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Commissioni di oggi, mercoledì 26 marzo.
Il primo punto all'ordine del giorno, audizione richiesta dal consigliere Scatigna al Presidente della Giunta regionale, all'assessore, alla sanità del presente ordine, fisioterapisti, Bari, BAT, Taranto, sul tema, attività svolta dai fisioterapisti prego, Consigliere, Scatigna buongiorno a tutti, Presidente buongiorno e grazie per aver preso subito incarico le mie richieste di audizioni leggo le audizioni,
Bellissimo Presidente, come è notorio, quando il bisogno di salute del paziente e specificatamente Efisio terapeutico e non complesso, i vigili terapisti possono prendere in carico il paziente senza necessità di una valutazione preventiva di uno specialista con il medico di medicina generale o di pediatria di libera scelta premesso ciò, si darebbe maggiore valore al lavoro che,
Svolgono quotidianamente. Allo stesso tempo ci sarebbe una diminuzione delle liste d'attesa, dei modelli esistenziali, frammentati dalla persistenza dei vincoli burocratici nell'accesso alla fisioterapia e della scarsa integrazione dell'assistenza domiciliare territoriale. Per questo è fondamentale discutere in seno alla spettabile Commissione di indirizzo le attività che potrebbero svolgere, ma non vengono concesse, seppur rientrando nella loro sfera di competenza.
Quindi io ritengo, Presidente, di ascoltare chi ho chiamato in audizione in rappresentando in rappresentanza dell'Ordine dei fisioterapisti, così ci illustra allora se c'era la dottoressa dottoressa Berloco in ordine ai fisioterapisti, Bari, BAT, Taranto, prego buongiorno intanto ringrazio il Presidente, ringrazio tutta la Commissione e il consigliere Scatigna per aver richiesto questa audizione.
Do una serie di indicazioni in merito, perché non vorrei ci fossero fraintendimenti. Negli ultimi anni la fisioterapia registrato un'evoluzione significativa consolidandosi come disciplina autonoma, tutto ciò, supportato da solide evidenze scientifiche, confermando il ruolo cruciale del fisioterapista nella gestione delle patologie croniche e muscolo scheletrica. L'attuale scenario sanitario, lo che è caratterizzato da un da un mutato bisogno di salute dei cittadini e della crescente prevalenza di patologie croniche, richiede un approccio multidisciplinare e integrato. Tuttavia, l'attuale modello organizzativo, spesso ancorato ad una rigida distinzione tra figure mediche e non mediche, contrasta con l'evoluzione dei percorsi formativi universitari, il riordino del sistema ordinistico, la legge 3 2018 e il sistema delle responsabilità giuridico deontologiche e quindi la legge Gelli-Bianco che ci vede particolarmente coinvolta.
L'analisi delle prestazioni afferente alla branca di medicina fisica e riabilitazione, evidenza come le attività di riabilitazione e rieducazione motoria funzionale, erogate sotto la responsabilità dei fisioterapisti, rappresentino il valore i volumi maggiori, si rende pertanto necessario un adeguamento dei flussi di registrazione delle prestazioni, garantendo coerenza tra prestazioni erogate e professionista erogatore al fine di una raccolta dati più fedele ed una pianificazione dei bisogni di salute e dei professionisti del sistema più Fitch efficacia.
GIMBE ha effettuato uno studio all'interno del quale sottolinea l'importanza della relazione diretta tra fisioterapista e medico di medicina generale o pediatra, di libera scelta per una gestione ottimale del paziente, in coerenza con le evidenze scientifiche e le normative vigenti, la revisione sistemica condotta dalla stessa fu d'azione è basato su 30 studi, con oltre 40.000 partecipanti. Questo studio dimostra che i risultati clinici dell'accesso diretto sono sovrapponibili a quelli dei modelli tradizionali, ma con un notevole vantaggio in termini di riduzione dei tempi di attesa e dei costi relativi alle stesse prestazioni. GIMBE ribadisce che la responsabilità professionale e la libertà di scelta sulle modalità riabilitative spettano al fisioterapista. Del resto, è sancito dal decreto ministeriale 741 del 94 e che inquadra il nostro profilo professionale. Quindi ogni fisioterapista è tenuto ad una valutazione funzionale relativo programma riabilitativo. Il dibattito sull'accesso diretto non deve essere guidato da logiche di potere o di difesa di posizioni gerarchiche, ma dalla ricerca delle soluzioni più efficace e costo efficaci per garantire ai pazienti un accesso tempestivo e appropriato alle cure. Un'ulteriore criticità riguarda la necessità di assicurare che i trattamenti fisioterapici siano sempre preceduti da una valutazione funzionale del fisioterapista. Tale valutazione, assolutamente distinta da quella che è una diagnosi medica, è indispensabile per garantire cure appropriate e sicure. L'omissione di tale passaggio, oltre a violare le norme deontologiche e legali, compromettere la sicurezza dei cittadini, poiché la sola prescrizione medica non fornisce gli elementi necessari per definire il programma fisioterapico di competenza e responsabilità dello stesso fisioterapista.
Si sottolinea l'assenza di una normativa per eventuali indicazioni centrali o regionali che limitano la prescrivibilità delle prestazioni di riabilitazione da parte del medico di medicina generale o di altri specialisti, tale pratica, oltre a contrastare con il principio di prescrivibilità riservato al medico di base o al pediatra di libera scelta, è stato oggetto di sentenze del Consiglio di Stato e genera problematiche nell'erogazione tempestiva di cure fisioterapiche ai cittadini.
Pertanto è inaccettabile che alcune sentenze continuano a interpretare il ruolo del fisioterapista, ma questo riguarda un po' tutte le professioni sanitarie in me in termini di mera esecutività, in palese contrasto con la normativa vigente, con l'evoluzione della professione bisogna superare una visione obsoleta e gerarchica del sistema sanitario promuovendo un modello collaborativo e integrato in cui ogni professionista possa esprimere appieno le proprie competenze e responsabilità. L'autonomia del PIL del fisioterapista non significa isolamento, ma capacità di operare secondo le regole proprie della professione, contribuendo attivamente alla definizione di un percorso riabilitativo del paziente ed è necessario per questo un dialogo costruttivo fra le istituzioni e gli ordini professionali e le associazioni di categoria attraverso un approccio sinergico e basato sull'evidenza scientifica.
Tutto ciò per?
Chiedere cosa l'accesso diretto al fisioterapista e quindi parliamo di prestazioni di specialistica ambulatoriale, quelle che venivano dei figli che sono definite come ex articolo 25, parliamo di patologie semplici, non di patologie complesse, dove è necessario un progetto riabilitativo, e quindi il fisiatra e un team multidisciplinare della riabilitazione con vari specialisti di branche. Varie figure riabilitative interessata nel caso di prestazioni più semplici, dove il paziente ha già una diagnosi, risulta chiaramente necessario per ridurre, abbattere i tempi di attesa e i costi relativi a queste prestazioni. Che il paziente possa rivolgersi direttamente al medico di medicina generale piuttosto che a pediatra libera di libera scelta per fare un accesso alla fisioterapia per cui nessuno chiede di escludere altre figure specialistiche di Branca.
Il concetto qual è.
E che chiaramente non è possibile solo concedere questo è fondamentale passare attraverso delle valutazioni di ogni ASL che devono stabilire quali sono i criteri di appropriatezza prescrittiva per tutte le patologie che siano esse semplici o complesse, perché quello delle appropriatezza IRES prescrittive ma lo vediamo con i farmaci con la radiologia lo vediamo un po' con tutte le prestazioni sanitarie a volte risultano inadeguate.
Quello che fa il fisioterapista con la sua valutazione funzionale e dare una precisa indicazione su quello che il bisogno riabilitativo di quel paziente e definire poi come intervenire su quel paziente, perché non è detto che una patologia si risolva in un ciclo, come non è detto che siano necessari due cicli di riabilitazione potrebbe risolversi primo,
Il problema della valutazione funzionale, poi afferisce ad un altro argomento, che è quello del nomenclatore tariffario, che purtroppo crea una serie di.
Incongruenza perché nel nomenclatore tariffario per una questione di codifica ICF, la valutazione funzionale è stata inserita in un argomento che separato però dalla visita fisiatrica. Ma la valutazione funzionale lo fa l'operatore della riabilitazione, quindi non solo il fisioterapista, anche il logopedista e le altre figure devono fare la loro valutazione funzionale. Quindi un altro passaggio, poi, sarebbe specificare ancor meglio quella che è la valutazione funzionale globale all'interno del nomenclatore tariffario.
Questa opportunità, tra le altre cose, io adesso lascerò questi documenti sono allegate anche sentenze del TAR del Consiglio di Stato sul decreto ministeriale del 2010 su quella che era la farmacia dei servizi prestazioni infermieristiche e fisioterapiche all'interno delle farmacie sancito non pochi giorni fa da un accordo in Conferenza Stato regione, per cui sia i giudici del TAR che del Consiglio di Stato stabiliscono che queste prestazioni possono essere erogate su prescrizione del medico di medicina generale o pediatra di libera scelta per cui se è possibile che il sistema sanitario conceda queste prestazioni nella farmacia dei servizi, è evidente che può essere fatto anche negli ambulatori territoriali ripeto, parliamo di patologie semplici dove il paziente generalmente già arriva con diagnosi, non lo so di lombalgia, piuttosto che di esiti di protesi di ginocchio.
Motivo per cui diciamo da un lato è vero che valorizza la nostra professione, ma sarebbe sicuramente un grosso vantaggio per il cittadino, che deve evitare in una serie di.
Richieste pagamenti, prenotazioni è sicuramente andrebbe sperimentata la BAT, la ASL BAT già sta sperimentando la possibilità di prenotare direttamente, a seguito di richiesta, lepre Sottsass prestazioni di fisioterapia, perché in quel modo le liste d'attesa risulterebbero trasparenti.
E soprattutto avremmo un dato certo su quelle che sono le liste d'attesa per le prestazioni fisioterapico, riabilitative e in generale, per cui questa è, diciamo, la motivazione che spinge il nostro ordine a a fare tale richiesta. Grazie professor, almeno non so se ci può dare qualche indicazione aeroporto intanto salgono.
Do un'attuazione può consegnò, allora mi sembra di aver compreso che il tema qui oggi non non non è rivolto alle prestazioni riabilitative.
Complesse quelle riconducibili al all'ex articolo 26 della legge 8 3 3, perché lì.
Ormai è pacifico che c'è la presa in carico globale del paziente, c'è un'équipe multidisciplinare che elabora il progetto riabilitativo all'interno di questa équipe, sicuramente ne fa parte del fisioterapista.
Mi sembra di capire che invece il tema sia focalizzato sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale e quindi quelle riconducibili all'ex articolo 25, come ha detto lei, e quindi al caso non complesso, come previsto dalle linee guida ministeriali dal 2011 ora su questo.
