questo modo. Qui.
Consigliere, le manderò anche il numero delle audizioni fatte per l'opposizione e quelle per la maggioranza, il numero è così praticamente avrà chiaro, diciamo che non è proprio così, come dice poi è chiaro che ci sono delle audizioni in cui vengono accorpate che vi sono prioritarie secondo me non sono assolutamente quelle della maggioranza poi le farò il numero esatto esatto lo spieghi allora conviene alla consigliera Spina in Ufficio Presidenza della consigliera Spina, va bene, ora possiamo andare avanti,
Prego, consigliere Laghezza, si grazie, Presidente buongiorno a tutti grazie per l'introduzione che ha fatto rispetto ai temi di questa Commissione che condivido con lei. Sono molto importanti. In particolare, la richiesta di audizione da me presentata vuole comprendere quello che è il cronoprogramma per l'attivazione del Centro. Nemo che era stato previsto dalla delibera da lei citata presso il Policlinico di Bari, perché i centri clinici, cinema in tutta Italia rappresentano un modello di riferimento importante per la diagnosi, per la cura e per la Cisa. L'ha presa in carico delle persone affette da malattie neuromuscolari attraverso un approccio multidisciplinare che è rivolto sia ai pazienti pediatrici, ma anche a quelli adulti. Quindi si potrebbe offrire sul nostro territorio, i cui pazienti, invece al momento, in attesa di avere certezze sul cronoprogramma, sono costretti a rivolgersi a spostarsi fuori regione. Una risposta in termini di supporto clinico, assistenziale, psicologico sia ai pazienti e sia alle famiglie, ma anche per l'attività di ricerca clinica di consulenza genetica, formazione, raccordo con i medici di igiene di Medicina Generale. Quello che a me risulta che certamente è noto anche a questo ufficio e che sono migliaia le persone che sono affette da questi disturbi complessi, quindi.
E ho chiesto questa audizione proprio per comprendere il cronoprogramma per capire ecco quando e come si sta procedendo per dare una risposta a questi bisogni che sono avvertiti nella nostra regione o diciamo in alternativa, se ci sono misure urgenti che si possono adottare e quindi comprendere quali saranno gli sviluppi. Oltre questo chiaramente il tema si allarga sempre grazie alla stessa delibera di Giunta anche all'assistenza di cui lei parlava prima.
Quindi all'assistenza domiciliare, al tema delle cure palliative.
E quindi, ecco, è importante questa occasione di approfondimento in Commissione, grazie.
Grazie consigliera. Il prego consigliere quotidiano che parlo a nome del consigliere Tommaso Giulio. Grazie Presidente, saluto i colleghi, ringrazio gli auditi per la presenza, desidero andare direttamente al punto della richiesta del collega, Commissario, Tommaso gioia che sostituisco oggi in sua assenza, porto all'attenzione di questa Commissione, un grido d'allarme di speranza che non possiamo più ignorare. Mi riferisco alla lettera aperta indirizzata nei giorni scorsi dal Movimento associativo dei pazienti neuromuscolari, tra cui tu il DM AISLA e Famiglie SMA, una voce accorata che rappresenta oltre 2.500 famiglie pugliesi nel loro appello. Le associazioni hanno ripercorso una storia di promesse attese che dura ormai dal 2014, esprimendo una profonda angoscia di chi vede la consegna dei lavori del padiglione Chini al Policlinico di Bari proiettata al 2029 o persino oltre, e quindi chiediamo non ce l'ho con totale franchezza, chi convive con la SLA con l'asma o con una distrofia muscolare può attendere davvero cinque anni per la fine di un cantiere edilizio ed è per questo che troppi cittadini sono ancora costretti a compiere estenuanti viaggi della speranza verso i centri Nemo di Milano, Roma, Napoli Ancona, con costi altissimi sia per le famiglie che per le casse della nostra Regione Puglia. In termini di mobilità passiva.
Se poi anche un paradosso amaro, prettamente politico e morale che questa Commissione deve conoscere il modello, Nimmo oggi eccellenze di mezza Italia, che è nato agli albori, anche grazie alla tenacia e all'intuizione di un cittadino pugliese, Valerio, Cappelli, storico, socio you UILDM, in cui il nome inciso nell'atto costitutivo della Fondazione sirena,
Oggi l'Italia intera sicura, con un modello sostenuto da un pugliese tranne i pugliesi stessi, la lettera dei pazienti ci chiede di riaprire un confronto trasparente con la Fondazione serena per applicare senza ulteriori indugi questo modello e attenzione non partiamo da zero ricorda questa Commissione che già dal 2022 un piano di fattibilità dell'ARES aveva certificato la sostenibilità economico-finanziaria del progetto al Policlinico proprio perché la Fondazione sirena si fa carico dell'operatività e delle risorse umane,
Quindi raccolgo integralmente la sollecitudine delle famiglie e vi propongo una soluzione operativa immediatamente sostenibile,
Accanto alla pretesa di non disperdere il lavoro dell'ARES e di riportare il vero modello, Nemo nell'hub del Policlinico di Bari, senza attendere i muri del 2029, dobbiamo attivare subito una reale rete regionale dell'hub e spoke, chiedo che in ciascuna ASL della nostra regione, a Brindisi, a Lecce, Taranto, Foggia e nella BAT venga istituito formalmente un punto assistenziale neuromuscolari di prossimità magari replicando il modello già attivo nell'ASL Bari basta formalizzare ambulatori dedicati all'interno dei distretti e degli ospedali di rete già operativi.
In questo modo potremmo gestire direttamente sul territorio le visite di controllo, il monitoraggio della ventilazione, la protesica e la telemedicina, dando finalmente vera attuazione a quanto deliberato nella delibera 1.366, dalla Giunta nel 2023,
Una rete così strutturata azzera i costi dei trasporti sanitari previene ricoveri impropri nelle rianimazioni, evita alle famiglie sfiancanti trasferimenti per gli, ha finalmente dignità a chi non ha tempo per aspettare le nostre lungaggini burocratiche. Vi ringrazio tutti, grazie Consigliere. C'è qualche altro consigliere che vuole intervenire, prego, prego. Grazie. Antonio Presidente, anch'io mi associo al collega che ha anticipato De Leonardis quelle che sono le criticità, perché questa è la prima Commissione che riprendiamo e tanti e tanti sono gli argomenti che dovremmo trattare e quindi mi fa piacere anche oggi parliamo dell'attivazione del Centro Nemo e, come ha detto lei, Presidente, anch'io avrei voluto la presenza dei Direttori generali per sentire perché come funziona l'assistenza nelle varie realtà del territorio della Puglia, al netto di questa attivazione e mi fa piacere che viene proprio da dalla maggioranza questa critica ha letto attentamente la nota che ha presentato il Commissario, gioia che rappresenta quella che la criticità e questa è solo una goccia di criticità in un oceano di criticità che ci sono in materia sanitaria su tutta la Puglia, perché appunto io vorrei parlare di assistenza domiciliare, vorrei parlare di dipendenze, ho visitato centri con doppia diagnosi dove non ci sono possibilità di ospitare e quindi è anche questo un tema assolutamente attuale perché le patologie neuro de neurodegenerative sono così oggi aumentate e quindi c'è bisogno di un'assistenza precisa e puntuale che ritengo che manchi e quindi sentire. I direttori generali su questo argomento per me sarebbe stato sicuramente importante, quindi spero che appunto questa Commissione che tra l'altro oggi io ho dovuto lasciare un'altra Commissione, le 2, i due orari si sovrapponevano che non accadano più, perché la materia sanitaria rappresenta un aspetto molto importante della Regione Puglia occupa, lo sappiamo quanto in bilancio e quindi noi dobbiamo lavorare perché tanti sono i temi io vorrei parlare anche dell'ospedale nuovo Monopoli-Fasano, quindi io spero anche che l'Assessore, al quale ho chiesto un intervento, una presenza con la difesa strategica mi dia delle risposte in tempi brevi perché soldi sono stati spesi, quindi la gente ha bisogno di risposte. Grazie grazie, Consigliere.
Ci sono altri, prego consigliera, spina.
Allora, grazie Presidente, l'argomento è di una importanza davvero grave.
Il problema oltre. Io devo segnalare che, oltre alla mancanza dei direttori generali, che evidentemente non hanno avuto l'input per poter partecipare a questo, a questi incontri, c'è una grande differenza di trattamento fra ASL e ASL. Noi non abbiamo bisogno di chi, diciamo, fornisce la diagnosi, noi abbiamo bisogno di chi sostiene il paziente. Oggi i pazienti ad oggi sono davvero rimasti soli pazienti che hanno bisogno di assistenza 24 ore al giorno hanno e che ricevono, diciamo, un UNI un aiuto economico da parte del dello Stato. Qual è l'India, la l'indennità di accompagnamento pari a 6 700 euro al mese, insomma, sono costretti a pagarne oltre il triplo per poter avere l'assistenza.
Ma a casa di persone che loro stesse devono assumere. Io vi porto l'esempio della mia provincia, il piacere scusate, possiamo fare silenzio, così ascoltiamo la consigliera. Grazie scusami, Consigliere. Io vi porto l'esempio della mia provincia, nella quale il la Regione che è tanto a cura la la diciamo il benessere delle persone, indipendentemente dall'appartenenza a partiti politici, oggi finanzia solo 20 caregiver rispetto a quelle che sono le necessità che il territorio nel quale io abito a necessità quindi una situazione davvero insostenibile per queste famiglie e per questi pazienti stessi. Quindi io penso che oggi.
Diciamo, oltre a tante buone parole, dobbiamo capire anche quante risorse abbiamo a disposizione per fronteggiare queste cose, perché tutti quanti noi vogliamo dare una mano per risolvere i problemi, ma al di là delle parole, servono le risorse e le persone, altrimenti non parliamo di fatti concreti, grazie grazie, grazie, c'è qualche altro consigliere che vuole intervenire perfetto, allora io darei la parola al.
A chi ha richiesto insieme la la l'audizione, cioè la consigliera nazionale dell'associazione AISLA la chiara Candela, mi sa che dovremmo ascoltare un audio ok, prego.
La la, la consigliere nazionale, una, oltre a essere Consigliere, una paziente affetta.
È da SLA e poi preferisco far sentire prima le associazioni, poi interveniamo con le Direzioni presenti, grazie.
Buongiorno, Presidente, Assessore Consiglieri, Commissari, più si chiede se ci sono interventi oggi deve essere.
Voglio vogliamo come associazione.
Ringraziare.
Cavetto per aver raccolto equo e non si ci sono la nostra sollecitazione per un percorso di lavoro volto a conoscere, valutare e migliorare l'organizzazione delle risorse di processi che la Regione Puglia, moltiplicare le malattie neuromuscolari degenerative, avendo creato presente il servizio sanitario regionale sia giustamente attenzionato con priorità massima sin dall'insediamento è fondamentale e non solo come un approccio ragionieristico,
Per intenderci, proponiamo di quella di oggi non sia una riunione che è stato un problema, ma un momento di ricognizione di tutti più che criticità e Milano, le condizioni di vita di migliaia di pugliesi, i malati, Careggi per le loro famiglie, le professionalità sociosanitarie, tecnico, diretti in Puglia, libretto carico, oggi proponiamo che inizia un percorso di lavoro concreto, oltre ogni facile promessa, e tutti gli attestati di solidarietà che ci vedrà tutti coinvolti intendete nominare chi fa cosa come quando e con quali risorse?
Questo chiediamo, e la Presidenza della Giunta e Consiglio regionale della insieme all'Ice delle ASL pugliesi psico minino vitale 30 attuazione ad un agente, il lavoro per le malattie neuromuscolari degenerative.
A cui vogliamo contribuire forti si fa per dire di una quotidianità fatta stesso di interesse, sprechi, servizi, durerà di differenze territoriali,
Medicina territoriale e dell'assistenza domiciliare, insomma, non possiamo più permettere che il codice di avviamento postale eccesso e le reti sociali sia una sentenza più inesorabile della stessa diagnosi di una malattia rara, guerriglie destra, come ella sa che non partiamo da zero, ma da un'importante per certi versi storico atto di indirizzo è la DGR 1.366 del CIPE o due da 23 che ha previsto,
Le aree d'azione del Centro regionale specialistico di secondo livello presso il Policlinico di Bari,
DGR 1.366 del 2023 dai. Se mi darete il modello dei centri nei Magmavia, è necessario verificare il cronoprogramma e guardare se congruo per la disponibilità dei finanziamenti vegliato d'attuazione con l'eventuale aggiornamento dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali specifici delle malattie neuromuscolari degenerative DGR 1.366 del 23. L'organizzazione della rete emergenza urgenza e dei diversi servizi della sanità territoriale, gestione interna o l'affidamento della di terzo livello protesica, farmacia, fragilità e cure palliative in modo omogeneo in tutta la regione Puglia.
Crediamo cioè che siano maturi i tempi e gli indirizzi contenuti in questa deliberazione siano messi a terra e possano trovare attuazione con protocolli operativi. Iris incassi ziaria di qua ed omogenei una volta per tutte, guardando ai bisogni dei pazienti e dei rischi di rincari.
All'appropriatezza delle prestazioni, anche al risparmio abusivi tris su sanitario regionale, solo con un ricorso corretto alla permanenza al domicilio dei pazienti, la unica alternativa ricoveri ospedalieri estremamente più dispendiosi, oltre che dove viene appropriati nella stragrande maggioranza dei casi.
Oltre.
Tacita.
Di dirette e di pari importanza è necessario affrontare la congruità e l'efficacia degli aiuti economici alle non autosufficienze del bilancio regionale, alle disabilità gravissima sostegno familiare, il fatto di cura a sostegno Careggi verrebbero.
L'avvio del percorso legislativo per la disciplina attuativa del cosiddetto evita giusta assistenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, quali tempi si prevedono per i ordinaria in questa Commissione, i leader di età in discussione e approvazione delle due proposte di legge sul fine vita depositate nei giorni scorsi, la verifica dello stato di attuazione della legge regionale,
Alle 18 del 2024 recante misure obbligatorie per la precisazione sdoppiato, si sa, attraverso test genetici ed istituzione del registro delle malattie neurodegenerative, concludo ringraziando ancora per questo momento solo specificato due cose.
La prima di fine vita e il diritto di dignità e l'autodeterminazione di uno Stato democratico ed una società matura è ormai tempo che riconosca quello ha sentenziato il più volte ribadito dalla Corte costituzionale, ma non è certo la soluzione ad inefficienze, sprechi, ma dazio del sistema sanitario regionale.
Comunque, la riorganizzazione dell'ADI venerdì scorso abbiamo ricevuto, insieme ad altre associazioni per le gravissime disabilità, una convocazione per domani mattina dalla segreteria dell'assessorato alla salute.
Bene, confidiamo che dal percorso di lavoro che oggi parte medio un contributo fattivo e determinante, anche perché documento in bozza che abbiamo ricevuto lo stadio Armando con tutte le associazioni interessate per il grave passo indietro che rappresenterebbe ancora grazie.
Viene grazie quale documento scusatemi,
Va be'diciamo, poi approfondiremo, allora io farei intervenire lì i due esponenti delle associazioni AISLA e poi c'è l'esponenti dell'associazione con slancio, vi prego di stare nei cinque minuti, so che l'argomento e ovviamente non è da cinque minuti ma così riusciamo ad ascoltare tutti abbiamo un quadro della situazione che chiaramente diciamo ha sintetizzato benissimo chiara Candela,
Che ha qui che penso sia seguendo, quindi, se vuole poi in re-intervenire, quindi io darei la parola Loredana Paglialunga, che diciamo referente in Puglia, di Eisler,
Prego, onorevole d'Alema mettiti, seduta in un dove c'è un microfono, così diciamo.
Perché siamo registrati e quindi è giusto che.
Se ti puoi presentare.
Grazie.
Buongiorno a tutti sono Loredana Paglialunga dell'AISLA Puglia.
E non certo ripeterò quanto avete ascoltato.
Ed elaborato da parte della dottoressa Candela chiara, vorrei solo sottolineare un un piccolo dettaglio, ogni parola che è stata scritta è stata scritta attraverso non so se vedete un dispositivo che è chiara, indossa sugli occhiali ed è un dispositivo con puntamento oculare.
E quindi il frutto di questo contributo è di grande sacrificio, vi pregherei di di farvelo proprio proprio perché ogni parola è una parola scritta e pensata per tutta la comunità.
Dei nostri pazienti.
In questa settimana occorre la giornata nazionale di AISLA il 18 settembre.
Perché perché è la prima volta che siamo scesi in piazza per manifestare.
Sono passati tanti anni io c'ero in quella manifestazione perché mio padre è stato colpito dalla Sla parliamo del 2002.
