Iato nella prossima audizione lunedì.
Mi dispiace molto notare che nella Commissione.
Non vengono rispettati i punti richiesti e io chiedo cortesemente, quando c'è una audizione, di o venire o di mandare i sostituti, perché quando noi lavoriamo lavoriamo per tutti i cittadini pugliesi ed è fondamentale il rispetto delle Istituzioni.
Allora andiamo al secondo punto di oggi che l'audizione richiesta dall'Ordine dei biologi di Puglia e Basilicata e dell'ordine delle psicologhe psicologi della Puglia, dell'assessore alla sanità, del Direttore del Dipartimento Salute del Dirigente Sezione accreditamento e qualità e dei direttori generali sul tema percorso di definizione dei requisiti di studi professionali,
Do la parola al presidente dell'Ordine dei biologi e poi dei degli psicologi, insomma alternativi, vi chiedo una cortesia noi lo facciamo in tutte le audizioni di rispettare un alcun tempistica vera, di non più di cinque minuti, così possiamo ascoltare bene abbiamo la risposta dell'Assessore e poi se c'è qualcuno che vuole intervenire per poi andare alle conclusioni grazie.
Allora la presidente dell'Ordine dei medici e degli input dei biologi, dottoressa Elvira, Tarsitano.
Prego, dottoressa spinga il microentità, il tasto microfono guardi, no e di fronte alla a lei sì bravi c'è scritto microfono sì.
Ah.
Okay, ci siamo grazie, intanto ringrazio la Terza Commissione e l'Assessore e, quando intervenuti per aver accolto questa richiesta di audizione che nasce, diciamo, su una serie di interlocuzioni che ci sono stati con il Dipartimento Salute proprio in merito al discorso degli studi professionali io vado subito, in sintesi anche perché poi ci sarà l'Ordine degli psicologi abbiamo fatto questa richiesta congiunta perché, per quanto ci riguarda, diciamo nell'espletamento delle nostre attività professionali ci accomunano il livello, diciamo di se vogliamo definire invasività che in questo caso non c'è e,
Parto da alcune criticità che ci sono e quindi perché la richiesta di questa audizione, che nasce, come sapete, da una comunicazione che c'era stata rispetto ad un nulla osta, nonché anche di alcuni interventi da parte dei NAS sugli studi professionali e dalla documentazione, insomma, che vi abbiamo un po' inviato abbastanza esplicativa, è nata questa esigenza di andare a definire un po' come avete scritto, questo percorso di definizione della dei requisiti. Questo perché perché nella legge del 2017 sicuramente c'è una vacatio normativa, ma non per difetto della legge, ma perché nel 2018 intervengono altre normative? Quindi, con il decreto lo Lorenzin entrano tra le professioni sanitarie e anche i biologi e gli psicologi, oltre ad altre altri ordini professionali, ed è chiaro che vanno per evitare che ci siano delle disomogeneità. Vanno allineate queste cose, quindi adesso capiamo un po' come può essere risolta questa questa criticità, quindi in maniera propositiva, una delle criticità a nostro avviso molto molto importante è che c'è una grande disomogeneità sull'intero territorio pugliese. Che cosa vuol dire queste, che tra le diverse ASL, ma non solo, tra anche addirittura nel distretto delle stesse ASL CEO? Ci sono richieste completamente diverse, quindi uno, una persona che è allo studio a Brindisi rispetto ad uno che c'è la Bari può avere delle disomogeneità di richieste rispetto a quelle che sono i requisiti che uno studio professionale per svolgere l'attività dei biologo nutrizionista o di biologo nei settori diciamo che sono propri di competenza debba avere.
Non solo diciamo, questo è uno degli elementi, dopodiché diciamo in passato era si faceva la comunicazione di avvio attività, una semplice dei allegato di planimetrie, elenco delle attrezzature e copia dei documenti, proprio perché stiamo parlando di studi a bassa invasività, questa disomogeneità basse a nostro avviso colmata perché diventa importante non solo molte regioni, anche limitrofe perché, per esempio che ne so nel Lazio hanno avuto esattamente lo stesso problema che si sta verificando qui e hanno risolto con un percorso fatto come quello che inizia oggi qui, è.
Qualche giorno fa mi è arrivata per noi siamo ordine di Puglia e Basilicata, quindi ci sono dei degli iscritti all'ordine di Puglia e Basilicata, che hanno degli studi professionali, sia in Puglia che in Basilicata, in Puglia, devono fare delle cose in Basilicata altro questo ovviamente capite bene che per un ordine professionale è un una criticità non di poco conto perché,
Mi arriva anche la nota della Regione Basilicata, che vi leggo solo un pezzettino è una un rigo, poi mi taccio perché diciamo che noi condividiamo la nota che ha preparato la l'Ordine degli psicologi, così ottimizziamo le tempistiche. Praticamente mi dicono che la non la normativa regionale, non in subordine all'esercizio dell'attività di libero professionale di biologo nutrizionista, ma perché svolta esclusivamente tramite consulenze non invasive al rilascio preventivo di autorizzazione sanitaria o di nulla osta da parte dei servizi di igiene e sanità pubblica dei SISP. Quindi ritorna un po' quello che era precedentemente a quella nota che è stata fatta nel a fine dicembre, quindi in Basilicata ci dicono che siccome lo STU la consulenza e di tipo non invasivo, c'è una scrivania con una bilanci al massimo un,
Centimetro per prendere le misure. Per il resto non si fa altro e in più sono, nel 90% dei casi riferibile questi studi a quelli che la legge stessa del 2017 definisce come studi professionali non aperti al pubblico. Quindi con per appuntamento e anche questa è un'altra cosa che va.
