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La seduta odierna della Sesta Commissione e ringrazio tutti i presenti, una seduta che segue accoglie la richiesta di audizione del Coordinatore dell'Usb Unione sindacale di base del lavoro privato, coordinamento, cinema audiovisivo, Vincenzo Lauricella. E Luigi Piepoli chiedono questa seduta, quindi, attenzione da parte del Consiglio regionale della Puglia in merito all'emergenza occupazionale e sociale per le professioniste e i professionisti del cinema operanti in Puglia. Io, come in qualità di Presidente della sesta Commissione, ho ritenuto di organizzare questa seduta con un unico punto all'ordine del giorno e che considero notevolmente rilevante, perché qui si sta Commissione avverrà.
Le note competenze che vengono incluse, diciamo, nel in questo percorso lavorativo assistiamo, ci confrontiamo e analizziamo tantissime vertenze di lavoro pugliese. Attualmente ne abbiamo in piedi ben 43.
Ritenuto importante e doveroso, quantomeno sotto il profilo politico istituzionale, accogliere prima possibile la vostra richiesta, perché ritengo e credo di non sbagliare neanche nell'utilizzo di questa espressione. Ritengo la vostra attuale situazione può naturalmente ascolteremo, raccoglieremo tutte le posizioni degli altri punti di vista a diverso titolo coinvolti. O la situazione di particolare drammaticità silenziosa, e mi sembra che o occorra davvero non unirsi a questa forma di ingiustizia sociale, proprio il silenzio che correre, perché correremo tutti quanto il rischio di essere complici di una condizione, situazione apparentemente lontana, magari per competenze o per ruoli, ma che poi inevitabilmente si ripercuote su tutto l'indotto socioeconomico della nostra regione che ripeto già vessata da 43 vertenze di lavoro e magari cerchiamo di tutelare ciò che in passato ha anche rappresentato un grande fiore all'occhiello della della Regione. Allora ho preso degli appunti circa la vostra.
Richiesta di audizione. Quindi, sintetizzando un po' dicevo, siamo chiamati a svolgere oggi questo questo focus, a mio avviso, ma condivido con voi due immediatamente dopo urgente su questo settore quello cinematografico audiovisivo per anni, dicevo, ha rappresentato davvero un tassello importante in quello che è stato lo sviluppo economico, occupazionale, anche promozionale, anche di promozione del territorio e della della Regione, ma che oggi attraversa vive e subisce una crisi strutturale e profonda che rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza sociale. I beni, ivi gli addetti ai lavori,
Sanno bene che noi chiaramente oggi cerchiamo di contestualizzare alla Puglia. Ovviamente, a questa situazione di crisi deriva da un contesto allargato, quello quello nazionale. Insomma, non a caso chi avrà anche semplicemente per curiosità è seguito quelle che sono state anche le ultime, gli ultimi eventi, anche di calibro nazionale. Penso il David di Donatello avrà anche raccolto e colto soprattutto nelle dichiarazioni magari di attrici che o di attori che si sono anche esposti in quella in quell'appuntamento specifico. Questo la dice lunga su sul dovere di essere sensibilizzati rispetto all'argomento. Poi, ripeto, arriva nazionale, ci sono delle situazioni che poi accaduta fanno arrivare anche qui le loro conseguenze. Tax credit e il discorso della formazione e il discorso soprattutto e questo lo affronteremo che abbiamo un contratto di lavoro, un contratto collettivo di lavoro fermo al 1999. Questo vuol dire che il cinema, così come tutti gli altri settori occupazionali nel nostro Paese Italia, fatto dei passi in avanti anche a livello tecnologico.
Un digitale siam passati dalla pellicola. Non dicevamo prima l'ascensore, ci ricordiamo la pellicola e la pellicola, siamo passati alla cosiddetta digitalizzazione, che poi ha trasformato, e l'emittenza televisiva, ma anche il mondo del del cinema. Questi passaggi però non hanno comportato un adeguamento nei sensi contrattuali sotto il profilo contrattuale. E oggi scontiamo anche una mancata qualità o quantomeno una qualità che non è pari a quella del passato, tant'è che noi non stiamo a Berlino con nostra produzione, non siamo a Venezia e, insomma, e questo e fa un po' il pari con quello che dicevamo all'inizio, ma lo è semplici porta oggi una indagine statistica che ha condotto nel mese di maggio 2026, quindi non è un incontro che punta a una discussione che rimane al retorica gli autori, ma andiamo avanti con dati e numeri. Abbiamo organizzato per questa seduta e ringrazio i tecnici del Consiglio regionale della Puglia. Anche la possibilità di avere un supporto e un e un ausilio video proprio parrà mostrare alcuni dati dati chiamarsi delineano in realtà una sorta di parabola drammatica discendente,
E un comparto caratterizzato da una diffusa frammentazione da un crollo verticale lo vedremo tra poco delle giornate contributive del triennio 2024 2026. Pensate che in questo sondaggio, in questa indagine, il 91% delle persone, dei lavoratori delle maestranze intervistate dichiara di non aver alcun contratto o produzione in programma sul territorio nostro sul territorio pugliese, per i mesi successivi del 2026, una condizione di questo tipo non è stata mai raggiunta. Perché se anche ci rifacessimo perché mi sono dato un'occhiata un po' ossidata sa che ci facessimo al 2024, già troveremmo una situazione quantomeno non di su strada come quella attuale al momento della della rilevazione, perché è più corretto dire che magari magari da ieri qualcuno e 300 persone hanno, avrei, sono state contrattualizzate ma per dovere di precisione di cronaca, ad onor del vero, al momento della rilevazione 75,6% della forza lavoro e risulta inattiva. Io tralascio altri particolari perché non voglio puoi togliere, diciamo il tempo della illustrazione, però mi soffermo se mi consentite, su un altro particolare, un altro dato che a mio avviso, la dice lunga e di alquanto esplicativo rispetto all'emergenza di cui parliamo, perché se nel 2024 2025 circa il 20,5% delle maestranze è riuscito a superare la quota minima, quella utile no per avere i contributi previdenziali, cioè le le le famose nel 90.
Giornate ai fini pensionistici. Naturalmente, quindi, consolidando quel target CUS tufina nel 2026 questa percentuale è precipitata ad appena il 6,4%. Questo significa avere poi anche subire dei problemi anche per il raggiungimento dei requisiti della Naspi, che adesso è sempre più stringente, insomma, e diventa una catena di problemi, una catena di diritti negati e fin adesso rimasta abbastanza.
È silente. I rischi sono due, la desertificazione culturale e professionale del territorio. Il secondo rischio è, anche se mi consentite anche lo sguardo un po' più allargato un po' più socioeconomico, anche una polverizzazione di quello che poi è quello che viene definito l'indotto mio settore di questo tipo. No.
E quindi arrestare le produzioni significa far del male alla nostra economia diffusa, allora arrivo chiudo prima di cedere la parola ai rappresentanti sindacali viene chiesta alla Regione e alla Fondazione Apulia Film Commission un cambio di passo e l'attivazione di alcune tutele, e ci sono anche tre proposte specifiche che non anticipo io.
Dico soltanto che l'obiettiva di questo è l'obiettivo di questa seduta non è soltanto quello di prendere atto e ANAS e analizzare, ma avviare e mi prendo la responsabilità e l'iniziativa. Oggi Baviera, un vero e proprio iter, porrò la costituzione di un tavolo di crisi permanente, perché questo è l'obiettivo. Questo è lo strumento, poi, per carità, se ci sono altre soluzioni alternative. Siamo qui per parlarne, ma intanto io lancio come dire sul tavolo già questa proposta, perché mi pare oltremodo doveroso sotto il profilo politico, istituzionale, per il ruolo che rivesto e che riveste un'intera Commissione che ringrazio per andare incontro a un settore che, ripeto, è stato fiore all'occhiello della Puglia. Intanto ringrazio prima di cedere la parola ai rappresentanti sindacali che hanno portato un lavoro che adesso seguiremo e i rappresentanti di Apulia Film Commission e anche la rappresentante, la la dirigente per il Dipartimento e naturalmente oggi viene anche in sostituzione tra l'altro dell'Assessora Miglietta che si scusa, ma ha avuto un impedimento e non poteva assolutamente esser qui, ma a questo punto in maniera pratica e cercheremo comunque di fornire delle risposte. Ripeto, questo è l'inizio di un iter che deve portare, a mio avviso, in qualità di Presidente della sesta Commissione, ad attuare un tavolo permanente crisi, allora io adesso vi cedo la parola con la preghiera di essere abbastanza sintetici per quello che potete, ricordando il vostro nome, cognome e ruolo, grazie.
Grazie Presidente, grazie a tutti i membri di questa Commissione come Unione sindacale di base, quindi io sono Vincenzo Lauricella rappresenta il lavoro privato del dell'Usb Unione sindacale di base e vi ringraziamo intanto per aver dato questo spazio, per poter affrontare una questione che riguarda migliaia di lavoratori e lavoratrici che noi abbiamo definito perché è l'unico aggettivo che possiamo utilizzare invisibili perché sono migliaia di lavoratori che,
Rendono possibile ogni giorno la produzione di tutti quei film, di tutte quelle serie e di quei programmi che poi danno luce i nostri schermi. Il settore del cinema ha subito negli ultimi trent'anni. Una radicale trasformazione è passato, come giustamente prima ricordava, dalla pellicola alla digitalizzazione, quindi a sistemi di produzione è ben diversi, ha dato spazio alle grandi piattaforme, quelli internazionali, ma contestualmente non c'è stato un adeguamento per tutti questi lavoratori e lavoratrici nella loro contrattazione collettiva, quindi delle tutele e delle garanzie. Il contratto è stato già detto, è fermo al 1999, quindi parliamo di un contratto scaduto da oltre 26 anni e che quindi chiaramente non può tenere conto del di questa trasformazione del settore. Significa che è un contratto che ha oltre un quarto di secolo alle spalle.
Produce un far west all'interno delle produzioni, perché è questo che ci rappresentano i lavoratori e le lavoratrici. Questi lavoratori contrattano giornalmente a tu per tu con la produzione, la loro retribuzione, i loro diritti, le loro pause, i loro straordinari e, chiaramente, sappiamo che in un contesto dove ci sono due forze chiaramente sbilanciate ad avere la peggio è sempre il lavoratore. C'è un'altra conseguenza che è quella di non avere adeguato all'interno del contratto e non aver previsto e riconosciuto.
Tutte quelle nuove mansioni, quelle professioni che prima non c'erano perché c'era appunto la pellicola. Quindi abbiamo dei tecnici degli effetti visivi o come tutti quelli che intervengono nella produzione digitale che non erano previsti e che ancora oggi non hanno un inquadramento contrattuale e quindi, ripeto, contrattano alla giornata la loro professionalità, la loro prestazione, contrattando direttamente, chiedo scusa, ma è solo per aggiungere un altro tassello drammatico. A mio avviso, si genera la guerra tra poveri, come accade in questi casi. Ne parlavamo proprio poco prima di entrare qui in Commissione, perché questo tipo di contrattazione ovviamente spinge verso il basso. Il salario.
