Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
Alla data odierna i social abilitati sono:
Per attivare il servizio è sufficiente registrarsi inserendo l’indirizzo email sul quale si desidera ricevere l’alert e indicare le parole/argomenti di interesse.
Dopo aver impostato i criteri delle notifiche, si riceverà un’email contenente:
- l’indirizzo internet della seduta on line di riferimento
- la sessione di seduta con i criteri di ricerca impostati
- l’elenco dei link alle porzioni di Consiglio in cui vengono pronunciate le parole specificate nei criteri di ricerca. Le parole trovate sono evidenziate in corsivo.
CONTATTACI
Di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera E, come modificato dal decreto legislativo 126 2014 derivante dalle spese per il ricovero in clinica dello stallone murgese Narciso di proprietà della Regione Puglia, il disegno di legge rientra nella casistica della lettera e dell'articolo 73, ovvero il riconoscimento del debito dovuto per l'acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa nel caso di specie, si tratta di spese dovute per l'intervento chirurgico e le cure mediche effettuate sul cavallo sul cavallo di proprietà regionale, dette denominato Narciso. Il debito di cui stiamo parlando ammonta.
Una tantum a 3.080,40 ed è imputato sul bilancio dell'esercizio finanziario corrente. Missione 16 Programma 0 1 Titolo 1 sul capitolo spese per attività dell'ufficio, incremento ippico e azienda Russoli servizi sanitari. L'analisi tecnico normativa non ha riscontrato contrasti con la normativa europea, nazionale e regionale, il referto tecnico, le schede istruttorie attestano la regolarità delle procedure, l'utilità e l'arricchimento per l'Ente, nonché l'insussistenza di profili di responsabilità disciplinare o era reale. L'atto è corredato dal parere di regolarità tecnico amministrativa favorevole. Nulla osta alla copertura finanziaria il parere di regolarità contabile positivo rilasciato dalla sezione Bilancio e Ragioneria.
Passerei al voto articolo 1, Chi è favorevole?
Contrario.
Astenuti articolo 2, favorevoli contrari, astenuti, approvato votiamo l'intero disegno di legge favorevoli.
Contrari astenuti.
Procederemo all'eventuale sottoscrizione con cinque firme per richiedere l'urgenza per l'inserimento nel Consiglio che dovrebbe essere convocato per il 18, non essendoci altro da dire su questo punto passerei all'audizione, ero in attesa della presidente angolano perché una Commissione congiunta prego viene niente prima e sesta scala che mi serve.
Queste qua lei col microfono riserve capito?
Buongiorno a tutti.
Ha già fatto la mia aggrava altresì.
Il provvedimento.
No, no, in realtà per.
Per recuperare risorse, stiamo risparmiando anche sull'aria condizionata.
Grazie buon buongiorno a tutti e a tutte. Io mi premurerò di fare una piccola ricostruzione sulla questione che ci occupa stamattina e ovviamente poi lasceremo agli auditi la spiegazione di tutta la questione. È l'approfondimento richiesto e poi daremo ampio spazio ai Consiglieri laddove volessero intervenire o comunque dare un loro contributo o richiedere integrazioni. La fondazione lirico-sinfonica raggiunge il pareggio e cresce nell'autofinanziamento, ma il suo equilibrio non incorpora alcun onere per la sede del pretese quantificate dalla consulenza tecnica di ufficio. Ammontano a 1,0 ve ve lo 0 9 milioni annui, oltre agli arretrati dal 2009, sono evidentemente incompatibili con la struttura attuale del bilancio dell'ente e l'incertezza giudiziaria, che attualmente pende, è una passività potenziale non contabilizzata che può travolgere in un esercizio i risultati di 15 anni di gestione molto positivi. Il nocciolo giuridico insoluto.
Risiede sulla sul fatto che, essendo stata accertata la proprietà privata dell'immobile ed essendo stato reso inefficace il protocollo del 2002, persiste attualmente un'impasse amministrativa su quale ente pubblico debba farsi carico e con quali modalità dell'onere locativo indennitario nei confronti della proprietà privata senza che questo possa far incorrere gli enti gestori, gli enti che ne sono partecipati in profili di danno erariale. Da qui la richiesta da parte delle parti sociali, che ringrazio per la presenza numerosa di convocazione, di un tavolo di concertazione istituzionale in cui ci siano in maniera triangolato sia il Ministero della cultura, che è il soggetto principale l'attore principale in questa vicenda, essendo l'ente lirico sinfonico controllato da parte del Ministero Regione Puglia che è uno dei soggetti che contribuisce maggiormente e di cui ringrazio la partecipazione del neo direttore del dipartimento, una nuova vecchia conoscenza perché ha già lavorato per Regione Puglia, peraltro diciamo a un'esperienza che ha saldamente acquisito anche nel corso della sua attività presso il Comune di Milano e sicuramente potrà arricchire la nostra discussione e potrà aiutarci a dipanare.
La difficile situazione che abbiamo dinanzi a noi. Lo scopo è provare ad individuare un percorso tecnico giuridico che metta assicuro la sede del teatro e garantisca la continuità della stagione artistica e soprattutto, ovviamente, un effetto collaterale, ma non troppo garantisca a tutto il personale dipendente la possibilità di avere un quadro di riferimento che sia chiaro certo ed esigibile.
Ci tengo a rimarcare che la sentenza che ha condannato la sentenza di cui ho fatto riferimento ha comunque condannato gli eredi Petruzzelli in solido tra loro al pagamento in favore dello Stato della somma di 43 milioni 462.232 oltre interessi legali dall'esborso a titolo di arricchimento senza causa per le risorse pubbliche impiegate nella ricostruzione del restauro post incendio. Il protocollo d'intesa a cui ha fatto riferimento è datato 21 novembre 2002. Lo dico perché tutti quanti noi su questa vicenda abbiamo chiara anche la consecutio istituzionale che si è avvicendata al Governo del Paese, che poi è stato il soggetto che ha sottoscritto il protocollo d'intesa insieme al Comune, la magistratura ne ha acclarato l'inefficacia e la non vincolante. Non la non vincola vincola attività e tale accordo prefigurava giusto per rimarcarlo l'uso quarantennale dell'immobile a fronte di un canone annuo di 500.000 euro. La Corte d'Appello ha rilevato che la ricostruzione è avvenuta con fondi statale tramite Commissario straordinario e non secondo gli schemi dell'accordo, questo determinandone il superamento e la sostanziale inefficacia. Il cortocircuito normativo amministrativo risiede nell'articolo 23 della legge 800 del 1967.
Questa norma stabilisce che il Comune dove ha sede l'ente lirico ha l'obbligo di mettere a disposizione della Fondazione i teatri locali necessarie per lo svolgimento dell'attività, poiché l'immobile riconosciuto di proprietà privata dalla sentenza e il protocollo del 2002 che ne dava la gestione quarantennale è divenuto inefficace, la fondazione non può erogare direttamente un canone di locazione a privati senza rischiare contestazioni di danno erariale. Al contempo, e lo dico perché la verità fattuale il Comune di Bari si trova nell'impossibilità amministrativa e contabile di sostenere direttamente canoni locativi o indennizzi per un bene di cui non è proprietario e la cui titolarità, disponibilità e al centro ancora di una controversia giudiziaria pendente attualmente presso la Corte di Cassazione.
Il ragionamento quindi, in breve, per la legge, procurarsi la sede non è compito della Fondazione, sarebbe compito dell'ente locale, tutto l'ordinamento è costruito sull'assunto, che i teatri d'opera siano pubblici, il caso di una sede privata semplicemente dalla normativa vetusta non è previsto, quindi nessun attore locale risulta formalmente inadempiente e l'ordinamento che non contempla il caso e chi,
Ha il compito di dover aggiornare le norme, sicuramente dovrà farsene carico. È evidente da questo punto di vista, però, che anche la sentenza della Corte d'appello ha chiarito sicuramente una prevalenza del dell'interesse pubblico rispetto alla gestione di quel teatro e quindi anche tutte le pretese che sono in quella sentenza contenute partono dal presupposto che prima ancora di procedere alla statuizione di un canone di locazione o di un'indennità risarcitoria a carico degli eredi, Petruzzelli bisognerà, diciamo procedere da parte degli degli stessi al pagamento, al risarcimento ai danni per lo Stato a favore dello Stato, nello specifico Presidente del Consiglio, di tutti quelli che sono stati gli oneri di più, gli interessi legali per la ricostruzione del teatro Petruzzelli, la situazione quindi ho provato diciamo in,
In anni una so in una diciamo analisi abbastanza rapida a descriverla, ma come potete immaginare, il guazzabuglio giuridico normativo si fonda su un assunto che, come politica, come istituzione che amministrano e governano il territorio, non possiamo semplicemente.
Far finta girandoci dall'altro lato, ma approvando tutti quanti, insieme a trovare una risposta di sistema e su questo ci tengo a rimarcare la sensibilità che il Ministero della cultura negli anni negli ultimi anni, soprattutto negli ultimi due anni, ha avuto nei confronti della Fondazione Petruzzelli, ad esempio, andando a dando ad integrare il fondo di competenza del Ministero con uno stanziamento ad hoc di 750.000 euro per l'adeguamento retributivo del personale che ne occupa questo contributo straordinario per il 2026 vado a memoria dovrebbe andare a regime entrando nella posta complessiva di dotazione che viene riconosciuta dal Ministero alla fondazione lirico-sinfonica e però è evidente che qualsiasi ulteriore pretesa di pagamento canone di locazione ad una fondazione che ha migliorato di moltissimo le performance dal punto di vista anche degli introiti di natura privata, la porrebbe in una condizione di non poter fare fronte e quindi di disse equilibrare un bilancio che invece con molta fatica si tiene. Se non ricordo male l'ultimo utile approvato è di circa 34.000 euro. È del tutto evidente che qualsiasi ulteriore richiesta di canone di locazione al di sopra di questa cifra metterebbe la Fondazione in un problema immenso. Io, se è d'accordo, lascerei la parola alla presidente angolano dove abbia avesse da aggiungere qualcosa e poi procederei.
