Davvero?
Buongiorno a tutti, grazie della partecipazione e grazie all'Assessore per essere intervenuto dalla parte li ARIF, il direttore Ferraro, credo che fosse impossibilitato almeno eh no, quindi ora c'è il dirigente che lo sostituirà, io darei subito la parola al Consigliere richiedente l'audizione e quindi al collega Gatta per illustrare la sua audizione dopodiché proseguiremo grazie, Presidente e ringrazio anche per la presenza e per l'attenzione all'Assessore Paulicelli,
Ringrazio anche al dirigente di ARIF che accolto.
La richiesta, appunto di questa audizione rispetto ai vivai pugliesi, ma nello specifico alcuni vivai in provincia di Foggia, come ben sapete, la Regione Puglia ha una percentuale abbastanza bassa.
Di superficie boschiva, anche rispetto al dato nazionale che il 37%, la Puglia ha una superficie boschiva solo del 9 10%, in provincia di Foggia, negli ultimi anni si è perso, si è persa tanta superficie boschiva anche causa degli incendi e mi ha particolarmente colpito in campagna elettorale quando il Presidente Decaro ha lanciato questo grande programma di forestazione per la Puglia, quindi di un programma di investimenti anche grazie ad un programma europeo, il cosiddetto programma Life,
Che appunto prevede la possibilità di rimboschire nel nostro territorio un territorio che è di grande attualità anche in questo momento che ha delle fragilità, soprattutto nel territorio dei Monti, Dauni dove si sono verificati nei giorni scorsi delle frane, quindi un grosso problema di dissesto idrogeologico e tra l'altro io, nella richiesta di audizione avevo citato proprio.
Questi due i vivai che insistono proprio nel territorio dei dei Monti Dauni. Si parla spesso di cambiamenti climatici e quindi l'unico modo per poter anche cercare di evitare il nostro clima, che è sempre più troppo tropicalizzato. C'è la necessità di piantare quante più quanti più alberi e in quanti più alberi,
Purtroppo da quello che mi consta.
In provincia di Foggia, dai 5 ai vivai che avevamo nel nostro territorio da qualche anno. Non so se è una diciamo coincidenza, ma da quando questi vivai sono stati presi in gestione dall'agenzia regionale sono in uno stato di grande abbandono, a differenza del passato, quando c'era una gestione in house da parte dei del dell'allora Ispettorato ripartimentale delle foreste con i propri dipendenti, con i propri vivaisti, questi vivai hanno distribuito tantissime piante e il territorio provinciale, quindi un grande lavoro,
Meritorio oggi questi vivai, oltre che non producono più piante, non si fa neppure, diciamo raccolta di seme, quindi c'è anche il rischio che da qui a qualche anno noi non potremmo diciamo avere.
Disponibilità di piante se non importarle da altri territori, non solo nazionali, ma anche esteri. Quindi ritengo che sia necessario rivedere questa questa posizione. Si parlava anche di.
Anche rispetto, diciamo, quando è uscita la notizia di questa audizione, il Presidente Tutolo ha risposto dicendo che c'è una visione strategica nell'andare a concentrare in un vivaio quello nel territorio di Lucera, quindi un unico vivaio, io ritengo che sia una scelta completamente errata, sbagliata perché il.
Il territorio di di Lucera dove insiste il vivaio Vulgano l'azienda Vulgano all'azienda di proprietà della Regione e a 120 metri sul livello del mare. Allora, se noi andiamo a produrre piante in quella zona con un microclima assolutamente diverso rispetto a.
Per il microclima che abbiamo sui monti Dauni o sul Gargano, quelle piante, quando comunque andiamo a mettere a dimora moriranno moriranno, quindi ha una ratio anche la scelta di andare a realizzare quei vivai in quei territori e tra l'altro si parla sempre di recuperare l'acqua, quindi la risorsa idrica. In alcuni vivai, per esempio, nello specifico quello di Deliceto, c'è anche disponibilità idrica, va bene quindi.
Non abbiamo questo tipo di di crisi. Criticità.
Non possiamo curare il nostro territorio solo e soltanto continuando a cementificare con palificate abbiamo bisogno di appunto, come diceva bene il presidente Decaro, di un grande programma di investimenti nel campo della forestazione e quindi su questo io chiedo.
Al all'assessore regionale, all'agricoltura di.
