E per essere intervenuti, il primo punto all'ordine del giorno è l'audizione richiesta dal presidente Pagano in ordine alla crisi industriale del gruppo Natuzzi, possibili ricadute occupazionali, economiche e sociali con l'ascolto dell'assessore allo sviluppo economico, della Direttore del Dipartimento sviluppo economico del Presidente del SEPAC e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori coinvolti nella vertenza e io a proposito della di questa vertenza darei subito la parola al presidente Pagano che il richiedente,
Dell'audizione per esporre in maniera compiuta i motivi di questa di questa convocazione grazie Presidente, grazie, ringrazio il Presidente Tutolo per la sensibilità dimostrata rispetto a una vertenza che riguarda non solo essenzialmente la provincia di Bari, ma anche un territorio con termine come la Regione Basilicata e che soprattutto riguarda uno dei siti produttivi.
Che più sono conosciuti fuori dai confini regionali e nazionali come baluardo del made in Italy, su cui stiamo provando un po' tutti un po' tutte le parti politiche a costruire una narrazione positiva e di posizionamento e guardando, diciamo anche gli ottimi risultati raggiunti nel passato evidentemente con buoni.
Con buoni auspici e abbiamo richiesto questa audizione congiunta perché la Natuzzi ci impone, nell'esercizio del nostro ruolo legislativo, non solo una funzione di ascolto passivo, ma anche una capacità di raccolta di elementi che siano necessarie e predisporre eventualmente interventi normativi e di bilancio.
Perché questo è il tema su cui dobbiamo declinare la nostra capacità anche di fare politica e di fare istituzioni, e lo facciamo all'indomani proprio tecnicamente, della chiusura almeno parziale, del tavolo nazionale convocato dal Ministero del made in Italy su cui e in cui si sono confrontati le parti in questione. Quindi l'azienda, le parti sociali, i sindacati e Regione Puglia e Regione Basilicata, da quello che ci pare comprendere al momento una delle questioni su cui si starebbe concentrando l'attenzione e su cui non ci sarebbe ancora un punto di vista condiviso riguarderebbe quello previsto dal piano industriale. 2026 2028, con la previsione di centinaia ed esuberi e soprattutto la chiusura dello stabilimento Iesce 2 di Santeramo in Colle. In realtà è tra Santeramo in Colle e il territorio di Altamura questo viene considerato dalle parti sociali, ma anche dal sottoscritto, irricevibile perché tenderebbe a scaricare il costo della riorganizzazione interamente sui lavoratori. E tutto questo ovviamente parte dal termine di quelli che sono stati gli incentivi che sono stati messi a disposizione qualche anno fa, denominati Decontribuzione Sud sulla base del quale l'azienda di cui stiamo parlando. Il Gruppo Natuzzi aveva innestato un progetto di reshoring, cioè di riporto qui in Puglia e in Italia, di alcune produzioni strategiche che prima venivano realizzate all'estero. Ci pare di capire che, a fronte di un problema di assenza di competività sui costi di trasformazione sia stato proposto e questo forse potrebbe essere uno degli elementi più positivi di questa vicenda proprio ieri uno strumento compensativo di decontribuzione, con la disponibilità sia di Regione Puglia sia di Regione, Basilicata, ma soprattutto del Governo nazionale, perché è una competenza essenzialmente del Governo nazionale,
Che ovviamente potrebbe tranquillamente andare a compensare l'anti economicità che allo stato attuale lo stabilimento Iesce 2 avrebbe anche perché non si riesce a comprendere come poi sarebbe possibile prendere tutta la forza lavoro attualmente dislocata presso gli esce, due trasferendola nell'altro stabilimento, sempre in provincia di Bari che peraltro risulterebbe essere dal punto di vista anche della dislocazione molto più piccolo rispetto agli esce 2 e non si capirebbe come potrebbe contenere il doppio della forza lavoro.
E poi c'è tutto il tema su cui evidentemente dovremmo fare una riflessione dell'introduzione di un principio di responsabilità sociale vincolante nei bandi regionali che danno aiuti attraverso le varie forme accordi di programma, contratti istituzionali di sviluppo alle aziende che hanno progetti di di di sviluppo, su questo ci sono delle esperienze di auspicio ah ah Skilling, che hanno riguardato alcune regioni, cito due su tutte, la Lombardia e l'Emilia Romagna che potrebbero, diciamo anche essere prese.
A modello tutte fondate su un concetto, se percepisci un aiuto, deve garantire un aiuto pubblico, quindi con risorse che vengono utilizzate in realtà per un sito produttivo, ma che sono a carico della collettività, deve garantire un ritorno di carattere sociale. Non può in corso d'opera semplicemente accampare delle motivazioni di carattere finanziario semplicemente perché il quadro di contesto in cui ti muovi si è modificato e allora, da questo punto di vista, penso che fare una riflessione di questo tipo potrebbe essere non solo giusto, ma anche utile fuori dai fronzoli di discussione.
Corpi, allatta e ideologica, ma all'interno di quella che dovrebbe essere il nostro obiettivo principale, cioè pensare al alla ricchezza del territorio che rischia di depauperarsi e soprattutto a quella dei lavoratori e delle lavoratrici che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Grazie presidente, Pagano, allora io comincerei con la audire, non so se i Sindaci vogliono intervenire prima dopo o delle organizzazioni sindacali come preferite voi, se avete impegni oppure dopo perfetto, e allora io comincerei con l'audire i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, quelli presenti sono pregati di sedersi di accomodarsi ai banchi dove ci sono dei microfoni.
E a beneficio della registrazione, quindi, la possibilità di far rimanere traccia dell'audizione all'inizio del loro intervento si prega di presentarsi.
Dicendo chi rappresentano il nome e il cognome grazie.
Vi sono dove stanno?
Perfetto.
Deve attivare con.
Sì, buonasera a tutti e grazie per l'invito sono Antonio delle voci segretario generale della Filca Cisl Puglia. Presidente, lei ha fatto un'illustrazione precisa di quello che è lo stato della vertenza Natuzzi e della presentazione del suo piano industriale. Noi come organizzazioni sindacali siamo molto preoccupati, siamo reduci di una due giorni al Ministero a Roma, dove sostanzialmente non ci sono state assolutamente momenti o condivisioni di di alcun tipo con l'impresa, ma ovviamente c'è tutta la nostra responsabilità di addivenire a un possibile accordo, sempre che ovviamente si tenga ben presente la salvaguardia dell'occupazione e ovviamente dei lavoratori. In questo caso, quello che ci preoccupa, in particolare, è che c'è un'ipotesi di progetto di ricollocazione dei lavoratori fuori dalla Natuzzi, ma ovviamente senza un meccanismo incentivante interessante. È lì, forse qualche passo avanti si è fatto rispetto all'incentivo, ma credo che dovrebbe dovrebbe essere ancora più rivisto, perché altrimenti incentivante non potrebbe essere, anche perché la popolazione Natuzzi non è che sia molto, molto avanti con gli anni.