E vi dico che con grande sconcerto mi ritrovo seduta allo stesso tavolo per parlare sempre e inesorabilmente degli stessi problemi delle stesse tematiche, dagli stessi problemi irrisolti, ma quando, quando, quando per i nostri pazienti il pensare, la domanda, il pensiero è il tempo noi non abbiamo tempo voi discutete sempre sistematicamente delle stesse cosa noi moriamo,
Scusate, noi ci ammaliamo, abbiamo una malattia che non ci non è una condanna senza appello e noi gridavamo tanti anni fa cicatrici tracheotomizzato e poi ci abbandonata e siamo qui nella medesima situazione.
Per le disparità che ci sono nel nostro territorio, perché non è possibile che un codice di avviamento postale possa fare la differenza, non è possibile che un paziente possa ricevere delle prestazioni medica, eppure paghiamo tutti le stesse medesime tasse, non è giusto.
E allora ci sono delle domande diretta, ci sono domande dirette, Presidente.
Alle quali deve essere data una risposta.
Per il Centro Nemo a che punto è la verifica, la validazione formale del progetto da parte del Policlinico, perché forse per voi un anno non ha importanza, ma una nella nostra vita,
A che punto siamo cioè un anno di ritardo o bene, c'è un anno di ritardo, che cosa vuoi che sia?
Il nuovo programma esecutivo, il nuovo cronoprogramma,
La tenuta dei fondi si richiede formale conferma che lo slittamento temporale non comporti in alcun modo il rischio di definanziamento decadenza delle risorse assegnate.
È ancora sul PDTA, ma a che punto è l'attuazione e l'aggiornamento dei PDTA, che sono percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali dedicate alle malattie neuromuscolari degenerative, ma a che punto siamo, lo abbiamo scritto, lo abbiamo controllato, lo abbiamo confrontato e poi resta lì.
Un utile esercizio di condivisione, ma come siamo bravi?
Come intendete garantire l'omogeneità delle prestazioni tra tutte le ASL pugliesi coma?
E quali risorse o tempistiche sono previste per garantire l'efficacia e la continuità delle misure economiche regionali e nazionali destinate alle disabilità gravissima perché, scusatemi, la dottoressa Candela ha deciso di vivere.
La dottoressa Candela e in un letto completamente paralizzata,
Fanno nutrizione artificiale.
Respiro attraverso le macchina, parla attraverso un computer.
Ma la sua testa pensante.
È la storia sul fine vita quali tempi si prevedono per incardinare in questa Commissione l'iter di esame, discussione e approvazione delle due proposte di legge sul fine vita depositate nei giorni scorsi?
È ancora l'applicazione della legge regionale 18 2024 rispetto all'effettiva erogazione dei test genetici per la diagnosi di SLA e all'operatività del Registro delle malattie neurodegenerative, signori.
Allora?
Veramente facciamo appello.
A tutti voi.
Per favore, fate presto stanotte è venuto a mancare Nicola Presidente,
Lo so, mi hanno mandato un messaggio stamattina alle 6, peraltro avevo visto nell'ultima settimana.
Ecco, per ecco perché io ci tengo molto a questa tematica e vorrei che nessuno si sentisse lontano da questi temi ed ecco perché, scusatemi, sono un po' innervosito stamattina perdonami.
Grazie.
Grazie, io vorrei ascoltare gli do la parola alla vicepresidente di con slancio che l'altra associazione che si occupa di malati di SLA, peraltro la Vicepresidente ha avuto per anni suo marito affetto da SLA che, diciamo, è deceduto alcuni anni fa, prego, Angela desiderato,
Buongiorno a tutti, come diceva il dottor Spaccavento.
Io ho avuto purtroppo mio marito.
Che per 11 anni è stato un paziente SLA solo chi vive questa condizione penso io, come tutte le altre malattie, può capire e comprendere cosa significhi, non è solo il malato il diretto interessato, ma è tutta la famiglia che viene sconvolta, ma non mi dilungo su questo.
Senza mettere tanta carne a cuocere, perché poi alla fine non si risolve i problemi non possono essere risolti con un'audizione e tutti insieme, ma io penso che passetti per volta potremmo riuscire a sistemare un po' le cose, allora io vorrei puntualizzare, vorrei che si ponesse l'attenzione su tre punti, soprattutto uno, il primo, il Centro. Nemo cosa bellissima, nelle altre città ci sono questi centri, Nemo funzionano. I pazienti sono abbastanza contenti perché vengono presi in carico e quindi tutto quel viavai le visite specialistiche, le entrare le uscite dai dai vari ospedali.
Viene a mancare, perché comunque lì c'è tutto quello che necessita al paziente e anche alla famiglia, perché io, quando parlo di paziente, non escludo mai la famiglia perché è un tutt'uno benissimo il Centro Nemo. Io sono d'accordo alla sua fondazione qui, presso il Policlinico di Bari,
Però mi pongo un problema.
I fondi per per il Centro Nemo io vorrei cioè non vorrei che questi fondi fossero poi in seguito sottratti all'assistenza, al a sostegno familiare al patto di cura, cioè devono essere fondi che devono viaggiare su binari differenti, perché solo così si riesce a dare veramente un grande aiuto alle famiglie.
Questo è il primo punto, il secondo punto è quello qualcuno di qualche consigliere ha posto mi pare, già questo pro questa problematica, la disparità di assistenza nelle varie province, nelle varie ASL della pre de de della Puglia, nel territorio Puglia, e non parlo soltanto della disparità tra le varie Province ma addirittura nei distretti della stessa provincia si vedono,
Si vedono pazienti che hanno più assistenza rispetto ad altri, non so cosa determini questo tutto questo, però i pazienti, io parlo soprattutto dei pazienti gravissimi, perché sono quelli che a cui tengo a cuore.
Non che non abbia a cuore gli altri, però questi sono pazienti un po' particolari perché, come qualcuno ha detto, sono pazienti che vivono grazie alle macchine attaccati ad una pompa di nutrizione, con una PEG infilata nello stomaco, ad un ventilatore che che respira li fa respirare al posto dei loro polmoni e tutto quello che gira intorno, quindi sono pazienti gravissimi, pazienti da rianimazione, che comunque vengono lasciati nelle case e negli omicidio. E anche bene questo perché loro non si sentono esclusi da tutto il mondo, però il tutto ricade purtroppo sulle spalle e soprattutto del caregiver, che è chiamato da un giorno all'altro a diventare infermiere, medico, OSS e quant'altro. Per tutto il resto delle ore.
Della giornata in cui non c'è assistenza, perché l'assistenza si riduce a pochissime ore al giorno e quindi tutto il resto del carico è affidato alla famiglia. È molto spesso il più delle volte le famiglie sono impreparate, anzi vi devo dire che ci sono dei caregiver che veramente rimangono così scioccati da.
Non riescono più a far nulla e quindi.
L'attenzione all'assistenza che sia omogenea in tutto il territorio.
Della Puglia, esso a maggior ragione nei vari distretti, perché non è possibile che nell'ambito dello stesso distretto de Las de los dello stesso no della stessa provincia ci siano.
Cioè ci sia disomogeneità, e questo è un altro punto, l'altro punto noi abbiamo qui nella ASL di Bari la, l'unità di fragilità e complessità e il dottor Felice era il direttore sino a qualche tempo fa.
E funziona benissimo, perché comunque per il cambio cannula, cambio PEG e qualsiasi altro,
Il problema inerente a alla ventilazione, alla nutrizione e quant'altro. Comunque avevamo sempre un punto di riferiva, abbiamo qui a Bari o un punto di riferimento attivo è valido, io vorrei proporre, o anche per le altre province del della Regione Puglia, perché sento altri soci, cioè ai nostri soci che abitano dislocati in altre province che comunque dicono sino ad avviati, voi che siete a validati voi, però non è bello sentirsi dire una cosa del genere, perché comunque i bar, i pazienti sono tutti uguali, tutti SMIL, sogno, si via attenzioni tutti i bisognosi di.
Di qualcuno che si prenda in effetti effettivamente cura e non solo, ripeto ancora una volta non solo del paziente ma di tutta la famiglia, perché diventano un tutt'uno.
Quando c'era mio marito, praticamente vi dico questo per farvi intendere meglio.
E chi non ha approvato ad esserci dentro.
Praticamente il caregiver con la famiglia diventa ammalato appresso al paziente che ha la SLA, cioè tutti in famiglia hanno la SLA, è questo e purtroppo è la dura realtà io ho posto l'attenzione solo su tre punti, ce ne sarebbero tantissimi, però dico, è inutile stare a mettere tanta carne a cuocere, perché poi non ci porta da nessuna parte, però io penso che con la buona volontà soprattutto e a piccoli passi qualcosa si può fare di positivo.
Grazie grazie, io direi di fare intervenire il Garante della disabilità e poi subito l'Assessore, così ci da quegli gli ultimi notizie sul patto di cure, provi e poi andiamo avanti ascoltando l'ARES e poi interveniamo, noi diciamo sulle varie problematiche, se siete d'accordo tutti va bene, va bene,
Ok, prego, Garavano al giorno. Grazie Presidente, buongiorno a tutte e a tutti beh,
Come dire, dopo le le 3 testimonianze che abbiamo avuto, voglio dire, non c'è bisogno di aggiungere molto altro, ma c'è bisogno di mettersi seriamente a lavorare e a io prenderei l'ultimo suggerimento che abbiamo voluto dalla presidente desiderato, cioè come un consiglio utile da seguire nel senso che sport andiamo avanti con almeno questi tre punti portiamoli avanti in maniera netta e diciamo,
Sul Centro Nemo è stato detto e condivido, sicuramente abbiamo necessità di conoscere le tempistiche, a che punto è la procedura, ma abbiamo anche la necessità di avere la garanzia, anche secondo me, che siano fondi in più ora.
Re e che non vengano, ci dice che non ci siano fondi sottratti ad altre misure che tanto ci sostengono, non penso tanto a quelle del welfare, perché stiamo parlando di.
Come dire ambiti differenti, perché stiamo parlando nell'ambito sanitario, però anche rispetto a tutte le misure che ci sono nell'ambito sanitario, iniziare dall'assistenza domiciliare. Spero veramente che non vi siano fondi sottratti, ma fondi in più che servono alle persone e soprattutto, poi, è qualcosa che mi è stato sottoposto da diverse associazioni che se c'è un Centro Nemo a vari naturalmente sia di, diciamo, a sostegno di tutta la regione Puglia perché il grido d'allarme che c'è è questo il fatto proprio questa è stato ribadito più volte stamattina iniziare da una consigliera Spina, ma un po' ribadito da tutte e tutti gli interventi delle associazioni.
L'INPS, l'importanza che non ci sia disparità territoriale è fondamentale perché lo vedo tutti i giorni a iniziare dalle le differenze, cioè, per esempio, parliamo, parliamo del welfare e poi parliamo anche dell'assistenza domiciliare, parliamo del welfare tanto bene fa all'Assessorato sulle misure di,
Patto di cura, assegno familiare e poi ne parlerà l'Assessore sicuramente e di provi però poi la cha la caduta sui territori, abbiamo 45 cadute differente a seconda dei 45 ambiti territoriali che abbiamo in Puglia e questo non può più essere perché le le persone hanno gli stessi diritti che siano a Bari dove ci può essere un ambito più faccio un nome per un altro.
Più efficiente piuttosto che da un'altra parte, dove ci sono anche difficoltà, perché non dipende solamente dall'efficienza delle persone, ma dipende anche dalla strutturazione dell'ambito territoriale rispetto a quante persone a o quante ne riesce a mettere a disposizione e che difficoltà anche territoriali sul sul proprio territorio quindi non può più essere questo quindi CONS cioè chiedo anche che,
Si discuta anche in una prossima Commissione ex, convocandoli anche casomai, gli ambiti territoriali, per comprendere come rendere omogenee le procedure e che siano, diciamo poi, di portata, e le misure che si fanno in regioni Puglia, in maniera omogenea sul territorio è la stessa cosa.
Deve accadere per quanto riguarda l'assistenza domiciliare e ora si diceva di come bene sia strutturato un servizio sulla ASL di Bari, bene, oltre ad avere, dobbiamo avere assolutamente un monitoraggio completo su quello che accade in Regione Puglia rispetto al erogazione del sistema dell'assistenza domiciliare nelle varie ASL. A quest'ora, Presidente Lucchi, chiederemo penso alle ASL, ma poi se se le nostre, che sono assenti oggi ha detto all'inizio bene è un punto fondamentale e spero che venga riconvocata presso una Commissione con tutte le le ASL affinché ci diano questi dati in maniera complessiva e specifica per poi.
Capire e dobbiamo non capire per attuare.
Realmente sulla regione, in regione Puglia, su tutti i territori, la stessa erogazione del servizio, perché non è possibile che sia differente a Bari piuttosto che a Taranto Taranto piuttosto che a Lecce.
Vado verso la conclusione, così non vi rubo molto tempo perché tanto perché tanto condivido pienamente tutte le parole dette dalle associazioni su questo sull'assistenza domiciliare e chiedo anche che vi sia un tavolo permanente con tutte le associazioni che si occupano di malattie neurodegenerative è che perché questo non un tavolo dove si discuta un tavolo dove anzitutto si diano dati precisi, costanti e informazioni costanti alle associazioni su come procedono le le le le le richieste e questo è un tavolo che abbia anche dove ognuno delle associazioni abbia la possibilità di dare la propria e di prendere delle, diciamo a questo tavolo siano comunicate anche le decisioni prese e le tempistiche, perché ne abbiamo assolutamente necessità. Per concludere, fatemi fare un punto.
Che mi mi segna molto e quindi, quando qualche un po' di fiato, per dirlo sulla legge, sul fine vita, penso che sia arrivato il tempo che ognuna delle nostre regioni abbia abbia, ecco che la nostra Regione abbia anzitutto una legge specifica su come attuare quella che è stata la sentenza della Corte costituzionale e che la nostra Regione, e poi si faccia anche tutti i Consiglieri, lo la, la, la, la partecipano questa legge, la facciano propria, la discutano, la REA, realizziamo presto, perché ne abbiamo bisogno e che poi la nostra Regione si faccia voce anche affinché il Parlamento finalmente dia voce a tutte le persone che possono parlare grazie anche ad un puntatore oculare, e fatemi dire una cosa su questo che purtroppo anche su questo dovremmo dire che dovremo anche verificare quelli che sono proprio sui puntatori oculari. I soldi dati dalle nostre ASL per l'acquisto dei puntatori oculari perché ahimè non sono mai sufficienti, sono sistemi che costano parecchio. È quello che noi riconosciamo per l'acquisto di questi sistemi protesici. Sono veramente.
Non so non coprono a volte nemmeno la metà di quello che servirebbe quindi su questo anche uno sforzo di riflessione, rispetto e di verifica rispetto all'attuazione e alla protesica, ai costi della protesica di regioni Puglia che va sicuramente omogeneizzato. Anche questa grazie.
Grazie.
Prego Assessore dopo dovremmo anche ascoltare il dottor Fontana che a Milano ci sente, diciamo, direttore dell'Nemo di Milano, sì, prego Assessore, grazie Presidente, intanto scusi, volevo dire che ci ha raggiunti il Direttore del Dipartimento, il dottor Vito Montanaro, la dottoressa Caroli prego, Assessore, sì, grazie Presidente, un saluto a tutte le colleghe e ai colleghi e alle associazioni che hanno voluto questa importante audizione, in cui emergono problemi che.
Mi hanno colpito fin dalle prime battute dei del conferimento delle deleghe conferite uno di questi temi che poi ho anche sottoposto alla Ministra Locatelli, nella misura in cui si doveva discutere della rispetto alla copertura di alcune misure o alle leggi, penso alla legge sul caregiver, sulla,
Multidimensionalità della disabilità. Parliamo in questo caso di disabilità gravissime quanto esse colpiscano poi l'intera dimensione familiare, assorbendo, è molto spesso impattando a tal punto che, come è stato detto, da chi è intervenuto si procurano eh sì, diciamo, si producono ulteriori disabilità e ulteriori malattie all'interno della famiglia, cioè ulteriori fragilità, e da questo punto di vista lo sforzo che stiamo compiendo da un punto ed economico è importante tra patto di cura. Parlo per le questioni che a me afferiscono riguardo alla.
