Quindi questa Commissione intanto grazie per coloro che hanno inteso partecipare.
Sì e quindi c'è registro la nota, la presenza della dei rappresentanti del in sostituzione del commissario che era impossibilitato, c'è la presenza di funzionari del Parco del Gargano, registro altresì l'assenza del Parco della Murgia che pare non abbia fatto alcuna comunicazione riguardo alla presenza o all'assenza va beh, lì riconvocheremo fino a quando, insomma,
Non hanno il problema, probabilmente hanno risolto il problema dei cinghiali,
Io ricordo a me stesso perché vedete, poi non è che possiamo interessarci di un problema quando c'è un incidente, quando noi proviamo a fare il nostro dovere, che è quello di capire quali sono i problemi e quali sono le soluzioni ai problemi, noi ricordo a me stesso che abbiamo fatto una Commissione qualche mese fa dove abbiamo, come dire sviscerato un po' grazie anche alla struttura,
Regionale il problema, abbiamo capito che il grosso delle difficoltà lo abbiamo nelle zone di competenza dei parchi,
Nazionali, perché lì noi non possiamo, come dire, agire. Per il resto diciamo che la situazione non è malvagia, nel senso che il piano di contenimento che la Regione ha fatto diciamo e abbiamo lavorato ci costa comunque il cinghiale, diciamo così impropriamente, 2 milioni e 400.000 euro all'anno di danni, se non ricordo male, ed è evidente quindi che c'è un problema.
Il piano di contenimento, ahimè, del Parco della Murgia e del Parco del Gargano non c'è.
Ora ci eravamo lasciati d'intesa che.
In un certo lasso di tempo loro avrebbero provveduto a redigere il piano di contenimento per poter rendere omogenea in tutta la Puglia la possibilità di contenere, perché è chiaro che se c'è una parte di territorio dove non ci sono azioni di contenimento non è che poi ci sono dei recinti.
Sì, praticamente prolifera dappertutto e quindi io darei se siete d'accordo, la parola al ai rappresentanti dei funzionari del su proposta.
Comunque perdonami, infatti mi aveva contattato il presidente Di Mauro, visto che non aveva il tuo contatto dicendomi che oggi, purtroppo, non è non poter intervenire per impegni già pregressi e quindi mandava i due funzionari Soldano e urbano che sono due funzionari del che si occupano di tra l'altro è l'aspetto faunistico e che quindi si potevano delucidare sulla questione. Grazie sì. A questo proposito, quindi, darei la parola a voi per capire se avete redatto questo Piano faunistico. Nel frattempo,
Dottor Abbatantuono, mi fate la cortesia di scrivere di nuovo ai rappresentanti del Parco della Murgia, magari gli chiedete se c'è qualche data a loro più comoda, confacente per essere auditi e magari ci gli chiedete pure se nel frattempo hanno redatto il Piano faunistico, perché spero che non siano venuti perché magari, come quando andavamo a scuola non avevamo fatto i compiti, ci veniva la mattina e mal di pancia non andavamo a scuola perché avevamo il mal di pancia, ma il problema è che non avevamo fatto i compiti e.
Lo la dico come dico come la penso e io così facevo, ma mi dicevano i due professori che faceva la stessa cosa.
Ci veniva il mal di pancia quando ne avevamo fatto i commi, temo che sia successa la stessa cosa al Parco della Murgia, non hanno fatto i compiti e non sono venuti, ma noi non è che lì non è che li ammonivano, chissà che da noi vuole essere un sollecito una collaborazione, se possiamo aiutarli, li vogliamo aiutare, ma c'è un problema, perché poi, se succedono degli incidenti gravi, anche mortali, per per delle persone ebbe poi ognuno si deve assumere le responsabilità di quello che fa o non fa e noi stiamo cercando di di portare avanti un un ragionamento, quindi prego,
A beneficio della registrazione. Vi chiedo, prima di cominciare l'intervento, di presentarvi questo per dare la possibilità di lasciare agli atti la registrazione completa. Sì, buongiorno a tutti sono Antonio urbano dell'Ente Parco nazionale del Gargano, riallacciandoci a come ci siamo lasciati l'altra volta. Noi stiamo portando avanti il discorso per.
Per.
Mettere a punto un piano di gestione del del cinghiale e a questo proposito abbiamo ricevuto una proposta dall'Università di Bari, dal Dipartimento di biologia che ci dovrebbe curare la fase del monitoraggio, che è propedeutica poi alla redazione del del vero e proprio piano. Noi adesso tutte le attività che stiamo facendo riguardano la risposta che stiamo dando alla Regione in merito al primo, quindi, in merito al l'emergenza legata alla peste suina africana, quindi abbiamo delle attività che comunque prevedono il prelievo del cinghiale. Per raggiungere questo obiettivo legato all'aspetto sanitario, quindi, il monitoraggio dovrà essere comunque effettuato per diverse annualità almeno 2 3 e alla fine del rischio un attimo solo forse non ho capito, cioè voi avete affidato il monitoraggio è propedeutico, chiedo scusa al piano di contenimento e quindi il monitoraggio dovrà durare più di qualche anno, e quindi è facile immaginare che il piano ce l'avrete tra qualche anno. E effettivamente si perché i dati che servono per fare un piano non si possono prendere soltanto in una stagione di campionamento, quindi occorre più di una stagione, però nel frattempo noi comunque, stiamo facendo l'attività di controllo in risposta al più. Il primo, il piano di interventi urgenti per il contrasto alla peste suina. Quindi nel frattempo stiamo operando in urgenza. Però, per fare un vero e proprio piano, occorrono dei dati di monitoraggio. Questi dati ce li dovrà raccogliere il Dipartimento di biologia dell'Università di Bari a cui stiamo dando un incarico. Abbiamo ricevuto la proposta e stiamo mettendo in atto una convenzione ai sensi dell'ex articolo 15 per regolare i rapporti tra noi e l'Università di Bari. Diciamo questo è l'aggiornamento dei lavori,
Dottor Campanile.
Su allora noi, fortunatamente, un piano ce l'abbiamo un piano straordinario di contenimento del cinghiale in Puglia, il quale piano prevede delle sessioni delle sessioni di monitoraggi che avvengono in due periodi dell'anno, ossia in primavera, in primavera e in autunno è,
Sulla base, diciamo, dei dati consolidati nella stagione passata al 2025.