Le voglio fare una domanda, ma lei rileva questa difficoltà per quanto riguarda l'erogazione delle prestazioni nel pubblico o nel privato, cioè stiamo parlando del fisioterapista che opera all'interno della ASL oppure all'interno di una struttura privata accreditata, ovvero in regime libero-professionale perché cambia completamente la,
È una domanda che le pongo, però assolutamente ribadisco, ma l'ho detto nella mia dichiarazione iniziale. Il caso complesso che prevede un progetto riabilitativo segue un iter differente con una multiprofessionalità, è quello, ormai, diciamo, è abbastanza lecito palesa, tra, diciamo, l'accesso diretto in questo caso viene richiesto per il sistema sanitario nazionale o regionale. Nel nostro caso è chiaro che noi rileviamo la difficoltà, soprattutto nella nell'ambulatoriale territoriale, piuttosto che nell'hangul, nell'ambulatorio di rieducazione, recupero funzionale dei presidi ospedalieri. Il libero professionista, ad esempio, lavora solo ed esclusivamente su diagnosi, cioè se, anche se io avessi un ictus e avessi comunque una dichiarazione del neurologo che mi richiede, perché ho fatto tutto l'iter riabilitativo post acuzie estensivo quello che è, ma ho necessità di continuare con la semplice diagnosi del neurologo che stabilisce esiti di io vado dal libero professionista, libero, professionista e già libero di lavorare nel privato accreditato. È chiaro che abbiamo volumi maggiori perché c'è una gestione economica un po' differente. Il Toyota accreditato risente un po' meno finché non esaurisce il budget. Nel momento in cui esaurisce il budget, non può più continuare ad erogare quelle prestazioni, quindi il problema resta fonda soprattutto a carico del sistema puro sistema sanitario sanitario regionale, perché noi non lavoriamo su budget, noi lavoriamo in base alle prestazioni in base ai pazienti che ci arrivano, ma le forze sono quelle.
Le risorse umane sono quelle oltre alle quali poi non si può andare, è chiaro allora nel sistema pubblico, anche se la prestazione, il caso non complesso non richiede quella presa in carico, così come lo prevede la prestazione riabilitativa, gli ex articolo 26, comunque sia.
Il paziente, nel momento in cui ho un bisogno di tipo riabilitativo, che poi.
Dicevo, diventa di competenza del fisioterapista, comunque deve avere una presa in carico da parte di un medico specialista e quindi in questo caso il fisiatra ora il nuovo nomenclatore non vieta quello che lei ha detto e quindi il riconoscimento della professionalità del fisioterapista, ivi compresa la valutazione che il fisioterapista deve fare. Infatti, quella prestazione e codificata.
Il tema che li rappresenta, cioè le norme già prevedono quello che lei ha detto, il tema è il percorso che il paziente deve fare ora, nella quando il paziente accede ad una struttura pubblica, ma anche privata, il primo accesso lo fa.
Da un medico, da un medico specialista che poi deve indirizzare il paziente al fisioterapista, nel momento in cui si si è accertato che il bisogno è di tipo di riabilitazione erogata da un professionista della riabilitazione che è il fisioterapista, allora.
Viene messo in campo quello che lei dice, la valutazione che il fisioterapista fa perché non è un mero esecutore di prestazioni, ma comunque fa la sua valutazione, cioè io non la vedo in contrasto con quelle che sono le norme vigenti, no.
Arriva sempre da un medico, addirittura le dico di più.
Non dovrebbe il medico di medicina generale o il pediatra prescrivono la visita dal fisiatra, poi fisiatra, che fa la prima valutazione a diagnosi e può indirizza al fisioterapista logopedista e altri professionisti nell'area B. Anzi, questo è vero nell'ex articolo 26 del 25, ma infatti è quella la questione nell'ex articolo 25 s.t li deve fare una radiografia, il medico, le prescrive la radiografia, non di passare dal radiologo per fare la radiografia, se il paziente ha già una diagnosi e la cura delle prestazioni, perché la maggior parte delle prestazioni per una questione di appropriatezza prescrittiva devono avere la prescrizione di uno specialista, ma le sentenze del TAR del Consiglio di Stato non escludono il medico di base, non lo medico di base che prescrive sulla la prescrizione. Con il codice, però, a monte c'è sempre una valutazione di un medico, specie ma infatti il TAR.
Scusate, non può prescrivere una risonanza magnetica piuttosto che il, ma c'è sempre a monte, uno speciali larga che fa una dializzati riserva il medico di medicina generale ratifica, diciamo, quella diagnostica alla prescrizione, ci mette il comma, la diagnosi e Climb ci siano, poniamo per favore, facciamo un paziente già arrivato con la diagnosi drammatico di boss protesi di ginocchio.
Per cui il medico di base prescrive riabilitazione. Però protesi di Gino quello se no, poi se non ha una diagnosi e tacito che debba andare dallo specialista che sia il fisiatra, che sia l'ortopedico o il neurologo a fare una valutazione per una diagnosi. Noi parliamo di quelle specialistiche, ambulatoriali dove il paziente arriva, perché ha la prescrizione, non lo so dell'ortopedico Perra tendinite del sovraspinato, quindi ha già una diagnosi. Il medico di base che fa prescrive la rieducazione motoria per quella patologia. Se il paziente non ha una diagnosi, è chiaro che deve avere una diagnosi, poi decideranno il medico di base a quale specialista indirizzato che, nel momento in cui c'è già la diagnosi e quindi il medico di medicina generale, prescrive l'uso, il ciclo di prestazioni riabilitative e il paziente afferisce ad una struttura pubblica, il paziente si reca negli ambulatori della Asl, che possono essere sia territoriali che in qualche caso ospedalieri, ma più che altro territoriali, e quindi lì a cedere l'ambulatorio pubblico dove c'è il fisiatra, ci sono i fisioterapisti, logopedisti e quindi il professionista, quello competente, poi eroga la prestazione.
Ma il discorso è già no, dice il percorso, è se io ho una diagnosi, devo andare dal medico di base, farvi cioè superiore la Oliman diversità e in questi quello che volevo dire io è che nel pubblico.
Ma anche nel privato, nel pubblico non esistono gli ambulatori dei fisioterapisti, gli ambulatori dei logopedisti, gli ambulatori delle altre professioni riabilitative, esiste l'ambulatorio di riabilitazione dove all'interno ci sono diversi professionisti e quindi a seconda del bisogno puoi viene coinvolto il professionista. Questo le sto dicendo e lo so, ma io so perfettamente come funziona il discorso. È per alcune prestazioni di patologie semplici dove c'è già una diagnosi, si riducono i tempi di attesa e i costi di gestione. Se il medico di base o del pediatra di libera scelta possono direttamente prescrivere la riabilitazione. Il fisiatra. È chiaro che viene coinvolto nel momento in cui non c'è una diagnosi e quindi non c'è una valutazione del bisogno riabilitativo e verrà fatto eventualmente anche quella in team multidisciplinare, perché nella specialistica ambulatoriale viene fatto un programma riabilitativo che fa il fisioterapista ma fa il logopedista. Il PMP e le varie figure. Non viene fatto un progetto. Il fisiatra deve occuparsi e deve recuperare il suo posto di clinico e occuparsi dei progetti riabilitativi. Ex articolo 26, codice 56 75 e 28 vedremo anche, eventualmente, i 60 a vocazione riabilitativa e indiscusso il fatto che purtroppo, come figura siano, sono pochi i fisiatri sono pochi, motivo per cui, siccome invece le prestazioni richieste per patologie croniche, semplici patologie croniche non trasmissibili, dove c'è già una diagnosi, sono in notevole aumento,
È chiaro che non si riesce poi ad andare incontro alle richieste di tutti questi pazienti e l'età aumenta notevolmente. Fortunatamente, perché la scienza va avanti, quindi siamo tutti più longevi, ma gli acciacchi legati all'età, purtroppo quelli non si fermano in questo modo. Quindi la richiesta è solo per determinate patologie semplici, di specialistica ambulatoriale, dove il cittadino ha già una diagnosi e quindi evitare il passaggio dalla prima visita fisiatrica e farli direttamente l'accesso alla prestazione e che generalmente solo fisioterapica, cioè difficilmente quello è un paziente che accede per la logopedia. Ho compreso quello che lei dice, però le linee guida della riabilitazione prevedono la figura centrale del medico specialista in riabilitazione. Purtroppo è così è mai un documento amministrati. Le linee di indirizzo sono atti amministrativi, non sono leggi, non sono norme che poi si aggrega, beh, no.
Human to faccio su questa audizione tanto dottoressa la ringrazio per aver sollevato una questione perché numericamente diviso dalla bis liberale sono circa 73.000, di cui 6.000 solamente in Puglia, mentre altri sono 5.000 in tutta Italia, ma questo non deve essere, voglio dire no, una disputa fra categorie specialistiche, a me risulta che sia stato istituito un tavolo tecnico,
Tavolo intorno al quale dovrebbero sedere sia fisiatri fisioterapisti, oltre a tante altre figure, un tavolo che sia istituito si è riunita una sola volta a febbraio 2024 e non si è più non è più stato convocato. Io ritengo che il problema è che sia stato sollevato, che io condivido, è quello che mira a ridurre i tempi, la tempistica, anche le liste d'attesa che non essendoci come dire una prenotazione diretta, non ci è dato sapere.
Con dei contingente le aree di queste liste d'attesa, quindi io propongo Presidente alla Commissione.
È alle in particolar modo di favorire la convocazione di questo tavolo tecnico, durante il quale si potrebbe ridiscutere di questa possibilità di semplificazione dei rapporti, chiaramente discutendone e mettendolo in rete, perché questo su quello di cui abbiamo bisogno, far dialogare, le varie categorie al fine di semplificare e di offrire un servizio più celere veloce è semplice agli utenti. Tutto qui.
Grazie, allora sì, sì, condivido quello che ha detto, approva e quindi il tavolo della riabilitazione, penso che sia proprio la sede idonea per poter affrontare questo controllo che gestisce un dipartimento o la è un tavolo che ha istituito presso il Dipartimento per Dipartimento okay,
Allora non c'è bisogno di fare richiesta, accoglie la richiesta del continuative un po' che va bene, grazie grazie grazie a lei, allora possiamo considerare chiuso questo punto all'ordine del giorno, secondo punto audizioni che sta sempre dal consigliere Scatigna,
Presidente, Giunta regionale dell'Assessore, Sanità dal medico chirurgo estetico, dottoressa quindi a Berloco che invito al tavolo,
Del medico chirurgo, dottoressa Chiara Giorgio.
E dell'avvocato Pasquale Giorgio, sul tema attività svolta dai medici estetici per l'introduzione sempre Consigliere Scapin grazie Presidente, grazie anche per aver preso in carico queste domande audizione. Leggo pregiatissimo Presidente, come è notorio, la disciplina regionale, discostandosi da quella generalmente operante nel resto del territorio nazionale, è particolarmente stringente, giungendo a disporre che, relativamente alle prestazioni di medicina estetica, possano concedersi autorizzazioni all'apertura di studi ed ambulatori esclusivamente ai medici che abbiano conseguito una specializzazione universitaria in chirurgia plastica o in dermatologia, e ciò persino con limitazioni reciproche. Solo nella Regione Puglia, tutti gli altri medici e chirurghi abilitati non specializzati in tali specifiche materie non possono ottenere l'autorizzazione all'apertura del proprio studio ambulatorio e, di conseguenza, esercitare la professione. Pur essendo specificamente formati e avendo conseguito titoli di studio in medicina estetica, i medici estetici pugliesi denunciano da tempo tale iniquità rispetto ai colleghi operanti nel resto d'Italia. Per questo è fondamentale discutere insieme ad aspettarmi nelle Commissioni di indirizzo sui requisiti obbligatori che i professionisti della medicina estetica devono possedere.
