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Sofferenze all'Università del Salento.
Occhi, schierandosi non era.
Ci interessa.
Dove è stato detto.
Vi fornisco.
Meno male, meno male, quello che non dice nulla.
Prego le bestie,
Dopo estingue,
Quindi io c'ho, questo bisogna che lo timbra di che sugli occhi se voi lo avete stampa no, aspetta scusate anche qui.
Torno a tutti.
Benvenuti innanzitutto allora iniziamo con il primo punto della audizione richiesta dalla consigliera angolano dell'assessore alla salute e del benessere del direttore del Dipartimento promozione della salute dei rappresentanti dell'AIOP, Puglia, delle associazioni delle famiglie, dei pazienti e delle organizzazioni degli operatori sociosanitari, sul tema bozza del nuovo Regolamento regionali per le strutture sociosanitarie residenziali denominate case per la vita allora,
Io vi chiedo, questa cortesia la la consigliera espone il contenuto dell'audizione, parla il rappresentante dell'AIOP, vi chiedo di stare nei quattro minuti e un rappresentante delle associazioni, perché noi dobbiamo badare ai contenuti. Capisco che il problema è delicato, però è inutile ripetere ogni volta lo stesso argomento fa più presa se discutiamo 10 minuti, 15 minuti abbiamo la risposta, va bene, okay, prego consigliera,
Grazie grazie, Presidente, per aver accolto questa richiesta un buongiorno a tutti. Io vado subito al dunque perché si palesa una preoccupazione sul territorio e noi siamo il primo front office in questo senso a raccogliere le istanze e ritengo che questa sia anche di una certa notevole importanza sociale che poi si affaccia e comprende anche altre esigenze del territorio, a partire da quella della salute dell'assistenza, ma anche quella occupazionale, le case per la vita. Quindi, la richiesta fa riferimento ad avere delle risposte circa il futuro assistenziale, ma anche l'assetto occupazionale relativa a queste strutture sparse sul territorio. Le case per la vita rappresentano un pilastro importante, sociosanitario residenziale della della Regione, perché raccolgono e ospitano degli utenti che hanno delle disabilità psichiche e con gravi anche fragilità sociali. E soprattutto si fa riferimento ad una categoria di ospiti che spesso non può basarsi su un riferimento familiare, è importante valido di sostegno e supporto. Parliamo di una platea di circa 1.200 utenti. È di circa, anzi è. Esattamente di 115 attuali strutture sul territorio. Cosa è accaduto è arrivata alla mia attenzione e la preoccupazione che si fonda su una bozza del nuovo Regolamento che dovrebbe prevedere un declassamento, cioè l'inquadramento di queste realtà che passa tecnicamente, diciamo, ci sono delle diciture delle nomenclature specifiche da media intensità assistenziale a bassa intensità. Questo naturalmente.
Va contribuisce a e naturalmente sollecita alcune conseguenze. Naturalmente la mancata copertura totale del sistema sanitario nazionale, con l'impossibilità poi evidentemente anche per alcune famiglie, quelle più fragili, soprattutto di poter coprire economicamente questa spesa e quindi di poter dare delle risposte ai propri cari, un contraccolpo anche sui servizi sanitari di emergenza del territorio. Quindi pensiamo al 118, pensiamo al pronto soccorso perché poi si farebbe ricorso più spesso, quindi sovraccaricando, quindi aggravando il peso di quelle strutture di emergenza e poi, naturalmente non è un elemento di secondaria importanza a quella che potrebbe essere la ripercussione anche occupazionale in una regione. Io lo dico anche da Presidente della Sesta che si occupa già di 43 vertenze lavorative sparse per tutta la Puglia, quindi.
Da ultimo anche la dispersione no di un patrimonio di competenze professionali acquisite in quel campo. Questo è il quadro. Io, avanzando la richiesta questa Commissione, presidente, ho chiesto l'intervento, naturalmente, dell'AIOP. Chiaramente basterà ascoltare un solo rappresentante per poter comprendere se ci possono essere o meno i margini per un intervento di tipo correttivo di questa bozza. Adesso non so se questo potrebbe essere possibile in rispondenza a quelli che sono gli attuali regimi dei LEA esistenti, oppure siamo qui per avere un chiarimento. Naturalmente l'auspicio nostro politico istituzionale, è quello di poter dare delle risposte. Fornire delle risposte a chi ci chiede sul territorio grazie.
Grazie, ha chiesto di intervenire, il Consigliere Pagliaro, che io ringrazio la collega angolano per aver.
Chiesto questa audizione ed è bene che si affronti oggi in audizione questa discussione sul nuovo Regolamento delle case della vita. Noi come Fratelli d'Italia e abbiamo fatto un'interrogazione esattamente abbiamo presentato il 25 giugno scorso, così come c'è anche una nostra mozione che è stata presentata esattamente un mese fa per impegnare la Giunta a congelare questo nuovo regolamento che presenta anche secondo noi molte criticità e mettere a rischio la continuità assistenziale per gli ospiti delle case della vita e moltissimi posti di lavoro.
Le case per la vita accolgono persone con fragilità psichiatriche, disabilità psicosociali che con possono vivere in famiglie, hanno bisogno di interventi continuativi e di assistenza qualificata.
Secondo i LEA, la media intensità assistenziale, un requisito indispensabile per ottenere il finanziamento integrale della retta delle case per la vita da parte del sistema sanitario nazionale. Ci sono precisi standard da rispettare logistici e strutturali e di personale, ad esempio le dimensioni contenute un preciso limite massimo di posti letto per struttura l'assistenza garantita da una équipe multidisciplinare con educatori professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica assistenti sociali OSS che devono essere presenti h 24, tutti questi standard hanno un costo nettamente superiore rispetto ai requisiti richiesti alle case per la vita a bassa intensità assistenziale.
A noi risulta che la bozza del nuovo Regolamento regionale prevedono un declassamento generalizzato dell'istruttore senza distinzione tra quelle già autorizzate a media intensità e quelle a bassa intensità. Un declassamento generalizzato non può essere giustificato solo da ragioni di risparmio economico, ma deve rispondere a precisi criteri clinici organizzativi previsti da Elia. Io, questo intervento, questo passaggio lo avevo previsto anche ieri, ma poi per ragioni di tempo, proprio perché abbiamo contingentato i tempi anche in maniera eccessiva o un po' splafonato, ma questo passaggio volevo farlo anche ieri in Consiglio, perché è un tema penso molto importanti. Si rischia così, con questo nuovo Regolamento, di favorire solo pochi gestori, mettendo sullo stesso piano le case per la vita di a media e bassa intensità, e quindi penalizzando le strutture che hanno faticato tantissimo per mettersi in regola e guadagnarsi il riconoscimento di media intensità. Se queste strutture venissero declassate, la quota sanitaria si ridurrebbe al 40% dei costi a carico delle famiglie salirebbero fino al 2002 mila 500 euro al mese, una cifra proibitiva per moltissimi, se non tutti gli utenti a catena sarebbero a rischio le cure per molti pazienti con disturbi mentali in fase acuta, tanto vai con potenziali ricadute sui servizi psichiatrici ospedalieri. 118 e Pronto Soccorso. Molte famiglie verrebbero lasciate sole ad affrontare la cura di questi pazienti fragili. Tanti dipendenti verrebbero licenziati e quindi vogliamo sapere, Presidente, e qui abbiamo fatto anche una interrogazione alla quale ancora non abbiamo avuto risposta abbiamo fatto un'interrogazione con richiesta di risposta scritta. Quante sono le case per la vita autorizzate a bassa intensità assistenziale? Quante sono le case per la vita autorizzata a media intensità assistenziale? A quanto ammonta la retta mensile che la Regione corrisponde alle case per la vita a media e bassa intensità assistenziale? Qual è il risparmio che la Regione ha previsto di ottenere con il declassamento delle case per la vita a media intensità? Queste risposte ripeto, se fosse possibile poterla. Avere per iscritto. Rinnovo la richiesta anche in questa Commissione. Tagliare gli sprechi e non i servizi. Questo deve essere l'obiettivo della sanità regionale. Lo abbiamo detto anche ieri in Consiglio, senza mai far pagare i tagli alle persone più fragili, alle loro famiglie e lavoratori. Grazie grazie. Consigliere. Pagliaro.
Prego consigliere, Minerva sì, grazie Presidente, anch'io, ringrazio la presidente angolano per aver richiesto questa audizione, perché sentiamo la necessità di un approfondimento rispetto a un tema che ci è stato sollecitato e che in particolare nel mio territorio, nel leccese e potrebbe penalizzare chi nel tempo ha svolto un un importante lavoro con con le case della vita, sappiamo che bisogna ottemperare a delle sentenze, ma vogliamo comprendere, insieme allo straordinario lavoro che l'Assessore sta facendo sulla sanità, se c'è il modo per tenere conto di quelle sentenze ma a di ascoltare le esigenze del territorio e le esigenze degli addetti ai lavori che potrebbero essere penalizzati da un regolamento, dico potrebbero, perché vogliamo comprendere quali sono le pieghe all'interno delle quali andare a leggere le difficoltà o le eventuali opportunità siate, allora questa è una audizione, se noi non sentiamo quello che dice il consigliere, non capiamo niente, quindi vi prego di stare in silenzio, Consiglieri e anche voi che siete d'acqua sentire lo dico lo dico perché diciamo come ricordo spesso avendo fatto per 10 anni il Sindaco so quanto sia importante per un territorio avere,
Delle case della vita a disposizione che possano andare a ad intervenire su situazioni di fragilità. Lavoriamo sempre spesso per costruire una comunità che tiene insieme le difficoltà. È una comunità che costruisce un aiuto o fra gli Enti, la preoccupazione che non solo si potrebbero perdere posti di lavoro, e su questo vogliamo avere eventuali rassicurazioni, ma la preoccupazione è che con una retta che diventa così alta a carico delle famiglie e come abbiamo visto ieri.
Dai dati che abbiamo esplicato in Consiglio regionale. Il 72% delle famiglie pugliesi non ha un reddito superiore ai 25.000 abita ai 25.000 euro e quindi andare a pagare una retta da 2002 mila 200 euro diventa proibitivo per le famiglie e diciamo che potrebbero rinunciare alla all'assistenza per per un proprio parente oltre, ovviamente, alle difficoltà in cui potremmo mettere i Comuni. Ripeto, avendo fatto il Sindaco difendo sempre la categoria dei sindaci che non hanno risorse.
Come dire e tali da poter coprire tutte le difficoltà fra la copertura delle rette minori. Già tutte le le le come dire i buchi, che vanno a tappare le forze degli ambiti e dei Comuni. Non possiamo sovraccaricare il sistema del welfare welfare comunali e dei Piani di zona con spese che fanno saltare i conti al Comune, andando ad impiegare appunto parti di soldi che invece possono essere utilizzati, come si fa oggi per altre attività di sostegno, alle fragilità e alle difficoltà delle famiglie e della e della comunità. Per questo diciamo approfondiamo il tema certi che, come ha detto l'Assessore, ha una concreta capacità di trovare le soluzioni e vogliamo che queste soluzioni, qualsiasi esse siano, non danneggia o né i lavoratori né il sistema di organizzazione sociale che oggi diciamo non pesa sui Comuni e non pesa e non pesa sulle famiglie perché, come abbiamo sempre detto, dare un servizio in più vuol dire aiutare la nostra comunità da consigliere regionale della provincia di Lecce. Dico anche che, ovviamente, molte associazioni di categoria hanno, diciamo, sono sbilanciate rispetto ai pesi territoriali. Ecco, quindi proviamo anche ad ascoltare chi rappresenta i territori più piccoli, ma che ha.
Necessita di attenzione, perché magari il territorio per territorio non sono tutte uguali. Le le condizioni e gli sviluppi che un regolamento del genere post può avere sul sul futuro di quegli investimenti di di quelle professionalità e di quelle competenze che nel tempo si sono sviluppate.
Grazie consigliere, Minerva, prego, consigliere Scianaro. Grazie Presidente. Io chiedo appunto siccome nella convocazione c'è la bozza del nuovo Regolamento, ma non ci è stato fornito appunto perché sarebbe stato utile venire anche più preparati, perché non essendo appunto dei tuttologi e questa è una grande lacuna perché il mio, il mio Capogruppo, forse l'ha avuto perché ne ha parlato ha avuto consigliere, io le devo dire che sono rimasto anche anch'io la bozza, non glielo devo dire per no e glielo voglio dire perché io, quando parliamo del sesso degli angeli qui oggi, ecco quindi no, ma forse non è d'accordo, è chiaro no, io chiaramente sento di consigliere ben specificare io ho fatto riferimento a un Regolamento che fa, diciamo, era stato tirato fuori sulle bozze di delibera della precedente Amministrazione regionale, quindi oggi non so se c'è altro regolamento, mi riferisco a Bolzano e so che su quello del nuovo Regolamento, quindi io mi aspetto di di avere copia degli atti, anche perché io dico che questo era per le case della vita. Dovremmo vedere anche il regolamento delle RSA, perché io ho avuto anche alcune sensibilizzazione in merito, come è stato detto prima all'uso del personale. Come deve essere garantito il servizio perché, come ha detto appunto il consigliere Minerva, poi vanno rivisti.
Va bene, la ringrazio, non ho finito, mi aspettavo che finisse a voi di parlarci con chi parli, lo prendo così e quindi perché, appunto, il sistema di organizzazione va visto, in quanto le rette, come ha detto il consigliere Minerva, sono abbastanza, diciamo, gravose sulle famiglie. Quindi cercare anche di mettere le aziende nelle condizioni di poter operare in maniera perché l'utilizzo anche mi dicono del regolamento prevede l'utilizzo di infermieri, in una certa maniera, in queste case a media e bassa intensità infermiere non può essere equiparato a un infermiere che lavora in un reparto e quindi sicuramente dove ha è aggravato da una serie di situazioni. Quindi probabilmente le maglie si possono allargare anche per abbattere i costi finali di queste aziende. Va bene, speriamo di averlo presto questo Regolamento in modo tale che lo possiamo vedere grazie, prego, consigliere Perrini allora su questo argomento. Già un paio di anni fa è iniziata questa problematica. Io mi sono confrontato all'epoca con l'assessore piemontese.
È molto di più con la dottoressa Memeo questo regolamento, io auguro non l'ho visto lo parlerò quando lo vedremo perché ho sentito in giro sui giornali questa paura che sta nascendo, che fino a quando non vedremo questo regolamento, io non do giudizi anzi la dottoressa me mio, che più volte sono andato a trovarla commessa ad esempio corretta. Non ho visto tutto questo allarmismo. Poi, se sulle carte voi cambierà qualcosa Assessore, e poi un'altra cosa, però, credo che prima dobbiamo vedi il regolamento e poi sul Regolamento. Se c'è da fare qualche osservazione, qualche emendamento, qualche cambiamento insieme lo rivedremo,
Suonata sono totalmente d'accordo col consigliere Perrini un po', quindi possiamo chiedere il rinvio di questo punto, visto che non abbiamo, diciamo la documentazione, Consigliere, Gioia, io propongo una cosa, visto che abbiamo qui la dottoressa Memeo, perché non ci facciamo.