Alla al welfare, patto di cura e sostegno familiare insieme cubano, circa 70 milioni di euro all'anno. Parliamo di una platea importante di 5.200 circa persone che, a cui viene conferito il sostegno attribuito il sostegno familiare, 700 euro di contributo che sostengono appunto il caregiver familiare. Il nuovo dispositivo che ancora è al Governo parla di 300 euro familiare con una platea molto, cioè con dei requisiti molto più ristretti. I sette, quando incontrò la Ministra. Cercheremo di capire anche se ci sono possibilità di aiutare anche e di entrare nel merito della misura, anche con una supporto, per esempio, è una. Potremmo anche pensare che le nostre risorse si possano sommare a quelle nazionali per garantire più forza al al sostegno familiare. Ma, detto ciò, questa è una cosa che stiamo cercando di elaborare un po' tutte le Regioni Bianchi rosso-verdi, che è un tema, questo condiviso con tutte le regioni italiane in Conferenza, Stato Regioni e poi c'è il patto, il patto di cura, in questo caso e col Patto di cura, noi prevediamo l'assunzione appunto regolare di un assistente familiare per circa 1.200 euro al mese. Quindi sono risorse dotazioni finanziarie molto importanti. Quest'anno abbiamo garantito, seppure in mezzo a difficoltà e a decreti che tardavano, ad arrivare attraverso il PR il fondo, le penne al Fondo nazionale di non autosufficienza e i b il nostro bilancio. Abbiamo Khan, diciamo garantito continuità rispetto a queste misure molto importanti per le famiglie e le famiglie pugliesi, e poi provi uno degli altri temi che rientra all'interno dei progetti di vita indipendente. Anche qui stiamo cercando di non rendere frammentaria le azioni, perché se parliamo di complessità, appunto nell'ambito della disabilità, anzi ringrazio. Vito Montanaro, che qui che qui anche la dottoressa Caroli, perché oggi portiamo in firma anche un'importante delibera che istituisce un tavolo permanente sociosanitario proprio per cercare di superare quella dicotomia, sociali e sanitarie che molto spesso Procura anche delle condizioni sul territorio e così non facciamo più tavoli bilaterali dove, da una parte, qualcuno chiede invoca delle questioni sul sociale, poi.
Lei invoca sul tavolo del sanitario e questo ci consentirà quantomeno di avere un un linguaggio, ma soprattutto una efficacia ed efficienza nella predisporre anche atti, documenti o iniziative importanti per per la nostra Regione. Dicevo PAT e provi anche qui inizialmente avevamo poi c'è la dottoressa libro che mi correggerà. Avevamo previsto con le risorse finanziarie, una copertura, purtroppo non totale dei.
Diciamo dei dei disabili che andavano in continuità su 600 avevamo inizialmente garantito la possibilità di dare una risposta a 315 non è stato sufficiente, si è creato e si sono creati come come potreste potrete immaginare dei problemi sui territori e se lo scopo è il principio anche contenuta all'interno del programma di attuazione delle linee di governo, è quello proprio di cercare di fare il massimo sui progetti di vita indipendente e provi fa parte di un pezzo dei progetti di vita indipendente. Abbiamo lavorato una settimana lo dico ai colleghi, ma senza né enfatizzare né essere autoreferenziale per cercare di recuperare altri 4000007 ed arrivare a tutta la platea in continuità poi le risorse. Quante più ne abbiamo più arriviamo chiaramente a tutti, però quantomeno abbiamo garantito continuità rispetto a chi, negli anni precedenti, aveva già avuto possibilità di accedere a quella misura che ricorderà. La collega Rosa Barone, quando è stata appena è stata lanciata, non ha suscitato come molte misure, quando sono diciamo, virtuose e nobili, non ha suscitato tutto questo interesse nella misura in cui poi questa misura è risultata l'hanno conosciuta. L'anno anche esperita. A quel punto la misura oggi è molto richiesta e io dico anche giustamente, perché noi dobbiamo fare il possibile per garantire percorsi di autonomia che vanno anche ad impattare, poi, evidentemente, dottor Spaccavento. Non sto dicendo nulla di nuovo, come non lo sto dicendo ai colleghi e alle colleghe. Chiaramente quel percorso di è quello sforzo di di di di di di dare il massimo sui progetti di vita indipendente. Ci consente anche di impattare meglio per il futuro sui costi, perché quello vuol dire creare i presupposti di un welfare che sia un welfare di comunità, welfare come dicono quelli più bravi di me fare empowerment, e quindi garantire la possibilità anche di impattare di impattare positivamente sulle sulle famiglie,
Che e torno a ripetere una delle cose che più mi preoccupa lo dico ai colleghi.
E sono i disagi a cascata che si caos, che che che che si producono, e su questo hanno ragione le associazioni che sono intervenute su pazienti su disabili gravissimi e quindi sulla gestione familiare, soprattutto dei disabili, gravissimi. Io poi non conosco le sensibilità dei colleghi sul fine vita, ci sarà una discussione, penso che impatterà in seno al Consiglio, non è neanche non ero, neanche io ho chiamato a fare adesso delle riflessioni, Presidente su questo, ma ho perso papà i primi giorni di questo mese e credo che.
Su questo dovremmo discutere serenamente senza.
Da appartenenze ideologiche steccati, ma con tutta la serenità del caso, perché la dignità dell'individuo, quindi, secondo me ha il suo primato rispetto alle nostre singole sensibilità, grazie grazie assessore,
Ascoltiamo e poi facciamo intervenire il Dipartimento e ARES, il direttore generale ha Esdra che è collegato, e poi il dottor Fontana che l'ideatore di del progetto animo prego, Dottoressa grazie, Amicarelli, sì, grazie grazie.
Buongiorno a tutti, ringrazio il presidente per questo invito l'assessore,
Questo spazio.
Benissimo.
Grande attenzione, tutti gli interventi che sono stati fatti è ah, ah, ah, la mia riflessione, che vorrei condividere con voi un po' contraria, cioè io vorrei partire da tutto ciò che la Regione Puglia, costruito fin qui e non ha costruito poco in questi anni sono appena stati enunciati a una serie di interventi segnato tutto di cura Prodi,
Il progetto di vita e di inizialmente la consigliera Laghezza aveva proprio iniziato parlando dei servizi territoriali, delle cure palliative, delle diverse competenze cliniche. Con la differenza, però, è la difficoltà che abbiamo noi della non omogeneità di questi servizi. Avrà, ritornando al motivo per cui la mia consigliera nazionale, che ora ci aveva chiesto di soprassuoli incontro, io vorrei rifare il punto su questo, cioè di tutto questo Regione Puglia, un elemento ha inserito nelle importante, quindi, ritorno sulla DGR 13 66, quindi la necessità di creare un centro multidisciplinare sulle cure, sulle malattie neuromuscolari secondo quelli che a un modello di presa in cura.
Pensato proprio non pugliese, che noi tutti ricordiamo e che è diventato un modello di riferimento per tutta l'Italia.
Ah prima, se lo ricordo, chiedo scusa se il consigliere De Leonardis e faceva un riferimento che mi ha colpito particolarmente, cioè il fatto che ci siano e ci sia la possibilità di una serie di prestazioni di effettivamente nel territorio pugliese offre non significa necessariamente, però che queste siano capaci di prendere in carico tempestivamente una persona in gravissima disabilità, come sta capitando una persona cose là e soprattutto il tempo entro cui questo deve essere fatto, per cui la riflessione che io condivido con voi e l'opportunità di creare una regia che possa essere in grado di mettere insieme innanzitutto quello che c'è ed evitare così lo stress pesantissimo che hanno recentemente di diventare, per certi aspetti, un po' degli attori delle dei registi, di tutto quello che c'è. Il sistema di cura effettivamente esiste e credo che la possibilità di centro medico Nemo con le competenze che questo cioccolato offre e vita al servizio del territorio possa essere fondamentale in questo senso. AIDS è a totale disposizione del gene Puglia e tutto ciò che può essere utile, ma non è una un modo di dire. Noi abbiamo realizzato con i centri di medicina, in particolar modo proprio il dottor Alberto Fontana, un progetto che è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Un progetto che si chiama ovunque vicini, è un'infrastruttura Toro snella se vogliamo, nella scuola, che possiamo offrire a una risposta immediata ai cittadini pugliesi che si trovano in una gravissima disabilità, come la SLA nel caso specifico, attraverso un ascolto sistemico, rimettendo in circolo automaticamente questo bisogno nei vari Distretti Ambiti territoriali e cercare quindi di realizzare quello che fai, tutti noi siamo chiamati prossimamente realizzare, e cioè il famoso progetto di vita, e su questo la Regione Puglia ha deliberato tantissimo a.
Avete determinato linee, guiderà sperimentazioni e credo che sia poi un po' la chiave di lettura della messa insieme. Tutti i vari strumenti, anche sociali, che sono appena adesso stati.
Enunciati, che poi li portano al centro la persona, come ricordava il presidente Spaccavento, ricordando l'obiettivo di mandato del presidente De Caro sulla persona, poi alla fine deve rimanere al centro, per cui e concludo il la mia riflessione a credo che tutti noi abbiamo la responsabilità di uno del proprio ruolo di a non perdere di vista assolutamente il tempo necessario che è stato ampiamente,
Ha ricordato che è stato oggetto anche di speculazione mediatica rispetto al più il caso di redditi di Cetrone, sul quale chiaramente non voglio entrare nel merito e non nel merito, in particolare sul fine vita. Però la domanda politica che ognuno di noi dovrebbe fare degli il ruolo che ricopre, come può una persona ricevere prestazioni sanitarie, assistenziali economiche e comunque continuare a sentirsi sola,
E non nella complessità della sua patologia. Ecco, io credo che dovremmo fare questo per cui le 2 domande che pongo a questo tavolo e come riflessione, da una parte, sollecitare il come si diceva all'inizio, un cronoprogramma per capire come, quando e in quali tempi, per pensiamo di realizzare un centro clinico multidisciplinare che sia capace di dare delle risposte o che si chiami Nemo o comunque, credo che la cosa fondamentale dei loro modello, che richiami però quel quel percorso di vita e dall'altra, iniziano ad organizzare il tavolo sollecitato dalla dottoressa Candela, proprio per rispondere immediatamente a quello che è la presa in cura. Pertanto ringrazio ancora ricordando che si regioni cui ha effettivamente tanti strumenti.
Manca una regia chissà che possa essere capace di metterli a fattor comune principalmente della comodità ma poi, credo, delle politiche sanitarie e sociosanitarie in generali e su questo AISLA offre la piena e totale collaborazione. Vi ringrazio.
Grazie dottoressa.
Prego dottore, si presentino anch'io, ringrazio dell'invito e, se me lo consentite, vorrei però togliere dal tavolo l'elemento, i costi riferiti o alla nascita di un possibile nel centro di riferimento per le malattie neuromuscolari, nel senso che di Nemo nascono a livello nazionale più di vent'anni fa,
All'interno di una cornice di una sperimentazione gestionali dei quali dovevamo raggiungere degli obiettivi che erano chiaramente di qualità della vita, ma anche economici, perché dico questo perché, se garantito il fatto e questo ormai credo che in medicina sia ribadito ovunque che l'approccio a una malattia così complessa come possono essere quelli neuromuscolari multidisciplinari in un unico luogo di presa in carico, chiaramente esplode una risposta in grado di dare una risposta a 360 gradi.
Ma l'elemento che ha convinto le regioni nei quali oggi siamo presenti, che sono sette e che hanno sistemi anche sviluppati rispetto alla presa in carico di malattie neuromuscolari, è proprio l'aspetto economico, allora nulla a che vedere con un eventuale danneggiamento del sistema domiciliare, perché sostanzialmente, come del resto anche prodotto la relazione Aris fatta nel 2022, il costo di un centro per le malattie neuromuscolari di riferimento non avrebbe alcun costo, se non quello che già voi sostenete per le malattie neuromuscolari, perché esistono due elementi, il primo, la riaggregazione dell'offerta che voi già oggi o fritte, malattie neuromuscolari che però essendo disgregata, non raggiunge elementi di efficacia e l'altro aspetto sul quale credo che ne siate tutti consapevoli. E dei 2.500 malati neuromuscolari, almeno almeno il 79% si è rivolto ad un ente della Regione delle cose specifiche che riguardano il percorso della propria malattia. Perciò il riportare e perciò evitare di pagare e altre regioni per prestazioni che per le competenze che esistono in Puglia siete in grado di erogare. Rappresenta un elemento che in un'immagine di costi che giustamente sottolineava l'assessore come un elemento di attenzione,
In questo caso avrebbe un saldo zero, perciò l'unica cosa che bisogna togliere. a mio parere, vi permettete di dirlo, che la nascita di un centro per le malattie neuromuscolari non fa solo bene alla comunità, ma fa i piedi anche dei conti della legge.
Perché non gli pagherete più alle altre Regioni, perché di aggredire e una cura per chi valorizzerebbe quelli sul territorio. Vi faccio un esempio, l'ultimo centro che stiamo operativi e più accennai sarà a Bologna, parliamo di una città che ha un servizio territoriale sicuramente altri lo hanno sentito la necessità di una nascita, di un menu a conduzione pubblica proprio per mettere in rete tutte le province nel quale vengono erogate prestazioni in favore delle persone malate da neuromuscolare, avendo all'interno di un hub di riferimento la possibilità di confrontarsi, di maturare quella formazione che serve per il personale, perché non tutti conoscono le malattie neuromuscolari e allo stesso tempo altre risorse che va a incidere sui costi, ma che sono figurativi. Formare le nostre famiglie a prendersi cura di lui in un ambito che molto spesso non conoscono che quella sera, perciò, se me lo permettete, siccome è dal 2014 che partecipa alle vostre Commissioni, senta parlando di un Centro per il libro malattie neuromuscolari e quindi, se me lo permettete, forse il problema è esclusivamente politico. Non è tecnico e chi, come sottolineava ICE la sostenibilità di un centro per le malattie neuromuscolari e ampiamente sostenibile del sistema regionale senza introdurre risorse aggiuntive, se non quello di realizzare uno spazio dedicato, perciò un reparto cosa che qualsiasi direttore si è impegnata a farlo in grado di farlo, perché lo fa quotidianamente per prendersi carico non solo delle malattie neuromuscolari, perciò credo che alla fine è quello che manchi, sia.
È un impegno, un impegno politico che però vada a incidere sulla volontà e non su aspetti che, ahimè, molto spesso ci vedono identiche ipotesi di flussi e in questo caso ci tengo a sottolinearlo non rappresenterebbe certo la nascita per un centro federale a chiedere scusa e si chiameremo o non Nemo. Noi siamo al servizio delle Regioni dove ci hanno chiamato così ci siamo posti col Policlinico di Bari, abbiamo detto che avremmo fatto in tutte le formazioni gratuitamente che non significa che andiamo a insegnare. Rimandiamo a raccontare quella che è stata la nostra esperienza, che oggi ci vede seguire oltre 20.000 italiani affetti da malattie neuromuscolari e che grazie agli stretti sappiamo capito cosa sbagliavamo e cosa è giusto fare per affrontare nei nostri.
Non posso che confermare, per volontà delle associazioni che hanno voluto un'IMU, la nostra disponibilità a svolgere qualsiasi compito, qualora ci dedicate. Soggetto flessibile, contributivo rispetto alla nascita di un centro per le malattie neuromuscolari nelle stesse modalità con la quale lavoriamo con altre Regioni che hanno deciso di aprire un atto di riferimento per le malattie.
Grazie dottore, io volevo soltanto fare una piccola chiosa nel senso che siamo, ma avevamo parlato di legge, di fine vita e che da noi in questo momento stiamo discutendo di cure palliative che oggi noi stiamo dando tutto, perché molti pa pensano che le cure palliative sono gli Fit, le cure end stage show e degli ultimi giorni di vita, noi oggi stiamo parlando di malati inguaribili e tutto quello che noi possiamo mettere in atto per questi malati, che sono le cure palliative, non stiamo parlando oggi di fine vita, proprio per una ragione stiamo dando alla I e i malati tutti gli strumenti. Dobbiamo dare tutti gli strumenti che hanno per a far sì che la loro qualità di vita sia la migliore e quindi le cure palliative. La legge 38 10, la legge 219 del 2017, prima di parlare di tutto, di arrivare alla legge di fine vita e dobbiamo assicurare che questi percorsi vadano tutti alla perfezione, perché se questi percorsi vanno LAV e alla perfezione o arrivano al massimo. Il ricorso alla legge sul fine vita è veramente minimo.
Ecco quello che io vi dico io sono assolutamente favorevole, garante alla legge del fine vita, assolutamente la fermerei anche domani, ma sono anche dell'opinione che, se noi rafforziamo il tutto, se noi rafforziamo le cure palliative, se noi diamo tutti gli strumenti, il ricorso a quella legge sarà veramente irrisorio. Non so se sono stato chiaro bene allora, prima di andare avanti con i direttori direttori delle ASL che sono arrivate, io darei la parola alla direttrice aree, se poi non so se vogliono intervenire gli altri componenti al Direttore del Dipartimento e poi sentiamo le altre ASL per capire come sono garantiti i servizi e quali sono le idee diciamo di programmazione, grazie, prego, Direttrice, buongiorno e grazie per l'invito, io volevo cogliere, diciamo quest'ultima parte della Presidente della Commissione per agganciarmi a un tema che è stato probabilmente il più ricorrente negli interventi di oggi, che è quello della eterogeneità del del trattamento e agganciandolo a quanto diceva adesso il Presidente, cioè al tema delle cure palliative, noi lo vediamo più dal punto di vista di una resa omogenea di una, diciamo capacità di presa in cura.