I dati ci restituiscono un trend di presenza del cinghiale in declino, almeno nelle aree a caccia programmata perché le la nostra competenza è in queste aree escluse le aree protette, sia regionali che nazionali, quindi un trend in declino, possiamo fornire i dati della riduzione della popolazione che è avvenuta, diciamo, con due strumenti che sono il selecontrollo è l'esercizio venatorio con il selecontrollo abbiamo abbattuto in una annualità, sempre in queste aree al di nostra competenza. 1.008 capi.
Mentre con l'esercizio venatorio sono stati abbattuti 1.757, cinghiale per un totale se la interrompo, ma il se le controllo noi non possiamo disporlo, ovviamente questo lo abbiamo capito nelle aree non di nostra competenza e quindi nella fattispecie nei parchi.
Di competenza nazionale, ma loro in via, come dire no, non c'è la necessità di aspettare il piano di contenimento per fare queste misure, volevo capire che le avete già queste misure, cioè c'è già il i selecontrollori c'è, io ho spiegato in premessa che noi, in risposta al primo, abbiamo già iniziato l'attività di controllo mediante l'attività di selecontrollo, formando 52 selecontrollori che già sono operativi nell'area Parco. Ci sono già dei risultati, si è un po' di risultati, stiamo raggiungendo, stiamo mettendo ancora, appunto perché dobbiamo sistemare alcune cose, però un po' di dati li abbiamo già a carico, quindi, come abbattimenti.
Adesso stiamo aumentando anche il numero dei punti di sparo, perché abbiamo avuto delle segnalazioni e stiamo implementando, però dobbiamo comunque fare una procedura per metterli in sicurezza, noi, per ogni punto sparo, abbiamo adottato dei principi che ci sono stati indicati da un perito balistico, quindi noi abbiamo un documento che riporta tutti i punti di sparo per l'operatività in sicurezza quindi la stessa cosa dovremmo fare adesso in questa fase di implementazione.
E poi un'altra cosa, noi facciamo anche degli interventi mirati, qualora ci sono delle segnalazioni che riguardano problemi che minacciano la pubblica incolumità e abbiamo anche organizzato gli interventi mirati e un caso è quello di Rodi Garganico, dove ci sta una frequentazione in un'area dove ci sta una certa antropizzazione quindi gli animali possono essere un pericolo per gli abitanti di quell'area si avvicina per farsi,
Quindi, in quell'area ci sono questi animali che comunque destano un pericolo per la pubblica incolumità e noi adesso abbiamo fatto già tre o quattro interventi con dei risultati abbastanza soddisfacenti e andranno ad oltranza fino a quando il monitoraggio con le foto-trappole ci daranno che son stati sulla presenza quindi,
Stiamo andando avanti,
Volevo concludere il numero, cioè i dati, quindi abbiamo nella scorsa annualità un numero complessivo di 2.765 capi abbattuti e sulla scorta di questi monitoraggi che ci danno il trend diciamo in declino. Immaginiamo che per questa annualità 2026, probabilmente i 2.700 potranno essere anche un numero inferiore, però chiaramente è ancora in corso attività che vengono, diciamo, effettuate con grande accortezza e rigore perché durante le attività di selecontrollo sono i nostri ambiti territoriali di caccia che Geschke che gestiscono tutta l'attività con appositi applicativi informatici, dove il cacciatore si registra, sa in quale distretto deve operare, se le controllo, in maniera tale che quest'area non sia sovraffollata, da, diciamo, selecontrollori e che si operi appunto in sicurezza.
A partire dal 1 ottobre e inizierà il periodo di caccia caccia al cinghiale, che terminerà il 31 gennaio e, come tutti gli anni, anche quest'anno. Ci apprestiamo ad autorizzare la caccia collettiva che si compone di squadre di cacciatori di almeno 15 unità con un capo.
Caccia che gestisce la squadra, attività che viene svolta sia imbarcata che in girata con l'ausilio di cani e quindi questo determina, diciamo, una presenza incisiva del diciamo sul territorio per De popolare. Questa popolazione che, diciamo, sappiamo tutti ha creato e continua a creare problemi non solo all'agricoltura, ma anche agli automobilisti, perché continuiamo ad avere incidenti stradali e grazie, diciamo, alla nostra polizza assicurativa che abbiamo attivato su tutto il territorio regionale, diciamo, conteniamo i costi avvalendoci della polizza. Concludo dicendo che, grazie all'attività di collaborazione che abbiamo anche noi con il Dipartimento di biologia dell'Università degli Studi di Bari, abbiamo attivato, diciamo, la fase relativa alla valorizzazione di questa carne di cinghiale mediante l'individuazione di appositi CLS CRS centri, elaborazione selvaggina e centri appunto di lavorazioni di queste carni per poter creare, diciamo, una micro filiera della carne di cinghiale anche in Puglia, sapendo che in tante aree del Subappennino della Murgia può essere, diciamo, un valore aggiunto a quei territori dove diciamo questo prodotto può avere il suo appeal. La speranza è quella di arrivare addirittura ad un marchio cinghiale di Puglia, però su questo capite bene che si deve costruire una filiera e che soprattutto deve mirare alla sicurezza alimentare, perché non si può mettere sul territorio in commercio, cioè un prodotto che non abbia una etichetta di sicurezza alimentare,
Quindi da un lato conteniamo dall'altro valorizziamo e la prospettiva è quella soprattutto di abbassare l'indice di pericolosità per l'agricoltura e gli automobilisti, grazie grazie, dottor, Campanile prego.
Buongiorno registriamo la presenza, quindi del Parco della della Murgia hanno fatto i compiti del dottor Lobuono e io sono malpensante.
Ho fatto ho fatto una battuta prima che lei arrivava, ho detto, sono laureato con il massimo dei voti a scuola, era un po' disco letto, si recupera l'università si recupera.
Io intanto chiedo scusa a tutti i componenti la Commissione, a lei, Presidente, per il ritardo, non è mia consuetudine, è chiaro che questo non giustifica, non accadrà più.
Ho ascoltato la relazione parziale per colpa mia dei colleghi del Parco del Gargano e ho ascoltato anche la relazione del dottor Campanile.
E in relazione al punto all'ordine del giorno, vorrei intanto comunicarvi che a breve, quando riceveremo il parere dell'ISPRA, saremmo in grado di fornire il piano di gestione del cinghiale per il periodo.
2026 2030 dovrebbe essere però, se lo abbiamo già io, l'ho già adottato con delibera a fine a i primi di luglio.
È stato oggetto di rivisitazione un paio di volte.