E quindi anche lì dovrebbero un attimino ragionare, ma quello che ci però lei ha faceva un passaggio sulla collocazione dei lavoratori nel momento in cui viene chiuso uno stabilimento, ecco noi intanto è già di per sé siamo preoccupati dalla chiusura dello stabilimento di esce 2 perché è uno stabilimento che rappresenta la provincia di Bari quindi sarebbe completamente esclusa fuori la provincia di Bari nella rappresentanza Natuzzi, e questo lo dico come organizzazione sindacale, ovviamente più che altro è, ma tra l'altro è fondamentale anche perché lo stabilimento Iesce 2, se si vuole continuare la politica del reshoring, quindi, l'internalizzazione ha una valenza fondamentale perché, come lei sottolineava, a noi ci pare molto di più improbabile che si possano ricollocare, ma proprio per una questione di postazioni di numeri che si possano ricollocare i lavoratori in negli altri stabilimenti, poi c'è anche il passaggio di di ricollocare i lavoratori in altre aziende belli finché è sul consenso ovviamente volontario dei lavoratori. Noi non ci opponiamo se un lavoratore accetta di voler passare ad altra azienda. Per noi non ci sono problemi, però Tube. Vorremmo effettivamente che.
L'incentivo anche ritornando sul punto dell'incentivo all'esodo di ieri, abbiamo sentito di incrementare la CIGS per incrementare l'incentivo all'esodo, anche no, perché io voglio ricordare che ha ad oggi la Natuzzi esternalizza e dico esternalizza, non internalizza perché sembrava quasi ridicolo questo la la, la lavorazione delle sedie degli imbottiti e quant'altro e poi abbiamo circa 800 900.000 lavoratori in Cig continuo e perenne, quindi questo è già un problema.
La ricollocazione, come dicevo ben venga, ci può essere, ma senza alcuna forzatura o quant'altro, magari può qualche incentivo in più per fare accettare.
E poi sarebbe opportuno anche che la Natuzzi faccia un aumento di capitale e investi veramente nel nell'azienda. Perché la Natuzzi ci Cipro ci ha prospettato nel piano industriale un degli investimenti che in verità la prima presentazione in Confindustria si parlava solo di 17 milioni in un triennio, poi magicamente il giorno dopo sulla stampa sono diventati 17 milioni anno per anno. Ben venga se poi è così. Ben venga però, ovviamente, la distribuzione di questi risorse. Questi investimenti non ci soddisfa molto, perché sostanzialmente vanno più che altro nella direzione della pubblicità. È quella ci sta ben venga e quant'altro, però credo che sia opportuno che si concentri anche sugli stabilimenti e soprattutto sugli esce. 2, perché noi riteniamo che Iesce 2 assolutamente è uno stabilimento da mantenere nell'azienda perché se si vuole arrivare al reshoring anche in maniera graduale, noi non pretendiamo che reshoring reshoring da domani sia già attivo, però che sia almeno ha confermato che in maniera graduale possa arrivare e in questo confidiamo nella regione Puglia, Basilicata e il Ministero Roma, affinché si faccia pressioni che appunto il reshoring sia fondamentale, perché se non c'è il reshoring, sinceramente io non credo come si possa cercare di mantenere gli attuali numero dei lavoratori, anche perché dal piano industriale che noi andiamo a leggere, leggiamo che complessivamente si pensa di.
A 900 lavoratori in esubero e quindi questo francamente, dopo di vent'anni che questi lavoratori hanno dato di contributo alla Natuzzi, ma anche noi contribuenti stessi, abbiamo contribuito a sostenere le sorti della Natuzzi, ma lo facciamo ancora volentieri, affinché però che Navan Tuzzi sia un'azienda, come appunto siamo a definire made in Italy, è quel made in Italy sia fatto veramente in Italia e non in Vietnam, Romania o quant'altro chiuso qui. Lascio la parola ai miei colleghi. Grazie.
Grazie, Antonio.
Buonasera a tutti io sono Saverio Loiudice il segretario generale della Feneal UIL Puglia, intanto grazie per l'invito a questo importante appuntamento.
Un appuntamento importante perché sentire anche la politica, tutta la politica, ma il sostegno anche dalla Regione.
Ci incoraggia in questa battaglia.
In questa vertenza, su cui bisogna fare anche delle riflessioni profonde.
Perché questa vertenza non è esplosa oggi, questa è una vertenza che penso che la conoscete un po' tutti, è una vertenza che dura da oltre 23 anni ed è una vertenza dove ci siamo sempre trovati a lavorare.
Ed ad intervenire in momenti di emergenza, abbiamo superato momenti di difficoltà con i lavoratori e con le lavoratrici, momenti in cui,
Ci sono state delle crisi più acute del settore del comparto. Voglio ricordare che il 2008 voglio ricordare anche il periodo della pandemia, che non soltanto il comparto del legno si è trovato a lavorare in situazioni di difficoltà, ma ne sto soltanto citando alcuni esempi o fatti o momenti in cui abbiamo dovuto come dire metterci mani al problema e alla vertenza Natuzzi.
È chiaro che anche noi, come organizzazioni sindacali, ci riteniamo persone responsabili insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, per il semplice motivo perché i giornali li leggiamo,
Guardiamo la tv, sentiamo i telegiornali e bisogna fare anche un'analisi del contesto in cui ci troviamo.
È chiaro che questa vertenza si accentua di più in un contesto di difficoltà del scusatemi, mio figlio, al momento sempre opportuno.
Dicevo, è chiaro che questa vertenza si accentua proprio in un momento di criticità, in un momento proprio acuto in cui si trova il nostro in difficoltà nel nostro Paese e quindi sicuramente le guerre, i dazi, perché il Gruppo Natuzzi lavora,
In maniera.
In particolare con il mercato americano, e quindi sicuramente i dazi non hanno favorito il l'esportazione dei divani verso un altro continente e quindi anche su questo ci dobbiamo soffermare, quindi bisogna analizzare il contesto in cui ci troviamo e.
E ringraziando anche la regione che ha realizzato questo momento, questo audit, questo confronto del della vertenza Natuzzi e mi voglio collegare a questa premessa che ho fatto del contesto in cui troviamo con cui ci troviamo, perché non è soltanto la Natuzzi che si trova in difficoltà è proprio l'intero comparto il manufatturiero che sta soffrendo un momento di difficoltà del settore e quindi l'invito che io faccio anche alla politica è anche quello di.