Ah domiciliare diffusa, che quindi diciamo sposti un po' dal centro verso il quotidiano che un quotidiano delle persone malate, ma anche delle delle famiglie e da questo punto di vista non mi sottraggo a due delle sollecitazioni che sono che sono emerse, una è quella della sorveglianza e quindi del registro di dati che possano in qualche modo restituirci. Una misura che non è solo il fenomeno, non è solo di processo, ma anche di queste differenze che ci possano anche a dare la possibilità di una programmazione che sul moduli.
Sull'evoluzione dei bisogni e sulle capacità del sistema di prendere in diciamo di prendere in cura questi questi pazienti e le loro famiglie. Da questo punto di vista, noi, come come agenzia, complessivamente ci stiamo impegnando per rafforzare gli strumenti di sorveglianza. Stiamo lavorando al recepimento dello schema di regolamento sulle malattie rare, ma questo si incrocia con con gli altri strumenti di osservazione epidemiologica che abbiamo già in campo e quindi su questo noi speriamo di arrivare nel più breve tempo possibile alla proposta di un regolamento regionale. Sapete che tutti i registri di patologia devono scontare la, ovviamente, come è giusto che sia, l'approvazione da parte del Garante Privacy. Quindi noi in quella direzione ci siamo, ci stiamo muovendo. Ovviamente non è, non è semplice, ma abbiamo già, come dire, una bozza su cui stiamo su cui stiamo lavorando. Questo per dire che, in realtà, la tematica di cui abbiamo discusso oggi incrocia quasi tutte le competenze dell'Agenzia. Noi siamo qui con il Coordinamento Malattie Rare che puoi prendere la parola, ma ci sentiamo integralmente invocati anche per il tema che secondo tema su cui ci sentiamo chiamati in causa, che è quello dei percorsi.
E della programmazione. Più in generale, diciamo, della modalità con cui il sistema risponde a dei bisogni di di salute. C'è sicuramente un'esigenza di aggiornamento e c'è sicuramente, come dire da parte nostra, complessivamente del sistema, la consapevolezza che un PDTA non è un punto di arrivo dicevamo questa mattina, è la redazione di un documento, soprattutto quando regionale non esaurisce assolutamente le esigenze del quotidiano dei pazienti e delle loro famiglie. Noi abbiamo provato e di questo poi lascerò la parola alla dottoressa Annicchiarico abbiamo provato a spostare il focus attraverso una strategia che vede integrate, diciamo, i pacchetti assistenziali delle malattie rare attraverso una delibera che è stata approvata di ARES, che è stata approvata l'anno scorso e che prova a fare quel ragionamento del chi fa che cosa, come quando, secondo percorsi omogenei, su questa, su questa impostazione, stiamo lavorando anche ad un aggiornamento del PDTA, ma la nostra idea è che il diciamo delle linee guida. Debbano trovare poi un'applicazione aziendali o interaziendali, a seconda ovviamente, della del percorso. È un percorso di accompagnamento attraverso la crescita della competenza degli operatori. Perché, soprattutto quando parliamo di malattie di questo tipo, c'è un tema di specificità che va in qualche modo accolta all'interno di un sistema che complessivamente si deve muovere per riconoscere le priorità di salute e, evidentemente le esigenze specifiche dei pazienti e delle famiglie. Non è semplice. Non penso che lo sia. Penso che il percorso che sin qui è stato fatto è, diciamo, il lavoro anche di ricognizione dei dati e delle competenze che ci sono sul territorio possono rappresentare, diciamo Loss, gli strumenti attraverso i quali raggiungere l'obiettivo. Se il Presidente è d'accordo, io lascerei la parola alla dottoressa Annicchiarico per illustrare la strategia, diciamo, della dei Nat e dei pacchetti. Prego, prego, dottoressa, si presenti garanzie. 13 sono la dottoressa Annicchiarico. Coordinamento, Malattie Rare di Regione Puglia.
Vorrei ricordare che la SLA è una delle malattie rare, così come previsto dalla legge quadro 175 del 2021.
Secondo i suoi i documenti attuativi che prevedono, di cui uno appunto il Piano nazionale, malattie rare e l'altro la revisione della rete nazionale malattie rare secondo queste norme, l'obiettivo italiano e quindi quello di Regione Puglia è quello di determinare percorsi di cura organizzativi omogenei per tutte le malattie rare qual è il valore della SLA è la malattia più frequente tra le malattie rare e quindi la messa a punto di un percorso organizzativo. Per questo questa fascia di persone che insomma ha più voce al.
Ah ah, alza care, determina attenzione proprio per la numerosità dei pazienti, il nostro direi che il grande valore sta nel fatto che il modello organizzativo replicato per quelle malattie più rare abbiamo paziente, abbiamo malattie di cui abbiamo un solo paziente in Puglia. Ecco replicare quel percorso organizzativo significa determinare quello che la legge prevede, cioè equità di assistenza. Per fare questo il Coordinamento Malattie Rare ha supportato i componenti della rete malattie rare e quindi i centri di riferimento nella stesura di schede di percorsi organizzativi. Abbiamo messo a punto delle schede molto snelle che rispondono a uno degli obiettivi indicati nel Piano nazionale malattie rare, e cioè il che poi genera degli indicatori, eccetera. È il la,
La, il meccanismo del finanziamento a funzione per i percorsi di cura, che significa non più il percorso incentrato sui servizi, ma sui percorsi assistenziali, che vede su quell'uno specifico gruppo di malati il la.
Il coordinamento di tutti gli attori della cura, dall'ospedale Centro di riferimento fino a quello che è stato meglio definito in Puglia, e cioè la presenza in ogni ASL di un Centro territoriale, malattie rare che nei prossimi mesi andrà a svilupparsi colmato. Una vecchia idea nucleo di assistenza territoriale, braccio operativo del Centro territoriale, malattie rare. Questo ci consente di a fronte della numerosità dei pazienti di cui oggi, grazie al sistema informativo malattie rare, è possibile declinare esattamente dove sono i pazienti. Di che cosa sono affetti, quindi cluster di malattie sui territori che differenzia nei territori perché in un'area può essere concentrata rispetto ad un altro un gruppo di malattie rare piuttosto che un altro, e a fronte di 33.000 persone affette da malattie rare che il registro ha consentito, di cui il registro ha consentito di censire le singole entità nosologiche, cioè i pugliesi sono affetti da 2000 diverse malattie nonno, 8.000 quanto la scienza nei censisce. In base a questo, il coordinamento attraverso il, l'incontro mensile, raccordo funzionale con i Centri territoriali, malattie rare, uno per ogni ASL ha censito esattamente poi quei malati che hanno bisogni complessi e articolati perché hanno bisogno non solo di cure interdisciplinari ma multidimensionali, per cui il territorio concorre con i vari servizi e non basta al-Hadi, ma occorre declinare, come intervengono la riabilitazione, l'emergenza urgenza e altri ambiti. No in attivi nei territori, anche gli ospedali di prossimità, che pure devono essere intercettati su specifici malati, e noi abbiamo grazie al lavoro,
Che coordiniamo con tutte le ASL. Abbiamo i dati precisi su questo. Su questi pazienti sono circa 360 i malati ad altissima complessità quelli di cui parliamo e la SLA la SLA.
All'incirca conta 80 o 90 pazienti. Ovviamente dipende dal momento in cui viene fatto. Viene fatto condotta questa analisi perché quella mortalità in un determinato momento piuttosto che l'altro ci dà dei numeri differenti.
Grazie, grazie dottoressa.
Volevo soltanto fare una piccola, mi dispiace che è andato via il Consigliere.
Devo De Leonardis, lo dicono volevo dire soltanto per questione di, diciamo puntualità, che abbiamo affrontato 18 audizioni a favore della minoranza e 12 13 a favore della maggioranza. Volevo dire che qui abbiamo affrontato affrontato delle congiunte che riguardano gli ospedali, che secondo me non sono né di destra né di sinistra, quindi questa è la cosa, qui ragioneremo, come ha detto il consigliere, questi sono i numeri che ho fatto verificare. Va bene, poi è chiaro che ci sono una serie di audizioni infinite per me possiamo anche metterne 10 a 10 15 a volta glielo farò tutte, ma non è una questione di maggioranza e minoranza, proprio perché il dato è chiaro io, siccome sono uno che fai fai i dati statistici, vedo praticamente questo è di vi dico questo poi, ovviamente ognuno prego consigliera Spina, Presidente, io penso che.
Diciamo. Questo è un argomento che potremmo affrontare durante la l'Ufficio di Presidenza della Commissione. Non penso che un argomento del genere volevo, non corrisponde a realtà. Data la gravità e l'importanza dell'argomento che discutiamo, magari per quella data per le porto i costerà di convocare l'Ufficio di Presidenza. Assolutamente vorrei l'elenco completo di tutte le audizioni che abbiamo richiesto con le date che poi penso che non è meglio non sottrarre tempo. No, assolutamente io volevo soltanto puntualizzare, visto che il consigliere ha fatto questa, allora la split secondo me sono emersi due punti fondamentali, cioè la il PDTA, con nella sua applicazione, ed ecco perché secondo me erano importanti. Era importante la presenza dei direttori generali, i direttori sanitari, per cercare di capire come poter bypassare no alcuni no, diciamo praticamente tra trasferire questi elementi che vengono oggi, cioè applicazione del PDTA sulla sulle aziende, che penso sia la cosa e poi le aziende sui diciamo le unità coinvolte e poi sul, cronoprogramma del, diciamo del Centro, Nemo questi sono gli argomenti omogenei, ICI omogeneità della cura in assistenza domiciliare, PDTA delle aziende e cronoprogramma direttore, vuoi intervenire il direttore Vito Montanaro e poi ascoltiamo le aziende, le aziende presenti, le loro, diciamo,
Situazioni, visto che è presente l'azienda, diciamo il direttore lauta e la dottoressa Alessandra ancora, diciamo un po' l'ASL Bari più avanti, grazie a delle i lavori che abbiamo fatto negli anni. Prego direttore, grazie presidente, buongiorno a tutti e ci spiace essere arrivati tardi rispetto all'inizio della della discussione, ma è un tema che conosciamo. Conosciamo bene perché, per ragioni di sensibilità, per ragioni di ruolo, almeno per quanto mi riguarda, me ne occupo da da un po' cito lo ha fatto il Presidente un attimo fa. L'unità delle fragilità della della ASL Bari, diciamo, nasce da un da un progetto che si è, diciamo concretizzato grazie alla sensibilizzazione della defunta Caterina Pesce, che ci ha in qualche modo sensibilizzato in modo significativo sul tema e dalla.
Dalla dedizione che abbiamo dato in quegli anni a costruire l'unità di fragilità che aveva uno scopo, quello di creare un punto hub negli hospice di Grumo e di Monopoli sono due hospice pubblici dei punti spoke che di fatto sono la casa del, la casa del dell'assistito, la casa del cittadino, lo diceva la direttrice, la direttrice Visceglia.
Credo che dobbiamo fare un po' di manutenzione e parlo dal punto di vista tecnico A al percorso, non solo considerando il Centro. Nemo che consideriamo un centro hub di cura per ragioni emergenziali o per osservazioni di carattere clinico, che non possono essere effettuate a casa. Questa questo è lo scopo che noi abbiamo dato quando abbiamo attivato il progetto. Nemo nel un paio di anni fa.
Sostanzialmente l'idea era quella di fare in modo che ci fosse un Centro, Nemo presso una struttura che avesse tutte le discipline possibili e i policlinici tipicamente rappresentano la struttura all'interno della quale il, sotto il profilo assistenziale, c'è tutto.
E abbiamo scelto il Policlinico di Bari, perché ovviamente è centrale rispetto rispetto alle altre strutture, ma non abbiamo trascurato le strutture periferiche, intendendo per strutture periferiche semplicemente strutture che sono distanti dal centro. Tanto è vero che abbiamo identificato come Spock di rilievo il Fazzi di Lecce e il Policlinico di Foggia, gli Ospedali Riuniti di Foggia, cioè due luoghi all'interno dei quali ci si poteva ci si potrà recare per una serie di terapie che non richiedono il ricovero o la presa in carico da parte del Centro Nemo cioè dalla struttura centralizzata. Quello che abbiamo maturato nel corso degli ultimi due anni e per, devo dire, Falluja Antonella, un anno, un anno e mezzo abbiamo la un anno. Abbiamo lavorato alla presa in carico del paziente in assistenza domiciliare, la, l'assistenza domiciliare integrata sia di tipo ordinario che di tipo oncologico, in particolare per i malati di cui stiamo parlando, assistenza di terzo livello, quindi assistenza intensiva. Abbiamo preparato uno, uno strumento tecnico perché questo tocca alle persone come noi, Unes, uno strumento tecnico che declini, che ha declinato in qualche modo la volontà della politica di migliorare l'approccio alla cura e la sensibilità che ci hanno fatto migliorare le associazioni, i professionisti che lavorano nelle nelle ASL. Questa mattina era previsto un incontro con con le associazioni che credo che l'assessore abbia rinviato per un suo impedimento sopraggiunto, ma penso che sarà un incontro al quale non potremo fare, del quale non potremmo fare a meno prima di completare il percorso di avvio ad approvazione del provvedimento di Giunta per.
La determinazione del fabbisogno dell'assistenza domiciliare, che di fatto, dal nostro punto di vista, è pronto, probabilmente va integrato, migliorando migliorato, ma anche cammin facendo, per per essere, per essere chiari, attraverso il confronto con con tutto il tavolo, con le associazioni, lo avete detto tutti quanti è un tavolo fondamentale, perché chi è portatore di interesse nel senso diciamo, sanitario e assistenziale del termine è colui o colei che, di fatto, tifa migliorare la capacità di integrare lo strumento insieme con la parte tecnica, quindi con la parte strutturale e tecnologica, perché le dimensioni, lo ricordo sempre, sono tre strutturale tecnologica ed organizzativa. Le prime due sono state oggetto di una revisione, magari quando interverrà il Policlinico di Bari. Di una revisione progettuale della gara è stata già aggiudicata la progettazione in corso di una revisione progettuale di tipo strutturale e tecnologica, alla quale noi abbiamo fatto seguire rispetto alla richiesta una richiesta di integrazione delle informazioni con riferimento al Piano dei tempi, perché questo è quello che poi interessa di più sia sotto il profilo tecnico, ma soprattutto sotto il profilo diciamo sociopolitico, perché poi, di fatto, di fatto, l'impegno e l'impegno a natura diciamo poliedrica, che cosa arriveremo quindi a conoscere quali sono i tempi di realizzazione della struttura fisica della struttura,
La tecnologica, la parte organizzativa. E una parte che noi avevamo fatto per progetto partire su un binario parallelo, cioè dicemmo nelle more del completamento del Centro Nemo e quindi dell'allestimento strutturale tecnologico sul territorio, con i centri hub ai centri spoke, ai quali oggi si aggiungono i punti che possiamo definire spoke, che sono le case dei pazienti,
Con il percorso di assistenza domiciliare ne abbiamo intrapreso, occorre identificare dei percorsi diagnostico terapeutici che abbraccino, ossia l'attività del 118, perché molto spesso il 118 viene chiamato per intervenire con urgenza ad assistere pazienti a casa, sia con riferimento alla presa in carico di soggetti che potrebbero non avere il tempo di giungere da Santa Maria di Leuca piuttosto che dalla dalla dalla dannoso da Vieste verso i centri di assistenza identificati come centri che includono tutte le discipline necessarie per assistere questi pazienti. Il percorso diagnostico è stato descritto in in prima battuta e lo abbiamo visto anche in un paio di occasioni dall'ex direttrice sanitaria del policlinico di Bari, alla quale avevamo affidato il compito non solo di identificare l'organizzazione sotto il profilo sanitario del Policlinico, ma anche l'organizzazione fuori dal Policlinico, cioè quel percorso che ti avrebbe dame che avrebbe preso incarico.
Il il il paziente a casa piuttosto che con il 118 piuttosto che all'arrivo in in un ospedale. È evidente che, insomma, quello che è accaduto nel negli ultimi mesi, ma voglio dire credo che sia sotto gli occhi di tutti un po' il cambio, il cambio della della politica e quindi una integrazione, un'implementazione degli obiettivi da raggiungere nel, diciamo, il cambio del Governo regionale ha di fatto reso necessario la ridefinizione di una serie di obiettivi. Il PNRR ci ha fatto un po' negli ultimi due anni, cambiare il paradigma della assistenza dell'assistenza territoriale. Evidentemente il tempo, che è un fattore critico di successo molto rilevante deve in questo momento, alla luce di quello che ci stiamo, ci stiamo dicendo far sì che noi si acceleri.
Sui sui percorsi di presa in carico dal da parte degli ospedali da parte del 118 e da parte diciamo, della assistenza domiciliare integrata, anche perché veramente siamo da questo punto di vista all'ultimo miglio. Un una, un coinvolgimento molto più rilevante è che in passato da parte dell'Agenzia regionale, con particolare riferimento alla revisione dei PDTA di pazienti di questo tipo non parlo dei PDTA delle malattie rare, perché sennò amplieremmo in modo molto significativo il il livello di il livello di interessi. Il livello di azione deve in qualche modo essere annotato.