Prese in considerazione. Poi ci sono tutta un'altra serie di elementi che io credo possiamo andare ad approfondire, se POS, possibilmente, laddove ci dovessero essere già da parte vostra delle bozze di requisiti. È chiaro ed evidente che, se si condividono arriviamo ad una definizione, a mio avviso la più performante possibile, perché ovviamente il numero di professionisti che lavorano in questo settore non è molto limitante e non dobbiamo fare che che ne so, quelli di Altamura andranno ad aprire tutti gli studi a Matera perché a Matera è molto più semplice rispetto che in Puglia. Questo non deve accadere. Io penso che devono essere messi professionisti tutti nelle stesse condizioni di poter operare io.
Mi fermerei qui perché così diciamo, ripeto, per quanto ci riguarda, rispetto ad altre considerazioni sono, diciamo, le stesse che verranno un po' esplicitate dalla dall'Ordine dei degli psicologi, in maniera tale che non siamo ripetitivi e grazie ancora per questa audizione.
Allora?
Do la parola al dottor Giuseppe Vinci, Presidente dell'Ordine degli psicologi Puglia,
Grazie Presidente Spaccavento grazie all'assessore Donato Pentassuglia, che ha voluto essere con noi questa mattina, sappiamo quanti impegni e quanto peso ci sia su questi settori, ma e questo dà valore alla loro presenza, ai Consiglieri presenti lasceremo un un testo del di questo intervento che riassumo brevemente in pochissimi minuti si tratta di questo noi abbiamo di fronte un problema che per certi aspetti è grandissimo, per certi aspetti, persino drammatico, ma in compenso e questa è la buona notizia è un problema di facilissima soluzione.
La categoria degli psicologi e delle psicologhe in Puglia ha raggiunto oramai superato quota 7.000 iscritti di questi 7.000 iscritte e iscritti. Stimiamo che oltre la metà, quindi 3.005 4.000 persone, i nostri colleghi svolgono attività libero professionale nei loro studi, che in prevalenza sono anche collocati all'interno delle loro abitazioni.
Questi su questi nostri colleghi, 3.005 4.000, a cui si sommano poi le centinaia o le migliaia di persone che venivano rappresentate dalla mia collega Elvira, Tarsitano poco fa a queste persone fanno riferimento, a loro volta migliaia e migliaia di cittadini utenti che seguono i percorsi di consulenza, di aiuto di terapia che vengono svolte all'interno di questi studi. Bene, questi questi studi hanno delle caratteristiche tali da poter accogliere chiunque senza nessuna problematica per, per usare un'espressione, diciamo così, piuttosto piuttosto banale. Potremmo dire che oggi, in un momento in cui, come voi ben sapete, gran parte del nostro lavoro si svolge anche attraverso interventi che vengono svolti on line sulle piattaforme nazionali, ma anche attraverso gli strumenti che un semplice computer che sono in dotazione ai nostri colleghi. Bene, queste attività si possono svolgere serenamente da qualsiasi luogo, da anche dall'antibagno della del della propria casa di abitazione, e sono ugualmente allo stesso modo interventi che hanno conservano la loro piena efficacia. Quindi, da un lato abbiamo un problema enorme, noi ringraziamo la Regione Puglia per essersi resa conto, dopo una circolare che aveva messo in allarme l'intera categoria, di essersi data del tempo per poterci riflettere e per poter collaborare con gli ordini professionali, gli uffici regionali, le ASL della Regione Puglia, alla definizione di criteri che siano semplici e che vadano nella direzione, sì della regolamentazione prevista dalle dalle leggi vigenti, ma che colgano le specificità delle professioni. Un conto è avere uno studio attrezzato come se fosse uno studio medico polispecialistico. Un conto è invece svolgere un'attività che prevalentemente intellettuale, che si fa su appuntamento e che non richiede pertanto nessuna caratteristica speciale, nessun requisito speciale, se non quello di sapere che lì si svolge un'attività che questa attività si svolge in un immobile che è risponde ai requisiti di abitabilità, no e di sicurezza minimali. Solo questo per fare nella normativa attualmente in vigore non c'è nessun riferimento alla categoria degli psicologi e quindi la nostra proposta è semplice. Chiariamo eh questa la la normativa, interpretandola correttamente, adattandola alla realtà degli studi professionali de degli psicologi e se necessario no, nessuno impedisce, anzi, noi lo possiamo anche favorire questo prevedere un addendum al Regolamento regionale che stabilisce i criteri per per gli studi medici che riguardi semplicemente la questa, questa tipologia di attività. Non stiamo chiedendo chiedendo niente di impossibile perché altre Regioni, in primis la Lombardia e il Lazio, che da soli sommano la metà quasi del degli psicologi operanti in Italia, essendo le regioni più popolose e in cui la presenza dei nostri colleghi e più massiccia in Lombardia e in Lazio.