Da parte dell'ISPRA, perché è giusto che voi sappiate la situazione esistente nel mio parco, quando il dottor Campanile di parlava del CLS, vi dico subito che un centro elaborazione selvaggina è presente nel Parco nazionale dell'Alta Murgia ha voluto fortemente dal sottoscritto, voluto fortemente dalla governance, la Regione Puglia che ci ha consentito di ottenere in tempi ristretti tutte le autorizzazioni.
Abbiamo cominciato l'attività di macellazione dei capi.
A gennaio del 2026, con l'inizio della macellazione ci siamo resi conto che i capi che venivano conferiti al nostro CLS erano veramente poche con un atto monocratico, in quanto Commissario, ho consentito l'ingresso nell'ambito del parco sia dei capi abbattuti sia delle armi, perché difficilmente i cacciatori o i selecontrollori possono lasciare ad altri le armi e recarsi presso il nostro CLS per conferire lo stesso cinghiale.
Vi starete chiedendo noi che c'entriamo e diciamo che, agganciandomi alla e alla relazione di campanile, vi dico subito che, dopo la macellazione di una ventina di capi, in nostro CLS si è fermato.
La carne non trova collocazione sul mercato.
Quindi, se si vuole a Presidente di CAV discusso qualche sacra è e Presidente lei ha visto lontano, bisogna promuovere, bisogna promuovere, se volete che il nostro CLS continui.
Ah.
Ricevere capi dalle ATC, abbiamo ricevuto capi dalla TCDD, tardo DAB, se le controllo di Taranto, di Foggia e così via, ci dovete dare la possibilità di poter macellare, produrre, trasformare e vendere queste carni, ci abbiamo pensato a lungo, ci siamo interrogati sulla materia con il Dipartimento di medicina veterinaria dell'Università degli Studi di Bari,
Abbiamo interloquito con associazioni di capacità di carne buona buonissima tutta certe quella che esce dal nostro CLS e certificata, dall'Università degli Studi di Bari e dal servizio di medicina veterinaria dell'Asl. Dico bene, dottor Campanile le mi corregga, ma non ho nessuna difficoltà a fare marcia indietro. E importantissimo e abbiamo questa carenza, abbiamo questa difficoltà, ne abbiamo discusso anche con le associazioni di categoria, in particolare, con Coldiretti abbiamo messo su, ma siamo aperti e inclusivi nei confronti di tutte le associazioni di categoria, nessuna esclusa.
Abbiamo messo su un'ipotesi di progetto di filiera a cui il dottor Campanile prima si riferiva e abbiamo però un piccolo problema. Come voi potete immaginare, è quello finanziario.
Purtroppo la commercializzazione e la promozione di carne di cinghiali non rientra nella mission del parco.
Potrebbe essere oggetto, a vostro giudizio, naturalmente.
Potrebbe essere oggetto di un progetto pilota se ci date fiducia da portare avanti con tutte queste parti e rivederci di qui ad un anno a 18 mesi per monitorare gli effetti dello stesso progetto, noi riteniamo possibile, ma non ve lo garantisco, noi riteniamo possibile.
La macellazione di circa 800 capi in un anno nel nostro CLS, se ci consentite di poter provare a commercializzare e a vendere queste cani, qualcuno dovesse chiedere avete?
Percorso altre strade, sì, abbiamo anche interloquito con produttori di carne, grossi produttori di carne che hanno subìto, precluso la possibilità di poter vedere l'ingresso di selvaggina nei loro impianti, si parla di impianti importanti, purtroppo mattatoi, piccoli interessati non ce ne sono,
Su quello che ci possiamo appoggiare e quello nostro già bollo c'è.
Una domanda prego prendere, chiedo scusa se stavo di lato.
La destinazione,
Si scusa, grazie, Presidente, la domanda è questa, la destinazione anche di una parte di questa è carni macellate da immaginare, per esempio, al settore degli animali domestici è possibile adesione, non lo so, dico poco potrebbe essere, per onestà intellettuale, per per animali.
Per onestà intellettuale, i lati insomma questa roba qua io non lo so e consigliere a domanda devo essere sincero per onestà intellettuale, non l'abbiamo presa in considerazione, abbiamo solo preso in considerazione l'uso per alimentazione umana, ma le do la mia parola che sarà mia premura interessare.
Per faremo tesoro della sua raccomandazione del suo Consiglio, però non so se poi, di fatto la stessa carne potrà essere utilizzata per alimentazione animale. Sarà mia premura farvi sapere e non è un'ipotesi di lavoro, diciamo campata in aria, potrebbe verificare, si potrebbe verificare se c'è possibilità, come pure evidentemente c'è, bisogna provare appunto a valorizzarla anche per il consumo umano e quindi,
No, probabilmente è quella delle sagre che può sembrare una battuta, è quella delle sagre, che può sembrare una battuta. Potrebbe essere un modo per promuoverla. Ovviamente bisogna saperla come dire, preparare e cucinare potrebbe essere la Coldiretti e altri la Coldiretti chiedo, scusa e altri operatori si sono dimostrati interessati e mi pare giusto anche perché, diciamo, sono quelli che più sono colpiti di ogni altri loro associati. Poi, Presidente, volete lo ritenete opportuno? Potete convocare anche loro e le altre parti se volete anche sentire un po' il loro punto di vista sulla questione. Sì, no, intanto.
E si verifica sia da parte degli uffici nostri sia da parte vostra, quella che è l'ipotesi del collega Lo Buono, che non mi pare assolutamente da scartare. Dopodiché possiamo fare una nuova Commissione dove ci aggiorniamo, verifichiamo quello che è stato fatto, convochiamo pure le associazioni di categoria per verificare quali sono, anche con il loro contributo, le strade da percorrere. È chiaro che se noi abbiamo fatto, se non ricordo male, abbiamo fatto qualcosa proprio per promuovere la filiera del cinghiale.
Con sì con con l'assessorato è chiara, se poi questo non viene, come dire, sfruttata questa possibilità diventa tutto teorico e invece bisogna andare avanti, insomma, in qualche maniera siamo, bisogna trovare altre strade e non voglio rivendicare quella che abbiamo proposto già in un'altra Commissione quindi verificare la possibilità anche di utilizzare dei mangimi sterilizzando di per i cinghiali.
Ci sono delle sperimentazioni approvate dal Ministero e sarebbe il caso di verificare anche questa possibilità perché esistono in commercio dei mangimi, sterilizzando quindi e anche in cruento come metodo e sicuramente ci sarebbe la possibilità di lavorare anche su qualcosa del genere. Chiaramente serve l'autorizzazione del Ministero. Insomma, è un lavoro che si può fare, bisogna fare, mi chiedeva la parola. Il collega Pagano grazie.