Occorrerà sicuramente iniziare dalla revisione di quei PDTA che ti consentono di assistere nel modo migliore possibile pazienti come come è chiara, che saluto con con affetto come sempre a casa, perché questo è il luogo nel quale noi dobbiamo cercare di assistere a 360 gradi questi pazienti.
Chiudo, Presidente, citando quello che è accaduto qualche qualche giorno fa nella nella mia cittadina, in una famiglia di ragazzi che io conosco, conosco benissimo, l'assistenza domiciliare deve occuparsi di una serie di patologie che non sono tantissime e che, di conseguenza non ti fanno rilevare un numero molto rilevante di pazienti che hanno bisogno di essere assistiti a casa della serie post possiamo farcela, impegniamoci di più a cominciare a cominciare da me.
Dal rivedere i percorsi di assistenza a casa, anche grazie alle risorse che PNR ci mette a disposizione in termini finanziari e in termini di percorsi formativi. Perché noi oggi lo dicevo a ai due, ai due coniugi amici figli, ma i genitori di di Riccardo, dicevo che secondo me, per tenere in sicurezza un paziente come Chiara piuttosto che come Riccardo noi dobbiamo provare a elaborare un percorso di assistenza e di presa in carico in assistenza domiciliare da parte dei professionisti del luogo fisico nel quale il professionista, il, il, l'ammalato vive medico di medicina generale, l'infermiere, il un medico, un medico che lavora sul sul territorio, perché spesso, come nel caso di Riccardo il tempo materiale, perché un reperibile da Giovanni ventitreesimo arrivi a Polignano e stiamo parlando di 20 minuti di macchina, 15 minuti di macchina potrebbe essere troppo per prendere per prendere.
Per prendere per per i capelli un paziente che un paziente che ti sta lasciando. La cosa che colpisce è che i genitori ti dicono Riccardo, è mancato nel momento in cui sembrava che stesse, nei suoi due anni di vita meglio in in assoluto. Questo ti dà l'idea di come probabilmente l'approccio dal punto di vista proprio clinico assistenziale a questi pazienti deve Campia, deve cambiare in termini di tempo, dipendenza. Questo è il motivo per cui, con con Antonella e con Lucia, mi permetto di chiamarli per nome stiamo lavorando su indicazione. Indicazione è un eufemismo del Presidente De Caro e dell'assessore Pentassuglia, alle reti, alla presa in cura a presa in carico del paziente al 100%. Non è lo dico per diciamo sollevare un po' il livello di di ansia che queste cose creano soprattutto a me facendo richiamando una una battuta di Totò. Non sarà un semplice cimento, sarà un cemento armato, ma ci riusciremo va bene. Grazie Direttore. Volevo, visto che lei mi ha dato praticamente la diciamo questa questa notizie che io condivido assolutamente delle lavorare sulle reti diciamo. Penso che sia il futuro della sanità che il presidente Antonio Decaro mi ha, diciamo dato mandato anche di seguire quella quella vicenda dell'hospice sul Policlinico col direttore, diciamo perché cercheremo sicure sicuramente di assicurare quei posti che erano previsti per delibera e che nei prossimi anni credo e spero e vorrei che avessero luce presso praticamente il polo del Giovanni ventitreesimo per accogliere i bambini inguaribili ecco,
Giacché abbiamo parlato del Centro, Nemo Pavia, audiamo il direttore, agiti del Policlinico di Bari.
Per capire un poco il cronoprogramma del Centro Nemo poi se vuole intervenire il dottore stacco ed Enrico e poi andremo sulle varie ASL per ascoltare.
Intanto abbiamo l'ASL di Bari, l'ASL di Brindisi e l'ASL di Foggia, gli altri ASL non sono pervenute, ovviamente mancano tutti i direttori generali di ogni ASL.
Un attimo solo.
Se si non fare in modo di via, intanto come come procedura, Presidente, ti chiedo quando ci sono queste e di affrontare no questi temi così importanti e quando ci sono tanti ospiti forse è il caso di fare in una sede di svolgere la Commissione in una sede che consente di capire chi c'è, chi non c'è e di vedere seduti al i banchi anche il, le persone coinvolte per essa consigliera spinello lo là sì, ha ragione, io la vorrei, avrebbe voluto fare in Consiglio, però temevo che venissero i pazienti e alcuni pazienti non possono salire, diciamo la ecco. E solo per questo il motivo per cui l'ho fatta qua per una questione di sensibilità perché temevo che venissero dei pazienti ci dicevamo ammalato vuol dire anomalie mai visto i pazienti Islam come sono io custodi conosca e tu in ascensore. È difficile portare coi nostri arrivare nel più in Consiglio perché il Consiglio è fatto in una maniera che alcune cose non possono passare. Mi ero già immaginato questa cosa perché temevo che venissero però, ah, era pure impegno, va be'comunione era quello il motivo per cui non l'ho fatto l'ho fatto per mantenere il piano terra ed evitare spostamenti del genere. Solamente questo.
Fa bene comunque ragione e soprattutto ha ragione a dire che il fatto che questi temi, siccome sono fondamentali e penso Consigliere generale o che non siano soltanto di una parte politica che condividiamo tutti in tutte le Commissioni che abbiamo fatto, sono temi così importanti che non sono di parte politica né per dire come siamo bravi, anche perché qua non lo abbiamo detto.
Continuare sì, sì, sì, e quindi a parte diciamo questo questa precisazione per quanto riguarda la procedura, oggi sono emerse delle.
Diciamo delle certezze, cioè noi abbiamo dei problemi per quanto riguarda i centri di riferimento per il definire il percorso diagnostico e poi, una volta definito il percorso diagnostico, bisogna capire come ogni singola ASL si muove per quanto riguarda la presa in carico dei pazienti perché questo diciamo, è fondamentale un centro unico, un centro unico di riferimento, io non so quanti di voi hanno presente le difficoltà dello spostamento di un paziente affetto da.
Malattie neurodegenerative degenerative. La difficoltà che hanno nello spostamento mi deve dire come fa uno da Lecce o da Foggia a recarsi a Bari, quindi la difficoltà e anche negli spostamenti, soprattutto quando la malattia è diventata più importante e più grave, più difficile, e oggi invece quello che abbiamo sentito fino ad ora sono, le faremo, diremo, vedremo adesso facciamo la politica impedito. Ora siamo in un con un ritardo che veramente lascia molto perplessi. Noi dovremmo convocare i direttori generali, ma chiedere a loro di venire al tavolo con delle risposte specifiche, quanti cioè se c'è un centro di riferimento, come si possono organizzare,
È quanti su come stanno facendo per le terapie riabilitative, perché io non penso che sia possibile che ad un paziente di SLA venga fatta la terapia riabilitativa solo due volte alla settimana per un'ora e quindi quanto a terapia riabilitativa viene fatta quanta assistenza viene data e quanti sussidi protesici e ausili protesici. Chiedo scusa. Avvengono forniti senza le lungaggini che ogni che ci sono delle ASL che chiedono ai pazienti con disabilità, per i quali ha chiesto di andare e venire dai distretti. Fare la visita alla seconda visita per quello li vogliamo al tavolo i Direttori, non vogliamo capire quanto è bello, è quanto vogliono fare, noi vogliamo capire quello che fanno, quello che vogliono, che devono fare e perché non lo fanno altrimenti, Presidente, noi stiamo qua a parlare del nulla, chi ci ascolta non capisce quello che stiamo facendo e non noi non siamo di aiuto alle persone che hanno bisogno. Quindi io le chiedo di riaggiornare l'incontro, di fare delle domande specifiche ai direttori e di riaggiornare la seduta sulla base di queste, che sono le risposte che i pazienti vogliono sentire.
La cosa che avrei detto alla fine della seduta che saremo ci saremo con tutti i Direttori, questa volta presenti, sono assolutamente d'accordo con la consigliera mi ero interrotto, prego.
Dottore, prego, Consigliere Direttore, agiti okay, dottor Claudio forte.
Prego cronoprogramma progettone progetto minimo, il Centro Nemo allora noi abbiamo attivato una progettazione, allora questa è già una buona notizia, qui abbiamo già fatto diverse diverse riunioni con i tecnici,
Per capire qual è l'assetto e l'assetto migliore, non per riallocare questo tipo di pazienti di degenti e comunque è diverso, diciamo ovviamente lo sappiamo tutti quanti ne abbiamo detto e risentito ovviamente proprio di recente e siamo nella fase in cui stiamo definendo le attività di progettazione, definendo che significa che uno del degli elementi principali dell'attività di di progettazione, parallelamente alla progettazione vera e propria, nel disegno del dei layout architettonici degli impianti che sono impianti, anche questi particolari e speciali c'è anche nel laboratorio che proponiamo. Non è un programma che girava ve lo mettiamo crono programma e ne elaborato progettuale ed è di fondamentale. Mi scusi, dottore può cambiare microfono per piacere, perché si sente un rumore non siano. Non vorrei che non venga bene la registrazione sentire meglio,
Ma c'è qualcos'altro Borsa.
Forse c'è quel microfono acceso, sì, sì, sì sì.
Prego, prego.
Come lo stress paura e si sente e non era quello il mitra, quello l'interferenza, quindi stavo dicendo uno degli elementi principali della progettazione e il cronoprogramma, cioè non è cronoprogramma, lo facciamo, perciò no, noi dobbiamo farlo un cronoprogramma, noi siamo obbligati a fare un cronoprogramma e con un programma significa che dobbiamo stabilire tutte le fase, le fasi di lavoro, inquadrarle in dei tempi certi. Allora, per per fare questo elaborato che è veramente forse l'elaborato più difficile tra tutti gli elaborati tra quelli architettonici, impiantistici di sicurezza sul lavoro è quello più difficile in un ospedale, perché noi abbiamo, dobbiamo fare i conti di fatto con lo stato delle.
Attuali occupazioni dei posti letto e delle parti. Quindi dobbiamo preoccuparci sempre nell'ambito, diciamo, del dare dell'obiettivo, che è quello di iniziare i lavori e finirli senza interrompere lì a non avere quindi non avere impedimenti durante i lavori dobbiamo definire tutte le fasi, però questa è la fase in cui proprio questa qui, con la Direzione generale, stiamo affrontando. Le abbiamo già iniziato, ma non è che da ora, e cioè sono già.
Già diverso tempo che abbiamo iniziato a discutere di come ma discutere con con un fine che è quello che poi non ci dimentichiamo tutti quanti che quello del 29 e del 31 dicembre del 29, per cui quello è il termine del finanziamento. Quindi, oltre queste meno non possiamo andare. Noi sappiamo tutti quanti fatti. Io sono molto concentrato su questo aspetto. Qua è molto concentrato, però dobbiamo affrontare queste cose, questi aspetti con la direzione e li stiamo affrontando in realtà, perché noi dobbiamo dare la possibilità all'appaltatore dei lavori di non porre alcuna riserva su nulla della sede. Gli daremo. Il fabbricato da ristrutturare completamente disponibile è vuoto in modo che si impediscano sospensione dei lavori, le famose varianti di cui si parla tanto, ma in realtà le varianti derivano sempre cianosi per un motivo, cioè i motivi, il ceda, il codice, anche quali sono quelli non legittimi, come per esempio no, un progetto fatto male, eccetera, ma accanto a quello noi diamo per scontato quindi faremo apposta una verifica molto attenta del progetto ci sono le sospensioni dovute all'indisponibilità dei posti, quindi, per rimuovere queste questi che sono degli impedimenti che potrebbero essere e mortali per tutto dei progetto, parlerei in generale sia per l'obiettivo del progetto che,
Conosciamo tutti per la sensibilità che il progetto sia per il finanziamento, perché significherebbe perdere un finanziamento importante, cosa che nessuno di noi vuole, e per questo ci stiamo impegnando.
Grazie direttore, mi scusi, io voglio capire a che punto siamo e qual è il prossimo passo, ve lo fa capire il prossimo passo e che noi dobbiamo capire come spostare da ora da appena finisce la progettazione che finirà nel giro di un paio di mesi. Quindi lei mi dice che la progettazione definitiva fra il 2002 3 metro entro dicembre diciamo ecco, entrano, diciamo entro quindi io entro dicembre possono riconvocare, per questo fate accesa interessi, perché dobbiamo capire come risolvere poi gli spostamenti che fanno parte della progettazione. Quindi questa è una cosa che ovviamente coinvolge necessariamente alla direzione sanitaria. Le unità operative coinvolge un po' tutta l'attività Polieco, perché non possiamo pensare di dismettere un reparto solo perché devono fare i lavori, quindi sarebbe disastroso per altri. Ovviamente, peraltro, la tipologia di pazienti che non non ci possiamo permettere. Ovviamente, quindi, però, spostare un ambulatorio e riadattarlo, cioè tutte queste ipotesi qui le stiamo facendo con la Direzione generale e la direzione sanitaria, ovviamente va bene. La ringrazio, io completerei, ecco, questa prima fa un fase, poi ascoltiamo le 3 aziende i con il dottor Eustacchio ed Enrico.
Sì.
DH motoneurone, cioè il day hospital del motoneurone. Prego consigliere De Santis, prego, Consigliere, dottore grazie a cosiddette perché purtroppo devo lasciare i lavori perché ritengo sia utile che facciamo un aggiornamento assolutamente, diciamo, concordo con quello che diceva lei prima e anche la consigliera spina. Noi abbiamo bisogno proprio per capire l'attuazione del PDTA, che ha descritto benissimo il dottor Montanaro. Dobbiamo capire le direzioni strategiche. Chi segue il, i protocolli che sono previsti, a che punto l'attuazione capire l'omogeneità sul territorio? Quindi sarebbe utile fare un punto con le direzioni strategiche e da questo punto di vista.
Io aggiungerei una cosa, un punto nella prossima Commissione.
Ritengo che noi dobbiamo capire anche se le fonti di finanziamento sono diverse, quello che emerge dalle associazioni dei familiari, dal dai malati che sono intervenuti oggi è il tema anche della semplificazione burocratica, perché noi abbiamo diverse fonti di finanziamento per diverse misure che vanno che cercano di costruire un sistema di aiuto che sia più vicino possibile l'H 24, ora, siccome noi siamo dei legislatori la parte tecnica sarebbe,
L'aiuto dalla parte tecnica, sarebbe utile a capire come costruire questa integrazione delle misure, anche per evitare che una parte dello stress che già che si accumula ulteriormente a quello che già vivono le famiglie, sia utilizzato, come avviene oggi per gestire la burocrazia magari capire insieme come questa integrazione tra il il welfare,
Il sociale e il sanitario possa magari anche.
Come dire costruire razionalizzazioni di spesa che magari può essere messa a disposizione dei malati stessi delle famiglie stesse. Penso che questo, da questo punto di vista, sia utile fare un punto, e sarebbe il caso che magari i due dipartimenti dei due Assessorati ci possano dare un aiuto per provare a costruire una sinergia di tutte le misure che sono a disposizione. Sul secondo punto,
Delle audizioni di oggi, io sono un po' perplesso. Dico al responsabile della gestione della della struttura,
Dei servizi del Policlinico di Bari, perché oggi noi siamo stati convocati su richiesta dei consiglieri dei colleghi hanno fatto richiesta per avere un cronoprogramma. Ora sarebbe stato utile oggi riceverlo, anche perché la delibera è stata approvata e sarà pubblicata il 30 ottobre 2023. Fra un mese sono tre anni che sono state stanziate le risorse, 68 pagine di delibera con un lavoro eccezionale del Dipartimento che spiegava e dell'ARES che spiegava come mettere in piedi il centro e siamo ancora qui a 33 anni con una gara indetta, ma ancora non è stato fatto un lavoro, la progettazione esecutiva e non sono stati previsti degli spostamenti. Io penso che il grido di allarme che abbiamo sentito oggi da parte dei pazienti e delle famiglie debba responsabilizzare chi gestisce le tutti i livelli della macchina amministrativa, perché è un giorno perso, significa magari avere un malato in meno.
Ci è stato spiegato con molta chiarezza.
E quindi da questo punto di vista vorrei, Presidente, le chiedo diciamo che anche ci sia una sensibilizzazione maggiore, che magari diciamo anche i tempi, per costruire un piano di spostamento dei reparti che oggi sono lì per fare dei lavori avvengano in tre mesi, ma che ci sia un lavoro che possa essere diciamo il più rapido possibile.
E per evitare di perdere ulteriore tempo, visto che abbiamo già perso due anni e 11 mesi, grazie grazie, grazie, Consigliere, prego prendere del dottore.
Il microfono acceso grazie sì, buongiorno a tutti, ringrazio per l'invito perché è un tema che al quale tengo molto.