Spiegare e poi l'Assessore c'è a verbale tutto e state tranquilli Franco, questi facciamo confusione tra proprio questo volevo iniziare. Enrico dottor, spiegheremo adesso il percorso c'è la dottoressa Memeo, ci facciamo spiegare così sappiamo in diretta quello che sta accadendo.
Allora io ritengo che forse è il caso poi se voi mi dite io faccio parlare chi poi si è iscritto di sentire il la dottoressa Maiolo e l'assessore, così vediamo le risposte, se poi voi siete diciamo convinti della risposta, possiamo anche chiudere qua va bene, ok, prego, se Nemeo.
Buongiorno a tutti. Allora io ci tengo a chiarire una cosa da da subito. Il tema del nuovo Regolamento, intanto, è previsto per legge che venga approvato il nuovo Regolamento perché le case per la vita sono strutture sociosanitarie, di mantenimento e per questo motivo necessitano di essere disciplinati in tal senso. Quindi il regolamento, che è un obbligo proprio di legge oltre che diciamo previsto nei LEA, stiamo parlando della fascia di mantenimento, anche se in passato le case per la vita erano state immaginate ideate istituite come fascia media e fascia bassa, ma sempre nella fascia di mantenimento. Stiamo parlando del DPCM dei LEA.
E tra l'altro erano state, diciamo, ideate come fascia media e fascia bassa, anche con due fasce, due quote di compartecipazione diverse, cioè la fascia media con una quota a carico del servizio sanitario pari al 70% e la fascia bassa con una quota pari al 40%. Però questa questa fascia media, diciamo così, di mantenimento della casa per la vita pari al 70% non è mai esistita nei LEA sia quelli del 2001 che anche quelli del 2017. Quindi il tema del nuovo regolamento non è tanto lo standard organizzativo su cui adesso, insomma, vi vi dirò, ma il tema principale è proprio la quota di compartecipazione del 70% che non esiste nei LEA e noi siamo obbligati perché non possiamo finanziare prestazioni extra LEA perché se non fossimo in programma operativo in piano di rientro, noi avremmo potuto eventualmente rimpinguare quel 30% con il bilancio autonomo regionale con il Fondo sanitario, invece, questo c'è proprio vietato perché siamo in programma operativo, quindi siamo obbligati ad applicare la quota del 40%. Io ritengo che il problema sia più questo che lo standard, perché andando allo standard il precedente regolamento, quello tuttora diciamo vigente, che applicano le case per la vita non prevedono la presenza né del medico, perché nelle strutture disciplinate dall'ex regolamento 4 2007 non ci sono mai stati medici, non ci sono mai stati psicologi, quindi tutte quelle figure prettamente sanitarie non ci sono, il precedente regolamento prevede per la fascia media tu, se non ricordo male due assistenti sociali.
3 educatori professionali e due OSS, oltre a due OSS di notte, il, la nuova proposta di regolamento,
Prevederà il medico, cosa che adesso non non è previsto prevederà lo psicologo, prevederà l'assistente sociale che oggi c'è prevederà gli educatori che oggi ci sono e gli OSS che oggi ci sono.
Sì, però.
Però, quando si parla di rischio di licenziare ragione, se dovessimo avere anche il medico, i costi aumenterebbero il Consigliere Pagliaro facciamo finire poi dopo, diciamo, interloquendo con eh, sì però con il nuovo Regolamento è chiaro che se noi andiamo a chiedere il responsabile sanitario perché è previsto per legge in tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie verrebbe rideterminata la tariffa che già c'è una bozza di tariffa e quindi il medico verrebbe remunerato non è non è quello il problema, il problema è più la quota, la quota a carico.
Il medico è obbligatorio nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, sia pure a tempo parziale, nel senso che non è che lo prevediamo a tempo pieno perché, tra l'altro, non sarebbe nemmeno nemmeno necessario. Quindi il tema principale è la quota di compartecipazione. Non sono i requisiti, e comunque oggi le strutture che che dicono l'associazione AIOP che dice di avere medici psicologi, non sono richiesti dal regolamento, quindi probabilmente sono prestazioni aggiuntive che vengono richieste e magari anche autorizzate dalla ASL in casi particolari, ma non è la l'ordinario,
Consiglio evidentemente evidentemente sono prestazioni aggiuntive di medico, di psichiatra piuttosto che di psicologo che vengono richieste alla ASL, la ASL ovviamente valutando eventualmente la necessità di queste figure aggiuntive. Le autorizza, ma ovviamente derogando da tutta la normativa, perché se noi discipliniamo con dei requisiti di un regolamento lo standard di personale che devono possedere le strutture, e adesso mi sto riferendo non al nuovo Regolamento ma quello vigente, cioè se il vigente Regolamento dice che la casa per la vita è una struttura socio riabilitativa e che deve avere l'assistente sociale, gli educatori e gli OSS deve svolgere la funzione per cui è stata autorizzata. Quindi eventuali prestazioni aggiuntive che sono state autorizzate, spot, diciamo così ogni tanto dalla ASL, sono magari state autorizzate per una necessità di qualche utente particolare, ma non per questo bisogna, diciamo, illustrare.
Come una cosa prevista da norma, la presenza di medici e quindi il pericolo che il nuovo regolamento va declassare queste strutture non è assolutamente così.
Manterranno il setting per cui sono nate il tema, ripeto, è la quota di compartecipazione su cui noi non possiamo fare nulla.
Sapete, prego Assessore.
Ci sono delle domande volete allora chi deve intervenire e si presenti,
Lei.
AIOP, quindi lei parla per l'aglio si presenti.
Maria Sant'Antonio delegata area salute mentale a io convochi sì, allora intanto giusto, per fare un quadro, le cose per la vita a media o bassa intensità sono state autorizzate in base a un regolamento regionale, come diceva appunto la dottoressa Memeo che il 7 2010, il Regolamento 7 2010 differenza le strutture a bassa e media intensità inoltre dice il regolamento,
Che poi queste strutture a media possono erogare prestazioni terapeutiche e socio riabilitative a pazienti con problemi psichiatrici e sono destinate a pazienti stabilizzati. Ebbene, se noi andiamo a vederci i LEA, comunque sono state remunerati al 70%, come diceva la dottoressa. Nemmeno però dovevano essere remunerate già da allora al 100%, secondo i LEA del 2001, perché se noi andiamo a vedere lo specchietto dell'allegato dei LEA del 2001 che poi è stato modificato ma non ha cambiato il senso del dei LEA, quindi 2017 articolo 33, anzi l'ha chiarito meglio. Sentiamo che le le prestazioni residenziali per malati psichiatrici, per che vengono erogati appunto malati psichiatrici che sono terapeutiche, riabilitative, socio alibi riabilitativa in sé in regime residenziale sono al 100% a carico del servizio sanitario nazionale. Questo non è avvenuto, non è avvenuto perché perché comunque la Regione stessa in una nota prima, proprio perché si era creata questa esigenza di inserire anche figure sanitarie, visto che sono prestazioni terapeutiche e non si possono dare le prestazioni terapeutiche. Senza il medico e lo psicologo vi è nata la necessità di diverse situazioni dove le ASL non remunerato in coerenza i LEA delle prestazioni aggiuntive di medico e di psichiatra. Tant'è che la Regione Puglia, nel 2016, fa una nota a tutti i direttori generali dicendo che, nelle more della riorganizzazione dell'area della della normativa e della salute mentale che il Regolamento, sette 2002 è fermo a 24 anni fa, quello della Puglia, quindi, non è adeguato al 2017, non è adeguato all'Accordo Stato Regioni. La Regione Puglia dice nelle more continuate. Finché non mettiamo un po' d'ordine alla salute mentale, continuate a pagare le prestazioni aggiuntive alle comunità e alle case, priorità a media intensità assistenziale. Allora io mi chiedo intanto AIOP più volte perché per fare un Regolamento che ciò allarmati perché insomma cioè allarmati. In che senso? Intanto, gli standard della media intensità sono superiori rispetto alla bassa. Infatti la delibera 1.156 spero di essere chiara perché mi rendo conto che è molto tecnico. L'argomento prevede delle figure.
Con l'acqua,
La media intensità prevede tre assistenti sociali, quattro educatori 6 osso ausiliario cuoco, quindi parliamo di 6 4 10 13 14 figura viene remunerata.
Con il nuovo Regolamento che c'è io l'ho visto l'ho letto il 10 giugno c'è stata presentata questa bozza di regolamento, quindi esiste l'ho letto. Noi ci è stato concesso di avere copia perché giustamente la Regione, cioè non posso dare esatto, non posso dare atti che non sono ancora definiti e il nuovo Regolamento prevedeva un abbassamento di setting. C'è c'è il 10 giugno, in questo questo Bozzo veniva messo che la intanto non ero, cioè non era evidente che c'era un declassamento, perché se uno non conosce tutto quello che c'è dietro l'esistente, è chiaro che dice, beh, che c'è di male, sono dei requisiti di una struttura, si sta istituendo una nuova struttura, ma non è così, perché questa bozza risponde invece riportava dei requisiti organizzativi per la base per la bassa intensità. Quelle esistenti andavano aggiungere due OSS in più, perché il Regolamento 7 2010 parla di tre o su? Due assistenti sociali ed educatori, quindi due assi in più per la media intensità. Se va in porto questo regolamento, addirittura ci sarà la possibilità, la possibilità ci sarà il danno e che 5 6 unità per ogni struttura a media intensità saranno licenziare. Ma non è questo il problema dell'imprenditoria. Forse non so se la Regione in questo contesto della Commissione sanità, penso che ci interessano più di cura. Parliamo delle cure, questi pazienti che per cui è stata comunque creata la media intensità perché proprio c'era bisogno di questa struttura per assistere determinati pazienti complessi, altrimenti non l'avrebbero istituita. Questa struttura non saranno più gestiti in queste strutture. Perché comunque,
E chi il personale che rimane, ma sarà in grado di gestire questi pazienti che oggi sono ingestibili. Ma se possa quel regolamento saranno impossibili, proprio non si sarò. Non si potranno più gestire e si genererà la mobilità passiva. Io so che volere della regione e il lavoro che sta facendo è proprio questo no di abbattere la mobilità passiva, ma si chiuderanno queste strutture, tutti 'sti pazienti dove andranno fuori regione, quindi di che stiamo parlando?
Poi chiocciola c'è da aggiungere, quindi il profilo del livelli occupazionali ci ha allarmato ciò allarmato, appunto il profilo delle cure, per poi parliamo anche della retta, ma è giusto che la bassa comunque si deve trovare una soluzione oppure no per far fronte alla retta della della quota sociale perché comunque esistono le strutture a bassa intensità e quindi bisogna far fronte anche a capire come il paziente possa pagare la bassa intensità, tra l'altro non solo non sono le case per la vita bassa intensità io mi chiedo come mai per le case per la vita si deve applicare la normativa un po' distorta perché è vero, non è previsto il 70%, ma dicevo appunto il 100% come dicono i LEA i LEA sono molto chiari.
Un attimo solo che lo trovo,
Allora Tilea parlano di 100% per le strutture a media intensità, quindi estensive e parlano invece della associo riabilitativa tanto me lo ricordo a memoria come la comunità alloggio, come il gruppo appartamento al 40%, ma la stessa Regione Puglia menziona in una delibera del 2021. Questo aspetto dicendo che in questo dice la delibera la 1.085 del 2021 30 giugno 2021 chi c'è chi ne è del 2017 prevedono che le prestazioni erogate dalle strutture residenziali di tipo socio riabilitativo quali sono le comunità alloggio e gruppi appartamento di cui al regolamento 3 2 7 2002 sono a carico del servizio sanitario nazionale per una quota pari al 40%. Oggi queste strutture vengono remunerate al 100%, con un requisito organizzativo molto più basso. Le comunità alloggiano cinque unità, le case per la vita ne hanno 15 14. Adesso non ricordo.
Le abbiamo citate prima e con una retta, il doppio di quello che viene dato alle cose della vita, cioè c'è un po' di incoerenza, quindi AIOP che gli chiede, come è stato detto in diversi incontri, come anche abbiamo detto formalmente di avere i dati, perché non è vero che sono tutte a basso tutta medio la delibera 1.156 e poi mi mi mi taccio.
Dice che nelle due l'appunto nel 2015 qua quella che ha stabilito la, la tariffa della media intensità erano presenti nella regione Puglia, 61 strutture a bassa intensità assistenziale per un totale di posti letto di 665. Queste strutture sono rimasta bassa o si sono trasformate a media e che cosa è successo? Noi non abbiamo dei dati, non possiamo fare un Islam, non manca un'istruttoria precisa, poi se li avete voi e sono segreti, non lo sappiamo, però noi oggi ribadiamo e rinnoviamo, rinnoviamo l'invito di avere questi dati. Quante sono le strutture a media intensità che operano nella psichiatria, perché poi ci sono c'è un altro aspetto ancora quante sono quelle che operano nella disabilità a media, intensità e quante sono quella bassa, perché questo dato nella trasparenza della Regione Puglia manca pochi. La ringrazio. Lei deve parlare un attimo, dottoressa Mineo. Vuole rispondere per caso questi o facciamo sì? In effetti ha ragione allora.
Prego si presenti,
Avvocato Federica Renna, per l'associazione la piramide okay.
Allora io parto da un aspetto l'anno scorso, 16 luglio 2025, io ero qui, c'era sì, mi è sembrato strano ascoltare questo intervento oggi, detto onestamente, perché concordo, noi ci siamo lasciati dicendo leggiamo questo regolamento, io, come avvocato, tutti i giorni andavo lì, ecco, sta uscendo il Regolamento, ecco, sta uscendo il regolamento, poi ho anche detto effettivamente siamo a luglio, ci sono le vacanze, a settembre ci sono stati dei cambiamenti legati ai vertici tra virgolette e quindi parlando con me.
Ah okay.
Continui a parlare no.
Quindi fondamentalmente dico, ci son stati, questi cambia inerti, ci attendiamo dopodiché, insomma, abbiamo cercato di sensibilizzare quelli che sono i nuovi incaricati in quello che è l'ambito della salute pugliese, ad oggi, quindi, dopo un anno, esattamente un anno, ci ritroviamo che questo regolamento non c'è, poi apriamo e chiudiamo parentesi questo regolamento è stato fatto leggere al persone diretti interessati giusto qualche settimana fa, però poi è stato ritirato per non lasciare insomma tracce quindi questo Regolamento onestamente c'era questa bozza, però fondamentalmente, quindi non si è concluso con una.