Sì, molto velocemente. Grazie, presidente Pagano. Mi scuso con i presenti per qualche minuto di ritardo, ma ero impegnata in un'altra Conferenza. Naturalmente ringrazio per questo coinvolgimento alla Commissione bilancio, che è capofila, Commissione capofila in questa seduta odierna. Naturalmente, parlando e riferendomi a quelle che sono le competenze e più specificatamente il raggio d'azione della sesta Commissione, non possiamo che in questo contesto specifico fare riferimento al tema della cultura è quella sicura, è quello sicuramente della del lavoro. La storia del teatro Petruzzelli, per cronaca di cose, la conosciamo bene. Insomma, è risorto dalle ceneri del 1991 e lo ha fatto grazie ad una sinergia tra le istituzioni, ma anche grazie a quello che è stato il contributo di un'intera comunità. E allora chiaramente l'obiettivo comune in questa seduta è quella di trovare le soluzioni più appropriate per fare in modo che il presidente Pagano ha usato un termine che a mio avviso, oltre che essere popolare, però racchiude bene e da rende benissimo l'idea. Al netto del guazzabuglio giuridico e di tutti gli iter connessi.
Dobbiamo cercare di fare in modo che la cultura non venga soffocata dalla dalla, dall'iter giudiziario o dalla burocrazia e che quindi possa essere garantito, da un lato, la fruizione della cultura pubblica e quindi cultura per la sesta Commissione e dall'altro cercare di garantire, per quello che è possibile, tutte le certezze occupazionali e lavorative in questa direzione. Al momento io mi taccio così possiamo lasciare subito la parola ai diretti interessati. Grazie grazie, Presidente. Se siete d'accordo, io avrei pensato di procedere con la relazione introduttiva da parte del.
Sindaco di Bari nonché presidente della fondazione. Vito Leccese, per poi lasciare la parola al sovrintendente Carusi e al Direttore amministrativo Nicola grazioso del Teatro Petruzzelli della fondazione. E poi farei intervenire il dottor Annibale d'Elia per Regione Puglia, e poi passerei all'audizione delle parti sociali.
Prego Sindaco, se no. Grazie presidente Pagano, grazie presidente angolano per aver disposto questa audizione su un tema di grande attualità, saluto i Consiglieri e le Consigliere presenti e tutti coloro che partecipano a questa audizione.
Francamente, Presidente, pagano la la ringrazio anche per la l'estrema sintesi diciamo che ho utilizzato nella ricostruzione di una vicenda che è una vicenda come lei ha definito un guazzabuglio, sia sul piano amministrativo che sul piano giuridico e anche sul piano giudiziario anche se a dir la verità mi sono un po' perso diciamo proprio nella ricostruzione perché la vicenda è così complessa.
Per cui diciamo, va approfondita e quindi l'audizione di quest'oggi serve a fare un approfondimento anche sulle diverse sinergie istituzionali che nel corso di questi anni,
Sono state dispiegate per arrivare al risultato che lei ha riconosciuto delle performance, tra l'altro, insperate qualche anno fa raggiunte dalla fondazione lirico-sinfonica Teatro Petruzzelli e Teatri di Bari e oggi la Fondazione, la quattordicesima non per bilancio né per capacità produttiva e né per capacità attrattiva, ma solo per in ordine anagrafico delle fondazioni lirico sinfoniche riconosciute dallo Stato e poste sotto la vigilanza del Ministero della cultura di queste 14 2.
Hanno un'autonomia statutaria che consente loro di vivere in modo molto più leggero. Gli adempimenti burocratici disposti dalle diverse leggi a cui la Fondazione, in quanto rientrante nell'Albo delle amministrazioni pubbliche, definito annualmente dall'Istat, è un'amministrazione pubblica e quindi deve sottostare a tutte le norme in materia di contabilità pubblica e di gestione.
E anche del personale. Bene io, data la complessità della vicenda, ho predisposto una relazione che.
Leggerò e poi lascerò anche alla alla all'attenzione del della Commissione perché lo dicevo, quando parliamo del Teatro Petruzzelli, di Bari, parliamo di un simbolo identitario della città, è diventato luogo di eccellenza e di bellezza che supera ormai i confini urbani, supera i confini regionali e io direi, anche se me lo consentite con un pizzico di orgoglio supera anche i confini nazionali, ritornando a quello che dicevo prima, la sinergia istituzionale che c'è stata in questi anni, soprattutto delle delle amministrazioni, delle istituzioni del territorio.
Presidente Pagano, lei ha fatto riferimento ai 45 milioni che sono stati spesi per la ricostruzione del del teatro e ha parlato di fondi statali. Ebbene Nick, all'interno di quei 45 milioni non ci sono soltanto fondi messi a disposizione dallo Stato attraverso le sue articolazioni, ma ci sono anche importanti stanziamenti finalizzati alla ricostruzione e messi a disposizione dalla Regione Puglia.
Dalla Città metropolitana di Bari e dal Comune di Bari.
Perché quando a Bari?
Pronunciamo la parola Petruzzelli, noi parliamo del cuore della nostra comunità, cioè di un luogo che custodisce la nostra identità culturale e civile e di un palcoscenico sul quale generazioni di Baresi e di pugliesi hanno costruito il proprio senso di appartenenza,
È proprio per questa ragione che l'azione dell'Amministrazione comunale in totale continuità con la storia istituzionale della città degli ultimi 22 anni, parlo in modo particolare dall'azione tenace, caparbia, risoluta e risolutiva del Sindaco dell'epoca Michele Emiliano, nel periodo clou di questa vicenda parlo del 2004 2009 parte proprio dalla consapevolezza.
Che la gestione del Teatro Petruzzelli deve rimanere pubblica, autonoma e al riparo da qualsiasi incertezza o logica di natura privatistica.
Fare gli interessi della città di Bari corrisponde al valore sancito dalla Costituzione, che la cultura è un bene comune e la pubblica amministrazione nella garante naturale, la questione dunque riguarda il destino di un edificio, ma investe anche il rapporto tra proprietà e interesse pubblico tra patrimonio e comunità tra un bene considerato nella sua dimensione formale e la funzione che quel bene svolge all'interno di una comunità locale e nazionale io dico che è proprio questo il punto politico della vicenda.
E per comprendere la fermezza della nostra posizione politica è indispensabile ripercorrere con rigore la genesi di questa vicenda, che le cronache descrivono spesso come un groviglio inestricabile, ma che nel suo nucleo giuridico e storico presenta verità limpide e inoppugnabili. Tutto, come sapete, ahimè, perché fa parte della storia di questa città. Ha inizio con la convenzione del 29 gennaio 1896, il Comune di Bari concesse ad Antonio Petruzzelli, l'uso di un suolo pubblico in ex Piazza Cavour per l'edificazione di un Politeama vincolato fin dal primo giorno alla funzione di pubblico servizio. Quella concessione, a nostro avviso, non ha mai trasferito alla titolarità del suolo, ma ha configurato un diritto di superficie su un bene demaniale, con le regole definite all'interno di quella convenzione, convenzione che è figlia.
Delle leggi e delle norme, regalo regolamentari di quegli a.
Non sto a a ricostruire la vicenda storica dal 1986 ai nostri giorni, ma.
Voglio ricostruire la vicenda a partire dai giorni successivi all'incendio a quel maledetto incendio del 1991.
Nei giorni successivi, come è stato ricordato dal presidente Pagano, c'è stato il tentativo di di percorrere una strada negoziale attraverso un percorso d'intesa che, nel novembre del 2002, è stato sancito attraverso la sottoscrizione dei rappresentanti istituzionali dell'epoca. Tuttavia, quell'accordo poggiava su una condizione sospensiva essenziale, approvata dal Consiglio comunale di Bari con la delibera 44 del 2003 e cioè il riconoscimento statale di una specifica Fondazione comunale. Quella condizione non si è mai verificata poiché lo Stato con la legge che è stata più volte ricordata quest'oggi, la 310 del 2003 ha istituito un soggetto completamente diverso da quello che veniva prefigurato nel protocollo d'intesa del 2003.
E cioè l'attuale Fondazione lirico sinfonica, Petruzzelli e Teatri di Bari e quando nel 2006 il legislatore statale ha abrogato la norma che avrebbe consentito alla fondazione di acquisire l'uso esclusivo del teatro in conformità al protocollo del 2002, l'intera architettura di quell'accordo di quel protocollo è crollata, il Consiglio comunale di Bari ne ha preso atto in modo inattaccabile inoppugnabile con la delibera 33 del 12 giugno 2010, dichiarando la decadenza dichiarando la decadenza della concessione del 1.896. Inoltre, con quella stessa delibera ha dichiarato l'inefficacia del protocollo del 2002 e ha riaffermato così la piena proprietà comunale dell'immobile.
È utile ricordare questo passaggio anche a risk, al rispetto al dibattito che è emerso nel tempo, sul ruolo anche dell'azione popolare promossa da alcuni, in modo particolare dall'avvocato Paccione, voglio dire, l'Amministrazione comunale non è mai rimasta inerte, ma ha agito attraverso l'esercizio dei propri poteri di autotutela e di tutela del patrimonio pubblico, superando impostazioni che non tenevano conto dell'evoluzione normativa del 2006.
Nel frattempo, mentre la contesa legale proseguiva, accadeva il fatto più sostanziale e tangibile di tutti e cioè, come è stato ricordato oggi, lo Stato italiano, per il tramite di un Commissario straordinario nominato ai sensi della legge all'epoca vigente sulla Protezione civile ha ricostruito il Teatro Petruzzelli con un investimento pubblico non solo fondi statali ma anche fondi dagli enti territoriali superiore ai 43 milioni di euro.
Il 7 settembre 2009,
Il teatro e risolto formalmente consegnato dal Ministero al Comune di Bari e contestualmente affidato con atto formale per la custodia alla Fondazione lirico sinfonica che ne ha gestito artisticamente il teatro. Da allora, come è stato più volte ricordato, come potrà certificare il maestro Nazzareno? Carusi? Il Teatro Petruzzelli non solo è vivo, ma produce cultura, accoglie migliaia di spettatori, dà lavoro a maestranze, artisti e professionisti della musica e si è completamente aperto al territorio. Ormai quel simbolo identitario non è soltanto un simbolo, ma rappresenta la città di Bari. Certo, oggi la vicenda giudiziaria si avvia verso il suo snodo decisivo dinanzi alla Corte di Cassazione, dove pendono due giudizi promossi nel 2021. Da un lato vi è il ricorso degli eredi contro la sentenza della Corte di Appello di Bari, che ha dichiarato inefficace il protocollo del 2022. Su questo punto la giurisprudenza ha già ampiamente chiarito.