Questa questa attività viene svolta con la semplicità che noi auspichiamo anche in Puglia, quindi abbiamo dei benchmark, abbiamo dei riferimenti che possiamo che possiamo serenamente attuare. È una questione fondamentale questa e mi avvio a concludere perché riguarda anche il rapporto tra cittadini e istituzioni. Noi lo ripeto ancora per l'ennesima volta non stiamo chiedendo nulla di particolarmente impegnativo. Stiamo chiedendo una semplificazione della della norma, una chiarificazione e una semplificazione della norma, nel rispetto nel rispetto di tutti. Bene, noi sappiamo oggi quanto sia difficile operare in sanità. Sappiamo delle difficoltà finanziarie che la Regione Puglia, come tante altre Regioni, deve affrontare. Da questo punto di vista qui abbiamo una platea di migliaia di professionisti e di decine di migliaia di utenti che possono essere sollevate da questo, da questo terrore che si è sparso nella categoria rispetto ai requisiti con un chiaro e semplice indirizzo da parte della Regione. Noi siamo disponibili a cooperare con gli uffici e con il gli Assessori e con il dottor Spaccavento per arrivare nel tempo più breve possibile a fare questa cosa che ripeto in maniera semplice possa sciogliere un problema che invece può diventare drammatico. Vi ringrazio per l'attenzione e siamo qui per eventuali interlocuzioni. Grazie, grazie, dottore, ha chiesto la parola Maria Agnese Stefanelli, direttrice si Spa Dipartimento, Prevenzione ASL Lecce.
Buongiorno a tutti mi sono sentita un po' chiamare in causa come ruolo perché io sono direttore del servizio igiene e sanità pubblica, Dipartimento di prevenzione, come ha detto l'Assessore ASL Lecce.
E volevo chiederle e ho ascoltato attentamente le criticità di cui lei parla a proposito di questa circolare, perché io ho seguito tutto l'iter.
Da quando la Presidente ha iniziato giustamente, diciamo per la tutela della categoria e, tra l'altro, volevo dirle anche questo che noi come ASL Lecce come Dipartimento di Prevenzione e abbiamo già preparato delle linee guida su quelle che sono le norme regionali e per semplificare anche il ruolo perché sono arrivate tantissime richieste semplificare il ruolo,
Una modulistica semplice con una checklist, in modo che, quando i i miei tecnici vanno a fare il sopralluogo, i tempi si restringono, perché comprendo il discorso del nulla osta e dei diciamo 90 giorni che per il professionista potrebbero sembrare tanti, però, visto anche le ultime, diciamo l'ultima nota della regione in cui da questi sei mesi, per dare l'opportunità a chi già lavora a chi.
Scusate, sono un po' raffreddata.
È in procinto di iniziare l'attività, quindi comprendo che è stata forse una cosa immediata, però non credo che ci siano grossi problemi. Si tratta solo di dare anche dignità alla professione, mettendo delle regole, e noi come ASL Lecce, lo abbiamo fatto per gli studi medici di medicina generale perché anche lì siamo una, diciamo, un dipartimento con tanta tanti comuni da Lecce a Santa Maria di Leuca e come arrivare da Lecce a Bari e quindi era giusto creare un modello operativo. Io sono stata al tavolo della Direzione generale dei distretti proprio per cercare di semplificare l'approccio tra noi diciamo come dipartimento e i professionisti, e credo che possiamo farlo benissimo anche questa volta. Si tratta di poche cose, non è, non credo, almeno da quello che ho potuto leggere, che ci sia e solo inquadrare, diciamo, quei requisiti minimi per dare dignità al professionista, ma anche tutela, perché lei lo ha già detto prima, ma io in una nota della Presidente leggevo.
Di creare delle regole semplici per evitare effetti diretti sui pazienti, in particolare nelle situazioni di fragilità clinica e di presa in carico cronica. Parliamo di pazienti per cui quando si parla di salute pubblica perché io sono servizio igiene e sanità pubblica dobbiamo mettere delle regole. Io poi fuori dal mio ruolo, sono anche un cittadino e mi fa piacere che la Regione regole minime, ma è giusto, quindi voglio dire alla fine l'approccio tra noi dipartimento e voi professionisti. Non credo che abbia grossi problemi, perché noi abbiamo il dovere di, diciamo diritto, tutelare i professionisti, ma anche ai cittadini. Quindi.
Spero che da questo incontro ne venga fuori come credo qualcosa diciamo di di sereno tranquillo, ma già le regioni, nell'ultima nota.
E voglio dire, parla con chiarezza da sei mesi di tempo, patti, tutti i colleghi biologi hanno già inviato e noi siamo pronti perché abbiamo fatto già una modulistica semplice, grazie.
Vogliamo sì, sì okay va alla dottoressa prego.
Ringrazio la dirigente del servizio di prevenzione, tre osservazioni 1. Abbiamo bisogno di una normativa che sia identica in tutta la Regione per evitare queste di questi disallineamenti, e so che l'Assessorato alla alla, alla sanità, alla salute stava operando nel senso di mettere insieme un tavolo con voi dirigenti in maniera tale da svolgere questo lavoro e quindi questo è il primo punto. Il secondo punto è che, per quanto riguarda gli psicologi, come già dicevo nel mio intervento, la stragrande maggioranza di noi opera all'interno delle proprie abitazioni e e coloro che non operano all'interno delle delle abitazioni una gran parte stanno in locali in fitto, i cui proprietari vi segnalo questo come elemento piuttosto drammatico.