Rivedere questo questo piano che ufficialmente non prevede ancora la chiusura di questi divari, cioè io ho visto almeno da quello che ho verificato se, pur essendo matricola qui in Consiglio regionale non c'è una di un deliberato di chiusura di questi vivai, ma è chiaro che serve come dire un investimento anche per adeguare questi piccoli i vivai che non è una spesa a mio avviso inutile anche per le ragioni che vi dicevo poc'anzi.
Quindi mi auguro che ci possa essere appunto questa volontà da parte della Giunta regionale di investire, anche perché le risorse c'erano e ci sono quindi, oltre al programma LIFE c'era, l'allora PSR oggi il CSR, anche quello che, come dire a.
Trasmesso a noi tutti il Piano nazionale di ripresa e resilienza, quindi di continuare ad investire nel settore ambientale. Si parla tanto di percorsi ambientali paesaggistici. Secondo me questa, diciamo, deve essere la linea guida che ci deve, come dire, portare a non chiudere quei vivai, perché non è uno spreco di danaro pubblico, ma è una risorsa, è un investimento per il nostro futuro e per le future generazioni. Grazie,
Prego, collega, darei se vuole, se c'è qualche altro collega che vuole intervenire, do la parola ai colleghi, dopodiché darei la parola all'Assessore e al Dirigente.
Grazie Presidente, grazie per la convocazione, ringrazio i commissari presenti per la presenza e grazie al al commissario Gatta, al Vicepresidente Gatta che dalla possibilità, insomma di.
Portare anche all'interno della Commissione è quella che è lo Stato,
Facciamo attuale dei diversi vivai, farei una differenza tra vivai e azioni di imboschimento, rimboschimento. Come qua guardate quest'anno compie 100 anni la Foresta Mercadante, che è stata una intuizione 100 anni fa, proprio di mitigazione e di aiuto anche alle città di evitare che possano avvenire anche alluvioni e quindi quell'intervento è sicuramente fondamentale. Quello quello che intendeva anche il presidente Decaro, appunto nella nel programma elettorale, che ci sono anche attraverso finanziamenti europee, ma anche attraverso il CSR. Lo ha citato prima. L'essere di 0 5 prevede una misura proprio sull'imboschimento. È aperta proprio in questo momento che prevede la partecipazione, oltre che delle aziende agricole, anche dei Comuni per effettuare imboschimento per le aziende agricole c'è la parte della, il mancato reddito viene riconosciuto per i Comuni, ovviamente no, perché non non fa, non producono reddito, però crea, vanno a creare anche forme di imboschimento. Io mi auguro che partecipino, perché le misure molte volte vengono attuate però poi, purtroppo non sempre vengono colte e quindi ti ringrazio, la ringrazio.
Collega proprio per l'opportunità che ci che mi dà pro di venire in Commissione e di tanto manca ancora qualche altro giorno per quel bando. Se diciamo sollecitate gli stessi Comuni e lei è proprio l'essere di 0 5,
Che che prevede proprio una forma di imboschimento rispetto a la questione posta da lei, come ha già detto il Presidente a Tutolo, non si tratta di una chiusura o di una di.
Diciamo ognuno arretramento. Si tratta di un piano di.
Organizzazione che ovviamente è stato avviato prima della del mio arrivo da Assessore da diverso tempo, che è quello di ottimizzare al massimo le risorse, ma soprattutto di rendere i vivai quanto più.
Ecco con funzioni importanti e quindi, purtroppo, le condizioni dei due vivai che sono più piccoli rispetto agli altri che Deliceto e Orsara, giusto perfetto, sono e oggi vi lascio anche lo lascio qui alla Presidenza in modo tale da poterlo consultare la situazione in cui versano purtroppo i due.
Vivai si tratta appunto di una di provare a non arretramento, ma di di fare una scelta di responsabilità,
Poi è necessario concentrare pone un problema che dal punto di vista agronomico non sono io a doverlo dire, cioè se quella parte di piantumazione può esser fatta in un posto piuttosto che un altro, ma va di qua il dottor Tenore può dire meglio meglio di me.
Noi stiamo parlando di 5 vivai che sono all'interno dell'area Capitanata, la provincia di Foggia, di cui i due che.
Adesso non sono chiusi stanno continuando a produrre, ma si arriverà ad una azione di razionalizzazione delle spese. Perché questo ho chiesto non soltanto per i vivai, ma anche per gli osservatori.