La fragilità delle pretese private e riteniamo quel capito ragionevolmente chiuso.
Alla luce anche del precedente favorevole. La Cassazione 18 2019 del 2019, dall'altro vi è ricorso, promosso dal Comune di Bari contro la sentenza della Corte d'Appello che ha riconosciuto la proprietà formale dell'immobile ai privati. Su questo aspetto voglio essere chiaro e trasparente dinanzi ai commissari dinanzi a tutti coloro che oggi partecipano a questa audizione, affinché non vi sia spazio per alcuna speculazione di sorta. La medesima sentenza d'appello, che riconosce la proprietà formali agli eredi, ha stabilito un principio contabile e giuridico fondamentale gli eredi per rientrare in possesso del bene. Io vi ricordo a tutti che, in base agli accordi che ho citato prima, il Ministero della cultura esercita il diritto di ritenzione, che è un diritto previsto dal nostro ordinamento e quindi gli eredi per rientrare in possesso del bene devono contestualmente restituire allo Stato oltre 50 milioni di euro, compresi gli interessi spesi per la ricostruzione. Ricordo a tutti, come ho già fatto, che nelle spese della ricostruzione ci sono le somme stanziate anche da Regione, Città Metropolitane e Comune. C'è una domanda che considero inevitabile e che deve accompagnare ogni valutazione sul futuro del Petruzzelli. Che cosa significa concretamente che quel teatro è stato ricostruito, con oltre 30 43 milioni di risorse pubbliche? Quelle risorse rappresentano una scelta della Repubblica italiana. Lo Stato ha investito per restituire alla città un luogo che la città aveva perduto.
Il finanziamento ha consentito di ricostruire il teatro, restituirlo alla sua funzione e riconsegnarlo alla città, riconsegnarlo alla vita culturale della città di Bari e della Puglia. Quell'investimento pubblico genera una responsabilità che va considerata in ogni decisione sul futuro del bene. La questione è proprietaria, appartiene al giudizio della magistratura. Certamente alla politica, invece, spetta una responsabilità diversa e altrettanto concreta preparare oggi dico oggi le condizioni perché, quale che sia l'esito del giudizio, il futuro del teatro abbia certezza, continuità e piena tutela dell'interesse pubblico.
È questo quello che io ho chiesto al Governo al Ministro della cultura qualche mese fa, nelle interlocuzioni serrate per arrivare a una scelta condivisa del nuovo management del teatro, è quello che ho ribadito lo scorso 25 agosto in una nota formale indirizzata al Ministro Giuli, chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto con l'obiettivo di blindare e garantire la continuità operativa della Fondazione lirico sinfonica prima ancora che sopraggiunga la pronuncia della Cassazione.
Ho scritto al ministro perché credo che questa vicenda richieda una responsabilità condivisa. Lo Stato nel 2005 ha assunto un ruolo decisivo quando ha scelto di ricostruire il Petruzzelli con risorse pubbliche Comune, Regione e ministero, oggi hanno il dovere di creare insieme le condizioni perché quel patrimonio continui a svolgere la funzione per la quale è stato restituito alla città.
È laddove la Corte di Cassazione dovesse confermare l'orientamento di secondo grado sulla proprietà formale, è necessario preventivamente valutare l'attivazione di tutti gli strumenti giuridici e amministrativi previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, un bene di questa portata artistica, sociale e identitaria.
Interamente ricostruito con finanza pubblica, deve ri risiedere per sempre nell'alveo del demanio pubblico. È questo quello che chiederemo nell'incontro con il Ministro della cultura. La tutela dell'interesse pubblico.
Richiede di utilizzare tutti gli strumenti che la legge mette a nostra disposizione. Il teatro e il teatro, il teatro Petruzzelli e il teatro di Bari e insieme, e uno dei luoghi attraverso i quali la Puglia si racconta all'Italia e al mondo, la sua stabilità riguarda tutti noi. Sono certo che la Regione Puglia, in tutte le sue articolazioni di rappresentanza, compreso il Consiglio regionale,
Sarà con noi, come lo è sempre stata, come lo è sino ad oggi nelle battaglie legali degli ultimi 22 anni. Sono certo che camminerà al nostro fianco in questo tavolo ministeriale, garantendo la copertura strategica e politica per tutelare la Fondazione e con essa i suoi lavoratori e per restituire per sempre certezza al Teatro Petruzzelli, la città di Bari, farà fino in fondo la propria parte. Difenderemo in ogni sede legittima la continuità della funzione pubblica del teatro e chiederemo al Ministero di fare altrettanto. Perché una città guardate si misura anche dalla capacità di costruire i luoghi che ne hanno costruito la storia, il Petruzzelli e uno di questi, la sua proprietà può essere oggetto di un giudizio, ma la sua appartenenza a Bari e qualcosa di più profondo e la nostra storia e la nostra responsabilità e il legame civile che nessuna sentenza può cancellare. Difendere il Teatro Petruzzelli significa difendere la dignità di tutta la nostra comunità. Si può discutere della proprietà del Petruzzelli, certo, ma è molto più difficile mettere in discussione la sua. Appartenenza alla città di Bari e su questa appartenenza la nostra città continua, continuerà a far sentire la propria voce. Grazie,
Sovrintendente della Fondazione, Teatro Petruzzelli, grazie buongiorno, io di parole ne ho pochissime perché non posso che sottoscrivere alla virgola tutto ciò che è stato detto dal mio Presidente e non uso il possessivo, non ha ragione, sono arrivato qui a Bari lo scorso novembre,
Alla fine finissima di ottobre, poi, mi sono insediato all'inizio di dicembre.
Ero già stato qui, come ho raccontato tante volte più di 30 anni fa, è una città che ho amato, allora ho imparato ad amare allora quando ricordavo il Petruzzelli distrutto e amo adesso tanto che vi ho preso casa immediatamente, io sento non solo l'appartenenza a questa città ma sento la vicinanza di questa città e posso dire che nelle parole del Sindaco mi sono specchiato perché io ogni giorno sento la vicinanza delle Istituzioni a cominciare naturalmente dal Comune ma anche dalla Regione e ringrazio i Presidenti di questa convocazione.
Testimonia una cosa.
Che il teatro esprime una vitalità che va ben oltre la vitalità degli innamorati dell'arte, che solitamente è già alta, il Teatro Petruzzelli, esprimere una qualità musicale, e questo lo dico da musicista io nella mia vita fa sono stato un pianista che conosco la vita dei teatri conosco i teatri e conoscevo naturalmente la la bellezza e la grandezza del Petruzzelli adesso la sto sperimentando ogni giorno l'orchestra.
Sono 63, i nostri professori sono 190 ai nostri dipendenti ha fatto, ha fatto benissimo il Sindaco a citare quello che va salvaguardato, c'è una storia di arte altissima, di cultura straordinaria e di lavoro e di lavoro che non è meno straordinario, i nostri dipendenti sono 190, cui si aggiungono qualche decina di aggiunti, appunto a seconda delle varie produzioni, di questi 63 sono i professori d'orchestra 50 sono gli artisti del coro, le maestranze tecniche sono 47 30 sono gli amministrativi. Ecco, queste persone ogni giorno lavorano perché il sipario si apra e il sogno cominci, ma è un sogno.
Che fa pendant con quello necessario della soluzione di questo problema. Un problema come avete.
Sentito sia dalla introduzione del presidente Pagano sia poi nel dettaglio nel dettaglio più specifico da parte del Comune che vi ha impegnato ormai dal 1.896 come, come ha ricordato il Sindaco, per quel rogito il Sindaco non c'era, ma insomma, il Comune di Bari era quello lì sì,
Ora battuta battuta, giustissima, giustissima a parte. Ecco per dire questo, questo coinvolgimento. Ecco questo coinvolgimento, mi dice, solo una cosa che naturalmente viviamo in uno Stato di diritto e i diritti devono giustamente essere rivendicati salvaguardati, decisi, giudicati. Abbiamo tutto l'ordinamento per poterlo fare, ma una cosa è altrettanto oggettivamente sacrosanta, ed è la storia di questo teatro che è una storia che si inserisce nella storia culturale non soltanto di Bari e della Puglia, ma dell'Italia e davvero anche del mondo. Ascoltare la qualità di un'orchestra con.
La possibilità di intersecazioni sonore fra gli strumenti così alte l'acqua, la stessa qualità del coro.
E la straordinaria scuola.
Dei macchinisti che c'è qui a che c'è qui a Bari, la prospettiva, visto e stante l'amore per la danza, un domani in un futuro, speriamo vicino di una due d'un ancora maggior coinvolgimento in questa arte, quindi chissà anche, forse in un'accademia,
Eh eh eh è nostro sogno, ecco tutto questo ci fa dire, come spesso si dice oggi, abbiamo fiducia nella magistratura, ma ci fa dire che abbiamo fiducia nella Repubblica italiana, nello Stato italiano e nella consapevolezza che ha di questa sua storia straordinariamente incredibilmente grande che ha insegnato sicuramente la musica al mondo, grazie.
Grazie al sovrintendente darei la parola al dottor d'Elia, la ringrazio sovrintendente, soprattutto per l'estrema sintesi con cui ha riportato, però, dei dati che sono utilissimi.
È acceso e.
Egregi consiglieri egregi Consiglieri, è molto felice di reincontrarsi o di conoscervi così anche saluto i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della stampa, come sapete, sono stato diversi anni lontano dalla Puglia, sono appena tornato, c'ero a Bari il giorno del rogo euro a Bari il giorno della restituzione alla città diciamo che questa è stata anche un'occasione in queste poche settimane a partire da quando ricopro questo ruolo per, diciamo ricostruirono questa vicenda complessissima, no, questo groviglio come è stato descritto, ma mi sembra anche molto ben rappresentato anche nella sua complessità.