Perché è chiaro che quando una produzione si rivolge ad un settore disperato e mi permetto di dire di disperati e è chiaro che c'è la guerra a chi fa più sconti e si accaparra quel poco lavoro e sul poco lavoro che puntiamo, insomma il focus sull'ultimo passaggio, che è quello della discontinuità lavorativa, perché come appunto poi parlerò meglio il delegato Luigi Piepoli c'è una discontinuità che ormai è diventata cronica nel settore. Ci sono lavoratori che non riescono quasi mai a raggiungere le 90 giornate che daranno diritto all'anzianità contributiva, un aspetto che non possiamo tralasciare e il taglio al tax credit perché l'industria del cinema italiano lo sappiamo bene, ben diversa dalla composizione anche dei capitali di industrie cinematografiche, ad esempio statunitense, ha vissuto tanto se ed è sempre stata sostenuta, come noi riteniamo che sia giusto così dallo Stato, quindi con finanziamenti, il taglio a 610 milioni dai normali normali inteso dai consoli, un miliardo che erano ormai la base che sosteneva tutto. Il cinema italiano chiaramente ha prodotto e produrrà una discontinuità ancora più grave. Questo ovviamente un perimetro nazionale, però ci riporta come caduta alla direttamente alla questione buia la questione Regione Puglia ed è per questo che abbiamo chiesto questo momento per poter rappresentare queste istanze sostanzialmente dei lavoratori che noi portiamo qui al al tavolo della discontinuità. Il taglio del tax credit genera anche una povertà salariale, ma anche di posti di lavoro e dell'indotto a cui prima lei faceva, accenno nei territori, quindi le maestranze e le professionalità che si erano creati in tanti anni e che aveva portato il territorio della cui ad essere forse un fiore all'occhiello all'interno del panorama cinematografico e delle produzioni, oggi invece ci restituisce dei dati che poi verranno meglio spiegati, che sono.
Veramente preoccupanti. Quindi io termino l'introduzione che voleva essere solo un veramente un anticipo e un descrivere quello che è la situazione a livello nazionale, ma adesso ebbene, occuparci del territorio e lascio la parola a Luigi Piepoli, che ci darà sicuramente uno spaccato molto più preciso. Grazie.
E allora ci diamo la parola a Luigi Piepoli a proposito del tax credit, credo che il problema poi consista sotto il profilo tecnico sull'automatismo, no, perché il vero problema è quello che puoi pregiudica la qualità, ma questo siamo in ambito nazionale, ma ci riguarda sempre per quello che è stato detto, prego buongiorno a tutti sono Luigi Piepoli delegato di Usb cinema, ringrazio Vincenzo per introduzione. Ringrazio la presidente angolano per averci accolti qui oggi e ringrazio la Film Commission e ringrazio anche nella l'Assessore Miglietta qui rappresentata dalla dirigente, appunto per essere qui. Sono particolarmente felice perché.
Il primo a essere delegato sono lavoratore delle truppe sono un assistente operatore e quindi porto la voce dei miei colleghi delle mie colleghe qui oggi in Commissione. Io stesso vengo da un periodo di non lavoro di più di sei mesi o all'ultimo giorno di lavoro. L'ho fatto prima di Natale come me, ed io sono anche fortunato perché ho una condizione familiare che mi permette di poter sopravvivere. Non ho strumenti di sostegno al reddito, sono comunque in grado di poter pensare a me stesso immaginate. Ci sono colleghi e colleghe, anche molto più grandi di me, che però non hanno questa possibilità, non sono così fortunati o fortunate,
Quindi diciamo fondamentalmente oggi rappresentiamo qui la voce delle lavoratrici e dei lavoratori che viene fuori dopo un confronto che dura ormai da gennaio con USB cinema, ma nello specifico l'esigenza di voler parlare con la Regione con gli Enti preposti nasce appunto da dopo questa indagine statistica che va a mettere nero su bianco dei dati dei dati che ora vedremo, ma anche delle proposte, cioè andare a capire quali su quali sono state le criticità che ci hanno accompagnato in questi quasi vent'anni di cinema in Puglia tradurle.
Ne trascriverne e portarle alla politica portarle a chi dovrebbe, ebbene, occuparsi di questo.
Problema, quindi sicuramente parliamo di un settore che genera ricchezza, cioè, al contrario di quanto si possa pensare o alcuni possano dire, ogni euro investito in cinema ne fa ricadere 3,7.
Che diversi di di ricaduta diretta e indiretta, quindi vuol dire che se io Regione mette un euro, minerà entrano 3,7, dovrei investire di più.
Anche personalmente singolarmente, non aspettare necessariamente solo che lo Stato metta delle risorse, ma immaginare anche qualcos'altro, perché io, da lavoratore pugliese, le mie tasse, le pago in Puglia, gli hotel che vengono impiegati per gli attori, le maestranze sono pugliesi.
Quindi.
Beh, insomma, ce ne sono residente, è una parte però.
Certo, la minima parte poi certamente, però diciamo tendenzialmente se io metto una Euroregione penetrano 3,7 o comunque su una guadagno non ce li perdita per la Regione, per lo Stato, diciamo questo poi poco mi con pieghe.
Di questi 20 anni abbiamo anche creato un capitale umano molto importante, cioè parliamo circa di 3.200 lavoratori dell'industria, parliamo di oltre 200 aziende, parliamo di di tante realtà che si sono anche aziendali che si sono costruite costituite, quindi parliamo di un buon sistema fiorente a un certo punto, chiaramente per scelte politiche nazionali più o meno discutibili. Questo settore sia abbastanza Renato e ovviamente anche alla Regione Puglia ne ha risentito fortemente. Nasce l'esigenza, quindi ci facciamo una domanda, diciamo come facciamo a capire in Puglia bene cosa sta succedendo, dato che è.
Le lavoratrici e i lavoratori sono abbastanza timorosi anche nel esporsi nel.
Nell'andare ad analizzare i problemi e quindi lasciamo questo sondaggio, il sondaggio che raccoglie chiaramente un campione tra tra le persone che siamo riusciti a intercettarli, che ci dà più o meno un quadro di riferimento, questo quadro di riferimento, appunto, come già detto precedentemente fotografa una situazione di profonda crisi occupazionale e soprattutto una,
Diffusa sfiducia nelle nel mix dei sistemi attuali, quindi, né di come funziona in questo momento il sistema cinema in Puglia,
È un cha andiamo, andiamo a rappresentare un campione appunto di 78 professionisti, che è chiaramente maggiormente rappresentato dal genere maschile, perché il IgA, purtroppo di cui soffre il settore, è molto, molto evidente.
Una fascia d'età abbastanza ben rappresentata andiamo appunto ad avere la fascia maggiormente rappresentata è quella tra i 40 e i 50 anni, quindi vuol dire un campione abbastanza adulto maturo che lavorano nell'industria sicuramente della dal suo inizio al suo principio.
È chiaramente una distribuzione geografica incentrata su Bari, perché chiaramente è nata a Bari e di chi si è sviluppata a Bari e quindi è chiaramente il campione maggiormente rappresentativo. Andiamo a vedere appunto una situazione di stato occupazionale, abbastanza critico quindi che andiamo a vedere circa il 76% delle lavoratrici e dei lavoratori che non sta lavorando con la durata della disoccupazione che, diciamo, varia appunto tra chiedo scusa, mi inserisco soltanto perché proseguiremo seguire simile attraverso chiedo l'ausilio del tecnico, magari se, se avete il numero della pagina o dalla slide in maniera tale da contestualmente commentare ciò che si vedono anche a distanza. Grazie.
Siamo al punto 2,
Non riusciamo a scorrere.
Potrebbe esserci quel telecomando?
Se me lo date, posso farlo anche io.
Se c'è un mouse ancora.
Forse è quello quello le.
Possono anticipare grazie, grazie grazie,
Se ci sono naturali.
Tanto lo vedo dilegua.
E ce la possiamo fare.
Manutenzione.
Non me la sento, eccola, prende male.
Eccolo qua, eccolo qua comodissimo, allora diceva.
Dicevamo se riusciamo ingrandirlo.
Qua?
Ecco qua.
Dicevamo quindi andiamo a riscontrare che quasi 76% delle lavoratrici e dei lavoratori al momento dell'intervista non sta lavorando e la durata della disoccupazione, appunto varia dai 3 mesi ai 12 mesi possiamo notare che c'è il 26,6% dei rispondenti che non lavora da più di un anno, io sono uno di quelli.
Andando avanti, la vediamo che chi non sta lavorando non riesce ad avere l'accesso ai famosi ammortizzatori sociali, quindi oltre la NASpI, che uno strumento nazionale che però viene utilizzato in tutti i settori, anche l'agricoltura, quindi a tutta una serie di strumenti e di possibilità di accesso che sono standardizzati non sono pensati su lavoratori dello spettacolo che per sua natura intermittente ma è uno strumento generico generale, oltre alla Naspi non ci sono altri strumenti che vanno a a sostenere il reddito delle famiglie,
Quindi, chiaramente vediamo se riusciamo a scorrere, vediamo che appunto non il 67% virgola 9 non ha proprio usufruito di Naspi e l'88,5% non ha usufruito, è proprio di nessuno strumento di sostegno, quindi si è senza lavoro e senza strumenti di sostegno al reddito.
Chiaramente io sono un lavoro, cerco un altro lavoro.
Quindi cerco di ricollocarli in altri settori, questo è difficilissimo normalmente, ma è ancora più difficile per noi perché, prima di passare al dato, noi siamo delle del delle maestranze altamente specializzati qualificate nel nostro settore, che possono fare qualsiasi cosa dalla costruzione di fa falegnameria,
Al montaggio video, lo possiamo, siamo proprio per la natura del lavoro in grado di poter svolgere praticamente quasi tutti i compiti, ma sono colpiti non certificati, quindi, se io vado a mando un curriculum,
Il questo curriculum non dice niente okay, quindi il reinserimento e il ricollocamento in altri diciamo zone lavorative, è praticamente impossibile, chi c'è riuscito?
Ci è riuscito e lo vediamo in settori come la ristorazione, il turismo, settori, diciamo che non richiedono competenze specifiche e soprattutto è di bassa retribuzione, ma c'è un dato preoccupante, c'è il 67% dei lavoratori rispondenti, dice, ma se io continuo a vivere questa situazione lavorativa voglio cambiare definitivamente mestiere perché non posso sostenere una vita fatta di incertezza e questo è molto preoccupante perché negli anni noi abbiamo costruito tantissimo stiamo rischiando di perdere tantissimo, andiamo a fare un'analisi del volume,
Del lavoro, ma questo chiaramente sotto gli occhi di tutti, ma anche a livello nazionale. C'è stato un crollo devastante delle giornate di lavoro in Puglia per quello che riguarda il cinema e siamo stiamo andando verso la desertificazione nel senso, ma qualcosina arriverà, Cesa fans, ci diranno meglio da Film Commission, qualcosa arriverà, ma stiamo parlando di poco e niente. E soprattutto produzioni che tendono a non assumere propri laboratori in Puglia e ora lo affronterò questo discorso a breve.
Ora finiamo questa parte statistica e poi entro nel merito di questo problema qui c'è un crollo vertiginoso delle giornate.