Ah, ai primi accenni di cambiare la destinazione catastale, no, hanno fatto una levata di scudi, ora il problema qual è che se un collega ha uno studio in fitto è il proprietario non vuole, non intende fare in quanto onerosa la modifica della destinazione catastale il collega dovrebbe spostarsi sul mercato ma sul mercato non ci sono locali di questo tipo. E la reperibilità di locali per uso ufficio adatti al alle esigenze minime che che noi abbiamo è scarsissima, per cui si crea una sorta di vicolo cieco nel quale non puoi stare lì ma non puoi andare da nessun'altra parte. Ripeto, al la Regione Lazio, la Regione Lombardia hanno risolto questo problema chiedendo semplicemente due cose, chiedendo la con la comunicazione di inizio, attività che è naturale che ci sia, così come chiedono il fatto che il lo l'attività si svolga in un in un locale, che sia dichiarato agibile e tutto questo attraverso una sorta di autocertificazione, oltre naturalmente a certificare il possesso del titolo di studio. Solo questi tre elementi in Basilicata, per come mi stava, come stava dicendo la collega, Tarsitano addirittura la l'unica cosa che chiedono agli ai biologi, che hanno già un livello di complessità differente, perché possono fare cose molto diverse dal valzer, dalla semplice prestazione intellettuale, chiedono semplicemente di sapere, la la la dichiara la comunicazione di inizio attività mi fermo.
Grazie.
Sì, certo.
È diventato un colloquio, ma ora facciamo parlare l'Assessore, no, adesso se l'Assessore mi permette solo per prego, prego perché noi ci troviamo sul campo, su queste problematiche, allora lei ha preso ad esempio la Regione Lombardia, la Regione Lazio, io preferirei non fare esempi con altre Regioni perché sono realtà diverse e se mi permette glielo dico,
Io lavoro da moltissimi anni, tra un po' di anni me ne andrò in pensione, ho vissuto il problema Covid e non credo che la Regione Lombardia come medicina territoriale, diciamo, la, prendiamo ad esempio quindi tolto questo a me non piace mai fare esempi, lavoriamo sul campo, lei parlava di agibilità,
Allora le dico questo.
Parliamo di studi professionali come per gli studi medici. Noi abbiamo avuto lo stesso problema perché veniamo da una cultura territoriale in cui negli anni 50 60 70, il medico di medicina generale apriva lo studio dentro casa. La sanità è cambiata, anche le esigenze e la tutela della salute è cambiata, quindi abbiamo avuto lo stesso problema con i sindacati, i medici del territorio. Quando abbiamo detto, cerchiamo di regolamentare e anche perché, alla luce di quello che sta accadendo con le case di comunità e quant'altro, c'è la nuova era della sanità territoriale. Io la chiamo la sanità di prossimità, per cui è importante che la Regione metta, diciamo, delle regole minime. No, non so se è d'accordo con me, perché c'è una nuova era della sanità della medicina. Fino ad ora c'era una cultura. Scusate se mi mi dilungo Assessore la cultura ospedalocentrica. Oggi, siccome io faccio parte anche del Consiglio, dell'Ordine dei medici, quindi vivo la realtà territorio. Anche come Dipartimento. Oggi c'è una nuova proprio idea della sanità territoriale e alla luce di questo voglio dire lei parlava di agibilità. L'agibilità e la conditio sine qua non per riaprire qualunque attività dal locale commerciale sotto casa, del del salumiere al alle strutture sanitarie. Noi ci occupiamo anche di questo come Dipartimento di prevenzione, allora capisco quello che lei ha detto. Il proprietario di una civile abitazione non intende fare il cambio di destinazione d'uso.
Catastale o quant'altro.
Lo studio del professionista. Io adesso non faccio la distinzione tra medico biologo, perché anche il biologo lo abbiamo detto prima all'approccio con i pazienti, quindi parliamo di pazienti, è difficile nella nostra realtà. Io vengo dal profondo sud, dove già aver messo delle regole. Gli studi medici di medicina generale ha creato uno, un maremoto, uno tsunami come quello in Giappone. Allora, però, piano piano non riuscivano a trovare il luogo adatto per uno o due bagni, perché sono realtà di piccoli paesini di provincia, però le regole ci vogliono. Mi segue, cioè.
Il proprietario capirà che quella è una cellula che ha affittato a sé stante, perché comunque non c'è comunicazione con il resto dell'abitazione, dove i requisiti minimi noi li abbiamo già messi, cioè l'ingresso attesa. Lo studio e il servizio oggi sono requisiti minimi, perché voglio dire meno di quello non lo possiamo fare in campagna, no, credo, dottor non mi ricordo il suo cognome, dottor Vinci. Allora requisiti minimi, quindi è una cellula che lui stacca dalla civile abitazione. Non è un problema farlo diventare studio professionale, dicevo anche perché il biologo oggi entra nello studio professionale e le regole sono un po' anche per gli studi medici di medicina generale. Quindi si tratta solo di far abituare alla nuova era delle regole. Credo questo è il mio pensiero. Grazie.
Grazie dottoressa.
Assessore, prego.
Grazie Presidente, grazie agli intervenuti spiace, tutti questi chilometri, però diciamo, è un confronto che serve, diciamo, volevo soltanto per il verbale e dire che.