Il problema è un altro. Io anche ho ascoltato e mi sento molto polemica oggi ho ascoltato le parole del dirigente insomma della della della Memeo,
No, scusami Paolo.
Facciamo le domande sono l'avvocato fa delle domande, ripete dopo un anno si possa mettere in dubbio quello che ha detto la dottoressa prima, chiariamo certo relativo sul mercato una costa di piazza, fate quello che volete, però oggi rispondiamo perché c'è una stenotipia, c'è lo streaming e siccome non amo andare nelle case delle persone a dire eresie qui, per vi prego, facciamo, abbiamo rispetto di chi sta parlando, perché poi la dottoressa deve difendere il suo operato, la sua no, scusami, avevo detto Paolo perché capita poteva essere un altro, però vi prego, siccome facciamo le domande, noi dobbiamo dare un senso, perché sento un sacco di costi di sentito, di fare di e di mettere in dubbio anche certo, votiamo togliamo per non lasciare traccia in Regione. Non si lascia tra allora questo rozzi psicologa, queste banche ci sono, sono state lette, cioè non è che stiamo parlando, ci sono dati, sono dati di fa a Ponte Storto antisindacali, però io quello che dico oggi io mi ritrovo a parlare e quindi questo è l'invito che faccio anche comunque a chi sta nel campo, mi trovo a parlare tutti i giorni con familiari di malati psichiatrici. Io mi ritrovo tutti i giorni che mi chiamano piangendo allora fin quando è la sorella che ha 40 anni e il fratello ne ha 36, la sorella può ancora parlare per il fratello, ma ci sono malati psichiatrici che di anni ne hanno 56 60 e sul territorio sono soli. Allora io, dopo un anno, mi ritrovo nella stessa identica situazione, a non dover dare a non dare risposte e a me dispiace, lei ha ragione, ma infatti le dirò di più,
In questo momento noi pensiamo semplicemente di sensibilizzare tramite le reti regionali, televisioni e le reti nazionali, ma chiedere le stesse cose che ha detto l'Assessore, illustrare l'interrogazione. Risponderemo anche qui, ma certo, ma infatti noi questo ve ne qui. Siamo con questo scopo, cioè nel senso che già l'anno scorso ero e però facendo così non c'è un atteggiamento di apertura, perché fondamentalmente, se la sennò.
Fabio chiarire, io le faccio le domande, allora la me la dottoressa Memeo, diceva al PEF appunto c'è discussione, ecco, abbiamo vogliamo dei ricchi, sono io io io sono un avvocato, quindi in questo momento sto rappresentando quelli che sono anche gli articoli di legge, l'associazione, gli articoli di legge, quanto dice la legge nazionale, se esiste ancora una gerarchia, allora, nella misura in cui io ascolto con le mie orecchie che stiamo parlando di strutture di mantenimento, non sono strutture di mantenimento. Quando parliamo di articolo 33 dei LEA, è così, mi scusi, è così non sono sature di mantenimento perché parliamo, parliamo di malati psichiatrici che secondo le leggi tra virgolette, quello che.
A livello, quindi, di gerarchia, abbiamo, abbiamo di base, un servizio sanitario che dovrebbe essere.
Dal servizio sanitario, che dovrebbe essere gratuito, allora questi familiari, che l'hanno scoperto oggi che noi abbiamo smosso le carte vengono da me, dicono pagate perché io ho pagato finora, perché io ho pagato finora il 30% quando non avrei dovuto pagare, allora posso iniziare a recuperare i soldi che ho pagato, anzi le dirò di più io da domani mattina non voglio più pagare poi, ovviamente, se la vedono le strutture a noi che cosa ci interessa? Le strutture, quando non ben non riusciranno più a sostenere, metteranno in dimissioni il che significa avere, perché l'OMS dice chiaramente che i malati psichiatrici aumentano, quindi li avrete.
Nel le piazze dei paesi. Le avrete nelle case che rompono quello che c'è, perché non è un semplice invalido che, con tutto il rispetto che ha bisogno di cure, però può stare anche in un letto e aiutato e sostenuto. Stiamo parlando di persone che nelle strutture, se non ci sono figure, anche questo non è previsto dai Lea. Proprio qui ha ragione. Non è previsto nello specifico, quali devono essere le figure, ma c'è l'obbligo di figure che devono assistere questi malati psichiatrici, ma la dottoressa che pensa che ci dobbiamo mandare mio figlio, mio marito nelle strutture dei malati psichiatrici, è normale che ci devono essere delle figure che sembrano problemi. Mi vuole chiedere il quesito che vuole quesito qual è come mai ad oggi capisco che.
No, guardi, io capisco che il tema è molto sensibile e molto caldo, ci sono però io volevo siccome io voglio risp voglio dare delle risposte, io qua vedo velatamente una polemici, certo bomboletta eh, sì, questo non è il luogo della politica, allora le polemiche si fanno da oltre, ma quasi studiano i problemi. Ora noi chiudiamo i problemi, diamo la risposta a domande. Perché quindi questi malati psichiatrici, che sono stati autorizzati secondo quello che unito, è previsto, quindi regionali? Non ci sono ovviamente dipartimenti di salute mentale, e poi c'è il Comune ce l'ha se tutte le questi, quindi figure chi sono stati quindi messi in queste strutture perché sono arrivati perché hanno quel purtroppo patologia come mai oggi pagano, visto che dovrebbe essere completo ca a carico del servizio nazionale, come mai nella Regione Puglia devono pagare queste famiglie? E seconda domanda da domani mattina che passa il Regolamento eventuale del Regolamento che, come avete giustamente detto obbligatoriamente si deve fare obbligatoriamente, lo dice la legge.
Quanto pagheranno, ma proprio la risposta ecco registrata quanto paga, cioè perché pagano, visto che non dovrebbero pagare e da domani mattina che c'è il Regolamento quando dovranno pagare.
Prego.
Prego, prego allora.
La normativa nazionale e anche quella regionale prevedono tutti i setting assistenziali per la salute mentale. Si fa confusione sul singolo paziente ospitato in una casa, in una determinata a casa per la vita rispetto a quello che prevede la normativa. È quello che offre la Regione Puglia, la Regione Puglia, offre prestazioni di tipo intensivo e estensivo e di mantenimento, come prevedono i LEA. Abbiamo più di 1.000 posti di Krapp sul territorio regionale, che ovviamente ospitano pazienti che hanno una acuzie che hanno una cuffia, quindi non sono stabilizzati, come invece prevede il Regolamento per le case per la vita e quei pazienti che sono ospitati nelle Krapp sono a totale carico del servizio sanitario regionale. Quindi non è vero che il servizio sanitario regionale fa pagare i pazienti, fa pagare e si fa pagare la quota di compartecipazione al paziente, che è stabilizzato e psichiatrico, stabilizzato e deve stare nelle case per la vita, fa pagare la quota di compartecipazione all'anziano non autosufficiente, che deve stare nelle RSA che una struttura di mantenimento fa pagare il 30% ai disabili che non hanno necessitano di riabilitazione intensiva estensiva come erogata dalla i presidi di riabilitazione e articolo 26 che sono ospitati nelle RSA disabili. Quindi, la normativa nazionale e la normativa regionale prevedono tutte le fasce di assistenza per normativa regionale. Le case per la vita sono nate come strutture socio riabilitative, addirittura addirittura che potevano ospitare. Erano strutture soltanto socioassistenziali. Poi c'è una frase nel regolamento, come ha detto bene nell'altro intervento la dottoressa Sant'Antonio è previsto che, qualora abbiano incarico pazienti psichiatrici stabilizzati, allora c'è la compartecipazione da parte del servizio sanitario, perché se andiamo in fondo, le case per la vita erano nate come strutture socioassistenziali. Ma non è questo il tema in discussione. Comunque, sono della fascia di mantenimento. Ora, tornando al tema del regolamento, il regolamento è stato condiviso sempre sempre dalla Regione, anche perché c'è un tavolo costituito dalle associazioni di categoria che sono state convocate. Negli anni. Questo Regolamento va avanti da anni. La prima proposta di regolamento è stata presentata in Giunta a novembre del 2023 e non ha visto, diciamo, l'approvazione, dopodiché abbiamo riattivato il tavolo, abbiamo rifatto delle riunioni e da ultimo, da ultimo circa un mese fa ci siamo incontrati l'ultima volta con le associazioni di categoria. Il testo di regolamento è stato dato in copia, l'abbiamo letto per intero tutti quanti tutte le associazioni hanno proposto delle modifiche, tutte le modifiche sono state accolte alla fine dell'incontro si stava firmando il verbale, ma l'associazione aiop alla fine dell'incontro, ha detto che non avrebbe firmato il verbale.
E quindi a quel punto ritirato la copia del regolamento, anche perché voglio dire l'accordo con le associazioni di categoria non era stato più trovato, però ci tengo a dire una cosa adesso dopodiché diciamo, mi taccio.
L'Associazione AIOP quali strutture rappresenta voglio sapere io adesso la faccio io la domanda quali strutture rappresenta perché rappresenta le strutture facenti capo alla società sorgente S.r.l. Ora sorgente S.r.l. Ha circa 150 posti di case per la vita di questi 150 posti di case per la vita in Regione Puglia, suddivisi per ASL di Lecce la maggior parte e qualche struttura nell'ASL di Taranto di pazienti utenti regionali ne ha scarsi 50.
Gli altri, gli altri posti sono occupati da utenti extra regionali dove la sorgente S.r.l. Applica una tariffa non conforme a quella regionale perché chiede molto di più alle altre Regioni,
Non ha senso.
Non è immobilità, non sono prestazioni che vanno in mobilità, quindi stiamo parlando di 50 posti che sono autorizzati alla società sorgente, io voglio sapere la socie, l'associazione AIOP quali strutture rappresenta?
Perché ci sono tutte le altre associazioni che rappresentano il restante 1.250 posti di case per la vita?
Allora?
Qualcuno vuole, risponde che la collega che lei?
Ora lei rappresenta l'altro. No, io rappresento un coordinamento delle cose, prevedeva il Salento, noi siamo circa 19 istruttiva, lei può rispondere a questa domanda, io vorrei metterci anche del mio se è possibile, non è che solamente l'aglio. Io vorrei chiarire questa attenzione e la preoccupazione destano, abbiamo siamo carenti di legge che lei punto Andrea, allora intanto io legge ciascuna io ne gestisco, giungono dal 2011 e ci tengo a sottolineare che è nata e il sale autorizzato a media intensità con atti che ho portato con me ora la preoccupazione non è solamente la dottoressa Maria Sant'Antonio o dell'AIOP qua e generalizzata in tutto il Salento, perché con questo tipo di e di proposta che poi.
Tale regolamentazione, cioè, si abbassa un setting assistenziale. Intanto questa è la prima de ed è inconfutabile perché se si passa da media a bassa c'è qualcosa che non va ora. Fermo restando questo, i pazienti che noi accogliamo sono, diciamo, eseguiti dal CSM e sono valutati a media intensità che sono in perfetta corrispondenza, con in effetti l'articolo 33 dei LEA.
Cioè il punto b.
Che parla proprio rivolta a pazienti stabilizzati o compromissione del fu del funzionamento personale e sociale, di gravità moderata, chiarite che.
Richiedono interventi a media intensità riabilitativa ora.
Secondo me, perché io non voglio fare polemica, non è questa la sede né altro io.
Adesso questa è la nostra idea.
Effettivamente forse c'erano già le strutture che poi sono state denominate grappe estensive sul territorio erano già presenti. Ora il discorso è capire quante ce ne sono, perché se poi dobbiamo effettivamente noi applicare i LEA che perché questo dovrebbe essere, noi siamo perfettamente e a disposizione per eventuali adeguamenti per eventuali per tutto quello che c'è da parte ci mancherebbe altro che possiamo migliorare. Deve essere una missione comune, però, garantendo l'assistenza alle persone. Noi cioè io le faccio giusto, un appunto nel nella mia struttura ci sono persone che sono anche più gravi, forse la media io un soggetto c'è una limitazione della libertà personale.
Che non può andare in altre strutture che sono idonee a quello perché la pena non è definitiva, non può andare nelle REMS, per esempio, cioè noi questo queste persone che hanno dei problemi che possono tra l'altro causare dei problemi poi alla collettività, anche di natura di ordine pubblico, cioè prima di fare questo passo possiamo un attimo, ponderare bene la situazione e capire se ci sono di dei rischi concreti per la collettività, anche oltre i posti di lavoro, oltre tutto quello che ne consegue. L'indotto tutte queste cose che vanno benissimo, ma sono stati tutti quanti chiari né spiegare quali sono le nostre preoccupazioni, ma io vorrei sottolineare che non è solamente la la sorgente numeri. Sant'Antonio, io sono in S.r.l. C'è la FIAT Elisa S.r.l. Ci sono tante società, c'è chi ne gestisce una C 2, voglio dire, ma stiamo parlando comunque che siamo tutti sulla stessa linea. Va bene, va bene okay, dottoressa vuole intervenire, poi facciamo chiudere all'Assessore. Dico l'ultima cosa.
Tecnicamente tecnicamente, se la proposta è quella di mantenere lo standard della dell'attuale casa per la vita di fascia media, nessun nessun problema possiamo mantenerlo, possiamo mantenerlo.
Basta, questo non cambia il setting, sono in questo.
Nonché veramente?
70,
La lettera b per i familiari rimane sempre quella, prego, Consigliere, scusate, cerchiamo di ben 40, cerchiamo di.
Un attimo solo perché c'è scusatemi, no, va beh, ci risolve e io non posso continuare, io preferisco, ecco perché non voglio che ci sia tra poco, non perché a me piace che ci sono le persone, però diventa un cerchiamo di farci capire altrimenti non se voi parlate non si capisce più niente.
Allora prego, Consigliere, va bene, io diciamo in un'audizione all'Assessore, questa qui che mi lascia un po' perplesso dico la verità, perché.
Perché.
Abbiamo diverse questioni aperte.
Con un lavoro che è stato oggettivamente fatto in questi anni, che però non è arrivato a conclusione.
Discende ed è il tema di come adeguiamo i regolamenti regionali a quelli che sono i nuovi LEA vidi quelle norme nazionali.
E quindi il tema di come si riorganizza il sistema del mantenimento psichiatrico nella nostra regione, sapendo che i leader dell'anno 17 hanno determinato una rimodulazione delle tariffe, ora.
È impellente Assessore, fare il Regolamento, ma anche porci una domanda, io penso qui che sia più importante.