Faunistici, è necessario ottimizzare al massimo le spese, proprio perché dobbiamo cercare di dare un aiuto ai nostri agricoltori.
Non ci servono altre cattedrali che poi non vengono non vengono utilizzate invece.
Avere dei vivai. Sono andato a visitare quello di Taranto, ho qualche giorno fa e devo dire che ho trovato un vivaio.
Ho molto molto, si è vivo, ma anche ben tenuto, che produce piante che, tra l'altro, anche nel momento in cui vanno in sovrapproduzione, dobbiamo trovare il modo anche per donarli agli stessi Comuni, per piantare quelle piante che non tutti non vengono utilizzate. Insomma,
Siamo nella stessa direzione, cioè quello di avere più aree verdi, avere aree verdi che però possono essere di aiuto all'agricoltura pugliese. Questi due vivai di cui oggi discutiamo hanno delle problematiche, anche di natura sanitario.
Sicurezza sul lavoro. Questo non possiamo permettercelo. E allora aiutateci anche in questo a.
Devo fare una verifica, appunto migliore, perché credo che i lavoratori che sono all'interno non siano venuti soltanto da dall'Assessore Paolicelli a lamentarsi delle condizioni, ma voi che siete direttamente sul di quella Provincia credo che abbiate contezza di come è la situazione e allora una cosa non dobbiamo fare sperperare risorse pubbliche che dobbiamo ottimizzare al meglio.
Andando verso una direzione quella della, diciamo, della utilizzo di investimenti che possano aiutare o un territorio a produrre ancora di più e meglio anche piante che servono all'agricoltura pugliese. Io nel merito farei entrare principe il dottor Tenore rispetto a quelle che sono le condizioni pari a una panoramica generale dei vivai, entrando più nel merito rispetto ai due vivai di cui oggi ha chiesto il l'intervento, il collega Gatta, grazie grazie, Assessore, prego, dottor fenomeni. Grazie, grazie a tutti quanti e per questa opportunità pure di poter fare appunto una panoramica e contestualizzare un pochettino l'attività vivaistica di ARIF. Noi, come Agenzia regionale, abbiamo su in provincia di Foggia, 5 vivai, ne abbiamo un altro in provincia di Bari, Merca Foresta Mercadante, fungi pendola, poi abbiamo un vivaio Restinco Brindisi, poi abbiamo un vivaio a Taranto, il vivaio di leggerezze e poi abbiamo 2 vivai a Lecce, 1 proprio a Lecce, città e l'altro a Gallipoli, il discorso dei vivai di Foggia.
Che trova la sua ragion d'essere anche nella evoluzione normativa che c'è stata che riguarda, diciamo così, tutto la materia fitosanitaria da quando è diventato obbligatorio l'iscrizione al RUP registro ufficiale dei produttori e non è stato più possibile mantenere la convivenza con la fattispecie del piccolo vivaio. Da quel momento ci siamo posti seriamente il problema sulla sulle condizioni, appunto di questi vivai e se diciamo questi vivai che sono in capo, ovviamente, al Settore Demanio e Patrimonio della Regione Puglia acquisiti con vecchie delibere risalenti agli anni 70, fossero appunto nelle condizioni di rispettare tutta la normativa per l'iscrizione al registro ufficiale dei produttori, professione negli operatori professionali. Alla luce dei sopralluoghi fatti alla luce anche, diciamo così, di una analisi che è stata fatta puntuale, vivaio per vivaio sono emerse tutta una serie di criticità e di diciamo così,
Di varia natura che vanno in alcuni casi dalla legittimità delle opere e dei manufatti che ci sono che nel tempo magari sono stati fatti che vanno nella sicurezza sugli sui luoghi di lavoro. Abbiamo per esempio situazioni di come posso dire di di di rischio elevato lì dove abbiamo la presenza di vasche di accumulo di acqua che sono ormai prive di rete di sicurezza. Abbiamo altre situazioni in cui l'approvvigionamento idrico è incerto. Tutta una serie di criticità. Da questo punto noi abbiamo pensato di razionalizzare l'attività vivaistica, diciamo, su Foggia, tenendo ovviamente ben presente che l'obiettivo è quello di non diminuire la capacità produttiva e della nostra del nostro vivaismo proprio per venire incontro e per le ragioni che diceva prima il Commissario Gatta, cioè.