Il percorso non inizia da qui, perché ci siamo incontrati in assessorato, lo dico per rispetto al lavoro che facciamo, è che l'assessore ha già mandato in Giunta la delibera che istituisce il Tavolo tecnico perché,
Sulla scorta della circolare e di quanto gli Ordini hanno evidenziato, diciamo da loro di punto di vista in maniera corretta dal mio corretta, ma devono stare nell'ambito delle relazioni istituzionali e del governo del territorio in termini di igiene e sanità pubblica e accesso dei pazienti. Ma questo ce lo siamo detti nell'incontro, nella mia stanza servirà proprio questo tavolo tecnico per affrontare le diverse questioni che sono diverse, anche territorialmente. Mi ha fatto piacere e ringrazio la dottoressa Stefanelli del dell'intervento, perché dalla visione lo spaccato di un territorio come la Provincia di Lecce, fatto di tantissimi Comuni che a volte diciamo, non sai manco di essere passato da un comune all'altro, conoscendo io quel territorio come le mie tasche, che è cosa diversa, per esempio dei Monti, Dauni, quindi dalla provincia di Foggia, che ha un'orografia diversa e un territorio diverso. Questo perché perché dobbiamo, all'interno ed al tavolo tecnico, determinare quell'attenzione in un momento così particolare della vita.
Di tutti, specie dei più giovani, per una serie di cose che ci siamo detti con gli ordini e che l'attenzione che vuole mettere l'assessore la Giunta regionale è assai importante. Quindi porteremo in Commissione e ringrazio il presidente e tutti i componenti che stanno partecipando oggi, perché l'audizione può essere fatta anche School solo Presidente, diciamo, il nostro Regolamento dice che non c'è bisogno del numero legale, quindi comunque si tiene però la presenza di tanti consiglieri e di territori diversi. Significa però un'attenzione al tema che io voglio riproporre, non solo con l'approvazione della delibera, ma con l'istituzione puntuale del tavolo, nel quale queste questioni devono essere determinate tra il nostro servizio di igiene e sanità pubblica, che è importante che anche diciamo, molto competitivo con le altre regioni ed è anche foriero di tante novità, attenzionando quella che è la presa in carico del paziente, cioè del cittadino di qualsiasi età, perché diciamo che viviamo un momento davvero molto, molto delicato e particolare, per cui così come avevo detto in quella riunione, il tavolo viene istituito ufficialmente. La delibera è la a Cicu 0 0 1, Istituzione di tavolo tecnico per la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativo degli studi ex articolo 5, comma 6 le re legge regionale 9 2017. Questo per dare forza non solo alla legittima richiesta degli ordini, ma ha una risposta puntuale ed esaustiva, senza rimpalli di responsabilità che determina io mi auguro in tutta la Puglia, come ha fatto Lecce, e quindi quindi questo vi sono grati. Anche diciamo quell'aspetto di griglia e di documentazione che già con la semplice domanda e quindi con la istanza, metta nella condizione il professionista che alla richiede. È l'ufficio che ne determinerà il controllo, una velocizzazione con l'abbattimento dei tempi, il tema dei requisiti tecnici e strutturale. Diciamo che anche qui è stato determinato con una serie di esempi. Alcuni li avete sentiti di Lecce. Altri territori con abitazioni che hanno ingresso autonomo, che hanno la possibilità di staccare una parte della propria abitazione rendendola funzionale allo studio professionale, sono aspetti che abbiamo già attenzionato. Io de tre punti su cui gli uffici hanno già dato il loro assenso, ma che il tavolo tecnico deve legittimare, proprio per rispettare tutti coloro i quali sono in campo, per dare risposte ai cittadini nell'ambito della presa in carico della gestione del paziente, ma anche per il tema a me molto caro di igiene e salute pubblica che dovremmo rilanciare partendo da queste, dalla prevenzione, diciamo nell'ambito delle nostre comunità per provare, ecco a guardare avanti, al di là dei sei mesi in sei mesi. Sono un termine temporale che può essere rideterminato proprio in funzione di questo ragionamento che, essendo attività regolamentare, determinerò con atto giuntale. Se serve modificare norme regionali, allora chiederemo anche il conforto della Commissione e del Consiglio regionale ma questo lo vedremo solo a seguito di quel lavoro che il tavolo tecnico chiesto dagli ordini, diciamo, viene di fatto insediato e le risultanze perché io lo insedierà o, come sto facendo per le delegazioni trattanti solo per dare, diciamo l'assenso, il diciamo la presenza politica.