Ora anch'io intendo fare un intervento breve e poi lasciare al dibattito, nel senso che lo ha. Gli interventi che mi hanno preceduto è stato più volte ribadito. Non posso che, a nome del Presidente Decaro dell'Assessora, Miglietta ribadirlo ulteriormente. La Regione Puglia considera il Petruzzelli un patrimonio materiale e immateriale imprescindibile dal punto di vista culturale, identitario e occupazionale e diciamo, all'interno di questa vicenda così complessa, ribadisco a nome dell'Amministrazione regionale, la totale coincidenza di visione e di intenti con il Comune di Bari, con il sindaco di Bari, nella sua doppia veste di primo cittadino e anche di presidente del del consiglio di indirizzo della Fondazione.
Questo su due obiettivi, entrambi importanti, ma tra loro distinti, che vedono la l'Amministrazione regionale e giocare un ruolo differente, il primo.
Riaffermare la proprietà pubblica dell'immobile che, come è stato detto, è oggetto in questo momento di una complessa vicenda giudiziaria a cui la Regione Puglia partecipa a fianco dell'Amministrazione comunale e della Fondazione e che, come sappiamo, è un giudizio pendente di fronte alla Suprema Corte di Cassazione.
C'è un secondo obiettivo che non riguarda l'immobile, ma riguarda la fondazione lirico-sinfonica e sappiamo che alla Regione Puglia partecipa al decimo alla vita della Fondazione lirico-sinfonica istituita per legge e la legge assegna alla Regione due, diciamo, due funzioni. La prima è nominare uno dei sei componenti del consiglio di indirizzo e l'altro e sostenere economicamente le attività delle fondazioni secondo un principio di programmazione triennale. Questi due elementi ovviamente mettono fortemente al centro il ruolo del Consiglio di indirizzo.
Dicevo il secondo obiettivo, oltre che riaffermare la proprietà pubblica dell'immobile.
A fianco del Comune di Bari è riguarda la Fondazione riguarda il garantire la continuità artistica e operativa della fondazione lirico-sinfonica e, in maniera assolutamente imprescindibile, è inscindibile la continuità occupazionale dei lavoratori, sia sul versante artistico sia sul versante tecnico amministrativo, istruzione, maestranze non ho avuto modo di incontrare il personale della Fondazione, ma come dire davvero non non vedo l'ora dal punto di vista dell'iniziativa e io credo che la direzione che credo la la la posizione che porto qui è esattamente coincidente con quello ottimamente illustrata dal dal Sindaco leccese,
E cioè riassumo in due passaggi che non a caso segnato per sottolinearli.
Comune, Regione e Ministero insieme, quindi è evidente che, considerando l'importanza del, l'importanza della Fondazione, in un certo livello solo locale ma nazionale internazionale della risposta non può che essere collegiale, evidentemente.
E questo, come dire, chiama gli enti che partecipano gli Enti pubblici fondatori che partecipano al Consiglio di indirizzo.
La, il secondo passaggio del dell'intervento del Sindaco leccese è la Regione Puglia sarà con noi, no, diceva il Sindaco camminare al fianco insieme nella relazione con con il Ministero, un tavolo di discussione con il Ministero e una copertura strategica e politica, ed è evidente che è esattamente la posizione convengo qui a rappresentare per cui la Regione è pronta ad accogliere ogni soluzione prospettata dal Consiglio a salvaguardia sia della continuità artistica che occupazionale grazie,
Grazie, grazie, dottor d'Elia.
C'è il direttore amministrativo della fondazione, se intende aggiungere qualcosa oppure se si riporta alle parole perfetto, andiamo avanti, allora andiamo alle parti sociali.
Chiederei in ordine di come mi hanno posto le richieste, chiederei alla CGIL, non so chi dei due intende parlare, quindi farei parlare uno per ogni sigla sindacale, se Vito Battista Vito Fumai, Vito Battista, mi pare di capire, prego.
Sì, grazie Presidente.
Buongiorno a tutti, a tutte un doveroso ringraziamento per la solerzia e la sensibilità che questa Commissione, l'1 con la Regione Puglia ha inteso convocare le parti sociali dopo la nostra richiesta ringraziamento ai Presidenti delle due Commissioni, ai Consiglieri e alle Consigliere facenti parte della Commissione.
E alla stampa anche in modo particolare, sì, Presidente, sono state dette delle cose molto importanti.
Che in un certo senso, come dire, mi confortano sul percorso che si intende intraprendere.
Il Sindaco nella sua relazione ha descritto in maniera molto brillante, eloquente quello che rappresenta il Teatro Petruzzelli per l'intera comunità della città di Bari, ma anche per la Nazione.
Per la Repubblica italiana un simbolo identitario, dicevo, il Sindaco, io direi un sindaco, un simbolo laico identitario che insieme forse all'altro simbolo religioso rappresenta la città di Bari a livello nazionale e internazionale, quello di San Nicola, il cuore laico della nostra comunità.
È la consapevolezza, soprattutto, diceva il Sindaco, che il teatro, già da chi si è prodigato in maniera veramente determinante ai primordi di questa brutta vicenda, deve rimanere a gestione pubblica, autonoma e, soprattutto, al riparo da qualsiasi logica privatistica la cultura.
Sappiamo bene che rappresenta un catalizzatore e un volano.
Di inclusione sociale territoriale ed è quello esattamente che ha saputo fare il management in questi anni del Petruzzelli vorrei ricordare sovrintendente Biscardi e il nuovo, sovrintendente in continuità va in continuità con quello che è stato già fatto il maestro Carusi.
È, diceva il Sindaco, anche è stato fatto un investimento economico, i 43 milioni della Repubblica italiana e quindi dei cittadini e delle cittadine di questa Repubblica, che è andata in una direzione precisa quello che le risorse pubbliche.
Sono andate a, diciamo, incidere a definire uno dei contenitori più belli di questa città e di questa Nazione.
È quindi una scelta precisa, a dimostrazione che il teatro debba rimanere del demanio pubblico, ora io mi avvio velocemente verso le conclusioni, perché non voglio tediarvi, sono state dette delle cose molto importanti come cittadino di questa città e di questa Repubblica diciamo, sono anche interessato alla proprietà del teatro,
Che non può assolutamente un luogo così maestoso e su cui, appunto, sono stati spesi milioni e milioni di tutti gli enti interessati comune regione, lo Stato non può assolutamente rimanere proprietà privata, ma non perché sono, come dire, un accanito.
Appropriatore della proprietà pubblica dalla proprietà privata, ma perché è un teatro, ma perché il teatro,
È simbolo della nostra città, appartiene alla nostra città e quindi deve essere di proprietà pubblica, però quello che mi interessa in questa sede, in qualità di segretario dell'organizzazione che rappresento, la Cgil, insieme al segretario confederale Vito Fumai della CGIL di Bari, che sta qui a dimostrazione dell'interesse che la nostra organizzazione ha per questa vicenda sono le ricadute occupazionali che una.
Diciamo nella denegata ipotesi che la Cassazione dovesse confermare quello che ha detto la Corte d'Appello ha proprietà, appartiene ai Messeni Nemagna, la Fondazione e il Comune di Bari devono restituire questo bene allo Stato, ai proprietari.
È la Los, la proprietà deve restituire allo Stato 43 milioni oltre interessi legali, bene, nella denegata ipotesi che questa cosa dovesse essere riconfermate questa sentenza, così noi rispettiamo le sentenze, lo diceva anche il rappresentante della Regione dobbiamo intraprendere un percorso comune, gli enti interessati,
Provincia Regione Comune è stato un percorso comune che assicuri due tre cose, uno che la proprietà Rim di un teatro che ha assunto livelli di internazionalizzazione impensabili qualche anno fa, rimanga di proprietà pubblica che, se.
Come dire, i legittimi proprietari per sentenza dovessero chiedere legittimamente i fitti pregressi, ci i fitti futuri, questo non può essere assolutamente a carico della Fondazione lirico-sinfonica, perché significherebbe decretarne la morte, ma gli enti preposti dovranno man levare la fondazione lirico-sinfonica da quest'onere insopportabile.
È come dire, siccome lo dicevate prima, la legge 800 del 67 ha stabilito che il?
Il capoluogo dove risiede la sede del teatro debba mettere a disposizione della von adeguamento alle disposizioni della Fondazione un teatro.
La chance più probabile che io vedo è quella del Teatro Piccinni, ma il Teatro Piccinni, proprio a dimostrazione che altre scelte non se ne possono fare, non è in grado di assumersi l'onere occupazionale e anche di pubblico che oggi ospita il Petruzzelli, quindi altre scelte io non ne vedo, mi auspico che il cammino intrapreso,
Abbia un risultato positivo e non hanno un. Temo assolutamente che sia il contrario, perché conosco la capacità di questo Ente e di tutti gli enti locali di prodigarsi per il bene comune che appunto, si riaffermi la proprietà pubblica del teatro.
Si garantisca la continuità artistica e operativa della Fondazione lo diceva prima il rappresentante della Regione e che, soprattutto, come diceva il Sindaco, l'appartenenza di questo teatro rimanga di proprietà del demanio pubblico, perché questo non è in discussione proprietà più proprietà, meno è in discussione l'appartenenza di questo cuore della nostra città ai legittimi proprietari che sono i cittadini e le cittadine di questa città e di questa Repubblica. Grazie grazie per la Fistel Cisl e ringrazio della presenza. Massimiliano Campoli, Gianfranco la porta, do la parola Oronzo Moraglia.
Grazie, grazie, Presidente.
Mi unisco, mi unisco ai ringraziamenti per questa.
Convocazione diciamo post estate di estrema di estrema urgenza e.
E vi faccio una domanda, no, si sta discutendo del del ritorno della proprietà del bene alla proprietà, mi chiedo se oggi nel Comune di Bari ci fossero ancora le macerie del teatro o no, se si poteva fare questo, questo discorso.
Di utilità assoluta si perché comunque abbiamo sostituito un una difficoltà, a, diciamo e abbiamo riportato in auge un bene.
Lo ha fatto lo Stato, lo hanno fatto a l'ho fatto, la politica ha assunto delle decisioni molto importanti.
Ed è bene ed è quello che vedo anche oggi perché.
C'è una assoluta consapevolezza che un passo indietro non lo possiamo sostenere accettare dal punto di vista della comunità cittadina e della comunità pugliese, e vi faccio riflettere su una cosa 15 anni di attività.
15 anni di attività che abbiamo svolto insieme ai lavoratori.
Dove il teatro, oltre a risorgere dal punto di vista delle proprie mura.