Che riguarda le famiglie e i malati, che devono stare al centro di quello che è il nostro lavoro.
Non con tutto il rispetto, le associazioni, le società che gestiscono i servizi, perché quelli sono rappresentati dall'AIOP e da tante altre associazioni, ma il tema sono le famiglie, ma ora.
E portare a compimento il Regolamento significa trovare anche delle soluzioni, diciamo per questo mi sto permettevano di intervenire l'Assessore perché nel nei nuovi LEA è prevista una rimodulazione delle funzioni rispetto a media e a bassa intensità e altre regioni italiane, proprio partendo dal presupposto che le case per la vita sono strutture di mantenimento e non di intensità alta di riabilitazione ma sono di mantenimento quando sostanzialmente si usciti da un percorso cronico e Accursio della malattia.
Altre regioni italiane utilizzano vedo che si è appena seduto l'Assessore al Welfare utilizzano, come inizialmente è stato anche in Regione Puglia, fondi nel sistema del welfare per darvi un aiuto al sistema, al sistema delle case per la vita perché,
I LEA del 2017, se noi dovessimo applicarle oggettivamente, abbiamo un tema, un grande tema che veniva posto anche dalla rappresentanza dell'AIOP, che il tema che si raddoppia la cifra della compartecipazione delle famiglie e dei malati quando i malati non hanno una famiglia e questo penso che sia il tema principale di cui dobbiamo occuparci sapendo quelle che sono le ristrettezze, sapendo che il Ministero, proprio perché non abbiamo adoperato adempiuto a i LEA del 2017, ci porrà il tema, come immagino avrà già posto da tempo nel fatto che vanno rimodulate le percentuali,
Però noi questa roba ce la dobbiamo porre. Io penso che più di tutto quanto il resto, noi dobbiamo occuparci dei malati.
E delle famiglie dei malati, poi di chi, come perché gestisce ad oggi, perdonatemi se sono se dico questo, però io penso che dobbiamo pensare a questo, quello deve stare al centro della nostra azione e spero che quanto prima Assessore arrivi regolamento in Commissione, cioè venga licenziato perché lì si discute qui discuteremo in Commissione come aggiustare, come provare a trovare delle soluzioni,
Trovando, provando, lo dico da persona che è coinvolta sul piano personale, provando davvero a tenere il malato al centro delle nostre scelte.
Perché rischiamo poi che ci sia un cortocircuito sulla salute mentale, perché noi abbiamo dei dei setting assistenziali che funzionano, che sono stato, sono stati modello in Italia, io lo voglio ricordare a noi, non stiamo messi benissimo sulla salute mentale in Puglia, ma siamo una Regione che investe di più in Italia sulla salute mentale percentuali Ministero dell'economia Sole 24 ore ci sono,
Da tre anni che ogni volta fanno fanno la classifica nella Giornata mondiale della salute mentale, in cui si riconosce che la Puglia investe di più, il che significa che abbiamo costruito un percorso che le buone pratiche esistono. Io direi che, col buonsenso in Commissione da legislatori, quando l'Assessorato ci porterà al Regolamento potremmo insieme provare a contribuire e a superare le difficoltà oggettive che purtroppo i nuovi LEA ci hanno consegnato,
Grazie, Consigliere, prego, Assessore.
Ho solo verso per raggiungere San Domenico, e qui nessuno sta difendendo interessi privati perché, ripeto, gli amministratori locali sanno quante le case della vita sono state fondamentale, perché quando ti chiama alla pulizia, quando ti chiamano a firmare un TSO e tu non sai dove,
Portare il malato quando tu ti trovi alla difficoltà di chiamare a destra e manca il primo posto ce l'hai a 500 chilometri e devi pagare il trasporto, pagare la retta in un'altra regione, cioè a me è capitato da Sindaco, quindi so che cosa significa e poi diventa un problema e il welfare, il welfare. Come ho detto prima, già lo stringiamo. Allora, prima di arrivare al Covid, siamo disponibili come welfare ammettere 20 milioni di euro da dare ai Comuni su questo, se ci sono, io dico ok, spostiamo e facevano parte del welfare, ma se non ci sono come io penso, o se dobbiamo utilizzare quelle risorse toglierle dall'autismo, da dai minori, eccetera, eccetera diventa complicato. Quindi dobbiamo essere realisti nell'affrontare il problema, anche se ci fosse un solo rappresentante di un posto letto di un malato, di una famiglia, di un Comune di un'associazione e il nostro compito legislativo, e questo me ascoltarli e poi come ha detto l'ASL, come sicuramente ci dirà l'Assessore trovare la soluzione migliore. Io del nostro Assessore mi fido più di tutti e so che se dice delle cose sono quelle che si devono dire. So consapevole che ascolta tutti, partendo dal punto di vista che dicevi tu Domenico perché noi sulla salute mentale come Puglia ci teniamo perché ci teniamo perché ci teniamo, ci teniamo, voglio dire, ci teniamo proprio per non per scelta politica, per capacità di schierarsi dalla parte dei più deboli dei più fragili, come, come sempre facciamo.
Allora consigliere ancora no, solo per precisare perché sono stata la richiedenti di questa audizione. È chiaro che quando abbiamo parlato di bozza io stessa ho fatto riferimento a questo perché era la preoccupazione che era nata sul territorio, che non riguarda solo il territorio tarantino. Sento anche no, tutto lì tutto l'intero Salento e sicuramente altre parti di territorio. Ora, al di là della bozza esistente, magari ce ne sono altre 10 perché in quanto tale una bozza è chiaro che non è un documento ufficiale, quindi nessuno oggi poteva avere qui scusate una bozza perché è tale. Di conseguenza, quello è stato soltanto l'inizio e la fonte di una preoccupazione diffusa che noi legittimamente sul territorio raccogliamo. È ovvio che è intuibile, che è un lavoro e, ahimè, in itinere è un work in progress, è sicuramente, come si diceva, non appena sarà pronto arriverà in Commissione, sarà discusso e dobbiamo focalizzare l'attenzione però soprattutto su quella eventuale somma percentuale di compartecipazione, delle famiglie che potrebbe mettere in difficoltà le stesse quelle più fragili e quindi purtroppo provocare il fatto. Il fenomeno di del dell'assenza di cura e di accompagnamento di tanti ragazzi o persone adulte che non hanno la fortuna di avere una famiglia che potrà supportare economicamente. Quindi penso che il nocciolo della questione fondamentalmente sia questo. Poi chiaramente, nel prosieguo si vedrà come poter limare il tutto, però noi oggi stiamo dando semplicemente stiamo tentando di dare una risposta interlocutoria perché, se parliamo di bozza, non può essere una risposta definitiva ad una preoccupazione e siccome ci sono delle fragilità e in questo caso abbiamo ritenuto di dare precedenza in questo senso, grazie, grazie, prego Assessore.
Allora?
La bozza di regolamento è stata messa a disposizione di tutte le organizzazioni perché, in ottemperanza a una sentenza.
Il regolamento che, diciamo, intimava l'adozione di un regolamento, altrimenti la nomina del Commissario ad acta, se sbaglio, correggetemi, dottoressa presenta dal punto di vista tecnico, ricostruiamo per tutti i colleghi, perché siamo all'inizio della legislatura e senza guardare indietro come faccio io perché io del luglio 2025 non rispondo rispondo del dato che in questi cinque mesi, avendo un'ottemperanza, abbiamo preso una bozza di Regolamento perché tale com'è lo schema di disegno di legge che verrà qui mercoledì prossimo.
E lo abbiamo messo all'ordine del giorno della Giunta, non avendo alcun parere delle organizzazioni, io ho rinviato il provvedimento in Giunta perché ho dimostrato al TAR che c'era la volontà di affrontare il tema, ma non ho adottato alcuna decisione perché sono abituato a passare dal partenariato. Abbiamo fatto più di una riunione, io ne ho fatte due ce ne sono state altre perché ho insediato il tavolo politicamente e tecnicamente lascio fare alla struttura e alle organizzazioni sindacali diciamo di categoria, perché è giusto che sia così il confronto, il confronto che,
Determinerà le risultanze. Ve li ha rappresentate la dottoressa Mineo. Le risultanze con le proposte emendative saranno oggetto dell'adozione, con modifica di regolamento, per portarlo in Commissione, perché abbiamo sempre un adempimento da svolgere. Poi abbiamo impugnato poi la parte legale. Diciamo bella, relazioneremo puntualmente con tutte le date perché è bene arrivare in Commissione e mettere a disposizione gli atti. Ecco perché non lo faccio mai interrotto dicendo che noi non ci siamo mai permessi di togliere le tracce o di non lasciare traccia, perché il senso che diamo alle parole,
Deve essere un senso compiuto, perché chi ci ascolta dice addirittura non erano d'accordo hanno tolto, cioè non voglio che passi l'idea, poi si può essere d'accordo, non si può essere d'accordo. Questa è democrazia, le proposte emendative e vi prego di attualizzare il momento perché il tema vero della compartecipazione è un tema che ci sta tutto che non vogliamo affrontare perché è doloroso economicamente, ma il tema c'è il tema della risposta ultima della signorina, che ha detto ma pagano i Comuni, ESA, cioè è quello che avviene, quindi noi conosciamo il tema test.
E sappiamo a noi arriva di tutto, quindi non c'è una versione, ma c'è da regolamentare perché il percorso è stato richiamato, non lo ripeto, e quindi si è aperta questa fase. La fase deve vedere il coinvolgimento di tutti, di chi ha una struttura di chi ne ha due di chi ne ha qui a me non interessa chi a quanti numeri noi dobbiamo dare assistenza alle persone, alle famiglie, ai territori, guardando alla risposta, nonostante il momento, ecco perché attualizzo il ragionamento e la disponibilità tecnica che dava. La dottoressa Memeo sarà oggetto di una valutazione, stante il lavoro che viene prodotto dalle associazioni, dai sindacati che ci hanno fatto, diciamo sul tema altre richieste, perché dobbiamo tenere insieme gli interessi generali. Chi governa le strutture, chi lavora nelle strutture con i profili professionali.
Approderà in Commissione, perché questo è il luogo che darà il suo voto è parere sul regolamento perché, tornando in con in Giunta, io possa tenere conto, nei limiti di quello che la norma ci consente, di quello che è stato acquisito il lavoro,
Non è a zero. C'è una discussione aperta che capisco, la riporteremo qui. L'interrogazione del collega è del 25 giugno, risponderemo perché ho risposto già l'80% delle interrogazioni, questa è del 25 giugno. Ancora deve arrivare in Assessorato quando arriva, risponderemo perché consente e sono problemi delle delle carte. Noi noi rispondiamo, ma lo dico per il verbale, perché facciamo qui, c'è il collega Perrini che ha avuto il cartaceo e ha avuto, diciamo sia su WhatsApp che su male, perché dobbiamo darci le informazioni, le più precise computer, perché poi noi, anche nella interlocuzione con il partenariato con i soggetti coinvolti, si abbia la possibilità di entrare nel merito di quelli che sono anche i punti di vista diversi. Però poi dobbiamo trovare una sintesi, perché noi gli interessi generali, dobbiamo coordinare. Quindi è complicato. Me ne rendo conto.
Facciamo. Chiedo soltanto di ufficializzare le posizioni perché la ufficializzazione delle Pro posizioni come AIOP, affatto in dissenso dagli altri, perché il tema è che hai a AIOP ha assunto una posizione, gli altri sono, diciamo da tutt'altra parte, ma questo è legittimo dal punto vista democratico. Io chiedo solo che, come ha fatto ognuno metta su diciamo il proprio parere perché non solo resti agli atti che diciamo dal verbale che trasmetteremo, poi non sembri che diciamo non si voglia ascoltare, non si voglia parlare, non si vogliono definire le questioni fatto il quadro d'insieme, che è quello regolamentare il tema con ANCI e con tutte le forme partenariali, delle diverse risposte che i setting assistenziali devono dare su tutta la Puglia e in tutta la Puglia, perché qui abbiamo una certa.
Vinciamo certi numeri nell'area salentina, altri numeri, in altra parte della Puglia ci devono consentire di non andare fuori regione per l'altra parte della Puglia. Ma di utilizzare appieno la disponibilità, che è un tema che sta a tutti i regolamenti. Quindi il vostro grido d'allarme lo ha fatto Gianni, ma lo prendo perché alla fine, come disse quello uno di voi sono cioè non è che io faccio parte di un altro pianeta, stiamo nel Consiglio regionale, siamo, diciamo, gli eletti di questa Regione che devono metterci la faccia, però completare anche procedimenti amministrativi che addirittura sono a versati al TAR che ci ha detto che nomina il commissario ad acta, cioè noi dobbiamo anche utilizzare nel senso positivo del termine, questo tempo, questa possibilità. Siamo entrati a pieno regime,
La nomina cinque mesi, Consiglio sta lavorando da due mesi e mezzo, tre mesi scarsi, cioè passiamo da tre anni, quindi dobbiamo recuperare, dobbiamo provare a tenere insieme le questioni con un'apertura totale che ho recuperato oltre alla parte tecnica della dottoressa Memeo, quella politica del perché si è chiamata bozza, perché cioè vi ho spiegato tecnicamente, potevo non farlo, ma diciamo come mi conoscete, come un che dice leggo perché io ho messo all'ordine del giorno un numero di lì, una delibera cifrata per dire al mondo che ci guardava che non stavamo fermi che stavamo avviando un percorso, è normale che il percorso non se lo fa da solo. L'assessore.
Che noi non siamo tuttologi, abbiamo bisogno del coinvolgimento di tutti, del lavoro di tutti noi, non possiamo essere di parte e non possiamo stare da parte, cioè dobbiamo tenere insieme le questioni che sono state richiamate qui confermo la disponibilità e diciamo non appena completata questa fase diciamo noi metteremo a disposizione della Commissione quello che è il testo ufficiale su cui vi ci metterete come legislatori,
Il Presidente, soltanto un piccolo appendice, ripeto io rinvio il Consigliere, Pagliaro le richieste, do la parola grazie gentilissimo, io ripeto ancora una volta la richiesta.