Allora io sono Eustachio d'Errico, lavoro come dirigente medico nella Neurologia, Amaducci del Policlinico di Bari, all'interno di questa unità operativa e attiva ormai da molti anni, il Centro per le malattie del motoneurone, quindi noi da oltre 20 anni gestiamo e seguiamo persone con questa malattia che possiamo definire devastante sotto più punti di vista.
È è stato già detto che è una malattia complessa, che richiede un approccio non soltanto multidisciplinare, ma anche multidimensionale, perché purtroppo il quadro clinico del paziente peggiora settimana dopo settimana, mese dopo mese, e purtroppo ad oggi non ci sono ancora delle cure che possano rivestire questo processo degenerativo.
Per quanto riguarda il Centro per le malattie neuromuscolari degenerative del quale parlavamo che in realtà non sarà un centro nivo, ma un centro di secondo livello che adotta come modello il Centro Nemo della Fondazione Serena, siamo in attesa tutti quanti, però posso dirvi che almeno un impegno da parte nostra della nostra unità operativa del nostro 100 centro, comunque rimane attiva al giorno dopo giorno e cerchiamo di adeguarci alle varie necessità che stanno venendo stanno emergendo, ad esempio, alla terapia genica col Topher, SEN, che in Italia non è ancora approvata. Ne abbiamo dei pazienti che la stanno praticando.
Perché chi li chiediamo? Il farmaco negli Stati Uniti e farmaco ci viene a eccepiva, quindi, inoltre, al paziente viene garantito già un approccio multidisciplinare da quando il paziente viene preso in carico, ossia abbiamo la possibilità di effettuare una valutazione pneumologica, fisiatrica, otorinolaringoiatrica gastroenterologica.
Il problema è che questa sì attività non viene espletata, effettuata nello stesso luogo, quindi, purtroppo il paziente è costretto a spostarsi da un padiglione all'altro per effettuare i vari accertamenti e il centro per le malattie neuromuscolari servirebbe ad ovviare a tutte queste problematiche, anche a garantire al paziente,
Di effettuare tutti gli accertamenti e la presa in carico in un unico luogo,
Il problema della multidimensionalità e che noi seguiamo il paziente nel momento in cui il paziente ha meno necessità, nel senso né nel momento in cui il paziente è ancora autonomo. Paradossalmente, proprio quando le necessità del paziente diventano quelle più gravi, sia la necessità di una PEG, di una ventilazione meccanica invasiva, purtroppo il paziente non può più accedere al centro e quindi la palla passa in mano ai colleghi del territorio e in effetti anche noi, perché poi, comunque, continuiamo a seguire i pazienti nel tempo, notiamo che l'assistenza territoriale non è paritaria in tutte le zone.
I numeri non sono piccoli, nel senso che noi, ad esempio, a Bari che siamo, penso al centro un po' più ampio della Puglia effettuiamo circa 100 nuove diagnosi, l'anno sono un numero altissimo solo per le SLA dei pazienti con SLA cioè mi scusi, il centro di riferimento. Quali sono che non allora in balia di Bari abbiamo, siamo noi del Policlinico, poi c'è l'ospedale Di Venere, l'ospedale di Monopoli e l'ospedale Miulli, e nelle altre qui c'è il pericolo, l'unità operativa di Neurologia del Perrino di Brindisi e l'ospedale, la Neurologia di Taranto, il Santissima Annunziata. Quindi, comunque, abbiamo dei riferimenti no, per essere chiari, anche con la ah ah siete andati alla consigliera, ASPI no, siccome la consigliera Spina ha fatto un riferimento, dicendo che il centro dei fiumi volevo essere chiaro, volevo far chiarire anche a tutti perché qua ci sente tutta la Puglia che noi abbiamo in tutte le, in tutta la regione, centri di riferimento, diciamo, noi stavano cercando invece di dare una identità per il ricovero, non per i riferimenti, ecco per essere chiaro, mi dispiace che sia andata via la consigliera spine di questi tre sono centri, AAMS, cioè centri di riferimento al quale però poi.
Fanno poi riferimento centri sfoga.
Stavo dicendo che il paziente, nel momento in cui ha meno necessità, riesce ad accedere presso i vari centri ospedalieri.
Il paradosso è che poi, nel momento in cui le necessità assistenziali del paziente crescono il paziente e non può più accedere, e quindi la va implementata, l'attività territoriale,
B e questo diciamo GRA Direttore, dottore, grazie in, diciamo questo oggi e una prima diciamo come posso dire osservazione, una fotografia che emerge chiarissima.
Da quello che lei dice che c'è un sistema domiciliare che non viene applicato dappertutto, c'è una disomogeneità, ci sono realtà funzionanti perché hanno lavorato, diciamo negli anni altri un poco non per colpa loro, ma che noi dobbiamo arrivare però a far funzionare tutti allo stesso livello.
Io la ringrazio, diventa inutile continuare e dire qualche altra cosa.
No, volevo soltanto dire l'ho detto poco fa che mi impegno nostro come Policlinico, come Neurologia del Policlinico e il massimo nel garantire, perché non ci sarà il centro malattie neuromuscolari a garantire comunque al paziente un approccio multidisciplinare, come viene fatto ormai da diversi anni. La ringrazio, la ringrazio, grazie, quindi diciamo, voglio riaffermare il fatto che ci sono altri che ci sono tanti, i centri di riferimento. Noi stiamo invece lavorando su il Centro di riferimento di secondo livello che accolga tutte le problematiche delle malattie neurodegenerative. Non solo la Sla ha. Ovviamente.
L'altro è la cosa più sia andato. Il di il direttore della GT è andato via. Ecco, diciamo la cosa che io invece vorrei precisare che noi abbiamo un progetto, quel progetto deve essere espletato, a meno che non ci siano delle variazioni stabilite in altri. Diciamo luoghi che noi dobbiamo sapere. Io vorrei che quel progetto che di delibera è vero direttore mi corregga venga rispettato come cronoprogramma. Come ha detto il consigliere dei santi, siamo un po' in ritardo. La il prossimo aggiorna in ritardo il prossimo giorno. Aggiornamento che faremo e che vorrei avere presenti tutti i direttori generali, i direttori sanitari che non abbiamo dato un bell'esempio oggi in questa giornata tutta la Puglia, secondo me.
E se è d'accordo con me in Consiglio, ma io sono, diciamo, come lei sa, io non è che vi dico, le dico la dedico a destra e a sinistra non ho problemi, diciamo.
Devono essere anche perché oggi parliamo di PDTA anche da di applicare il PDTA in tutte le ASL, e oggi abbiamo necessità di capire come nelle ASL vengono applicati quei PDA, perché se l'ARES fa il percorso, se il Dipartimento crea praticamente il modello e le aziende non lo applicano e c'è un problema.
E qui il problema non è che siamo noi, il problema è il malato, sempre va bene, allora per completare io vorrei ascoltare il Direttore facente funzioni dell'Unità di cure palliative della ASL di Bari, il dottore Errico lauta che si è sacrificato a prendere il mio proprio posto in questi diciamo mesi la dottoressa Ancona che si occupa delle malattie rare perché vorrei capire da Alessandra Ancona,
Diciamo i problemi sui PDTA, della slide, che so benissimo, e poi vorrei ascoltare le 2 aziende che sono rappresentate, che sono l'azienda di Foggia, vorrei capire cosa praticamente fanno nel percorso come viene applicato il PDTA, quali sono gli elementi di applicazione e quali no, e lo stesso per Brindisi? Grazie.
Grazie presidente per l'invito, scusa, scusi, dottor l'altra faccia intervenire il consigliere Scalera e poi continuiamo.
Grazie Presidente.
Grazie per la presenza del dottor Montanaro e di tutte le tutti gli auditi che oggi sono ben ci concordo con te, Presidente,
Che su questi temi nessuno deve sottrarsi alle proprie responsabilità.
E l'assenza, appunto, del delle direzioni strategiche oggi in questa Commissione, in questa Assise non stanno dando una bella, come dire, una bella immagine della istituzione che rappresentano però in questa Commissione vorrei soffermarmi su un tema che è diventato di grandissima attualità, cioè quello del,
Fine vita.
Quando parliamo del fine vita?
Parliamo della persona nel momento, credo, senza tema di smentita, nel momento più fragile della sua esistenza.
Quando la malattia, la sofferenza, la paura, la solitudine mettono a dura prova non soltanto il corpo, ma anche la capacità di sperare.
Su una materia che tocca la vita, la dignità, la libertà delle persone più fragili, dobbiamo assicurarci che nessuno chieda di morire perché gli è stato negato il diritto a essere curato, il diritto ad essere assistito ed accompagnato.
È su questa materia che tocca la vita non può esserci una disciplina di appartenenza.
Che sostituisca la coscienza.
Che appartiene ad ognuno di noi.
Non può esserci una cultura politica di destra o di sinistra progressista o conservatrice, che possa pretendere di avere l'ultima parola sulla vita e sulla morte degli esseri umani dalle persona, su questi temi l'unica cultura che prevale.
Io penso che è quella del cuore.
La cultura della coscienza, una coscienza che, naturalmente, non significa arbitrarietà o superficialità.
Ma assunzione di responsabilità, e mi rifaccio alle parole che hai detto responsabilità oggi, per quanto riguarda le direzioni strategiche, è venuta a mancare e quindi è opportuno, caro Presidente, che ci sia una un aggiornamento di questa Commissione, perché nessuno deve sottrarsi alle.
Proprie responsabilità,
E non intendo sottrarmi alla complessità di una discussione che coinvolge appunto la libertà individuale, la sofferenza, la medicina, la coscienza professionale ed i principi costituzionali fondamentali, la Corte costituzionale ha individuato una Circosta, una circoscritta area di non punibilità dell'aiuto al suicidio in presenza di condizioni rigorosamente de determinate.
Prima di qualsiasi percorso verso la morte, dobbiamo avere la certezza che quella persona abbia avuto davvero accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, all'assistenza domiciliare, agli hospice, a sostegno psicologico e sociale, e pertanto la Regione Puglia deve dare piena attuazione alla legge 38 del 2010 sulle culle sulle cure palliative e sulla terapia appunto del dolore medici, infermieri, farmacisti e tutti gli operatori coinvolti devono poter agire secondo coscienza e professionalità senza obblighi, senza pressioni o discriminazioni.
La Chiesa attraverso alcuni documenti e la voce dei vescovi pugliesi.
Ribadisce il valore inviolabile della vita e il rifiuto alla auto ANAS sia e del suicidio assistito, ma al tempo stesso si richiama ad una responsabilità concreta, non basta dire no alla morte, dobbiamo essere capaci di dire un sì altrettanto forte alla cura.
E questo si passa innanzitutto dalle cure palliative, il confronto è illegittimo e deve svolgersi nelle istituzioni con rispetto e senza alcuna semplificazione.
Venerdì scorso, Presidente, ho depositato una mozione con la quale impegna il Governo regionale a fare una scelta precisa, investire prima di tutto sulle cure palliative, nelle cure palliative, negli hospice, nell'assistenza domiciliare e nel sostegno.
Alle famiglie.
La politica e mi avvio alla conclusione.
Non deve decidere quale vita.
Ha più valore e quale vita non ha alcun valore?
Deve invece creare le condizioni perché ogni persona, soprattutto quando è fragile malata prossima alla morte, possa ricevere sollievo ed assistenza e anche vicinanza. La politica non può trasformarsi nell'Arbi nell'arbitrio del Val amore di una vita umana. La politica deve ascoltare, deve saper ascoltare e per chi, come me, è credente, deve ascoltare la propria fede. Grazie Presidente per avermi dato la parola e chiedo scusa se sono stato prolisso, ma avevo il dovere di esprimere qual era il mio pensiero su temi e argomenti che io ritengo pesano su la politica e sul nido di, sul nucleo di noi come un macigno che dobbiamo portare e saperlo portare con le proprie gambe. Grazie Presidente, grazie consigliere, Scalera, prego nella tornata.
Grazie presidente per l'invito.
Se mi è consentito volevo.
Aggiungere qualcosa a quello all'ultimo intervento del consigliere Scalera se, se ho capito bene, allora sono pochi mesi che dirigo ad interim l'unità di cure palliative e mi sono arrivate cinque richieste di suicidio assistito.
Abbiamo preso in carico tutti e cinque questi pazienti con gli esperti con i colleghi di cure paglia, palliative che seguono a domicilio i pazienti e sostanzialmente abbiamo definito, poiché il loro, ovvero bisogno era quello di definire delle di dare delle disposizioni anticipate di trattamento, cioè loro non avevano.
Abbiamo fatto questa richiesta, ma il loro obiettivo era quello di dire chiaramente guardate che io adesso sono in una condizione di autosufficienza che pian piano sta deteriorandosi nel momento in cui si renderanno necessari altri trattamenti. Vi dico già da ora vi faccio un esempio. Non sarò in grado di respirare autonomamente. Vi dico già da ora che non voglio che siano fatti trattamenti invasivi, quali ad esempio una tracheostomia e una Into, diciamo,
Con la introduzione di una cannula tracheostoma mica la ventilazione meccanica. Quindi, come è stato già detto, credo proprio dal presidente il problema in questo momento e fare in modo che la rete è uno dei problemi. Diciamo che abbiamo diventi più efficiente e che eviti che questa tipologia di richieste, che si fonda sostanzialmente su un difetto di informazione, possano essere invece orientate nella giusta dire direzione. Mi scusi, ma mi sembrava dramma importante.
Allora l'intervento che credo sia stato richiesto all'ASL Bari sia quello di.
Definire in qualche maniera la.
La tipologia di assistenza che forniamo assistenza specialistica, che forniamo ai pazienti.
Più critici in assistenza domiciliare sono pazienti affetti da patologie complesse e che richiedono cure di intensità elevate, intese proprio sia come qualità del degli operatori coinvolti sia proprio come intensità in termini di tempo richiesto, a domicilio di tipo cure di tipo sanitario. L'unità di fragilità e complessità assistenziale fu istituita nel 2013 in ASL Bari nel 2019 è stata adottata con la delibera 12 CE 52 il modello,
Delle cure palliative aziendali, le cure palliative è già stato detto ma lo ripeto, sono rivolte a quelle persone affette da patologie non guaribili, quindi patologie inguaribili, ma per quel che riguarda la cura dobbiamo ed è un diciamo.
Non è un una, uno sfizio così lessicale, il noi possiamo prenderci cura delle persone ammalate fino al all'ultimo momento, fino alla fine okay. Esistono quindi delle patologie, tra le quali ci sono le patologie neurodegenerative, che sono caratterizzate da un sono tutte inguaribili, ma sono caratterizzati da un lungo periodo di cronicità che può durare anche più di 10 anni 15 anni abbiamo dei pazienti ventilati meccanicamente a domicilio che vivono con questo supporto anche da 15 anni. Ebbene, questa lunga fase della cronicità ha degli alti e dei bassi e.
Ed è seguita poi quando diciamo si va nella fase della del, la cosiddetta End Steg, la fase terminale propriamente detto, quando c'è sia una compromissione di organi.
Quindi diciamo che determinano proprio alla fase terminale, che porta poi agli ultimi giorni di vita e alla morte. Le cure palliative in ASL Bari sono state adottate secondo il modello delle cure palliative, oncologiche, non oncologiche.
Diciamo, definendo un percorso comune a queste patologie, le cure, diciamo, nella fase della cronicità.
Secondo i modelli dei livelli essenziali di assistenza, le cure palliative articolo 23 e 3 e 31 dei LEA del DPCM del 12 gennaio 2017, per quel che riguarda le cure domiciliari articolo 23 sono di base e specialistiche, allora i distretti sociosanitari organizzano le cure domiciliari e, accanto a delle cure di base, ci sono delle cure specialistiche. L'ASL di Bari ha istituito l'unità di fragilità e complessità assistenziale per garantire ai pazienti più complessi le cure specialistiche. L'unità di fragilità è costituita, dal punto di vista dei sanitari, da A 4 spe specialisti in anestesiologia e rianimazione. Quattro medici e 18 infermieri è divisa in quattro macroaree abbiamo diviso il territorio dell'ASL di Bari in una zona metrò a un in un'area metropolitana, un'area a nord, un'area della Murgia è un'area sud. In ciascuna di queste c'è un, medico e ci sono degli infermieri quali sono le attività che svolge la unità di fragilità, non solo l'assistenza specialistica domiciliare che si sostanzia nella presa in carico dei pazienti che POR sono portatori di una tracheostomia e di una gastrostomia, cioè, sostanzialmente sono ventilati meccanicamente a domicilio oppure sono nutriti artificialmente a domicilio per via enterale, quindi per via intestinale e quindi la gestione di queste.
Di queste situazioni che, come potete capire, sono complesse, sono affidati a questi, a questo gruppo di sanitari, ma non solo. Abbiamo anche ambulatori di terapia del dolore. Abbiamo delle équipe che sono deputati alla all'impianto di accessi venosi in casi in cui le vene non sono facilmente incalcolabili con metodologia standard. Abbiamo delle, diciamo, degli ambulatori di cure simultanee in cui vengono somministrate delle.