È risolto dal punto di vista della proposta culturale, è risorto grazie alla e ai lavoratori che ancora oggi ancora oggi sono i lavoratori meno pagati d'Italia nel realizzare questo tipo di attività e di lavoro, per cui non ci possiamo permettere assolutamente.
Di.
Mettere da parte i sacrifici che in questi anni abbiamo risolto, il presidente citava anche la norma salva Petruzzelli di qualche mese fa, che non è non è riuscita a completare quell'opera, va bene, però dimostra esattamente quello che stavo dicendo, cioè che, comunque,
È uno dei teatri che vive dal punto di vista delle maestranze artistiche, di un'economia più bassa dal punto di vista reddituale. È chiaro che, se dovesse arrivare la sciagura di questo tipo,
Non sapremmo dove, da dove, da dove, ripartire, da dove ripartire, allora per quello che riguarda la CISL.
Sosteniamo con forza le iniziative in campo e ci auguriamo che comunque la Corte di cassazione si esprimeva in modo da dare l'assoluta continuità a questa opera pubblica, che in qualche maniera deve essere messa. È nella disponibilità del teatro in virtù della legge che comunque è stata prima citata. Il teatro non può intervenire e non può assumersi un affitto pubblico, né può essere tacciata di tra virgolette. No occupatore occupante abusivo di un bene che comunque è stato ricostruito dal nostro Stato e dalla nostra Nazione, per cui a un certo punto ci auguriamo che si trovi un'intesa, e questa intesa permette anche di rilanciare l'attività del teatro, permetta di impegnare altre risorse perché abbiamo bisogno di altre risorse e anche da questo punto di vista sono tante le risorse messe in campo dei nostri dei soci fondatori per quello che riguarda la nostra Regione, ma in Italia ci sono sforzi più importanti. Noi abbiamo bisogno di far crescere ancora di più questi lavoratori e di consegna di consegnargli un futuro che sia adeguato al resto delle fondazioni liriche italiane.
Grazie per la parola a Vito gemmati della UIL Funzione Pubblica Puglia.
Grazie.
Francamente.
Il gli interventi che mi hanno preceduto sono state pertinenti, hanno centrato di obiettivo e però noi abbiamo bisogno di risolvere il problema fino a questo momento.
Non è parso di capire che cosa vuol dire.
Scisciano state delle degli apporti in questa direzione.
La strada dell'esproprio era stata già perseguito in passato e Governo Prodi e la magistratura l'ha messa nel nulla.
La Corte di Appello di Bari ha stabilito due cose delle quali non possiamo non tener conto.
Nel 2021.
È stata riconosciuta la proprietà dell'intero complesso immobiliare al Teatro Petruzzelli agli eredi e sono stati disposti gli effetti conseguenti nei confronti nei confronti del Comune di Bari e della Fondazione. Allo stesso tempo gli eredi sono stati condannati a corrispondere allo Stato, oltre ai 43 milioni di euro anche di interessi con il rimborso di somme sostenute per la ricostruzione del teatro. Bene, entrambe le parti hanno appellato questa questa sentenza e quindi il giudizio pendente in Cassazione è figlio della come dire della non accettazione da parte degli eredi, così come della fondazione di quanto disposto dalla magistratura.
Quindi adesso io ritengo la UIL F PC che sta per federazione post e comunicazioni.
Ritiene sia necessario?
Trovare una soluzione, questa soluzione dovrà passare per la costituzione di un tavolo istituzionale permanente con dentro regione.
Comune area metropolitana e il Ministero della cultura.
Oltre alle organizzazioni sindacali, cioè.
Il passaggio odierno io lo vedo come un momento nel quale il territorio si compatta e si prepara a fare un ragionamento a difesa del teatro del di tutto quello che c'è dentro, il teatro, a partire dalle lavoratrici e lavoratori.
Per cercare di trovare una soluzione condivisa.
Le varie convenzioni secondo cui, le quali si sarebbe costruito il teatro, la magistratura, ha detto che non valgono più.
Quindi anche qui.
La ricostruzione è avvenuto per effetto di un commissario straordinario e non per effetto della convenzione, ma la convenzione con la proprietà quello che rivendica non c'è, la soluzione che si era immaginato non è più una soluzione praticabile.
Nel frattempo viene fatta una perizia rispetto a un probabile canone da mettere, come dire in capo all'utilizzo del teatro da parte del del come si chiama di chi lo sta utilizzando e qui mi è parso di capire che anche qui.
Il teatro non potrebbe corrispondere questa questo importo annuo di 1,09 milioni perché, come dire, non lo può fare, pena il incardinarsi del danno erariale.
Il comune, la regione e altri.
Già oggi, perché noi da qui dobbiamo partire, noi abbiamo un'attività del teatro che già oggi è un po' contratta, perché i contributi dei soci fondatori non consentono.
Lo svolgimento della programmazione nei termini in cui è stata prevista e quindi servirebbe anche da parte della Regione, così come del comune dell'area metropolitana.
Uno sforzo in più per i costi di gestione, per consentire la continuità del teatro nel frattempo, tutti insieme dobbiamo provare a capire come si fa a trovare una soluzione. Oggi non poteva esserci, non potevano esserci, visto che si tratta di più di un soggetto,
Gli eredi, però credo che un lavoro di ricucitura e che solo come dire il territorio può fare, bisognerebbe provare a farlo perché gli effetti della ad un'eventuale sentenza di Cassazione avverso agli interessi della fondazione,
Creerebbero dei danni irreparabili. Allora noi dobbiamo prevenire quel momento, dobbiamo provare a capire come il territorio ci vuole compattare, abbiamo.
In altre vertenze importanti e lo dico perché è patrimonio di questo territorio. Già abbiamo creato dei tavoli di crisi ad hoc. Io credo chiedo che venga istituito un tavolo di crisi rispetto alle questioni della Fondazione Petruzzelli, perché dobbiamo provare innanzitutto.
A chiarire qual è la strada che dobbiamo seguire, dobbiamo seguire tutti insieme.
Altre soluzioni che non hanno, come dire, un fondamento giuridico io non le so vedere se non una strada istituzionale, cioè si trova una soluzione stragiudiziale, allora si può fare, si può fare tutto anche in costanza di come dire.
Di un dibattimento che ha raggiunto la Cassazione.
Altrimenti dobbiamo subirne gli effetti e poi impugnarle, ma anche qui saremmo punto e a capo è chiaro perché tutti stanno fermi in questo momento la proprietà da una parte lo Stato dall'altro.
Perché la proprietà non ce li ha i soldi per pagare il 43 milioni?
E però, come dire, l'azione legale potrebbe andare avanti e alla fine, decidere delle cose che sono, come dire, insostenibile, per una parte anche per l'altro, nel frattempo lo dico così, a beneficio di tutti, il creato ha bisogno di una manutenzione straordinaria, ci sono delle zone che cadono a pezzi.
La manutenzione straordinaria, a beneficio di tutte, come mi insegnate, sta in capo alla proprietà, potrebbe essere anche questo, come dire, un grimaldello per provare a smuovere le sensibilità di chi oggi ha la proprietà del teatro e provare a cominciare a parlare perché mettere sistemare un teatro, fare la manutenzione straordinaria teatro stiamo parlando di qualche milione, quindi sono milioni che si aggiungono a quelli che già sono stati spesi dallo Stato, quindi abbiamo materiale per avviare una discussione, ma dobbiamo innanzitutto partire dal compattare il territorio,
Remare tutti nella stessa direzione da garantire risorse sufficienti al buon funzionamento del teatro, a creare questo tavolo di crisi che ci dovrà servire anche quando andremo a Roma, a parlare col Ministero, perché i tentativi che sono già stati fatti di avere un territorio che parla una sola lingua,
Io mi fermerei qua scusate se l'ho fatta troppo lunga, grazie.
Vi ringrazio, ringrazio innanzitutto le 2 Commissioni che hanno convocato quest'oggi.
E ringrazio anche.
Il mio amico Presidente Ubaldo Pagano, perché in queste settimane scorse è stato molto vicino a questa vicenda, anche se non è apparso poi, questo non deve sembrare come un elemento di divisivo, ma è solo come dire un voler,
Riconoscere a chi ha lavorato in queste settimane sul tema il lavoro svolto, null'altro grazie grazie.
La parola al consigliere Scatigna.
Bene, buongiorno a tutti.
Caro Sindaco leccese, spero che il posto che lei ha scelto pervenire in relazione a questa mattina non ci condanni al quarto lustro consecutivo di governo del centrosinistra non stia pensando di sostituire in previsione il governatore De Caro inizio con una battuta caro sovrintendente, caro direttore d'Elia, a lei i miei auguri di buon lavoro, io probabilmente, dopo aver ascoltato con attenzione tutti gli interventi, ho compreso solamente una cosa nella.
Relazione sintetica ma introduttiva del presidente Pagano che è quella del fatto che il Comune di Bari lui ha esordito così non ha possibilità di elargire più fondi per quanto riguarda la gestione del Teatro Petruzzelli.
È chiaro che è triste rivolgersi.
Guardare di fronte ai banchi della maggioranza, cari Presidenti, a coloro i quali che si fanno baluardo della cultura regionale pugliese barese e non vedere seduto nessuno e nessuno si interessa di questo argomento che invece ha visto impegnati bipartisan entrambe le parti politiche,
Regionali e anche locali e anche nazionali, è giusto dare merito agli sforzi di tutte le parti politiche. Detto questo, il Petruzzelli rappresenta per noi l'istituzione assolutamente condivisa che abbiamo ascoltato nelle parole del Sindaco le CCS, del presidente della Fondazione Vito Leccese. Ma detto questo,
La politica chiede un coinvolgimento, non solo quando c'è il motivo di crisi, non solo quando c'è il terrore di andare incontro a delle possibilità che nessuno di noi, naturalmente auspica.