Mi avere prima di ogni cosa una ricognizione precisa della situazione, sapere quante sono le case per la vita autorizzate a bassa intensità a media intensità, quelle già autorizzate con gli standard organizzativi più elevati è l'altro, aspetto molto importante che c'è bisogno, ad esempio di fare una chiarezza, una fotografia precisa dell'esistente quante sono quelle che vengono gestite da enti che si occupano di psichiatria e quanto invece sono gestite da enti che si occupano di disabilità che nulla hanno a che vedere con la Psichiatria cioè siccome con concordo totalmente sia con Stefano feconda,
Signor Domenico, dobbiamo preoccupare, iniziare a preoccuparmi seriamente perché ci ha detto che del partito mette mettiamo. Mettiamo al primo punto, sempre comunque al centro della nostra attenzione pazienti, ma per farlo abbiamo bisogno veramente di avere una radiografia precisa, salvaguardando quanto più possibile le competenze delle strutture ben organizzate su questo punto e magari facendo poi attenzione su chi non lo è e che magari approfitta del momento per provare a inserirsi invece in un contesto che ha bisogno di alta qualificazione, alta competenza, come che quello che già abbiamo conosciuto fino adesso, grazie veramente ancora alla con la collega angolano per aver posto questo grazie, Consigliere Pagliaro ha tolto la parola la consigliera Spina, che voleva intervenire, però, per fortuna del suo diciamo partito quindi non si è non si è indisposta assolutamente e non lo sapevo e attenzione per sciogliere dentro a un Consigliere.
Prego Consigliere,
Intanto ringrazio la consigliera per aver portato in Commissione questo questo argomento così importante, anche se mi devo togliere del fatto che il non è allegato agli atti della Commissione. Il Regolamento che da quello che apprendo da da giugno e all'attenzione delle organizzazioni sindacali, cioè del tavolo del partenariato, ci sarebbe piaciuto anche poterlo visionare per poter essere anche entrare nel merito della questione. Sempre nell'interesse della salute dei pugliesi,
Anche perché Assessore. Il problema è che noi non dobbiamo mettere solo a posto le carte, io ne ho parlato anche ieri. La Regione Puglia è una Regione che, dal punto di vista formale e strutturale, è sempre a posto, con le carte regolamenti, l'adeguamento alle norme nazionali di qualunque Governo. Sì, sì, sì, sì, parli, però il problema è che noi dobbiamo pensare all'attuazione di quelle norme e la diventa. Il problema diventa un po' un tasto più dolente rispetto a tutto il resto. Quindi io approfitto della Commissione, che sicuramente già si aggiornerà per avere il copia del Regolamento, per poter chiedere al alla struttura di poter avere, diciamo, contezza intanto di una mappa del del fabbisogno dei posti letto. Se ce l'abbiamo, è finalizzato anche agli accreditamenti, cioè per capire un attimino come organizzarci. Se c'è una revisione del sistema della compartecipazione, che chiaramente dovrà essere adeguata sulla base de dell'adeguamento dei LEA e se è possibile una flessibilità organizzi organizzativa. Mi riferisco agli standard di personale che sono richiesti in virtù di, diciamo, del dell'adeguamento che noi andiamo a fare con il regolamento se è possibile prevedere una flessibilità del organizzativa relativamente al personale, quindi queste notizie chiaramente ci sono necessari anche per poter esaminare la bozza di Regolamento. Quando ci arriverà.
Grazie consigliere, consigliere Scianaro, prego.
Io appunto ringrazio anch'io la considero angolano e tutti i presenti volevo chiedere questo al netto del Regolamento che non ha avuto modo di vederlo, non so se lo prevede il Regolamento, volevo qualche informazione sulla ricognizione delle strutture accreditate sul territorio.
Sì.
In modo da da non avere e da non avere replicazioni, se ci sono zone carenti o meno e perché è opportuno perché io, che ha avuto necessità per un paziente ed è difficile trovare un posto, è difficile quindi nella regione, soprattutto perché chiaramente, sono pazienti che devono essere gestiti dalle famiglie e quindi non a distanza chilometrica infinita Cocchia avere una ricognizione. Non so se il Regolamento lo prevede. Questo nell'accreditamento di nuove altre strutture. Certo, va bene al massimo dottoressa su questi punti che ne abbiamo chiesto. Se ci aggiunte queste omicida, queste informazioni, anche alla luce di quello che dovrete voi approvate, va bene okay, andiamo al PRIT che è successo,
Mi fate fare il dottore pure qua.
Già stava andando finalmente una cosa virgola, è tempo.
Va beh, allora va bene, prego.
Allora?
Sì, andiamo al primo punto della dell'audizione audizione richiesta, no al secondo, scusatemi audizione richiesta dal Consigliere Pagliaro del Presidente della Giunta regionale e dell'assessore alla salute del Direttore di Dipartimento, sì, prego.
Del direttore generale Asl, Lecce dell'ideatore e fondatore del Centro, il ma del Presidente l'isola, sezione Lecce LILT, della responsabile del responsabile scientifico LILT, sezione Lecce, sul tema accreditamento del Centro, il mal di Gallipoli per prevenzione, riabilitazione oncologica,
Prego, Consigliere Pagliaro, cerchiamo di liberare per piacere, perché sennò?
Un.
Chissà che.
Paolo Paolo Paolo rispecchia vedi il test fluidi nel testo.
Sì, ma ha fatto proprio l'emendamento.
Un mese fa.
Non vedo Cristina non li fanno lavori scarsamente.
Questo.
Questo lo possiamo mettere.
Questo è.
Funzionario bus che ci dice mercoledì 12, li abbiamo in Italia.
Dottoressa.
Dobbiamo cambiarlo, dottoressa Mineo,
Lo sport è cultura.
Buongiorno.
E sono venuto per rispetto a cui allora lasciare le cose, prego Consigliere, parliamo, vedo Luciana che cita in in collegamento professoressa, Masci Luciana.
Devi intervenire su questo argomento, no, ah no, ma non si sente va, be'prego, Consigliere Pagliaro.
Buongiorno.
Sono qui a ok a sentire okay.
Va bene, va bene, allora possono essa Mascia peraltro anestesista, diciamo,
Come me che sì, forse rappresenta l'Università, ma non.
Prego, Consigliere Pagliaro, grazie Presidente, la ringrazio per aver convocato questa audizione, che avevamo richiesto il 15 aprile, ma che oggi diventa ancora più urgente.
Spiegheremo perché, per approfondire questo tema e questa vicenda nel centro Irma di Gallipoli, ricerca, prevenzione, assistenza e riabilitazione oncologica, questi sono i pilastri dell'attività del Centro, realizzato interamente con le donazioni dei cittadini salentini e non solo raccolte dalla Sezione LILT di Lecce il centro è pronto ma non può partire. Si chiede che si dia seguito a un protocollo d'intesa che già nel 2009 fu sottoscritto e che oggi si chiede si possa essere confermato e poi poter successivamente ottenere l'accreditamento che lo inserirebbe di fatto nella rete socioassistenziale della Regione, sbloccando la possibilità di accedere ai bandi europei, nazionali e regionali per ottenere dei finanziamenti necessari per l'attività.
Senza questa firma, che è attesa ormai da cinque anni. Il centro sembrerebbe bloccato che c'è una persona che dobbiamo ringraziare e vorrei farlo anche oggi. Qui voglio ringraziare per aver creduto in questo sogno e aver lottato per realizzarlo. E il dottor Giuseppe Serravezza che oncologo e immunologo da sempre impegnato sul territorio. Lui è l'anima di questo progetto costruito mattone su mattone, senza un euro di fondi pubblici con le sole forze del territorio. Oggi non è qui, ma il suo spirito guerriero è presente, ci spinge a batterci per sbloccare la burocrazia, riuscire a far partire come veramente il centro il, ma che è un patrimonio di tutti e non possiamo lasciarlo morire. Professore, non è qui, nonostante avessimo chiesto di intervenire perché è allettato. Come sapete, è in una fase un po' complicata e sta portando avanti uno sciopero della fame e della sete ormai da 15 giorni e quindi è veramente in grande difficoltà e speriamo oggi dargli una buona. Notizia, ma principalmente speriamo che oggi Center of interrompa questa ecco interrompa questa questa, questo sciopero della fame e della sete. La salute non è questione di partito o di schieramento politico. Ecco perché abbiamo sposato la causa di un medico dichiaratamente anarchico.
Che però ha avuto l'onestà intellettuale e l'umiltà di dirci grazie per il nostro impegno a riconoscerlo pubblicamente.
Se si è tornati a parlare Dilma e grazie a noi che abbiamo preso a cuore questa vicenda per il bene che vogliamo alla nostra terra, la volontà di dare forza ad ogni iniziativa che contrasti il cancro e strappi altre vite, altre persone, altri uomini e donne, è troppo alto il prezzo che il Salento paga,
Alla malattia, le cause ambientali che lo fanno, crescere e diffondere e non possiamo e non vogliamo più pagarlo, centralismo parte da un concetto rivoluzionario, creare un ospedale Bersani dove si fa ricerca sulle cause ambientali della malattia e si previene il cancro in una terra che è maglia nera per alcuni tumori è la provincia con un tasso molto alto, se non il più alto d'Italia, su alcune patologie specifiche, in particolare alla vescica e a livello regionale e nella nazionale. Purtroppo abbiamo questo triste primato perché la salute dell'uomo dipende dalla salute dell'ambiente. Sono arco e freccia della nostra difesa contro il cancro. Educare alla salute, fornire servizi gratuiti in diversi ambiti, diagnosi precoce, riabilitazione e supporto psicologico, assistenza domiciliare ai pazienti, terminali, educazione scientifica. Questi sono gli obiettivi del centro e siamo decisi a sostenerlo finché non lo vedremo concretizzato. Senza questo protocollo d'intesa prima e la firma su un accreditamento sanitario, la LILT non può completare l'acquisto e l'installazione delle strumentazioni tecnologiche avanzate per la diagnosi di diagnosi precoce dei tumori. Allora, oggi, ai tecnici, ai decisori politici convocati qui in audizione, vogliamo porre alcune domande precise.
Su quali sono gli ostacoli che impediscono, appunto, l'accreditamento fondamentale per definire anche la natura giuridica e organizzativa del Centro Irma. Il protocollo del 2009 prevedeva la nomina di un comitato di coordinamento misto con quattro membri della Regione. 4 della LILT per coordinare e monitorare l'attività appunto del centro e quindi quello che chiediamo fondamentalmente se la Regione intende confermare questo comitato, quali sono le prossime tappe per arrivare finalmente a questa firma del protocollo e qual è il cronoprogramma? C'è un altro protagonista di questo progetto di prevenzione e cura che è legato al centro il ma è l'Università del Salento pilastro scientifico del polo di oncologia, ambientale, di Gallipoli. Per fornire il supporto tecnico e accademico necessario per trasformare la struttura in un centro di ricerca e formazione d'eccellenza, il protocollo del 2009 prevedeva un pieno coinvolgimento di UniSalento, la presenza dell'Università. Crediamo che sia fondamentale per validare il piano di attivazione scientifica del centro, partendo dallo studio dell'impatto dei fattori ambientali sulla tossicità dei suoli. Su questo tante battaglie abbiamo portato avanti negli anni un rapporto all'incidenza delle patologie tumorali nel nostro territorio. Vorremmo sapere se e in che termini si sta lavorando per riannodare e pianificare questa collaborazione fra centro, Vilma e UniSalento. Non so se è presente qualche rappresentante di uno sa UniSalento, abbiamo abbiamo perfetto che abbiamo richiesto in audizione e chiediamo appunto risposte, tempi certi per uscire da questo stallo e recuperare il tempo perso realizzando un sogno che appartiene a tutti noi e può fare del centro il, ma un polo di eccellenza. È un modello di riferimento per la prevenzione e la ricerca di tumori.
Grazie consigliere parallelo solo su per una una cosa che lei ha detto che mi diciamo mi interessa molto e soprattutto a seguito gli ha detto assistenza oncologica nella provincia di Lecce, terminare dic comunque già c'è, diciamo che è lì che è stato così le volevo dire che l'assistenza oncologica dei pazienti terminali nella provincia di Lecce che funziona bene,
Perché l'ho seguita indirettamente io, come ex coordinatore regionale della delle cure palliative, con la dottoressa Evelina, pedaggi pedaggi, quindi, se questo questo capitolo volevo dire, sembra come se non ci sia, ma questo argomento e ben trattato nella provincia di Lecce l'ho seguito direttamente e parzialmente trattato, ma comunque su alcuni no, ma in questo caso poi tutto il resto va benissimo. Volevo dire che su questa cosa diciamo, abbiamo fatto dei la del dei salti in avanti negli ultimi due anni che, diciamo meritano anche di essere raccontati, racconta, ok, va bene, allora ha chiesto di intervenire, la Lilt Lecce, prego, si presenti, dottoressa, sono ladri e la dottoressa Simonetta, presidente Lilt.
Gentilissimi componenti della Terza Commissione con la presidente desideriamo sottoporre alla vostra attenzione il percorso intrapreso negli ultimi mesi della Lilt Lega Italiana per la lotta contro i tumori tumori, Associazione provinciale di Lecce, ODV e Tiesse in merito al futuro e alla programmazione del centro il, ma per correttezza istituzionale, ci preme ricostruire brevemente le tappe salienti di questo cammino. 25 settembre 2025 il direttivo della LILT di lei c'è stato ricevuto presso il Dipartimento della salute della Regione Puglia, dal dottor Montanaro e dalla dottoressa Caroli. Prendiamo per avviare un tavolo di discussione in quella sede. In vista delle imminenti consultazioni elettorali, si era convenuto di riprendere il confronto all'indomani dell'insediamento dei nuovi organi regionali 15 ottobre 2025, in occasione dell'evento in rosa, che unisce dal sud Italia e all'Europa un impegno comune contro il tumore al seno svoltosi presso il Parlamento europeo di Bruxelles. La Elite di Lecce ha avuto l'opportunità di presentare ufficialmente la propria realtà il progetto del centro il, ma in un contesto internazionale, in tale Brisci prestigiosa sede, diversi euro progettisti hanno ribadito un concetto chiave per poter accedere con successo i bandi europei e intercettare i relativi finanziamenti è fondamentale presentarsi potendo, potendo contare su solidi attivi, protocolli d'intesa con le istituzioni del territorio. Febbraio 2026, in linea con quanto concordato a livello regionale, abbiamo inviato una normale richiesta di incontro ai nuovi vertici pugliesi, alle quali tuttavia non hanno fatto seguito alcun riscontro. Aprile 2026, a seguito dello sciopero della fame e della sete intrapreso, ha annunciato dalla pubblicamente dal dottor Giuseppe Serravezza siamo stati convocati in Regione dall'assessore Pentassuglia. In questo incontro sono state delineate le prime tappe per la programmazione nel centro Ilma, tra cui la necessità di un confronto con la Direzione generale dell'ASL di Lecce. Contestualmente, c'è stato chiesto di avviare le procedure burocratiche per le autorizzazioni al pieno esercizio della struttura iter, su cui i nostri tecnici volontari si sono immediatamente attivati. 13 luglio 2026 ha avuto luogo l'incontro tra il Direttivo LILT, lei che i vertici dell'ASL Lecce alla presenza del direttore generale, dottor Gianluca capocchia, anni del direttore sanitario, dottoressa Maria Nacci del direttore amministrativo, dottor Andrea chiari, e del Vicepresidente della Regione Puglia, dottor Christian Casili, durante la riunione è stata condivisa l'importanza del centro il, ma come risorsa strategica per il tessuto socio sanitaria nel Salento e l'ASL ha manifestato la chiara volontà di istituire un tavolo tecnico di lavoro.