Fornire un numero di piante adeguate a quella che è l'esigenza della della nostra, della nostra Regione e quindi, in quest'ottica, noi abbiamo, approfittando anche, diciamo, di una di una intesa con il Settore Demanio e Patrimonio di Regione Puglia che sta facendo un intervento importante di riqualificazione, o meglio non una ristrutturazione straordinaria degli immobili che si trovano presso il Vivaio Vulgano nel Comune di Lucera. Abbiamo.
Pensato di avendo anche lì una grande superficie disponibile, circa 22 ettari in piano facilmente raggiungibili e a breve avremo, diciamo, la disponibilità di locali nuovi e ovviamente sicuri per il personale che vi lavora. Abbiamo immaginato di poter concentrare una parte dell'attività che attualmente si svolge in provincia di Foggia, proprio in questo in questo vivaio, perché questo vivaio CIA avrà le caratteristiche idonee per poter essere scritto al RUP, per poter far lavorare gli operai in sicurezza, per poter essere facilmente raggiungibile e raggiunto con i mezzi e in piano a un terreno che si presta, diciamo in maniera ottimale per questo tipo di coltivazione. Venendo nel merito, poi delle osservazioni che il Commissario Gatta giustamente ha fatto e ci siamo ovviamente posti il problema di quelle specie faggio, tasso colmo, che hanno invece un esigenze bioclimatiche, diciamo diverse rispetto alle agli abeti, ai pini, per esempio, o ad altre o ad altre specie che si coltivano a livello, diciamo, del mare, è proprio per cercare di non perdere questa nostra,
Caratteristica questa nostra, diciamo così capacità di per di poter produrre queste specie. Abbiamo avviato una interlocuzione che è già in fase abbastanza avanzata con i carabinieri provinciali del.
Gargano che stanno in foresta umbra per poter acquisire un'area che è una ex area forestale. Sta in Foresta Umbra, che era appunto dei carabinieri forestali che loro ci cederanno per poter fare lì l'attività vivaistica proprio per queste specie che hanno bisogno appunto di un clima diverso, che sono appunto le spese cosiddette di di montagna. Abbiamo già avevo, diciamo, un'interlocuzione molto avanzata con i carabinieri, il l'Agenzia del demanio.
L'Agenzia del demanio ha fatto già dei sopralluoghi per poter definire il canone che dovremo pagare. Quindi diciamo che, volendo semplificare, noi avremo un vivaio che è quello di in prospettiva, un vivaio che è quello di Vulgano dove verranno, diciamo, coltivate le specie di di livello del mare e poi avremo invece il vivaio in Foresta Umbra, dove coltiveremo le specie invece di montagna. Ci siamo però posti anche il problema di non lasciare completamente svuotata la zona del dei Monti Dauni e quindi stiamo ragionando sulla possibilità di poter recuperare almeno uno dei vivai che dovrebbe essere il vivaio di Castelnuovo della Daunia che ha le caratteristiche, diciamo, diciamo più vicine ed è, diciamo, la soluzione un po' più facile per poter essere, diciamo così rimesso in sesto e quindi poter garantire un presidio anche per quella zona. Per quanto riguarda l'attività, diciamo vivaistica per non lasciare completamente sguarniti i Monti, Dauni poi da dall'attività vivaistica. Quindi, in questo scenario ci siamo, diciamo, mossi in questo scenario noi abbiamo anche trasmesso la nostra relazione programmatica al.
Settore foreste di Regione Puglia che c'ha, diciamo, ha accolto e condiviso questa nostra questa nostra programmazione e posso confermare che il numero totale di piante che verranno prodotte sarà in in tutti i vivai. Diciamo forestali del nostri di ARIF saranno non meno di 500.000 piante, quindi diciamo se la preoccupazione era quella di, da un lato, di non perdere piante, quindi non perdere produzione vivaistica, che è importante per la ripiantumazione delle superfici boscate. Questo da questo punto di vista, mi sento di poter tranquillizzare perché il numero delle piante che noi abbiamo in programma diciamo non subirà una variazione al ribasso, ma si manterrà sui 500 sulle 500.000 piante.
Grazie, prego, collega, grazie, grazie, Presidente.
È emerso, diciamo con chiarezza, che c'è una chiara volontà politica di.