Ai fini dell'esercizio della propria attività e dell'autorizzazione all'apertura degli studi ambulatori, andando a regolamentare e valorizzare il settore. Perché anche questo è un argomento davvero molto complesso e delicato e io pregherei di ascoltare gli auditi così cominciamo da riga Berloco, siccome presso la richiesta prego può accendere il microfono allora da microfono spento capite che io diciamo non sia proprio esperta buongiorno a tutti. Grazie per questa per questo incontro e a.
Cercherò di essere molto breve allora io non sono un avvocato, non sono un esperto, io sono un medico, per cui mi limito a parlare di quello che sono, poi interverranno gli altri, allora io sono un medico chirurgo e sono un medico di medicina generale e sono anche un medico estetico ho conseguito un titolo di una scuola quadriennale,
Postuniversitaria per medici chirurghi a Milano sono socia della Società italiana di medicina estetica che ha sede a Roma e sono socio qualificato della società Agorà di Milano, faccio parte di gruppi di studio e sono anche masterizzata o più va, mi presento dal punto di vista professionale, quindi su uno o più master universitari di secondo livello, in medicina, estetica e dermatologia. Allora il il discorso è questo. La medicina estetica, benché non sia presente tra le branche universitaria nel senso non è una scuola di specializzazione universitario, come lo è la chirurgia generale. La gli endocrinologia è una branca medica, esiste e esistono queste scuole, questi master che formano i medici in tal senso e è una branca medica a tutti gli effetti e in tutta Italia è possibile eseguire la medicina estetica.
Aprire degli studi di medicina estetica nel momento in cui.
Insomma si abbiano determinate competenze. Quindi sicuramente il dermatologo, il chirurgo plastico, benché non studino medicina estetica nel loro corso di studi, comunque, è indubbio che abbiano delle competenze dal punto di vista cutanee, cutaneo, cutanee, insomma, competenze di ambito dermatologico che nessuno mette in dubbio, per cui è chiaro che riescano ad aprire i loro studi tranquillamente.
Però è anche giusto sottolineare il fatto che un medico estetico, che ha studiato quattro, cinque, sei anni,
Il settore abbia la possibilità nel settore abbia la possibilità di aprire su studio, praticando la medicina estetica, che è una branca mini invasiva e che necessita appunto, di anni di studio e di formazione io ci tengo a precisare che prima di eseguire un filler che può sembrare una banalità ma è un impianto diciamo bisogna insomma saperli seguire io ci ho messo tantissimi anni perché studiandola anatomia studiando i rischi che ci sono.
Sai benissimo che non puoi avventurati e devi assolutamente conoscere bene la materia, quindi è una materia seria. Esistono delle società scientifiche di cui noi facciamo parte, quindi ci sono studi, ci sono pubblicazioni su Pub Med, cioè pubblicazioni serie. Allora, in Regione Puglia, in tutta Italia che ne so a Roma, a Milano, in tutta Italia è possibile aprire uno studio di medicina estetica con le dovute giustamente le dovute competenze in Regione Puglia e in particolare nella provincia di Bari, perché noi non abbiamo riscontrato questo problema che ne so nella zona.
In appoggio faccio un esempio, comunque c'è, ma è un pochettino più.
Do Minho meno evidente nella provincia di Bari, noi abbiamo dei seri problemi per l'apertura dello Studio B, benché ci siano tutte le competenze per poterlo fare, un medico chirurgo, per costituzionalmente, è una figura che può eseguire tutta la medicina tranne tre branche nello specifico che sono la radiologia, la medicina del lavoro e l'anestesia se non sbaglio, credo di averle dette tutte dopodiché,
Dal punto di vista costituzionale, ovviamente a suo rischio e pericolo, nel senso che poi lui prima di tutto non nuocere, come dice il giuramento di Ippocrate, quindi sicuramente non nessuno si dovrebbe avventurare nel fare qualcosa che non conosce. Ecco perché noi siamo a favore con una regolamentazione della faccenda, cioè sicuramente è giusto che un neolaureato e abilitato non possa fare quello che vuole, ma debba necessariamente seguire un percorso di studi che valuta che.
Attesti la sua Ferro formazione. Quindi siamo pienamente d'accordo col fatto che non è che chiunque oggi decida di aprire uno studio di medicina estetica lo possa fare assolutamente no, ma le i medici che abbiano conseguito i dovuti titoli che sono riconosciuti a livello nazionale possano semplicemente seguire il lavoro per cui hanno studiato. Io riporto, diciamo la giovane medico soltanto un piccolo aneddoto. Io, per esempio, ho fatto concorsi di specializzazione, ho vinto varie borse di studio che ho deciso di non accettare, proprio perché volevo fare il medico estetico, ho studiato, mi sono formata quando sono andata a chiedere.
Alle autorizzazioni o sull'uscita piangendo da dalla dagli uffici autorizzativi. Perché mi è stata detta io così ho scoperto che non poteva aprire il mio studio, benché fosse del tutto anticostituzionale, e riporto anche una legge, però non farà più l'avvocato. Non mi compete, che è quella del 18 ottobre 2001. La modifica del Titolo quinto in cui va bene le Regioni hanno indipendenza dal punto di vista legislativo, però, nel momento in cui non superino quello che dal punto di vista costituzionale già deciso, cioè se dal punto di vista costituzionale il medico chirurgo può fare tutta la medicina tranne quelli a cui Bra CR tre branche, ma si può dire che io non possa seguire alla medicina estetica sia, ho studiato e ai titoli, quindi siamo a favore, come in tutta Italia.
Non vorremmo che ci fossero dei registri di controllo per cui il medico del debba è giusto che venga controllato, deve aver studiato, deve avere dei titoli seri, per cui è giusto che solo in quel caso vengano date le autorizzazioni, però non ci possiamo discostare dal resto d'Italia, cioè abbiamo studi a Roma perché non dobbiamo farlo a Bari ora lascio la parola anche ai miei colleghi,
Giorgio.
Buongiorno a tutti, voglio ringraziare il presidente e il consigliere, l'assessore e tutti i componenti di questo tavolo consiliare, io mi presento, sono che una Giorgio sono un medico specialista in Medicina fisica e riabilitazione dipendente ASL, che nel trentennale percorso della mia attività lavorativa e professionale ha conseguito anche il diploma presso la Scuola internazionale di medicina estetica di Roma la scuola quadriennale quindi sono medico, estetico, lo sottolineo per un motivo perché ha viviamo quotidianamente una una sorta di A.
Non voglio dire ghettizzazione e mi spiego meglio.
Nessuno chiederebbe un cardiologo se cardiologo, oppure fai il cardiologo con il Medico estetico, c'è questo pregiudizio, questo preconcetto fai medicina, estetica, faccio medicina estetica, noi non facciamo come siamo medici estetici e questo deriva da un percorso formativo che vi spiego, sono qui in rappresentanza della Società italiana di medicina estetica perché nell'ambito del Consiglio Direttivo io coordino le regioni della del sud Italia, voi sapete che le società scientifiche hanno un'organizzazione di tipo regionale, hanno i gruppi di riferimento regionali. Io appunto coordinò le regioni del Sud Italia e quindi sono qui per conto del Presidente che il dottor Emanuele Bartoletti.
La, le società scientifiche hanno la funzione di produrre scienza, quindi vuol dire il compito di una società scientifica, non è e non potrà mai essere un compito sindacale perché le società scientifiche con tutta una normativa nazionale, il Ministro degradano il compito appunto, di formare e aggiornare i medici che praticano questo tipo di disciplina medica.
Un altro equivoco che quotidianamente noi viviamo è una disinformazione, veniamo continuamente confusi con i chirurghi estetici, noi non siamo chirurghi estetici, siamo medici estetici, quindi siamo l'aspetto internistico di quello che alcune volte in alcuni casi si può tradurre in un aspetto chirurgico o o altro. La medicina estetica nasce esattamente nel 1975, quindi sono cinquant'anni di esistenza nella società italiana di medicina estetica e per usare la definizione all'atto costitutivo della Società italiana di medicina estetica. Vi leggo il testo per poi sottolineare come quanto sia assolutamente attuale.
La definizione ufficiale della società della medicina estetica è questo la medicina estetica è una disciplina medica che realizza un programma di medicina sociale preventiva, curativa e riabilitativa a servizio della collettività. Il suo scopo ultimo è la costruzione e la ricostruzione dell'equilibrio psicofisico. I punti essenziali di questo importante il campo d'azione suono il trattamento di disgrazie fisica delle alterazioni estetiche costituzionali, la terapia delle sequele in estetica e delle malattie dagli incidenti traumatici, la prevenzione dell'invecchiamento, della possibile invalidità psicofisica conseguente l'educazione costante del paziente per permettere a ciascuno una gestione razionale del proprio patrimonio biologico grazie a programmi di igiene alimentare, Cosmatos, logica fisica e mentale. Questo pubblicato sull'editoriale della rivista, la medicina estetica no, gli anni 70 era almeno 177, al di là di alcune.
Diciamo alcuni limiti lessicali un po' antiche, diciamo però i principi della nostra medicina estetica sono assolutamente questi. Questi sono i principi ispiratori del nostro quotidiano e questo è per noi.
Della Società scientifica. Una una missione vera e propria, perché purtroppo viviamo in un momento storico in cui chi nasce come medico analogico e si trova a dover vivere una trasformazione in senso in senso digitale. Quindi io sono Paolo anti social, per definizione,
Ah, vive costantemente un disagio fra quello che il cittadino percepisce come medicina estetica, è quello che invece non è non è la medicina estetica.
Eh ah ah confà ferma di questo è che intanto la società scientifica, ovviamente accreditata presso presso l'Istituto superiore di sanità come Riva, appartiene ad una un, in Unione internazionale di società scientifiche che ad oggi raggruppano 32 nazione al mondo.
Abbiamo una rivista scientifica che ha per ora indicizzata su SCOPUS, ma sta ottenendo l'indicizzazione anche su Pub Med, che per noi comunque la banca dati.
Della medicina basata sull'evidenza e poi il grande pregio della Società italiana di medicina estetica è stata quella di intercettare un vuoto formativo, lascia totale dalla dal nostro mondo accademico, negli anni in cui era stata fondata dalla Società di medicina estetica a tutto quello che attiene al.
Al benessere, alla, alla visione dello stato di salute, non come assenza di malattia, ma proprio come uno stato di benessere psicofisico e sociale.
Invece, gli altri specialisti d'organo dermatologi, chirurgo chirurghi plastici, delegavano un settore della medicina penso alla Fisiopatologia cutanea, penso alla a, alla fisiopatologia del sistema, per esempio circolatorio, e a tante altre patologie delegavano delle a dei mestieri che non rientravano nelle professioni sanitarie ma le artigianato,
Tanto di rispetto per estetiste. Per parrucchieri però una quota parte di un campo medico internistico purtroppo era stato abbandonato dalla dal mondo accademico, per cui la società scientifiche negli anni 90, esattamente nel nel 90 fonda la prima scuola al mondo quadriennale di formazione è una scuola privata, però collegi da della Fondazione internazionale. Fatebenefratelli di Roma,
Una scuola, addirittura io, l'ho frequentata in quegli anni mi sono iscritta nel 93, quindi a più di 30 anni fa.
Erano a scuola, è stata antesignana dei crediti formativi, non esistevano ancora i crediti formativi del nostro sistema sanitario, eppure noi avevamo l'obbligo annualmente di maturare tot punti per poter C A A per poter iscriversi alla Società scientifica questa scuola quadriennale è stata fondata sulla base dello schema delle specializzazioni accademiche, infatti prevede una una frequenza di 200 ore annuali per un totale di 800 ore di formazione prevede la.