Infusioni a pazienti affetti da malattie rare, insomma, sono una serie di, diciamo, di attività sanitarie che sono prese in carico dall'unità di fragilità, ma l'unità diciamo le cure palliative in ASL Bari e termino, Presidente, le cure palliative in ASL Bari.
Sono caratterizzate da un'unità complessa al cui interno ci sono delle sono delle articolazioni interne, una di queste unità di fragilità, ma il diciamo il, una delle componenti essenziali sono le cure palliative propriamente dette. Come sapete, che sono erogate dagli hospice noi in ASL Bari abbiamo due hospice pubblici, l'hospice di Monopoli e l'hospice di Grumo Appula e abbiamo hospice convenzionati la Fondazione Santi Medici di Bitonto, Villa ed venditori e Santa Rita Di Bari le attività che sono erogate dal, diciamo dagli hospice pubblici, sono non solo la attività residenziale. Abbiamo 8 posti letto per ciascuna ciascuno di questi hospice e poi abbiamo anche l'attivitâ. La assistenza domiciliare oncologica con anche in quel in quel. In questi casi abbiamo un'attività anche ambulatoriale, un'attività.
Diciamo domiciliare, come hai detto accanto a quella residenziale, che altro dire credo che diciamo se non ci sono delle domande, io terminerei qui scusate se sono stato un po' lungo, ringrazio il dottor lauta.
Vorrei ascoltare, diciamo su due punti, li aspetti, la dottoressa Alessandro Ancona che si occupa del Centro territoriale delle malattie rare la SLA è una malattia rara,
Volevo capire se ci sono accorgimenti sul PDTA che chiaramente risulta un po' datato, che possiamo su cui possiamo lavorare e poi sentire le 2 ASL velocemente per chiudere poi la audizione, spero nei prossimi 20 minuti, prego, dottoressa buongiorno a tutti e grazie per l'invito allora.
I PDTA sulla SLA è un po' datato. Ma che cosa ci dice? Insomma, noi abbiamo creato sicuramente una rete tra i centri di riferimento e il territorio. Quale cosa manca, ma anche tutte le aziende, quindi è creato questo e in tutta noi parliamo centri di riferimento. Lo abbiamo detto, quindi non tutte le ASL hanno il centro di riferimento al loro interno, però il dialogo con il centro c'è, soprattutto attraverso i Centri Territoriali, malattie rare che sono presenti in ogni ASL e che funzionano, quasi cioè quindi da facilitatore tra l'ospedale e il territorio. Cosa manca in questo rapporto? La condivisione al momento della diagnosi? Molto spesso noi intercettiamo in pazienti al bisogno quando arrivano sul territorio in uno stato già avanzato, se intercettati al momento della diagnosi, i Centri territoriali possono creare sul territorio già un ambiente idoneo a gestire le varie esigenze, che vuol dire far comunicare già tutti i servizi per la presa in carico e prepararli alle a far sì che sia un paziente già noto. Questo non avviene al momento o avviene su. Richiesta invece avere, diciamo, una sorta di registro della presa in carico. Questo sarebbe una cosa utile per rendere più efficiente il.
La presa in carico e l'altro aspetto su cui bisogna lavorare è quello della formazione, cioè se io non so che cosa devo fare e non lo farò mai, quindi è importante che non sia però fatta senza un criterio nel momento in cui si ha una certificazione sia una diagnosi si lavora sul territorio che deve prenderlo in carico quindi io lavoro sulla formazione sul medico di base,
Di quel paziente, in modo tale da formarlo su quello che sarà poi la prospettiva della presa in carico e così tutti gli operatori sanitari.
Avete sentito dal dottor lauta com'è una presa in carico in ASL Bari, funziona la di funziona e funziona anche l'aspetto di.
Multa specialistico che è assicurato dall'Unità di fragilità, questa cosa non so se è presente nostre in altre ASL è un po' configura quello che è il.
Il ruolo del Nat di cui ha parlato la dottoressa Annicchiarico, che andrebbe però.
Integrato con la figura dello psicologo nei PDTA, si parla dello psicologo, i distretti ora hanno avuto lo psicologo di base, ma lo psicologo di base non riesce a sopperire a quel tipo di bisogno che viene da questi malati rari e soprattutto dal percorso che loro devono affrontare come lo devono affrontare le famiglie. Lo hanno detto le associazioni, questo è.
L'altro aspetto che sicuramente è stato evidenziato anche dal dottor Montanaro è la condizione, poi del setting dell'emergenza, cioè noi dobbiamo lavorare su questo perché questo è sicuramente un aspetto che noi non abbiamo ancora, su cui non abbiamo ancora fatto luce, nel senso che la territorialità, la prossimità noi come ASL Bari, riusciamo un attimino a gestirla, perché anche noi siamo un'ASL grande al nell'ambito della ASL BA Bari ci sono due nodi della rete malattie rare che si occupa proprio della SLA la Neurologia del Di Venere e la Neurologia di Altamura. Quindi compriamo due aree. Cosa stiamo facendo? Noi stiamo cercando di potenziare queste queste unità operative con un team multidisciplinare.
Noi siamo un attimino fortunati perché abbiamo una continui, c'è una vicinanza territoriale col centro di riferimento più grande che è quello del Policlinico. I team possono parlare molto più facilmente perché si conoscono, però, accanto a questo noi dobbiamo far sì che parlino nelle varie ASL i dipartimenti di assistenza territoriale e anche quelli dell'emergenza urgenza perché il paziente deve, nel momento in cui alla diagnosi arriva al distretto diventare paziente, noto è il 118 e il pronto soccorso più vicino a casa. Deve già sapere come gestirlo dalle DAT a quelle che sono poi i protocolli previsti già da PDTA.
Grazie dottoressa. Ecco la cosa mi è venuto.
Se non ti re scusami Peppino.
Sì, però devi andare al microfono e ti devi presentare.
Perché sennò non vi è la registrazione, volevo l'unica cosa prima che tu interviene, intervenga questa mi sarebbe piaciuto, per esempio, chiedere ai direttori generali come hanno applicato il punto dovrebbe essere cinque o sei di quella delibera sul percorsi di emergenza urgenza in quei pazienti perché noi sappiamo che collocazioni di quando vanno in pronto soccorso non sono pazienti come siamo noi e quindi l'abbandono di quei pazienti le consulenze fatti in maniera veloce.
Un percorso preferenziale. Ecco questo, secondo me, dovrebbe essere un obiettivo da mettere sul campo e non penso che questo obiettivo costi e una sorta di organizzazione che può migliorare vera, fargli protocolli, debba flussi con i Dipartimenti giù e questo è quello che io avrei voluto dialogare oggi con, diciamo le direzioni prego presentati, sì,
Buongiorno sono Giuseppe Di Battista, sono il marito dichiara Cantiere nonché socio AISLA. Stiamo seguendo, diciamo questa macchina già da parecchio tempo con il Presidente Spaccavento col direttore Montanaro che ci ha dato sempre il massimo supporto e così via. Però, dall'ennesima riunione che facciamo oggi ci accorgiamo che la macchina è molto complessa, quindi io volevo capire se era possibile istituire una figura. Ricordano gli angeli di tutti questi attori, perché mi sembra che ognuno parli una sola lingua e sta chiuso nella sua nel suo castello senza che perché noi, il problema UNMIK, almeno ridurre la risoluzione di qualche piccolo problema non raggiungeremo mai. Ci ritroveremo qui tra sei mesi a parlare ancora delle stesse cose, dottor Spaccavento.
Quindi, se è possibile istituire una cabina di regia di tutti questi attori che parlano tra di loro, che hanno il loro linguaggio, però che sia coordinato da qualcuno che alla fine porti un cronoprogramma dei tempi certi, perché così noi stiamo perdendo tutti quanti oggi solo del tempo, questa è una piccola osservazione, un attimo solo intanto non sarà fra sei mesi, ma faremmo molto molto prima che ci rivedremo, lascerò, dicevo, non stiamo facendo degli enti e centri riunire una parte giornalistica non si economy. Mi interessano io di portare questa istanza. L'assessore si augura il dibattito, ho visto che c'è la presenza del dottor Montanaro, istituisce una cabina di regia perché potrebbe essere anche lo stesso dottor Montanaro, perché in chat che ha già coordinato il dottor Montanaro, il dottor Montanaro non aveva le idee molto chiare. Ci fu una chat dove al tavolo MISE tutte le persone. Vito scusami. Se mi permetto, però vorrei riattivare il tuo modello, se tu me lo consenti, dove li chiama Asti tutti intorno al tavolo e avevi dato delle linee chiare, quattro punti. Vito ti ricordi come stavi facendo partire, ad esempio i PDTA. Tu fai questo tu, fai questo tu, io chiederei al presidente, vuoi in maniera indiretta anche a Vito Di rimettere tutti intorno a un tavolo, sono qui, non invito, non puoi con la chat si è interrotta e non è andata più avanti. Poi un altro punto è una convocazione che è giunta per domani presso l'assessorato che ci spaventa molto Vito. Se possiamo insomma attenzionare la questione all'Assessore, rivedere, ritrovarci prima, prevedere quella delibera perché,
Scusa perché convocazione e c'è stata una convocazione per domani al all'Assessorato per parlare di una delibera sulla sull'ADI, sulla organizzati che ci ha che ci sta per domani, ma domani che stava allertando tutte le associazioni di categoria perché sono diciamo, è irricevibile quella proposta di delibera. La dobbiamo discutere con chi usufruisce del servizio, perché qui state parlando di infermieri, prestazioni Sept specialis, ma c'è un aspetto yachts, la figura del nostra casa. Io non vivo senza OSS perché qui arriveremo e chiederò a tre di essi del mio relatore a fare.
Il percorso di evita anche per il car giver, perché di questo passo saremo in due, perché di questo stiamo Cristian Silviu Bu, non stiamo parlando di Kharkiv, poiché qua stiamo veramente alla frutta.
Serve un intervento serio della politica di tutti quanti tutti questi attori a questo voto, perché tagliare la il e rendere uniformi gli ossi, il numero di assistere la ID uguale in tutte le Province, perché chiara sta coordinando anche una chat regionale c'è l'inferno c'è l'inferno,
La Provincia di Ballads di Bari è veramente un'isola felice, grazie anche all'Unità di fragilità, ma serve l'assistenza spicciola,
Serve l'assistenza, non possiamo esce, deve essere lasciati soli come famiglie.
E questi due tre richieste che sono un coordinamento e poi rivedervi lista e cold, siamo, noi, noi soffriamo del service, chi lo controlla, ma cosicché noi dobbiamo dialogare e non c'è chi è chi ha affidato il servizio all'operatore economico, che controlli il servizio come viene fatto come viene quindi da parte nostra c'è tutta la disponibilità stiamo qui per dialogare e migliorati ma ascoltateci ascoltateci.
Perché siete persone con cui si dialoga veramente bene, con piacere però non lo so, sembra che poi la macchina si ingessa ingessata da chi.
Non va avanti.
I soldi ci sono, le risorse ci sono, manca un coordinamento, manca la volontà politica di portare avanti queste tematiche e prima o poi ti chiederò di essere il relatore sul fine vita dei Cargill, no dei malati, felice se lo che speriamo di no, speriamo, speriamo proprio di no io cercherò social riveli no, io cercherò invece di sostenervi in questo percorso la e Los la Presidente oggi ha parlato del Di Nicola Rutigliano, che era un paziente, che ho avuto modo di toccare in questi giorni e voglio dire.
È proprio vero, chi non entra in quelle case non capisce chi non va in un VM, io voglio invitare qualcuno a venire in UVMD, arriva una prima cosa che fanno, prendono la famosa delibera del domicilio microfono capitolo sano e ce la mettono in faccia, questo ti spetta.
Senza valuta uve, mi devi valutare di navi, dire come sta al malato.
Viene vi perché può può aver bisogno di un livello assistenziale inferiore, come può aver bisogno di unità e l'assist non stanno chiusi nel distretto, per non parlare della protesica, per non parlare serve un coordinamento, perché le risorse ci sono, ma serve un coordinamento, va bene, allora mi farò portavoce con il Direttore del Dipartimento con l'Assessore che era impegnato inoltre ligio va benissimo passò via, Alessandro.
Allora va bene, ha perso.
Se viene fuori questa nomina, veramente io non ha voce, ma veramente con un atto con un documento ufficiale quotidianamente, allora prego se ancora poi ascoltiamo a questa esigenza valeva occhiali e perché.
Non è chiaro che il ruolo del Centro territoriale le malattie rare, è proprio questo il Centro territoriale in staff alla Direzione strategica, proprio per assicurare la rete coordinamento e delle ONG VM. Come diceva, non partecipa il referente distrettuale delle malattie rare con quello, quindi è qui, quindi che però è previsto da PDTA, è qui e quindi probabilmente bisogna mandare una nota al dalle direzioni di coinvolti. Conosciamo dall'inizio che sappiamo che lì c'è un paziente su quel territorio, si crea una rete più efficiente. Sicuramente pochi. Grazie un attimo, solo due tornata vuole intervenire per.
Perché poi ci sono le 2 altre aziende di Pyongyang? Comunque oggi siamo stati ad ascoltare, diciamo, non siamo stati tre ore poi agli 800. Sì, sì, rapidissimo delle proposte a proposito del del del fatto che i caregiver che le famiglie si sentano sole, allora uno dei problemi fondamentali vorrei che fosse chiaro che non è la no, non riguardano le cure sanitarie, ma sono prevalentemente le cure di natura sociale integrate naturalmente con quelle. Una delle proposte che è stata avanzata è quella a livello nazionale, è quello di investire e fare degli investimenti nella formazione di caregiver professionali, forma quindi che ne siano non quindi sanitari, ma che siano dei caregiver, come lo sono i familiari che sono dei laici, tra virgolette, che devono essere formati accreditati per garantire un sostegno domiciliare alle famiglie che hanno bisogno di fare, diciamo di a vivere anche la loro vita, lasciando il proprio caro assistito da qualcuno che è competente ed accreditato, altri, la altro da fare come proposte, quello di istituire dei posti letto in presidi ospedalieri oppure per le urgenze tra virgolette, come abbiamo fatto in ASL Bari con Altamura e presso le residenze che possono essere le RSA agli hospice specifici, cioè dove sono in grado di prendersi cura di questi assistiti per i ricoveri di sollievo quando le situazioni familiari diventano tali che c'è bisogno di prendersi cura dei caregiver,
Grazie, direttore, direttore, allora sì, certo, Antonio.
Gianpietro, prego, si accomodi, erano le altre ASL,
Funziona.
Brevemente, su su quello che ho sentito, solo le diretto su quello che ho sentito, ciò addirittura.
Su quello che ho sentito sugli o VM, ecco perché questo importo è veramente importante e lo dico ormai da diversi mesi, anche visto abbiamo un'occasione anche approfittando di quello che sarà la riforma della disabilità che impone di, diciamo scusatemi occorrono Ripam anche sfruttando quello che è la riforma sulla disabilità che già sperimenta la stiamo già sperimentando.
Diciamo a Lecce, a Brindisi, ma dal 2027 sarà in tutta Italia, cioè dobbiamo approfittare di questo perché lì si dice una cosa semplicissima, che il web non devono essere più fatte, come diceva, è cosa che accade se poc'anzi il signor Peppino sullo spazio giusto non deve essere più fatte. Così c'è io vengo al UM, veniamo con le carte, io ci ho che cosa ciò questo, questo e questo punto e basta no, non è quello, si parla di progetto di vita, però, se non cogliamo questa opportunità per farlo, ora questo d'ora in poi non lo facciamo più è, secondo me, almeno su questo è fondamentale, c'è il coordinamento anche nel UM, non devono e non deve essere semplicemente la somma di due, tre interventi che ci sono, li mettiamo insieme, diamo il progetto di vita. Non è questo che va fatto sulla persona e questa è un'occasione che abbiamo e lo dobbiamo fare assolutamente, e io spero che il tavolo di cui si diceva stamattina l'Assessore Casili,
Di integrazione del sociosanitario sia un'occasione realmente per creare del UM che cominciano ad ascoltare le persone e che non siano solamente un passaggio burocratico di carte, perché altrimenti ne possiamo fare a meno, perché è quello che sappiamo quello che si può avere più o meno, si sa, finiva la pena andare web a sto punto lo facciamo direttamente bassa. Scusate questa provocazione finale, grazie allora in maniera veramente molto rapida perché oggi veramente siamo stati lunghi, anche se sono temi che secondo me meriterebbero anche molto di più, però mi rendo conto che siamo molto stanchi.
Incide un piccolo PDTA AS Brindisi, PDTA della ASL Brindisi midriasi, ma tu vuoi Fiorini, direttore, neurologia perfetto. Allora il PDTA nostro aziendale risale al 22 2022.