Ah.
Data da?
È entrato in vigore il piano da febbraio 2025, quindi diciamo ad oggi mi pare di capire che né il Parco del Gargano abbia adottato nulla di formale e il Parco dell'Alta Murgia abbia adottato il piano.
In sei mesi o meglio in attesa di parere, ma abbia approvato una bozza di piano a luglio di quest'anno ricordo, ma a giugno 2026, quindi diciamo siamo, siamo comunque no, lo dico perché sennò sembra che abbiamo tra tutti quanti bene i compiti a casa. Siamo comunque in una condizione in cui, in un anno e mezzo soggetti che avrebbero dato a dove ho dovuto dare attuazione a una norma cogente, al momento non hanno proceduto. Non hanno provveduto a questo. Non lo dico perché nel frattempo non è che il problema del cinghiale. Diciamo aspetta ai nostri i nostri tempi.
Chiedo scusa.
Il nostro piano di gestione è scaduto il 31 dicembre 2025. Se di ritardo si può parlare, io posso parlare solo per il Parco nazionale dell'Alta Murgia sono quattro mesi e certo questo non significa che ottemperato nei tempi giusti, però mi creda.
E io, con il Ministero e con l'ISPRA, io io non ne faccio una colpa a me io chiedo, noi ce la mettiamo tutta no, no, io no, ma prima di tutto diciamo una zona San sarebbero quattro mesi, sarebbero 8, ma non a sette mesi, ma non è questo il problema, diciamo. 4 7 è relativo. Il problema vero è che voglio comprendere quindi, da marzo 2025, a dicembre 2025 c'era già un piano di contenimento valido che è stato attuato e che risultati ha dato sul territorio del Parco dell'Alta Murgia dove è stato attuato. Questo è che, ovviamente, siccome so la storia del tra del suo incarico da Commissario no, non lo sto imputando a lei, io lo imputo all'istituzione in quanto tale. Chi chi, se no, non mi interessa capire chi mi interessa? L'istituzione ha proceduto, ha provveduto nel 2025, da quando c'è l'obbligo ad attuare un piano di contenimento oppure no.
Frico io, se mi do la parola al presidente, grazie io, se non ho capito male, lei parlava di 2.600 capi abbattuti, 2.750 capi abbattuti.
Da da che periodo, a che periodo più o meno eh beh, quindi, teoricamente se?
Le aree di nostra Fouché, occhei, occhei, occhei, occhei, occhei, ovvio che dei parchi c'è certo certo, certo no, no, no, no, no, non avevo, non avevo capito se fossero aree regionali o allora quello che è emersa, e probabilmente non ricordo se lei era presente nella scorsa audizione che abbiamo ottenuto sul tema, quello perché abbiamo chiamato i parchi, perché emerse che dei 2 milioni e 400.000 euro di danni che noi subiamo e paghiamo come Regione Puglia, la quasi totalità, interessano quelle aree.
E che, se è vero, se non ricordo male che noi potremmo chiedere la ripetizione di quelle somme ai parchi, ma sappiamo bene che lo faremo, ma chissà se e quando mai li avremo e quindi di qui la sollecitazione ai parchi, a fare la loro parte, perché sennò non se ne viene fuori, perché ripeto la puntuale come dire verifica degli uffici regionali sul tema ha dato atto che il 99%, probabilmente dei danni sono in quelle aree, significa che lì c'è un problema ed è lì che bisogna aggredire ecco perché ho capito IVA questa insistenza 700 Ucci e quindi io prego anche però i rappresentanti del Parco del Gargano perché,
Quello che evidenziava il collega Pagano, c'è una legge che prevede altro e che non c'è la possibilità di aspettare due, tre anni di come dire studi per poter poi varare un piano di contenimento. No, non c'è questa possibilità, quindi dovete farne uno straordinario, evidentemente immediatamente tra virgolette, dopodiché lo potrete rivedere e correggere, ma voi avete un obbligo di legge che, non potendo disattendere alla luce, ripeto di quelle che sono le evidenze che sono gravi, perché finché sono dei danni materiali 2 milioni e 400.000 euro, non è proprio una, non sono bruscolini, però va be'insieme a tanti ce ne facciamo carico pure di quelli, ma se poi accade qualche incidente a qualche persona come già è accaduta nel passato e beh, poi ci sono delle responsabilità, sia legali che morali, che forse sono ancora più importante e quindi la preghiera è quella di.
Attuare nel più breve tempo possibile un piano di contenimento.
Straordinario tra virgolette, dopodiché, dopo tutto quello che sarà, lo studio fatto dalla Università alla quale vi siete.
Come dire, rivolti affidati, lo rivedrete questo piano, ma bisogna necessariamente rivederla, sta cosa con la preghiera, però di aggiornarci su questo punto, cioè.
Farci capire se è vostra intenzione procedere in questo senso, perché, onestamente, noi vorremmo fare un lavoro tutti insieme, in tranquillità, per poter raggiungere il miglior risultato possibile.
È possibile rispondere, o così si un attimo solo mi chiedeva il collega Vurchio di.
Grazie presidente, intanto grazie per la partecipazione a tutti quanti voi e credo che questo sia un problema molto sentito e credo anche che la politica, insomma dinanzi a queste emergenze debba poter rispondere attraverso una strategia.
Un'azione strategica che non deve mirare a gestire l'emergenza di volta in volta, ma deve proprio essere in grado di costruire questa strategia regionale che deve essere basata, appunto, come stiamo sentendo sui dati del, sulla prevenzione e sul controllo della popolazione, sulla tutela degli agricoltori, della sicurezza dei cittadini, ma a quanto pare, insomma, vedendo anche tutti gli invitati qui non abbiamo un responsabile del coordinamento, cioè abbiamo o vi vedo che sono interessati? Insomma, la questione va regioni, Dipartimento, agricoltura, ambiente, ASL, parchi comuni, province e forze dell'ordine delle associazioni agricole, operatori autorizzati, cioè se tutti hanno una competenza. Rischiamo praticamente poi, alla fine che nessuno di loro abbia poi quella che è una cosiddetta responsabilità, per cui il mio invito è pensando a creare un qualcosa che sia una una sorta, diciamo di gabina di regia, dove che contenga ciascun rappresentante e che metta in piedi una strategia che poi di volta in volta sarà oggetto di monitoraggio e quindi creare una cosiddetta banca dati generale. No, dove ognuno di voi mettete dentro quelli che sono i i propri dati i risultati e in modo che tutti.