Trovare altri appuntamenti successivi al al momento di risoluzione di questa vertenza, questo è l'auspicio di confrontarci e fare un audit su quello che è il comparto non sono abituato a parlare cogente alle spalle, scusatemi, ma mi trovo anche un po' in imbarazzo scusate, e quindi bisogna fare praticamente un audit anche sulla situazione attuale.
In cui si trova proprio il manufatturiero, o meglio l'industria e l'artigianato del settore delle nostre aziende della Regione Puglia, e quindi questo è l'invito che io faccio a tutta la politica che ci sta qui oggi ad ascoltare, quindi fatta anche questa premessa, perché poi si può discutere di tante cose,
Possiamo anche costituire momenti di riflessione anche con le parti sociali interessate, tutte nessuno, dobbiamo escludere il momento di difficoltà, perché dobbiamo fare sinergia, dobbiamo fare squadra, dobbiamo stare insieme e in queste, in queste adunanze, sicuramente possono venire anche idee, distretti comparti, si può veramente discutere di settori che sono in in difficoltà o che sono in crisi è chiaro che questa,
Come è stata detta, veniamo da due giorni di discussione presso il MIMIT, mi è cresciuta la barba nel frattempo, in questi, in questi due giorni e che ci tengo a a fare due due passaggi molto onesti, intellettualmente.
Le distanze sono notevoli perché non abbiamo trovato da parte dell'azienda dei passi in avanti perché il confronto a seguito della rottura che c'è stato presso Confindustria la vertenza è stata portata poi presso il Ministero e noi ringraziamo anche dell'attenzione del Ministero, che ha portato a sé la discussione.
E su cui, anche in queste due giornate, una solo un passettino avanti, abbiamo fatto che è quello di ricevere, almeno per la prima volta e ve lo dico per la prima volta un documento scritto da parte dell'azienda su cui abbiamo avuto la possibilità di poter leggere questo piano industriale,
Che non è un piano industriale, un piano di tagli, che sia ben chiaro a tutti un piano di tagli, che ricade poi sicuramente sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici, e quindi per la prima volta abbiamo avuto la possibilità di ricevere un documento su cui insieme alle nostre segreterie nazionali abbiamo avuto la possibilità di poter leggere poter capire.
L'intenzione dell'azienda, ma non so in questo piano industriale. In questo documento che noi abbiamo ricevuto, non ci sono proprio i no, non ci si entra nel merito ed è sempre una questione molto come dire generica dell'intenzione di questo piano industriale su cui noi abbiamo fatto, delle correzioni su cui abbiamo fatto anche delle richieste su cui l'azienda si è riservata di farci ricevere, come dire delle delle delle un riscontro nel prossimo appuntamento che ci sarà lunedì presso il Ministero. Quindi, con ciò che cosa voglio dire che la discussione è ancora aperta. Quindi lunedì continuerà questa questo momento di di confronto con l'auspicio, con il buon auspicio che si possa addivenire a una soluzione per l'interesse sia per il valore, come è stato spiegato, che a questa azienda sul territorio pugliese della strategia. Intanto è rientrata anche come azienda strategica del settore e anche perché, come dire, si possa capire su su quale, come dire passi in avanti si possono fare e su cui possiamo, come dire, concentrarci su che cosa c'è bisogno di maggior tempo per una maggiore condivisione e, come vi dicevo, questo non è un piano industriale e un piano di tagli, perché questa avvertenza, se la vogliamo tenere viva, va vista nell'insieme delle cose. È stato soltanto citato lo stabilimento di esce 2, ma c'è anche un altro stabilimento che ricade in un'altra regione, che è quella della Basilicata, su cui su cui c'è l'intenzione, da parte dell'azienda di che è la Martella di esternalizzare quel tipo di attività lavorativa. È chiaro che ci sono alcuni punti strategici e sensibili di questa vertenza, che è la chiusura 10 2, che non è dato di capire che fine faranno questi lavoratori e una volta che lo stabilimento 10 2 viene chiuso, non è dato ancora di capire. Dopo numerosi appuntamenti e anche in quel documento non è non è stato scritto, tant'è vero che noi l'abbiamo chiesto all'azienda di ricevono una relazione dettagliata di quelli che saranno i trasferimenti. Chi saranno questi lavoratori, ma nello stesso tempo capire anche se questi lavoratori che andranno a lavorare negli altri stabilimenti.
Avranno una postazione di lavoro, perché questo è il punto di ricaduta della vertenza, perché noi non abbiamo idea se Saverio Loiudice che oggi attualmente lavora nello stabilimento, 10 2 non avrà più quella postazione di lavoro e si andrà a lavorare a Iesce uno o andrà a lavorare alla terza sesta, davvero Loiudice, vi sarà garantito una postazione di lavoro su queste risposte così semplici, così banali. L'azienda non ha saputo darci una risposta, quindi questo è il punto. Non è la chiusura dello stabilimento, perché noi vogliamo che si lavori.
E vogliamo anche avere certezza e chiarezza di dove andranno questi lavoratori. Quindi su questi punti sugli esce 2, dove andranno i lavoratori, ma anche su come e vorranno fare l'esternalizzazione di Mar della Martella non è dato di capire se è una cessazione di ramo d'azienda, se una se è un passaggio volontario, perché su una forza di 80 circa 85 lavoratori credo e se non ricordo male se la memoria non mi inganna, credo che soltanto 50 dovrebbero essere i lavoratori interessati. Ha lavorato a lavorare presso una società terza, quindi anche qui a domanda non c'è stata una risposta, quindi noi non abbiamo ancora la certezza di come saranno individuati questi lavoratori e quindi su questi nodi ancora su cui non abbiamo delle risposte. Poi per dire qualcosa sul reshoring, io preferisco parlare in italiano. È il lavoro che viene fatto all'estero, quindi su questo è chiaro che portarlo così in maniera naturale dalla Romania negli stabilimenti italiani non risolviamo il problema. Sappiamo perfettamente quali sono le scelte delle multinazionali perché vanno da qualche altra parte a lavorare e perché l'azienda, tutte le aziende, ma tutte le aziende devono far dei profitti. Questo il punto. È chiaro che su questo tema, in un momento in cui abbiamo un aumento eccessivo di ore di cassa integrazione, è chiaro che noi chiediamo in questo momento perché sono i lavoratori e lavoratrici italiani che soffrono, che questo lavoro venga portato in Italia e anche qui un apprezzamento va fatto alla Regione Puglia, al Presidente, dalla task force insieme al MIMIT, che si sono presi un impegno per verificare se ci sono delle condizioni. Qui c'è uno studio e quindi su questa cosa ci ci fa veramente piacere che c'è un interesse da parte della politica a trovare una soluzione che possa incentivare che possa essere la Natuzzi, come possono essere altre aziende che hanno fatto una scelta diversa in passato, perché questo è il punto e questo è il punto di ricaduta e poi è chiaro che non ci piace.