Sicuramente non riusciremo a raggiungere le giornate minime tali da chiudere l'anno contributivo, quindi lo perderemo, quindi siamo senza stipendio, senza sostegno, senza pensione, quel giorno la vedevo mai, ma così facendo è proprio che lo possiamo scordare il dato di impatto ovviamente che viene subito fuori e che il 91% dei lavoratori rispondenti non ha proprio nemmeno la possibilità di immaginare un lavoro futuro cioè non c'è nulla, non c'è speranza,
Chiaramente questo va a ricadere nel nel sentiment, nell'immaginario, in quello che io ho lavoratore, pensi cioè l'industria così com'è, non va bene, non è adeguata, gli strumenti che ci sono non vanno bene, non sono sufficienti quindi l'industria, la salute del settore in Puglia non gode di buona salute ma questo altrimenti non saremmo qui e gli strumenti regionali non sono sufficienti.
Non sono sufficienti, ora sviscereremo queste queste cose, chiaramente si attribuisce la.
Un una responsabilità tra virgolette affinché la Film Commission, quando sappiamo che Commission comunque a un ente che è una cerniera, quindi non è che ha un ruolo politico tale da poter prendere delle decisioni, chiaramente può mettere in atto del delle cose migliorativo, peggiorativa, ma ha una responsabilità limitata a quello che poi è la decisione politica. Chiaramente vengono richieste misure specifiche, eccetera, eccetera, che analizzerò adesso entrando nello specifico. Ma questa situazione nazionale, ti morale che abbiamo già a, diciamo, di cui abbiamo discusso già prima e chiaramente c'è una ma appunto un'assenza di immagine di non c'è proprio il, come posso dire la l'idea di potersi esporre denunciare, c'è un lavoratore che ci mette la faccia, non lavora più.
Cioè io che sono a questo tavolo, oggi lo faccio perché lo.
Posso far nemmeno, cioè io ho deciso di fare questa battaglia per me e per gli altri e ne parlerò io la conseguenza però qualcuno, altrimenti siamo altri vent'anni così in silenzio, quindi, purtroppo noi, anche col sindacato a livello nazionale, stiamo notando che i lavoratori fanno fatica proprio anche solo avvicinarsi a noi perché hanno paura, perché se io rompo le scatole ma basta che aiutiamo, Gigi Piepoli chiama un altro quale problema, quindi questo è un grossissimo problema. Adesso io vorrei entrare un attimo più nello specifico di su cui ci saranno le conclusioni, ma adesso io vorrei un attimo, entra nei nostri cinema delle cose che abbiamo detto, perché altrimenti.
È un po' complesso, diciamo che fondamentalmente, appunto, abbiamo visto che è un settore, un settore ricco, che c'è una crisi molto forte e c'è.
Un dato che a me però di tutti questi ha colpito tanto, se devo essere sincero che la sfiducia dei lavoratori e delle lavoratrici verso le società di Bruxelles pugliesi che io mi sento più tutelato se viene una società da Roma che sennò, se invece il lavoro con le società che conosco da vent'anni di Bari questo perché perché negli anni ci sono stati dei dei comportamenti inadeguati dei comportamenti scorretti da parte di questi datori di lavoro, c'è stato dumping salariale, ira di Taranto, perlomeno a parità di ruolo e di livello di uno che viene da Roma, perché è perché è così, non ciò soldi dai vienimi incontro aiutami. Questo negli anni è diventato sistemico.
Questo oppure appunto?
Il fatto che non c'è, se noi viviamo in una Regione lunghissima, 400 chilometri di Regione.
È una Regione gigantesca se io la tanto devo venire a lavorare a Bari per la produzione su un costo pari a quello che un lavoratore di Roma.
Come?
Quindi, giustamente, perché sforzarsi a portare, ahimè?
O per esempio,
Abbiamo notato e lo lo vedremo uno specifico nelle proposte che abruzzese tendono a non sforzarsi nemmeno più tanto nell'andare a a cercare dei requisiti specifici nei panni, perché si accontentano di prendere il minimo e prendono al massimo dei fondi. Quindi se lo trovano il modo di arrivare a 60 punti di base e il resto passa così qui ci sono una serie di cose che dovremmo andare a studiare, su come poter andare a bloccare un po' vincolare un po' la spesa sul territorio orientata anche al lavoro, non solo il turismo, non solo ai noleggi, alla agli alberghi, ma anche proprio al lavoro, cioè che è la base di del del mestiere, perché se non c'è lavoro il cinema non si fa al momento poi non sappiamo più avanti, a livello invece politico, appunto abbiamo detto che siamo una categoria praticamente invisibile. Fino ad ora noi non abbiamo avuto riferimenti istituzionali, non no, e siamo stati così rimandati sempre poi alla Film Commission la Film Commission, come ho detto prima, non è un ente, non è un ruolo non ha un ruolo politico, quindi, come fa occuparsi di noi, c'è stata un po' una, secondo me, una mancata visione del futuro del proprio nel futuro delle politiche verso il cinema si è decisa di appunto erogare, stanziare dei fondi, senza però pensare a creare qualcosa che restasse nel tempo. Quindi.
Sono stati stanziati milioni di euro per le produzioni che sono venute Agliano utilizzati, sono andate via e al territorio è rimasto ben poco, quindi non si è avuto una visione lungimirante nel creare qualcosa che si autoalimenta tasse o qualcosa che restasse, quindi noi dobbiamo cercare di contrastare. Innanzitutto l'abbandono di questo settore da abbonda appunto dal punto di vista lavorativo, ma anche costruire qualcosa che poi resti nel tempo e di cui io voglio andare a concludere con le proposte che sono le proposte che abbiamo raccolto con i lavoratori per illustrare le proposte del sindacato sono le proposte dei lavoratori che semplicemente noi abbiamo trascritto.
Proposte per la politica, io vorrei sentire le sintetizzo, poi c'è il documento con tutto scritto perbene.
Ovviamente aumento della dotazione finanziaria perché, come ho detto prima, se spendiamo di più, alla fine guadagniamo di più tutti un'idea che è venuta fuori è quella di istituire, pensare a delle accademie di cinema, come l'Accademia di Enziteto, che da quest'anno viene anche sovvenzionato.
Da Film Commission, ma che è un esempio virtuoso della regione Puglia,
Perché è un'accademia gratuita per ragazzi che vivono in contesti difficili.
E che vengono tolti dalla strada, vengono formati e poi non è che vengono reimmessi industrie in crisi perché non è quello ma post creano nuovi posti di lavoro, crea nuove imprese, creano nuove progetti, cioè è un gettito uomo, moltiplicatore pensarlo, per esempio nelle province della regione città come Taranto Foggia,
Misure di sostegno al reddito, cioè la politica dovrebbe aiutarci a trovare degli strumenti regionali per sostenere il reddito delle delle lavoratrici e dei lavoratori nei periodi di non lavoro, cioè quei lavoratori che non prende la NASpI, che non sta lavorando da qualche parte.
Minimo per vivere laddove deve avere, immaginavo tipo, un red che c'è stato qualche anno fa in Puglia, non lo so però trovare un sistema per aiutare questi poveri lavoratori, agili, dimenticavo nelle Accademie, ovviamente le maestranze potrebbero insegnare a rotazione, portasse a casa alla giornata di lavoro nella giornata di contributi quindi è un sistema circolare,
Film Commission il bando di né di indennità di trasferta per i e per i lavoratori, c'è un bando a parte che copre i costi di trasferta Taranto, venga generale pari costo uguale a quello di Bari, questa è una cosa che anche le aziende so che avevano pensato e proposto illo tempore.
Soprattutto, maggiori controlli a monte e anche prima è uno sportello di segnalazione Cesino, laboratori con una con una società pugliese ci ho problemi, devo poter scrivere al direttore di RAI direttore, io c'ho problemi perché mi stanno pagando meno del mio collega pari livello sto avendo questo trattamento e loro devono poter han quantomeno indagare e intervenire e magari con quelle penalità.
Andare a finanziare altri strumenti.
Un fondo di continuità significa che comunque le penalità andiamo a tirar fuori formazione specializzata obbligatori, cioè i maestranze residenze residente in Puglia, una volta al mese, giorno e mese, devo andare in Film Commission AFAM soccorso, quel giorno mi viene data la diaria di partecipazione ad una cosa del genere, cioè cercare di formare le maestranze comunque tenerle vive aggiornati e vive.
Un bando dedicato allo sviluppo dell'autorità regionale, come c'è stato anche in passato portare alla luce riportare in vita un bando dedicato ai talenti pugliesi non solo tecnici ma anche autoriali, vincolando la spesa interamente sul territorio regionale, cioè io Regione, ti do quei soldi maturi spende tutti qua.
Modifica del film fonde cha abbiamo un capitolo gigantesco, abbiamo, siamo andati proprio a prendere, abbiamo intanto studiato tutti i bandi del film commission runner nazionali, è stato molto divertente.
Però, se andate a prendere delle idee e abbiamo dato delle idee che non so se sono tutti quanti realizzabili, perché poi chiaramente un lavoro dei tecnici da noi, un lavoro nostro, noi immaginiamo per esempio un incentivo all'assunzione delle maestranze locali chiamate a disinnescare con il meccanismo per cui io serie TV nazionali vengo qua e soddisfo la mia percentuali di assunzione solo con l'Iran e arriva a Naïr sono i ragazzi che portano in giro le persone, la mia quota pugliese, l'ho presa invece non va bene, perché tu così fai distruggendo le maestranze si sono create e formati a spese dello Stato della Regione e personali in vent'anni che ci sono tutta una serie di dinamiche.
Nel far west di questo mestiere ci sono delle dinamiche che sono terribili, quindi abbiamo.
Preparato una serie di modifiche possibile Film Fund per cercare di proposte, andare a modificare questi cavi, queste escamotage che le produzioni tendono non tutte, ma una grande una grande parte, inserire e concludo dicendo che sicuramente c'è da da modificava Production Nahid che è abbastanza nell'elenco delle Pro delle maestranze diciamo pugliesi dalle quali gli Abruzzo animano attingere i nominativi che è un po' fermo, diciamo un po' datato ma Gilou iscritti ci chiunque.
Alla fine c'è un database molto, molto.
Non corrispondente esatto, c'è da fare una un po' un controllo, una modifica su quello testé. Concludo dicendo che sono molto, ripeto molto contento di essere qui di intraprendere iniziare questo percorso che spero sia molto duraturo lungo nel tempo e che questa Regione possa ritornare a essere la punta di diamante del cinema in Italia. Allo stesso tempo,
Creare un modello per le altre regioni in un'altra volta nella salvaguardia del lavoro e delle maestranze, quello che lo Stato non sta riuscendo a fare provare a farlo a livello regionale e a essere emulati dalle altre regioni, grazie per l'attenzione.
Grazie grazie per questo intervento esaustivo grazie al Luigi Piepoli, beh, nel mio intervento iniziale c'era proprio questo intento Noce, ho detto esattamente, iniziamo oggi questo questo iter e non lo immagino facile, le immagini piuttosto tortuoso, soprattutto se facciamo riferimento alle risorse, alla ricerca, quello che può essere poi un'evoluzione, ma una cosa è certa in questo percorso di cammino e di lavoro dobbiamo ricordarci che cosa è stato il cinema in Puglia e da lì ripartire, dobbiamo tenerlo. Forse è un po' come una stella polare, non faro che ci deve guidare, che si deve ricordare che siamo capaci di lavorare bene anche in questo settore. Allora chi vuole prendere la parola in maniera tale che andiamo, prego, prego.