La politica va coinvolta, la partita va giocata come una squadra sempre e comunque perché non si può venire qui con la condivisibile, con il condivisibile timore di sentenze che graverebbero seriamente, non tanto dal punto di vista economico, perché una comunità, una Repubblica,
Come quella che citava, il consigliere regionale della CGIL trova sempre la soluzione economica, qui dobbiamo trovare una soluzione sociale e culturale, direttore d'Elia, quando lei augurato buon lavoro sotto, intendevo anche il fatto la preghiera di occuparsi più direttamente e più personalmente, di aprire il mondo Petruzzelli non solo culturale ma anche quello gestionale a tutta la politica a tutti i pugliesi perché molto spesso le scelte, le destinazioni,
L'utilizzo economico e no, rimane appannaggio di un dialogo ristretto fra persone che poi vengono qui vengono a fare le paternali alla politica, vengono a dare su soluzioni e suggerimenti e poi si occupano di una gestione molto spesso oscura. Noi chiediamo che tutto questo diventi trasparente al fine di consentire a tutte le parti politiche di aiutare l'obiettivo di salvaguardia sacra del Teatro. Petruzzelli. Grazie.
Grazie consigliere, Scatigna, diciamo, mi permetto sommessamente di far rilevare che ci sono quattro esponenti dell'attuale maggioranza e dell'opposizione, sempre perché la matematica non può essere tirata ad effetto, lo dico anche perché sapete che in contemporanea c'è anche un'altra Commissione sarà nostra premura le prossime volte a fare in modo che non ci siano più queste coincidenze consigliere Romito.
Sì, Presidente, sempre per amor di verità lei ricorda che ci sono quattro commissari di maggioranza e 3 di opposizione, lei ricorderà bene anche la proporzionalità della composizione delle Commissioni, è del tutto evidente che i colleghi commissari di maggioranza sono in numero di gran lunga superiore rispetto a quelli di opposizione lo ha precisato lei e quindi ho ritenuto di dover precisare ulteriormente anche io peraltro ne conto 3 Presidente, a meno che io non sia,
Le leggi e si è compreso in qualità di Presidente, va bene, va bene, va bene a questo punto, a questo punto io direi di includere nel conteggio anche il Sindaco leccese nonché Presidente della Fondazione, presidente, Pagano, io ritengo che questa Commissione sia molto importante e che però si debba arrivare ad una,
Una soluzione, non possiamo farlo, certamente noi commissari, consiglieri regionali,
Ma dobbiamo arrivare perlomeno ad un punto condiviso rispetto ad un percorso da tracciare.
In questa sede. Mi è più facile anche rivolgere il mio ringraziamento personale a Vito Leccese perché io conosco la sua sensibilità rispetto al Teatro Petruzzelli, conosco il suo attaccamento viscerale al Teatro Petruzzelli, non oggi che il Sindaco di Bari, ma da molto prima da quando ha ricoperto ormai, credo, 200 anni fa la carica di consigliere comunale della città di Bari Vito, è garanzia per il Teatro Petruzzelli ed è garanzia per la Fondazione Petruzzelli, quindi Presidente della Fondazione, io mi rivolgo a lei con assoluto rispetto e con riconoscenza per quello che sta facendo per ciascun barese. Il Teatro Petruzzelli è,
Non soltanto un contenitore culturale. Petruzzi, il Petruzzelli e Bari e Bari e il Teatro Petruzzelli. Noi abbiamo tutti il dovere di difenderlo, e non soltanto con la retorica, ma con i fatti. Allora però dobbiamo dirci anche le cose per quelle che sono il pasticcio qui l'ha fatto la politica e l'ha fatto molti anni fa quando ha utilizzato uno strumento giuridico sbagliato. Questo lo dicono le sentenze per perseguire un fine che probabilmente condividiamo anche la natura pubblica di quel teatro, indipendentemente da destra a sinistra, centro 5 Stelle, chi vi sta parlando.
Il Sindaco lo sa bene a una cultura personale che spesso confligge anche con l'appartenenza ideologica alla mia area politica, che è quella del centrodestra, ma io credo che proprio per la natura pubblica che il Petruzzelli e riveste ormai da molti anni, tutti noi abbiamo il dovere di occuparci fintanto che la Corte di cassazione stabilirà e se, ove mai, la Corte di cassazione dovesse stabilire il contrario, però è necessario riannodare i fili,
Anche di quelli che sono aspetti prettamente economici, rispetto ai quali però noi dobbiamo convivere. Dobbiamo orientarci. La Fondazione Petruzzelli e una delle fonda, anzi, è la penultima fondazione lirico-sinfonica per.
Contributi diretti del Ministero della cultura credo che peggio di noi ci sia solo la fondazione di Genova, noi siamo i penultimi con 9 milioni di euro circa l'anno che se dovessimo dividerlo per sipario, otterremmo che il teatro dalla Fondazione Petruzzelli ottiene uno dei contributi più bassi in assoluto in Italia, contributo diviso si pari cioè quante opere riusciamo a mettere in scena del Petruzzelli quante repliche questo ci consegna già un un compito a tutti noi, consiglieri regionali della Puglia, lo faremo noi nel prossimo Consiglio regionale predisporre,
Una mozione, l'unico strumento di cui noi possiamo disporre per impegnare il Governo a rendere stabile quel contributo extra che questo Governo ha garantito al Teatro Petruzzelli. 750.000 euro decisi dal Ministro Sangiuliano tanto vituperato nel 2024. Quindi, tanto per cominciare, quello che ha fatto di giusto questo Governo, noi vorremmo che possa diventare un contributo stabile perché la nostra fondazione Fondazione è sottofinanziata.
Ma questi 9 milioni di euro stabili del MiC nuovi 1000007 grazie al contributo straordinario del Ministro Sangiuliano si aggiungono i 3 milioni della Regione Puglia ai 750.000, lo abbiamo già detto, i 2 milioni del Comune di Bari, 200.000 euro della città metropolitana,
E questo ci consegna un ritratto molto chiaro della natura pubblica di questo teatro, perché sono gli enti locali, la Regione Puglia e il MiC che governo ne garantiscono al Teatro Petruzzelli di stare in piedi. Ora però quello che mi preoccupa maggiormente, giacché in tutta questa narrazione è mancato un passaggio, e cioè che si è cercata una compensazione fra privati e pubblico con una proposta di accordo, credo a 150.000 euro l'anno che la parte privata ha rifiutato quel contratto ponte fra l'occupazione sine titulo, che è quella che oggi noi rivestiamo, è la sentenza della Cassazione, non è stata neanche fissata l'udienza, non sappiamo quando questa interverrà. Dobbiamo risolvere nell'immediato una pendenza che può produrre ulteriori danni rispetto alla sentenza futura, ma dobbiamo anche immaginare una roadmap che ci consegni con serenità la possibilità di investire in questo teatro. Allora, semmai il canone individuato dalla Corte d'appello di Bari 1 milione 100.000 euro dovesse essere preso come.
Il canone di riferimento per il futuro del nostro teatro. Questo ci consegna con la praticità che devono avere gli amministratori pubblici un problema principale,
Come pagare questo milione e 100.000 euro in più che, se oggi dovesse essere mutuato fra i costi della produzione del teatro, già renderebbe impossibile l'attività istituzionale dell'ente?
Quindi, rispetto a questo noi dobbiamo comprendere fra contributo extra del Governo è contributo della Regione Puglia, c'è modo di intervenire con immediatezza, questa è una prima cosa che Commissione, come Commissione Bilancio della Regione Puglia, noi possiamo iniziare a programmare e a guardare, perché è evidente che il Comune di Bari non può farlo.
L'ente comunale non può farlo chi vi parla da molti anni, purtroppo, per quello che diceva il collega Scatigna è all'opposizione dell'Amministrazione comunale di Bari, conosco bene i conti della nostra Amministrazione, oltre 2 milioni di euro, è molto complicato che il Comune di Bari possa esporsi dovranno intervenire necessariamente Regione Puglia e Governo e MIC.
Prima di arrivare a questo, però, io credo che la politica abbia il dovere e prima ancora che si arrivi alla sentenza della Corte di cassazione, che sarà uno spartiacque, l'alea del giudizio grava tanto sui privati, ma quanto sull'ente pubblico, quindi rispetto a questo io credo, Presidente Pagano che è quello che noi,
Potremmo fare da ora in avanti anche utilizzando.
Le nostre prerogative consiliari e provare a mettere ad un tavolo attorno ad un tavolo parte privata e parte pubblica, per ricercare quell'accordo che non siamo riusciti a sottoscrivere solo con lo sforzo del Comune di Bari, il punto primo.
Punto secondo e qui io credo che anche la nostra Avvocatura potrà darci una visione differente, in che modo intervenire come parte attiva su un giudizio che adesso è molto rischioso? Parlo da avvocato da tecnico del diritto, il giudizio che che ci apprestiamo ad osservare e quindi consapevoli di questo quadro complicatissimo, noi dobbiamo garantire la produttività, l'apertura del nostro teatro, i suoi doveri istituzionali, cioè doveri nei confronti dei dipendenti della cittadinanza della nostra regione come contenitore culturale e per farlo serve che la politica dia serenità alla Fondazione, dicendo che in ogni caso il pubblico ci sarà.
Perché deve esserci però rispetto a questo il Presidente riaccese, quindi vorrei io mi rifaccio invece alla sua,
Attività. Io credo che, insieme al suo consiglio d'amministrazione, che sta ben operando insieme al nuovo sovrintendente che sta ben operando nel solco di Massimo Biscardi, va a cui va il nostro grazie per il lavoro che ha svolto in tutti quegli anni in tutti questi anni io credo che noi si debba,
Metterci a totale disposizione della fondazione e del suo Consiglio di Amministrazione e del suo Presidente per provare ad interloquire anche con la parte privata, perché se tu espropri male un bene, questo è quello che poi accade se tu con fischi e non sequestri e non espropri attraverso la legge. Questo è quello che poi accade. Allora, Presidente, lei ci ritenga a sua disposizione, il suo consiglio d'amministrazione sta ben operando, mi permetterà Presidente, di spendere una parola in più per la professoressa Tina. Resta che di cui conosco qualità, pazienza, dedizione al lavoro e di tutto il suo consiglio di amministrazione, di cui conosco la professionalità. Però, presidente, Pagano, io io diciamo le dico rispetto a questo utilizziamo tutte le nostre prerogative, anche l'istituzione di sottocommissioni che possono essere d'ausilio al consiglio di amministrazione del Petruzzelli e al suo Presidente, perché il pubblico, il consigliere regionale della Puglia, la città di Bari e quindi il Governo in questo Paese hanno il sacrosanto dovere di difendere certamente alla proprietà privata, ma ancor prima, la dignità e l'importanza di un bene pubblico, come la Fondazione Petruzzelli e il nostro teatro. Grazie Presidente, le chiedo scusa a tutti per essermi dilungato, ma da barese prima che da Consigliere regionale, io non sono neanche un commissario di queste due Commissioni. Ci ho tenuto a partecipare a questo a questa udienza,
Inclusi i partner privati che dal bilancio, collega Caroli, garantiscono quasi 1 milione di euro attraverso erogazioni liberali alla Fondazione Petruzzelli, 1 milione e 300.000 euro circa questo è quanto sta a cuore della nostra comunità, al Teatro Petruzzelli, ed è il motivo che ci consegna un impegno e una serietà doppia rispetto a tante altre vertenze di cui anche dobbiamo occuparci.