Che in questo, in questi ultimi 23 anni, si continua a fare cassa integrazione eccessiva.
E su cui potete immaginare che cosa significa per un lavoratore o una lavoratrice, vivere per 23 anni in cassa integrazione significa vivere nella precarietà, significa vivere di rinunce.
Significa fare delle scelte, perché per chi non lo sapesse, chi prende uno strumento, un ammortizzatore sociale, significa che prende qualcosa in meno rispetto allo stipendio, questo help in un altro tema fondamentale e quindi è un tema su cui dobbiamo come sindacato accende una riflessione sulla qualità del lavoro di come si lavora e si è più poveri perché questo è diventato il paradosso in questi ultimi 23 anni all'interno del Gruppo Natuzzi e su cui a nome dei lavoratori che noi rappresentiamo sono stanchi.
Sono stanchi e quindi è arrivato il momento. Questo è il punto di non ritorno. Ho qui l'azienda fa dei passi avanti e anche noi, in maniera responsabile, siamo anche, come dire nella volontarietà, di fare dei passi avanti. Però devono essere prima fatti dei delle chiarezze per poter condividere un documento su cui a oggi non sono arrivati, e forse la sto facendo abbastanza lunga e per quanto riguarda sempre sui volumi della Romania, c'è un altro dato su cui non c'è mai stata data una risposta, perché noi stiamo parlando sempre della dei lavori della Romania, ma non abbiamo un'idea. Di che cosa stiamo parlando.
Non sappiamo quanta produzione c'è in questi stabilimenti rumeni che sono quattro sedute, se sono 400 sedute giusto per semplificare, se stiamo parlando di 400 pezzi, per semplificare ancora meglio il ragionamento o se stiamo parlando di un lavoro talmente eccessivo che forse portandoli in Italia ci risolve metà dei nostri problemi grazie.
Se io vi chiedo scusa, vi prego di contenere brevemente, non ha eccessivamente in maniera breve Leo e lo so lo so, però siccome sono tanti quelli che dobbiamo dire siccome ce n'è un'altra di audizione c'è l'Assessore, insomma vi pregherei soltanto di contenere il tempo, pur esponendo ovviamente tutto quello che dovete Spock. Grazie, sì, raccolgo assolutamente l'invito a stare in tempi contenuti. Io mi presento intanto sull'Ignazio Savigno, sul segretario regionale della Fillea CGIL Puglia,
Mi preme innanzitutto ringraziare Regione Puglia, non solo per l'audizione di oggi, ma per il ruolo positivo che sta svolgendo dall'inizio di questa vertenza. Io voglio solo ricordare che il tavolo e le relazioni industriali erano già saltate qualche settimana fa. È solo per merito della Regione dell'assessore al ramo, l'assessore Di Sciascio e dal Presidente della task force è stato possibile avere dei momenti di confronto e recuperare le relazioni industriali e quindi di questo non posso che ringraziare il ruolo della Regione e voglio anche ringraziare tutti voi che ci audite perché l'attenzione verso quella che è la prima azienda privata per numero di dipendenti in questo territorio merita questa attenzione e merita questo sostegno molto velocemente, anche per non ripetermi, rispetto agli interventi dei colleghi che condivido, ovviamente guardate, siamo in una fase delicatissima post, nella fase più decisiva della vertenza.
Dal Co Co nel corso del confronto ministeriale, Cap che che è stato sospeso stanotte.
Sostanzialmente l'azienda ha ribadito la volontà di Ribe di ridimensionare fortemente la capacità produttiva degli impianti italiani, per darvi qualche numero e per farvi intendere di che cosa stiamo parlando. La la capacità potenziale di produzione della Natuzzi è di circa 16 milioni di minuti. Ieri l'azienda ci ha detto che vuole attestarsi a meno di 8 milioni, cioè ci sta dicendo che vuole più che dimezzare la capacità produttiva degli impianti italiani. È evidente che su queste basi non ci potrà essere alcun accordo, anche perché meno stabilimenti significa meno postazioni di lavoro. Significa quindi un ulteriore incremento della cassa integrazione, un'ulteriore riduzione del reddito di questi lavoratori e quindi del reddito delle loro famiglie, impoverendo per questa via non solo quei lavoratori, ma anche tutte quelle comunità. Vedo il Sindaco di Santeramo che, grazie all'industria, in tutti questi anni hanno potuto costruire delle condizioni di maggior benessere. Dico di più.
Rispetto ai dati che ieri ci hanno dato, noi riscontriamo che ci sono picchi di cassa integrazione previsti per legge per i lavoratori della Natuzzi fino al 65 67%, capite bene che condizioni di questa natura per noi non solo sono inaccettabili, ma ci costringono alla mobilitazione e alla lotta dico ancora di più ieri abbiamo appreso,
Con grande piacere e ci ha dato anche il grande sollievo che Regione Puglia, Basilicata e il Ministero stanno provando a studiare uno strumento ad hoc per consentire una decontribuzione legata al reshoring delle produzioni estere e alla reinternalizzazione delle produzioni che oggi si fanno in conto terzi. È una è, come posso dire per noi, una una, una un posizionamento è una scelta strategica importante, perché questo ci consente di togliere l'alibi all'azienda che ci dice guardate, io non posso riportare le produzioni in Italia perché siccome il costo del lavoro in Italia è ben più alto che la Romania, dove mi costringe resta e per questa via a produrre.