La discussione tecnica la lascio ai tecnici e poi la mediazione politica, se non c'è una sintesi, la devo trarre io nell'atto di Giunta perché sono io il relatore, poi, in Giunta di una DGR, una delibera di Giunta regionale che va a modificare il Regolamento che poi comunque viene in Commissione e la Commissione deve dire entro 30 giorni altrimenti decorsi 30 giorni l'atto torna alla Giunta per dall'adozione all'approvazione definitiva, quindi il percorso è aperto. Io vi ringrazio anche per gli ulteriori passaggi che oggi ci sono stati,
E la funzione di quel tavolo, diciamo fuori dalla gestione manageriale della ASL territorialmente competente, mette invece tutti in rete per avere una visione per l'esperienza e gli anni maturati in campo e il rispetto delle norme. E questo penso possa essere anche motivo di vanto di tutti di essere protagonisti di questa apertura, di questo cambiamento e soprattutto, di dare risposte ai cittadini, perché il momento che viviamo e le attività che ci vedono essere chiamati in campo, proprio come stiamo qui dalle scuole, dalle famiglie, dalle parrocchie diciamo negli ultimi due giorni, non avete idea delle sollecitazioni che vengono da chi governa i rapporti umani, al di là dell'età anagrafica dei soggetti, perché diciamo? Viviamo un momento molto molto delicato e complesso di cui ce ne dobbiamo fare carico e in questo tema di mutuo aiuto così mi piace chiamarlo, ognuno per la propria competenza. La propria esperienza deve tendere la mano e aiutare ad affrontare questo particolare momento. Poi le cause le concause, cioè e questo saranno gli addetti ai lavori, a farci arrivare, diciamo, le loro proposte diciamo il Presidente sa, i Presidenti sanno solo ideologi. Devo richiamare perché c'è stato un aggiornamento per una convocazione a Roma, ma io ho azzerato coloro i quali hanno chiesto di parlare, cioè io sto convocando per giovedì in quelli che hanno chiesto giovedì e venerdì scorso di parlare con l'Assessore. È uno sforzo capite bene, stante il momento perché il piano piano operativo, il tema delle case della salute che le dobbiamo riempire, state vedendo la riforma dei medici di medicina generale, che cosa ha prodotto fra giovedì e venerdì chiama sono temi molto impattanti sulla vita di ognuno di noi per il ruolo che abbiamo, ma è il momento nel quale dobbiamo anche sentirci più forti, sapendo che l'assessore può contare sugli ordini sui propri uffici che hanno esperienza, un know-how che può determinare anche quella visione strategica dove.
L'assessore non è da sola e non si sente da solo, ma l'Assessore non può rimanere solo come nessuno, neanche del profondo Sud, perché anche io rispetto a Foggia, sono del sud, dottoressa orgogliosamente del sud, ma noi pugliesi sì, sì, è proprio per questo nessuno deve sentirsi solo perché anche noi fatemi passare alla due del sud. Dobbiamo dare una mano ai nostri amici della provincia di Foggia che vivono per una orografia, un depopolamento,
Una serie di altre criticità che diciamo i colleghi di quel territorio stanno mettendo in evidenza e sulle quali stiamo lavorando. Ecco, io vi ringrazio davvero per il contributo che state dando. Questo tavolo tecnico è frutto di questa richiesta, ma anche della volontà di aprirsi al dialogo, di non chiudersi a riccio, di non essere depositari di verità assolute che non ce ne sono. Dobbiamo costruirle insieme i percorsi. L'aiuto è questa famigerata bella parola della presa in carico che non deve essere da convegnistica, ma deve essere da attività puntuale quotidiana, poi in un mare magnum. Lo dico io e chiudo su questo che diciamo, ho litigato in maniera furibonda nel fine settimana con diverse strutture.
La presa in carico la fa il sistema, il sistema è complesso, è fatto di tante persone, c'è chi è più attento alla cura delle persone, chi ha preso da 1.000 altre criticità e a volte perde un attimo di vista il ruolo non ce lo possiamo consentire perché per cambiare il sistema e non vivere di vissuto che non aiuta nessuno, bisogna guardare avanti, innovando è rinnovandosi dapprima l'assessore che deve innovarsi e rinnovarsi. Lo dico per me perché diciamo con le riunioni da oggi pomeriggio questa parola, diciamo, deve entrare nella cura dei management.
Che deve far arrivare in periferia, perché ognuno della periferia di quel management devi sentirsi parte integrante del manager, cioè delle risposte da dare e, nonché qualcuno solleciti.
Dopo settimane la presa in carico e non è, non funziona così.
44.000 persone è un sistema complesso, ma due tutti abbiamo bisogno dell'altro divieto, a partire da me, che sono il capo espiatorio, sempre di tutto e di ogni cosa, ma diciamo in questa fase preferirei dare pure io una mano e un contributo a risolvere queste questioni come stiamo facendo questa mattina grazie grazie assessore e voglio ringraziare l'Assessore perché lui ha fatto riferimento all'incontro che abbiamo avuto con lui in Regione sempre su queste tematiche. Presidente Spaccavento se ho solo un minuto,
Solo un minuto, allora intanto la ringrazio e mi scusi, ma noi siamo molto formale in Commissione, gli cedo la parola.
Chiedo scusa umilmente, ma ciò sull'ansia non so se si vede, ma è uno psicologo con la nascita dell'Agenzia rispetto a questo rispetto a questo tema.