Sentita, Angelica, CIS Tullio, dirigente della sezione economia della cultura, in questo momento immeritatamente anche in sostituzione dell'Assessore.
Umiliata.
Allora ho ascoltato con attenzione e tra l'altro condivido anche notevolmente tutto qua veramente tutto quello che è stato detto.
Da lei, Presidente, e dalle associazioni di categoria,
Noi sappiamo che ci sono delle falle, ora io posso parlare da tecnico, è per quello che è stato fatto politicamente, non mi permetto perché ovviamente le dinamiche politiche sono un po' differenti, qui siamo su due livelli, però questo va detto uno nazionale e uno regionale, quello nazionale che riguarda le intese Stato Regione che riguarda il rapporto che questa Regione può rappresentare quindi tutelando i lavoratori del settore, però in sede nazionale perché trattasi proprio di contrattazione collettiva nazionale alla quale ovviamente non può cedere la Regione in quanto tale, ma può farlo.
Con la rappresentanza, per esempio, dall'assessore Miglietta e al tavolo con la rappresentanza dell'assessore e degli assessori, che credo siano la maggior parte congiuntive. No, perché io che sono nelle commissioni tecniche, questo è un discorso che si fa a vari livelli sotto da da molto tempo, quindi questa parte diciamo a livello governativo a livello statale in questo momento e possiamo parlare, però costruire un tavolo sul quale puoi portare le reali esigenze, perché a volte.
Poi, Presidente sa, noi a volte trattiamo le questioni, ahimè io lo devo ammettere, conoscendo il settore in generale, ma le singole fattispecie che oggi giustamente vengono fuori, per esempio il dottore ha detto una cosa importante come è possibile che ci siano tanti soldi sul territorio e poi lo riempiono rimangano senza lavoro perché, per quanto mi riguarda io per un triennio 25 26 27 è proprio la mia sezione ha messo sul tavolo 8 milioni più 12 di Apulia Film Commission che ora vi dirà, ovviamente che ha delle sue progettualità importanti, che non sono pochi e 20 milioni per il settore. Il problema è che noi dobbiamo sempre fare i conti con le fonti di finanziamento.
La mia fonte di finanziamento che quest'anno è stato il POC non mi consentiva di rigidamente e chiudere con una sorta di obbligo di di utilizzo delle maestranze locali. Potevo chiedere che la delle produzioni, il, la società, l'associazione avesse siede sul territorio, ma non posso chiedere più di tanto perché io sto usando delle fonti di finanziamento europee che non consentono questo sbarramento, consentono delle premialità e li abbiamo anche messe, non so come le raggiungano, perché io devo dire anche una cosa. Il settore è in crisi, però i soldi noi li diamo e ne diamo tanti.
È perché noi vi diamo, ma poi il nostro lavoro e il controllo di una rendicontazione che un controllo burocratico, io, nella mia rendicontazione i costi dei laboratori sono tutti MSC più di questo. Non mi è proprio consentito se lo facessi,
Invadere arbitrariamente o un limite che io o perché sono aree non c'è dubbio, perché poi è quello di dispiacere che non rimanga tutto qui e questo ha ragione il dottore in ragione, probabilmente, anzi sicuramente perché se lo dicono io sono certa che i dati siano assolutamente,
Veritieri è un problema che dobbiamo affrontare, come la parità di genere.
La mettiamo, la mettiamo ovunque, siamo obbligati perché abbiamo una regione sensibile, una Regione che cerca di fare una big, se vogliamo fare una delibera, questa sensibilità importante non è solo un dato burocratico, perché in quel momento stiamo dichiarando che siamo stati attenti alla parità di genere che può essere badate bene anche al contrario, cioè non è solo nei computer perché mi sono trovata adesso in un contesto strano dove la parità di genere era al contrario che c'erano più associazioni guidate da donne che da uomini, io la parità di Gela intendo veramente col parità di genere,
Quindi questo tavolo può essere un tavolo che con le loro?
Con i loro input può farci attenzionare e magari anche sviluppare, delle politiche virtuose che vadano a controllare. Ora devo capire come dobbiamo, ovviamente ce lo studiamo, non è che questo rimane un documento molto capire come perché no, per quanto riguarda poi invece diciamo la la la, la possibilità di avere delle ulteriori fonti di finanziamento e siamo ancora all'inizio di questa legislatura probabilmente andrà un attimo,
Ne ha valutato cosa c'è, sappiamo che abbiamo una situazione critica nella sanità, non fingiamo che non la sappiamo, quindi lo dobbiamo fare compatibilmente, ve lo ribadisco, voglio che si sappia che un triennio coperto ha portato a quasi 20 milioni di risorse proprio sull'audiovisivo.
Io lo voglio dire, non è giustissimo perché il Bruno Boni?
Chiedo scusa, è giustissimo dirlo, perché è la verità, cioè i soldi vengono messi, ma poi dove vanno sui soldi.
Cioè le società che vengono a prendere questi soldi ci trattano come se fossimo un bancomat,
Cosa resta sul territorio, chiedo scusa perché creare una sede qui non è un problema.
Ma noi ce lo siamo detti, anche molte volte abbiamo fatto comitati, abbiamo cioè non è che non ci siamo posti il problema, ce lo siamo posti e stiamo attenti dove possiamo interveniamo, ma poi abbiamo un limite.
Chiaro chiaro, dottoressa intanto grazie per questo intervento passiamo agli altri in maniera tale da avere un quadro adesso esaustivo, prego, mosso.
Permettetemi di ringraziare la Commissione e tutti i Consiglieri di saluto, anche a nome della presidente, piuttosto dal consiglio d'amministrazione, che ovviamente, per ragioni tecniche, ha preferito intanto non erano impegnati anche fuori dall'Italia.
Indicare gli uffici come competenti in materia di fin fondi in questa parola che sembra così complessa, ma che in realtà sono quelle risorse che la Regione Puglia ha generosamente in questi anni ha investito nel settore audiovisivo cinematografica. Scusami Nicola riprecisare dal 40 al mio parente Apulia sono avviene solo della Puglia, Film Commission direttore generale sono accompagnati dal collega Piscitelli, cioè la responsabile delle misure di aiuti dei progetti.
Ringrazio Luigi, perché ci conosciamo, conosciamo benissimo la situazione e sono contentissimo, siamo molto felici perché in questi anni le associazioni datoriali.
Sono cresciute dal punto di vista numerico e quindi hanno permesso un confronto istituzionale come questo nei tavoli sia del partenariato. È interni alla Puglia, Film Commission vi ricordo della Puglia, Film Commission è una fondazione di diritto privato, investita di sicuramente di grande responsabilità e ce le prendiamo tutte di risorse sempre minori per via, diciamo, della congiuntura più complessa che la Regione ha dovuto affrontare, perché questo è un tema, diciamo che non possiamo non declinare in questo tavolo, pur tuttavia, se esiste una crisi e poi veniamo ai dati, perché la crisi e diciamo, generata da politiche che non sono nelle nostre mani, diciamo abbiamo dovuto subire come settore delle scelte legittime governative di un altro tipo, cioè il Governo ha impostato tax MED nazionale, che è il vero motore del nostro settore con delle, diciamo, delle politiche differenti rispetto a quelle precedenti che hanno sicuramente avuto degli impatti perché.
L'attrazione di produzioni megaproduzioni internazionale è un elemento di valore, ma che non hanno poi restituito tecnicamente quello che è. Il tax credit dovrebbe in qualche modo garantire, ovverosia la ricaduta economica, ma anche un posizionamento culturale, la valorizzazione connessa anche ai giovani talenti e a tutti coloro che producono, lavorano e distribuiscono le opere audiovisive, che sono prodotti al pari del bicchiere, hanno una loro filiera, vanno Lupin delle loro, dei loro meccanismi di acquisizione del valore in Puglia diciamo questo elemento se esiste una crisi importante, perché esiste un settore importante perché altre Regioni forse una ventina di regioni.
Su una ventina di regioni. Siamo noi, il Piemonte, il Lazio, ad avere un sistema che potremmo definire industriale, perché con tutto il rispetto dei colleghi che abbiamo anche in qualche modo orientato nella creazione di ulteriori ormai identificarsi in Commissione, in Italia, se il settore esiste perché delle regioni pioniere o comunque delle politiche espansive, hanno permesso a questo settore di diventare un settore vero, un settore in cui è misurabile il lavoro in cui è misurabile e l'aiuto che lo Stato può fare. Quindi venendo diciamo ai dati, io ho portato i nostri dati, che non sono diversi da quelli di di, diciamo, seppur parziali o comunque artigianalmente, raccolti da un'organizzazione a cui non possiamo affidare con un ruolo di certificare gli impatti economici. Quindi diciamo l'elemento dei valori è sicuramente avere un'interlocuzione con delle associazioni che rappresentano i lavoratori, che non rappresentano i datori dei lavoratori, perché in Puglia, con tutto il rispetto, pur essendo tra di noi una generazione come come dire,
Perché è da vent'anni che questo settore più o meno, è diventato un lavoro in Puglia, sia per i colleghi, insomma, che fanno i produttori, sia per i colleghi io richiamo tutti i colleghi che sono lavoratori addetti, ecco che costituiscono un patrimonio di competenze, di conoscenze che non le altre regioni non hanno motivo per cui nel dispiacere di vedere alcuni dei nostri di andare a lavorare fuori c'è un elemento anche di valori nel senso che,
In molte regioni non hanno questo patrimonio e la continuità, seppur con grande, come dire, difficoltà lavorative, e in alcuni casi si garantisce, spostandosi sui diversi, se tu nazionali, che in passato una cosa normale, ovviamente noi in Puglia, giustamente, andiamo a mantenere non solo i nostri talenti ma implementare l'attrazione di.
Nuove progettualità, nuove competenze ci sono anche degli stranieri, moltissimi stranieri che hanno deciso di trasferirsi in Puglia per fare cinema, e quindi la nostra curiosità non era questa etnica laburista fiscale e quindi questo elemento ha permesso al nostro settore di avere delle competenze si generate dalla delle politiche pubbliche ma anche,
Come dire che osmotica mente hanno avuto dei grandi maestri che hanno deciso, come dire nei vari settori, di portare la loro competenza e venire a vivere qui da produrre insieme a questo settore, la Regione Puglia, come dice come vi accennavo nel 2014, ha votato no, uno strumento principale che la Puglia, Film Fund attraverso il PO FESR, quindi degli aiuti destinati alle imprese, ma che non ha alcun margine che abbiamo, diciamo.
Principale è la natura la pista di controllo che comanda il fondo se io dicevo giustamente o ingiustamente di dico come evangelica, sostenevano delle risorse destinate alle piccole e medie imprese che con queste risorse non possono dialogare con loro, per bandire un avviso che abbia a che fare con il welfare, con la persona fisica con il supporto alla come dire,
Nella l'equilibrio di genere, queste sono politiche che andrebbero incrociati e quindi andrebbero differenziate sul sulla base delle fonti di finanziarie disponibili, siccome la Regione Puglia, attualmente ma anche in passato, ma insomma anche con una nuova Amministrazione, continua giustamente a voler investire in questo settore e io sono sicuro che il Presidente Decaro tutti gli assessori o i consiglieri che sono dei terminali come dire viventi di quel della.