Possiamo vedere poi lo stato di avanzamento.
Della strategia,
Regionale messa in atto, quindi l'invito è a darci una organizzazione migliore, in modo che si possa.
Secondo me, essere aggiornati in tempo reale su questa faccenda, grazie collega mi chiedeva di intervenire, collega spinosa.
Come Cipro.
Eh, sì, ho capito però da qualche parte bisogna partito, non è che bisogna partire, noi siamo a buon punto, in verità noi siamo come Regione Puglia, noi siamo ai hanno un ottimo punto, noi abbiamo un piano di contenimento per quelle che sono le nostre competenze, ci sono dei risultati che sono chiari, sono analitici, sono reali e che abbiamo un vulnus che è quello di territori comprenderli nel territorio della Regione Puglia che non sono governati da noi ma è un parco nazionale e sono dei parchi nazionali ed è lì che possiamo incidere relativamente no. Non abbiamo una potestà.
Ma sì, ma sono dei dati relativi, perché cioè voglio dire se loro bene prendiamo atto che il Parco della Murgia a breve, perché sono fiducioso che a breve l'ISPRA dalle parere ha il suo piano di contenimento e quindi inizierà, come dire, a produrre i primi risultati. Spero che acceleri anche il Parco nazionale del Gargano e qui i dati verranno integrati nei nostri, cioè io non ci vedo onestamente una lacuna, se non quella di alcuni territori di non competenza nostra. Andare a creare qualcosa di di Bruno non lo so. Onestamente, però, può darsi che sia io che non non ho una visione giusta, però non sono contrario, prego, collega Spina. Grazie Presidente, condivido, Presidente, la tua preoccupazione. Mi auspico che quanto prima ci abbiamo la possibilità di fare anche un piano straordinario di contenimento, perché nelle città che sono nel.
No no, nell'area del Parco abbiamo problemi, intanto i cinghiali non sanno che devono rimanere nei perimetri del piano e quindi diciamo, scavalcano e i recinti ed entrano direttamente nelle città, il problema serio è che la, in quelle città che sono vicini al piano, al,
Al parco o all'interno del parco stesso, abbiamo anche problemi per quanto riguarda il risarcimento dei danni perché, poiché questi fanno riferimento esattamente al al parco stesso, anche la modalità per attingere ai risarcimenti e complicata complessa e su questa, magari approfittando della presenza dei verità,
Chiedo scusa se la interrompo, ma in verità mi pare che ci sono delle sentenze che sono già state, come dire, attuate che danno, ahimè, l'onere del pagamento dei danni anche nei parchi alla Regione Puglia, dopodiché noi dobbiamo chiedere la ripetizione delle somme ai parchi e ho quindi il problema non è quello. Il problema è che se il pacco pagasse direttamente, il cittadino non si dovrebbe rivolto, ma questo non dipende da noi, non si pagare per noi, sarebbe anche meglio, perché voglio dire, la Regione potrebbe non rivolgersi all'autorità giudiziaria per farsi liquidare il danno, quindi diciamo anche per quanto attiene alla liquidazione del danno, magari approfittando della presenza in teoria la richiesta la potrebbero fare direttamente alla Regione. Io preferirei che a questa domanda rispondessero i rappresentanti del parco, in modo che loro ci fanno capire quali sono le modalità con le quali risarciscono i danni, perché se evidentemente c'è qualche cittadino che si rivolge all'autorità giudiziaria per poter avere il pagamento di quanto dovuto, evidentemente è farraginoso il meccanismo oppure non è rapido e quindi abbiamo questa questa conseguenza e siccome ci sono parecchie città della mia provincia che sono all'interno del del Parco, chiaramente questa cosa mi preoccupa e mi.
E chiede delle risposte grazie.
No, scusate il Next nell'ambito del Parco nazionale del Gargano, anche se poi ce lo diranno loro, c'è la possibilità di fare richiesta e ricordo al Parco però colleghi loro rispondono solo per una sorta di indennità, non danno un risarcimento e questo è un limite a questo però aggiungo, fermo restando che sarete voi perché siete più competenti, ovviamente di me è inutile dirvi che nella nostra zona, al di là delle città, credo che abbiamo tutte le strade immerse all'interno del parco, l'idea che ad oggi, a distanza di sei, sette mesi, otto mesi dall'obbligatorietà di un piano, voi dobbiate andare ancora, diciamo in urgenza.
Non è una cosa che ci tranquillizza, perché noi abbiamo problematiche non tanto io vi dicevo prima che certamente abbiamo notato una riduzione degli degli animali all'interno dei paesi, però sulle strade di notte è un problema e questo causa tantissimi incidenti sui nostri territori quindi credo che anche per voi ora non so certamente degli interventi in urgenza uno dei costi maggiori rispetto a quello che può essere un piano di gestione programmato pertanto, ovviamente, l'invito che vi facciamo, e in considerazione del fatto che, al pari dell'altro,
Diciamo Parco, siete stati commissariati, però comunque questo non ha, diciamo impedito dall'altro parco di attivarsi, quindi mi mi dispiace sapere oggi che nel nostro, nel nostro territorio invece siamo ancora in una fase di monitoraggio che ovviamente non è pensabile perché non possiamo pensare ad una ad un piano ad oggi da oggi a cinque anni perché i problemi e le problematiche e so che voi lo vivete il territorio perché siete, diciamo garganici, quindi lo conoscete meglio di me i problemi ci sono gli animali, ci sono pertanto un intervento immediato,
Lo lo dovete prevedere ora, per quanto riguarda invece la partita indennitaria, spiegateci bene come avviene almeno per quanto riguarda il parco. Poi non lo so, l'Alta Murgia, se vuole dire anche loro,
In risposta al primo punto, noi non abbiamo il piano di gestione, lo stiamo preparando, diciamo, dobbiamo dove stiamo dando, l'incarico per la raccolta dei dati che sono obbligatori sono obbligatori, che altrimenti su che numeri dobbiamo ragionare, il Ministero l'ISPRA quando devono dare l'approvazione il primo requisito che chiedono sono dei dati di monitoraggio, quindi questo passaggio non lo possiamo scavalcare.
Però, in risposta all'urgenza, noi con l'urgenza stiamo rispondendo con il piano di prelievo dedicato.
Per i prelievi per il prius, quindi noi fermino, stiamo l'attività di controllo sta avvenendo, quindi il Piano sarà fatto secondo quelli che sono i tempi tecnici, quindi certi passaggi ritengo che sia pure.