La la, la, l'espletamento di esami scritti e orali, nonché la tesi finale.
Poi, dopo la scuola di Roma, se l'è fondata, è stata fondata un'altra a Milano, quindi la situazione formativa attuale sono due scuole quadriennali più tutta una serie di master universitari annuale biennale, quindi non la medicina estetica esiste, non esiste come specializzazione accademica come specialità accademica ma esistono comunque dei percorsi formativi.
Ah, esiste una quota parte della della scienza, della medicina estetica che si occupa di sociale, pensiamo che sempre nella poliambulatori dell'Isola Tiberina a Roma, che sono gli ambulatori dove sono stati aperti ambulatori pubblici.
Privati con tariffe calmierate, ma di medicina estetica è stato aperto nel 2002, quindi parliamo di 23 anni fa, un servizio ambulatoriale, ospedaliero di medicina estetica, in oncologia e radioterapia, all'interno dell'ospedale.
Un altro aspetto del sociale che nel 2004 abbiamo aperto un ambulatorio per le complicanze in medicina, sedi che siamo stati il primo ambulatorio pubblico di riferimento per il territorio nazionale che ha, credo, alla maggiore esperienza al mondo e infatti pubblica continuamente sulla gestione delle complicanze, che rappresentano un problema estremamente serio che penso possa,
Purtroppo nel tempo, piuttosto cioè remoto contro contemporaneamente concludo con questo è importante sottolineare che abbiamo intrapreso da alcuni anni un percorso con gli Ordini dei medici, infatti il dottor Filippo anelli è perfettamente a conoscenza della nostra problematica.
Ah ci ha dato la sua parola, che comunque se ne sarebbe, so che se ne sta facendo portavoce. Come diceva la dottoressa Berloco, esiste sul territorio italiano una rete di ordini dei medici provinciali presso i quali sono stati aperti pubblicati, della dei registri di medici estetici. Non abbiamo solamente le grandi città dal Nord al Sud, Milano, Roma, Napoli e Palermo, abbiamo anche piccole città, tipo Matera, la nostra materia, l'ordine dei medici in materia, qui accanto a un registro degli ordini dei medici, Catanzaro Perugia, Forlì-Cesena Catania, Messina, Frosinone Siracusa e addirittura il dottor anelli, ha in mente un progetto di estendere di per dichiarare a livello nazionale un registro proprio per colmare quel vuoto di cui necessitiamo tutti necessitano in primis ai cittadini per la loro sicurezza per la salute, sicurezza prima ancora che la qualità della cura. Ancora prima la sicurezza è necessitiamo noi medici formati in medicina, estetica per la sicurezza, anche nostra, per uscire da quell'equivoco e da quei fraintendimenti socioculturali che.
Creano problemi alla politica e io me ne rendo conto. Ce ne rendiamo conto, ma creano problemi anche alla nostra identità professionale, perché vediamo continuamente che passa dai media e dai social tutt'altro, un mondo che non è il nostro mondo che invece votato a io faccio un esempio. Nel corso di studi quadriennali arruola, studiamo Antropologia medica, studiamo bioetica, studiamo psicologia medica, quindi materie prima ancora che caratterizzanti da un punto di vista tecnico materie che ci diano un'impronta umanistica, perché l'approccio è globale alla persona non è l'inestetismo, per noi rappresenta un pretesto.
Ne prendiamo in prestito quelli inestetismo, per invece prenderci cura della persona nella sua totalità. Quindi vorremmo poter chiediamo di poter esercitare questa nostra professione senza essere penalizzati da un cavillo da.
Che penso sia facilmente risolvibile perché, ah, non vedo che cosa possa ostare a modificare la delibera che ci consente di esercitare la professione grazie grazie a lei, Pasquale, Giorgio concetto giuridico, forse?
Grazie Presidente microfono, credevo di averlo premuto invece.
Lo stesso nel caso di attendere anche alla dottoressa Memeo ma.
No, perché questo è già chiaro, quello che dovrebbe essere una parte, diciamo, più strettamente giuridica, e sfido chiunque negli affetti.
Migliorare alle modificare, dottoressa va beh, intanto ringrazio lei, presidente, per questa occasione il consigliere proponente e tutti i consiglieri che si sono generosamente interessati a questa tematica,
Io chiaramente sono un avvocato, non hanno un medico estetico, sicuramente un prossimo utente della medicina estetica, ma mi sono avvicinato a questo tema perché effettivamente interessato.
Sicuramente mi sono interessato della questione prima di tutto perché mi ha molto incuriosito effettivamente ci sono delle difficoltà sono state denunciate dei medici estetici, particolarmente nella provincia di Bari, ma non soltanto.
In maniera più estesa mi riferisco alla Regione Puglia per ottenere finalmente autorizzazioni all'apertura di uno studio medico in cui espletare le proprie specifiche.
Prestazioni.
Sia di carattere diagnostico, terapeutico,
Sia per quanto riguarda in quel caso, però, gli specialisti per le prestazioni di carattere chirurgico.
Abbiamo dovuto quindi partire da un'indagine sul territorio nazionale per capire in che cosa risiedesse effettivamente. Il problema è, come hanno detto già in maniera assolutamente chiara la dottoressa che mi hanno preceduto in giro per l'Italia, quindi dappertutto tranne che qui noi assistiamo panorama in cui, una volta conseguita la laurea in medicina e chirurgia una volta ottenuta l'abilitazione,
Ciascun medico secondo una propria formazione testimoniate da attestata può esercitare chiaramente la propria professione all'interno di strutture collettive, quindi di studi.
Polispecialistici o addirittura all'interno di uno studio su personale e ovviamente quindi abbiamo dovuto stringere per l'attenzione sulla normazione a livello regionale e mi sono reso conto del fatto che effettua anche il Governo regionale. Il consigliere regionale negli ultimi anni hanno dimostrato di avere una particolare attenzione al riordino del sistema dal punto di vista sanitario, e quindi siamo arrivati prima della legge regionale numero 9 del 2017, poi alla legge di attuazione, che effettivamente è arrivata un po' più tardi di tre anni dopo, il 20 agosto. 2020 numero 15 che appunto parla di definizione dei requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici delle strutture specialistiche eroganti, prestazioni chirurgiche e procedure diagnostiche o terapeutiche. Successivamente a queste è avvenuta poi, ovviamente, una deliberazione di giunta regionale risalente al 2022, la numero 1.065, che è andata già ad integrare una prima volta la legge regionale precedente e il regolamento regionale precedente.
Quello di cui parliamo oggi è effettivamente di intende dar conto del fatto che, anche in questo settore, l'evoluzione nel tempo e delle specializzazioni in campo medico ha portato poi a un riconoscimento fattuale che deve diventare anche giuridico, da questo punto di vista della figura di una figura una figura in espansione qual è quella del medico estetico,
E metterli in condizione di chiaramente presentarsi al mercato, per così dire sanitario, attraverso l'apertura di un proprio studio, di una propria struttura in cui espletare le proprie prestazioni. Questo effettivamente manca. Ce ne sia esaminando il regolamento regionale, sia esaminando una delibera di Giunta regionale che è andata ad integrare il regolamento regionale precedente pre precedente, abbiamo notato che è stata svolta una elencazione anche attraverso gli allegati di prestazioni, di volta in volta ricondotte a particolari specializzazioni universitarie.
È, come chiaramente mi dicevano anche alla dottoressa spesso questo avveniva che conflitto tra specializzazioni, per così dire, contigue tipo la chirurgia plastica e la dermatologia, ma questo discorso si può svolgere anche in relazione al chirurgo maxillo-facciale da qui tabella. Diciamo di prestazioni di cui è colpe sarebbe competente, è assolutamente ridotta al ruolo, addirittura ne rimangono, vengono ridotti alla quasi.
La impossibilità di operare. Quindi assistiamo a una quantità di persone che hanno conseguito la laurea in medicina e chirurgia l'abilitazione, a volte anche una specializzazione che non sia precipuamente quella della chirurgia plastica e dermatologia, che però si sono formati specificamente in medicina estetica che hanno completato, e dei percorsi di studio in medicina estetica attraverso la sua Isaura alla società Sime che, se ricordo bene, mi correggeranno le dottoresse sono riconosciute già dal Ministero. Quindi non si tratta di titoli privatistici in senso stretto, si tratta di titoli che si conseguono presso scuole, che sono già riconosciuti dal Ministero e che quindi possono dimostrare di avere in quel campo conseguito una particolare capacità di operare e di poter assicurare quindi all'utente finale al paziente non soltanto la sicurezza come diceva giustamente la dottoressa George della prestazione ma anche una specifica qualità, quindi, l'obiettivo di questa audizione, che abbiamo richiesto attraverso i proponenti consigliere Scatigna, è di ottenere anche nella normazione regionale, intanto, il riconoscimento della figura del medico estetico, che non c'è in nessun testo di legge regionale e poi di disciplinare le prestazioni. Quindi l'erogazione delle prestazioni di medicina estetica attraverso una specifica elencazione dei requisiti che il medico chirurgo che abbia conseguito.
Oltre alla laurea, anche l'abilitazione debba possedere, al fine dell'esercizio di questa di queste prestazioni all'interno di uno studio. Proprio siccome questo adesso manca, ne abbiamo bisogno di interessare questo Ente affinché, attraverso un'integrazione della del Regolamento regionale del 2020, successivamente, della deliberazione di Giunta regionale nel 2022, una nuova integrazione porti a questi due obiettivi il riconoscimento della figura dell'elencazione, dei requisiti che il medico di medicina estetica debba possedere per erogare le prestazioni all'interno di un proprio studio, quindi, ottenere l'autorizzazione che finora manca.
Grazie per le nostre Regioni già esiste già e se non si fanno sentito si sostanzialmente in altre regioni, non avremmo potuto portare degli esempi, ma sarebbe stato insomma riduttivo portare alcuni e altri no, si è previsto specificamente che le prestazioni di medicina estetica possano erogarsi all'interno degli studi medici intestati al medico in questione se in possesso di particolari requisiti posso dire subito,
Tra questi requisiti vengono individuati nell'aver frequentato una scuola di formazione, specificamente in medicina estetica, di durata quadriennale o master di secondo livello, in presenza di almeno due anni e chiaramente il possesso, oltre che della laurea in medicina e chirurgia che dell'abilitazione, questi sono i requisiti,
Perché unanimemente, ecco vengono richiamati nella disciplina regionale da tutte le altre regioni d'Italia, meno ancora per adesso della Puglia. Ebbene, grazie professor. Almeno.
Eh sì, è vero che in Regione Puglia, la medicina estetica non è disciplinata, nel senso che il nostro Regolamento regionale, il 15 del 2020, che lei ha citato.
So che è stato il frutto di un lavoro di un tavolo tecnico.
Ovviamente, costituito da medici da specialisti a cui abbiamo demandato appunto il compito di elencare tutto e tutte le prestazioni e quindi gli ambiti di competenza.
Non ha previsto la possibilità, sia pure come studio professionale, quindi non parliamo di prestazioni a media o alta invasività, non o primo chirurgo questa questa fattispecie quindi quello che possiamo fare è attenzionare di nuovo il tavolo tecnico,
Di di questa, insomma di quello che è emerso oggi in sede di commissione per cercare, insomma, di valutare di disciplinare come studio professionale questo questa specialità diciamo.
Do ora la Presidenza.