Come dire dell'attività di questo settore dei reclami giusti e, come dire, della dell'attenzione che va data, ovviamente si ritrovano in un contesto in cui le dotazioni finanziarie generali sono inferiori per via, diciamo di irresponsabilità che no, non spetta a noi giudicare, ma di fatto ci sono delle congiunture non favorevoli, nonostante tutto,
Tra il 2024 2025, come giustamente dici e i colleghi non mi ricordo il tuo nome Vincenzo riportano, diciamo delle delle politiche sono andati a terra generando tra il 24 e il 25 film, facendoci finanziaria, 66 progetti audiovisivi, di cui 22 lungometraggi 4 serie 14 documentali, 8 serie di animazione e 18 cortometraggi, con un importo che noi stimiamo, finiamo di 35 milioni di spesa diretto e di 70 milioni di spese in diretta solo per il biennio 24 25.
Loro sono più generosi che noi diciamo rispetto agli impatti. Questo vuol dire che, probabilmente, probabilmente per un numero di giornate dichiarate di oltre 1.000 nel 2025 è l'anno in cui diciamo la dotazione finanziaria si è ridotto e abbiamo avuto grazie alla delega all'organismo intermedio, che sembra una brutta parola. Non vorrei essere troppo lungo, ma noi siamo una delle poche Regioni in cui questi fondi non derivano dai pochi soldi, dalla cultura del welfare, perché sono comunque pochi, diciamo in generale per tutto il settore cultura, turismo e spettacolo, ma derivano dallo sviluppo economico, cioè la Puglia ha deciso di investire.
Le risorse comunitarie destinate alle piccole e medie imprese o alle imprese in nel nostro settore, creando, come dire, un precedente unico nel nostro Paese, perché generalmente i fondi destinati allo sviluppo economico sono più importanti e hanno, diciamo, una dotazione sui sulle linee comunitarie superiori. Qual è la situazione attuale? Questo fondo da 5 milioni e ha visto, diciamo, una partecipazione senza precedenti, perché voi, da tutta Italia, si sono rivolti alla nostra Regione, nelle nostre bocche risorse. Con un numero di progetti candidati pari a 93 parliamo di 93, tra serie e lungometraggi, 139 lungometraggi, tre, sedi 22 lungo.
Documentari no, non è che prendono. Il tema è che noi, con i nostri, c'è l'obbligo di spesa. L'anello debole in questo meccanismo intanto era non la certificazione della spesa in Puglia, perché i dati anche attuali non parlano di una desertificazione delle produzioni fra 20 no, sono e il mancato obbligo anche alle produzioni che girano in Puglia.
Però c'era l'universo che ha chiuso 15 settimane di lavorazione monofondo dopodomani, il 20 luglio 2004 2 settimane parte sul Gargano, una serie che non è finanziata dalla Regione Puglia dell'Apulia Film Commission, ma che noi abbiamo tratto che assumerà, ovviamente e spenderà sul territorio. Decine di milioni di euro non sono una serie Netflix molto importante e che però non ha l'obbligo di assumere, come dire lavoratori pugliesi intanto perché, non essendo da noi finanziata delibera, quindi per noi è la creazione di un investimento che.
Se comunque diciamo che la cosa muoiono, non ricade però sulle politiche, come dire direttamente, su occupazionali, quindi del ristoratore, l'hotel All service o chi ha la partita IVA per il supporto come dire logistico, no, n professioni che sono che sono cresciuti, ovviamente avrà un'opportunità,
La Puglia, comunque, ha trovato un investimento. Non voglio dire che siamo bravi, ma tutti noi in questi trent'anni ce la siamo cavata nella nel posizionare il nostro territorio come un luogo in cui ci sono persone e professionisti in grado di rispondere a quell'offerta di lavoro e che sono cresciuti. Ovviamente non abbiamo il Centro sperimentale in Puglia, ce lo siamo inventati con le accademie o comunque abbiamo sostenuto i percorsi che dal territorio sono emersi, con gli accademiche o de de de del tutto insufficiente. La nostra formazione rispetto alla portata del nostro settore, perché è un settore che, ripeto, non ha in Puglia non c'è l'Università del cinema, non c'è il Centro sperimentale, non c'è la sua Silvio d'Amico, non ce l'accademia e noi abbiamo quando dico noi mi sento parte di un fenomeno, come dire mai ed essendo tra i più vecchi come dire, esatto ormai da rottamare del esponenti del del settore. No, nel senso che ho un'esperienza, possono certificare che nel 2008 eravamo quattro avesse ecco che forse ci hanno creduto.
Pertanto ha assolutamente senso dire che noi pubblicheremo, questo sarà un ulteriore.
Iniezione di risorse destinate alle imprese a cui diciamo con le regole di ingaggio attuali, andremo a chiedere, ovviamente, di non solo spendere il moltiplicatore con cui si impegnano, perché noi non diamo soldi, se questi soldi non vengono spese certificate a differenza della Regione che non ha gli strumenti giustamente noi non siamo neanche la Guardia di finanza, per carità, ma,
Il nostro modo rendicontati prestando un organismo intermedio sul sul loro settore è più come dire, ingombrante, seppur non mi sento di dire che in questi vent'anni, in Puglia, grandi problemi su questo tipo non ne abbiamo avuti, vero è che però la classe, come dire,
Dei produttori esecutivi tende a ottimizzare le risorse che ciò e quindi le nostre risorse non è che sono sottopagati perché lavorano a nero. Gli viene spesso proposto un inquadramento inferiore, per esempio in Puglia. È stato un lungo dibattito, ma tuttora si gira anche il sabato, cosa che a Roma non avviene, perché a Roma c'erano varie organizzazioni, ci sono organizzazioni sindacali che nel corso del tempo si sono seduti a un tavolo non solo della Film Commission di Roma, ma siete seduti al Ministero dicendo signori, se le nostre condizioni sono queste, si va avanti sennò, essa si ferma noi questa consapevolezza l'abbiamo, ma ce l'abbiamo. Non possiamo neanche chiedere ai nostri piccoli produttori di essere Netflix. Lo chiediamo a Netflix Manet LIS o fa Amazon o RAI ha delle responsabilità quando interviene la Regione con il film, quando interviene la guerra Film Commission, ma se sono risorse libere e per noi la capacità di poter incidere diminuisce quindi la cosa importante che sia introdotto e che credo si continuerà ad introdurre. È quella di obbligare qualunque soggetto o comunque obbligare una parola che giuridicamente non significa nulla favorire, attraverso dei punteggi ulteriori, il coinvolgimento o la candidatura di quelle opere filmiche, non da chi detiene i diritti, ma da chi esecutivamente sul territorio, quindi una società pugliese con cui possiamo anche litigare io lui, ma sappiamo qual è il soggetto a cui fare riferimento e sappiamo.
Che alcuni lavoratori vanno tutelati.
Ma non lo può fare direttamente la Puglia, Film Commission Apulia Film Commission dovrebbe essere il luogo in cui si favorisce un dialogo e si permette voi giustamente alla Regione di normare alcuni aspetti fina, finalizzare alcuni alcune policy che pure la Regione no, perché ripeto io mi sento pugliese fino in fondo ma la Regione è generosa in termini di risorse, non c'è solo un problema di risorse, a quel problema esiste oggi Solfin fan 2026.
Però so che è in corso una rimodulazione, perché le risorse rivenienti dal PO FESR sono esaurite sullo sviluppo economico, per altre ragioni, quindi, l'Assessora, l'Assessore dissocio, il Presidente si sono fatti carico di dare mandato, credo, all'autorità di gestione di individuare ulteriori 5 milioni per dei bandire un altro avviso che andremo a riscrivere insieme velocemente anche sulla base delle o come dire suggerimenti delle modifiche che la parte dei lavoratori fornisce oggi ufficialmente. Perché quando ci siamo presentati, noi giustamente al tavolo del partenariato non potevamo, seppur in una tutela dei riequilibri come dire etico politici, farci parte di un interesse legittimo ma non che non rappresentiamo noi ognuno deve fare il mestiere suo.
Quindi, se questa dotazione arriverà, ma credo che arriverò noi saremo in grado di bandire adesso, prima delle vacanze, in fondo con le regole di ingaggio che sarà comunque destinato, credo, perché la natura dei fondi probabilmente sarei dell'FSC alle imprese, quindi noi dovremmo puoi immaginare altre politiche che hanno derivazioni di altro tipo.
Di tipo, diciamo oltre le misure che hanno destinati alle persone fisiche, ai lavoratori, perché il beneficiario per me è sempre un'impresa sempre e comunque al momento, quindi non posso intervenire come come dire, come welfare, perché è fuori dalle mie prerogative, ma quando parlo di mie Panontin diffondersi delle nostre prerogative, b credo che la Regione abbia fatto bene a porre questo tema in un tavolo così, in una Commissione così importante, perché non si tratta di lasciare traccia, ma si tratta di intervenite voi a valle, con degli elementi come dire di pubblicità delle delle operazioni e soprattutto di presa di coscienza anche da parte della nuova Amministrazione, ma questo disomogenea anche del nuovo Consiglio di quanto questo settore è fatto di persone di carne viva senza drammatizzare, però voglio dire anche, diciamo più in generale questo lo dico perché noi facciamo uscire, ma siamo bravi a fare.
Come dire, ah, abbiamo grandi aspettative e anche grandi delusioni a trasmettere delle emozioni.
Senza parlare di deserto perché ripeto tante produzioni ci sono voi non le vedete loro, non le intercettano perché non vengono chiamati, ma ci sono al momento circa 8 9 9 serie,
Alcune riusciremo a finanziare sono quelle con Rai, perché poi con la filiera pubblica, con Rai Fiction piuttosto che con i soggetti, come dire che hanno un po' la nostra attenzione, riusciamo a coinvolgere, come dire, il territorio in maniera anche narrativa. Quindi parlo di guerrieri, vi parlo di nudità che soprattutto in serie che noi sappiamo intendono girare in Puglia, a Bari piuttosto che a Taranto, ma ce ne sono anche altre e che attengono al Film Fund perché passano per la sopra supervisione. Noi chiamiamo una produzione esecutiva delle società pugliesi che sono obbligate, risulta, diciamo, un'azione sono obbligati a dotarsi di un Esecutivo pugliese, che il nostro interlocutore del soggetto a cui la Regione dà attraverso quelli affinché nei sondaggi e risorse e che ha un punteggio superiore rispetto a un altro soggetto dell'area Schengen che si candidi.
E quindi diciamo anche questo elemento di di privilegio rispetto alla è stata una forzatura, nel senso che essa, quando sono quei fondi comunitari, voi mi insegna che la parità di condizioni deve essere a monte, però non solo qui a tediarvi.