Riorganizzare un po' tutto il sistema vivaistico, prevedendo la chiusura di alcuni vivai, quindi non capisco il perché.
Si è anche perso tempo a tenere in uno stato di abbandono i vivai attuali senza, come dire anche un deliberato, quindi, se quella è la volontà politica, quindi e vi chiedo appunto di procedere con una deliberazione anche di riorganizzazione dei vivai.
Il dottore mi ha, come dire confermato quelli che sono i dubbi rispetto alla produzione di piante autoctone che possono essere soltanto prodotte in un determinato microclima. Quindi diciamo il futuro vivaio di Lucera, perché parliamo comunque di futuro perché al momento a Lucera non si produce nulla come non si producono piante in tutti gli altri 5 vivai della provincia di Foggia,
Eh sì, eh allora, almeno nei due citati non si producono più danni tabe come aree fa presa in carico quei vivai c'è stato lo stato di abbandono va beh, non so se è una sfortunata coincidenza per ARIF, però fatto sta che comunque c'è uno stato di abbandono di quei vivai nel vivaio di Deliceto nel vivaio di Orsara, nel vivaio di Biccari. Rimane quello di Castelnuovo e qual è l'altro?
Dei dei cinque che che manca a Chieuti lo stesso anche non si produce da quant'è che ARIF presi in carico questi vivai non si producono più piante va beh, è un dato certo, anzi, invito l'assessore e tutta la Commissione agricoltura a fare anche una visita ispettiva. Io la farò, anzi vi chiedo, come dire l'autorizzazione a farla nei prossimi giorni per verificare lo stato dei luoghi di questi vivai non serve. Siamo consigliere regionale, però la la poteri ispettivi non serve, perché no, perché l'assessore ha dato, come dire.
Beh, diciamo serve che l'Autorità deve andare a da eh no, va be'~hesitation sono, come dire, abbastanza educato da chiedere. Diciamo anche parlare anch'io. Sono allora forse a Deliceto Chieuti Orsara e Biccari va bene, mi manca un altro, forse l'unico Castelnuovo ancora produce, non si producono più piante da quando ARIF ha preso in carico la gestione di questi vivai va bene o dopodiché, quando lei mi conosce, quando lei mi dice che da bisogna, come dire anche assicurare una presenza di un vivaio in sul territorio dei Monti Dauni.
E il vivaio di Castelnuovo ad Orsara va bene o a Deliceto dista circa 80 chilometri. Va bene, quindi bisogna conoscere anche il territorio dei Monti Dauni 80 chilometri, ma non di autostrada 80 chilometri di strada che, tra l'altro, è anche franata, che ci vogliono tre ore, quindi da Deliceto o da Orsara, dal territorio dei Monti, Dauni Meridionali per arrivare a Castelnuovo al territorio dei Monti, Dauni settentrionali ci si impiega, sono 80 chilometri, ma ci vogliono due ore per arrivarci, quindi non c'è, non ci va nessuno nel frattempo. E una certezza che nei quattro dei cinque vivai, in provincia di Foggia non si produce più un albero da anni va be'grazie, sì, no, solo brevemente, per diciamo su questa ultima specifico affermazione. Per.
Mi permetto di dissentire perché noi abbiamo poi io le farò avere che come devo dire no le farò le fa le farò avere i documenti di consegna delle piante che noi abbiamo fatto alle persone che facciamo alle persone tutti gli anni sono piante che sono state, come dire, seminate 15 anni fa, va bene quando c'erano i vivaisti regionali e voi non era ancora mi accolse, non era arrivata ancora arrivati, sono piante di 15 anni fa, mi consente a noi le piante oltre tre anni, non li possiamo più avere, quindi le piante che noi distribuiamo hanno al massimo tre anni, tant'è che abbiamo fatto una nota, forse l'Assessore ancora questa nota non gli è arrivata proprio per poter avere una deroga a questo impedimento e poter, diciamo così, mantenere le piante oltre tre anni e poterle magari vendere a un prezzo un pochettino più remunerativo anziché distruggerla.