Atrazina, dibattito non va bene okay, la ringrazio per questa apertura e penso che i tempi siano maturi, parla il bene, la sicurezza di tutti, io faccio una richiesta che nel tavolo tecnico ci possa essere un medico estetico, possibilmente.
Il Presidente della Società scientifica, insomma, bene, perché probabilmente quell'elencazione è stata dovuto o no, ci sono grosse ah inesattezze, alcuni errori che per i medici che lavorano sul campo sono evidenti, ma vanno corrette. Faccio un esempio, lei ha citato le prestazioni a media invasività. Ritroviamo fra questa da sei geometria. Ora la sebo vedrà, non è altro che la misurazione della quantità di cibo dello strato corneo viene effettuato appoggiando un sensore assorbente il sebo sulla cute rientra fra ed è fa parte del cosiddetto check up cutaneo, che è uno dei momenti fondamentali della visita di medicina estetica che abbiamo codificato, una.
La visita di medicina, estetica, delle caratteristiche precise tipica per esempio, lo ritroviamo nelle prestazioni a media invasività, quindi chiediamo che al tavolo tecnico possa sedersi una persona autorevole della medicina estetica.
Perché penso che sia giusto.
Non vi ringrazio.
Poi chi interviene la dottoressa Bellucci prego.
Ma una cosa grazie per anche da parte mia, per questa apertura, allora.
Volevo solo sottolineare sottolineare questo aspetto. La medicina estetica è vero o non è una branca universitaria, ma esiste cioè amici, estetica, esiste, stiamo assistendo ad un boom enorme, per cui è sempre più stringente la necessità di regolamentarlo. Questo boom perché è un settore che attira molti giovani. Sicuramente è giusto che insomma ci sia un controllo, perché sennò siamo totalmente fuori controllo. Quindi è giusto che vengano autorizzati i medici che abbiano le loro competenze, che siano registrati, siano tracciabili, quindi, per qualsiasi cosa, io devo essere in grado di rintracciare quel medico di chiedere informazioni. Che cosa hai fatto, che cosa hanno di fatto, perché altrimenti viviamo nel disordine più assoluto e siamo in un momento storico in cui, ripeto, il boom è talmente ampio per cui non possiamo girarci dall'altra parte, essere gli unici in Italia a non regolamentarla. Questa cosa perché va, intanto ripeto, primo, non nuocere il paziente, intanto il paziente deve sapere anche con una ricerca on line che si può affidare ad un medico serio. Titolato non deve, cercare il medico su Instagram in base al filler, fatto meglio il naso, fatto meglio le labbra, fatta meglio, deve cercare on line il nome del medico, capire se è veramente i sistemi registri e sulla loro, allora poter chiedere una un appuntamento, questo medico, perché se non non non non si va in questo senso sarà sarà sempre il caos, aumenterà sempre di più. Volevo soltanto dire provocato penultimo ci metto 30 secondi dottoressa soltanto per richiamare un esempio della proposta in esame, tutti credo sia avanzava. Allora prendo ad esempio l'allegato 2 B della delibera che abbiamo innanzi esaminato, che è intestato a requisiti dello studio medico di chirurgia ambulatoriale, di cui, eccetera. Ma parliamo di questo anche a proposito degli studi, diciamo così ordinari.
E quando si parla?
Prego i requisiti organizzativi, si parla, si dice questo negli studi singoli o associati soggetti ad autorizzazione del professionista che eroga la prestazione, assumere la responsabilità delle attività svolte con il supporto degli altri professionisti, poi dice il medico che eroga la prestazione deve possedere la specializzazione della branca chirurgica derogare quindi qui si parla di specializzazione universitaria basterebbe aggiungere può essere una proposta.
Questa ulteriore clausola si dice in relazione alle prestazioni di medicina estetica.
Stava per dire della semplicità nell'intervento che si potrebbe prestare chiaramente un suggerimento che poi si porterà al tavolo tecnico e in relazione alle prestazioni di medicina estetica, alternativo al possesso della specializzazione universitaria e il conseguimento del diploma di formazione in medicina estetica rilasciato da una scuola privata, quadriennale o di master universitario di secondo livello in medicina estetica di durata biennale quindi un'integrazione al Regolamento di un rigo, diciamo due che si scrive è abbastanza in maniera più larga ma che consentirebbe effettivamente a tutti gli operai in maniera serena irregolare.
Io mi auguro e penso che il Dipartimento ci ha dimostrato insomma grazie sensibile a questa richiesta e quindi verrà buonissime, verrà sicuramente affrontato all'imprenditore che mi sembra il posto più offrono la disponibilità a partecipare in cos'è convocato, prego, Consigliere, Cavalli grazie.
Un chiarimento, ma a me risulterebbe che comunque la scuola?
La specializzazione in chirurgia estetica esiste comunque perché chi non ho io premesso che io recepisco quelle che le vostre rimostranze vuole che comunque sia venissero trattati alla stessa stregua delle altre regioni d'Italia, però non mi risulterebbe che comunque sia chi si iscrive al corso di specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva e anche estetica.
No, io quello che, premesso che quella che è la vostra rappresentazione, io la faccio lunga perché nord e quindi se il trattamento vale in Basilicata, vale nelle Marche ed è giusto che venga inserito anche qui, perché io devo solo questo siccome avete detto che non esiste la specializzazione in chirurgia estetica a me risulterebbe che chi frequenta il corso di chirurgia plastica,
Funky chirurgia, estetica.
Io volevo solo vuol dire per mia interviene la dottoressa grazie per la domanda, io non ho detto che non esiste la specializzazione in chirurgia estetica e ho detto che non c'è una specializzazione in medicina estetica, come c'è differenza fra il cardiologo, il cardiochirurgo fra il neurologo, il neurochirurgo, noi ho più volte sottolineato che siamo una branca internistica e che viviamo la confusione con la chirurgia,
La nostra è una branca della medicina internistica.
A questo punto chiudo, vedi il io ho il piacere di essere l'amico fraterno del professor Marco clinica, quindi nessuno più plastico non è chirurgo, estetico e chirurgo, allora.
Sì, no, no.
Da inserire.
Questo è il chi si iscrive e frequenta il corso di specializzazione con il professor clinker, diventa chirurgo plastico, diventa chirurgo e il chirurgo estetico diventa tutte e due le cose, sì, ma non ci riguarda, ma non su non riguarda ancora parlò parlavo della scuola di specializzazione, non parlavo la possibilità di quindi io ritengo volevo volevo porre il consigliere che ha richiesto l'audizione ai sensi ressero all'interno del tavolo sia i chirurghi plastici ed è stato religioso che voi glielo dico per rafforzare la vostra poi nei fatti, io credo che in un tavolo tecnico ci fa non si può non essere presente la vostra rappresentanza senza che ci sia quello che io ho chiesto una integrazione su un tavolo tecnico.
Per i chirurghi plasma loro già c'erano nel Tavolo tecnico nonché la manovra, allora consigliere, Scatigna chiudere, ad esempio, grazie, io volevo ringraziare le le dottoresse Berloco e Giorgio per aver comunque accresciuto la nostra personale cultura e competenza, perché è un ambito davvero molto complesso e condivido che molto spesso venga con flusso quindi io vi ringrazio, ringrazio anche l'avvocato Giorgio per aver.
Già preannunciato il suo contributo volontario nella proposizione che porteremo via innescati al fine di modificare e integrare quello che il regolamento regionale, che mi auguro sfoci in quello che viene giustamente richiesto. Quindi nel riconoscimento, in un albo specifico e nella possibilità di persone che comunque vogliono investire centinaia di migliaia di euro per aprire un laboratorio affinché le regioni pulizie lo consente. Grazie grazie, grazie a voi per essere intervenuta grazie all'avvocato e quindi possiamo ritenere chiuso l'argomento. Aspettiamo ovviamente il tavolo tecnico per capire, insomma, e l'inserimento della loro figura all'interno del tavolo tecnico. Piazze.
Allora io anticiperei il punto al quarto punto, all'ordine del giorno, in modo che poi?
L'ultima lo trattiamo con più calma, essendoci più punti da affrontare, quindi io invito frena scoop, Puglia, che ha richiesto.
L'audizione in merito alla rete assistenziale, territoriale, sanitaria e sociosanitaria per i disturbi dello spettro autistico prego, dottor Paparella, a lei la parola, Presidente, non è uno scoop, innanzitutto grazie per aver accolto questa richiesta era nata in poche noi avevamo richiesto di.
O essere ascoltati per sottolineare delle richieste più che delle criticità diciamo che non è emersa nel Regolamento a 9 2016, diciamo una parte, diciamo c'era, una parte che riguardava le istanze e il completamento della rete assistenziale e in una riunione assessorato si è detto che si sta andando avanti, si sta procedendo al completamento di questo, però la parte che io volevo sottolineare era la modifica a questo regolamento a cui si era iniziato a dar luogo e poi diciamo, si sono interrotti i lavori. Voglio essere puntuale e specifico nel Regolamento del 9 2016,
All'interno di alcuni articoli, soprattutto l'articolo 6, che tratta le residenze per i soggetti affetti da autismo, è si è rilevata anche in corso di autorizzazione in corso di gestione da parte di alcuni soggetti gestori, una discrepanza tra quelli che sono i setting assistenziali e quella che è la gravità dei soggetti accolti all'interno delle strutture.
Per cui, diciamo più enti anche quei pochi che hanno avviato l'attività hanno sottolineato, diciamo come vi sia quasi una non possibilità rispetto al setting previste all'interno delle strutture, né a rispetto alla gestione di livelli 3 A ragazzi affetti da autismo, che oggi non hanno ancora la possibilità di rientrare nella Regione Puglia oggi la Regione Puglia continua alle ASL continuano a collocare al fuori dalla regione.
Perché oggi noi non riusciamo ancora a garantire dei setting appropriati, diciamo e questo era e poi una particolare attenzione io volevo che fosse rivolta a l'età di transizione, diciamo, esiste a ponte tra i bisogni dei minori e bisogni dell'adulto un regolamento 14 2014 che tratta delle strutture residenziali terapeutiche per minori a che poi non trova poi la prosecuzione del trattamento e dell'iter diciamo rispetto all'intensità assistenziale, quindi questo vulnus questo vuoto terapeutico-riabilitativo sconta il prezzo, ancora ancor più per quei ragazzi che, uscendo da un percorso terapeutico riabilitativo, dove viene garantito un setting a livello assistenziali terapeutico-riabilitative intensivo, cinque infermieri, 5 riabilitatori.
5 o sotto il psicologi e neuropsichiatri trova un tu setting più assistenziali, è riferito a livelli leggeri dell'autismo. Questo volevo dire come bisogno. La richiesta era quella di riprendere i lavori, si era iniziato a fare un tavolo, però oggi, a mio avviso, diciamo diventa impellente danno una risposta,
Grazie, dottoressa Romeo.
A lei.
Eh sì, avevamo iniziato a lavorare su una ipotesi di modifica al Regolamento 9 2016. La proposta sarebbe anche abbastanza pronta, chiara secondo quello che era emerso nella nelle riunioni che abbiamo fatto con con il gruppo.
Il tema è sì, è vero, c'è questa questa necessità, c'è anche la volontà di.