Sì, sì, passerò la parola, invece la collega su qual è il parco progetti attivo già è finanziato nella coda della della della dell'anno scorso che sto andando, diciamo a prendere come dire forma nel corso del 2026, in cui alcune misure che tu solleciti voi sollecitati sono già previste, tra cui lo sviluppo, tra cui, come dire alcuni particolari segmenti in cui della Film Commission non solo non ci siamo dimenticati di come si fa questo mestiere, il tema che fanno congiuntura, diciamo complessa anche in termini di risorse, che è stato difficile per le regioni che mi sento di ringraziare perché.
Non so in quante Regioni, forse in nessuna regione, nel Consiglio regionale si parla di questi temi perché.
Perché questo non avviene e quando è avvenuto ci è sempre stato detto che i tavoli sono nazionali e che noi dobbiamo parlare con il MiC loro deve andare al MIT, ma non con rispetto del MIT, però poi le politiche vanno a terra anche su su risorse regionali quindi il mio è un invito un'esortazione.
Ovviamente alla Regione Puglia, accompagnare tutto il settore nella allocazione di queste ulteriori risorse che per il 2026 non saranno non riporteranno i dati al 2024, ma continueremo in qualche modo a reggere la botta melodico rispetto alle politiche nazionali, grazie.
Grazie, prego, dottoressa buongiorno, affinché si va tissutali, responsabile Progetti, fondi della Film Commission. Grazie Presidente, Consiglieri convenuti, tutti sì, apprezziamo tantissimo questo lavoro che avete fatto, anche perché è scientificamente analizza un po' di dati e c'è molto utile. Io l'ho letto in velocità, però, come diceva il Direttore, sicuramente ci sono degli aspetti che anche noi ovviamente abbiamo rilevato e siamo già.
Come dire prossimi ad accoglierli nel prossimo, appunto, Apulia Film Fund 2026.
Come dicevamo, questi sono aiuti di Stato, per cui necessariamente noi dobbiamo attenerci a delle regole sia delle fonti voglio dire comunitarie, e non solo da cui derivano, ma soprattutto nell'attuazione, per cui alcune indicazioni che avete previsto sicuramente sono accoglibili e ci possiamo lavorare.
Percentuali di spesa rispetto anche a quella che viene riconosciuta appunto le maestranze pugliesi piuttosto che i criteri di accesso. Ho letto giustamente, vista la congiuntura a livello nazionale, che si vuole richiedere quel budget garantito d'accordo che per noi è importante perché ci dice della stabilità, anche finanziaria, dell'opera filmica che viene qui a girare in Puglia, magari in questo particolare momento in cui stiamo assistendo a delle rinunce. Questo lo possiamo dire perché noi li vediamo anche su fondi precedentemente assegnati. Va un attimino riportata più in basso, per cui sicuramente ci sono delle indicazioni tecniche che sono già accoglibile. Possiamo fare nostre nel prossimo Apulia Film Fund? Abbiamo poi degli ulteriori strumenti, come diceva il Direttore, che accolgono anche favorevolmente le indicazioni che sono state date rispetto alla crescita da un punto di vista autoriale che si diceva prima, siamo prossimi anche qui a bandire la Puglia Development. In fondo c'è il Fondo di sviluppo, dove la componente che noi definiamo di pugliesi tra è fondamentale anche da un punto di vista autoriale. Queste sono risorse POC che la dirigente ci studi prima diceva sono state assegnate alla Puglia, Film Commission per cui rinnovata la delega di funzioni. Anche qui l'autorità di gestione ci sta lavorando. Noi contiamo entro l'anno di pubblicare questo ulteriore strumento che ha funzionato molto bene, per cui permette di lavorare fondamentalmente sul sostegno allo sviluppo di opere che poi verranno girate in Puglia, favorendo gli autori pugliesi quindi anche questo strumento e già finanziariamente previsto dalle risorse che diceva prima la dottoressa chiestogli, per cui sicuramente anche questo sarà un'azione favorevole. Abbiamo anche un altro strumento d'hospitality fin fund, dove in realtà noi andiamo a rimborso a delle mere spese di ospitalità, pugliesi per coloro che ovviamente non hanno beneficiato di altri strumenti finanziari e anche qui magari si può pensare a meccanismi che vadano incontro alle istanze che avete rappresentato, creiamo strutture ricettizie, esatto, Silvio Lai, suolo quello una volta facevamo appunto campagne promozionali e siano ampliando proprio più di natura esatto turistica. E poi ci tengo anche a dire che oltre i fondi, che sono fondamentali, quelle risorse di cui dicevamo prima proprio meramente della cultura consentono di realizzare progetti uno per tutti, il Bif&st, il festival del cinema e dell'audiovisivo, dove anche lì noi abbiamo figure magari differenti rispetto a quelle che rientrano tra le maestranze di un set, ma sempre di strutture che vengono invece coinvolto nella produzione di questi progetti. Quindi un Bif&st, la Puglia, digital experience, l'Apulia film forum sono tutti i progetti sostenuti finanziati che consentono a queste figure professionali, ma anche alle società pugliesi di post produzione di service, di tutto quello che è necessario per realizzare questi progetti di lavorare e anche qui noi abbiamo una programmazione triennale che arriva fino al 27 28. Io Angelica mi prendo.
Nel senso che abbiamo cominciato appunto un po' più tardi, che però ci consentono di venire incontro alle esigenze dei laboratori pugliese, attraverso progettualità differenti rispetto ai fondi di sostegno alle produzioni audiovisive e non ultimi i progetti di cooperazione territoriale europea. Perché forse siamo l'unica Film Commission, mi preme dirlo, in Italia, che è capofila di progetti, imporrebbe per intenderci e veniamo invitati poi a Donetsk fu rappresentarli, non abbiamo dei fondi di co-sviluppo e quindi nuovamente gli autori, i fondi di produzione, riusciamo a realizzare anche workshop di scrittura creativa, dove i nostri pugliesi partecipano, riescono ad andare all'estero, le opere che vengono realizzate magari lo budget, perché diamo magari 40 50.000 euro anche col social Film Fund, per esempio, però, ci permettono di avere i risultati in termini di visibilità, importanti partecipazioni ai festival, Venezia, Roma, piuttosto che all'estero per cui diciamo tutti tutti questi strumenti vanno sicuramente.
Messi a sistema è tarati magari maggiormente per dare delle risposte ai laboratori che, come dicevamo prima, stanno soffrendo un po' di più in questo momento. Ovviamente siamo a disposizione per sederci, magari in maniera un po' più puntuale, perché ci sono tecnicismi. Ecco quando si dice la parola premialità miei ogni volta tremano i polsi perché sappiamo bene che sono Angelica su determinati fonti di finanziamento non si può proprio parlare di questo, però troviamo sempre ecco delle modalità che ci consentono di venire incontro, appunto, alla spesa pugliese, tutta dei laboratori in primis. Quindi siamo davvero a disposizione, lo facciamo anche con le altre categorie, le associazioni di categoria, per cui anche su documenti puntuali e tecnici, proprio il comma, il paragrafo, laddove è possibile davvero accettare delle indicazioni più favorevoli, siamo totalmente a disposizione. Grazie, grazie. Presidente.
Forse l'USB vuole intervenire, prego.
Volevo intanto sottolineare che primo, appunto il direttore della Puglia?
Ci ricordava che ci sono problematiche legate al la retribuzione al pagamento per quanto riguarda le maestranze e le aziende di pure le aziende, le società di produzione, pugliesi che però di fatto rispecchiano quello che inizialmente avevamo sottolineato, cioè l'assenza della contrattazione collettiva. Oggi apre questa ferita nel senso che, in assenza di minimi tabellari certi, è chiaro che in territori forti dove la sindacalizzazione è elevata, c'è un freno al dumping salariale, mentre in zone e noi lo stiamo verificando perché ascoltiamo i laboratori del centro sud d'Italia, dove i sindacati in generale, qualsiasi sigla a proprio difficoltà a intercettare questi queste maestranze, è chiaro che è.
Il salario andrà sempre in basso. Questo è solo per ricordare che c'è una congiuntura tra l'assenza di contraffazione e magari l'assenza che poi è dato anche dalla burocrazia, che non ci permette di vincolare i fondi e i finanziamenti a un obbligo di prendetevi maestranza pugliese, spendete in Puglia e non e non andate via in ha generato ovviamente un problema che sarà difficile da andare a risolvere, ma che mi è sembrato ascoltare le parole di tutti gli interessi. Nell'aprire comunque un percorso che miri a risolvere questo tipo di, diciamo lacune e poi non sono lacuna nel senso. La normativa oggi prevede quello. Non possiamo cambiare la modalità di erogazione dei fondi europei. Per quanto riguarda invece la l'attività anche contrattuale che si può fare in Regione, si potrebbe individuare, come è stato fatto in altri contratti contrattazioni nazionali e la possibilità di andare a stipulare degli integrativi regionali che sono migliorativi, cioè se il contratto e spesso avviene a livello nazionale, non riesce a blindare le tutele dei lavoratori. È stato fatto, ad esempio, il Piemonte nella contrattazione della vigilanza privata, che sappiamo essere uno dei contratti più poveri perché avevano 4 euro netti loro. Quindi stiamo parlando di lavoro povero a tutti gli effetti, poi, l'integrativo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali che si sono seduti al tavolo con i rappresentanti delle regioni hanno insomma sostenuto limitato migliorato la contrattazione nazionale. Quindi quello che noi oggi qui possiamo anche chiedere, dato che siamo in un momento in cui tutti stiamo elaborando delle delle soluzioni possibili o quantomeno verificabili, se anche in Puglia è possibile magari pensare al di là della contrattazione collettiva, che comunque è ferma perché da mesi noi abbiamo dei contatti con ANICA che l'associazione datoriale confindustriale che rappresenta diversi, perché forse maggiori produttori in Italia, dove abbiamo rilevato che c'è una difficoltà oggettiva ad arrivare a un rinnovo contrattuale, perché è chiaro che passare da 26 anni fa ad oggi significherebbe andare a rivoluzionare tutto noi cosa abbiamo fatto e poi vado alla conclusione. Abbiamo chiamato centinaia di lavoratori, abbiamo, come ha fatto in questo caso raccolto le istanze e tradotto in una piattaforma rivendicativa contrattuale. Sinceramente non può essere il contratto collettivo perché è scritto e sottoscritto da CGIL, CISL, UIL e l'associazione confindustriale e noi abbiamo dato la disponibilità a partecipare a quel tavolo. Quello che dico è, propongo se lo stesso tipo di piattaforma, che arriva sostanzialmente dai lavoratori e per i quali c'è per la quale a noi interessa poco mettere la bandierina di Usb sinceramente, cioè se questo tipo di piattaforma può essere trasmessa alla Regione, agli assessorati competenti, ma anche alle altre organizzazioni che sono titolate oggi a sottoscrivere rinnovarlo e che ben venga, se si può creare un modello virtuoso, cioè che la Regione comunque partecipa per quello che è il, diciamo la sua parte nell'andare a creare una contrattazione integrativa di sostegno nazionale singolare. Abbiamo risolto tipo il 50% dei problemi, perché domani una società che acquisisce dei fondi pugliesi lavora qui sul territorio non potrà contrattare così al ribasso, come sta facendo adesso, ma sulla sui salari, insomma nei laboratori più. Concludo dicendo che.
Ovviamente, la nostra idea del dell'intervento di oggi e sono siamo veramente sorpresi e che potesse essere potesse risultare solo come una mera informativa, cioè portiamo l'informazione ai tavoli e invece oggi a questa Commissione, la Regione per me, per USB.