Come in perdita e quindi ad aggravare ulteriormente la condizione finanziaria già affaticata del gruppo. Ora però, proprio perché c'è questa volontà e si sta e c'è la disponibilità delle regioni e c'è la disponibilità del Ministero a individuare uno strumento di decontribuzione per capi, capiamoci per sostanzialmente coprire il differenziale di costo che c'è dal fare un divario in Italia piuttosto che produrlo da qualche altra parte. A maggior ragione non si può accettare un'azienda che ci dice ci date i soldi, ci date degli investimenti, però dimezziamo la capacità produttiva e licenziamo 900 lavoratori, su cioè i gli operai, cioè quelli addetti alla produzione to in totale sono 1.003 80 le previsioni dei documenti consegnatici. Ieri ci producono circa 900 esuberi. Stiamo parlando dell'ICE di ridurre di due terzi la platea dei lavoratori a fronte di un'azienda che continua a chiedere investimenti pubblici. Voglio ricordare a tutti noi che questa azienda è stata finanziata negli anni con accordi di programma della Regione Puglia, Basilicata, voglio ricordare che i lavoratori della Natuzzi da 23 anni subiscono riduzioni di reddito dovute alla cassa integrazione, cioè da 23 anni. I dipendenti della Natuzzi hanno rinunciato ad almeno metà del loro salario e anche metà delle loro future pensioni. Semmai le prenderanno, perché adesso si va in pensione col contributivo e se uno guadagna di meno perché sta incassa avversa meno contributi e quindi si Costa, si costruisce una soluzione futura di maggiore povertà. Allora, signori, il punto è questo quando io leggo le interviste del patron che dice che lavora sette giorni su sette gratis e si dimentica di dire che quella Barracca sta in piedi perché i lavoratori ci hanno rimesso metà dello stipendio di eventi da da vent'anni a questa parte e metà delle loro pensioni future e gran parte di quegli stabilimenti sono stati potuti essere edificati o acquisiti grazie agli accordi di programma e quindi al contributo di tutti noi, cittadini contribuenti, anzi, i lavoratori della Natuzzi hanno pagato due volte come cittadini e come lavoratori. Allora, in una condizione di questa natura, io lo voglio dire molto molto chiaramente alla Regione Puglia. Noi riteniamo il loro sostegno in questa vertenza e il sostegno di tutti voi. Vi invito tutti a sostenere la battaglia dei dipendenti e il vostro sostegno è decisivo non solo per garantire un futuro a quelle famiglie, ma soprattutto per difendere l'industria di questo territorio. Noi abbiamo un problema sulla manifattura in Puglia, ben più largo di Natuzzi. Se mettiamo insieme la crisi dell'ex Ilva, la chiusura del petrolchimico, la chiusura di Cerano e adesso apprendiamo anche la prima industria manufatturiera che abbiamo sul territorio, noi regaliamo alla Puglia e ai nostri cittadini, alle nostre comunità.
Un un, un futuro di deindustrializzazione e di povertà crescente. Le organizzazioni sindacali non lo possono accettare. I lavoratori nelle assemblee ci hanno dato un mandato chiaro. Difendere tutti gli impianti e chiedere e chi è secco altri contributi pubblici devono andare all'azienda. Devono andare perché deve migliorare la condizione materiale dei suoi dipendenti. Pensare che gli diamo degli investimenti del mentre continuiamo a peggiorare le loro condizioni e guardate non è accettabile. È su queste basi non si potrà sottoscrivere alcuna intesa. Quindi io vi ringrazio dell'attenzione e spero di non averla fatta lunga e vi ringrazio ancora per averci audito. Grazie grazie a lei e io adesso passerei la parola ai Sindaci, non so chi dei primi del nei due vuole intervenire prima regolatevi voi.
Grazie buonasera, sono il Sindaco di Altamura.
Un caro saluto ai Presidenti delle due Commissioni e a tutti i Consiglieri regionali in Aula, a tutti i lavoratori e i sindacati, ai sindaci.
È la trattativa, è ancora aperta.
Però c'è da riflettere.
Sul dibattito contemporaneo, che verte essenzialmente sulla centralità dei piani industriali.
Qui bisogna programmare.
In un momento storico, sociale e così particolare che è caratterizzato proprio dalla complessità sul piano proprio storico.
Bisogna ripensare un attimo.
Alla pianificazione industriale, sia a livello nazionale sia a livello regionale e a livello anche degli enti locali.
È chiaro che.
Una riduzione.
È evidente già da qualche anno è chiaro che tale riduzione poi è stata compensata dai contribuenti, così come quello che si diceva prima.
Però ora in questo momento è l'azione politica e sono i politici che devono intervenire e il Ministero che deve intervenire deve intervenire anche la Regione a sostegno dei lavoratori, ma non in maniera parziale, una prima programmazione deve essere di natura parziale, ma poi bisogna programmare per il futuro.
Programmare per il futuro significa fare l'analisi dei bisogni e industriali di questo Paese in questo momento storico, sociale particolare, fare anche una prospettiva, cercare di capire che cosa deve succedere.
Poi si è parlato di sovrapposizioni e io credo che questa sia da escludere come prospettiva non si possono ospitare più lavoratori.
Nella stessa azienda, insomma, l'azienda è costruita dal punto di vista anche della sicurezza su quello determinato numero di laboratori, ma questo credo che sia da escludere, non mettiamo in campo tanti tanti problemi, cerchiamo di andare al sodo e io vi ringrazio, ringrazio tutti e il Comune di Altamura resta a completa disposizione, grazie, grazie Sindaco.
Prego al suo collega, Vincenzo Carbone, il sindaco di Santeramo io innanzitutto devo ringraziare i Presidenti delle due Commissioni per questo e tutti i componenti per questo momento di ascolto, perché questa vicenda non è, diciamo, non riguarda solo una città, ma riguarda un tante comunità in quanto dobbiamo pensare non solo a Natuzzi di per sé ma anche tutto l'indotto e tutto quello che ruota attorno a questa grande azienda che ha sostanzialmente assorbito l'economia di un territorio parlo della mia città, diciamo, è andato a sostituire quello quelle che erano le vocazioni tradizionali e quindi forse probabilmente ci troviamo di fronte a quella che, in ambito medico, si chiama terapie di salvataggio dell'azienda in questa fase, perché rispetto al passato, dove c'erano delle prospettive più rosee in questo momento c'è una usavo le prospettive gioco dal punto di vista appunto del mercato i mercati internazionali non sono così felici,
Tant'è che l'azienda stessa ha più volte messo in evidenza la necessità di chiudere in tempi brevi questa questo, questo accordo in virtù del fatto che ci sono delle scadenze improrogabili, ma anche in virtù di un richiamo da parte di Wall Street rispetto a quelle che sono le reali condizioni di salute dell'azienda stessa. Quindi ci sono dei paletti che ormai non sono, non si possono più ovviare. Io non mi ha dentro nel nelle quali che sono le ragioni tecniche che devono portare a questa intesa, ma credo che si possano sintetizzare in quattro punti, cioè parliamo di incentivo all'esodo volontario. Parliamo di questo rientro. Interferire ENAV e internazionalizzazione delle attività di alcune attività produttive, che dovrebbe dovrebbe avere la funzione di cancellare gli esuberi, gli accordi di partenariato e di aggregazione fra le imprese del territorio e non dimentichiamo che, vicino allo stabilimento di 10 e due da poco ha ripreso la propria attività quella che era la Ferrosud adesso c'è Mer Mec che ha, diciamo, rivitalizzato quella quell'area industriale e poi un rafforzamento delle politiche attive del lavoro e l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria. Io devo fare un grande ringraziamento all'assessore Di Sciascio, al dottor Carlo, la dottoressa Berlingerio, perché avendo seguito dal primo momento anche in Regione questi tavoli, devo dire stanno svolgendo un ruolo fondamentale di mediazione. Lo stanno facendo anche su Roma. Ieri ho avuto modo anche di scambiare qualche parola con il dottor Castano che si sta occupando direttamente la vicenda e a riconosceva questo, quindi, senza la Regione Puglia, probabilmente quel tavolo che era saltato qui in Puglia,
Non si sarebbe più riaperto nemmeno a Roma, quindi anno stanno svolgendo una grandissima opera e quindi credo che faranno, e per il bene di questo territorio tutto il possibile affinché questo orgoglio del territorio murgiano ma credo italiano e di tutta diciamo che che ha H fa ha portato il,
In alto, il nome della Puglia in tutto il mondo, debba essere in tutti in tutti i modi salvaguardato. Quindi io spero che nella giornata di lunedì, perché questo è il termine io sono stato anch'io ieri a Roma ma fino al pomeriggio, ma che hanno finito in tarda serata e non ancora c'erano probabilmente posso dire questo la percezione è stata questa che rispetto agli altri incontri qualche punto di contatto in più c'è stato, quindi bisogna probabilmente partire dai punti che uniscono per poi arrivare via via a ricucire quelli che allontanano e quindi se non siamo fiduciosi affinché questo avvenga, grazie,
Lei Sindaco, io chiedo allora all'assessore e al dottor Carlo Deodato, dottoressa Berlingiere, se hanno qualcosa da aggiungere, qualcosa Assessore, prego.