Contro le regole scavalcarli quindi in urgenza, noi stiamo rispondendo con il primo, la legge va rispettata, ma si è quindi.
Ci sono dei passaggi scientifici per dare veramente grave, però in ogni caso c'è una legge, bisogna rispettare, ci facciamo portavoce dell'urgenza, ecco, questo è chiaro ed è sicuro poi, in risposta al secondo punto, io volevo capire nelle città di che tipo di danni stiamo parlando, perché il regolamento del Parco del Gargano ci consente di indennizzare, indennizzare, non risarcire i danni alle coltivazioni agricole agricole e al patrimonio, quindi mi sembra che questa questione delle città sia fuori luogo rispetto a quelli che sono i margini consentiti dal regolamento del Parco del Gargano. No, non lo so se la signora.
Si riferisce al Gargano, all'Alta Murgia, questo non è stato chiaro né mi permetto di sottolineare un un qualcosa.
Voi potete avere tutti i regolamenti di questo mondo, ma se provocate un danno a qualcuno, gli dovete riconoscere e questo sarà un giudice, diversamente a riconoscere un risarcimento, voi riconoscete un indennizzo voi autonomamente, ma poi ci sono dei risarcimenti che eventualmente dovrà, come dire, decidere un giudice. Ebbene, come dire, è chiaro che è così, quindi non è che avete una sorta di immunità o di schermo, che vi siete auto fatti con un regolamento, non funziona soltanto su questo aspetto, che rispetti la Giunta. Non è che l'abbiamo fatto uno di questi, come un regolamento del parco, ma scaturisce la normativa generale 3 9 4, quella ministeriale che ci obbliga necessariamente a fare non più di un indennizzo per poter arrivare a risarcimenti, ma questo è un problema che se ne sta discutendo. Ragni manifestare il cambiamento totale la 3 9 4, quindi è un discorso un po' particolare e gli indennizzi mi vengono liquidati nei tempi previsti dal nostro Regolamento. Non è che non liquidiamo diverso sono avvengono, gli incidenti stradali vendono. Quello non rientra nel nostro regolamento, ma vi è la fauna è patrimonio indisponibile alla Regione. Noi su quelle sentenze l'abbiamo avuta, cioè non è che ci hanno fatto causa si annegare giù, ma fino adesso le sentenze sono tutte favorevoli ai bar Lucky nazionale. Io parlo del Parco del Gargano, ma penso che la Damour gestiva la stessa cosa vi ho messo visto che scaturisce una normativa generale. Sono favorevole, nel senso che dicono nella regione che deve pagare perché appaltatrici Spa è disponibile allo Stato. Prego, collega, Pagano però perché non di Alessandria e no, Presidente, allora a maggior ragione, allora, a maggior ragione adesso ci vado, paghiamo adesso urge urge fare noi una segnalazione all'autorità competente dicendo che due soggetti dello Stato non adempiono a una legge dello Stato, perché non fino ad oggi stiamo pagando richieste risarcitorie che sicuramente sono antecedenti al marzo del 2025 data di entrata in vigore dell'obbligo legislativo.
Qua tra da qui a qualche mese anno, noi cominceremo a dover risarcire sentenze con riconoscimento di debiti fuori bilancio per fatti occasionali nel territori dei dei parchi, dopo l'entrata in vigore della cogenza, della della norma e in quel caso, lì a che titolo ci assumiamo noi la responsabilità di dover provvedere, non avendo i parchi adempiuto a un obbligo normativo penso,
Posso, Presidente prego, io penso che si faccia un po' di confusione qui in Commissione, non tocca a me dirlo, però consentitemi qualche considerazione qualcuno confonde il Piano di gestione dei cinghiali con gli incidenti stradali, il piano di gestione dei cinghiali sono tutte quelle attività che servono, non necessariamente per ridurli e attenzione stiamo in PSA,
Abbiamo delle difficoltà peste suina e l'obiettivo da qualche anno è quello di ridurre,
I cinghiali. Assolutamente il motivo non può essere quello degli incidenti stradali, se poi tutti insieme dovessimo decidere di ridurre, anche per questa ragione va bene, ma la norma riduce il numero dei cinghiali non per gli incidenti stradali. Attenzione, non lanciamo un messaggio diverso e comunque non in questa Commissione. Il numero dei cinghiali dovrà essere ridotto per la PSA. Per quanto riguarda i risarcimenti, noi, ai sensi della 3 9 4, abbiamo i parchi, abbiamo l'obbligo di risarcire solo i danni in agricoltura, i danni subiti dalle aziende agricole e zootecniche e regolarmente viene fatto.
Per quanto riguarda gli incidenti stradali, vi comunico che l'Ufficio legale della Regione sta intentando in Cassazione un procedimento giudiziario che punti ad ottenere anche una responsabilità da parte dei parchi e in particolare dal mio parco, per risarcire quota parte o l'intero indennizzo.
Questo è lo stato attuale.
Sì, no, diciamo giusto per un attimo di chiarezza, perché non è totalmente vero quello detto dal Presidente dal commissario i piani di gestione si fanno per una.
Di contenimento di gestione per molteplici, diciamo per molteplici ragioni, sicuramente non direttamente per gli incidenti, ma se sul territorio una specie causa più incidenti di quella che normalmente nel tempo ha causato, vuol dire che c'è un sovrannumero della specie e che quindi il piano di contenimento va adottato anche perché c'è il sole al numero di quella specie posso girare gli esempi dei lupi, posso citare gli esempi dei cervi piuttosto che degli orsi.
Di altre di altre regioni, quindi la necessità del Piano di gestione sta appunto nella gestire la quantità di una specie. Che senso fra il numero causa una serie di problemi sia al adattamento con gli altri specie sia rispetto a tutte le questioni che portano, diciamo un problema per gli incidenti, per le città e per e per tutto ciò che comporta il sovrannumero della stessa.
Della stessa specie. Detto ciò, diciamo, ma avrei preferito non intervenire però, Presidente, il tema è che io ho visto che arriviamo a questo punto non posso sentire dire adesso abbiamo iniziato lo studio per capire vedremo fra due anni se si sa che il piano di gestione ha una scadenza, le pubbliche amministrazioni si devono organizzare per arrivare pronti a quella scadenza. Se la Regione Puglia ha e.