Il direttivo della LILT di Lecce ha sempre privilegiato la via istituzionale, evitando volutamente la risonanza mediatica per profondo rispetto dei ruoli degli attori coinvolti sia dalle fasi progettuali nel centro. Ciononostante, ad oggi avvertiamo la mancanza di una chiara e definitiva volontà politica da parte degli amministratori della regione Puglia, nell'affrontare al nostro fianco la lotta ai tumori del territorio. Ci preme specificare con assoluta chiarezza che la lista di Lecce non avanza richieste economiche dirette alla Regione Puglia. Ciò che formalmente chiediamo e di conoscere l'orientamento politico di codesta Amministrazione desidera. Desideriamo sapere se la Regione intende individuare nella lista di Lecce nel centro il ma un punto di riferimento e un alleato nella sfida al cancro. Tra i nostri principali auspici vi è la creazione di un tavolo tecnico permanente tra la Regione Puglia e la nostra associazione, volto a definire i punti cardine di un protocollo d'intesa per la lotta al cancro. Tale accordo dovrebbe poggiare su una strategia fortemente innovativa, innovativa sia sotto il profilo culturale.
Poiché basata sulla prevenzione primaria e secondaria disegnata, specificatamente per ridurre all'origine il numero dei malati oncologici, sia sotto il profilo metodologico in quanto il centro il ma è stato pensato progettato e costruito per occuparsi in modo attivo anche di ricerca, un gol oncologica ambientale applicata,
Il supporto formale, la sinergia con la Regione ci sono indispensabili e proprio per strutturare quei protocolli d'intesa raccomandati a Bruxelles è necessaria e programmare i futuri sviluppi della struttura è intercettare i fondi europei, unici strumenti in grado di garantire continuità ed efficienza a tutti i servizi previsti dalla nostra Carta dei Servizi fiduciosi che la terza Commissione saprà cogliere la piena genuinità l'urgenza di questa nostra sollecitazione restiamo in attesa di un vostro cortese riscontro della possibilità di un confronto bravissimo grazie,
Prego, Presidente della Provincia, si presenti.
Fabio tarantino sì.
Buon pomeriggio a tutti, ringrazio il Consigliere Pagliaro, che mi ha convocato qui nella terzo Conso della terza Commissione, saluto l'assessore Pentassuglia e ringrazio anche i Consigli Las, il Vicepresidente aggressivi e il consigliere, Stefano Minerva e tutti i presenti, vorrei,
Sottolineare soltanto una cosa che è su questo centro, su questo centro c'è una attenzione.
E ci vuole attenzione che deriva dalla volontà che c'è stata in questi anni da parte di tutti i cittadini del Salento che hanno deciso di.
Mettere a disposizione delle proprie risorse economiche per farlo costruire io mi rendo conto perché cerco di interpretare anche, oltre a quella che è quello che il desiderio della LILT, che anche il mio desiderio è quello, penso di tutti i presenti, di quelle che sono anche le difficoltà,
Chi è realizzare un centro di questo tipo comporta anche da un punto di vista, poi sia dei livelli no.
Di agibilità di sistemazione che bisogna raggiungere, e poi, ovviamente, parlare di come questo centro di questo contenitore può essere utile per realizzare gli obiettivi e i target che sono previsti dalla Carta dei servizi della della LILT, quindi quello che voglio chiedere a tutti quanti.
È quello e di davvero di fare una una riflessione su questo centro, di tenere conto anche di tutto quello che si è fatto in questi anni in termini di sanità sul nostro territorio e di comprendere come questo centro può essere dal punto di vista,
Del valore aggiunto, una risorsa per il sistema sanitario nella regione del Salento, se effettivamente si ritiene che possa essere questo centro utilizzato in questa maniera, si può avviare un percorso innanzitutto di completamento formale e burocratico strutturale, eccetera, e poi.
Capire come la Regione può dare una mano per arrivare poi all'apertura di questo centro, fermo restando che.
Quello che va premiato in assoluto è tenuto come punto di riferimento e il sacrificio di tutti i cittadini e di tutti i volontari della Lilt che hanno inteso realizzarlo.
Però anche a loro io voglio fare una un appello,
Non soltanto al dottore Serravezza, che ringrazio.
Ma tutti i volontari della Lilt voglio fare un appello alla reale collaborazione con il sistema,
Sanitario regionale e con l'Assessore qui presente, per capire come possiamo arrivare ad un punto d'intesa per fare un passo in avanti, perché io mi rendo conto che c'è un divario tra vedere ovviamente no anche nella comunicazione no, vedere un centro che appare no realizzato al 100% e capire poi nel merito come stanno le cose poiché questo è un luogo dove le questioni vengono affrontate nel merito.
Allora noi dobbiamo farci carico di questo aspetto di responsabilità, in modo che poi anche la comunicazione che viene fuori dopo sia una comunicazione che innanzitutto di responsabilità e poi di tutto il resto, è quello che ovviamente, ciascuno secondo le proprie sensazioni World trasmettere quindi sono qui per fare la mia parte come presidente della provincia di Lecce grazie.
Prego consigliere, Minerva.
Giustamente due minuti, quello concesso due, mi mi mi autocensuro, intanto grazie, Presidente, arriva questa Commissione richiesta.
Dal Consigliere Pagliaro dopo un percorso che è stato fatto in questi mesi, non è un evento singolo né un accadimento staccato da tutto il percorso che si è fatto in questo periodo, l'appuntamento di oggi in Commissione, che è un passaggio fondamentale e che un po' ho arriva a termine di altre iniziative un po' e il momento in cui possiamo determinare alcune certezze che tutti che tutti chiediamo. Il centro Ilma non ha bisogno di presentazioni. Il dottore Serravezza non ha bisogno di presentazioni. La LILT Lecce non ha bisogno di presentazioni. È un progetto straordinario che lascia.
E dall'attività di volontariato e dalle donazioni, il più delle volte fatte da persone semplici che, avendo a cuore il tema della salute e hanno provato ad immaginare questo sogno che è quello della realizzazione di un centro che potesse essere a servizio della sanità pubblica, è al servizio delle esigenze del territorio, al servizio o della salute dei cittadini. Vent'anni fa, quando il Presidente Vendola, insieme all'assessore barman Barbanente, sottoscrissero con la LILT un protocollo d'intesa che atteneva alla possibilità di costruire, di avviare i lavori di quel centro al netto, in deroga ai limiti del PPTR delle limitazioni che i vincoli paesaggistici tenevano in una zona particolare, che è quella, insomma alle porte e di Gallipoli. Venendo da Lecce, in una accanto ad un'antica cava in una zona paesaggisticamente rilevante, avevano visto la bontà di un progetto che è a cui la LILT ha continuato a lavorare in questi 20 anni. Oggi siamo un momento decisivo di svolta, perché la struttura è quasi completa le autorizzazioni ancora necessaria e sono in itinere, ma c'è la necessità e insieme a alla LILT il dottore Serravezza, insieme agli enti pubblici, quindi Comuni, provincia, regione, dico anch'io Parlamento, è italiano ed europeo,
Di trovare la giù, costruire la giusta destinazione rispetto alle alla coerenza con le finalità per cui è nato il centro, ma anche con nella necessità di trovare oggi il punto di partenza è la possibilità concreta di svolgere delle attività in questo centro. Io Consigliere Pagliaro, sono stato d'accordo con la sua premessa con la sua, con la sua introduzione, tranne nel punto diciamo che si parla dei centri Wilma soltanto.
Grazie a voi perché mi sento, diciamo, da ex Sindaco di Gallipoli e poi da consigliere regionale in dovere di ricostruire un percorso che abbiamo fatto nel 2025, come ha detto la dottoressa Simonetta Pepe, come Sindaco accompagnai la LILT dal direttore Montanaro, che anche aveva dato una visione della possibilità di un dei contenuti di un protocollo. Devo dire che poi si è bloccato anche perché nel frattempo ci sono state le elezioni regionali, ma devo dire che da subito sia il Presidente Spaccavento che l'assessore Pentassuglia.
Su richiesta mia e del Vicepresidente della Regione, Casilli si sono dimostrati attenti alla possibilità di ricercare con concretezza e serietà la risposta alle domande che la LILT poneva, abbiamo fatto un primo tavolo con la presidente della Lilt, in cui telefonicamente intervenuto il dottore Serravezza con cui abbiamo stabilito l'assessore, per questo la ringrazio il percorso che c'è portare al raggiungimento degli obiettivi, perché vuol dire parlare di convenzione senza avere la.
Impossibilità di comprendere che cosa c'è scritto in questa convenzione, parlare di 1.000 attività che poi in realtà e non si possono fare domani mattina nel centro LILT vuol dire non raggiungere l'obiettivo e siccome noi vogliamo raggiungere l'obiettivo, abbiamo accompagnato la LILT in questo percorso. Abbiamo incontrato l'assessore Pentassuglia a seguito del cambio del direttore generale dell'ASL, la LILT ha incontrato accompagnati dal Vicepresidente della Regione, il direttore capocchia Hanin, che ha inquadrato all'interno del fabbisogno dell'ASL Lecce, all'interno delle possibilità, anche degli strumenti dell'ASL, la possibilità di dare una mano al LILT rispetto al percorso autorizzativo,
Del del centro e appunto, parallelamente, la possibilità di comprendere, insieme all'Assessore alla Commissione, il percorso di un tavolo tecnico permanente che ci porterà alla sottoscrizione di una convenzione che, non solo da un protagonismo al centro Ilma, rendendolo di fatto un centro a disposizione del territorio, ma anche mettendo dei paletti rispetto alle concrete attività che si possono fare in quel centro, senza parlare di centro oncologico, di centro, di ricerca, di centro, di sviluppo, di centro, di.
Di di di di di cure oncologiche, perché se parliamo del tutto stiamo parlando del niente. Noi abbiamo la necessità, oggi di intanto far stare tranquillo. Il dottore Serravezza, che oggi per fortuna, ci ha comunicato con un messaggio, ha interrotto lo sciopero della sede e interromperà lo sciopero della fame, perché sta vedendo la concretezza dell'ente Regione nella.
Nell'andare incontro alle proprie richieste dall'alto. Dobbiamo continuare a lavorare per quel sogno possibile di un centro a disposizione della salute e del territorio costruito, ripeto, con i fondi del, con i fondi dei.
Dei donatori. La LILT stia tranquilla perché sa che nelle istituzioni a interlocutori concreti e ragionevoli, perché non tutti hanno, diciamo la voglia o la formazione politica per fare comunicati e foto e ad ogni starnuto che fanno, ma noi siamo della scuola, diciamo, veniamo alla scuola dell'assessore Pentassuglia che le risposte si danno con i fatti e con e con la concretezza, e noi siamo convinti che senza questo percorso, Presidente, senza questo percorso di concretezza e serietà, non si sarebbe arrivati a.
A quello a cui spero possiamo arrivare, cioè alla sottoscrizione di un protocollo di una convenzione. Leggo, mi permette, un ultimo minuto, Presidente di delibere e eventuali proposte e da comuni del leccese di esortazione alla Regione di sottoscrizione di questa convenzione. Ecco, a quei Comuni, a quei sindaci, invece, suggerisco di fare quello che ha fatto un solo sindaco nella provincia di Lecce, il Sindaco di Gallipoli, nello scorso mandato con la sua Giunta e con la sua Amministrazione, che ha redatto una delibera non in cui chiedo ad altri qualcosa alla Regione di sottoscrivere il la convenzione al Parlamento europeo di dare finanziamenti, ma ha dimostrato concretamente come un'Amministrazione e una comunità, chi vuole stare vicino al centro Eisma lo fa con concretezza, perché con la delibera numero 441 del 21 ottobre 2025, redatta dalla Presidenza amministrazione non smentita dall'attuale Amministrazione di Gallipoli, che si è dimostrata anche vicino alla battaglia del del centro Ilma.
Dopo le premesse, eccetera, eccetera,
Recita.
Per quanto sopra che questa Amministrazione Comunale ritiene opportuna, è necessario che questo Ente, il Comune di Gallipoli, al fine di sostenere lo sviluppo delle attività di prevenzione oncologica sul territorio, si impegna a promuovere, sostenere e facilitare lo svolgimento delle campagne di prevenzione sanitaria organizzate da Lilt, Lecce presso il centro, il ma ritenendo al lupo necessario sottoscrivere apposto protocollo che disciplina i rapporti tra le parti e preveda i seguenti impegni a carico del Comune di Gallipoli, sottoscriviamo il protocollo con la LILT, impegniamo il Comune di nel libro del supporto economico finanziario al supporto logistico organizzativo, alla promozione di comunicazione istituzionale, al sostegno delle fasce deboli, al coordinamento istituzionale. Ecco, questo è il modo con cui i Comuni, se vogliono, possono dimostrare concretamente la vicinanza e il supporto al centro, il ma.
Grazie Consigliere, chi ha chiesto la parola?
Brevemente anche grazie alla sua, il collega, il collega Donato Pentassuglia, che ringrazio e che mi rassicura per pragmatismo e serietà con il collega Pentassuglia in questi primi mesi si lavora bene, usiamo quelli che usciamo più tardi,
Dalla da quegli uffici e il nostro compito è nostro dovere, ma su questo percorso, senza ripetere le parole che condivido, del l'intervento del collega.
Del collega Minerva, noi abbiamo già fatto un primo passo insieme al Direttore generale, che è anche questo è stato un incontro orientato dal collega Pentassuglia.
Ah, il primo passo sarà quello di effettuare nel breve termine un sopralluogo con il Dipartimento di Prevenzione, atto propedeutico a tutta una serie di attività che poi sono necessarie affinché quel centro possa partire. Io mi preme ringraziare tutti i volontari, mi premere e ringraziare anche la delegazione della lista del Presidente, che è qui presente chiaramente anche l'amico dico amico, perché sono più di 10 anni di conoscenza, quasi 15 con Giuseppe Serravezza, con cui abbiamo condiviso tante tante battaglie, il tema qual è, quando e lo diceva Stefano quando il collega Minerva, quando occorre poi portare a casa i risultati e ma ci vuole poi un patto sociale e su questo patto sociale, questo patto sociale, lo dobbiamo costruire tutti quanti, insieme dagli enti del territorio, dalla Regione e seguendo tutta una serie di procedure che i colleghi presenti, che ringrazio e ringrazio anche il collega Pagliaro che ha richiesto la convocazione di quest'audizione, poi fatta in tempi celeri dal Presidente Spaccavento, che ringrazio, io credo che con responsabilità però bisogna anche saper seguire leggere le carte, capire quali sono poi gli atti amministrativi che poi portano a.