Grazie Presidente buonasera a tutti la vicenda Tuzzi l'avvertenza Natuzzi.
Ci appassiona e ci occupa, anzi sono arrivato da poco.
Per svariati motivi, uno è perché io sono Assessore, peraltro nominato, come è ben noto, allo sviluppo economico e al lavoro, proprio a sottolineare il fatto che la Regione e questo Governo ritiene essenziali che ci siano vadano insieme sviluppo e lavoro e poi per altri motivi che sono evidenti e che sono stati anche richiamati poc'anzi in vario modo, il primo è che noi, nel difendere il lavoro, il lavoro, dobbiamo difendere i lavoratori e un territorio che da quella da quell'azienda e da quella crescita poi di un intero tessuto ha in qualche modo cambiato, è stato poc'anzi.
Ripetuto, ha cambiato proprio la la propria pelle ed è diventato anche negli anni.
Uno dei riferimenti di quello che il made in Italy e del made in Puglia e questo va riconosciuto all'azienda va riconosciuto, ha una storia, va riconosciuta comunque una capacità quando ci si affacciava molto, timidamente, da qualche parte a diventare internazionali a crescere.
Ora il contesto è evidentemente cambiato.
È stato ricordato con molta con molta franchezza che i dazi, il mercato, che le principali attaccati, 19 erano quelli americani, poi quelli del Medio Oriente, ovviamente sotto le bombe non ci si va a comprare, il divano giusto per essere brutali ma oltre a tutto il resto è chiaro che noi continuiamo a vivere possiamo magari scherzare su una tragedia globale, però questo che il dato di fatto da un punto di vista dell'azienda tanti mercati si stanno restringendo, si stanno chiudendo,
Oggi, però, il nostro tema è essenzialmente quello della difesa dei lavoratori, su questo la posizione della Regione è stata estremamente chiara, ovviamente.
E in questo io non posso che apprezzare e avendo seguito, diciamo come ricordavate il la vertenza insieme al dottor Carlo, la dottoressa Berlingerio, diciamo in tutti in tutti i suoi passaggi, non può che prescindere, non può prescindere dal trovare un terreno comune di accordo,
E su questo punto, dicevo, io ho apprezzato, soprattutto negli ultimi negli ultimi incontri, la il senso di responsabilità che sottende entrambi, questa è la è la prima cosa che ha così consentito la ricostruzione del tavolo è un timido, bisogna dirlo però progressivo riavvicinamento delle parti è chiaro che va fatta ancora molta chiarezza.
Come si suol dire, il diavolo è nei dettagli e purtroppo, molti dettagli sono ancora da richiamare in qualche modo non per niente ieri sera poi alla fine, diciamo un po', anche perché eravamo tutti i costi a seconda della temperatura, ma abbiamo rimandato a lunedì la prosecuzione anche importante in questo senso e lo sottolineo che le 2 parti abbiano affidato al la Regione Puglia e al Mimit la redazione della parte della sperabile accordo che in particolare si concentrerà, cioè la uno degli addendum di questo di questo accordo, che in particolare si concentrerà ovviamente sulla parte di competenze, reskilling, eccetera, eccetera, ma anche quella relativa ad un eventuale processo. Sottolineo processo perché non possiamo neanche oggi se dicessimo reshoring o ritorno a piacere. È chiaro che il tavolo si romperebbe istantaneamente, quindi, di poter procedere a un avvio di un processo in questo senso.
Abbiamo anche, non possiamo dire, non è un segreto bianco anche ci siamo anche permessi e mi sono permesso di scrivere al Ministro Calderone una lettera in cui diciamo Ripe, riprendendo la vicenda Natuzzi.
Chiediamo un incontro proprio perché diciamo il modo forse più i medi, immediato e ragionevole per addivenire a trovare, diciamo, delle risorse, perché questo processo di reshoring si possa avviare è proprio l'aggregazione di imprese che era finanziata a suo tempo con il DL delle quattro 2004 4 ter per chi diciamo vuole prendere appunti, che però in questa finanziaria non è stato rifinanziato. In questo senso e mi rivolgo, diciamo non a caso hai da tutti i Consiglieri, lo dico molto chiaramente, questa non è una partita di una maggioranza di sinistra o di destra a cui credo che giochiamo tutti con la stessa maglia.
È.
Io credo che possa essere importante anche il con la il fatto di far sentire che questo è un impegno di tutti, di tutta la regione.