Allora grazie. Io credo che il Consigliere Minerva mi ha chiesto di intervenire prego, collega eh sì, grazie Presidente, io penso che bisogna distinguere 2 elementi di questa discussione partendo dal presupposto che ho trovato,
La richiesta del consigliere Gatta molto utile, perché è giusto che si faccia un approfondimento rispetto a quello che è successo negli ultimi periodi nei nostri, nei nostri vivai, anche rispetto alla necessaria riorganizzazione degli stessi. Un altro è il tema politico, che invece ha introdotto la l'Assessore Paolicelli, perché consigliere Gatta? Se è vero, come è vero che nelle parole che dice ci sono delle verità e io conosco il territorio anche nel mio territorio ci sono situazioni simili con.
Pezzi di vai che sono abbandonati con una produzione delle piante autoctone che effettivamente diciamo ultimamente. Non non avviene poi, come dire le 5 c'è la produzione di 500.000 piante e sicuramente purtroppo Torre d'onore minore rispetto a quella degli anni precedenti e se dobbiamo ragionare sulla riforestazione e come dire, non è neanche soddisfacente come numero se pensiamo che nel Salento gli ultimi 10 anni ha perso 4000000 di piante, 500.000 piante in Puglia non non serviranno a sostituirle. C'è però, come dire, non si può dire che è stata una scelta politica. Consigliere redatta perché l'Assessore Paolicelli è stato chiaro e preciso nelle indicazioni che si è dato nel suo mandato, che rispecchiano il programma di De Caro nell'azione che sta portando avanti in soli due mesi da quando è stato nominato, è chiaro che c'è bisogno di una riorganizzazione. È chiaro che la gestione così come è avvenuta negli ultimi anni non può andare avanti semplicemente perché questo è il dottore d'onore, lo sa. Vanno in pensione i decani del settore, che è un settore molto delicato e noi non abbiamo come dire, sostituito quelle figure affiancandole a persone che sanno come si lavora sui temi come si lavora sulle piante, come si fanno crescere le piante di quanta acqua bisogna mediante perché ho visto io nel vivaio del Salento, far morire le piante perché e lì si dava molta acqua oppure esporre.
Per togliere dal sole piante che avevano bisogno di sole. Allora, nella pianificazione di cui l'Assessore parlava e ringrazio per questo c'è una visione, bisogna tener conto di questo bisogna tener conto della formazione del nuovo personale, altrimenti noi non possiamo tenere aperti vivai con il personale dell'antincendio che, non Cab, diciamo, non hanno competenze rispetto.
Alla gestione del seme rispetto alla al tipo di pianta, il tipo di di necessità che ha la pianta dall'altro, come ha detto l'Assessore, non possiamo più continuare ad avere sprechi, ma bisogna efficientare quella spesa per permettere ai vivai di continuare a produrre perché le richieste ancora ci sono ci sono le richieste del lobbista ci sono le richieste come dire di tanti che potrebbero aiutarci con piccoli insediamenti di impianti in quel ragionamento dell'assessore, sta portando avanti con forza della ripiantumazione di territori come il Salento, ma come anche il Gargano che hanno avuto polmoni verdi, infatti, dà agli sforzi dei 100 anni fa nella Foresta Mercadante ma 70 anni fa,
Ad esempio, a Porto Selvaggio che hanno costruito polmoni verdi, su cui bisognerà intervenire, perché?
Ah, come dire il tempo, molte piante resta facendo venire meno al netto del di quello che è successo, ad esempio sulla Xylella, ma e poi prima sulle palme e poi sulla Xylella e poi sulle piante di rosmarino e poi adesso si mandorli e poi sugli oleandri. C'è bisogno di c'è bisogno di piante, ma io penso che la sua segnalazione è utile per far prendere, diciamo contezza, della situazione, che lo sforzo di ARIF, grazie alla visione della pianificazione dell'assessore, deve riportare a quello sono troppi vivaio, non possiamo o non possiamo gestirli tutti si concentra il lavoro, ma ci deve essere e così come Lecce, così come al foglio, ci devono essere dei device che producono piante perché noi di piante abbiamo bisogno perché non è possibile che chiediamo di impiantare, ma poi facciamo spendere alle persone 5 6 7 euro a pianta per comprare da vivai privati o esportando o importandolo ad altre Regioni. Bene che vada piuttosto che produrla e farle pagare. 50 centesimi 70 centesimi, come è successo negli altri anni. Ma rispetto a questo penso che diciamo la pianificazione e la visione dell'Assessore sta dando dei frutti ed è giusto della nostra attività, dalla Consigliere, sia a supporto per far prendere contezza di quello che c'è sul territorio di capire se ARIF ha fatto degli errori e come può intervenire meglio rispetto alla gestione di alcuni settori e di seguire, come dire, la visione che l'Assessore sta dando con il suo lavoro e che porterà, io sono sicuro o dei frutti, quindi beneficerà tutto il territorio.