Una scadenza legislativa, non è che scade e quel termine e poi si organizza e passano tre anni altri fino a quando non avrà un piano nuovo di gestione. Probabilmente lo studio sarebbe dovuto essere dato all'università un anno prima, se si sa che un anno abbiamo bisogno di un anno di studio e di monitoraggio per arrivare al piano di gestione, perché adesso che ci vorrà all'università spiragli che sembrano due anni per monitorare la situazione e il piano di gestione, lo faremo fra due anni. Voi siete in contraddizione, nel senso che non siete coperti da un piano di gestione e giustificarle con stanno facendo. Lo studio è stato commissionato oggi e ci vorranno due anni. Non vi esime da dalle responsabilità, perché se sapevate che il Piano scadeva il 31 dicembre 2025, lo studio andava commissionato prima per arrivare a per arrivare a costruire il piano di gestione. Quindi, anche rispetto a questo, capisco che ci vuole il tempo per il monitoraggio, perché diciamo solo di quello che di questo sto parlando, se avete tardato trovato un rimedio, perché non possiamo rivederci fra quattro mesi con, diciamo alla fine della stagione venatoria, per vedere i numeri, per vedere e che quanti incidenti ci sono stati, quanti problemi e via di seguito e ricevere di nuovo la risposta? Ma non abbiamo il piano di contenimento e gestione. Perché non ci è arrivato lo studio dell'Università? Quindi, rispetto a questo, siccome siete voi in ritardo, trovata una soluzione per venire a darci una risposta che sia.
Diciamo o soddisfacente da parte nostra, perché ripeto, fino a quando non si sollevano problemi, noi siamo tolleranti, capiamo, capiamo i tempi delle pubbliche amministrazioni, sono sempre lenti, diciamo, e di tutti noi che abbiamo e da anni ruoli nelle pubbliche amministrazioni, sappiamo che a volte la burocrazia, le le, le, le, le, le, le priorità, le le, le le, il problema di personale ci porta ad un ritardo, però non possiamo sentire per l'ennesima volta che il piano di gestione si farà quando avremo lo studio dell'Università e sui diversi vaccini che ci vogliono quattro anni. Per.
Per avere un dato è oggettivo e realistico e aspettiamo quattro anni per fare il piano di gestione. Non penso che possiamo rispondere in questa maniera e quindi ci auguriamo che, rispetto anche alla questione dei tempi che il Presidente solleva, ci possa essere data una risposta esaustiva e o la soluzione, potrei dare 1.000 consigli, ma diciamo, è giusto che vi facciate voi l'idea, insieme all'Università, di come poter anche costruire un piano temporaneo di contenimento e gestione che magari ci dica in questa stagione venatoria, quanti.
Cinghiali possono essere abbattuti in più, quanti ne debbono essere abbattuti, che il livello di contenimento bisogna dare, ripeto, semplicemente per evitare di arrivare a febbraio, di chiedere al bravissimo dottor Campanile i dati della stagione, ma non avere soluzioni concrete rispetto a quelle che sono le domande di questa Commissione. Grazie collega Minerva, prego, collega Lobuono, sì, grazie Presidente, no, io mi riaggancio a quello che dice giustamente il collega Minerva e volevo chiedere ai due RESP ai responsabili dei parchi, ma voi avete uno studio o avete immaginato un qualche tipo di intervento da fare in maniera rapida per il contenimento dei de de de dei cinghiali, cioè questa volevo, volevo capire se avete un progetto, un'idea.
O attendiamo o state attendendo notizie da terzi, questa era la domanda o perché di fronte a una un'urgenza di questo genere?
Consigliere noi, per quanto riguarda il parco, io sono arrivato i primi di agosto, ho trovato una situazione di gestione del cinghiale.
Che veniva contenimento per la PSA,
Ad oggi non ci sono altre direttive o altre motivazioni da parte del Ministero.
Qui bisogna però mi perdoni supporto qua sono in totale disaccordo, non c'è bisogno di un netti direttiva che ci dica che c'è anche il problema degli incidenti stradali causati residente a scapito di contenimento, parte parte per la PSA, quindi per un problema sanitario dopodiché si prende atto che c'è un altro problema, che è quello degli incidenti e il piano di contrasto e quindi di contenimento e di gestione deve prevedere anche quel tipo di problema che non è meno importante mi pare, e non c'è bisogno di una direttiva del Ministero per come dire,
Rendere efficace una roba del genere e naturale sta nelle cose, Presidente, lei ha perfettamente ragione, ma le ricordo che i parchi nazionali sono sottoposti a lettera del 9 4 del 91 ed esclusivamente alla gestione da parte del MASE Ministero dell'ambiente, quindi la possa preoccupazione relativa agli incidenti stradali e legittima, ma in tal senso il piano di contenimento non è mai stato disposto. Se il MASE ci ha invitati a fare un più come parco a fare un piano di gestione per il contenimento dei cinghiali e perché c'è la peste suina africana.
Poi ci sarà un domani che il MASE accoglierà le vostre richieste legittime, aggiungo, no, ascolti e ascolti eh no no, ma.
Beh, ma invece io volevo.
Presidente, lei non deve dirlo a me io sono un esecutore, vi deve far arrivare una richiesta in tal senso al Ministero e che io, in piena autonomia, Consiglieri, io non c'ho questo potere, porre un piano di contenimento lo abbiamo già e già Pridi senza che il Ministero c'è un provvedimento di gestione, se correttamente fatto e applicato risolve i problemi contemporaneamente e non c'è. Non c'è una enunciazione perché lei non ho detto che ammazza un bambino perché lo aggredisce non è che il MASE dice no, perché non l'abbiamo brevi da non esiste. Presidente, assolutamente io volevo solo dirvi che, allo stato attuale, le ordinanze che pervengono dal Ministero per il contenimento sono esclusivamente per la PSA. Per me questo basta e avanza poi tanto meglio che riesca anche a contenere il numero degli incidenti. Noi ci siamo subito attivati, io ad ottobre ho fatto la delibera per il SEL e controllo nell'ambito del parco non c'era c'era solo una metodologia che prevedeva l'uso di gabbie per la cattura.
Allo stato attuale, sono in attesa di riconoscimento e di autorizzazione dell'ISPRA da parte dell'ISPRA del.
Del Piano di formazione dei selecontrollori che conto di attivare a settembre, ottobre, a ottobre e successivamente di procedere.
Vi ho detto anche che ho attivato anche quei mezzi che, secondo me, potrebbero andare a supporto e, secondo anche docenti universitari, eccetera, eccetera, a supporto del contenimento quali sono i CLS e così via.