Portare avanti la modifica del regolamento, immagino che questa cosa si farà è all'attenzione, ovviamente, del Dipartimento dell'assessore alla sanità soltanto che, come tutti gli atti che noi produciamo, anche i regolamenti nel momento in cui li proponiamo dobbiamo al pari,
Prevedere la spesa che è necessaria, cioè le somme che sono necessarie per poter dare poi applicazione a quella modifica. Ma questo vale per tutti i nostri atti, quindi la volontà c'è appena sarà possibile, insomma, completare il provvedimento anche sotto l'aspetto economico-finanziario, quindi sarà presentato.
Quando io volevo dirvelo che poi è emerso, mi sono permesso poco di portare all'attenzione della Commissione proprio perché il solito, la volontà degli uffici, ma capisco proprio per quello che diceva la dottoressa memorie o qui ci vuole la volontà di tutti perché aumentare i setting inevitabilmente diciamo presuppone un riaggiornamento un impegno economico delle tariffe quindi si delle rette scusami no e stanno avevo detto di più. Non è una questione di uffici, si è chiaro che per noi voglio dire,
Non a caso facciamo gli incontri tecnici, c'è anche la volontà politica, questo sto dicendo, quindi si sta trovando il modo per poter rendere quella proposta, poi operativa, è presentarla. Questo problema va bene. Grazie grazie. Grazie alle sotto il sole, almeno possiamo considerare chiuso anche questo ultimo punto,
Richiesta di una Feder diabetici Puglia, PSR, l'assessore alla sanità del Dipartimento, Salute sul tema tematiche varie per la gestione della patologia diabetologica della Regione Puglia.
Invito al tavolo.
Dottoressa Priore.
Sì tutto ciò grazie erano.
Fra diabetici, presente, se si.
In più.
In più abbiamo una dottoressa Piccinno.
Fai libera, che abbiamo lasciato dall'ultima apposta allora parola a Monica Priore che ha richiesto l'audizione per Fede Fedeli diabetici, Puglia PS.
Egregio Presidente, onorevoli Consiglieri, vi ringrazio per aver per aver accolto la richiesta di audizione della nostra Federazione prima di procedere ad elencare le necessità delle persone con diabete è necessaria una breve ma doverosa precisazione.
Tutto ciò che la Federazione compie ed è il motivo per cui siamo qui è diretta conseguenza di quanto riportato nella Costituzione italiana e nel codice civile riguardo alla cura degli interessi della collettività affidata alle associazioni e definitivamente specificata nella legge 117 riforma del terzo settore a seguito dell'approvazione di tale legge con attenzione al piano nazionale diabete, approvato nel 2013 13 IRI e recepito dalla Regione Puglia, il mondo del volontariato si è posto di fronte a una necessità di un profondo ripensamento per evolvere dal classico modello del mutuo aiuto al più moderno concetto dell'advocacy. Tale cambio di paradigma ha incluso la necessità di creare aggregazioni regionali, facendo compiere un difficile passo indietro ai singoli per permettere un enorme passo avanti collettivo. I tagli documentali, i documenti sono specificatamente richiesti, alcuni passaggi organizzativi a tutela delle associazioni stesse.
Ma anche delle istituzioni che con tali associazioni hanno bisogno e il dovere di confrontarsi, come anche assunto dall'atto di indirizzo del Ministero della salute, ha approvato nel 2022, per tutto quanto premesso, quando posso quindi affermare che oggi, qui a parlarvi non è solo Monica Priore? Ma tutte le 300.000 persone che in Puglia convivono quotidianamente con il diabete e che anche attraverso la Federazione, intendono portarvi le loro istanze? Il diabete è una malattia difficile che richiede, nelle sue varie forme, un approccio strutturato, efficace e tempestivo. Tuttavia, qui in Puglia esistono ancora criticità che compromettono l'accesso alle cure e la tecnologia necessaria.
Desidero iniziare ponendo l'attenzione su alcuni temi urgenti, la nostra realtà no no, un registro regionale della malattia diabetica si tratta di uno strumento essenziale per monitorare l'incidenza e la prevalenza del diabete, valutare l'efficacia delle terapie e programmare adeguatamente le risorse, a che punto siamo con la sua realizzazione o il suo utilizzo?
PDTA. È fondamentale garantire PDTA, aggiornati e applicati in modo uniforme su tutto il territorio, per offrire alle persone con diabete un'assistenza tempestiva ed efficace sia nell'età pediatrica che adulta tramite i PDTA le persone ve vent'vedono garantito un percorso di cura chiaro ed univoco che consente un migliore accesso alle opzioni terapeutiche, ma anche un significativo strumento per contrastare l'insorgenza delle complicanze. Sottolineo che la mancata progettazione di tali percorsi conti contribuisce in maniera significativa a quel 50% e oltre dei costi sul diabete relativo alle ospedalizzazioni. In una frase curarsi meglio oggi per stare bene domani e, aggiungo, costare meno alla nostra sanità pubblica, perché ad oggi la nostra Regione non ha un PDTA regionale.
Rete diabetologica regionale, un altro tema cruciale nella creazione di una rete diabetologica regionale sia pediatrica perché per l'adulto. In un contesto come quello attuale, in cui la carenza di personale sanitario è una problematica diffusa, una rete multidisciplinare, multispecialistica e aggiungerei che va oltre le singole strutture ospedaliere permetterebbe a una gestione condivisa del paziente, alleggerendo il carico di lavoro degli specialisti, garantendo un supporto continua a chi ne ha bisogno la possibilità di collaborare di e di collaborare tra diversi centri figure professionali. Vediamo i diabetologi endocrinologi, dietisti, psicologi, infermieri specializzati e altri specialisti coinvolti nella gestione delle complicanze creerebbe un percorso assistenziale più fluido ed efficiente e, soprattutto, senza soluzione di continuità. Questa sinergia avrebbe un impatto positivo su più livelli, ottimizzazione delle risorse umane e tecnologiche tecnologiche. Gli specialisti avrebbero un punto di riferimento per consulenze rapide e condivisione delle migliori pratiche.
Riduzione dei tempi d'attesa. Una comunicazione diretta tra i centri consentirebbe di gestire tempestivamente casi complessi, evitando ritardi diagnostici e terapeutici. Assistenza territoriale, più capillare, il paziente non sarebbe costretta a spostarsi per ogni necessità, riducendo i cosiddetti viaggi della speranza, supporto psicologico e formativo. Una rete multidisciplinare garantirebbe anche un adeguato sostegno psicosociale ai pazienti e alle loro famiglie.
La creazione di una rete diabetologica regionale e quindi una soluzione che andrebbe a bando a vantaggio non solo dei pazienti, ma anche degli operatori sanitari, migliorando la qualità delle cure e rendendo il sistema sanitario più efficiente, e sottolineo nuovamente meno costoso. Vi chiedo dunque se esistono già progetti in corso o se la Regione Puglia intenda avviare un piano strutturato per la realizzazione di questa rete, che rappresenterebbe un passo concreto verso una sanità pubblica più equo e sostenibile.
Passiamo alla tematica dei centri prescrittori che un altro, un altro problema che qui in Puglia si presenta di frequente perché ci sono praticamente delle aree della Regione che ancora non hanno un Centro prescrittore riconosciuto e il problema nasce nel momento in cui il paziente si regga si reca dallo specialista che lo ha in carico. Lo specialista non fa capo a un Centro prescrittore, pertanto il paziente viene spedito in un altro centro per ottenere la prescrizione o il medico deve in qualche modo chiedere la cortesia al collega che si trova nel Centro prescrittore di effettuare, di produrre la documentazione necessaria per far avere la tecnologia al proprio PIAT paziente? Questo non solo crea crea disagi per i pazienti e per i medici stessi, ma rappresenta anche una pratica inappropriata e inefficace.
Inoltre, una grande criticità in merito a questo tema è rappresentata anche dal fatto di aver inserito la prescrivibilità dei sensori F GM, che sono il monitoraggio flash della glicemia, sempre in capo al centro, e ai centri prescrittori, quando, quando in realtà, trattandosi di un dispositivo medico sempre di alta tecnologia ma di facile utilizzo rispetto ad altri dispositivi che sono presenti sul mercato classificato come un incontro che classificato tra l'altro come glucometro meno dice qui la dottoressa.
E dovrebbe c'è. Il prodotto dovrebbe poter essere prescritto da qualsiasi endocrinologo ai endocrinologo, ma addirittura andare oltre a arrivare ai medici di medicina generale. Tra l'altro, questi sistemi dovrebbero poter essere utilizzati nei soggetti con diabete di tipo 2 all'esordio. Non c'è bisogno di acquistarlo e darglielo per 365 giorni l'anno, ma già all'esordio. Avere un sensore glicemico che ti monitorano alla glicemia permette al paziente di conoscere la propria condizione di salute. Quando sta mangiando il piatto di vasta che poi dice prendo la complessa ho sistemato tutto. In realtà si rende conto che non sistema tutto con la complessa, se comunque esagera con la lì con l'alimentazione. Chiediamo quindi se si sta provvedendo in tempi celeri ed ampliare la rete dei centri prescrittori, garantendo un accesso equo alle prescrizioni in tutte le province della Puglia e a rendere prescrivibili gli F GM dallo specialista o dai medici. Di medicina generale. C'è un punto che salto perché il dottor Stella, me, l'ha già chiarito, quindi vi evito questa cosa arriva, un diciamo.
Al punto più critico è doloroso. Vorrei ora affrontare un tema di estrema rilevanza, lo screening per il diabete tipo 1, come sapete, alla Regione Puglia e ha scelto di adottare una modalità di screening neonatale per individuare i bambini predisposti a contrarre diabete tipo 1. Detto screening non rispetta però le modalità di esecuzione prevista dalla legge nazionale 130 del 15 settembre 2023, di cui a breve usciranno i decreti attuativi. Segnaliamo che, per questioni prettamente scientifiche, che una specialista a breve vi illustrerò. La nostra Regione rischia un dispendio di risorse pubbliche che non si tradurrà in un'efficacia. Individuazione dei possibili casi di diabete di tipo 1.
A questo proposito voglio raccontarvi la storia di Rimini, scusate una bambina pugliese di soli quattro anni che lo scorso 12 marzo ha perso la vita.
A causa di una chetoacidosi diabetica.
Una complicanza gravissima del diabete tipo 1. La sua diagnosi è arrivata troppo tardi, la chetoacidosi, che poteva essere prevenuta se si fossero compresi i sintomi, ha avuto esiti irreversibili.
La morte di Emily non è un caso isolato, è il simbolo di un fallimento del sistema di prevenzione e formazione che dobbiamo e possiamo evitare. Lo screening previsto dalla legge 130 del 15 settembre 2023 offre una possibilità concreta e testata di individuare precocemente i soggetti a rischio permettendo interventi tempestivi e salvavita per approfondire questo tema e come oggi la dottoressa Elvira, piccino referente regionale SIEDP per l'aria diabetologica pediatrica che vi illustrerà nel dettaglio, perché l'attuale approccio adottato dalla Regione non è efficace e quali sono i benefici dello screening? È previsto a livello nazionale.
Il cartaceo.
La.
Salvato con il PowerPoint sul pianeta.
Allora intanto?
Vi ringrazio.
Elvira, Piccin, non vi presento, io sono la referente per la diabetologia pediatrica pugliese, per la società scientifica dei rappresentano Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica, però sono anche direttrice dell'unità operativa di Malattie Metaboliche genetiche, endocrinologia, diabetologia dell'ospedale pediatrico, Giovanni ventitreesimo centro clinico e dall'Est dello screening metabolico per la regione e anche per le extraregionale.