Proprio per quello che abbiamo detto che tutti quanti, a varie con varie Toni, hanno sottolineato, speriamo che diciamo in questo senso a questa richiesta si ci sia il più presto possibile una risposta, perché ovviamente anche la redazione dell'addendum sarebbe ben diversa se si può ipotizzare una spinta in un lato oppure questo momento abbiamo delle risorse che sono quelle che sono, mi mi tocca anche ricordare che,
Gli strumenti della rete, come in questo periodo si parla tanto degli strumenti di incentivazione della della Regione Puglia la Regione Puglia, a parte la sospensione Regione Puglia, però non può utilizzare fondi di incentivazione per imprese che in realtà stanno riducendo il proprio personale, questo non vuol dire che noi non siamo intervenuti in passato, perché comunque la Regione,
Ha cofinanziato degli interventi dei contratti di sviluppo gestiti dal Ministero okay, per che invece può fare più liberamente una attività, diciamo, di questo genere e quindi noi abbiamo partecipato anche al supporto economico-finanziario relativo ai precedenti contratti di sviluppo di.
Di Natuzzi.
C'è una cosa che ci sono alcune cose, che è giusto, però, che i sindacati dicono che rappresentino e che io mi non entrerò nei dettagli, anche perché diciamo il valore principale di questo tavolo che si è riusciti a ricostituire in questo momento.
Penso che tutti lo comprendano e anche la riservatezza e la discrezione, perché sennò diciamo se è più facile rompe molto, più facile rompere che annodare pian piano, però c'è un tema che è stato anche sollevato ed è quello che riguarda il fatto che non possiamo pensare che Natuzzi diciamo nel momento in cui alla fine i di un dimezzamento della forza lavoro ovviamente senza e un programma 0 esuberi è vero, però,
Diciamo se io di mezzo la forza lavoro, ma quello che i giapponesi odio, incentivato e via dicendo, sempre un dimezzamento e qui c'è poco da fare c'è un tema che io invece ho osservato con grande piacere e che adesso vedo anche solo questo dico rispetto al dialogo che in qualche modo è stato ripreso anche dall'azienda è una idea di collaborare alla riorganizzazione del sistema aziendale come l'azienda viene, diciamo porta avanti le sue cose. È chiaro che.
Uno fa il profitto dei due fe alla sua responsabilità dell'azienda. Gli altri sono dei lavoratori, però è anche importante. Io credo in si parva licet che ci sia un processo non di condivisione delle strategie e degli obiettivi, ma di un efficientamento produttivo. Questo possa ex, possa avere, perché è giusto che sia il contributo dei lavoratori e dei loro rappresentanti. C'è un ultimo tema che mi permettono di toccare,
O il penultimo in sé, il penultimo è questo, c'è una importante collaborazione che intendo sottolineare anche con la Regione Basilicata, che serve proprio a dire che questa non è una vertenza di Pinco o di palline, un'avvertenza che tocca profondamente un territorio, anche,
Interregionale e.
Noi ci siamo impegnati anche a Enrico ri.
Convocare un tavolo del distretto regionale voglio dire questo noi non vuol della diciamo, del mobile imbottito e di tutta la filiera corrispondente, non vogliamo imporre nulla, però riteniamo che sia necessario far sedere al tavolo tutti gli attori, perché ci sono delle possibilità di anche di fare Streamline delle cose indipendentemente dalla volontà dal dalla singola azienda che ognuno c'ha il suo diritto e il suo dovere a lavorare e a fare profitto l'ultima,
Cosa consentitemi questa chiosa che ma che mi che mi viene, diciamo facile proprio da dalla alcune considerazioni fatte dai rappresentanti del sindacato?
Apriamo gli occhi questo mi permetto di dirlo su la considerazione che in questo momento le crisi del manufatturiero in Puglia.
Suono stanno realmente esplodendo.
Non lo dico perché stanno esplodendo per una serie di motivazioni, forse tutte le più ragionevoli possibili, ma no, ma dobbiamo mantenere un focus elevato.
Su Ilva che potrebbe essere la madre dei problemi, poi si sommano soltanto su questo.
Sul la diciamo l'esito della delle dare delle Mig, della mega vertenza Brindisi sul petrolchimico, ebbene, aprire una discussione, mi sembra paradossale che ce lo dicano i sindacati.
Però non possiamo non rispondere a questo fatto, perché in tante occasioni poi diciamo in primo canarino, come si suol dire, è proprio quello del sindacato, ormai siamo al primo, al secondo e al terzo stessa cosa l'automotive nella nostra proprio nella nella città che ci ospita.
E oggi siamo parlando del mobile imbottito, è chiaro che ci dobbiamo dare e questo è un impegno mio e della del Governo regionale ma ovviamente di tutto il Consiglio, per quanto possibile, pur nelle nei 20 che che non perdono occasione per sbandarsi una strategia complessiva e questa,
Devo dire, passa anche tra la con dalla relazione con il Governo nazionale, perché alcuni dei problemi sono così grandi che non possono che avere una risoluzione o possono essere affrontati solo a livello sovranazionale.
Io vi ringrazio per aver il tempo che vi ho tolto, grazie Presidente.
D'intervenire il dottor Caroli, dopodiché cominceremo un'altra audizione, sarò telegrafico perché dopo, dopo l'intervento dell'assessore Di Sciascio nel merito della crisi e sull'aggiornamento, sullo stato dell'arte e sull'approccio che ha avuto Regione Puglia, c'è poco da aggiungere.
Ho chiesto di intervenire perché vorrei dare evidenza ad una riflessione che vorrei affidare a tutti i partecipanti e ai consiglieri.
Ah, anche ai consiglieri e la riflessione e su su sulla crisi Natuzzi, no, per condividere la consapevolezza di che cos'è la crisi, di cosa parliamo quando ci chiamò la crisi Natuzzi, io la sintetizzo in maniera brutale la la situazione, che però è la seguente Natuzzi soffre di sovracapacità produttiva, significa che le commesse e gli ordini mondiali che la Natuzzi a non sono sufficienti a di impegnare nel lavoro tutti i dipendenti che ha le commesse non bastano.
Il che significa che se questa sovraccapacità diventa strutturale, quei lavoratori che oggi non hanno lavoro tant'è che l'azienda sta in crisi rischiano di diventare esuberi.
Esuberi cioè personale da licenziare erano 900 alcuni anni fa in sovraccapacità produttiva, siamo riusciti, con un lavoro sinergico con i sindacati, il Ministero, un contratto di sviluppo, l'idea del reshoring, siamo riusciti a ridurre quel numero da quasi 1.000 più di 900 agli attuali, almeno questa è l'ultima comunicazione 470,
470 persone rischiano di diventare un esubero ora.
Come si risolve una crisi con queste caratteristiche le strade sono due e bisognava fare una scelta, la prima strada si licenziano e l'azienda torna in bonis.