Siamo come Parco nazionale dell'Alta Murgia e parlo per il parco, so, noi siamo già tutto in atti operativi, il Consigliere sì, noi invece abbiamo già attivato l'attività di controllo, abbiamo formato 52 selecontrollori da più di un anno che è attiva sul territorio,
Tengo il sì, sì, sì, certo, non abbiamo dei numeri elevati perché ancora in fase di rodaggio, come dicevo prima, l'ho spiegato che noi, in risposta al primo periodo, il piano di interventi urgenti per il contrasto della peste suina africana abbiamo attività, abbiamo attivato queste questo tipo di attività di controllo.
E le dobbiamo rendere più efficace questo è il nostro impegno, però inefficaci, ma diciamo noi partendo per la peste suina, di riflesso si andrà pure sulle altre problematiche, quindi sugli incidenti, sui cinghiali,
Lasciamo l'attività di contenimento, cioè il riflesso poi su tutte le liste d'attesa, le conseguenze.
Prego, collega no, io voglio approfittare solo per fare una domanda al dirigente dottor Campanile, ma questa assenza, in considerazione del fatto che parliamo di parco nazionali e quindi ovviamente esula dalla nostra competenza ma a cascata, quindi questa diciamo mancata due mancato adeguamento e quindi è mancata adozione da parte del piano. Per noi Regione questo si traduce cioè nel rischio, ovviamente, di un'impossibilità domani di andare a rivendicare, diciamo, quelle somme che anticipiamo nel caso di risarcimento. Siamo sempre nella possibilità di chiedere poi rivalerci su di loro una volta che liquidiamo noi danni, cioè a noi che in che cosa ci espone questa assenza dei piani di contenimento da parte dei parchi nazionali, del Gargano di quelli che sono i danni che derivano.
Dalla dall'assenza di questo piano. Quindi, quali sono le ripercussioni regionali, visto che non abbiamo effettivamente nessun potere di azione, poi sul quei territori?
Ma l'azione risarcitoria poi diventa, diciamo, un'attività legale della nostra Avvocatura e quindi sono strumenti di difesa che utilizzerà, diciamo, l'avvocato difensore regionale in sede opportuna. È chiaro che la mancata collaborazione tra virgolette istituzionale nella nel raggiungimento di un obiettivo è causa di problematiche che poi si riverberano sulla Regione, perché anche noi abbiamo viste parecchie sentenze dove i giudici di pace sono soprattutto i giudici di pace individuano sempre la Regione, come il soggetto responsabile della fauna selvatica, che poi, tra l'altro la Regione e il soggetto gestore non proprietario perché il proprietario è sempre lo Stato, però la la competenza è affidata poi ai soggetti gestori dei territori, noi per la caccia programmata, gli enti parco per le aree di competenza. È chiaro che se l'azione diventa sinergica da ambo le parti e siamo, diciamo più forti nel contrasto, diciamo alla popolazione del cinghiale in Puglia,
Perfetto, allora io concluderei in questo modo poc'anzi, ho dialogato per qualche attimo con il dottor Campanile e mi diceva che l'iniziativa messa in campo dall'Assessorato, che è quella di valorizzare la filiera della carne di cinghiale, sta come dire andando avanti e quindi si è in attesa della procedura sanitaria e protocollo per,
Le tutte le autorizzazioni sanitarie e quelle per la Università, tutta l'altro lavoro che stanno svolgendo e che verosimilmente entro dicembre il tutto si dovrebbe concludere. Perciò la mia proposta è quella di rivederci a febbraio. Magari prendiamo un appunto il dottor Abbatantuono.
Come dire chiamare anche le associazioni di categoria in quel in quella Commissione, quindi fare un passo avanti e capire tutti insieme, avendo come dire, terminato quel lavoro, cosa fare per promuovere quella cosa o ora io do do la parola alla colla, all'Assessore debbono decidendo che ringrazio intanto per essere.
Intervenuta anche se ancora non è chiaro qual è la competenza della Bienne,
No, l'ambiente e l'ambiente e trasversale a tutte le deleghe perché ovviamente la tutela degli animali e la tutela del parco e ci entriamo in questa direzione. No, questo per dirvi che la giornata questa mattina.
Lei ha messo in evidenza la complessità di un tema che comunque vede parlare di sicurezza vera e parlare di tutela, allo stesso tempo si è aperto un percorso che è quello agroalimentare.
E credo che la strada che si è cominciati a tracciare, che è proprio quella agroalimentare, è quella che a sua volta, cioè può aiutarci a risolvere il problema, perché ovviamente abbattendo i capi e che possano tornare utili ad una catena che ci aiutino a sviluppare anche un un percorso che è quello comune che con il collega Paolicelli ci siamo sempre detti in questi mesi. È effettivamente una strada che, insieme con i responsabili dei parchi, si può continuare a percorrere. Infatti, è su questo che dovremmo attenzionare, ovviamente, il percorso da poter mettere in essere proprio per evitare che non siano solo i lupi a dover mangiare cinghiali, perché abbiamo capito che lo squilibrio è notevole, ma che sia veramente un rivedere la situazione nel contenere questa riproduzione eccessiva dei cinghiali che, ahimè, possono creare grossi problemi, e su questo credo che tutti quanti l'attenzione posta questa mattina vuole andare proprio in quella direzione. Trovare la strategia giusta, oltre che quella burocratica dei piani della messa in atto, ma trovare una strategia che porti. Effettivamente a contenere questa questa situazione che, se dovesse andare troppo soft fuori controllo, creerebbe notevoli problemi alle persone e questo lo dobbiamo evitare. Sì, perché oggi all'agricoltura in particolare, ma non dimentichiamo che gli incidenti stradali sono un un campanello d'allarme che dobbiamo tenere ben acceso perché va tutelata soprattutto questo aspetto. Grazie Assessore. No, io invito anche lei lo ha fatto già l'assessore Paolicelli di verificare anche quell'altra ipotesi di lavoro che è quella di uno, un piano sperimentale per la nostra Regione, per il contenimento delle nascite, perché diventa probabilmente anche più facile e meno cruento e che può andare anche nella direzione di.
Sì, non lo escludo, perché anzi di questo ne stavamo parlando col dirigente, proprio perché è comunque un contenimento che possiamo provare a capire come funziona anche nelle altre regioni, quindi su questo faremo un approfondimento, grazie.
Perfetto, allora io credo che abbiamo terminato, ringrazio tutti per la partecipazione e ci rivediamo all'anno nuovo, al ai agli amici del Parco del Gargano, con la preghiera che voi ci portate un piano straordinario, qualcosa insomma uno step avanti oppure no, quelli no, quelli no,
Martedì.
Ecco.