A raggiungere degli obiettivi in questo chiaramente lascio la parola al collega Pentassuglia, che chiaramente segue in prima persona questa a questo questo questo dossier erra con l'unica preghiera però che faccio di.
Di questo Stefano ricordava questa proposizione proattiva da parte di una singola amministrazione. Ecco, io credo che le amministrazioni, le associazioni del territorio, anche qui io credo che per sostenibilità anche futura e la LILT che è una un Ente nazionale, diciamo importante ha bisogno di iniziare una attività con il mondo del terzo settore con il mondo della della del delle amministrazioni, degli enti locali, io credo che per fare però questo percorso serva responsabilità da parte di tutti.
Ma in un ripeto, patto sociale che deve vedere il centro Irma come uno dei più importanti investimenti fatti da una produzione di volontariato sul territorio. Scusami Donato, se mi sono permesso, ma era semplicemente per stigmatizzare un passaggio in cui tu, diciamo, ti stai in impegnando su partite molto molto complesse che, come dicevi ieri, non richiedono però semplificazioni e questa è una di quelle. È una partita sicuramente complessa, multidimensionale, che non può essere trattata chiaramente, ma credo che sia obiettivo e proposizione da parte di tutti quelli presenti su questo tavolo dal trattarla in modo semplicistico. Grazie Presidente, chiedo scusa per aver fatto un intervento, anche se l'Assessore, ma ci tenevo a ringraziare il collega Pentassuglia. Grazie grazie. Assessore.
E se l'avesse sì, ah, Antonio sì, ok, prego buongiorno a tutti e sono il figlio dell'ideatore.
Fondatori della LILT di Lecce Serravezza. Antonio porto, i saluti alla Commissione di di mio padre, ovviamente per ovvie ragioni di salute, non è non è presente e anch'io apprendo con affetto e a sorpresa che papà, insomma, ha deciso di di nutrirsi. Per fortuna, diciamo così. È stato un periodo abbastanza complesso in cui noi familiari, cioè abbiamo cercato di mantenere un equilibrio nel bene suo della famiglia e della LILT, tutto di cui ovviamente ci sentiamo responsabilizzando ormai tantissimi anni. Quindi procedo con leggere questa comunicazione per per voi tutti, gentile Presidente e componenti della terza Commissione. Mi dispiace non poter essere presente personalmente oggi avrei desiderato potervi accogliere, insieme al Presidente della Regione presso il centro, lì il ma di Gallipoli, per mostrarvi direttamente il valore di una realtà unica nel suo genere, una realtà nata dal basso, dalla volontà dei cittadini e soprattutto dalle persone più umili, che hanno sentito il bisogno di impegnarsi per difendere il diritto alla salute e alla prevenzione e la tutela del vostro territorio. Fedeli innanzitutto, è comprendere quanto è stato realizzato dalla Lilt di Lecce con la comunità salentina tutta. Credo che sia un doveroso passo, ma la nostra richiesta di una visita istituzionale al centro il, ma è ancora in attesa di risposta e auspico che possa brevemente trovare presto accoglimento affinché possiate conoscere da vicino ciò che, insieme alla comunità, siamo riusciti a costruire. Vorrei ricordare brevemente la storia del Centro, il ma tutto nasce nel lontano 2002, quando LILT di Lecce, acquisì sette ettari di cave dismesse e gravemente contaminate dalla presenza di rifiuti e sostanze inquinanti grazie a un lungo e impegnativo percorso di recupero ambientale e bonifica, quell'area è stata restituita alla collettività, trasformandosi da simbolo di degrado in un luogo dedicato alla prevenzione oncologica, alla ricerca e alla promozione della salute. Dopo cinque anni di lavoro intenso che ha visto coinvolto istituzioni, enti e associazioni dei cittadini, la Lilt Lecce presentano il progetto del centro, il mal comune di Gallipoli.
Un progetto che fu immediatamente condiviso dall'Università del Salento, con i rettori Limone, Laforgia e pollice dalla provincia di Lecce, dal Comune di Casarano, quale capofila dell'area vasta, dal Comune di Gallipoli e dalla Regione Puglia. Il centro, il, ma rappresenta una struttura unica nel suo genere, perché nasce da un percorso realmente partecipato che ha unito cittadini, istituzioni e comunità scientifica. Non è un progetto calato dall'alto, ma il risultato concreto di una visione condivisa che ha trasformato una ferita ambientale in un luogo di speranza e prevenzione. Il centro, il, ma intende offrire un modello integrato di assistenza alla persona attraverso l'attività di prevenzione primaria secondaria, ricerca applicata, formazione, educazione sanitaria e riabilitazione oncologica, attività che non si sovrappongono al prezioso lavoro svolto dagli ospedali, ma lo completano accompagnando il paziente anche nelle fasi successive alla cura e contribuendo al recupero della qualità della vita. Alla luce di questo percorso agli ITS Lecce, insieme alle istituzioni partner che hanno condiviso e sostenuto il progetto sottopone alla Regione Puglia la richiesta di un sottoscrizione di un protocollo d'intesa quale strumento istituzionale per consolidare una collaborazione stabile finalizzata alla promozione della prevenzione primaria e secondaria. Riteniamo fondamentale che il protocollo preveda, come indicato nella proposta già trasmessa, l'istituzione di un comitato di coordinamento misto, quattro membri di rappresentanza della Regione e quattro membri di rappresentanza della LILT di Lecce, incaricato di programmare, coordinare e monitorare e sviluppare le future attività del centro Ilma.
Certo, tale comitato dovrà operare in stretta collaborazione con l'Università del Salento partner scientifico della LILT di Lecce e con tutte le istituzioni coinvolte, nel rispetto del codice etico e della Carta dei servizi, della liscia affinché ogni attività sia improntata a criteri di qualità, trasparenza, appropriatezza scientifica e attenzione ai bisogni delle persone. Il comitato sarà inoltre ha chiamato a promuovere programmi di prevenzione, ricerca applicata, formazione, riabilitazione oncologica e innovazione sanitaria, monitorandone i risultati e favorendo nello sviluppo di nuove progettualità coerenti con gli obiettivi del Protocollo. Chiediamo inoltre che, in presenza di un'opportunità di finanziamento europeo, nazionali o regionali, la Regione possa assicurare il necessario supporto tecnico e amministrativo. In questo non chiediamo fondi, chiediamo un supporto per l'individuazione dei bandi e per la predisposizione delle candidature progettuali. Siamo convinti che la collaborazione tra gli ITS Lecce, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Università del Salento e tutte le istituzioni partner possa dar vita a un modello di eccellenza capace di integrare ambiente, salute prevenzione, ricerca e assistenza al c, al servizio dei cittadini. Confidiamo nella sensibilità e nell'attenzione della Commissione affinché possa sostenere questo percorso e favorire la sottoscrizione del protocollo d'intesa, dando piena attuazione. Un progetto nato oltre 15 anni fa e oggi pronte a diventare una concreta opportunità per la sanità pugliese.
Vi ringrazio per l'attenzione e rinnovo l'invito a visitare il centro minima di Gallipoli affinché possiate conoscere personalmente una realtà costruita con il contributo della comunità e pensate esclusivamente nell'interesse dei cittadini aggiungo, a livello personale e e questa è la visione che mio padre ha avuto oltre vent'anni fa l'idea di costruire un ospedale Persani cioè l'idea suprema deve essere la prevenzione perché noi dobbiamo fare in modo che i bambini, i nostri figli, i nostri nipoti non arrivino ad ammalarsi.
Sarà folle, però questa è l'idea che si basa, su cui si basa quella struttura, quindi al primo posto ci sarà sempre una più così grande per la prevenzione, grazie a tutti,
Prego Assessore.
Io volevo soltanto sottolineare che il mio passaggio era l'assistenza domiciliare ai malati terminali che brillantemente con portano avanti di volontà della LILT, sì, proprio su questo avrete la convenzione con la quale veniva pedaggi che la coordinatrice diciamo.
Ah no, perché colonscopie e ho detto quali conosco benissimo quei numeri.
Non c'è nessuno che vuole intervenire, vero prego, Assessore,
Allora.
Saluto tutti, ringrazio il professor Serravezza.
Di aver sospeso lo sciopero, mi auguro che non lo faccia più, accordiamo saputo ora forti i miei saluti e gli dica, come ho detto nella riunione, in assessorato che stiamo lavorando con serietà.
Mettendo a nudo però le verità, perché io, quello che leggo in queste carte qui ci sono una serie di inesattezze che avremo modo a margine della Commissione, che ha il ruolo legislativo di definire, perché il fatto di aver dato disponibilità con gli uffici, per esempio, a dire che gli screening non sono e non si possono fare in capo ad alcuni privati e ad alcuni settori, ma possiamo fare altre attività, quindi abbiamo aperto un ragionamento che la LILT per noi è elemento di garanzia come cardine di un coordinamento di associazioni, movimenti, reti che fanno bene ai comuni, alle comunità, al Consiglio regionale, a tutti noi.
Perché parlare un linguaggio di verità significa guardare avanti, qui non c'è nessun protocollo che non è stato revocato il protocollo precedente, qui c'è, come diciamo quel giorno, come ho dato mandato al neo direttore generale della ASL di Lecce, di acquisire le autorizzazioni.
Di quella struttura.
Agibilità, abitabilità, tutto quello che è propedeutico a determinare, con il dipartimento di prevenzione, la reale funzionalità di un terzo di un quarto di quella che sarà la quota parte che può essere destinata all'avvio di servizi.
Il dato mandato al Direttore generale della ASL di Lecce di coordinare il tavolo in loco con LILT e i Comuni, partendo dal Comune che ospita la struttura, ma questo per me non è mai a ridurre, ma ad includere in un ragionamento di ambito, perché andiamo,
Partiamo da un'area, poi sarà quel territorio a capire come sviluppare le diverse azioni e i servizi che possono essere determinati all'interno.
Il direttore mi ha aggiornato immediatamente dopo la fine della riunione, so il mandato che vi siete dato è in continuità a quanto avevamo discusso in assessorato, non abbiamo bisogno di farcelo ricordare ogni 15 35 45 non c'è un orologio che scandisce,
I tempi sono in capo a noi, quindi ognuno dei soggetti interessati svolga il suo ruolo e la sua funzione e quindi si determini per quelle che sono le autorizzazioni che servono a dire che quel 25 30% di porzioni di fabbricato o altro sia pronto per iniziare una attività che è quella istituzionale data dal finanziamento raccolto per la pubblica utilità.
Nel merito, diciamo non entro perché qui non è che stiamo assegna la. Voglio che poi la terminologia sia esatta, perché lo dico per me che non so sui social quando diamo comunicazioni, non deve essere una comunicazione parziale, perché quelli dietro a quel centro c'è tanta attesa del territorio che ha dato fiducia alla Lilt. Ammesso un contributo, ha dato in vent'anni forza al progetto del professor Serravezza, ma Seravezza coinvolto tutti voi, cioè voi siete più di uno più della famiglia Serravezza, cioè.
È un fatto culturale, dal mio punto di vista, che dà risposte a quei cittadini tenendo in campo la filiera istituzionale, l'assessore ha fatto la sua parte qui Consiglieri regionali sul territorio, i Sindaci con i quali diciamo bisogna parlare, tenerli nell'ambito della rete dei servizi perché, partendo dagli ambiti e partendo da quelle funzioni che magari nel primo protocollo non li abbiamo pensati, non sono stati pensati, io non c'ero, ma non sono stati pensati. Da questo punto di vista, quindi, implementare la possibilità sta però al determinare. Come relazionato dal Presidente, il Presidente ha chiamato il professor Serravezza, diciamo noi io l'ho sentito quel giorno a margine della riunione tramite il telefono del figlio, quindi vi prego, facciamo questa è una questione seria che fatta la struttura, ma non bastano i muri. Come abbiamo detto fino a ieri in Consiglio, i muri e gli spazi vanno riempiti da persone che sono le professionalità che determinano la presa in carico di altre persone. Poi valuteremo quelle che sono le attività. Lo dico perché, avendo io ho fatto una delibera 12 anni fa sui temi ambientali di Taranto, Brindisi e Lecce non revocata da nessuno, l'ho richiamata ieri che stava a supportare il finanziamento di Terra dei fuochi.
E che non poteva riguardare nessuno Terra dei fuochi per la proprio per la Campania, ne è solo Taranto, per la Provincia per la Puglia, perché il tema ambientale è un tema che Taranto, Brindisi e Lecce hanno subito pesantemente, a cui bisogna dare risposta perché quello su cui mi trovate d'accordo al di là della terminologia è il fatto che noi continuiamo a parlare di acuzie di ospedali se da 20 posti 18 per l'occupabilità ma tu li stai riduce, io, come vede, non rispondono neanche più, perché non ho tempo da perdere in chiacchiere.
Dobbiamo concentrare l'attenzione su quella P, la prevenzione perché ci salveremo e faremo un avanzamento culturale se parliamo di prevenzione, il testo me lo consenti, poiché parliamo spesso di inappropriatezza di alcune richieste che sono tutte finalizzate alla prevenzione.