No no, non so se se è chiaro che è facile da risolvere o no, sta soffrendo, non c'è lavoro per tutti, si licenziano l'azienda, torna a regime e abbiamo risolto il problema, questo è l'approccio cinico,
Che un freddo economista offrirebbe all'attenzione nostra, questa sera, diceva l'assessore che responsabilmente abbiamo fatto una scelta, ma io penso che questa scelta debba essere condivisa intanto qua da tutti, così ci sentiamo tutti più forti nel gestire la vertenza e la scelta è fatta, l'analisi è posta la domanda il territorio della Murgia,
Dell'Alta Murgia pugliese, Altamura, Santeramo Laterza Ginosa, sono nelle condizioni di.
Ammortizzare il colpo sociale di 470 licenziamenti o quella bomba sociale non se la può permettere Altamura non solo proprio a mettermi il territorio, non se lo può permettere la Puglia, non se lo può permettere neanche l'Italia, perché i numeri sono così grandi che richiede una scelta di fondo che vogliamo fare dobbiamo salvare la Natuzzi diceva l'assessore per salvare il lavoro ed evitare la bomba fatta la scelta come.
Raggiungiamo l'obiettivo e qua? Devo dire una cosa con grande franchezza. Ecco perché ho chiesto di intervenire, lo devo dire a tutti, nessuno escluso. C'è bisogno di fatti nuovi se tutto rimane così com'è è chiaro e commesse non bastano e ce lo ritroveremo tra un mese il problema della sovraccapacità produttiva o tra due o tre a tre o al massimo tra un anno ci vogliono fatti nuovi e per giungere a fatti nuovi dobbiamo avere tutti questa consapevolezza, che le scelte che faremo e le proposte che faremo devono mirare a salvare al compromesso, che salvi la situazione deve essere chiaro all'azienda, e mi dispiace che non ci sia oggi perché un confronto e un confronto, se si sentono tutte le campane e tutte le parti.
Ne deve essere consapevole dell'azienda e debbono essere consapevoli le istituzioni e io qui dico anche le organizzazioni sindacali qualcosa deve cambiare, dobbiamo farlo, tutti è stato qui sono state illustrate le misure, l'assessore, è stato bravissimo mettere l'accento sulla questione della riorganizzazione perché, guardate lo dico anche al Presidente della Commissione il tema dello stabilimento si stabilimento, no da chiudere è un falso problema dove siamo portati ad andare,
Perché perché nel frattempo rimane irrisolta la questione della organizzazione che ha delle inefficienze a cui faceva riferimento l'assessore, che se tu non affronti prima con i sindacati, con i sindacati, è questo il punto, se tu non affronti prima con i sindacati, è chiaro che non ti rimane altro da fare che chiudere uno stabilimento, magari arrivi lo stesso a quella conclusione ma dopo che è condiviso il merito, i numeri, le cifre, i dati, la conoscenza della situazione che l'hai condiviso azienda con i sindacati, su questo stiamo spingendo, eppure non basta. Io,
Non basta ancora il reshoring, cioè saturare la capacità produttiva facendo tornare dalla Romania delle attività, terrà i lavoratori a lavorare anziché stare a rischiare il licenziamento, ecco perché il reshoring è importante, ma va detto che il costo di trasformazione in Romania e un terzo di quello italiano, quindi se tutti noi dobbiamo fare ognuno la propria parte per rendere possibile questa cosa,
Noi dobbiamo fare noi, dobbiamo salvare la situazione oggi e renderla sostenibile nel tempo.
Quindi rien. Il rientro delle attività dalla Romania, dove il costo del lavoro è un terzo di chiamiamoli costi di trasformazione sono tutto, è basato sul lavoro, richiede un intervento straordinario. L'Assessore. L'ha spiegato bene ha preso carta e penna e ha scritto pure al Ministro per dire possiamo trovare un modo. Questo articolo 4 ter significa decontribuzione per le aziende strategiche. Natuzzi e strategica. Per l'Italia, mica soltanto per la Puglia, ha più di 1.000 dipendenti perché per essere strategico deve avere 1.000 dipendenti. Ce la vogliamo evitare l'impatto sociale, tutti lo vogliamo sì, e allora quella norma va rifinanziata. Questo il punto cosa facciamo tutti insieme, come pubblico, l'Assessore c'è pure spiegato noi, pur volendo, pur volendo soldi a Natuzzi, non ne possiamo dare perché non aumenterà l'organico, semmai diminuirà. E quindi un modo per dare soldi, ma non la Puglia, il Paese, perché ha scelto il piano B, salvare i 470 e non il piano A li mandiamo tutti a casa. Ho compreso l'azienda.
Dobbiamo andare fino in fondo. Ecco l'importanza di quel passaggio. Scusate l'ho voluto mettere in evidenza l'ultima cosa, i sindacati non basta ancora, perché non sappiamo quanta gente aderirà all'esodo incentivato perché su base volontaria.
Ne sappiamo quanta gente sarà interessata all'internalizzazione dei cuscini, ma cosa volete che possa dare quella interna della legislazione per dire?
Allora non dobbiamo aver paura, lo dico ai sindacati, ma sto parlando a me che pure sono abbastanza spaventato del concetto di esternalizzazioni, perché se Natuzzi fa la logistica e il suo mestiere, fare i salotti, se fa pure la logistica perde soldi, non è, non è come diceva Checco Zalone non è del mestiere non è male non è mestiere suo.
Però e qui avete era e qui sta la nostra capacità di far quadrare il tutto ci vogliono le garanzie, ci vogliono le gare a una sorta di clausola sociale che accompagni i lavoratori che escono dalla Natuzzi, approdano in questo nuovo soggetto, valorizzando il distretto.
In questo nuovo soggetto, il cui Natuzzi rimane garante,
Insieme alle istituzioni, perché il lavoro sia in continuità stabile, certo assicurato e garantito con clausola di ritorno, diciamo così, a casa-madre, se le cose non dovessero fu.
Ma siccome voi sindacato lo dite e la Natuzzi, pure è pronta a farlo, ecco perché io sono fiducioso.
Non la dobbiamo fare qui l'accordo, lo dobbiamo fare a Roma, però questi temi però questi temi vanno messi in evidenza, cioè il senso di responsabilità e di consapevolezza che deve caratterizzare il nostro agire istituzionale, aziendale, sindacale, politico, istituzionale, allorquando trattiamo una materia così complessa eppure delicata grazie grazie grazie a tutti per la partecipazione, per la passione e anche con la quale avete spiegato ottimamente il tema e io,
Propongo due minuti di interruzione tecnica per dare la possibilità in regia di poter passare da una Commissione all'altra e di ricominciare presto, quindi invito i prossimi auditi avvenire al ai banchi,
Ma poiché cominciamo subito.