Grazie.
Consigliere, la presidente angolano, voleva grazie.
Ma giusto così, prima di chiudere, perché mi sembra che ci sia in questa seduta, presidente, Pagano, lo dico anche condividendo, penso ed esprimendo un pensiero unanime in questa sala oggi nella nostra Aula che ci sia davvero una condivisione di intenti, riprendendo un po' qualcosa che è stato detto quando il collega Romito si rivolge al Sindaco leccesi, dice Vito, è una garanzia per il Teatro Petruzzelli, la dice lunga su quella che è una visione obiettiva, indipendentemente da quelle che sono poi le appartenenze politiche che qui siamo tutti a c a cercare a impegnarci singolarmente per tutelare un presidio di di cultura, un presidio di dignità, un presidio anche di promozione territoriale perché, come ricordava lo stesso Sindaco leccese in apertura del suo intervento del suo discorso, beh, attraverso l'arte, attraverso la creatività artistica, il Teatro Petruzzelli ci ha concesso e ci ha permesso puntualmente da tanti anni di raccontarci non soltanto al nostro territorio limitrofo, ma alla Nazione e anche al mondo, perché sì, è vero, quei confini sono stati travalicati, superati con grande orgoglio. Nostrano, così come mi pare di intuire che ci sia tutto l'impegno da parte delle rappresentanze oggi sedute, finanche ad andare, diciamo a lavorare al netto di quello che poi è l'iter giudiziario e capire anche perché no, colgo anche l'input della consulenza per l'avvocatura a capire come poter intercedere, intervenire rispetto a quello che sarà poi il giudizio finale è quello che sarà la parola finale in Cassazione, ma sicuramente la la politica, come diceva il collega Pagano, non può rimanere indifferente. Non può voltarsi dall'altra parte. Questo tavolo, questa seduta, questo incontro, questo confronto, oggi deve siglare l'inizio step by step, poi di un percorso che deve vedere tutte le tutte le figure interessate, a diverso titolo, l'impegno del Governo e accolgo con con particolare.
Piacere anche l'intervento dei dei colleghi dell'opposizione a farsi promotori no presso il Governo in maniera più diretta rispetto a noi per appartenenza politica, di un ulteriore aiuto affinché ci sia stabilità di questa realtà sul territorio e noi faremo la nostra parte, chi col bilancio, chi, con una tutela a presidio della cultura e anche di quei termini occupazionali, abbiamo ricordato in questa seduta ci sono 300 figure, credo no, Presidente, circa 300 figure tra la parte artistica, quindi gli artisti, le maestranze, gli amministrativi da tutelare, numero più numero, meno mi perdonerete, ma è la sostanza. Credo che in questo momento debba prevalere in questo e in questa comunione di intenti. Quindi da parte della sesta Commissione, sicuramente la continua e costante disponibilità a intervenire per quelle che sono le nostre competenze a tutela, a garanzia di quello che è l'aspetto culturale, ma anche di una promozione territoriale, che non è secondaria in questo sguardo di insieme ed in questa risposta, a quella che è stata invece e che tuttora una richiesta d'aiuto, al netto di quello che sarà l'iter giudiziario, grazie.
Grazie Presidente, soprattutto per la puntualità con cui ha ricostruito una vicenda, che è sicuramente importante, che è stata oggetto di questa audizione. Io prima di dare la parola, perché vorrei che chiudessero anche loro a tre ospiti che hanno la responsabilità diretta della Fondazione, perché mi pare di capire che ci siano anche delle questioni che vadano puntualizzate, vorrei anche fare delle domande che ovviamente diciamo afferiscono all'aspetto più economico-finanziario che si occupava la mia Commissione, una di queste domande che farei al sovrintendente, esiste una data oltre la quale, in assenza di certezze sulla sede, la programmazione dal 2027 potrebbe avere dei delle sospensioni o comunque dei ridimensionamenti e, allo stato attuale, quali sono già contrattualizzate. Per quanto riguarda invece il Comune di Bari, il canone ponte, che è stato citato dal Consigliere Romito da 150.000 euro come proposta transattiva, è ancora sul tavolo dopo il rigetto. La proprietà, cioè, è oggetto di un ulteriore approfondimento con le parti atteso che uno degli eredi, il Garibaldi dottor Garibaldi, diciamo, ha lanciato poco tempo fa un appello pubblico alla Presidente del Consiglio in cui finalmente, diciamo, riportava la possibilità di conclusione della vertenza su ragioni più di carattere politico che semplicemente giudiziario, e poi diciamo anche alla luce di questo come.
Un negoziato transattivo si concilia con la delibera 33 del 2010, che giustamente ha ricordato il Sindaco in cui ha di fatto reso ormai chiusa la concessione del 1.898, perché da questo punto di vista è evidente che la la forma è anche sostanza.
E, per quanto riguarda più propriamente la Regione, noi, raccogliendo, diciamo, la proposta che veniva dal consigliere Romito come Commissioni potremmo da subito metterci a lavorare con una risoluzione congiunta che ci augureremmo fosse largamente, anche perché i livelli di competenza, in questa difficilissima avvertenza, sono livelli che intersecano anche responsabilità istituzionali differenti, in cui tutte le parti politiche sono sia maggioranza che minoranza. E se siete d'accordo, ci metteremo da subito a lavorare. Magari individuiamo un gruppo ristretto di Consiglieri che comincino a buttar giù un testo su cui anche misurare.
Che dalle parole si si possa passare ai fatti. Da questo punto di vista mi piacerebbe che noi inoltrarsi, ma una formale richiesta sia al Ministero della cultura e alla presenza del Consiglio, affinché prima possibile avochi no a loro. Un l'apertura di un tavolo nazionale per la risoluzione, la riso come.
La risoluzione poi e noi stiamo dicendo diciamo di provare a condividere per evitare che diventi un elemento.
Che diventi un elemento di confronto politico o di bandierina, che praticamente serve poco o nulla, perché se mi avete, diciamo testato già su sulla modalità operativa, se.
Provate a puntualizzarlo sul sul posizionamento politico, ricordatevi sempre che diciamo sostare al gioco e so essere anche abbastanza efficace rispetto anche alla ricostruzione di responsabilità, di di varia natura e sin da ora non l'ho preannunciato, però, è evidente che qui e quindi lo faccio personalmente vorrei fissare già un termine per una nuova audizione con la collega angolano di qui al massimo a 30 o 60 giorni per poter verificare che tutte le cose che ci siamo detti abbiano un prosieguo quindi, se siete d'accordo, darei prima la parola al sovrintendente Carusi per le conclusioni alle domande e poi fare concludere al Presidente della Fondazione al Sindaco Vito Leccese.
Grazie, grazie, signori presidenti, e grazie ancora a tutti i presenti e sì, signori della stampa e alle parti sociali, brevissimamente sul fatto della data no di questo di questo confine, beh, io certamente posso dire questo, non c'è un un ex ante ex post, questo non possiamo dirlo ma certamente,
L'attività del teatro, che è in pieno svolgimento e che continua a svolgersi ad essere programmata, anche perché, come tutti loro sanno e le programmazioni artistiche vanno pensate con anni e anni di di di di anticipo, molto spesso anche addirittura qui in quelli di anticipo. Quindi, certo, questa situazione pende sulle nostre teste come un enorme spada di Damocle che che ci preoccupa, che deve preoccuparci perché è stato detto quelle sono state dette quelle che potrebbero essere le conseguenze. Noi lavoriamo, lavoriamo fiduciosi, simi appunto nelle istituzioni, tutte che, a cominciare dal Comune, dalla Regione, dalla Città metropolitana, lo Stato, il Governo sentiamo tutte vicine e sappiamo che appunto il loro insieme è la storia della Repubblica italiana. La soluzione la troverà. Non posso certamente qui dire che se non si fa in tempo entro il giorno x, noi dovremmo chiudere il teatro, questo no, non c'è però certamente la preoccupazione esiste in quanto, in quanto se dovesse arrivarci addosso la tegola una tegola simile, i problemi ci saranno. Ma noi continuiamo a lavorare.
Sapendo che non siamo soli,
Allora, innanzitutto grazie a tutti coloro che sono intervenuti e ai rappresentanti del Consiglio regionale, ma anche i rappresentanti delle.
Parti Sociali.
Vorrei un attimo però fare invitarvi tutti a una riflessione, perché sono stati utilizzati i toni ultimativi che sono stati comunque fugati ora dalla risposta che ha dato il sovrintendente, e non abbiamo ancora idea perché non è stata convocata la seduta della della Suprema Corte rispetto diciamo al alla trattazione di di quest'ultimo giudizio il la famiglia proprietaria e lo dico a Vito drammatiche l'ha ricordato diciamo non ha reclamato il possesso del teatro, siamo in una fase come lo eravamo.
All'indomani della sentenza della Corte d'appello, ancora in attesa stiamo tutti in standby. Certo, questo non significa che non dobbiamo preoccuparci del della deadline di questa vicenda. Io ho detto nella mia relazione ho tentato insomma di tranquillizzarvi tranquillizzare soprattutto.
E le parti sociali, che rappresentano il lavoro, i lavoratori e, soprattutto la ricchezza. Perché molto spesso mi sono attardato sul sul pregio e sulla valenza.