E quindi questa P grande che vogliamo mettere in evidenza, ma la prevenzione si fa con gli screening, non si fa con l'inappropriatezza prescrittiva, che toglie la possibilità a uno che ne ha bisogno di aspettare a te che hai fatto un furbo di farti, cambiare una piccola dighe e quindi ti presa io ecco perché io volevo stare tranquillo, perché già dalla terminologia, dal fatto che c'è uno che parla di centro Irma il saldo alle persone, è uno che se ne è fregato che potrei essere, io ho un'altra persona, io non sono d'accordo, allora io voglio mantenere un garbo istituzionale con un RA sempre sempre però, ma lo devono mantenere un po', perché se si scuote la testa,
No, però non è che dobbiamo interrompere se, se facciamo passare l'idea che la inappropriatezza, Renzi, Consigliere Pagliaro, ma se la inappropriatezza prescrittiva delle bassa come paradigma o controaltare poi la terminologia usata è una cosa che siete grandi comunicatori, allora il problema,
Non inizia oggi perché abbiamo chiesto l'audizione, il problema lo abbiamo affrontato, che è iniziato da quando il professor Serravezza ha lanciato l'idea da quando la LILT ha posto i temi. Purtroppo, da luglio scorso c'è stata anche un'elezione, un cambio di amministrazione, ma il Presidente è stato aggiornato, ha chiamato il professor Serravezza, io diciamo, oltre a incontrare, non voglio far venire a Bari le persone per dirci le stesse cose o mobilitato la struttura che dipende da me, della ASL di Lecce, perché sia vicino a voi e dia risposte, coordinando perché ho detto di portare il tema nella Conferenza dei Sindaci che sto dicendo agli altri territori di convocare fra 15 giorni perché dato il tempo siamo alla terza settimana di lavoro, quindi, dopo un mese che si è assestata la macchina e si iniziano a conoscere gli interlocutori, il direttore generale deve interloquire in ogni territorio con la Conferenza dei Sindaci, perché esiste va tenuta in debita considerazione anche qui per tenere quel principio di corresponsabilizzazione che chiama tutti alla responsabilità nonché un Sindaco. Dice a me quello che devo fare io rispetto a un protocollo che non dice di fare l'agibilità, l'abitabilità, cioè lo dico perché se dobbiamo giocare al rimpallo terminologico, io non ho tempo da perdere okay, se invece, partendo dai dati veri e da una situazione reale, veniamo in Conferenza e ci diciamo io ho fatto questo manca questo pezzo, chi dà una mano, il dipartimento di prevenzione, chi dà una mano, l'ufficio, Ægir, bene, chiamiamo i nostri uffici e nonostante il poco personale, nonostante anche il periodo di fare, vi chiediamo lo sforzo ad approfondire.
Ma questo deve viaggiare, perché una volta partiti noi dobbiamo avere le carte in regola che nessuno nessuno mette in dubbio, perché la politica deve accompagnare questo percorso, perché i benefici sono sui cittadini che sono di tutti i colori, quindi come l'assessore, l'assessore regionale, non l'Assessore della contrada da cui provengo io orgogliosamente contradaiolo qui ve lo dico perché quel lavoro che abbiamo impostato, che avete dato atto diciamo nella relazione, per carità, sta al lavoro dei consiglieri sul territorio, da chi ha fatto l'esperienza precedente adesso, ciò per come è stato impostato con il nuovo management e il tavolo tecnico che significa che lì dentro ognuno ha espresso, diciamo chi deve fare cosa chi può fare cosa, ma anche chi mette cosa, perché poi, quando partiremo e diciamo, partiremo come con attività che verranno, sì, i volontà, ma vedranno anche dei costi, perché il tema che è stato richiamato, l'accreditamento, il convenzionamento, l'accreditamento, lo fai, quando hai.
Le carte a posto ed era accreditare la convenzione con la e quindi questi aspetti, quel tavolo tecnico li spacchetta, era e li chiamerà, mettendoli nella condizione, finalmente di avere un percorso che però intanto lo puoi definire perché c'è la struttura, cioè la struttura è pronta seppur in quota parte, ma questo è un fatto, come ho detto quel giorno, che io rispetto le volontà del territorio e però partiamo dalle esigenze reali del territorio.
Noi abbiamo detto quali cose si potrebbero fare, però poi si valuterà lì. Abbiamo detto anche quelle che non si possono fare solo accennato allo screening, ma per un fatto di legge queste sono due, diciamo argomentazioni che dimostrano no come stare sul merito della questione, come rispondere in maniera leale istituzionalmente corretta per non creare nessuna falsa illusione perché.
Non ne abbiamo bisogno, nessuno, cioè dobbiamo soltanto parlare un linguaggio di verità e muoverci il rispetto.
A tempi che sicuramente vanno recuperati, ma che sono determinati da tanti tanti passaggi che non sono sicuramente la convenzione con la Regione o il rinnovo di una convenzione che per farla servono le autorizzazioni. Quindi, non appena li avete io vi chiedo solo la cortesia come chiudete comunicati perché la ASL comunicherà a me. Vi chiedo di comunicarlo qui in Regione, perché l'attenzione di tutti i Gruppi consiliari tranquilla, Commissione è rimasta, è strano, in un'audizione, che la gente rimanga fino alla fine, ma giusto per essere chiari per tutti, quindi, sostanzialmente il protocollo d'intesa. Questa promessa di matrimonio fra gli LILT e Regione è subordinato alla messa in esercizio della struttura.
Coesione con la LILT, il problema che le voglio dire, questo livello tecnico, nello specifico l'ho già detto in assessorato, se non è le autorizzazioni all'esercizio, ai l'agibilità, ai l'abitabilità e le certificazioni, quello ti con chi non è l'accreditamento, questo siamo d'accordo, quello nella fase successiva. Alla sono docu. Parliamo di questa promessa di matrimonio propedeutica, ve lo dirà il dipartimento di prevenzione, ma l'avevamo detto già in quella riunione. Ecco perché io poi, sono rimasta anche un po' basito dall'ritornare su alcuni argomenti. Allora o c'è un gruppo tecnico che segue la vicenda etnico, c'è il tavolo tecnico c'è ed è organizzato dall'assessore presso l'ASL di Lecce, con tutti. Perché non vi faccio venire a Bari, cioè è un controsenso. La situazione si muove in provincia di Lecce, deve vedere il fabbisogno della provincia lineari e lo vede il nostro referente è lì che il direttore generale il tema che voi, come ho detto, quel giorno mancano delle autorizzazioni. Li avevate chieste stavate, diciamo nel tratto in itinere benissimo, cioè io non conosco il procedimento. Vi dico soltanto, come ho detto quel giorno accelerati, perché prima avete le autorizzazioni. Prima possiamo determinare la fase su ciò che da dove partiamo. Che cosa potete fare, cioè questo, ma per essere pragmatici, altrimenti io leggo di cose che continuano a essere chieste senza sapere che manca il presupposto che porta a fare la convenzione, ma di che cosa dobbiamo parlare.
Del vuoto pneumatico. Io non sono abituato, ma io guardate, oggi ho sposato una coppia, sono venuti di corsa qui per rispetto a voi, perché non volevo che passasse l'idea che l'Assessore no, voi no, perché sono una persona conosciuta, assolutamente no, per carità, guardatelo, uno può avere anche, però potevo anche non venire perché abbiamo fatto elenco, ma per un fatto di rispetto a chi ha chiesto le notizie a chi viene da Lecce e si fa sotto 40 gradi i chilometri e il traffico come l'ho fatto io, perché vengo io con la mia macchina e Guido qui, voglio dire vi capisco, ma per evitare che tra 15 giorni si ritorni sull'argomento, allora che sia chiaro per tutti, perché la mia riunione non lo nel registrata mi mandate in streaming, allo qui siamo in Commissione.
Noi abbiamo fatto col nuovo manager quello che avevano oggetto già detto a quello precedente, però questo ci ha mandato di tre anni, quindi adesso diciamo e via e-mail vi ha detto, lei ha Co, ha determinato il tavolo tecnico che ha messo a disposizione già il Dipartimento di prevenzione, quindi adesso le autorizzazioni vostri in itinere devono confluire su quel tavolo perché le autorizzazioni diano corpo a quello che con l'LILT, ma ho detto LILT perché,
Capofila di un processo di aggregazione di associazioni liberi, cittadini che vogliono dare con una mano un contributo autonomo. Come dissero quel giorno in io non ho problemi, ma da lì dobbiamo partire, perché senza quel requisito né mica, possiamo determinarci in un ambiente privato senza perché è un'area privata. Non è un'area pubblica, poi quello che integriamo io più il territorio saprà.
Cimentarsi in questa operazione culturale nella prospettiva.
Meglio è però diciamo, questo è il pezzo per stare, siamo molto tranquilli e in maniera puntuale sul tema senza alcun infingimento, senza indietreggiare ma, parlando chiaro, ripeto su chi può fare cosa chi deve fare cosa e chi eventualmente mette cosa.
Grazie, non so il consigliere, mi hai detto che c'erano i sindaci che volevano salutare, ma diamo i Sindaci sono stati invitati in audizione, volevano intervenire per qualcuno, ci crea vite e il vicesindaco di Gallimard, dovete dire qualcosa agli enti, sempre al l'argomento e sono DIGOS sì, sì, no. Volevo capire, cioè non avete bisogno di alcune altre risposte. Dobbiamo continuare su questo argomento per altre risposte. Avete bisogno di Inter no, così licenziò l'assessore che deve andar via,
Se dal Comune di grandi buongiorno buongiorno a tutti, Ottavio, De Nuzzo, Sindaco di Casarano,
Niente. Ringrazio l'assessore Pentassuglia, perché.
Sindaco sindaco però lo devi avvicinare.
Ottavio, De Nuzzo, Sindaco di Casarano, grazie, io ero son venuto perché convocato e soprattutto son venuto per per essere vicino al dottore Serravezza, perché l'ho visto particolarmente tirato e possiamo tutti dice Ilaria prego vi ringrazio quello che.
Quanto ha detto l'Assessore perché, conoscendolo, so che è abbastanza pragmatico,
È deciso su quel su quello che bisogna fare e sono veramente contento se, se finalmente si riesce ad intavolare questo tavolo per addivenire a una soluzione, perché dopo tanti anni è giusto anche che ci sia una soluzione definitivo. Ringrazio il Consigliere Pagliaro per l'opportunità che ci ha dato di essere presenti in questa parte del Protocollo d'intesa. Certo certo all'epoca che saranno era.
Comune capofila di area vasta che ora in liquidazione, quindi ci troviamo in cui, come si richiede, no, il rinnovo di questo protocollo d'intesa, ma da parte dei Comuni non credo che ci siano.
Motivi ostativi, quindi è per questo siete qui, voglio certo.
Niente. Solo questo va bene a posto. Il Sindaco, prego, Sindaco Gallipoli, libro vicesindaco, vicesindaco, di Galli. Io ringrazio l'assessore Pentassuglia per il la volontà della chiarezza degli atti. Io ho partecipato a tutti i deliberati del Consiglio comunale sin dalla prima delibera, che era costituzione di variante, però credo che l'assessore Pentassuglia ha fatto bene a puntualizzare una cosa, cioè il Centro nasce come variante urbanistica, quindi questo è l'elemento principale da tenere in considerazione. Quindi non c'era un convenzionamento iniziale, cioè è nato come un progetto di variante urbanistica, di un territorio degradato rispetto ad una qualificazione ambientale di quel di quell'area. Quindi tutte le fasi successive devono essere chiarite, cioè oggi la Regione, perché non credo che i Comuni possano dare ulteriore sostegno, questa o possono avere competenze rispetto all'avvio della procedura. Agibilità sarà il progettista, doverla a doverla certificare il Comune potrà stare vicino per tutte quelle che sono le esigenze, però diciamo diciamo delle competenze delle amministrazioni comunali. Credo che siano terminate dal punto di vista amministrativo in questa in questa fase, diciamo nelle fasi successive sono la Regione comprendere se è un centro che può far parte del Piano sanitario, quindi con l'accreditamento altrove. Noi siamo a disposizione, qualunque sia la la nostra, diciamo possibilità di intervento e saremo a fianco al Centro Lame alla Regione per poterli dare qualsiasi sostegno.
Dici tu lo dici tu l'Assessore, no, devi intervenire un attimo, no, no, prego, prego per carità, sfida così un ulteriore scusatemi, ma che mi mi aggancio a quanto detto dal vicesindaco. Immagino che il progetto presentato all'epoca con il cambio di destinazione d'uso dell'area.
Era anche stato autorizzato come la destinazione di centrano di centro e quindi le autorizzazioni, cioè giusto l'agibilità giusto.
Però, tutte le autorizzazioni del della Provincia credo che siano già state prese in fase di presentazione credo che sono riusciti a, credo, nell'urbanistica, ma non quelle sanità impazzisce.
Va bene, allora io diciamo, vi ringrazio perché è il tema e anche il clima istituzionale su questi temi non la Regione è vicina nella vostra disponibilità abbiamo chiesto nel frattempo, ma lo voglio mettere a verbale che data la velocità di convocazione non c'è stata cioè si è presentata alla Little hanno presentato il progetto, ma non è stato convocato il Comune, per esempio, allora la prossima riunione al tavolo tecnico. Chiederò al Direttore generale di far partecipare il Sindaco, perché l'Amministrazione guardate qua io non sono mai per il rimpallo delle responsabilità, io sono sempre, come è stato detto, per chiarire i percorsi, così capiamo chi deve fare, cosa cioè non serve quando avremo definito che dà una variante. Io.
C'è l'agibilità, c'è la certificazione, bene, noi sappiamo da dove partire e da lì facciamo il percorso in maniera, però tutti i soggetti, il Comune, la LILT, chi ha determinato questo popò di roba importante come progetto.
Deve stare insieme alla ASL, a costruire poi con voi quello che serve al territorio, perché io non so per quell'ambito, chi governa la Conferenza dei Sindaci sarà quello di Lecce, dottoressa Poli Bortone, senatrice, benissimo, ma quando andate lì, diciamo che ci sono i Sindaci e tutti quanti, potrete dire la vostra forti del fatto che si possa partire davvero, perché ci sono le autorizzazioni al mondo e non che va andiamo ricorrendo pezzi di dico questo, ma ripeto, proprio per evitare lo scaricabarile, per dirne morte alla vita. Non è così, e io sono disponibile anche a venire a Lecce, all'incontro con voi senza problemi. Lo facciamo lì, però, che si abbia chiarezza del percorso delle carte, quelle che ci sono, quelle che mancano per verificare chi eventualmente può risolvere quella questione e da lì, in termini pratici e pragmatici, affrontare tutto il resto. Grazie comunque tavolini anche del reato e vi ringrazio, deve chiudere, deve dire qualcosa, come di consueto, no, prego, chiudiamo l'audizione, esprimendo soddisfazione per fare,
Non te lo aspettavi, no, no, no, no, sono contento, esprimo, studierò con vi convinto che avrebbe detto che escano soddisfazione perché chiaramente si è messo al centro dell'attenzione grazie, prisma chiaramente, come sono abituato a fare. Faccio il nodo al fazzoletto. Non rinuncio al mio ruolo di pungolo e di stimolo con l'assessore Pentassuglia. Nella scorsa legislatura abbiamo fatto più volte no delle iniziative, dove abbiamo comunque fatto anche negli step. Abbiamo rinnovato l'impegno, abbiamo acquisito promesse disponibilità, abbiamo verificato alcune volte sia alcune volte no che le cose non sono state realizzate o, come sono state realizzate. Apertura di credito totale assessore, colgo l'occasione per riconfermarli. Ero ancora una volta, è chiaro che noi facciamo il nodo al fazzoletto, insieme alla Lilt e a tutti i colleghi che hanno a cuore questa iniziativa. Saremo pronti a incalzare per riuscire a ottenere quanto più presto possibile quello che per noi è un punto di eccellenza del territorio. Grazie, se chiudiamo la l'audizione grazie buona giornata a tutti.