Collaborato e partecipato con la pneumologia che viene messo in atto, si direttore un attimo, noi abbiamo un PDTA regionale, si era già detto aziendale, e poi abbiamo anche lo avete le Cirillo aziendale, certo certo certo che portiamo avanti presso il nostro centro di malattia neuromuscolare delle unità operativa di Neurologia il problema grosso che è emerso in questo dibattito e che confermo esserci anche nell'ambito brindisino e il territorio, quindi bisogna lavorare con fermezza con è veramente drasticamente sul territorio, con un approccio anche culturale e quello che è stato sottolineato, anche considerando che ho sentito il dottor derivi diceva il centro di secondo livello in realtà il territorio, il primo livello che deve essere quello assistenziale non terapeutico, il secondo e il nodo ospedaliero dove possono essere effettuate terapie e su quello che si è detto, Lecce, Foggia come centri riferimento perché effettua terapie. Noi portiamo avanti anche il tuo Fersen, abbiamo praticato anche terapie, contò farsene, che quella di cui si citava, quindi penso che nell'ambito dei centri ospedalieri si debba distinguere come si è fatta la stroke, ciò che si può fare, ciò che non si può e non si deve fare, e poi il terzo livello, che è quello di riferimento che è quello di Bari che, a prescindere come si è detto, che si dica.
Centro Nemo o centro a neuromuscolare il centro di riferimento, sia per consulto sia per gestione diverse. Scusi, direttore, ma le cure, le cure ai pazienti a casa come vengono erogate allora c'è il pubblico, c'è un eccetera per c'è l'unità operativa dipartimentale di cure palliative insieme all'assistenza domiciliare, questo vien fatto e viene fatto a casa dei pazienti. Sì, però qualcosa sicuramente a perfezionare il coinvolgimento del della figura del medico curante, l'ampliamento delle possibilità degli ospedali di prossimità. Quindi a Brindisi Ceglie una unità di cure palliative a casa, dipartimentale territoriale che va a casa dei pazienti con medico infermieri. Questo non so precisare perché io, come clinico ospedaliero, però noi, per esempio come centro siamo ci facciamo carico, quindi lei non si occupa di questa assistenza. No, no, questi sono Orson, clinico, ospedaliero, ospedaliero quindi non si occupa di questo percorso di questi pazienti. No, no, io direttamente no, no. L'unità operativa dipartimentale noi, come se non c'è qui oggi che non c'è che non c'è poiché.
Che terrò oggi si parlava di assistenza domiciliare. Io rappresento la ASL e diciamo è questo. Il problema è che il direttore sanitario dovevamo andare insieme alle qualcuno per l'assistenza domiciliare, sì che altrimenti non ci capiamo sì, noi, come centro ospedaliero, garantiamo anche la possibilità di di avere tracheostomia e di seguire la tracheostomia e di seguire la PEG, e quindi il carico ospedaliero, come si è detto, diventa eccessivo rispetto agli scambi PEG e Cannone. Vengono fatti in ospedale o a casa,
In genere vengono fatti in ospedale che, ogni volta che il paziente deve cambiare, la Camera avviene in ospedale per pazienti, Zan richiesta su richiesta di particolare di pazienti in cui magari ci deve essere assistenza, assistenza ospedaliera, sì, ma ci a Brindisi il Centro territoriale delle malattie rare sì a b, a Brindisi c'è c'è stato un cambio di guardia recente noi siamo stati per fare la formazione agli OSS e gli infermieri così come era stato auspicato prima.
E c'è un gruppo di persone che va a domicilio, che è molto efficiente. In questo momento assiste è andata in pensione la vecchia vecchio medico del Centro territoriale, c'è un bando, stanno introiti, auspico mi auguro che la mamma dice mi auguro che in ogni ASL pugliese vadano ai medici infermieri a domicilio. Noi che i pazienti vanno.
Mentre perché noi abbiamo conosciuto gli infermieri che vanno a domicilio per le medicazioni, per il cambio Cannova. Bene poi, quando faremo il nuovo incontro con i direttori generali, i direttori sanitari, ci faremo dare esattamente territoriali, malattie rare che sono quelli che faticosamente incontriamo una volta al mese e quindi coordiniamo per arrivare proprio a fare l'equità di cui si parlava. Grazie. Grazie, direttore. Grazie grazie, grazie mille, prego, dottoressa si presenti,
Li Bergoli Michelina, sono direttrice di un reparto di riabilitazione fino a poco tempo fa e lo direttrice facente funzioni del Dipartimento di riabilitazione e quindi molti pazienti slide incontrati in tutte le fasi della loro vita. Sì, però io non voglio sapere gli incontri che ha fatto, voglio sapere il PDTA della TASI. Rientro come il genere, diciamo di diagnosi, sono un Policlinico di Foggia e casa-studio della sofferenza. Poi c'è il tesi un,
Un altro sportello di malattie rare al distretto dell'ASL di Foggia, a cui tutti afferiscono i pazienti che vogliono avere delle delle informazioni circa il percorso da svolgere.
E dagli ci sono tre i centri, diciamo due minori. Si possono rivolgere il compito di svolgere le loro.
Le loro necessità a San Severo, Cerignola e Lucia e ci sono c'è una Cervo, voglio capire una cosa, mi scusatemi che abbiamo finito un paziente, foggiano sì come viene assistito a casa i nostri a un paziente che ha una SLA ha un'équipe che praticamente un'assistenza domiciliare Alfano domiciliari c'è l'ADI, che si Ladisi eh ok, insomma che infermieri che si occupano di o che i percorsi del PD ghiaccio e praticamente dell'assistenza specialistica e cambio Cannone ai camion Pegg dove vengono fatte a domicilio con degli infermieri specializzati infermieri non possono cambiare la FIGC, non so vanno infermieri, non possono cambiare la classificazione, eccetera per quanto riguarda il cambio annullava negli ospedali. Quindi ecco quello che volevo, che lei mi sta dicendo che ogni paziente Slade leggi Foggia per cambiare la cannula va in ospedale. Non c'è e questo diciamo una cosa che va corretta. Ecco, ecco perché noi abbiamo questa, diciamo e.
Diciamo, siamo negli anni 2026, queste cose si fanno a casa del paziente, perché il DM 77 dice che la casa, il primo luogo di cura. Anche per queste cose, quindi, diciamo.
Sarebbe opportuno il prossimo incontro che faremo con i direttori generali, i direttori sanitari esplicitare quali percorsi cucù qua, come viene rispettato il PDTA nel 2023, che non stiamo a pazienti che hanno la fortuna di avere i cambi Cannone ai cambi PEG a casa e pazienti che invece sapete che significa che un malato SLA devi andare in pronto in crisi in ospedale, a farsi dare l'appuntamento per cambiare, per muovere per una cosa che si fa in due minuti, andare ritornare in ospedale e questo, secondo me, è una cosa che non doveva essere fatta in nessuna ASL pugliesi e ed ecco perché oggi era importante che ci fossero i direttori generali, i direttori sanitari, perché succede questa cosa oggi in Puglia, è una cosa orripilante,
È una cosa orripilante, siamo nel 2026 e io sento una cosa del genere, io mi vergogno da medico, da cittadino e da pugliese.
Allora questi percorsi vanno assolutamente registrati e omogeneizzati, ecco, su questa cosa, su questa cosa bisogna lavorare insieme, perché il di sconforti, un paziente, ha solo per andare a fare un cambio canone, un cambio paghi in ospedale e drammatico, voi vi immaginate quest'estate che cosa sarà potuto succede con il caldo che c'è,
Io di questa cosa mi vergogno in misura.
Allora dobbiamo stare attenti, e io cioè i consigli che ci sono qua di opposizione e di maggioranza, cioè qua, dobbiamo lavorare insieme per migliorare questi percorsi, perché questi percorsi vogliono h accadono a tutti noi, non c'è Ds sinistra.
E questa mancanza di rispetto di non essere arrivati qua preparati soprattutto delle direzioni, secondo me, una mancanza di rispetto che non fanno a noi lo fanno a Napoli, alla alle persone.
E oggi noi dobbiamo dare una risposta alle persone e ai malati,
La ringrazio, mi scusi, non era così e che c'è, prego, non accuso, volevo aggiungere, condivido in pieno condivido in pieno tutto quello che ha detto parola per parola e la sottoscriverei adesso la prossima Commissione. Presidente, devono venire i direttori generali con dati certi e ne cosiddetto denigra. Gli scriviamo che ed divenire con dati certi non possono venire a farci perdere tempo, un'altra Commissione per dire che dobbiamo procurare, dobbiamo vedere, vogliamo certezze, dati certi convocati venire con dati certi. Ecco, ti prego preferenze di no, no, no, ma lo farò, lo prego, di specificarlo, ne arrivano di tutto. Resterà grazie a nella ASL di Foggia, finalmente da due anni a questa parte, la nuova referente Centro territoriale, ma la malattia non è che la dottoressa nell'Ancona, nel caffè, nella Candela.
Omonimia e un clinico molto esperto di malattie rare che sta comincia ad andare a raccordare il territorio. Proprio su questi temi, quindi, io inviterei il Presidente a convocare non solo i direttori generali, ma anche assolutamente referenti dei centri territoriali. Ringrazio, grazie, prego Consigliere. Grazie Presidente, mi fa piacere questo sfogo che il mio ancora più grande perché più del mio se la vivo quotidianamente, quindi conosco benissimo mi ha fatto tantissimo piacere ascoltare tutti i convenuti perché hanno portato tanti suggerimenti che probabilmente noi già conosciamo e quindi mi ha fatto anche piacere, peccato che è andato via il capo dipartimento, perché qua è quello che emerge, è proprio che ogni ASL va per conto proprio 15 come ha detto chi è intervenuto, è necessario un coordinamento perché appunto siamo qui per garantire appunto un servizio a un malato, un malato molto fragile, e quindi non ci possono essere percorsi diagnostici trarre differenti da una realtà all'altra quindi perché,
Guarda, partiamo dalla progettazione, noi siamo qui per parlare appunto del Nemo e abbiamo visto che nel progetto ancora non c'è, dobbiamo sentire la validazione formale del progetto da parte del Policlinico, voglio capire le risorse per realizzare questo progetto, da dove arrivano, se sono in scadenza rischiamo di perdere i finanziamenti qui bisogna fare presto perché tanti sono gli argomenti,
Da affrontare poi qui apprendo che appunto vi sono delle disomogeneità da realtà a realtà da distr nello stesso distretto, dove anche io ho fatto una proposta, eliminiamo le ASP, facciamo una ASL unica, facciamo un Distretto unico perché non ci possono essere queste differenze, noi non possiamo ascoltare i direttori generali, non vengono no, ecco qua. Ecco perché bisogna mettere ordine. Mi fa piacere appunto ascoltare perché è un altro passaggio importante la gestione la presa in carico del paziente, come avviene. Ho sentito parlare di a di io da tempo voglio sapere l'ha detto chi è intervenuto prima, ci sono delle realtà, loro sono i primi attori, quelli che stanno veramente dando un servizio sul territorio casa per casa e poi devo apprendere dal mio chi mi fornisce il dies mio distributore di benzina, che si sta facendo un nuovo programma e lo ha detto io ne sono a conoscenza perché lo sento dire da altri ma, Presidente, lei è il Presidente di questa Commissione, noi qui dentro dobbiamo sapere come verrà gestita la di in tutta la regione Puglia,
È chiaro. Questa è la cosa gravissima. Ecco perché io sono molto arrabbiato perché non è possibile che me lo deve dire io sono un consigliere regionale, componenti di Commissione, sanità medico, e me lo deve dire chi mi eroga benzina non è possibile. Ci sono state delle riunioni, pare che domani ce ne sia un'altra e noi non sappiamo niente.
Guardi che non lo sapevo nemmeno io e credo lo ha detto chi ci ha preceduto è gravissimo,
Io non sapevo neanche questa Commissione, noi non veniamo a conoscenza di quale sarà il nuovo modello organizzativo dell'ATI nella Regione Puglia e lo dico ai miei Consiglieri di maggioranza, vi prego no, il problema riguarda tutti. Lavoriamo insieme per dare una sanità migliore, le colpe, mettiamo da parte, vediamo come risolvere i problemi, perché i soldi ci sono, quindi chiudo e cerchiamo appunto di lavorare soprattutto sulla presa in carico. Anche ho sentito parlare di hospice come vie gli hospice. Sono assolutamente necessari, sono parametrati, provincia per provincia, perché anche queste sono delle scelte politiche che vanno definite anche per la questione urbanistica per i territori. Perché uno non può andare a 70 chilometri a vedere il suo caro, come sta io stamattina ho dovuto chiamare la del direttore sanitario del periodo, perché un paziente che deve fare un trapianto c'è la tendina che non sale, e il citofono che non funziona, ma ci rendiamo conto queste gestione tecnica, comunque manutenzione or ordinarie. Ecco perché dico c'è tanto da fare e speriamo che tutti insieme riusciamo a dare delle risposte concrete aggiornandoci, spero a breve. Grazie, grazie Consigliere, diciamo su questa cosa volevo dirvi una cosa perché c'è il dato perché l'ho studiato negli anni in Puglia sono necessari otto sbarra 10 posti letto hospice per 100.000 abitanti ce ne abbiamo 270 mancherebbero un'ottantina di posti in Puglia.
Dice però tendenzialmente come Regione del Centro Sud siamo la più dotata di posti letto hospice che chiaramente, ovviamente, necessitano sempre più perché chiaramente, le malattie inguaribili aumentano. I pazienti erano sopravvenienze maggiore e anche come ricoveri di ristoro di sollievo, a volte non per ricoveri per la per il fine vita per la agli ultimi giorni, ma soprattutto per ristoro. Secondo me.
Dovremo lavorare per adottarla. Poi il Presidente Giscard, Presidente, sul fra voglio ringraziare il dottor Eustachio perché lui, che credo non abbia a rappresentava un territorio, ci ha rappresentato quelli che sono i riferimenti nella Pro in Puglia, una parte, probabilmente questo è quello che noi vorremmo sapere qui quali sono bene, allora io direi questa cosa se voi no sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, Consigliere sì, grazie Presidente. Soltanto diciamo a fare il punto della situazione, soprattutto quelle, diciamo focalizzare quelle che sono, secondo me, i punti che devono essere all'ordine del giorno della prossima Commissione intanto ho preso, diciamo atto insieme a voi di questa Costituzione che sarà imminente del tavolo sociosanitario che ha annunciato l'Assessore Casili per quanto riguarda invece i punti,
Strettamente all'ordine del giorno di oggi, credo che dovremmo aggiornarci sul cronoprogramma dettagliato del centro sul modello Nemo presso il Policlinico di Bari, quindi di modo da avere un quadro certo di quelli che sono i tempi entro i quali si potrà, ecco attuare e attivare e rendere operativa pienamente questa struttura. È emersa l'esigenza di aggiornamento sui completo, perché oggi diciamo che abbiamo visto in parte sui percorsi diagnostici terapeutici assistenziali. Dottor Montanaro anche richiamato, diciamo l'attenzione che in questi giorni è emersa anche sugli hospice pediatrici.
E quant'altro con il Presidente Decaro ha dato una prima risposta. Deve essere, secondo me, eco chiarito che è necessario il monitoraggio sulla omogeneità dell'assistenza tra i distretti e poi è emerso anche oggi quanto ecco forse sia necessario parlare, discutere anche delle informazioni relative alle disposizioni anticipate di trattamento. Quindi credo che dovremmo discutere e mettere all'ordine del giorno anche questo punto. Quanto al fine vita giusto un inciso perché se ne è parlato personalmente ho sottoscritto con gli altri colleghi di maggioranza una proposta per cui sicuramente ci sarà un confronto con le associazioni, un approfondimento in una Commissione dedicata, perché credo che sia chiaro a tutti, ma tra maggioranza e opposizione, che al centro ci deve essere sempre la dignità della persona ed è quello che stiamo dicendo e penso che tutti vogliamo ottenere questo. Grazie, grazie consigliera, io farò, mi farò portavoce di tutti voi su quelli che sono rimasti, ma anche quelli che sono andati via. Aggiornerò nuovamente questa Commissione con temi che sono emersi ben chiari, e cioè Centro Nemo PDTA.
Assistenza domiciliare sui territori, sulle aziende e quindi chiederò la presenza.
Fisica di tutti i direttori sanitari di tutti i direttori generali e del Centro delle malattie rare, così vicino al territoriale del materiale di cui si abbiamo quadro. Dicevo, il quadro preciso su ogni ASL e che quello che è successo oggi non si ripeta più, non per mancanza di neve nei nostri confronti, ma nei ma per mancanza di rispetto di fronte a tutti i cittadini, pugliesi grazie a tutti più sonore che che gli stessi sbocchi. Grazie grazie. Chiedo qui chiudo, chiudo la Commissione.