So solo solo un minuto per dire scherzavo, prego, Presidente, questa iniziativa di me costituire, con delibera di Giunta regionale, questo tavolo tecnico sia benvenuta, la cosa che chiediamo è che prima di concludere questo lavoro, gli ordini a partire dal nostro vengano vengano ascoltati perché deve essere chiara dovrebbe essere chiara la distinzione tra l'attività che si svolge in regime di convenzione in regime di servizi pubblici e l'attività intellettuale che si svolge all'interno dei set all'interno della libera professione e questo è un canale,
Di dirimente molto importante. Voglio dire che noi, a partire da chi vi parla in questo momento, io esercito questa professione oramai da un secolo, in realtà solo 45 anni, e non posso assicurare che gli studi degli psicologi sono per definizione degli studi che devono avere il massimo del decoro e il massimo dell'accoglienza. Perché noi lavoriamo sulle relazioni, noi non possiamo ricevere le persone in un sottoscala, è la tradizione, vuole che da secoli, da quando è nata la nostra disciplina, buona parte di questa professione viene svolta all'interno, all'interno delle delle abitazioni. Ciò che noi chiediamo sono semplicemente norme di buonsenso a tutela di tutti, e questo è un obiettivo facilmente raggiungibile e noi contiamo molto sull'impegno del nostro assessore alla salute che, come voi sapete, è conosciuto in mezzo mondo per la sua capacità di lavoro e per la sua tenacia su questa, su questa cosa lo impegneremo molto e ringrazio tutti i tecnici che vorranno contribuire a questo lavoro. Grazie,
Okay, grazie dottoressa, può intervenire qualche altro minuto, poi non so se qualche Consigliere o commissario vuole intervenire e volevo solo agganciarmi al discorso che ha fatto l'assessore a largo raggio, perché io, come medico, ovviamente ci tengo alla salute dei cittadini, ma anche la mia, perché fuori dal contesto del mio ruolo io sono un cittadino per cui chiedo, in questa fase storica,
Diciamo la possibilità di avere una sanità, diciamo che funzioni una sanità territoriale è un momento difficile, lo ha detto l'Assessore. Lo dico io perché in campo non c'è solo il problema degli studi, ma delle case di comunità e ripeto, il mio territorio ha delle grosse problematiche e criticità, ma fuori dal mio ruolo, mi piace dirlo, spesso sono un cittadino per cui oggi che ho la possibilità di fare squadra perché io credo molto nel lavoro di squadra non le cose che arrivano dall'alto, vorrei dare la mia modestissima, diciamo né possibilità, come come Dipartimento di Prevenzione e in questa forma di tutela della salute pubblica, proprio perché fra non moltissimo mi troverò dall'altra parte e non vorrei dire a se avessi potuto fare oggi. Posso farlo con la Regione che ci dà, diciamo l'opportunità di lavorare con i pro anch'io fuori di qua sono un professionista. Lei ha detto una cosa, non siamo uno studio convenzionato. Siete uno studio professionale, che comunque convenzionato o no, avete i pazienti, io spesso anche per il mio sovrappeso mi son trovata, quindi conosco le realtà del mio territorio e sono pronta per riprendere il discorso dell'assessore, a dare una mano, visto che noi già siamo pronti a partire e io partirò da subito con la mia squadra di ispettori e di tecnici per essere a fianco dei professionisti, noi non facciamo i carabinieri a fianco a tutela del territorio, quindi possiamo essere anche disponibili con qualche realtà della Daunia o altro e per lavorare di squadra di concerto come Regione, noi, con la nostra realtà del Sud. Grazie, grazie Assessore.
Grazie consigliere De Santis, ha chiesto la parola.
Buongiorno, grazie Presidente, grazie Assessore, io prima di tutto voglio ringraziarvi per aver consentito agli organi di poter discutere questa questa mattina e ringrazio l'assessore per aver già predisposto alla delibera di Giunta che ci consente nel ci consentirà nel più breve tempo possibile di avere un quadro chiaro dentro delle regole.
Chiare, ma spero anche semplici sull'esempio di diverse regioni di diverse regioni italiane, da questo punto di vista,
Io vorrei che far presente che stiamo parlando di professioni che sono dentro una stagione di grandissima trasformazione, ora il Presidente Vinci, l'ha, accennato, ma se pensiamo a oggi le modalità di trattamento dei pazienti, noi abbiamo delle app internazionali che oggi coprono una buona percentuale di utilizzo.
Nella nello svolgimento delle sedute psicologiche, da parte sia del del paziente sia del professionista che diciamo, a prescindere da noi, dalle regole che noi ci diamo c'è un mondo che va in una direzione che è dentro l'innovazione tecnologica dentro una, come dire, una, una storia,
Di terapia che si modifica cambia completamente, quindi dobbiamo anche essere consapevoli che stiamo dentro un mondo che andrà sempre più verso questa direzione, quindi l'invito naturalmente è quello anche di percepire questa questi nuovi strumenti tecnologici che già esistono, perché buona parte ormai delle sedute si svolgono nel mondo attraverso i canali digitali e non in sedi fisiche.
Questo non vale solo Persico per le psicologi, ma vale anche per i nutrizionisti e quindi l'ordine dei dei biologi, cioè io vorrei che l'invito, naturalmente, che stiamo dentro un'era che già ha visto dei cambiamenti in atto e che quindi devono essere tenuti conto nella costruzione del nuovo Regolamento, poi, sul piano personale, come semplice consigliere, componente di questa Commissione, la massima disponibilità.
Se necessario, a cambiare le norme, perché noi siamo qui per cambiare le norme. Siamo un'Assemblea legislativa che scrive modifica, annulla le leggi, quindi, se l'Assessore, assieme al Comitato tecnico, riterrà.
Di necessario anche per uniformare la Regione Puglia da altre regioni e per rendere in maniera omogenea in Puglia chiare le leggi e i regolamenti, diciamo da parte nostra c'è la massima disponibilità.
Dottoressa prego.