Grazie collega Minerva, no, io volevo se non ci sono altri interventi, aggiungere.
Qualche altro dettaglio che ci sono, ad esempio alcuni Comuni, anzi uno, e mi riferisco ad esempio al comune di Biccari che preferirebbe riaverlo nella propria disponibilità, quel vivaio che è di proprietà del Comune, per che ha delle idee,
Di utilizzo di quella di quello spazio di quella struttura, che.
Ritiene sicuramente più confacente ai bisogni della comunità e si andrà in quella direzione, io credo che anche gli altri Comuni possano sicuramente.
Pensare in questo magari possiamo pensare di aiutarli Assessore un utilizzo sempre nell'ambito della.
Ah nel del diciamo del del del del verde della aiutarli a.
A gestirli a tenerli, invita a sviluppare dei progetti che possono essere utili alle comunità. Sicuramente c'era bisogno di razionalizzare sia le risorse umane che praticamente erano messe a caso, spesso non senza professionalità e.
Per dare dei risultati migliori in termini di produttività rispetto proprio al al al numero di piante, alla bontà del lavoro che veniva effettuata e che dovrà essere effettuato. Quindi io ringrazio per i chiarimenti. L'assessore e il dirigente del settore.
Ringrazio il collega Gatta per comunque, come diceva il collega su un certo, è un tema sicuramente interessante da non trascurare e queste sollecitazioni fanno sicuramente bene non male e quindi la dichiaro invece non c'è. Prego, collega, grazie Presidente,
Credo che su questa questione si sia parlato di tutto.
E ma non si sia focalizzata l'attenzione su alcune sull'intervento del consigliere del collega Gatta.
Poiché mi è parso, diciamo, da rispetto all'intervento dell'assessore Paolicelli, che vedeva metteva al primo piano una razionalizzazione dei costi e quindi la non chiusura dei vivai,
Dall'altra parte, però, mi è sembrato un attacco nei confronti della gestione, quindi del dell'ARIF.
Perché in un termine, cioè in un passaggio, lei diceva.
Da quando, nella gestione della, quando è gestito dall'ARIF, non ci sono più piante che vengono attenzionate, coltivate, eccetera. Quindi io direi, quando si si si si propongono, diciamo situazioni simili di entrare poi nel merito, perché se l'attacco è all'ARIF, comprendiamo, cerchiamo di capire qual è il problema che potrebbe avere l'ARIF, come diceva benissimo il nostro Capogruppo, potrebbero essere proprio un passaggio generazionale, una una ricerca, diciamo, di personale qualificato che magari oggi manca prima c'era, eccetera. Però risolviamo la questione, altrimenti oggi abbiamo parlato di tutto, per non parlare di niente e per rimandare il problema ad una nuova data, o quantomeno ci diamo anche un appuntamento magari lo calendarizziamo tra un mese per verificare se ARIF si è in qualche modo premunita di un metodo in no, diciamo diverso da quello finora utilizzato per far sì che questo vivaio possa riprendere vitalità e piuttosto invece che lasciarlo abbandonato. Io non non conosco, non essendo di quella zona. Prendo atto di quanto ho ascoltato, però è. Sono dell'idea che quando si introducono dei discorsi simili così importanti, poi alla fine bisogna arrivare anche a concretizzare, altrimenti abbiamo perso solo abbiamo fatto un'audizione in più, ma non abbiamo risolto il problema, per cui il mio invito è a risentirci su questa tematica per vedere anche come ARIF sì è programmata, ha programmato meglio del suo intervento. Sì, giusto no, piace questo piglio PRA di pragmatismo del del collega.
Intanto condivido in pieno le parole del Presidente Minerva perché.