Ha mostrato un modello che mi auguro che si estende a tutto il territorio nazionale, perché ci sono soggetti a questo tavolo, che non sono venuti solo a prendere appunti per ascoltare come il cinema è al collasso e che non sapevano benissimo perché sono ovviamente addetti ai lavori, ma mi sembra di poter aprire con una strada quantomeno per provare a risolverlo e noi siamo sorpresi perché abbiamo spesso confronti con la politica, quasi sempre, ahimè, risultano appunto Homer interlocuzioni o denunce.
Delle condizioni drammatiche, e qui mi sembra che ci sia lo spazio e l'ho detto prima anche i rappresentanti del appunto del della Puglia Commission, che ci può essere anche un'interlocuzione, uno scambio di idee, insomma migliorare questa condizione. Quindi noi siamo veramente contenti di aver partecipato a questo tipo di tavolo, quindi non ad un tavolo a questo tipo di tavolo. Grazie.
Prego, prego Consigliere.
È doveroso spendere due parole sono Isabella lettori,
Avevo immaginato che il settore fosse in crisi da tutti quel quelle gridano, quella quegli appelli che ci sono pervenuti tramite la televisione in occasioni particolari, ma io non avrei mai immaginato che abbiamo un contratto collettivo nazionale fermo al 1999, che è una cosa vergognosa. Secondo me Mimmo veramente mi avete fatto scoprire un mondo e quindi.
Addirittura lavoratori. In risparmiamo i lavoratori invisibili, i lavoratori che non riescono a raggiungere i 90 giorni, forse nemmeno nemmeno in agricoltura. Abbiamo una situazione di questo tipo.
Quindi veramente e poi non c'è nemmeno questo supporto, perché poi non dimentichiamoci che dietro quei lavoratori abbiamo delle famiglie, cioè non solo non c'è il singolo lavoratore, quindi c'è la famiglia, notavo che avevi una felice, quindi, comunque c'è una famiglia dietro quindi Nico, ma di cosa stiamo parlando? Quindi veramente apprezzo, Presidente, quella quello che ha suggerito lei insomma di insediare questo tavolo permanente, perché credo che sia proprio un impegno che dobbiamo prenderci per difendere il lavoratore e perché le risorse ci sono. Abbiamo anche scoperto oggi che le risorse ci sono, sono anche tante e come mai? Insomma, a fronte di tutte queste risorse, poi?
Lo scotto di suo americane, tutto tutto su questi laboratori, quindi veramente sulle siamo noi che ringraziamo voi per averci portato insomma questi dati, questo studio che avete fatto e averci insomma il resto ad averli resi coscienti di quello che sta accadendo e quindi sicuramente insomma il nostro contributo e lo daremo come Commissione a cercare di trovare.
Una soluzione ai nostri problemi, collaborando con tutte le parti coinvolte, insomma del settore, grazie.
Prego.
Io sono Tommaso Giulio sono il Consiglio regionale, anch'io non ero a conoscenza dei problemi del settore, però una cosa mi viene da quello che mi dice che ho appena detto, una legge su un minimo salariale, siccome sono fondi della Regione, vediamo, possiamo anche pretendere quel minimo.
Perché no, e comunque vedere e di di di di di lavorare in questo senso, visto che questo tavolo rimarrà e ringrazio la presidente per aver fatto questa proposta. Dobbiamo pretendere che chi viene da noi a chiedere di rispettare. Nella nostra visita vi ricordo che questa legge è stata impugnata dal Governo, abbiamo avuto, diciamo Vittorio sul fatto che avevamo ragione, noi.
Aggiungo solo questo, per il resto avete detto voi tutto e.
Ah fa un'altra cosa voglio dire a fronte di quello che noi diamo.
E qui qualcuno, secondo me si arricchisce a danno di quelli che lavorano fettuccine, anche lì dobbiamo stare attenti a come a chi diamo le risorse, perché non è pensabile che chi spendono tanti soldi e poi, alla fine i lavoratori che erano qui a lavorare sono pagati malissimo e sono pagati dal pubblico perché poi paghiamo noi la speculazione, in teoria, lo facciamo noi, perché noi diamo questi fondi a queste persone e se voi non siete pagati, bensì prepagati,
Un contratto di di di di di trent'anni fa, un problema. C'è però il rispetto del minimo salariale. Secondo me, all'ospedale di avvocati che abbiamo in Regione dovrebbero lavorare su cui, in questo senso, il minimo, se area ci dev'essere.
Su questo Consigliere Giuliano, e siamo assolutamente oltre i limiti, quindi non c'è un problema di minimo salariale, è proprio il problema di giornate noi, a livello di minimo salariale, lo superiamo abbondantemente, quindi non siamo in violazione del mio questo assolutamente no. Abbiamo un contatto con dei minimi fermi al l'ultimo aggiornamento. Credo vi sia 2004, quindi la conversione lira-euro, e però per fortuna diciamo non siamo vincolati a quella tabella. C'è una, purtroppo, una contrattazione individuale.
Non prima di ogni progetto, che quindi si attesta su delle pari più o meno di mercato, e non ci sono delle tabelle salariali ben definite, ma sicuramente questo siamo certi perché, lo sappiamo, siamo sopra i 9 euro, ora quindi non c'è violazione su quelli un suo passaggio ho capito che c'erano delle tariffe 4 euro quindi evidentemente non si riferiva a chi va a chi ha fatto il possibile deriva a volevo genoano. Era riferito a un contratto collettivo diverso, che poi ha trovato, diciamo, erano di sostegno svolsero, attinenza con il nostro, però c'è da dire rispetto a quello che diceva appunto il Consigliere, che non c'è un problema di minimo salariale, cioè non parliamo di gente che guadagna 5 euro. L'ora il problema qual è che siccome c'è un contratto che è.
Ad esempio, essendo del 99, non ha nemmeno recepito i vincoli sull'orario di lavoro del del gesso 66 2003, quindi è vero che magari la paga oraria magari sarà anche di 12 euro, ma questi laboratori contrattano dei forfait.
Cioè io ti do 500 euro a settimana perché loro hanno una paga settimanale, quindi titolo 500 euro a settimana, però all'interno dei 500 euro a settimana. Tu mi fai tutto lo straordinario con riserva, quindi cosa avviene che io prendo 500 euro ed è la stessa cosa. Essa è un modello di elusione, perché se io prendo anche 600 euro a settimana e quindi magari la paga 20 euro all'ora, ma voi li fa lavorare 12 ore al giorno, 13 ore al giorno diciamo che, come quelle offerte un po' farlocche nella ristorazione, nei bagni pubblici, cioè nei bagni balneari dove ti dicono ma noi offriamo 1.800 euro al mese al al cuoco solo che non vengono a lavorare. Si sono 1.800 euro al mese, sette giorni su sette, 14 ore al giorno, mentre poi passiamo alla gola riparametrazione sta guadagnando 4 euro. L'ora quindi diciamo che c'è. Anche quel tipo di problema dove il salario, nominalmente nella busta paga e rispettato ed è sopra le 9 ore, il problema è che non c'è nemmeno una rendicontazione né una registrazione delle ore straordinarie, quindi i laboratori, ad esempio a noi ci chiamano e dicono io lavoro 14 ore al giorno, certe volte non posso fare nemmeno la pausa perché ci sono delle esigenze di di set dove non ci possiamo fermare, perché perché magari vi serve il tramonto, lì lo devo filmare, quindi state qui fermi e non di mangiato nemmeno il panino. Quindi è chiaro che c'è anche un aspetto, seppure non così diretto, sulla retribuzione oraria, che poi invece va a colpire anche quello era solo per o ad esempio, non ci sono i bagni, c'è gente che ci dice che fai bisogna la bottiglietta, perché non ci sono i bagni nella prossimità dei sette. Se io sto 14 ore, quindi, insomma, è molto complicato e credo che serva anche sì una sorta di organo di, vigilanza che esiste già, cioè l'ispettorato del lavoro. Ma c'è la paura dei lavoratori a denunciare perché se io denuncio un lavoro più e qui abbiamo un esempio.
Un esempio tra di noi.
Posso intervenire anche diciamo.
Per chiarezza, perché quello che è stato una prerogativa dell'Apulia Film Commission il lavoro cinematografico è di per sé precario, è impostato su settimanali su prestazioni settimane, quindi un set mediamente dura quattro settimane, una serie che, se va bene, durerà 14 settimane, 16 settimane, quindi il tema della come dire,
Remunerazioni dei lavoratori è molto complesso e ha a che fare anche con la qualità di questo lavoro, nel senso che.
Chi fa il cinema non è intercambiabile con chi fa l'edilizia, nel senso che acquisire queste competenze.
È molto complesso il tema, anche a scanso di equivoci perché, ripeto, non rappresentano le associazioni di categoria nell'Anica, nella CNA e Confartigianato, ovviamente anche i produttori pugliesi sono sensibili a questi temi e non mi non mi piace, come dire, descrivere.
La Puglia come un luogo di sfruttamento, ci sono delle storture che vanno corrette, però nella larga parte larghissima parte dei set in Puglia, in Italia. Non solo c'è un'altissima vigilanza delle istituzioni competenti, ma mediamente bene produzioni contrattualizza no, tendono ovviamente nella contrattazione a garantire il loro punto di vista, però non vorrei, come dire, esacerbare il clima su.
Se non siamo sotto i limiti, loro sono stati onesti nella me, però perché non sono solo persone perbene.
E mi dispiace poi, come dire no, non ci sono per esempio, l'associazione datoriale. Questo in questo contesto, andrebbe data voce anche a loro che hanno ulteriori problematiche.
E forse dal confronto e dal partenariato, però prima di arrivare ad appartenere al partenariato dei piani alti. Ebbene, come dire, declinare le criticità perché, ripeto, non c'è no, credo di dir di dirlo, come dire con chiarezza esistono delle sofferenze, ma non possiamo parlare di Cabolo nato nel cinema, in Puglia o comunque di questi fenomeni,
Orribili.
Voglio solo appunto sottolineato il mio racconto poteva magari anche di ascoltare.
Dall'esterno poteva sembrare essere la cartina tornasole della zia, io ho riportato denunce che ci arrivano dai set, ma nello specifico non sono arrivati dai set pugliesi, sto parlando di centinaia di segnalazioni che, ad esempio sono arrivate dai set romani, quindi.
Per chiarezza, non stavo parlando di una criticità pugliese, ma criticità del settore, poi, se esiste in Puglia e probabilmente in minima parte, esisterà anche buia, però chiaramente noi non stiamo certificando questo tipo di violazioni sul territorio pugliese che, sebbene ribadirlo.
Sì, allora insiste su una cosa, non è un problema della Regione Puglia, io ho capito che è un problema del settore e poi c'è una cosa,
Il faro, dobbiamo puntarlo, non guardare in un puntare il ferro, vuol dire mettere la testa sotto la sabbia, se c'è un problema di che i lavoratori hanno qualche difficoltà ad esprimersi perché hanno paura e ignorare il problema non non già non ci porta da nessuna parte non c'entra niente la Puglia centra il problema di un settore dove la gente ha difficoltà a parlare.