Il nostro è un reparto complesso, però volevo portare all'attenzione dei dati che sono qui nelle nelle figure esiste la di diabete in Puglia, in Diabetes, sappiamo che la 115 nell'87 non è mai stata una legge che tutto il mondo ci ha invidiato, ci ha copiato, non è stata mai resa operativa. Per quanto riguarda l'attribuzione dei centri regionali di diabetologia pediatrica dell'adulto, la costituzione della rete e dei percorsi anche con il territorio, quindi, non esiste un registro dei bambini affetti da diabete in Puglia, ma abbiamo una rete interna, osso diabetologi pediatri, ci siamo messi insieme più volte, abbiamo raccolto i dati del 2022 di tutti i bambini che hanno presentato un esordio di diabete nei centri di ospedali, e cioè nei reparti di pediatria a ospedaliera della Regione Puglia, tutta la tutta la Regione Puglia, da dei centri pediatrici d'Atri case a San Giovanni Rotondo, nel 2022 ci sono 146 diagnosi totali di diabete e per il 93% più del 93% e tipo una insulino-dipendente, una, uno tsunami che spacca in due la vita di quella famiglia. Perché c'è sempre un prima e un dopo e che comporta una terapia per tutta la vita con insulina l'ausilio dei dispositivi tecnologici che abbiamo a disposizione oggi e che ci hanno permesso di cambiare anche il destino di malattia di questi bambini, perché di bambino diabetico oggi è un prodotto di cura che diventa un adulto sano senza complicanze senza necessità di ospedalizzazioni di problemi futuri. Quindi il 93% di queste diagnosi sono diabete, tipo 1 incidenza 0 14 anni. Ovviamente possono rimanere fuori da questo. Questo non sono dati precisi al 100%, perché possono rimanere fuori quella diagnosi che sono state fatte dagli specialisti ambulatoriali, dove un'adolescente è arrivato con sintomi non gravi. C'è una prevalenza dei maschi rispetto alle femmine, ma quello che spaventa in una regione che ha lavorato tanto sul diabete sia nel campo della pediatria che nel campo della diabetologia dell'adulto. Il 47% di questi bambini esordiscono in chetoacidosi con pericolo di vita chetoacidosi a uno stato di disidratazione grave, è dovuto alla carenza di insulina, con messa a rischio di tutti i parametri vitali. E quindi se noi andiamo a considerare ci sono Echt tanto più grave quanto più piccolo, quel bambino che si è disidratato acutamente.
E abbiamo che il 18,5% arrivano in chetoacidosi con un pH al di sotto di 7 1 che mette a rischio anche il percorso del riequilibrio SIC successivo. Purtroppo è nel power point. Non so perché non è venuta stampata nel cartaceo. C'è una analisi delle varie province che parla di incidenza di un aumento spaventoso di incidenza nella provincia di Taranto,
E questo ci fa riflettere sui fattori ambientali, perché il diabete non è predisposizione genetica al diabete. Tipo 1 1 può nascere con una predisposizione genetica. Non avere il diabete sino al compimento della sua vita, ma è sono fattori ambientali, è una malattia poli genica. Pensate che, dal punto di vista genetico, due gemelli esattamente identici, se uno c'ha il diabete e l'altro c'ha soltanto il 45% di rischio che dal punto di vista statistico genetico è un rischio molto basso, quindi lo screening dalla Regione Puglia, per quello che noi forse in maniera anche impropria, abbiamo compreso si ferma allo stadio zero della malattia, dove è il cartoncino, esamina il patrimonio genetico di questo bambino che può essere a rischio, non mi dice nulla del rischio effettivo che invece.
Costituito dal dosaggio degli anticorpi. In questo ci arriviamo dopo, quindi sappiamo che l'incidenza del diabete tipo un'età pediatrica nella media, la situazione italiana, ma la prevalenza di chetoacidosi e di rischio dei bambini è più alta rispetto a quanto scritto in Italia.
Era morta a Taranto nel 2013, una bimba e adesso è morta, Emily in rianimazione al Vito Fazzi, e questi ci devono riflettere perché vi assicuro, bambino diabetico ha un potenziale di vita, qui c'è un atleta che ha fatto le traversate di tutti i mari, tutti i fiumi d'Italia con un mare a, ma la Capri Meta di Sorrento che era impedito alle motovedette della Guardia costiera. Quindi vi lascio immaginare la forza che questi ragazzi possano le potenzialità di questi ragazzi, cioè Giulio che un voi ho conosciuto all'età di 19 mesi campione del mondo Under 20 di spada cioè voglio dire, arriva a diventare campione del mondo nonostante il diabete, ma chiediamo alle autorità regionali della Puglia di permettere di continuare a lavorare, continuare a crescere questi talenti nonostante il diabete e quindi sono lavori di su questo dato e disomogeneo perché sono i dati dai noi diabetologi pediatri che abbiamo riunito. La legge 130 parla di uno screening nazionale della popolazione pediatrica per l'individuazione degli anticorpi. Questo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale degli anticorpi del diabete tipo 1, proprio perché il diabete, al di là della predisposizione genetica, ci sono questi fattori ambientali che a un certo punto fanno impazzire l'organismo che produce anticorpi contro le cellule. L'organismo linfociti Cicchi, citotossici vanno a distruggere le cellule beta del pancreas che producono insulina. Ma questo è un processo lento che può durare molti anni o Paul, ma molti mesi, ma abbiamo la possibilità. Dobbiamo studiarlo bene per intervenire nella prevenzione del rischio di morte di questi bambini, ma anche per garantirgli una funzionalità pancreatica residuo che forse li aiuterà a vivere bene per tutta la famiglia. Quindi dobbiamo.
Passare dallo stadio zero, che sono la genetica ad analizzare lo stadio uno lo stadio 2, dove c'è la presenza di un solo anticorpi o di due anticorpi con la presenza di due anticorpi, è la la contemporanea valutazione di uno stato di disc Licia mia attraverso un monitoraggio del green del glucosio che mi dimostrano il Vice mia super normale ancora a digiuno, perché io produco all'insulina ma comincia ad essere insufficiente per i pasti maggiore di 140 io quel bambino lo devono mettere in sicurezza, lo dobbiamo mettere, quindi ci sono gli anticorpi dosaggio dei quattro anticorpi anti insulina, anche a due anti proposti casi dell'acido glutammico e trasportatori dello zinco che ci permettono di studiare il rischio di diabete CIS. C'è una panoramica delle tecnologie e dei vari paesi del mondo come le hanno utilizzate, anche cosa perché dobbiamo identificare, monitorare gli anticorpi anti beta cellule per ridurre il rischio e la morbilità e la mortalità di questi bambini, ridurre l'ospedalizzazione, ma anche per dar tempo alla famiglia, di adattarsi a questa nuova condizione di rischio dal punto di vista psicologico e fornire anche un'educazione nutrizionale presento Matica, un counselling, un sostegno a questa famiglia che da un momento all'altro si può trovare davanti a una malattia cronica. Dobbiamo schierare quindi soprattutto i soggetti a rischio, quindi i parenti di primo grado, ma soprattutto laddove ci sono malattie autoimmuni coesi coesistenti, c'è una comorbidità. Quindi, laddove c'è una tiroidite una celiachia, abbiamo un rischio maggiore di possa trovare la positività di questi anticorpi,
Che cosa vuol dire, cioè uno studio tedesco che ha analizzato 90.632 bambini con lo screening dei quattro anticorpi e ha trovato 280 bambini presento matrici che non avevano assolutamente un parente di primo grado, quindi dal sicuramente è.
Hanno necessità di essere attenzionati per passare per rimanere in uno stadio uno stadio 2 con la positività anticorpale ed evitare la progressione allo stadio. 3 e 4, che sono quello dell'insulina dipendenza vita. Quindi dobbiamo lavorare insieme. Abbiamo anche gli strumenti tecnologici che ci permettono di studiare queste cose e, soprattutto, dobbiamo essere più attenti con i bambini più piccoli, perché laddove il test negativo degli anticorpi possiamo aspettare anche due o tre anni per ripeterlo, ma laddove troviamo un anticorpo positivo dobbiamo ripeterlo ogni 6 12 mesi e laddove c'è lo stadio 2 con i due anticorpi all'ADISU glicemia, dobbiamo controllarli. Ogni tre mesi ci sono partite quattro regioni in Italia pilota per uno studio pilota anche che creare un task.
Garantisse la fattibilità di questo studio. Sono la Lombardia, le Marche, il Lazio e la Campania sono stati sottoposti a screening bambini della fascia D 2 6 e 10 anni. Questo ha portato l'Italia come pioniera in un campo nel campo scientifico internazionale ed è stata lodata su riviste internazionali come la ANSET, eccetera. Quindi, che cosa succedeva? Il test di sangue di primo livello è stato effettuato dai pediatri, sempre con consenso informato dei genitori e con adesione volontaria, e poi sono stati inviati per il dosaggio. Il San Raffaele per il per questo studio pilota ha centralizzato lo screening. Il dosaggio degli anticorpi è una pietra miliare nella scala nel campo della prevenzione e grazie allo screening. 30 bambini in Italia non avranno la chetoacidosi perché sono stati riconosciuti prima dell'esordio in condizioni drammatiche. Non mi dilungo, c'è anche un farmaco che è stato approvato da Aifa al di sopra di otto anni, che permetterebbe di annullare l'azione killer dell'inc facilita tossico CD 8 si chiama Teplitz EUMAM.
Può essere erogato dalla ditta attraverso una pratica dell'uso compassionevole e permetterebbe fosse di.
Non ci sono studi a lungo termine, ma, come ci ha insegnato l'asma, noi dobbiamo valutare nel tempo la risposta al farmaco è sicuramente ci impedisce di arrivare alla chetoacidosi, ma forse ci garantisce. C'è uno studio pubblicato che dimostra la mantenimento della riserva attraverso il dosaggio del CIPE peptide, che il frammento che si libera dalla su dalla costituzione della molecola definitiva dell'insulina, che quindi è indicatore di funzionalità residuo pancreatica, il mantenimento di livelli adeguati di ci Bettina ci dicono che con l'azione di questo farmaco noi abbiamo interrotto la catena della distribuzione Beta cellulare. Per quanto tempo forse non lo possiamo ancora sapere? Oggi, però è un'arma che abbiamo, quindi è importante lo screening, perché purtroppo alcuni bambini in Puglia, come me, ne arrivano in ritardo con 750 di glicemia, una una situazione di i parametri vitali di compenso di circolo che rendono impossibile qualsiasi azione per quanto tempestiva del medico che si trova ad approcciare questa bambina e quindi io vi chiedo.
A nome proprio di questa bimba, di riguardare un attimo o comunque considerare insomma la l'importanza dello screening modello saggio degli anticorpi nello screening.
Ringrazio il professor.
Continua sì, concludo suonano come facciamo a rispondere, anche perché io anticipo questa cosa noi abbiamo oggi sono Paolo Stella che può parzialmente a rispondere a tutte le diciamo le domande che lei ha fatto prima.
Il dottor Montanaro, che mi ha comunicato che oggi erano impegnati negli altri, insomma del Dipartimento di ARES, mi chiede di aggiornare comunque la Commissione a due settimane, in modo che possono essere tutti presenti che possono dare le risposte che alle domande che lei ha fatto oggi. Quindi nel frattempo, ovviamente, acquisiamo ciò che il dottor Stella e pronto a riferirci, poi noi li aggiorniamo questa Commissione, lo dico per gli uffici da due settimane in modo che abbiamo le risposte, insomma che cerchiamo intanto per concludere,
Prego, dottoressa privati.