Come dire identitaria del del contenitore. Poi abbiamo un contenuto che è di grande pregio, che è il risultato del lavoro di tanti anni, di tanti lavoratori di tante generazioni, perché l'attività del teatro nasce nel 1903, con gli Ugonotti di Meyers, quindi diciamo, parliamo di oltre un secolo di storia, ha interrotto da quel maledetto incendio del 1991 interrotto per 18 anni c'era una generazione intera di baresi che non ha avuto la possibilità di entrare nel teatro Petruzzelli e che finalmente nel 2009, grazie all'opera che ho ricordato prima di del sindaco, Michele Emiliano, è rientrato in quel luogo che è un luogo dove si produce e quindi in quanto tale va rispettato non soltanto nel suo elemento identitario, ma anche nella capacità di dei lavoratori di di produrre cultura ringrazio il Consigliere Romito per per le parole spese né nei miei confronti devo dire che che io, come tutti quelli che sono nati e hanno vissuto qui nella nella città di Bari il Teatro Petruzzelli è un pezzo del nostro cuore è quello nella famosa battuta di in polvere di stelle di Alberto Sordi e Monica Vitti il famoso inchino quando si inchinano,
Monica Vitti che pensava di andare a Broadway, dice ad Alberto Sordi, ma dove i miei portato e lui gli dice ti ho portato davanti al teatro più grande del mondo. Questo è per noi il Teatro Petruzzelli e noi lo tuteleremo in tutti i modi. L'8 tollereremo, diciamo, per quanto riguarda la proprietà, tutelando anche gli interessi dei privati, laddove la magistratura, l'ho detto, la questione è proprietaria, è una questione che riguarda i giudici. La politica si deve occupare di altro.
Dopodiché ricordo a Vito gemmati, che l'esproprio ha annullato dalla Corte di dalla Corte costituzionale, è un esproprio normativo e non un esproprio amministrativo, quello che oggi è previsto dal codice dei beni culturali, quindi la strada dell'esproprio non è stata ancora percorsa.
Vedremo, vedremo, io ho una mia opinione, ma vedremo l'importante è che tutte le istituzioni e io di questo vi ringrazio e ringrazio il Annibale d'Elia, che ha confermato a nome del Presidente Decaro là non solo la disponibilità al confronto, ma anche alla partecipazione attiva in questo percorso, perché la Regione è sempre stata al fianco dell'Amministrazione comunale della città metropolitana, ma attendiamo che il Ministro Julie, che è stato lo ripeto, sollecitato non da ora, purtroppo non vedo il Consigliere Scatigna, volevo tranquillizzarlo perché io ho frequentato i banchi del Consiglio regionale negli anni 90 avevo tanti capelli, tanti sogni diciamo e non sono propenso a fare passi istituzionali e a guardarmi indietro, lo volevo anche tranquillizzare perché la gestione del teatro non è appannaggio di una forza politica o di del Sindaco che ne è per legge. Il Presidente è prerogativa la definizione di un sovrintendente che ha la responsabilità artistica, che è stato condiviso con il Ministro della cultura e da parte del Consiglio di indirizzo che, come ha ricordato il Consigliere Romito, è composto da rappresentanti degli enti territoriali, ma anche del Ministero della cultura. Quindi, questa è la migliore garanzia che quel luogo di cultura non sia condizionato da prese da motivazioni politiche o strumentalizzazioni politiche o appannaggio di una parte a scapito dell'altra. Si bada alla cultura, alla bellezza della cultura, alla forza rivoluzionaria che alla cultura nella crescita della propria comunità. Ringrazio i due presidenti, ciò, ma io sono sempre disponibile anche ad aggiornamenti in tempi abbastanza ravvicinati. È quello che chiedo a tutte le forze politiche oggi e anche alle forze sociali, di sollecitare il Ministero della cultura per istituire questo tavolo di confronto tra i soggetti.
Interessati sul piano territoriale, a tenere in vita il la produzione artistica della fondazione.
Petruzzelli e soprattutto a fare in modo che questo tavolo di confronto operi con la massima trasparenza possibile. Io ringrazio tutti coloro che hanno sollecitato questa audizione perché è certamente un momento di informazione, di comunicazione e di trasparenza. Chiudo rispetto a quello che mi aveva chiesto il Consigliere.
Il Consigliere Pagano allora innanzitutto lo ripeto l'ha detto il sovrintendente, non esiste una data oltre la quale non possiamo più andare oltre la quale si manifesterà, diciamo, il cataclisma.
Noi abbiamo, come tutte le Amministrazioni locali per disposizioni della legge nazionale dei conti, beh contabilità, un Fondo rischi, tra l'altro il Comune di Bari e il Comune in Italia, che ha il Fondo rischi più pingue, tra gli 8.000 enti locali italiani,
Ma ovviamente non è questo perché, come dire aumentare anche come ci chiedeva Vito gemmati il contributo, il contributo viene dato con la parte corrente del nostro bilancio, l'acquisto di un bene può essere fatto per norme di contabilità pubblica, con una parte investimenti,
E quindi diciamo ovviamente oggi non siamo in quella prospettiva, perché vogliamo.
Il far istituire dal Ministero il tavolo di confronto e poi verificare quale sarà il destino della fondazione e dell'immobile in cui la fondazione svolge la propria attività, lo ripeto, io penso.
Penso che oggi siamo in una situazione in cui non c'è motivo per di particolare allarmismo, però è giusto preoccuparsi che significa appunto etimologicamente occuparsi prima di quello che può avvenire dopo grazie,
Grazie grazie, Presidente, ringrazio tutti, prego, prego Consigliere cara grazie scusi se intervengo subito dopo l'intervento del Sindaco.
Mi sembra una domanda diretta, noi siamo in attesa del pronunciamento della Suprema Corte, le ha fatto bene, ha parlato del Fondo, rischi magari riusciste a trovare una soluzione, le libererebbe spazi finanziari e magari si potrebbe utilizzare anche peraltro dico nelle more del pronunciamento della Suprema Corte non ci sono margini per trovare un'intesa col privato.
Prego, Sindaco.
Eh beh, io penso di essere stato, diciamo chiaro nella mia relazione oggi diciamo il Comune è parte di una compagine istituzionale che deve prendersi a cuore de il destino dell'immobile, del compendio immobiliare. Del resto, oggi il soggetto più interessato anche ad un'ipotesi transattiva è colui articolazione dello Stato che esercita il diritto di ritenzione per oltre 43 milioni di soldi spesi, che la sentenza di appello riconosce in modo inequivocabile inno inoppugnabile che sono a carico degli eredi no, qualora dovessero esercitare il possesso possesso che loro non hanno ancora reclamato. Eppure sono passati, credo, due anni e mezzo, tre anni dalla sentenza d'appello. Quindi è io in questa direzione ho scritto al Ministero della cultura perché il Ministro, la cultura, il creditore più importante, certo anche Regione Comune e Città Metropolitana hanno partecipato al Quai, a quel finanziamento, ma negli atti.
Successivi al termine del cantiere della ricostruzione, in cui il Ministero ha ricevuto dalle mani del commissario straordinario nominato non in base al protocollo del 2002, ma è stato nominato in base alla legge nazionale sulla Protezione civile.
E quindi era irresponsabile da un punto di vista non solo dell'esecuzione della realizzazione dei lavori, ma anche della contabilità speciale, così come indicato nel decreto di nomina del commissario Balducci nel momento in cui il Commissario Balducci ha trasferito al Ministero perché il Ministero ha finanziato in gran parte il Ministero l'ha affidato la solo affidato al Comune di Bari e il Comune di Bari con un atto diciamo trilaterale, la affidato solo ed esclusivamente in custodia alla Fondazione Teatri Petruzzelli, teatro Petruzzelli e Teatri di Bari.
Ricordando nelle premesse di quell'accordo l'obbligo che, in base alla legge, se non ricordo male, 800 del 1967 anno i Comuni di mettere a disposizione delle fondazioni contenitori in cui poter far svolgere l'attività alle fondazioni, questo per dire che la prima battuta e quindi diciamo.
L'input deve essere dato dal Ministero della cultura, che è stato lo ricordo da me sollecitato nuovamente dopo averlo fatto per le vie brevi nelle nelle settimane precedenti alla nomina condivisa del sovrintendente, né maestro Nazzareno, Carusi.
Che è stato rinnovato con lettera formale inviata il 25 agosto scorso, grazie.
Grazie grazie, per questa potrebbe essere il MEF, formulo meglio, la domanda potrebbe essere immaginabile.
La possibilità di un accordo tenendo dentro i tre attori procuratori.
Protagonisti quindi Governo, Regione con consigliere, caro l'hanno detto l'hanno ribadito tutti gli auditi in questa, in questa circostanza si voglio dire tutto è possibile alla luce della sentenza della Corte d'Appello, ha delle due sentenze di Corte d'appello all'interno di quel quadro ovviamente che un quadro giurisprudenziale importante, gli attori istituzionali possono muoversi, però non possono prescindere dalla volontà del maggiore creditore rispetto a quei 45 milioni complessivi che il Ministero della cultura, dopodiché nessuno.
Vuole utilizzare l'arma delle sue proprio come una clava. Nessuno diciamo oggi pensa che i beni privati possono passare per esproprio nella disponibilità del pubblico. Noi chiediamo, così come abbiamo sempre fatto di valutarlo anche alla luce di quello che prevede la legge, il Codice Urbani sulla tutela dei beni culturali, ma ovviamente anche lì l'esproprio per evitare che poi ci possa essere a valle dell'esproprio amministrativo un ulteriore contenzioso interminabile che avrebbe certo può passare attraverso un come si dice oggi, ci sono le forme che tra l'altro sono premiali. No, anche per le opere pubbliche disposte dalle amministrazioni locali che in caso di diciamo condivisione tra le parti. Si procede con un esproprio che addirittura prevede la legge, non il Comune di Bari prevede, diciamo, un un indennizzo premiale quindi che favorisce l'incontro tra le parti, anche in situazioni di esproprio.
Grazie grazie a tutti gli auditi per quanto riguarda Regione Puglia, siamo fiduciosi che il nuovo direttore detiene le cui sapienti mani rimettiamo il dossier anche rispetto alla ulteriore finanziabilità delle proposte artistiche della fondazione lirico-sinfonica, ne farà corretto uso, ovviamente da parte nostra sarà nostra premura coordinarci sempre con lui e con l'assessora per dare sempre risposte più puntuali e contribuire modestamente alla risoluzione di una questione che oggi voi tutti avete contribuito a rendere più potabile dal punto di vista della narrazione comunicativa.