Ha centrato la questione centrale della questione e, tra l'altro,
Stefano consentimi, non era anzi sia arrivato in ritardo e l'ho detto nella premessa che è piaciuto molto, Presidente, Decaro quando ha parlato comunque di questo grande programma di investimenti nel campo della forestazione, quindi questo programma denominato Boschi di Puglia, perché Stefano abbiamo bisogno davvero, perché solo cementificando solo con colate di cemento non possiamo curare il nostro territorio, che è un territorio sempre più fragile dal problema della del dissesto idrogeologico e questi vivai che seppur piccoli e dottore mi consenta cioè non è che non possono essere adeguati possono essere adeguati. È chiaro che se per anni sono stati abbandonati, oggi, comunque, c'è bisogno comunque di qualche euro in più per per adeguarle. Allora io voglio capire poi, alla luce anche di tutta la discussione e anche della disponibilità dell'Assessore, perché consigliere Tutolo, mi fa capire che comunque questi vivai nel piano che tra l'altro non c'è ancora un piano va bene,
Andrebbero chiusi per concentrare tutte le attività a Lucera che anch'io condivido. Diciamo di poter come dire,
Fare una scelta di razionalizzazione, quindi è assente o e però ripeto Foresta Umbra coltivare piante che poi possono servire, diciamo all'altro, territorio restante dei Monti, Dauni significa comunque.
Una distanza di.
3. Ora va bene di tre ore. Si è più facile arrivare a Roma che dai monti Dauni arrivare sul Gargano va be'~speaker_laugh,
Pagina e infatti e infatti no va beh, se fai la parte Tirrenica, se l'Adriatico e vorrei dire a qualche difficoltà.
L'assessore ha dato disponibilità a fare anche una verifica e quindi una verifica dello stato dei luoghi. Anche quindi un sopralluogo e vorrei capire a margine di questa Commissione, cioè se si vivai vengono chiusi, vengono aperti, come diceva, come dire il collega vanno come dire, rilanciate, cioè vogliamo capire, si vivai cosa come dire.
E che futuro avranno perciò intanto da un procedimento avviato prima della del mio arrivo. C'era una no, però è giusto di.
Razionalizzazione di quelli che sono i vivai, perché quelli che non sono in condizioni né dal punto di vista igienico, sanitario né dal punto di vista proprio della sicurezza, appunto del lavoro per i lavoratori, si andava verso la chiusura non fermando la produzione. Laddove c'è però produzione, bisogna accertarsi anche di questo per ottimizzarli in meno vivai.
Per a fargli produrre però far produrre bene. Io la verifica che faccio adesso subito, questa Commissione mando una richiesta di verifica dello stato attuale di tutti i vivai della Regione Puglia.
Così mi faccia fare una relazione dettagliata con foto del momento cercherò di fare alcuni sopralluoghi e anch'io direttamente, in modo tale da verificare lo stato attuale, capire i costi per costi e personale per la tenuta dei vivai, capire quanto ci costa nel caso ottimizzare o unire.
O potenziare al altri vivai, e lo condivido senza problemi con la Commissione, in modo tale da decidere insieme in che modo intervenire per il bene della Puglia, ma anche per il bene degli stessi lavoratori che poi devono stare in questi locali che non sono,
Assolutamente diciamo idonei per lo svolgimento del lavoro.
Grazie grazie assessore, mi chiedeva solo brevemente un piccolo, possiamo così inciso io vorrei che non si trascurasse questo tavolo e l'impatto importante che ha avuto tutta la questione della Xylella anche sull'attività vivaistica e quindi anche sulla nostra attività vivaistica. Gli investimenti e diciamo anche le restrizioni che abbiamo avuto in termini di produzione di numero di specie in funzione appunto di quella che è la batteriosi e abbiamo dovuto ridurre drasticamente in alcuni vivai il numero delle specie coltivate. In altre. Siamo riusciti di nuovo a riprenderlo con degli opportuni investimenti. Quindi vuol dire anche anche questo. Colgo l'occasione per questo è mia, perché proprio per la propria i vivai privati si potrà, attraverso una misura che hanno trovato il CSR per la copertura dei vivai, tornare a produrre piante anche laddove esso vi è una zona infetta e quindi diamo un'opportunità importante ai nostri vivai Asia. Immagino al Salento, ma purtroppo, come abbiamo visto, non possiamo abbassare la guarda da in nessuna parte, della nostra Regione e a dare l'opportunità ai nostri vivai di continuare a produrre piante e quindi anche economia e lavoro per quei territori. Grazie grazie e allora, grazie a tutti, grazie per la partecipazione, buon proseguimento di giornata.