Ovviamente, accanto alla questione dello screening, per evitare di avere altri uomini in Puglia. Un elemento fondamentale è la conoscenza. Il diabete di tipo 1 è una malattia che può colpire all'improvviso, spesso senza preavviso, i suoi sintomi. Come siete intensa. Perdita di peso, stanchezza estrema e minzione frequente possono essere facilmente riconosciuti, ma solo se si sa cosa cercare, troppe famiglie e troppe scuole. Purtroppo, anche troppi operatori sanitari non hanno ancora le informazioni necessarie per identificarli in tempo, e questo può fare la differenza tra la vita e la morte. E responsabilità delle istituzioni investire nella sensibilizzazione e nella formazione. Servono campagne di comunicazioni capillari che raggiungano le famiglie, le scuole e i pediatri e i medici di base, ogni genitore, ogni insegnante e ogni operatore sanitario deve saper riconoscere i segnali di un esordio diabetico. Inoltre, chiediamo che la Regione introduca un obbligo formativo specifico per il personale scolastico nell'ambito dei corsi di primo soccorso. E inaccettabile che ancora oggi i dirigenti scolastici con gli insegnanti rifiutino di somministrare un farmaco salvavita, come il glucagone spray nasale da utilizzare in caso di ipoglicemia grave. Questo rifiuto può mettere a rischio la vita di un bambino e lede gravemente al suo diritto di inclusione nella formazione obbligatoria sul diabete di tipo 1 e sulla gestione dell'emergenza diabetica. È essenziale per garantire la sicurezza nelle scuole attualmente all'atto dell'esordio. Sono le associazioni Betrayal pediatriche con i pediatri diabetologi di riferimento a recarsi presso gli istituti scolastici disposti e, ripeto, disposti ad ascoltare. È necessario predisporre al più presto al più presto una delibera per la gestione del diabete e, più in generale, delle cronicità nelle scuole. La realtà nazionali a cui aderiamo Diabete Italia, perché noi facciamo, siamo una federazione regionale e facciamo parte di una rete associativa nazionale. Si sta adoperando per creare e promuovere tagli i documenti di inclusione nelle varie regioni ed è disponibile a collaborare anche con la nostra realtà.
Quindi abbiamo gli strumenti per evitare altre perdite di vite umane, vi chiedo se c'è la volontà di farlo, perché sta solo a noi decidere di usarli, come avete potuto constatare, le questioni che ho portato alla vostra attenzione sono numerose e complesse, ma affrontarle non è solo necessario, ma è doveroso. Le persone con diabete e le loro famiglie meritano risposte concrete e tempestive. È indispensabile adottare una visione, una visione complessiva che consenta di intervenire con efficacia su tutti i fronti, dal Registro regionale alla rete diabetologica, dalla semplificazione delle prescrizioni, all'adeguamento dei budget per i devices tecnologici, fino allo screening del diabete tipo 1 e alla formazione nelle scuole. Ogni passo in avanti in questa direzione rappresenta un miglioramento tangibile nella qualità delle vita di milioni di cittadini pugliesi come Fedra, diabetici, Puglia. Abbiamo più volte ribadito la nostra disponibilità a collaborare con tutti gli attori coinvolti per affrontare queste tematiche con spirito di condivisione e responsabilità. Siamo fermamente convinti che solo attraverso un confronto aperto e costruttivo si possano trovare soluzioni efficaci e durature. A questo proposito e vado a chiudere, non possono nascondere il mio rammarico nel dover constatare che, nonostante la richiesta ufficiale di questa spettabile Commissione, come riportato nel verbale 185 dell'audizione del 17 aprile 2024, la Federazione non è stata ancora inserita nel tavolo tecnico e ICT e del diabete. Non comprendiamo i motivi di questa esplosione che prima il confronto istituzionale di una voce che rappresenta direttamente le persone con diabete e le loro famiglie. Il cambiamento è possibile, ma solo se non scegliamo insieme. Oggi avete l'opportunità di essere parte attiva di questo percorso, di contribuire a costruire una sanità equa, accessibile ed efficiente per tutti noi. Siamo pronti a fare la nostra parte e speriamo di poter contare sul vostro impegno, sulla possa sensibilità per dare risposte concrete a chi ogni giorno convive con il diabete. Vi ringrazio per l'attenzione. Grazie, ovviamente noi giriamo gli uffici di competenza.
Uno lo abbiamo depositato, la giriamo gli uffici in modo che tra due settimane, cioè tra il 9 aprile, poi riprendiamo l'argomento hanno preso un sonoro che possono chiarirci tutti i punti che oggi abbiamo sollevato, intanto, dottor Stella, le cedo la parola.
Allora, buongiorno a tutti.
Diciamo con la dottoressa Priore, e noi abbiamo anche continue interlocuzioni, quindi diciamo non.
Quindi diciamo, non abbiamo difficoltà a sfondo pure io, però non abbiamo difficoltà ad interloquire ad interagire, quindi diciamo a prendere in carico laddove.
Non so se il professor Claudio.
Ricerca.
Io diciamo rispetto al.
All'elenco delle diciamo importanti questioni che sono state tutte portate al tavolo, diciamo, posso dare il mio contributo relativamente alla parte relativa e i centri prescrittori per il diabete, allora esiste nella nostra regione un tavolo tecnico che è stato anche citato dalla dottoressa Priore che incardinato all'interno dell'Agenzia regionale sanitaria e si chiama tavolo tecnico HTA diabete, un tavolo tecnico che è rappresentato, diciamo, da una composizione scientifica multidisciplinare, quindi diciamo,
Di e di elevato profilo professionale. Noi ci sono professori universitari e di endocrinologia e diabetologia pediatri specialisti piuttosto che anche altri rappresentanti, diciamo, di associazioni di categorie dei malati che, nel corso, diciamo, del precedente periodo, ha già determinato una linea guida di natura regionale con la quale sono stati definiti in coerenza con le previsioni del DPCM LEA che è quello diciamo, che definisce quali sono gli ambiti nei quali ci si può muovere all'interno del perimetro sanitario in regime di rimborso con il Fondo SSN.
Dei criteri per poter utilizzare al meglio le tecnologie e le altre tecnologie per il diabete, oltre che per andare ad individuare i centri prescrittori da autorizzasse da parte della Regione sulla base di competenze strutturali, tecnologici e organizzative in possesso degli stessi. Per poter diciamo,
Arruolare un paziente ha una tecnologia.
Più complessa e anche più costosa, questo documento è stato approvato con una deliberazione di Giunta regionale che è la 387 del 2018, ed è un documento che comunque sia, è in fase di aggiornamento, perché il tavolo tecnico dell'ARES sta già elaborando, diciamo, una,
Un aggiornamento di questo documento ci sono state delle proposte dagli stessi, alcuni componenti del Tavolo tecnico dell'ARES dal in primis danno il referente tecnico scientifico del del tavolo tecnico che il professor Giorgino della dell'endocrinologia, direttori dell'endocrinologia della dell'Università, di Bari, del Policlinico.
Proposte che il Dipartimento diciamo, di cui il Dipartimento Salute ha preso atto e ha già, diciamo, palesato che non esistono fattori ostativi alla ad all'accoglimento, diciamo delle delle proposte ma siccome diciamo il, la proposta di natura tecnico scientifica deve essere evidentemente elaborata dal tavolo tecnico dell'ARES abbiamo rinnovato, diciamo l'invito all'agenzia a concludere il lavoro di istruttoria per poter aggiornare in breve termine a stretto giro diciamo queste linee guida,
A tal fine abbiamo mandato anche una nota la settimana scorsa all'ARES. In tal senso ci sono state anche delle interlocuzioni con il coordinatore del tavolo tecnico con la dottoressa Graps, che si è comunque sia dimostrata disponibile a riprendere celermente i lavori del tavolo. Quindi confido che in breve si addiverrà a un aggiornamento del documento di Linee guida del del tavolo tecnico e quindi a un aggiornamento dei criteri che consentano di eleggere i centri prescrittori con un ampliamento dei centri prescrittori sulla base, diciamo, di evidenze di natura tecnico scientifica che avrà cura di.
Un evidenziarsi, evidenziarsi il tavolo stesso così come event. Evidentemente ci saranno delle modifiche in relazione a i criteri che sono stati al tempo individuati per arruolare i pazienti all'utilizzo di tecnologie complesse per il diabete, tra cui anche i dispositivi flash. Quindi, diciamo, è in itinere, diciamo un lavoro in tal senso e confidiamo, diciamo che sia a stretto giro. Ho portato a termine per poter addivenire, diciamo, a una più capillare.
Diciamo rete dei Centri che sono preposti alla prescrizione di questi dispositivi per il diabete,
A un utilizzo degli stessi verso chi ne ha effettivamente bisogno.
Per ciò che sono gli altri punti, in realtà sono, diciamo, delle attività che segue.
In buona parte l'Agenzia regionale sanitaria, congiuntamente con i colleghi della Sezione di strategie governo dell'offerta e mi riferisco a quelli che sono i punti relativi al registro di malattia piuttosto che PDTA piuttosto che la proposta di fare una rete diabetologica.
E in in altra parte, invece, quella che si riferisce agli screening per il diabete. Ah, la diciamo idea di promuovere formazione, informazione quindi che attiene.
Che attiene sì, sì, no che stavo dicendo che attengono all'ambito della prevenzione, perché questa diciamo attiene all'ambito della prevenzione, la formazione e informazione, anche all'interno delle scuole, diciamo, saranno evidentemente oggetto di approfondimento e riscontro da parte dei sì, sì, ma diciamo no, non io non no, non metto.
Bocca però in materia chi siamo che gestiscono colleghi.
All'interno del dipartimento, faranno sicuramente presenti frodi, è sicuramente altrettanto o meglio, siccome concordato, se essi stessi che assolutamente.
Famiglie non hanno contezza di quelli che sono i fattori.
Se Teams certo, certo, alcuni di questi non li conoscevo oggi faccio lo rifaccio niente, così come è giusto, sensibili, insomma, costa 200, comunque sia, il personale sono d'accordo. Sono d'accordo con me. Scusate se c'è uno dei lavori più citati al mondo, ancora nessuna campagna di prevenzione del diabete creata dall'Università di Parma negli anni 90 per non decenni a Parma non si sono visti più esordì in condizioni grave. La SIEDP a un poster che ha fatto con un bambino che si attacca alla fontana è un'altra cosa. 87 tanta pipì consulta subito al tuo pediatra. Se volete, è vero, ma non PDF nelle scuole nomina anche in televisione, cioè tale norma. No, dataset una norma ci pensa perché, se voglio dire l'ho detto.
Sì.
È un problema vostro.
Per anni non si sono visti i bambini in gravi condizioni a Parma e dello studio di prevenzione più citato al mondo, campagna promozionale fra due settimane, quando ci riprendiamo potuto portare questo, questo nota così, in modo ufficiale della.
Benissimo, va benissimo, allora quindi chiudiamo qui questa audizione, ci aggiorniamo a due settimane, quindi al 9 aprile, con la presenza di tutti, ovviamente non per il dottor Stella, che ha già risposto da quella che era la sua parte e che ringrazio per la presenza a voi grazie a tutti non abbiamo più punti all'ordine del giorno quindi possiamo considerare chiusa la seduta.