Grazie e buon dottoressa Campaniano, Alto But, grazie buongiorno a tutti i partiti, i saluti del Commissario straordinario dell'ASL, battere dottoressa Di Matteo e nel condividere appunto tutto quello che è stato già finora detto e in maniera anche ineccepibile dalla collega dottoressa Stefanelli, da un punto di vista meramente igienistico ben definito, e cogliendo anche le parole dell'Assessore sulla presa in carico e l'innovazione, ci tenevo appunto soltanto a manifestare la disponibilità della ASL BAT piena in questa in questo consesso e in altri, perché l'ASL BAT ha portato avanti un percorso proprio incentrato sull'accreditamento ospedalocentrico, ma anche orientato al territorio che punta su quella che è la definizione, poi dell'accreditamento che sconfina sui requisiti organizzativi e quindi lasciamo stare soltanto i requisiti strutturali tecnologici. Non fermiamoci a questo, altrimenti faremmo un salto indietro nella normativa di almeno 30 anni. Andiamo avanti l'accreditamento vuole definire i requisiti organizzativi, quindi come interconnettere gli psicologi, nutrizionisti, biologi, tutte le figure professionali, anche fra territorio e ospedale, non sono avulse da un contesto.
Integrato di presa in carico. L'obiettivo è quello proprio di garantire al cittadino al paziente una reale continuità. Ospedale territorio, noi questo lo abbiamo già avviato in altre BAT, e non possiamo fare altro che essere grati. È a disposizione per eventuali lavori, come dire sud congiunti, anche che vadano oltre dei confini regionali che al momento non mi pare ci siano nel contesto italiano così tanto innovativi. Vi ringrazio.
Ha chiesto la parola Consigliere, Spina sì, grazie Presidente.
Prendiamo atto che è in corso un diciamo un percorso di innovazione, di però ci mettiamo anche nei panni di chi esercita l'attività da parecchio tempo e che si vede arrivare una richiesta di, diciamo di nulla, osta di un nuovo nullaosta per poter esercitare la professione che casomai esercitava già da da parecchio tempo.
Quindi siamo d'accordo che i tempi sono cambiati e che molte cose vanno innovate rinnovate. Su questo siamo perfettamente d'intesa, però pongo una domanda all'Assessore ed è questa noi abbiamo avuto un periodo di proroga della diciamo, e delle modalità di adeguamento degli studi che parte da gennaio del 2026 è dura sei mesi è. Prendiamo atto con favore del fatto della istituzione di un tavolo tecnico che dovrebbe mettere intorno al tavolo tutti gli ordini professionali per capire se ci sono delle modifiche da apportare a quel tipo di regolamento approvato con legge e in virtù di questo, però, conoscendo anche i tempi della elaborazione del tavolo tecnico, mi chiedo decorsi sei mesi da gennaio 2026, che cosa succede agli studi che, nelle more, non si sono adeguati a richiedere il nulla osta necessario per l'accreditamento?
Assessore, vuole intervenire sul sulla deroga, eventualmente solo aumentare il periodo di deroga in rapporto al tavolo tecnico.
Allora intanto la delibera domani, va in Giunta ve l'ho richiamata, mentre ero qui, ho chiesto al dottor Palladino di metterla all'ordine del giorno perché, diciamo, si dà contezza a quello che diciamo e io, quando assume un impegno, provo sempre a mantenerlo.
2, se i sei mesi sono un termine nel quale non riusciamo e c'è bisogno di uno slittamento, non è quello il problema. Il problema è arrivare a trovare una sintesi proprio in quel tavolo per risolvere i problemi, perché altrimenti iniziamo con le proroghe a cui io sono contrario. Diciamo, ricordatevi la legislatura scorsa, l'agricoltura, io sono stato additato come colui il quale non ha dato proroghe a nessuno, però stranamente abbiamo speso tutti i soldi, tutti hanno imparato a fare i progetti, stranamente e tutti hanno rispettato le date. Questo è un fatto anche di correttezza. allora siamo in una fase dell'endoprocedimento dove ci sono delle richieste specifiche di approfondimento e diciamo, vi ho già detto, disponibilità totale, non a caso sto convocando e sto facendo una delibera di istituzione di un tavolo, quindi non è una cosa che sto dicendo a parole, se serve un periodo per chiudere la partita, faremo anche la proroga, ma diciamo, deve essere utile a mettere insieme le questioni di cui abbiamo parlato questa mattina legittime tutte, ma dobbiamo trovare una sintesi, altrimenti lasciare nel limbo significa anche, diciamo, far rispettare ad alcuni e non ad altri on non mettere il cittadino nella condizione di avere quella correttezza che oggettivamente e obiettivamente tutti dobbiamo avere per rispettare. Su questo penso che proprio il ritrovarsi intorno a un tavolo con le competenze specifiche dell'ordine e dei nostri dipartimenti.
Insieme al nostro Dipartimento che coordinerà il tavolo, metterà nella condizione di trovare la soluzione e, ne sono convinto,
Grazie Assessore, io chiuderei la Commissione sanità ricordando intanto ringraziando l'Assessore per la puntuale risposta, ringraziando i Presidenti degli Ordini e ricordando che come Commissione, ovviamente saremo a monitorare questo.
Percorso perché io ritengo valido, soprattutto per due cose, assicurare la continuità della cura dei pazienti, la tutela del lavoro, ma ovviamente anche avendo a cuore la governance del processo regolatorio, quindi vi ringrazio,
Ci vediamo lunedì prossimo per la loro astensione, l'audizione grazie in congiunta, riprenderemo il tema che ha esaltato questa settimana grazie.