E negli altri settori non accade, questo e i lavoratori parlano, ed abbiamo avuto tante crisi qua dentro, abbiamo avuto.
Dell'ultima, quella del personale che lavora da noi, che è stato minacciato, eppure ha parlato qui, è un problema di portare alla luce quello che sta accadendo e parlarne con con quello che sta facendo il Presidente, un tavolo permanente aiuta a risolvere i problemi e poi, se non ce ne sono meglio ancora.
Allora, se non ci sono prego.
Buongiorno a tutti, io sarò creazione che Starace.
Che oggi per me questa è la mia prima Commissione che mi accingo a parere del CIPE partecipare quindi sono particolarmente interessata.
Se.
Intanto, volevo ringraziare la Presidente perché.
Ospitare.
Comunque, questi relatori ci dà modo di capirne di più, perché vedete, io credo che in questi anni davvero la Regione Puglia abbia fatto moltissimo per il cinema Puglia, Film Commission ci ha dato dei risultati incredibile, bah non credibili, basti pensare che a fronte dei 23 milioni leggo qui un virgolettato, si è registrata questa questa ricaduta di 80 milioni di euro con una ricaduta, naturalmente,
Perché senz'altro va come dire a remunerare un indotto, ma che ha realizzato tanto in termini di immagine ora, in realtà oggi e questo non soltanto in questo ambito ma proprio in generale in Puglia, io no no, no, dico sempre anche per quello che riguarda il turismo,
Fermo restando che è stato fatto davvero tanto sul cinema.
Bisogna, secondo me, raddrizzare un po' il tiro degli interventi, perché quando io sento dire che effettivamente ci sono state tante risorse destinate a questi settori?
Da un lato è una cosa molto positiva, però dall'altro lato.
Se continuano a permanere a persistere, queste problematiche qui che sono importantissime, vuol dire che allora non sono stati spesi tanto bene.
Solo che noi oggi abbiamo la consapevolezza che la Puglia di oggi non è la Puglia di vent'anni fa, quindi secondo me questo è proprio il momento giusto per iniziare a pensare ad una programmazione che metta in prima linea non la Puglia, ma i pugliesi.
Cioè questo è quello che con il presidente Decaro si è dato durante la campagna elettorale, quindi senz'altro la Puglia che in termini di immagine, in termini di ricaduta ha senz'altro un come dire una visibilità, una centralità.
Se non lavoriamo per i pugliesi, abbiamo fatto ben poco,
Quindi alla luce diciamo di questa premessa, la trovo davvero importante che si possa non solo realizzare questo tavolo permanente, ma credo che proprio nell'ambito di Apulia Film Commission si potrebbe creare un settore, un segmento, che si riferisca come dire, alla allo studio di progettualità che vanno a lavorare appunto sulle condizioni dei lavoratori perché ricordiamoci che prima di tutto noi dobbiamo lavorare per i pugliesi,
Perché questa storia, vedete del bancomat, cioè nel senso vengono stanziate delle risorse che poi, magari sì, chiaramente, hanno le loro ripercussioni, anche qui, però voglio dire fondamentalmente poi vengono drenate da altri non è è una cosa fastidiosa, che quindi va corretta e la particolarità di questa,
Della vostra presentazione mi ha fatto capire che, in realtà.
È un argomento, quello che sarà affrontato oggi, che riguarda il welfare, riguarda la cultura, riguarda il lavoro, riguarda la formazione, riguarda lo sviluppo economico di questo territorio, quindi vedete che ci sono tante linee trasversali sulle quali si può lavorare, perché io capisco che ci sono dei vincoli ben specifici però magari utilizzando altre linee altri e altre progettualità si può tranquillamente può realizzare non dico il sogno però comunque migliorare la condizione dei nostri lavoratori.
E, vedete, io mi riferisco in particolare anche ad alcune progettualità che, per esempio, nell'ambito della cooperazione internazionale stanno per partire, quindi abbiamo adesso intanto tutta la programmazione per gli anni a venire da mettere a punto, quindi questo potrebbe essere un elemento importante. Un tema da sviluppare.
Ma ci sono delle economie, per esempio per quello che riguarda gli Interreg delle economie, che ammontano a circa 2000000 di euro. Adesso vi dico proprio la le briciole, no che possono eventualmente anche essere utilizza, quindi sono da riprogrammare, ma nel brevissimo periodo e si può mettere si può pensare come priorità, per esempio questa, cioè si possono pensare a delle progettualità che possano andare nel senso di garantire il benessere ai nostri lavoratori, ai lavoratori pugliesi che si occupano di questa materia. Questo è un esempio idem.
Parlavamo di un summit con il Dipartimento dello sviluppo economico che mi dispiace e in questo momento non essere rappresentato da dal politico di riferimento, altrimenti l'avremmo detto,
O del direttore parlavamo, per esempio, di della Puglia, come sede quest'anno del summit internazionale del unito, che è una agenzia delle Nazioni Unite e che probabilmente si svolgerà qui a Bari. Ecco allora avere qui l'Unido che si occupa appunto di sviluppo economico implica che si possano costituire dei tavoli. Perché poi questo summit andrà completamente, diciamo, organizzato no, sulla base di alcuni incontri che si faranno allora un tema potrebbe essere questo, perché risorse ce ne sono tante ancora. Sto pensando, per esempio, alle politiche europee sullo spopolamento. Allora anche questo potrebbe essere un tema trasversale dal quale drenare risorse e magari trovare la strada per il finanziamento, perché spopolamento significa.
Abbandono del territorio, ma soprattutto significa pugliesi.
Ancora tutto il il, il tema delle aree interne, cioè questo è un tema molto importante che ha delle risorse ben precisa, e magari anche su questa linea si potrebbe trovare una misura che possa andare a come dire, integrare no sulla base di quello che dicevate anche voi questa questione relativa alle problematiche dei lavoratori dello spettacolo, quindi ecco, occorrerebbe, secondo me è probabilmente credo che INAPP Puglia, Film Commission si potrebbe creare questo.
È come dire questo momento noti studio questo tavolo, fermo restando che proprio come approccio, un mio personale, quando.
Ci sono delle problematiche che riguardano la mia regione, io penso sempre mi chiedo come facciano per esempio in altre Regioni, quindi la domanda è questa, e in altre regioni ci sono delle soluzioni che magari abbiano apportato. Ci sono degli studi, ci sono delle c'è qualcosa che possiamo prendere come riferimento su questo, magari.
Siamo noi i pionieri okay.
No, la cosa che mi ha colpito ripeto è vedere questi numeri, cioè il 100% dei rispondenti ritiene che l'industria cinematografica pugliese non goda di buona salute.
Perché, come diceva prima il Direttore Valente, noi non siamo, non rientriamo nelle politiche attuali, no, siamo un po' la parte invisibile, sempre della quello che è stato fatto finora, ci siamo qui, ognuno si no no, ma infatti dico è molto interessante, perché se il 100% ritiene che non goda di buona salute vuol dire che è,
Cioè è proprio la certezza assoluta che c'è tutto un comparto di lavoratori che soffre e quindi noi per loro dobbiamo lavorare, quindi io vi ringrazio per averci aperto questo panorama e, insomma, lo faremo senz'altro sensibili a queste proposte, grazie.
Grazie grazie collega, noi abbiamo aperto questa questa seduta oggi, ricordando quanto possa essere importante riportare a galla delle situazioni e delle condizioni particolarmente e di disagio e che fino ad oggi sono rimaste silenziose nel loro silenzio, un silenzio che è spesso è colposo perché abbiamo detto prima, c'è una platea dei lavoratori che ha il timore di esporsi no, e questo è umanamente comprensibile, seppure d'altro canto dobbiamo riconoscere che qualcuno, prima o poi, dovrebbe, e lo ha fatto. Insomma, oggi ne abbiamo una testimonianza muoversi in tal senso. Vi dico che anche per, diciamo una sorta di deformazione professionale in cinema e televisione siamo lì, insomma, sono dei comparti molto vicini, quantomeno in quel tipo di di timore, e poi questi sono dei lavori. Mi permetto di credo di interpretare bene perché anche per i miei trascorsi chiedo di correggermi qualora, insomma, sia a poco precisa in questa espressione. Questi sono i lavori delle occupazioni dei mestieri. Lasciatemi dire che hanno una componente essenziale, diversa da tanti altri lavori. Non posso un'ora di un regista o di un operatore di un cameraman Juve,
È un'ora trascorsa diversamente da qualsiasi altro lavoro, e questo non soltanto per la specificità del mestiere stesso, ma perché il comune denominatore a tutti diciamo alle occupazioni come dire Kef, che attingono linfa dal senso artistico delle persone sanno presa anche sul loro livello di Bastione. Ecco perché poi, nella contrattazione a tu per tu, in quella guerra tra poveri, purtroppo gli altri escono perdenti perché gli appassionati, perché voi siete degli appassionati prima che dei lavoratori e quella è una componente su cui poi la la parte datoriale marcia, molto questo lo dico per cinema, lo dico per il teatro, lo dico per la televisione, è chiaro che quella è diventa un'aggravante nella.
Perdere nella contrattazione. Quindi attenzione, quando parliamo di questi lavoratori, ricordiamoci sempre che c'è un distinguo che li rende più deboli, che li rende più fragili perché in realtà sono più forti nella loro emerge artistica. Paradossalmente, abbiamo dobbiamo guardarli sempre con questa chiave di lettura. Ho detto all'inizio che aprivamo ufficialmente un tavolo permanente e così sarà, e ringrazio tutti coloro che con il loro contributo hanno rafforzato questa iniziativa, che io ho preso molto intrapreso, molto volentieri, seppure qualcuno mi ha detto proprio qualche giorno fa ma lascia stare, questa è una tematica e nazionale, no, perché la Puglia è stata pioniera e noi questo lo dobbiamo rivendicare. Il sistema e nazionale, ma alla Puglia, come hanno ricordato anche loro che sono del settore, è stata all'avanguardia e no. Ecco perché non ci sono altri esempi, perché noi abbiamo e siamo stati modello in questo percorso e allora dobbiamo cercare di ritornare adesso dobbiamo un po' tamponare una situazione per quello che possiamo perché attenzione qui è vero che abbiamo speso artistico, ma i sogni e poi devono concretizzarsi devono realizzarsi attenzione prima di arrivare al sogno, dobbiamo cercare di dare una certa risposta e di lavorare sulla programmazione e di essere un po' più lungimiranti, quantomeno per creare le condizioni ottimali da qui al dopo e poi tutti insieme, se saremmo stati bravi, non ho molti dubbi in proposito. Allora possiamo intraprendere un altro tipo di cammino, che è quello che porta al sogno. Per adesso dobbiamo rispondere a questa che realmente un'emergenza con grande concretezza e quindi riaggiornarci anche con quelle che sono, diciamo, delle buone intenzioni, anche delle idee tecniche ben precise che dobbiamo mettere sul tavolo. Grazie a tutti i convenuti. Io a questo punto dichiaro aperto il tavolo permanente. Parrà il la, la questione cinema pugliese, no, perché dobbiamo lavorare, come è stato detto dalla collega per i pugliesi, e invece dichiaro chiusa la seduta odierna della sesta Commissione. Grazie.
